GLI ULTIMI 10 ARTICOLI

martedì 31 luglio 2012

PENSIERI DI MEZZA ESTATE (le ferie, Branca, il preliminare il 2 agosto)

...E poi quel terzino che nessuno conosceva.
Anche quello ti sei fatto sfuggire
Me ne stavo comodamente seduto sulla mia seggiola bevendo una birra mentre una lieve brezzolina mi rinfrescava dopo una calda giornata di lavoro. E nel mio totale relax pensavo alle mie ferie. Mancano 45 giorni e ancora non ho neanche una mezza idea di dove andare. Dove si può andare a metà settembre? Al mare? E se piove? In montagna? E se poi fa freddo? Magari potrei andarmene in una città d’arte a fare il turista colto che apprezza le bellezze italiche (dove per bellezze italiche si intende monumenti, quadri, sculture ma anche rappresentanti del gentil sesso con cui la natura è stata generosa).
Dovrei trovare anche un compagno di viaggio. Andare in ferie quando gli altri rientrano è una scocciatura. Uff… Ma chi è che va in ferie a metà settembre? Uhm… fammi pensare un po’… gli operatori di mercato, per esempio. A fine agosto il mercato chiude perciò a settembre sono liberi. Potrei andare in vacanza con Branca. Non sarebbe una idea malvagia.

lunedì 30 luglio 2012

ABBONAMENTI, TIFOSI IN FUGA

Probabilmente è colpa della crisi e del fatto che non si riesce più ad arrivare a fine mese. O forse dei stadi obsoleti sempre più simili ai ruderi di Pompei che agli impianti moderni di tutta Europa. O magari delle pay-tv che presto ti mostreranno anche le immagini dell’attaccante che va in bagno a pisciare tra primo e secondo tempo.
O forse è colpa di tutto questo insieme. Indipendentemente dalla spiegazione che si vuole dare, la realtà dei fatti è una sola: si va allo stadio sempre meno. Dal 1992 ad oggi il numero totale degli abbonamenti delle squadre di Serie A è in costante calo. Il popolo italiano preferisce tifare la propria squadra comodamente seduto sul divano di casa. E’ anche un fattore economico. Le televisioni a pagamento offrono a prezzi convenienti la possibilità di gustarsi l’intero campionato in poltrona (meglio non dirvi che offerta ho accettato io). E siccome gli italiani vanno matti per le moviole e le polemiche ecco che il piatto e servito con il pre-partita, i commenti dell’intervallo e le pseudo-analisi a fine gara (anche se spesso il commentatore di turno lascia molto a desiderare e apre bocca solo per dire cazzate).

domenica 29 luglio 2012

IL 10 A VIVIANO, LA PAZZA IDEA DEI TIFOSI VIOLA

Si dice che, sul momento, lo stesso Viviano abbia avuto dei forti giramenti di testa al solo pensiero di poter indossare quella maglia. Il numero che fu di Antognoni, Baggio e Rui Costa, tanto per citare i campioni che lui stesso ha tifato da semplice sostenitore viola. Eppure, l'idea di consegnargli quel numero, quella maglia, a un mese dall’ inizio del campionato, sembra prendere forma.
A breve verranno assegnati i numeri delle maglie, e ultimamente c'e' stato lo scempio della maglia n.10 che e' stata assegnata a improbabili bomber sudamericani e a centrocampisti inqualificabili. Adesso i tifosi viola vogliono che finalmente questa maglia e questo numero vengano indossati da qualcuno che tenga alla maglia quanto loro, che abbia il giglio tatuato sul cuore e che ami la Fiorentina tanto da rinunciare a vittorie e palcoscenici europei. I tifosi viola vogliono che la maglia n.10 venga data a Emiliano Viviano, perché, secondo loro, se la merita, perché la onorerà, perché per lui e per loro sarebbe un sogno che si avvera: un fiorentino con la maglia n.10....e chissenefrega se è il portiere.
E’ lui che la merita. Molto più di certi personaggi a cui non è rimasto altro che rincorrere uccelli imbalsamati.
Marco Novelli

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L'ARTE DEL GOAL - FEBBRE A 90° (il calcio ha significato molto per me)

Quando il calcio incontra le varie forme dell’arte. Dalla poesia al cinema, dalla musica alla letteratura, dalla pittura alla scultura, viaggio domenicale tra piccoli momenti di arte calcistica.
Nel secondo appuntamento spazio a un bellissimo frammento di “Febbre a 90°”, probabilmente il più bel film sul calcio. Sono certo che molti appassionati di calcio si riconosceranno in questo monologo.


