GLI ULTIMI 10 ARTICOLI

mercoledì 31 ottobre 2012

INTER, TRE PUNTI CON BRIVIDO. E LANCIA LA SFIDA ALLA JUVE

Serie A 2012-2013 – 10^ Giornata
INTER - SAMPDORIA 3 - 2
20' Munari – 53’ MILITO (rig.) - 68' PALACIO – 81' GUARIN – 94’ Eder

Inter (4-3-3): Handanovic; Zanetti, Ranocchia (39' st Silvestre), Samuel, Pereira (18' st Nagatomo); Mudingayi (1' st Cambiasso), Guarin, Gargano; Palacio, Milito, Cassano.
A disposizione: Castellazzi, Belec, Jonathan, Bianchetti, Duncan, Alvarez, Livaja.
All.: Stramaccioni
Sampdoria (4-3-3): Romero; Berardi, (8' st De Silvestri), Rossini, Gastaldello, Costa; Munari, Tissone, Poli (14' st Renan, 33' st Maxi Lopez); Estigarribia, Soriano, Eder.
A disposizione: Berni, Falcone, Mustafi, Castellini, Poulsen, Juan Antonio, Icardi, Savic.
All.: Ferrara
Arbitro: Doveri

Ottava vittoria consecutiva (sesta in campionato). L’Inter seppur con qualche affanno porta a casa il risultato e si presenta allo Juventus Stadium con intenzioni serie.
Stramaccioni cambia ancora presentandosi con un 4-3-3. In difesa Zanetti e Pereira sono gli esterno con Samuel e Ranocchia centrali. A centrocampo Mudingayi, Gargano e Guarin mentre in attacco spazio al tiro Cassano-Milito-Palacio.
Partenza buona dell’Inter ma dopo 20 minuti arriva la doccia fredda. Cross dalla destra, Samuel e Ranocchia si ostacolano a vicenda e nel pasticcio la palla va a Munari che, a sorpresa, porta in vantaggio la Sampdoria. L’Inter ci mette un po’ a riorganizzarsi. Anche perché i blucerchiati, trovato IL vantaggio, si chiudono in difesa lasciando pochissimi spazi agli attacchi nerazzurri. Nonostante tutto l’Inter riesce a rendersi pericolosa in un paio di occasioni. Ma il primo tempo finisce sullo 0-1.

martedì 30 ottobre 2012

Palla al Centro. TURNO INFRASETTIMANALE ASPETTANDO JUVE-INTER

PALLA AL CENTRO Discussioni e commenti aspettando il fischio d’inizio
Serie A – 10^ Giornata
Martedì 30 ottobre ore 20.45
PALERMO-MILAN
50 i precedenti tra Palermo e Milan in campionato: 11 vittorie per i siciliani, nove i pareggi (di cui sette 0-0) e addirittura 30 le volte in cui si sono imposti i rossoneri. Perfetto equilibrio nelle ultime 10 sfide, con cinque vittorie per parte.
Mercoledì 31 ottobre ore 20.45
ATALANTA-NAPOLI
82 le sfide nel massimo campionato tra Atalanta e Napoli: 21 le vittorie dei bergamaschi, 25 i pareggi e 36 le vittorie dei partenopei. L’Atalanta ha vinto solo due delle ultime sette sfide di campionato contro il Napoli, ma è riuscita a imporsi proprio nell’ultimo confronto dello scorso aprile (3-1 al San Paolo).
CAGLIARI-SIENA
Sono solo 14 i confronti in Serie A tra Cagliari e Siena: toscani in leggero vantaggio (cinque vittorie a quattro), cinque anche i pareggi. Siena imbattuto nelle ultime quattro sfide col Cagliari (due vittorie e due pareggi).
CHIEVO-PESCARA
Nessun precedente per Chievo e Pescara nella massima serie. Per il Chievo una sola vittoria nelle ultime otto giornate, un pareggio e ben sei sconfitte completano il parziale. Solo due le vittorie per il Pescara in questo campionato, al suo ritorno in A dopo 10 anni.

lunedì 29 ottobre 2012

CLAMOROSO A CATANIA !!! (la Juventus e quella fastidiosa sensazione di deja-vu)

Succede tutto al 24esimo di Catania-Juventus, anticipo delle 12.30 di ieri sul risultato di 0-0. L'azione è lineare: Marchese crossa un pallone dalla sinistra, Spolli e Lodi ne prolungano la traiettoria, la sfera finisce sul palo e viene raccolta da Bergessio che ribadisce in rete. La posizione dell'attaccante argentino, ampiamente alle spalle di Asamoah, è senza ombra di dubbio regolare e il gol andrebbe assegnato. Qui, però, arriva il pasticcio arbitrale: il guardalinee Maggiani corre verso il centrocampo e Gervasoni convalida la rete, ma di fronte alle vibranti proteste della panchina bianconera, capeggiate da Pepe e Giaccherini, l'assistente del direttore di gara torna sui suoi passi. Dopo un conciliabolo con Gervasoni e con l'arbitro di porta Rizzoli arriva il clamoroso dietrofront: gol annullato.
Un episodio clamoroso che ha dell’incredibile. Non si può parlare di errore tecnico, né di errori di valutazione. Direi più che è un cambio di decisione su precisa indicazione. E potrebbe anche starci. Quante volte l’arbitro prende una decisione e su indicazione del guardalinee la modifica?

L'INTER DA TRASFERTA NON SI FERMA PIU'

Serie A 2012-2013 – 9^ Giornata
BOLOGNA - INTER 1 - 3
27' RANOCCHIA – 53’ MILITO – 58’ Cherubin – 64’ CAMBIASSO

BOLOGNA (4-3-1-2): Agliardi; Garics, Antonsson, Cherubin, Morleo; Taider, Pazienza (30' st Krhin), Guarente (37' st Kone); Diamanti; Gilardino, Gabbiadini (30' st Paponi).
A Disposizione: Lombardi, Stojanovic, Motta, Pulzetti, Abero, Riverola, Sorensen, De Carvalho, Pasquato.
All: Pioli.
INTER (3-5-2): Handanovic; Ranocchia, Samuel, Juan Jesus; Zanetti, Mudingayi, Cambiasso, Gargano (43' st Pereira), Nagatomo; Palacio (36' st Alvarez), Milito (22' st Cassano).
A Disposizione: Castellazzi, Belec, Silvestre, Guarin, Jonathan, Livaja.
All: Stramaccioni.
ARBITRO: De Marco di Chiavari.

