GLI ULTIMI 10 ARTICOLI

mercoledì 16 agosto 2017

SIMPLY THE BEST - I Campioni Del Passato. LOTHAR MATTHAUS

 Viaggio tra alcuni campioni del passato che hanno fatto la storia del calcio 
LOTHAR MATTHAUS
Luogo e Data di Nascita: Erlangen, 21 marzo 1961
Nazionalità: Tedesca
Ruolo: Centrocampista
Altezza: 174 cm – Peso: 71 kg

Considerato uno dei migliori centrocampisti offensivi nella storia del calcio, si afferma in Bundesliga nel 1979 col Borussia M'gladbach. Già l'anno dopo apporta un valido contributo alla sua nazionale che vince il campionato d'Europa 1980. Dopo cinque stagioni passa al Bayern Monaco nel 1984, con cui in quattro anni vince tre campionati tedeschi, una Coppa e una Supercoppa di Germania.
Nel 1988 si trasferisce all'Inter. Nel periodo interista vince lo scudetto dei record – che l'Inter conquistò nel 1988-1989 con 58 punti in 34 partite, record per i campionati italiani a 18 squadre e 2 punti per vittoria. Matthäus segnò il decisivo 2-1 nello scontro diretto di Milano con il Napoli. Nello stesso anno vinse con i nerazzurri anche la Supercoppa italiana.

lunedì 14 agosto 2017

SIMPLY THE BEST - I Campioni Del Passato. EMILIO BUTRAGUENO

 Viaggio tra alcuni campioni del passato che hanno fatto la storia del calcio 
EMILIO BUTRAGUENO
Luogo e Data di Nascita: Madrid, 22 luglio 1963
Nazionalità: Spagnola
Ruolo: Attaccante
Altezza: 170 cm – Peso: 68 kg

Per un gioco linguistico sul suo cognome, era soprannominato "El Buitre" ("L'Avvoltoio" in lingua spagnola), ma era anche noto con il soprannome "El Caballero Blanco" per la sua sentita militanza madridista. Giocatore imprevedibile, dotato di rare qualità tecniche, capace di regalare giocate uniche in una squadra di campioni, i quali ne riconoscevano il ruolo di austero e silenzioso leader dallo spirito nobile.
La sua carriera è legata in maniera totale al club di Madrid: nato nel 1963 (naturalmente a Madrid, il 22 luglio), debutta nel Real Madrid B (terza divisione) guadagnandosi subito l'appellativo di "el Buitre" (l'avvoltoio) per la sua rapacità nell'area di rigore: una capacità di opportunismo, un senso del gol, un fiuto della porta, che accompagnarono poi tutta la sua carriera.

Nella stagione 1983/84 approda in prestito al Castilla (squadra satellite del Real), dove, insieme ad altri futuri talenti del Real (come Michel, Martin Vazquez e Manuel Sanchis), vince il campionato di serie B.

sabato 12 agosto 2017

SIMPLY THE BEST - I Campioni Del Passato. OMAR ENRIQUE SIVORI

 Viaggio tra alcuni campioni del passato che hanno fatto la storia del calcio 
OMAR ENRIQUE SIVORI
Luogo e Data di Nascita: San Nicolàs de los Arroyos, 2 Ottobre 1935
Nazionalità: Argentina
Ruolo: Attaccante
Altezza: 163 cm – Peso: 59 kg

Omar Sívori è stato un calciatore e allenatore di calcio italo-argentino che, nel corso della sua carriera agonistica, rappresentò sia l'Argentina che l'Italia e militò nei club del River Plate, della Juventus e del Napoli; in panchina fu anche commissario tecnico dell'Albiceleste all'inizio degli anni 1970.
Chiamato El pibe de oro o El Cabezón per la folta capigliatura scura che spiccava sul corpo minuto, o anche El Gran Zurdo (il grande mancino) perché giocava principalmente con il sinistro, Sívori vinse con la maglia della Selección la Copa América 1957 mentre, tra le file di River Plate e Juventus, ottenne 6 titoli e 2 coppe nazionali. In carriera mise a segno 147 reti nel campionato italiano, e 17 con le casacche di Argentina e Italia; detiene inoltre, assieme a Silvio Piola, il record del maggior numero di gol segnati in una singola partita della Serie A: il 10 giugno 1961 siglò infatti 6 reti nella gara Juventus-Inter (9-1) della stagione 1960-1961.