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sabato 28 luglio 2012

INTER IN CHIAROSCURO VERSO SPALATO

Segnali in chiaroscuro per l’Inter nell’ultima amichevole prima dell’impegno del preliminare di Europa League. I nerazzurri pareggiano 1-1 con il Celtic grazie ad un gol di Palacio ad un minuto dalla fine ma la prestazione dei ragazzi di Stramaccioni non è stata molto positiva.
Da Celtic Park, nel giorno dei festeggiamenti per i 125 anni dalla fondazione del Celtic, incrociano i loro destini biancoverdi e nerazzurri, rispettivamente i primi (1967) e gli ultimi (2010) a conquistare il fatidico triplete. Alla fine, come detto, l’Inter porta a casa un pareggio buono soprattutto per sua la condizione psicologica: a cinque giorni dal primo appuntamento ufficiale della stagione era importante anche non perdere.
La squadra di Stramaccioni c’è riuscita grazie al gol di Palacio, arrivato ad un minuto dalla fine (miracolo del portiere scozzese Forster su Milito e nella prosecuzione dell’azione tap-in vincente del neoacquisto argentino su assist di Livaja), riuscendo così a mantenere la sua imbattibilità che dura da tutto il precampionato e concretizzando una ripresa in crescendo dopo un primo tempo di assoluto dominio scozzese concretizzatosi con il gol di Commons al 41esimo.

LA JUVENTINITA' DI CONTE, VITTIMA DI UN COMPLOTTO

Antonio Conte non dovrà rispondere di illecito sportivo, ma di un'omessa denuncia per le partite Novara-Siena e Albinoleffe-Siena. Questo emerge dai deferimenti resi noti due giorni fa. 
Un bel sospiro di sollievo per il tecnico bianconero e per la Juventus. Il club torinese ha tra i deferiti anche Pepe per omessa denuncia (Udinese-Bari la partita incriminata), Bonucci (la cui posizione è più grave visto che gli viene contestato il reato di illecito sportivo per cui rischia tre anni) e Stellini e Alessio che facevano parte dello staff tecnico di Conte a Siena e che sono accusati anche loro di omessa denuncia.
L’accusa contestata a Conte è dunque meno grave di quanto si pensasse e di conseguenza anche la pena sarà più lieve. Una doppia omessa denuncia per aver saputo della combine organizzata da altri ma non averla denunciata alle autorità competenti potrebbe costargli solo qualche mese di stop. Specie se patteggiasse, ossia ammettesse colpe che ha sempre negato di avere.
Per come va la giustizia sportiva in Italia non escluderei che si arrivi ad un nulla di fatto e anzi si chiederà scusa a Conte per aver indagato sul suo conto (in fondo siamo in democrazia, possibile che un allenatore non può combinare una partita che subito lo indagano?).

giovedì 26 luglio 2012

CALENDARIO 2012-2013. SU IL SIPARIO SULLA SERIE A

Napoli-Palermo, Juventus-Parma, Milan-Sampdoria. La prima giornata del campionato di calcio della serie A 2012-2013 promette subito sfide interessanti. L’Inter di Stramaccioni andrà all'Adriatico contro il neopromosso Pescara, mentre la Roma di Zeman giocherà in casa contro il Catania e l’Udinese andrà a Firenze. Completano la giornata Atalanta-Lazio, Chievo-Bologna, Genoa-Cagliari, Siena-Torino.
Si parte così. Fra mille incertezze per i processi sul calcioscommesse e in un'estate segnata dal risparmio e dall'autarchia. Calcio d’inizio nel weekend del 25-26 agosto: due anticipi al sabato (ore 18 e 20.45), una partita alle 18 della domenica e il resto in notturna alla domenica. Epilogo il 19 maggio 2013.
Quattro le soste (9 settembre, 14 ottobre, 30 dicembre, 24 marzo) mentre i turni infrasettimanali saranno tre (26 settembre, 31 ottobre, 8 maggio).
Dopo molti anni quest'anno ci saranno ben quattro derby. Apre la serie quello della Madonnina, Milan-Inter, che si giocherà nella settima giornata.

martedì 24 luglio 2012

E' FATTA: DESTRO ALLA ROMA. CHI HA FATTO L'AFFARE?