A Bologna l’Inter conferma l’impressionante trend positivo lontano da San Siro (otto vittorie in otto gare), l’ottimo momento di forma in assoluto (sette vittorie consecutive tra campionato ed Europa League) e si propone (timidamente, per il momento) come possibile protagonista di questa stagione.
Stramaccioni cambia ancora facendo riposare Cassano e mettendo un centrocampista in più (Mudingayi). Il Bologna parte bene ma l’Inter prende in mano la situazione e poco prima della mezzora arriva il gol nerazzurro. Punizione di Cambiasso, testa di Ranocchia (che pochi minuti prima era andato vicino al gol su azione da calcio d’angolo) che con una perfetta parabola si infila alle spalle di Agliardi.
Nella ripresa il Bologna preme per pareggiare ma l’Inter in contropiede raddoppia. Discesa di Palacio e palla perfetta per Milito che, dopo aver sprecato un bel po’ di occasioni nelle settimane scorse, stavolta la butta dentro.

domenica 28 ottobre 2012

A BOLOGNA PER CONTINUARE A VINCERE

Finora in questa stagione abbiamo sempre vinto in trasferta. Quattro vittorie in campionato, tre in Europa. Inutile scrivere che bisogna continuare su questa scia. Anche da Bologna dovremo portare via i tre punti. Per noi, prima che per la classifica.
La lotta al tricolore è un pensiero stupendo che, nonostante gli sforzi, non riusciamo ad evitare ma prima di tutto bisogna pensare a noi stessi e alla nostra classifica. I conti per la lotta al vertice li faremo a primavera se saremo ancora così vicini alla testa.

Stramaccioni, che dopo Sneijder ha perso anche Coutinho (fuori un mese per una frattura alla tibia), quasi certamente schiererà l’artiglieria pesante in avanti con Cassano, Milito e Palacio tutti e tre in campo dal primo minuto come già successo una settimana fa contro il Catania. Confermato il trio difensivo (Samuel, Ranocchia e Juan Jesus), qualche dubbio a centrocampo con Zanetti e Nagatomo che probabilmente saranno gli esterni e Cambiasso, Gargano, Guarin e Mudingayi che si giocano due maglie da titolare con il Cuchu e l’ex napoletano favoriti.

sabato 27 ottobre 2012

Palla al Centro. INGHILTERRA E FRANCIA: E' SFIDA AL VERTICE

PALLA AL CENTRODiscussioni e commenti aspettando il fischio d’inizio
In Ucraina e Germania potrebbero cadere due record di vittorie. Sfide al vertice in Inghilterra (Chelsea-Manchester United) e in Francia (Marsiglia-Lione). Volata finale in Norvegia.
Tutti i risultati in TEMPO REALE 

SERIE A – 9^ GIORNATA
Le sfide più interessanti della nona giornata sono Fiorentina-Lazio e Roma-Udinese. Trasferta siciliana per la capolista Juventus mentre il Napoli ospita il Chievo e l’Inter va a Bologna. Allegri nell’anticipo di stasera si gioca contro il Genoa le ultime chance di restare sulla panchina del Milan.
Sabato 27 ottobre ore 18.00
SIENA-PALERMO
Sabato 27 ottobre ore 20.45
MILAN-GENOA

venerdì 26 ottobre 2012

EUROPA, L'ITALIA SEMPRE PIU' A FONDO (meno male che c'é l'Inter)

Ormai non è neanche più una novità. Ogni turno europeo diventa un bottino di guerra per le squadre italiane. Nella tre-giorni conclusa ieri abbiamo fatto registrare una vittoria (sul filo di lana) due pareggi e tre sconfitte. E di fronte non avevamo certo squadroni imbattibili.
Della situazione critica in Champions League ne avevo diffusamente parlato già mercoledì a margine di un turno che aveva fatto registrare la sconfitta del Milan a Malaga e il pareggio della Juventus contro degli anonimi danesi. Proprio i bianconeri avevano iniziato il loro cammino in modo positivo andando a strappare un punto allo Stamford Bridge al Chelsea, campione in carica. Ma dopo sono arrivati altri due pareggi contro lo Shakthar (che sarà forte ma è pur sempre lo Shakthar) a Torino e il pareggio di martedì scorso.
Ma purtroppo il peggio arriva sempre dall’Europa League dove solo l’Inter (nonostante il massiccio turnover) e la Lazio stanno prendendo sul serio la manifestazione cercando di dare il massimo per portare a casa la qualificazione.

giovedì 25 ottobre 2012

PALACIO-GOL PER UNA VITTORIA LAST MINUTE

EUROPA LEAGUE – Girone H Terza Giornata
INTER - PARTIZAN 1 - 0
88’ PALACIO

INTER (3-4-1-2) Handanovic; Silvestre, Cambiasso, Juan; Jonathan, Guarin, Mudingayi, Pereira; Coutinho (dal 31' Palacio); Livaja (dal 7' s.t. Zanetti), Cassano (dal 31' s.t. Milito).
A disposizione: Belec, Gargano, Ranocchia, Samuel.
All.: Stramaccioni.
PARTIZAN (4-2-3-1) Petkovic; Miljkovic, Ostojic, Ivanov, Volkov; Medo, Smilijavic; Tomic (dal 35' s.t. S.Markovic), S.Ilicic (dal 31' s.t. Joljc), L.Markovic; Mitrovic (dal 22' s.t. S.M.Slepovic).
A disposizione: Ilic R., Scepovic S., Sretenovic, Lazevski.
All. Vernezovic.
ARBITRO Liany (Israele)

Sesta vittoria consecutiva tra campionato e Europa, prima vittoria stagionale in casa in Europa League, prima vittoria europea in casa per Stramaccioni. L’Inter batte di misura il Partizan con un gol di Palacio nel finale di una partita con molti errori nerazzurri sotto porta e qualche brivido difensivo.
Stramaccioni schiera un inedito trio difensivo con Cambiasso, Silvestre e Juan Jesus, a centrocampo si rivedono Jonathan e Pereira sugli esterni, mentre in mezzo giocano Mudingayi e Guarin, in attacco Coutinho dietro Livaja e Cassano.
Il Partizan parte forte nei primissimi minuti ma l’Inter riesce a prendere in mano la situazione. I nerazzurri quando attaccano riescono a rendersi pericolosi, soprattutto con Coutinho la cui velocità mette in crisi la retroguardia avversaria. E’ proprio il fantasista brasiliano ad avere l’occasione più ghiotta ma spara di poco fuori. Il Partizan si rende pericolosa con il diciottenne Markovic.