mercoledì 9 agosto 2017

GLI ANNI DEL TOTOCALCIO


Forse non tutti sanno che nel 2017 il Totocalcio esiste ancora, anche se nell’era delle scommesse sportive legalizzate da fenomeno di massa è diventato gioco marginalissimo (meno di 40mila italiani ancora lo prendono in considerazione, ma sinceramente non ne conosciamo uno), non quanto il clandestino Totogol ma quasi. La caccia al 13, ma anche al 12, sono entrate nella cultura e nella testa di milioni di italiani ora nemmeno troppo vecchi (chi ha 35 anni ricorda tutto benissimo) e non stiamo parlando della preistoria, anche se tutto è nato nel 1946, ma di un gioco che è arrivato a toccare i suoi massimi, come montepremi e interesse, a metà degli anni Novanta (nel 1993 il montepremi record per singola giornata, con 34 miliardi e 470 milioni di lire), quando oltretutto la diffusione di massa del personal computer portò alla crescita esponenziale dei cosiddetti sistemisti, di tutta un’editoria specializzata e di bar che prosperavano piazzando quote di sistemi integrali o a riduzione di errore.

lunedì 7 agosto 2017

QUELLI CHE SI INDIGNANO PER NEYMAR...

A me personalmente danno fastidio quelli che si indignano per Neymar. Quelli che dicono i russi, i cinesi, gli sceicchi stanno rovinando il calcio. Quelli che tirano fuori i bambini e i sogni. La verità come sempre è che se siamo noi (inteso in primis come squadra che acquista e in secondo luogo come movimento calcistico italiano) va tutto bene. Sono ammissibili i 90 miliardi per Vieri, sono accettabili i 94 milioni per Higuain, ma non vanno bene i 200 per Neymar. Cos'è che dà fastidio? Fino a 100 sì, sopra no?

Il punto è che il calcio è cambiato, è diventato profitto, economia. Neymar non vale 200 milioni come calciatore, ma li vale come oggetto commerciale, come brand. Se accettate la Champions League, se accettate di vedere 100 partite la settimana comodamente seduti sulla poltrona, se preferite vedere le amichevoli estiva fra Real Madrid e Barcellona invece che fra Udinese e rappresentativa Val Gardena, dovete avere la coerenza di accettare anche i 200 milioni di Neymar. Perché questo trasferimento è solo il figlio di un calcio di cui siete già fruitori attivi da almeno dieci anni.

domenica 6 agosto 2017

Summer Goal. LA PRIMA ALLENATRICE FRANCESE, LA SUPERCOPPA DEL 2006 E...


 CALCIOMANIA RELOADED 
Lunedì 4 agosto 2014
IL GRAN DEBUTTO DI CORINNE DIACRE, LA PRIMA "ALLENATRICE" IN FRANCIA

Difficilmente un match di seconda divisione francese desta così tanta attenzione come Brest-Clermont che si gioca questa sera. Merito del presidente del Clermont che prima ha scosso il tradizionale maschilismo calcistico nominando una portoghese, Helena Costa, come allenatrice a maggio e poi, dopo la separazione prematura, ribadendo il concetto offrendo un biennale a fine giugno a Corinne Diacre, ex nazionale, e prima donna a diplomarsi alla scuola di allenatori maschile federale e che proprio oggi è al debutto storico in una competizione professionistica maschile. Ma la Diacre si è già imposta come allenatrice di forte personalità ottenendo risultati soddisfacenti durante la preparazione estiva: 5 vittorie, due sconfitte e un pari con il Bastia dell’altro esordiente, ma in Ligue 1, Claude Makelele.

sabato 5 agosto 2017

STORIE DI BIDONI – WINSTONE BOGARDE

Acquistati con la fama di campioni in grado di fare la differenza e finiti presto nel dimenticatoio. Sono tanti i bidoni arrivati in Italia preceduti e/o seguiti da grandi titoli di giornali e grandi aspettative dei propri tifosi e andati via senza troppo rimpianti. Elencarli tutti è impossibile, proveremo a ricordarne qualcuno.