E alla fine Mattia Destro è finito alla Roma. L’ufficialità è arrivata oggi mettendo fine ad una telenovela che si trascinava da un paio di mesi. L’ormai ex attaccante del Siena, era in comproprietà tra i toscani e il Genoa e a fine maggio sembrava ad un passo da ritorno all’Inter, società in cui era cresciuto. I buoni rapporti tra la società ligure e quella nerazzurra avevano fatto ben sperare nel buon esito della trattativa. Bastava solo trovare l’accordo sulle cifre e su eventuali contropartite tecniche.
Ma ad un certo punto il Siena, forse spinto dalla Juventus, si è messo di traverso riscattando al sua metà e complicando di molto l’affare Destro-Inter. Entrava in gioco la Roma e la Juventus mentre l’Inter, impossibilitata a fare aste di un certo tipo preferiva defilarsi.
Dopo rilanci e offerte varie è finalmente arrivato il tanto sospirato accordo le cui cifre verranno rese note nei prossimi giorni.

lunedì 23 luglio 2012

CAPOCANNONIERI DI SERIE B, UN UNDER OGNI 14 ANNI

Come avrete sicuramente notato, rispetto al passato sto cercando di limitare al minimo il copincolla di articoli presi altrove. Ma ogni tanto ci sono articoli che meritano un accento particolare. Come questo sui capocannonieri di Serie B. Un modo anche per ricordare alcuni bomber finiti nel dimenticatoio (come Francioso o Godeas, per esempio), nella speranza che non debbano passare altri 14 anni per vedere di nuovo un capocannoniere under 21.
Cinici e spietati ma anche esperti, attempati e con diverse "primavere" sul groppone. E' questo il profilo del capocannoniere degli ultimi anni, un giocatore nel pieno della sua carriera che ad un certo punto è esploso segnando reti a grappoli in tutta la Penisola. Per vedere vincere la classifica dei marcatori di Serie Bwin abbiamo dovuto aspettare la bellezza di quattordici anni. Prima di Ciro Immobile soltanto Marco Di Vaio ai tempi della Salernitana riuscì a vincere la graduatoria quando ancora era un imberbe under 21: per quale motivo la classifica dei marcatori viene dominata dalle "vecchie glorie" nonostante i tanti giovani che si mettono in luce ogni anno nel campionato cadetto? Che il segnale di quest'anno (Immobile, Insigne e Sau) possa essere l'inizio di una nuova era?

domenica 22 luglio 2012

CLASS ACTION DEI TIFOSI ROSSONERI. LA FEDE SI RIMBORSA?

La foto "incriminata"
Secondo alcuni quotidiani, i tifosi rossoneri avrebbero minacciato una class action contro il Milan per chiedere il rimborso dell’abbonamento. Secondo i sostenitori milanisti nei manifesti pubblicitari della campagna abbonamento della nuova stagione facevano bella mostra Ibrahimovic e Thiago Silva, lasciando intendere che i due giocatori sarebbe rimasti in rossonero. Ma poiché entrambi sono stati ceduti la pubblicità è stata ritenuta ingannevole e pertanto ora i tifosi del Milan pretenderebbero il rimborso dell’abbonamento sottoscritto.
Galliani dal canto suo ha già dichiarato che accontenterà i propri sostenitori e li risarcirà di quanto dovuto (sebbene non mi risulta che in un contratto d’abbonamento si faccia alcun cenno ad eventuali compravendite di giocatori).
La vicenda merita qualche considerazione e alcuni quesiti nell'ipotesi che si creasse un precedente.
- Innanzitutto, diamo per scontato che i tifosi abbiano ragione. Usando lo stesso metro di giudizio le società potrebbero pretendere un supplemento economico in caso di acquisto di un campione?

L'ARTE DEL GOAL - "GOAL" DI UMBERTO SABA

Quando il calcio incontra le varie forme dell’arte. Dalla poesia al cinema, dalla musica alla letteratura, dalla pittura alla scultura, viaggio domenicale tra piccoli momenti di arte calcistica.
Primo appuntamento la celebre poesia “Goal” di Umberto Saba.