mercoledì 24 ottobre 2012

MALAGA CAPOLINEA ALLEGRI? (ma se Atene "Milan" piange, Sparta "Juve" non ride)

Champions League 2012-2013 – Gruppo C Terza Giornata
Malaga-Milan 1-0 65’ Joaquin
Sesta sconfitta in undici gare, prima sconfitta in Champions League dopo l’orrendo pareggio casalingo con l’Anderlecht e la fortunata vittoria a San Pietroburgo. L’odissea del Milan in questo inizio di stagione continua anche a Malaga dove i padroni di casa prima graziano i rossoneri con Joaquin che sbaglia un rigore (inesistente) e poi sempre con Joaquin infilano il gol partita. Terza vittoria consecutiva per gli spagnoli all’esordio nella competizione e saldamente in testa al girone.
E il Milan? Sempre più alla frutta. Un anno fa da queste parti riuscì ad uscire imbattuto dal Camp Nou pareggiando al 92esimo contro il Barcellona. Era un Milan più forte e concreto. Questo non fa paura a nessuno, somiglia terribilmente all’Inter dello scorso anno (ma almeno i nerazzurri avevano i campioni esperti su cui puntare per sperare di uscire dalla crisi).

martedì 23 ottobre 2012

NIENTE PIU' GOL-FANTASMA, ARRIVA LA TECNOLOGIA

Gol fantasma addio: via libera definitivo all'uso delle tecnologie sui campi di calcio. Sepp Blatter, già in campagna elettorale in vista di una sua rielezione alla presidenza della Fifa non scontata, si è ormai lanciato a corpo morto sull'introduzione della tecnologia per risolvere l'annoso problema del gol-non gol.
La Fifa ha infatti reso noto di aver ufficialmente autorizzato le ditte GoalRef e Hawk-Eye a installare "in tutto il mondo" i loro sistemi di controllo della linea di porta (Glt). La firma dell'accordo completa un percorso avviato un anno fa e volto all'individuazione di apparecchi che possano effettivamente chiarire se il pallone ha superato o meno la linea di porta.
I due sistemi approvati finora dalla Fifa sono stati realizzati da due diverse aziende, l'inglese 'Hawk eye' (Occhio di falco) e la danese 'Goal Ref'. Il primo si fonda su 14 telecamere (sette dietro ogni porta) che ricostruiscono l'esatta posizione della palla. Quando ha superato la linea di porta, viene trasmesso un segnale all'orologio dell'arbitro.
GoalRef prevede il montaggio di dieci antenne sulle porte per creare un campo magnetico mentre nel pallone sono installate tre microchip. Quando la sfera varca la linea, un segnale viene trasmesso all'orologio dell'arbitro.

lunedì 22 ottobre 2012

SEMPRE PIU' SOLIDI E COMPATTI, LA STRADA E' QUELLA GIUSTA

Forse non siamo una grande squadra, forse non giochiamo un bel calcio (anche se gli altri non è che giochino un calcio stile Barcellona), forse non andremo lontano, ma per il momento ci limitiamo a osservare i fatti. E i fatti dicono che abbiamo portato a casa la quinta vittoria consecutiva tra campionato e coppa, i fatti dicono che ci sono quattro squadre in fuga e noi siamo lì, nel gruppetto di testa, i fatti dicono che acquistiamo maturità e solidità gara dopo gara.
Abbiamo una difesa sempre più solida, con un Samuel che dopo qualche incertezza di inizio stagione è tornato un difensore di grande qualità. Lo stesso dicasi per un Ranocchia che non ho mai visto a livelli così eccezionali (per prendere lui abbiamo sacrificato Destro, che dite? Ne sarà valsa la pena?) e Juan Jesus che qualcuno voleva spedire in prestito e che invece Stramaccioni, al momento opportuno, ha lanciato da titolare e ora quella maglia chi gliela toglie più?
Ma la difesa è solo la punta dell’iceberg di una squadra solida a centrocampo, sempre pericolosa in fase offensiva (anche se dovrebbe far fruttare di più le occasioni…) e con elementi che in chiave futura possono dare tanto a questa Inter.

domenica 21 ottobre 2012

L'INTER C'E' E RESTA AGGANCIATA AL TRENO DI TESTA

SERIE A – 8^ Giornata
INTER - CATANIA 2 - 0
28' CASSANO - 86’ PALACIO

INTER (3-4-2-1): Handanovic; Ranocchia, Samuel, Juan Jesus; Obi (17' st Gargano), Mudingayi (26' st Guarin), Cambiasso, Zanetti; Palacio, Cassano (24' st Ricky Alvarez); Milito.
A disposizione: Belec, Cincilla, Silvestre, Coutinho, Pereira, Mbaye, Duncan, Jonathan, Livaja.
All. Stramaccioni
CATANIA (4-3-3): Andujar; Pablo Alvarez, Legrottaglie, Spolli, Marchese; Lodi, Almiron (36'st Ricchiuti), Izco (20'st Castro); Gomez, Bergessio, Barrientos.
A disposizione: Frison, Potenza, Rolin, Morimoto, Biagianti, Salifu, Capuano, Messina, Doukara.
All. Maran.
ARBITRO: Russo di Nola.

Cassano-Palacio. L’Inter resta agganciata al treno di testa che va forte e ha già tracciato un solco col resto della classifica (+6 sulla Fiorentina aspettando Genoa-Roma).
Stramaccioni rischia da subito il tridente Milito-Palacio-Cassano con l’ex genoano che gioca quasi da trequartista. Confermata la difesa nel modulo e negli uomini mentre a centrocampo Obi vince il ballottaggio con Pereira e Mudingayi è preferito a Guarin e Gargano.
Per quasi mezzora il Catania (che dopo sei minuti ha un’occasionissima con Almiron) tiene testa all’Inter incapace di rendersi veramente pericolosa ma che tiene saldamente a bada il tridente siciliano Gomez-Bergessio-Barrientos.
Al minuto 28 l’Inter trova il vantaggio. Cambiasso pesca in area Cassano che di testa trafigge Andujar segnando il suo quinto gol in otto gare. L’Inter crea qualche altra occasione ma un paio di volte il guardalinee ferma Milito lanciato a rete sbandierando un fuorigioco che vede solo lui. Si va al riposo col vantaggio minimo.

RIPRENDIAMO QUEL DISCORSO INIZIATO PRIMA DELLA SOSTA...