WINSTONE BOGARDE
Luogo di Nascita: Rotterdam (Olanda)
Data di Nascita: 22/10/1970
Ruolo: Difensore
Squadra: Milan

Memori dei fasti dei tempi, non troppo lontani, del trio Rijkaard-Gullit-Van Basten e convinti dalle buone prove dell’Ajax (che nella stagione precedente aveva battuto proprio i rossoneri in finale di Coppa dei Campioni), il dirigente meneghino Adriano Galliani pescò nuovamente in Olanda.
A Milano nell’estate del’97 arrivò un altro trio di olandesi, ma di tutt’altra pasta: si riveleranno ben presto, infatti, un tris di “pipponi”. Tra questi primeggia un certo Winston Bogarde, massiccio difensore centrale con cui il Milan pensava di rinforzare alla grande la difesa, assieme al terzino Reiziger. Il buon Winston, preso a parametro zero, si dimostrò da subito una sorta di paracarro: un energumeno di un metro e novanta, lento e senza una grande cognizione calcistica.

venerdì 4 agosto 2017

BONAVENTURA-CUTRONE: IL MILAN VA

EUROPA LEAGUE – Ritorno Terzo Turno Preliminare
MILAN-CRAIOVA 2-0
9' Bonaventura – 52’ Cutrone

MILAN (4-3-3): G. Donnarumma; Conti, Zapata, Musacchio, Rodriguez; Kessie, Locatelli, Bonaventura 7 (36' st Borini); Suso 6 (20' st Calhanoglu), Cutrone 6,5 (26' st André Silva), Niang. A disp.: Storari, Calabria, Gomez, Montolivo. All.: Montella
CRAIOVA (4-3-3): Calancea; Dimitrov, Spahija, Kelic, Tiago Ferreira; Rossi, Zlatinski, Bancu; Vagenin, Baluta 5,5 (20' st Roman), Mitrita (38' st Barbut). A disp.: Mitrovic, Birceag, Screciu, Mateiu, Barthe. All.: Mangia
Arbitro: Popov (BUL)

Tutto facile per il Milan che, spinto dai 75mila tifosi che hanno riempito San Siro come nelle più grandi occasioni della sua storia, batte 2-0 il Craiova e si guadagna l'accesso ai playoff di Europa League, ultimo passo prima della qualificazione ai gironi della competizione. Partita subito in discesa, grazie alla rete di Bonaventura dopo nove minuti. Nella ripresa, al 52esimo, il raddoppio del giovane Cutrone.

giovedì 3 agosto 2017

NEYMAR E' DEL PSG: UNA FOLLIA DA 222 MILIONI DI EURO

Dopo un'altra giornata convulsa, con la Liga che sembrava mettersi di traverso sul trasferimento del giocatore, i legali di Neymar Jr hanno pagato la clausola di rescissione al Barcellona.
A confermarlo lo stesso Barça, con un comunicato ufficiale: "Il club ora informerà l'Uefa, affinché vengano verificati eventuali procedimenti disciplinari legati alla situazione".
Neymar in volo verso Parigi, il Psg lo accoglie. Ma per arrivare a questo punto, la strada è stata molto in salita. La lunga giornata degli avvocati di Neymar ha avuto il suo picco alle 18.30. Dopo che la Liga aveva rifiutato il versamento della clausola di rescissione, Juan de Dios Crespo, l'avvocato che aveva l'incarico da parte di Neymar di depositare la clausola si è presentato nella sede del Barcellona con lo stesso documento bancario rifiutato appunto dalla lega spagnola.

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