GOAL
Il portiere caduto alla difesa
ultima vana, contro terra cela
la faccia, a non veder l’amara luce.
Il compagno in ginocchio che l’induce
con parole e con mano, a rilevarsi,
scopre pieni di lacrime i suoi occhi.
La folla- unita ebrezza - per trabocchi
nel campo. Intorno al vincitore stanno,
al suo collo si gettano i fratelli.
Pochi momenti come questo belli,
a quanti l’odio consuma e l’amore,
è dato, sotto il cielo, di vedere.
Presso la rete inviolata il portiere
- l’altro - è rimasto. Ma non la sua anima,
con la persona vi è rimasta sola.
La sua gioia si fa una capriola,
si fa baci che manda di lontano.
Della festa - egli dice - anch’io son parte.

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sabato 21 luglio 2012

FESTA INTER, BATTUTE JUVE E MILAN (peccato fosse solo un'amichevole)

Ok, queste amichevoli giocate a metà luglio lasciano il tempo che trovano e non servono a nulla. Però battere Juventus e Milan dà sempre un sottile piacere e ha un sapore dolce.
JUVENTUS-INTER 0-1 (12’ Coutinho). Ad aprire la serata è la sfida tra Juventus e Inter. Nonostante i nerazzurri siano più avanti con la preparazione (il preliminare di Europa League incombe) è la squadra campione d’Italia a partire meglio. Ma dopo 12 minuti Milito mette in area un pallone innocuo che Lucio cicca clamorosamente di testa, ne approfitta Coutinho che infila Storari. La Juventus tenta l’assalto alla disperata ricerca del pari ma nonostante abbia 2-3 ghiotte occasioni non riesce a pareggiare i conti.
MILAN-JUVENTUS 0-1 (30’ Vucinic su rigore). La Juventus, sconfitta nella prima partita, se la vede con il Milan, orfano di Ibra e Thiago Silva. I rossoneri partono meglio ma la Juventus cresce alla distanza e trova il gol vittoria alla mezzora. Taiwo stende in area Vucinic. Rigore. Dal dischetto è lo stesso Vucinic a segnare il gol che regala i tre punti ai bianconeri.

venerdì 20 luglio 2012

COLPACCIO DI BRANCA: PRESO MUDINGAYI

Ennesimo grande colpaccio messo a segno dall’Inter e in particolare dal Direttore dell’area tecnica nerazzurra Marco Branca che si è assicurato nientepocodimenoche Gabi Mudingayi, fortissimo centrocampista del Bologna.
Mudingayi approda dopo una strepitosa carriera che, dopo gli esordi eccelsi con l’Union Saint-Gilloise e il convincente triennio al Gent, lo vede approdare in Italia dove indossa le maglie di Torino, Lazio e Bologna diventando uno dei migliori centrocampisti del nostro campionato dove si mette in mostra per la fantasia alla Pirlo e la grinta alla Gattuso. Molte squadre, anche estere, gli fanno la corte. Il Barcellona lo vorrebbe per sostituire Xavi, Mourinho insiste per averlo al Real Madrid mentre il Manchester United offre la metà di Rooney in cambio.
Alla fine il giocatore naturalizzato belga preferisce l’Inter dove arriva con la formula del prestito e un modesto ingaggio di 750 mila euro.

mercoledì 18 luglio 2012

IL SOGNO DI IBRA (e il ricordo di Facchetti)

"E' stato reso possibile l'impossibile: è un altro sogno che si avvera, non volevo altro. Adesso voglio divertirmi a vincere coppe". (Zlatan Ibrahimovic)
Dunque, ricapitolando. Amava l’Ajax, era felice di giocare nella Juventus, tifava Inter fin da bambino, ha baciato la maglia del Barcellona, il suo obiettivo era il Milan ed ora ha scoperto di aver sempre sognato il Paris Saint Germain.
Ecco il prototipo del calciatore moderno: Zlatan Ibrahimovic. Il giocatore che funziona tipo jukebox di una volta, inserisci la monetina e canta la canzoncina che vuoi tu.
Uno che un anno fa avrebbe sputato in faccia a chi gli proponeva di andare al Psg, e ora ha scoperto di essere innamorato di questa squadra. Uno che a secondo della situazione non ci pensa due volte a dichiarare amore eterno alla maglia che indossa e che con altrettanta facilità cambia idea in nome di un ingaggio più ricco (e una speranza fin qui vana di vincere la Champions League).
Ma di giocatori-jukebox ce ne stanno a bizzeffe. Basti pensare a Lucio che qualche giorno fa, juventino da pochi giorni, orgogliosamente dichiara di essere daccordo con il suo presidente sul fatto che gli scudetti bianconeri sarebbero 30.
O a tutti quelli che ogni anno tra luglio e agosto dicono “sono felice di essere arrivato qui. E’ un sogno che si realizza”. E poi magari dopo un anno sputano veleno sulla propria squadra. Burattini in mano a presidenti e procuratori, pronti a dire tutto e il contrario di tutto per quattro soldi.