Prima che arrivasse la sosta eravamo reduci da tre vittorie consecutive, vittorie che in qualche modo hanno rilanciato le nostre quotazioni (in particolare la vittoria nel derby).
La sosta ha raffreddato l’euforia post-derby e ci permette di affrontare il Catania con più tranquillità e più concentrazione. I precedenti sono beneauguranti, abbiamo vinto 13 sfide su 15 disputate a San Siro, pareggiando le altre due. E in parità è finito l’ultimo confronto quando nel marzo scorso l’Inter, reduce da 5 sconfitte tra campionato e Champions, riuscì a rimontare lo 0-2 iniziale e portò a casa un punticino. Tra l’altro fu una delle pochissime partite in cui Forlan giocò una partita decente segnando anche il momentaneo 1-2.

Ma il passato non conta, ora conta solo il presente. Stramaccioni ha le idee chiare in difesa dove riproporrà ancora il trio Samuel-Ranocchia-Juan Jesus. A centrocampo sicuri Zanetti, Cambiasso e Guarin con Obi e Pereira in ballottaggio per sostituire lo squalificato Nagatomo.

sabato 20 ottobre 2012

JUVE, DUE COLPI DI FORTUNA IN UNA BRUTTA PARTITA

SERIE A – 8^ Giornata
JUVENTUS-NAPOLI 2-0 80’ Caceres – 82’ Pogba
Se questo è il miglior spettacolo che il nostro calcio può offrirci direi che non siamo messi benissimo. Juventus-Napoli è stata una gara giocata a buon ritmo ma avara di emozioni e spettacolo. E le occasioni da rete si contano sulle dita di una mano.
Alla fine ad avere la meglio è stata la Juventus brava a sfruttare le uniche due occasioni capitategli e ad infilare un uno-due quando alla fine della gara mancavano 10 minuti e la partita sembrava incanalata verso uno scialbo e meritato 0-0.
Primo tempo equilibrato, l’unica emozione la regala Cavani che colpisce l’incrocio dei pali su punizione dalla sinistra. Nel secondo tempo il Napoli tira i remi in barca e si limita a difendere un pareggio che sarebbe oro.
Ma al minuto 80 arriva l’episodio che sblocca la partita. Calcio d’angolo di Pirlo, in area svetta Caceres (subentrato al posto dell’infortunato Asamoah) che di testa porta in vantaggio la Juventus. Neanche il tempo di incassare il colpo e riorganizzarsi che arriva il 2-0 con un bellissimo gol al volo di Pogba (anche lui subentrato, al posto di Vidal).

Palla al Centro. JUVENTUS-NAPOLI, SCONTRO AD ALTA QUOTA

PALLA AL CENTRODiscussioni e commenti aspettando il fischio d’inizio
Cresce l’attesa per Juventus-Napoli ma tra i piatti forti del programma calcistico europeo di questo fine settimana anche il derby londinese fra Tottenham e Chelsea. Nei campionati non di prima fascia occhio ai derby di Sofia e Vienna e alle sfide al vertice in Romania e Slovenia.
Tutti i risultati in TEMPO REALE 

SERIE A – 8^ Giornata
L’ottavo turno di serie A offre un sabato molto ricco con la sfida tra le capoliste Juventus e Napoli e un’interessante Lazio-Milan. Domani toccherà all’Inter che ospita il Catania mentre Genoa-Roma chiuderà la giornata.
Sabato 20 ottobre ore 18.00
JUVENTUS-NAPOLI
Sabato 20 ottobre ore 20.45
LAZIO-MILAN

venerdì 19 ottobre 2012

JUVE-NAPOLI, CI SIAMO QUASI (sperando che l'arbitro non rovini tutto)

Se ne parla incessantemente da due settimane e finalmente ci siamo quasi. Domani è il grande giorno di Juventus-Napoli. Una partita che non è ancora una sfida scudetto (ci mancherebbe, siamo solo all’ottava giornata…) ma che potrebbe dare un’impronta alla lotta per il titolo.
Juventus-Napoli sta diventando quello che nell’immediato post-Calciopoli era Inter-Roma, ovvero una sfida continua tra le due squadre più forti a livello nazionale. Si sono già sfidate nella finale di Coppa Italia a maggio, in Supercoppa a Pechino in agosto (con relativo contorno di aspre polemiche per un arbitraggio molto discutibile) e sembra proprio che quest’anno si contenderanno il tricolore (salvo sorprese). Bianconeri e partenopei sono senza dubbio le due squadre più in forma del campionato ed è facile ipotizzare che la sfida a due si possa ripetere anche negli anni a seguire.
Per il momento stanno monopolizzando questo campionato. Entrambe in testa al campionato con 19 punti frutto di 6 vittorie e 1 pareggio e un discreto margine di vantaggio (4 punti) sulle dirette inseguitrici, Lazio e Inter.

giovedì 18 ottobre 2012

LICENZIARE UN CALCIATORE? ORA SI PUO'

Un precedente storico che, in tempi di crisi economica, potrà essere un’importante arma nelle mani dei Presidente e una pericolosa spada di Damocle che penderà sulla testa dei calciatori.
Una sentenza emessa dal Tribunale spagnolo sostiene che una squadra può licenziare un proprio calciatore adducendo motivi tecnici. Una svolta che potrebbe rivelarsi epocale e aprire nuovi scenari in futuro.
Vediamo brevemente la storia. L’Hercules di Alicante dopo una fugace stagione nella Liga non naviga in buone acque, anzi a causa di una gestione pessima e un’annata deludente è arrivata a contrarre debiti per quasi 35 milioni, gran parte di questi da registrare alla voce ingaggi.

Infatti il 75% dei debiti era rappresentato dagli stipendi di calciatori come Velthuizen, Sarr, Del Olmo, Hidalgo e Rufete, ma anche Trezeguet e Drenthe, tesserati e poi sbolognati al primo offerente. Per alleggerire la propria situazione economica, la società di Alicante ha deciso di utilizzare le maniere forti allontanando alcuni calciatori dal club con la formula del licenziamento con buonuscita.

mercoledì 17 ottobre 2012

QUELLI CHE… BEPPE VIOLA, TRENT’ANNI DOPO

Non ho mai avuto il piacere di vedere Beppe Viola. Quando se ne andò trent’anni fa ero troppo giovane, anzi poco più che un poppante. Per cui mi sono perso tutti i suoi servizi, tutte le sue interviste, tutte le sue parole in 20 anni di carriera. Beppe Viola “l’ho conosciuto” dopo, molti anni dopo, quando fare il giornalista era un sogno (il mio sogno) non ancora tramontato e mi incuriosiva questo personaggio che era allo stesso tempo giornalista, radiocronista, telecronista, autori di testi, sceneggiatore.
Mi è sempre piaciuto il suo modo di fare giornalismo, con il sorriso sulle labbra, quasi sembra che non si prendeva mai sul serio e cercando di far sembrare il calcio per quello che era: solo un gioco. C’è stato un momento in cui (roba di 10 anni fa, mica ieri) cercavo di imitare il suo stile, volevo provare ad essere fedele “discepolo” del suo modo di fare giornalismo. Poi, col tempo, mi sono accorto che la genialità di Beppe Viola stava nella sua unicità. Non è mai esistito e mai potrà esistere un altro come lui.

