GLI ULTIMI 10 ARTICOLI

mercoledì 16 agosto 2017

SIMPLY THE BEST - I Campioni Del Passato. LOTHAR MATTHAUS

 Viaggio tra alcuni campioni del passato che hanno fatto la storia del calcio 
LOTHAR MATTHAUS
Luogo e Data di Nascita: Erlangen, 21 marzo 1961
Nazionalità: Tedesca
Ruolo: Centrocampista
Altezza: 174 cm – Peso: 71 kg

Considerato uno dei migliori centrocampisti offensivi nella storia del calcio, si afferma in Bundesliga nel 1979 col Borussia M'gladbach. Già l'anno dopo apporta un valido contributo alla sua nazionale che vince il campionato d'Europa 1980. Dopo cinque stagioni passa al Bayern Monaco nel 1984, con cui in quattro anni vince tre campionati tedeschi, una Coppa e una Supercoppa di Germania.
Nel 1988 si trasferisce all'Inter. Nel periodo interista vince lo scudetto dei record – che l'Inter conquistò nel 1988-1989 con 58 punti in 34 partite, record per i campionati italiani a 18 squadre e 2 punti per vittoria. Matthäus segnò il decisivo 2-1 nello scontro diretto di Milano con il Napoli. Nello stesso anno vinse con i nerazzurri anche la Supercoppa italiana.

lunedì 14 agosto 2017

SIMPLY THE BEST - I Campioni Del Passato. EMILIO BUTRAGUENO

 Viaggio tra alcuni campioni del passato che hanno fatto la storia del calcio 
EMILIO BUTRAGUENO
Luogo e Data di Nascita: Madrid, 22 luglio 1963
Nazionalità: Spagnola
Ruolo: Attaccante
Altezza: 170 cm – Peso: 68 kg

Per un gioco linguistico sul suo cognome, era soprannominato "El Buitre" ("L'Avvoltoio" in lingua spagnola), ma era anche noto con il soprannome "El Caballero Blanco" per la sua sentita militanza madridista. Giocatore imprevedibile, dotato di rare qualità tecniche, capace di regalare giocate uniche in una squadra di campioni, i quali ne riconoscevano il ruolo di austero e silenzioso leader dallo spirito nobile.
La sua carriera è legata in maniera totale al club di Madrid: nato nel 1963 (naturalmente a Madrid, il 22 luglio), debutta nel Real Madrid B (terza divisione) guadagnandosi subito l'appellativo di "el Buitre" (l'avvoltoio) per la sua rapacità nell'area di rigore: una capacità di opportunismo, un senso del gol, un fiuto della porta, che accompagnarono poi tutta la sua carriera.

Nella stagione 1983/84 approda in prestito al Castilla (squadra satellite del Real), dove, insieme ad altri futuri talenti del Real (come Michel, Martin Vazquez e Manuel Sanchis), vince il campionato di serie B.

sabato 12 agosto 2017

SIMPLY THE BEST - I Campioni Del Passato. OMAR ENRIQUE SIVORI

 Viaggio tra alcuni campioni del passato che hanno fatto la storia del calcio 
OMAR ENRIQUE SIVORI
Luogo e Data di Nascita: San Nicolàs de los Arroyos, 2 Ottobre 1935
Nazionalità: Argentina
Ruolo: Attaccante
Altezza: 163 cm – Peso: 59 kg

Omar Sívori è stato un calciatore e allenatore di calcio italo-argentino che, nel corso della sua carriera agonistica, rappresentò sia l'Argentina che l'Italia e militò nei club del River Plate, della Juventus e del Napoli; in panchina fu anche commissario tecnico dell'Albiceleste all'inizio degli anni 1970.
Chiamato El pibe de oro o El Cabezón per la folta capigliatura scura che spiccava sul corpo minuto, o anche El Gran Zurdo (il grande mancino) perché giocava principalmente con il sinistro, Sívori vinse con la maglia della Selección la Copa América 1957 mentre, tra le file di River Plate e Juventus, ottenne 6 titoli e 2 coppe nazionali. In carriera mise a segno 147 reti nel campionato italiano, e 17 con le casacche di Argentina e Italia; detiene inoltre, assieme a Silvio Piola, il record del maggior numero di gol segnati in una singola partita della Serie A: il 10 giugno 1961 siglò infatti 6 reti nella gara Juventus-Inter (9-1) della stagione 1960-1961.