"Sono sempre stato del parere che se si deve essere un esempio per gli altri ci si deve anche comportare bene. Quando andavo all'oratorio non bastava essere bravi per giocare in squadra, ci si doveva sempre comportare bene. Poi diventa un'abitudine". (Giacinto Facchetti).
Per una banale casualità le dichiarazioni di Ibrahimovic arrivano nel giorno in cui quel grandissimo uomo che era Giacinto Facchetti avrebbe compiuto 70 anni. Un calciatore che per modi e professionalità era agli antipodi dello svedese. In un mondo dove ci sono sempre più Ibra e sempre meno Cipe, uno come Facchetti manca sempre più. Potrei tessere le lodi dell’uomo Facchetti prima che del calciatore Facchetti. Ma credo che non sia necessario. La storia, la sua storia, parla per lui (nonostante alcune fantomatiche relazioni di procuratori con manie di protagonismo). Ciao Cipe. Sei sempre nei nostri cuori.

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martedì 17 luglio 2012

INTER, LA CIAMBELLA COL BUCO AL CENTRO

Il mercato nerazzurro finora è stato a mio avviso abbastanza deludente. Va bene tagliare gli ingaggi, va bene ringiovanire la rosa ma Branca e soci si stanno muovendo davvero male (si possono fare affari anche con pochi soldi).
Sarà anche forte ma Mudingayi è un'altra cosa
Abbiamo preso uno dei migliori portieri in circolazione questo è vero ma in quel ruolo eravamo già abbastanza coperti, abbiamo comprato un buon difensore centrale ma forse sarebbe stato meglio far maturare i Ranocchia, i Juan Jesus, i Caldirola. Ma in ogni caso credo che in difesa ci siamo mossi bene. Peccato che non possiamo dire lo stesso degli altri settori del campo. In attacco è arrivato Palacio e tra un Coutinho cresciuto molto nei sei mesi spagnoli e un Alvarez che tutto sommato non è male possiamo stare abbastanza tranquilli (sempre che Sneijder rimanga). A patto che a Milito scoppi di salute perché basterà che il Principe prenda un semplice raffreddore per mandarci in crisi visto che Castagnois e Pazzini, entrambi possibili vice-Milito, sono con la valigia in mano e per Destro c’è la fila.

lunedì 16 luglio 2012

IL MILAN NON VENDE I CAMPIONI. (ops... Ibra e Thiago Silva al Psg)

C’é una sola squadra in ltalia che ha i top player e non li vende, l’Inter ha venduto Eto’o e Balotelli, il Milan Thiago e Ibra non li vende…”. Parole di Mauro Suma, giornalista di fede rossonera, che spesso parla a sproposito (specie quando c’è da tirare qualche stilettata agli odiati cugini nerazzurri) e che spesso viene smentito dai fatti.
La reazione di Ibra e Thiago Silva alla notizia della cessione.
Il Milan non vende Ibra e Thiago Silva? Detto, fatto. Perché se bussano alla porta con un assegno di 70 milioni di euro come fai a dire “no, grazie”?
E di fronte all’assegno presentato dal Psg per i due campioni rossoneri il Milan non ha potuto fare altro che accettare e cedere ai francesi il difensore brasiliano e l’attaccante svedese.
Purtroppo è la legge del mercato in questo momento. In Italia mancano i soldi e se uno sceicco, un russo o un qualsiasi presidente straniero che abbia soldi da spendere si presenta con un’offerta consistente non puoi fare altro che accettare e incassare il colpo. E’ successo con Eto’o, con Pastore, con Lavezzi e ora con Ibrahimovic e Thiago Silva e succederà magari con altri (Sneijder?).

domenica 15 luglio 2012

1... 2... 3... STELLA!!! (la comica perseveranza del giovin Agnelli)