martedì 16 ottobre 2012

VINCE E CONVINCE: QUESTA E' L'ITALIA DI BALOTELLI

QUALIFICAZIONI MONDIALI 2014 – GRUPPO B
ITALIA-DANIMARCA 3-1
33’ Montolivo -  37’ De Rossi - 46’ pt Kvist - 54’ Balotelli

ITALIA (4-3-1-2): De Sanctis; Abate, Barzagli, Chiellini, Balzaretti; De Rossi, Pirlo, Marchisio (dal 29’ s.t. Candreva); Montolivo (dal 40’ s.t. Giaccherini); Osvaldo, Balotelli (dal 44’ s.t. Destro). (Sirigu, Viviano, Maggio, Criscito, Ranocchia, Verratti, Diamanti, El Shaarawy, Gilardino). All. Prandelli.
DANIMARCA (4-2-3-1): Andersen; Jacobsen, Kjaer, Agger, Silberbauer (dal 26’ s.t. Lorentzen); Stokholm, Kvist (dal 14’ s.t. Kahlenberg); Rommedhal, Eriksen, Khron-Deli (dal 37’ s.t. J. Poulsen); Bendtner. (Hansen, Rasmussen, Larsen, Sloth, Kristensen, Jorgensen, Okore, Kahlenberg, Wass. All. M. Olsen.
ARBITRO: Skomina (Slo).

Missione compiuta. L’Italia supera 3-1 la Danimarca a Milano (gol di Montolivo, De Rossi e Balotelli), e grazie anche allo 0-0 di Repubblica Ceca-Bulgaria, va già in fuga nel girone B di qualificazione al Mondiale brasiliano. La Nazionale concede un quarto d’ora agli avversari ma poi quando si mette a giocare fa un figurone.

Poco dopo la mezzora gli azzurri vanno in vantaggio. Sponda di Balotelli per Montolivo, il centrocampista rossonero da fuori area scaglia un destro violento all’angolino. 1-0. Passano quattro minuti e arriva il raddoppio di De Rossi. Come a Yerevan. Cross di Pirlo dalla destra e colpo di testa implacabile del romanista a centro area: 2-0. La partita sembra segnata ma nel minuto di recupero del primo tempo arriva il gol di Kvist a riaprire la partita con un destro al volo che lascia di sasso De Sanctis (stasera titolare per l’indisponibilità di Buffon causa un affaticamento muscolare).

lunedì 15 ottobre 2012

EGEMONIA NEROVERDE SULLA SERIE B

LATO B Appunti sulla Serie Cadetta
La pausa per le Nazionali ci permette di fare un breve excursus sulla Serie B. A monopolizzare la corsa alla promozione ci sta pensando il Sassuolo. La squadra emiliana, dopo la buona stagione dello scorso anno con Pea culminata con i playoff, quest’anno si sta confermando ancora più forte sotto la guida di Di Francesco, in cerca di riscatto dopo la deludente esperienza di Lecce. Il ruolino di marcia è fin qui impressionante: 8 vittorie e un pareggio.
Dietro il Sassuolo, che ha già preso il largo sulle inseguitrici, il campionato sta mantenendo le promesse della vigilia confermandosi un torneo equilibrato e con qualche sorpresa.

Come il Livorno che lo scorso anno ha disputato una stagione molto deludente e quest’anno sta andando molto forte. Il Verona, seppur qualche passo falso, sta mantenendo un buon passo. Gli scaligeri erano accreditati alla vigilia come i favoriti e stanno comunque dimostrando di poter lottare per la promozione. Il Varese, dopo un buon inizio, si è perso per strada anche se ieri contro la capolista non ha sfigurato e fino ad un quarto d’ora dalla fine ha tenuto testa all’avversario meritando ampiamente il pareggio prima di crollare nei minuti finali.

domenica 14 ottobre 2012

SCHIAVI DEL CALCIO, QUANDO IL SOGNO DIVENTA INCUBO

 Una domenica senza calcio di serie A può essere l’occasione per approfondire argomenti di cui in genere si parla poco o quasi mai. Come, per esempio, di ciò che succede ogni anno in Africa.
Li chiamano i “nuovi schiavi del calcio”, un esercito la cui stima approssimativa parla di ventimila unità, reclutati tra giovani minorenni provenienti dall’Africa. Ragazzini con il mito dei calciatori di successo come Eto’o, Drogba o Weah, ai quali viene prospettato un futuro roseo.
Ma dietro la gloriosa facciata di questi rari fuoriclasse del calcio si cela un mondo completamente diverso. Documenti falsificati e dati anagrafici modificati per aumentare l’età di un ragazzo troppo giovane. Famiglie che si indebitano sino al punto di vendere la propria casa per avvicinare i propri figli agli osservatori e magari anticipare i costi di un viaggio in Europa per un provino. Procuratori senza scrupoli che non si fanno problemi a scomparire quando questi aspiranti calciatori non riescono a superare la prova. Giovani abbandonati in un Paese sconosciuto, senza i soldi né la forza di tornare a casa ed ammettere il proprio fallimento, ad una famiglia che ha impiegato tutti i suoi risparmi per quella occasione.

sabato 13 ottobre 2012

NAZIONALI, ECCO OBBLIGHI E DOVERI DELLE SOCIETA'

Interessante l’intervista di Calciomercato.com all’Agente FIFA Jean-Christophe Cataliotti, sulle norme che regolano l’attività delle squadre nazionali italiane, di cui ripropongo alcuni passaggi.
Cataliotti, in questi giorni di impegni su più fronti delle nostre squadre nazionali, il campionato rimarrà ovviamente fermo. Ma le società sono sempre tenute a porre a disposizione della Federazione i propri calciatori?