Errare è umano, perseverare è diabolico”, dicevano gli antichi latini. E in quanto a perseverare il presidente della Juventus Andrea Agnelli non è secondo a nessuno. Peccato che la sua perseveranza spesso scada nella comicità degli argomenti sostenuti. Prima la ormai arcinota vicenda dello scudetto 2006, con i suoi ricorsi sistematicamente rigettati.
Una volta vinto lo scudetto, il presidente bianconero ha iniziato una nuova interessante battaglia: quella della terza stella. Già nei festeggiamenti per il titolo la dirigenza juventina aveva mostrato di avere le idee chiare mettendo ben in evidenza la terza stella sul pullman della squadra e all’ingresso dello stadio di proprietà.
Ma poiché c’è pur sempre una Federazione a cui dare conto il buon Agnelli ha pensato bene di correggere il tiro. Prima facendo apporre sulla maglia quel simpatico “30 sul campo”, errato per molti versi. Errato perché nel conteggio ufficiale della Federazione (l’unico e solo che conta) sono 28, errato perché quelli dell’epoca moggiana non sono vinti sul campo, errato perché, a voler esser pignoli, bisogna conteggiare anche il campionato di Serie B e quindi sono 31.

sabato 14 luglio 2012

ROSSO RELATIVO (quell'orribile seconda maglia dell'Inter)

Se il buongiorno si vede dal mattino non prevedo una grande stagione per i colori nerazzurri. Personalmente non sono per niente soddisfatto del mercato dell’Inter (da ultimo il mancato riscatto di Poli) che mi appare sempre più approssimativo ed improvvisato.
Ma non è del mercato che voglio parlarvi oggi, piuttosto mi piacerebbe soffermarmi sulla seconda maglia nerazzurra, quella da trasferta, che è… rossa.
Fa cagare. E su questo credo che siamo tutti daccordo (tranne evidentemente quelli del marketing che l’hanno ideata, ovvio). Ma negli anni scorsi si è riuscito a fare peggio. Mi pare di ricordare negli anni 90 una maglia verde con bordi gialli che era davvero inguardabile. E anche la maglia che indossammo nelle sfide della coppa Uefa 1997-98 non era eccezionale. Ricordate quelle strisce orizzontali di un blu indefinito che col nerazzurro avevano ben poco?

CHIUDO... NO, RIPARTO DI NUOVO.

E alla fine sono tornato. Dopo 11 giorni (è un record, mai prima d’ora questo blog era rimasto inattivo per questo tempo) ho deciso di riprendere a scrivere. Strana la vita, un paio di sere fa avevo addirittura abbozzato un articolo di chiusura del blog. Seppur a malincuore avevo deciso che era giunto il momento di dichiarare conclusa questa esperienza e di dedicarmi ad altro. Dove per “altro” poteva intendersi collaborare con un altro blog, scrivere un libro o imparare a lavorare all’uncinetto.
Poi ieri pomeriggio mettendo un po’ di ordine nelle mie scartoffie mi è capitato in mano un cimelio. Dovete sapere (per la verità l’ho già raccontato altre volte) che 20 anni fa, quando non esistevano i blog, io scrivevo su dei quadernoni spessi. Ecco, ieri pomeriggio mi è capitato in mano il primo di questi quadernoni.
Inevitabile iniziare a sfogliarlo, inevitabile sorridere nel leggere il mio stile goffo e molto approssimativo (del resto avevo solo 13 anni o poco più).

martedì 3 luglio 2012

PICCOLA PAUSA DI RIFLESSIONE....

Ora che la Spagna si è confermata campione d’Europa e che l’Italia si deve accontentare di un pur sempre positivo secondo posto, è giunto il momento di prendermi una pausa di riflessione. In realtà avevo già in mente di stare via qualche giorno. Nel fine settimana mio fratello si sposa e nei prossimi giorni sarò fuori sede, dunque una piccola paura post-europeo era già prevista e preventivata da tempo.
Ma questo mese di giugno appena trascorso è stato per molti versi “strano” dal punto di vista bloggeristico (chissà se si può dire bloggeristico...).

lunedì 2 luglio 2012

10 CONSIDERAZIONI FINALI SU EURO 2012

1) Siamo vice-campioni d’Europa. Un risultato insperato alla vigilia e molto positivo alla fine. Con questa rosa non potevamo pretendere di più. E se pensiamo che Prandelli si è portato gente come Giaccherini e Borini, che la nostra coppia difensiva era Bonucci-Barzagli, che l’unico attaccante di peso era Balotelli e tante altre cose che ora mi sfuggono, il secondo posto non è una sconfitta ma una grande vittoria.
2) La Spagna si conferma la più forte. E in effetti è sicuramente la più forte. E meno male che gli mancava un attaccante come Villa. Per ampi tratti del torneo non ha entusiasmato ma all’atto finale ha dimostrato di essere ancora ma migliore. Chapeaux.
3) Deludente l’Europeo dell’Olanda. Era partita con i favori del pronostico, torna a casa con tre sconfitte. In assoluto la delusione più grande di questa manifestazione. Credo che non sia mai successo che una favorita sia uscita così clamorosamente.

domenica 1 luglio 2012

SVANISCE IL SOGNO AZZURRO. MA GRAZIE LO STESSO RAGAZZI


Europei 2012 - Finale
SPAGNA-ITALIA 4-0
14’ Silva – 41’ Jordi Alba - 84’ Fernando Torres – 88’ Mata

SPAGNA (4-3-3): Casillas; Arbeloa, Piqué, Ramos, Jordi Alba; Busquets, Xavi, Xabi Alonso; Silva (dal 13’ s.t. Pedro), Fabregas (dal 30’ s.t. Fernando Torres), Iniesta (dal 41’ s.t. Mata). (Valdes, Reina, Albiol, Javi Martinez, Juanfran, Cazorla, Navas, Llorente, Negredo).
All.Del Bosque.
ITALIA (4-3-1-2): Buffon; Abate, Barzagli, Bonucci, Chiellini (dal 21’ p.t. Balzaretti); Marchisio, Pirlo, De Rossi; Montolivo (dall’11’ s.t. Thiago Motta); Balotelli, Cassano (dal 1’ s.t. Di Natale). (De Sanctis, Sirigu, Ogbonna, Maggio, Nocerino, Giaccherini, Diamanti, Borini, Giovinco).
All. Prandelli.
ARBITRO: Proenca (Por).

L’Europeo azzurro rimane un sogno per l'Italia. La Nazionale guidata da Prandelli crolla contro la Spagna dopo una gara dominata dalle Furie Rosse. Già dall’avvio si vede che è un’altra Spagna e che soprattutto è un’altra Italia. La squadra di Del Bosque domina in mezzo al campo e dopo un quarto d’ora va in vantaggio con Silva dopo una bella azione di Fabregas e un mezzo disastro di Chiellini. L’Italia abbozza una reazione e sembra che possa reagire ma prima dell’intervallo Jordi Alba si infila nella nostra difesa come un coltello caldo nel burro e trafigge Buffon per il 2-0.
Nella ripresa Di Natale per Cassano. E’ da inizio Europeo che sto invocando la coppia d’attacco Balotelli-Di Natale e i fatti mi danno ragione visto che l’attaccante friulano impensierisce Casillas in un paio di occasioni. Al 57esimo Prandelli effettua il terzo cambio (nel primo tempo un pessimo Chiellini infortunato aveva lasciato il posto a Balzaretti) inserendo Thiago Motta per Montolivo. E dopo una manciata di minuti l’italo-brasiliano si infortuna lasciando la squadra in 10.

AD UN PASSO DAL SOGNO AZZURRO...

Domenica 1 luglio 2012, h. 20.45
Kiev, Stadio Olimpico
FINALE DEI CAMPIONATI EUROPEI DI CALCIO 2012


 VS 

Il sogno azzurro è vicinissimo a diventare realtà. Ragazzi non sveglIateci ora...
FORZA AZZURRI FATECI SOGNARE!!!


Non so voi, ma io sono abbastanza tranquillo. Forse perché non sono abituato alle vigilie azzurre. Sei anni fa non me ne frega nulla dell'Italia, fino alla semifinale ho gufato contro l'Italia lippiana e in finale mi sono limitato a seguirla da sportivo.
Prandelli invece lo stimo e mi sta simpatico. La sua Italia mi piace molto (e l'ho anche scritto più volte nel corso di questi due anni) e sto anche facendo lo sforzo di non storcere il naso davanti al pensiero di tifare per Buffon, Cassano, Chiellini e compagnia bella.
Credo che sarà una bella finale e sono convinto che lo scoglio più duro era la Germania. Non vorrei portare sfiga ma io sono quasi certo che stasera il cielo sopra Kiev sarà azzurro, 6 anni dopo Berlino, 44 anni dopo l'ultimo trionfo europeo dell'Italia. Forza Azzurri.


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