La risposta affermativa è rinvenibile, innanzitutto, nelle norme della FIFA dove viene espressamente sancito che “le società sono tenute a mettere i propri calciatori tesserati a disposizione delle squadre nazionali del Paese per il quale il calciatore è idoneo a giocare in base alla sua nazionalità, nel caso in cui egli sia convocato dalla Federazione di appartenenza. Qualsiasi tipo di accordo diverso tra la società e il calciatore è da considerarsi vietato”. Il regolamento FIFA, nell’allegato sul “Rilascio dei calciatori per le squadre nazionali”, dispone, inoltre, che il rilascio dei calciatori è obbligatorio per le partite nelle date elencate nel calendario internazionale coordinato e per tutte le partite per le quali esiste un obbligo di rilascio a seguito di una decisione speciale adottata dal Comitato Esecutivo della FIFA.

L'ITALIA VA, MA MOLTO A STENTO (e con questa difesa...)

QUALIFICAZIONI MONDIALI 2014 – GRUPPO B
ARMENIA-ITALIA 1-3
11' Pirlo (rig.) - 28' Mkhitaryan – 64’ De Rossi – 81’ Osvaldo

ARMENIA (4-4-1-1) Berezovski; Aleksanyan, Arzumanyan, Mkoyan, Artak Edigaryan; Ozbiliz, Artur Edigaryan (dal 20’ s.t. Manucharyan), Mkrtchyan, Manoyan (dal 32’ s.t. Sarkisov); Mkhitaryan; Movsisyan. (Kasparov, Harutyunyan, Voskanyan, Hovhannisyan, Hambardzumyan, Badoyan, Yuspashyan, Muradyan, Malakyan). All. Minsayan.
ITALIA (4-3-1-2) Buffon; Maggio, Barzagli, Bonucci, Criscito; De Rossi, Pirlo (dal 29’ s.t. Giaccherini), Marchisio; Montolivo (dal 43’ s.t. Candreva); Osvaldo, Giovinco (dal 15’ s.t. El Shaarawy). (De Sanctis, Sirigu, Abate, Balzaretti, Chiellini, Verratti, Candreva, Diamanti, Destro, Gilardino). All. Prandelli.
ARBITRO Strahonja (Croazia)

L’Italia come da pronostico vince in Armenia battendo i padroni di casa per 3-1 ma le perplessità su una squadra che non riesce più ad esprimere un buon gioco e che prende fin troppi rischi difensivi rimangono tutte.
Prandelli deve fare a meno di Balotelli influenzato e rilancia in attacco Giovinco al fianco di Osvaldo. In difesa ritrova una maglia da titolare Criscito.
L’Italia parte forte, intenzionata a far valere il maggior tasso tecnico. E all’11esimo minuto va in vantaggio. Fallo di mano di Mkoyan sul tocco ravvicinato di Montolivo: rigore. Dal dischetto Pirlo segna l’undicesimo gol personale in Nazionale.
L’Italia rallenta i ritmi e l’Armenia ne approfitta pareggiando poco prima della mezzora. Mkhitaryan salta il velocità Barzagli e poi indovina il sinistro angolato che non lascia scampo a Buffon e scatenando la rabbia degli azzurri per un fallo a inizio azione (testata di Manoyan su Maggio).

giovedì 11 ottobre 2012

PERCHE' CASSANO NON VIENE CONVOCATO? (ma gli interisti ringraziano)

Questa settimana è dedicata alla Nazionale. O perlomeno dovrebbe esserlo visto che tra calcioscommesse e altro di Nazionale, come sempre, se ne parla ben poco.
In attesa di vedere la sfida di domani sera contro l’Armenia (avversario alla nostra portata, conquistare i tre punti non dovrebbero essere un problema) vorrei soffermarmi sull’ennesima (ed inspiegabile) mancata convocazione di Antonio Cassano (già un mese fa avevo esposto le mie perplessità).
Balotelli-Cassano era stata la coppia titolare durante l’Europeo Polacco-ucraino, un punto fermo da cui ripartire in vista dei Mondiali 2014. Cassano era stato convocato e aveva giocato nonostante fosse reduce da una stagione tribolata con un serio problema al cuore che ne aveva messo in dubbio il prosieguo della carriera.
Ma dopo l’estate Cassano non ha più rivisto la maglia azzurra. Eppure il talento di Bari ha avuto un ottimo inizio di stagione, rivelandosi spesso decisivo con i suoi gol e i suoi assist (e facendo cambiare idea anche ai più scettici, me per primo).

mercoledì 10 ottobre 2012

CALCIOSCOMMESSE, NEI GUAI EX GIOCATORI DEL BARI (compreso Ranocchia?)

Detto, fatto. Giusto ieri il capo della polizia Manganelli annunciava nuovi sviluppi sul calcio scommesse. E puntualmente oggi arrivano importanti novità.
L’inchiesta della Procura di Bari da mesi sta scavando nel profondo e ha messo a fuoco due combine acclarate: Bari-Treviso 0-1 maggio 2008 e Salernitana-Bari 3-2 maggio 2009.
E dopo le dichiarazioni rilasciate da Micolucci al procuratore federale Palazzi, e dal solito pentito Andrea Masiello al pm Angelillis, nei guai potrebbero finire quasi tutti i giocatori del Bari, Gillet, Barreto, Santoruvo, De Vezze, Belmonte, Parisi, ma anche Andrea Ranocchia, fresco di ritorno in Nazionale.
Tutto partirebbe da Bari-Treviso del 2008. La squadra veneta, in enorme difficoltà, chiede un favore al Bari. Il regista dell'operazione sarebbe un ex dei biancorossi, Pianu, che chiama e ottiene l'okay da alcuni senatori dei pugliesi. Ma Cristian Stellini dice no e nemmeno Masiello sembra convinto (e risolve la questione facendosi squalificare). Alla fine il Treviso ottiene comunque quello che cercava, riuscendo a far sua l'intera posta in palio.

martedì 9 ottobre 2012

SCOMMESSOPOLI, PRESTO NUOVI CLAMOROSI SVILUPPI

Scommessopoli non è ancora finito. Almeno così sostiene il capo della Polizia prefetto Antonio Manganelli. "Le indagini sul calcioscommesse hanno portato alla luce alcuni comportamenti scorretti che hanno già portato a clamorose risposte, consentendo alle forze di Polizia di scoperchiare un sistema. Ma non è finita: altri comportamenti stanno per venire fuori e porteranno a ulteriori risposte, se possibili ancora più clamorose. Non parliamo di calcio truccato tout court: non si scommette sul risultato di una partita, ma addirittura su chi calcerà il primo angolo. Anche così si può guadagnare molto denaro ".
Le rivelazioni di Manganelli aprono nuovi scenari sulla vicenda. Manganelli aveva già prefigurato scenari inquietanti il 5 marzo di quest'anno e, puntualmente, a fine maggio scattò la terza ondata di arresti nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Cremona in cui furono arrestati anche il laziale Stefano Mauri e l'ex genoano Omar Milanetto.

lunedì 8 ottobre 2012

UNA GRANDE PROVA DI MATURITA' TRA LUCI E OMBRE

E’ stato un derby che ha fatto discutere e che probabilmente farà discutere ancora. Allegri recrimina per le decisioni arbitrali sfavorevoli. Ha puntato il dito sul gol annullato a Montolivo, sulla mancata espulsione di Juan Jesus, sul rigore negato (in effetti non c’era). 
La realtà dei fatti è che il Milan ha giocato quasi un tempo in superiorità numerica senza riuscire a rendersi veramente pericoloso se non con tiri da lontano di Montolivo. Forse il problema non è l’arbitro. Arbitro che, a onor del vero, è sembrato abbastanza inadeguato. Ha dato l’impressione di non avere la partita in mano commettendo errori da ambo le parti.
Ma dopo aver vinto il derby non mi va di parlare dell’arbitraggio ma preferisco soffermarmi sugli aspetti tecnici.
Questo derby doveva darci delle indicazioni sullo stato di salute delle due milanesi. Bé credo che l’Inter abbia dato risposte decisamente positive. Abbiamo dimostrato di essere una squadra solida e compatta. Specie nel secondo tempo abbiamo dato prova di grande maturità, difendendo con ordine e disciplina (anche se va detto che con questo Milan era compito tutt’altro che arduo). Certo il primo tempo è stato abbastanza deludente. Dopo il gol di Samuel e il doppio errore di Abbiati e Milito ci siamo spenti.

domenica 7 ottobre 2012

MURO NERAZZURRO, L'INTER TRIONFA NEL DERBY

Serie A 2012-2013 – 7^ Giornata
MILAN - INTER 0 - 1
3' SAMUEL

Milan (4-2-3-1): Abbiati; Bonera (5' st Abate), Yepes, Mexes, De Scigli (12' Robinho); De Jong, Montolivo; Emanuelson, Boateng, El Sharaawy (25' st Pazzini); Bojan.
A disposizione: Amelia, Zapata, Acerbi, Antonini, Constant, Ambrosini, Flamini, Nocerino, Niang.
All.: Allegri
Inter (3-4-1-2): Handanovic; Ranocchia, Samuel, Juan Jesus; Zanetti, Gargano, Cambiasso, Nagatomo; Coutinho (1' st Guarin); Milito (26' st Palacio), Cassano (7' st Pereira).
A disposizione: Castellazzi, Belec, Jonathan, Silvestre, Obi, Mudingayi, Bianchetti, Duncan, Livaja.
All.: Stramaccioni.
Arbitro: Valeri

Nel derby conta solo vincere. Ed è proprio quello che fa l’Inter nonostante rimanga in inferiorità numerica per quasi tutto il secondo tempo.
Stramaccioni conferma la formazione che ha battuta la Fiorentina sette giorni fa. Ranocchia, Samuel e Juan Jesus in difesa, Zanetti e Nagatomo esterni di centrocampo con Gargano e Cambiasso in mezzo, Coutinho a fare da trequartista dietro a Cassano e Milito.
Pronti, via e l’Inter va in vantaggio. Siamo al terzo minuto quando l’Inter guadagna una punizione nella trequarti avversaria. Il cross di Cambiasso finisce a Samuel sul secondo palo che di testa porta in vantaggio i nerazzurri.
L’Inter avrebbe subito dopo la possibilità di portarsi sul 2-0. Errore clamoroso di Abbiati in fase di disimpegno e palla che finisce sui piedi di Milito che sol soletto entra in area e spara sul portiere avversario che respinge ma Milito di testa colpisce molto fiacco. La spinta nerazzurra finisce praticamente qui.
Il Milan conquista campo e prova a rendersi pericolosa mentre l’Inter si limita a respingere gli attacchi difensivi e prova a creare qualche sporadico pericolo in contropiede.

VINCERE, NEL DERBY CONTA SOLO QUELLO

Un derby è sempre un derby. Anche se il mercato estivo ha indebolito entrambe, anche se ci sono volute 7 partite stagionali perché San Siro vedesse trionfare la squadra di casa, anche se la classifica non sorride a nessuna delle due. Altrove il derby vale una stagione. Dalle parti di Milano gli obiettivi sono ben altri ma vincere il derby rimane una priorità.
Negli ultimi anni spesso il derby ci ha sorriso (eccezion fatta per la stagione post-triplete e la Supercoppa del 2011) e qualche giorno fa leggevo che considerando tutte le categorie (Primavera, Allievi e via discorrendo) gli ultimi 17 derby ci vedono imbattuti (11 vittorie e 6 pareggi).

Ma ogni derby fa storia a sé, ogni derby è una partita a sé. Essere i più forti non conta, anzi spesso vale la regola che a vincere sia il più debole. Negli anni in cui dominava il Milan è capitato di portare a casa il derby e, viceversa, nel quinquennio di dominio nerazzurro alcune volte siamo usciti sconfitti dalla stracittadina. Arrivare da favoriti al derby è quasi una iettatura, una maledizione.

sabato 6 ottobre 2012

Palla Al Centro. DAL DERBY MILANESE AL CLASICO, E' UN WEEKEND DI GRANDI SFIDE !!!

PALLA AL CENTRO Discussioni e commenti aspettando il fischio d’inizio
Weekend ricco di sfide interessanti tutte concentrate per domenica sera. In Italia attesa per i derby milanese (ma occhio anche ad un’interessante Napoli-Udinese), in Spagna occhi puntati sul Clasico Barcellona-Real Madrid (ed è grande sfida anche tra Atletico Madrid e Malaga rispettivamente seconda e terza in classifica), mentre in Francia è scontro al vertice tra Marsiglia e Paris Saint Germain.
Tutti i risultati in TEMPO REALE 

Serie A – 7^ Giornata
Sabato 6 ottobre ore 18.00
CHIEVO-SAMPDORIA
Sabato 6 ottobre ore 20.45
GENOA-PALERMO

venerdì 5 ottobre 2012

CONTE, MAXISCONTO SULLA PENA (viva la giustizia sportiva...)

La squalifica di Antonio Conte per l'omessa denuncia in Albinoleffe-Siena del maggio 2011 è stata ridotta da dieci a quattro mesi e, dunque, scadrà il prossimo 8 dicembre. E' questa la decisione del Tribunale nazionale di arbitrato dello sport. L'allenatore della Juventus tornerà in panchina il 9 dicembre, al Barbera, per il match di campionato contro il Palermo (sedicesima giornata).
La notizia non mi ha colto di sorpresa e anzi, quasi me lo aspettavo. Quando si tratta di sanzioni nel calcio in Italia, dopo ogni pena arriva automaticamente il decurtamento (o per meglio dire lo sconto). E’ una prassi ormai consolidata che puntualmente viene messa in atto. Un modo per dimostrare che si predica bene e si razzola male.
Per questo motivo il fatto che la squalifica di Conte sia passata da dieci mesi a quattro era qualcosa che dovevamo aspettarci (forse non ci aspettavamo uno sconto così eccessivo).

Per certi versi credo che sia anche giusto così. In fondo se per tutti c’è uno sconto perché Conte doveva fare eccezione? La legge è uguale per tutti, anche negli sconti di pena. O no?

giovedì 4 ottobre 2012

COUTINHO TRASCINA L'INTER DEI GIOVANI

EUROPA LEAGUE – Girone H Seconda Giornata
NEFTCHI - INTER 1 - 3
10' COUTINHO - 30' OBI - 42' LIVAJA – 53’ Canales

NEFTCHI (4-2-3-1): Stamenkovic; Shukurov, Yunuszade, Mitreski, Bertucci; Ramos, Sadygov; Wobay, Nurahmadov (1' st Seyidov), Flavinho; Canales.
A dips.: Balayev, Yunisoglu, Guliyev, Abdullayev Elshan, Abdullayev Araz, Mehdiyev.
All. Hajiyev.
INTER (3-5-2): Handanovic; Silvestre, Cambiasso, Juan Jesus; Jonathan, Guarin (37' st Gargano sv), Mudingayi, Obi (19' st Ranocchia), Pereira; Coutinho (30' st Garritano), Livaja.
A disp.: Castellazzi, Nagatomo, Benassi, Bianchetti.
All. Stramaccioni.
ARBITRO: Blom (Olanda).

Altra trasferta e altra vittoria per l’Inter che senza faticare molto e con una formazione piena di seconde linee e giovani promettenti batte il Neftchi portando a casa tre punti importanti.
Stramaccioni punta molto sulle seconde linee. Coutinho e Livaja sono la coppia d’attacco, a centrocampo spazio a Jonathan e Pereira sugli esterni e Mudingayi, Guarin e Obi (all’esordio stagionale) in mezzo. In difesa la novità è rappresentata da Cambiasso centrale con Silvestre e Juan sui lati.

mercoledì 3 ottobre 2012

IL DOPPIO FLOP CASALINGO DELLA JUVENTUS EUROPEA

Si aspettavano ben altra serata dalle parti di Torino. Dopo 1000 e passa giorni la Juventus disputava una partita di Champion League in casa e speravano in un ritorno in grande stile. Invece tutto è stato tranne una bella serata.
Innanzitutto sul campo, dove lo Shakhtar ha giocato nettamente meglio, dominando la gara e meritando ampiamente una vittoria che non è arrivata più per sfortuna che per altro (facile fare i gradassi in un campionato mediocre come quello italiano, appena si superano i confini ecco che tutti i nodi vengono al pettine).
Dopo il pareggio di Londra (abbastanza fortuito, ammettiamolo) la squadra bianconera era convinta di avere vita facile con gli ucraini. Ma gi uomini di Lucescu non sono certo la Roma. E fin da subito si era capito che per la Juventus non sarebbe stata una serata positiva. Il gol di Teixeira aveva confermato la sensazione. Il pareggio di Bonucci aveva fatto sperare il popolo juventino ma alla fine i vincitori (purtroppo solo) morali sono stati gli ospiti.

martedì 2 ottobre 2012

DOPING E COMBINE. LE ACCUSE "PUBBLICITARIE" DI ALMEYDA

Hanno fatto clamore nei giorni scorsi le dichiarazioni di Matias Almeyda ex giocatore di Parma, Lazio e Inter e attuale allenatore del River Plate che nella sua autobiografia lancia accuse velate ai Tanzi "Dopo che avevo litigato con Stefano Tanzi, una volta mi ferma la polizia e mi sequestra la macchina. Giorni dopo, mi sono svegliato e la macchina nuova era sparita dal garage. A Milosevic, lui pure in conflitto con la società e con un contratto alto come il mio, capitava lo stesso. Un giorno mia moglie torna a casa e sente delle voci all’interno. Scappa e chiama la polizia. A casa poi non mancava niente. Ma c’era una manata sulla parete. Fatta con olio di macchina. Un messaggio mafioso. Mia moglie ha avuto un parto prematuro. Dopo il Mondiale ’02 a Parma non sono più tornato".
Parla di flebo sospette nel periodo emiliano "Al Parma ci facevano una flebo prima delle partite. Dicevano che era un composto di vitamine, ma prima di entrare in campo ero capace di saltare fino al soffitto. Il calciatore non fa domande, ma poi, con gli anni, ci sono casi di ex calciatori morti per problemi al cuore, che soffrono di problemi muscolari e altro. Penso che sia la conseguenza delle cose che gli hanno dato".

lunedì 1 ottobre 2012

LE OPINIONI CHE CAMBIANO E LE CERTEZZE DA CUI PARTIRE

Nel calcio le opinioni cambiano con grande frequenza. Una settimana fa eravamo una squadra allo sbando, senza arte né parte, destinata ad un campionato anonimo. Oggi siamo una squadra quadrata, che gioca bene e che è terza in classifica.
In effetti dopo aver visto la gara di ieri sera è difficile non sbilanciarsi un po’ in previsioni ottimistiche. Fermo restando che concordo con ciò che scriveva Brother nei commenti al precedente post. Abbiamo giocato una buona gara ma ora servono le conferme. Conferme che dovranno arrivare dalla trasferta di Europa League e soprattutto dal derby di domenica sera.
Per il momento partiamo da alcune certezze. Innanzitutto i nostri difensori. Del buon inizio di stagione di Ranocchia abbiamo già ampiamente parlato in più di un’occasione. Ma anche Juan Jesus sta dando ottime conferme di essere un difensore di buon livello. Certo ogni tanto fa qualche errore di troppo ma è un classe ’91 e qualche errore dovuto all’inesperienza è concesso. In crescita mi è sembrato anche Samuel che con la sua esperienza ha guidato alla grande il nuovo modulo difensivo nerazzurro nelle ultime due gare.

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