mercoledì 9 agosto 2017

GLI ANNI DEL TOTOCALCIO


Forse non tutti sanno che nel 2017 il Totocalcio esiste ancora, anche se nell’era delle scommesse sportive legalizzate da fenomeno di massa è diventato gioco marginalissimo (meno di 40mila italiani ancora lo prendono in considerazione, ma sinceramente non ne conosciamo uno), non quanto il clandestino Totogol ma quasi. La caccia al 13, ma anche al 12, sono entrate nella cultura e nella testa di milioni di italiani ora nemmeno troppo vecchi (chi ha 35 anni ricorda tutto benissimo) e non stiamo parlando della preistoria, anche se tutto è nato nel 1946, ma di un gioco che è arrivato a toccare i suoi massimi, come montepremi e interesse, a metà degli anni Novanta (nel 1993 il montepremi record per singola giornata, con 34 miliardi e 470 milioni di lire), quando oltretutto la diffusione di massa del personal computer portò alla crescita esponenziale dei cosiddetti sistemisti, di tutta un’editoria specializzata e di bar che prosperavano piazzando quote di sistemi integrali o a riduzione di errore.

lunedì 7 agosto 2017

QUELLI CHE SI INDIGNANO PER NEYMAR...

A me personalmente danno fastidio quelli che si indignano per Neymar. Quelli che dicono i russi, i cinesi, gli sceicchi stanno rovinando il calcio. Quelli che tirano fuori i bambini e i sogni. La verità come sempre è che se siamo noi (inteso in primis come squadra che acquista e in secondo luogo come movimento calcistico italiano) va tutto bene. Sono ammissibili i 90 miliardi per Vieri, sono accettabili i 94 milioni per Higuain, ma non vanno bene i 200 per Neymar. Cos'è che dà fastidio? Fino a 100 sì, sopra no?

Il punto è che il calcio è cambiato, è diventato profitto, economia. Neymar non vale 200 milioni come calciatore, ma li vale come oggetto commerciale, come brand. Se accettate la Champions League, se accettate di vedere 100 partite la settimana comodamente seduti sulla poltrona, se preferite vedere le amichevoli estiva fra Real Madrid e Barcellona invece che fra Udinese e rappresentativa Val Gardena, dovete avere la coerenza di accettare anche i 200 milioni di Neymar. Perché questo trasferimento è solo il figlio di un calcio di cui siete già fruitori attivi da almeno dieci anni.

domenica 6 agosto 2017

Summer Goal. LA PRIMA ALLENATRICE FRANCESE, LA SUPERCOPPA DEL 2006 E...


 CALCIOMANIA RELOADED 
Lunedì 4 agosto 2014
IL GRAN DEBUTTO DI CORINNE DIACRE, LA PRIMA "ALLENATRICE" IN FRANCIA

Difficilmente un match di seconda divisione francese desta così tanta attenzione come Brest-Clermont che si gioca questa sera. Merito del presidente del Clermont che prima ha scosso il tradizionale maschilismo calcistico nominando una portoghese, Helena Costa, come allenatrice a maggio e poi, dopo la separazione prematura, ribadendo il concetto offrendo un biennale a fine giugno a Corinne Diacre, ex nazionale, e prima donna a diplomarsi alla scuola di allenatori maschile federale e che proprio oggi è al debutto storico in una competizione professionistica maschile. Ma la Diacre si è già imposta come allenatrice di forte personalità ottenendo risultati soddisfacenti durante la preparazione estiva: 5 vittorie, due sconfitte e un pari con il Bastia dell’altro esordiente, ma in Ligue 1, Claude Makelele.

sabato 5 agosto 2017

STORIE DI BIDONI – WINSTONE BOGARDE

Acquistati con la fama di campioni in grado di fare la differenza e finiti presto nel dimenticatoio. Sono tanti i bidoni arrivati in Italia preceduti e/o seguiti da grandi titoli di giornali e grandi aspettative dei propri tifosi e andati via senza troppo rimpianti. Elencarli tutti è impossibile, proveremo a ricordarne qualcuno.

WINSTONE BOGARDE
Luogo di Nascita: Rotterdam (Olanda)
Data di Nascita: 22/10/1970
Ruolo: Difensore
Squadra: Milan

Memori dei fasti dei tempi, non troppo lontani, del trio Rijkaard-Gullit-Van Basten e convinti dalle buone prove dell’Ajax (che nella stagione precedente aveva battuto proprio i rossoneri in finale di Coppa dei Campioni), il dirigente meneghino Adriano Galliani pescò nuovamente in Olanda.
A Milano nell’estate del’97 arrivò un altro trio di olandesi, ma di tutt’altra pasta: si riveleranno ben presto, infatti, un tris di “pipponi”. Tra questi primeggia un certo Winston Bogarde, massiccio difensore centrale con cui il Milan pensava di rinforzare alla grande la difesa, assieme al terzino Reiziger. Il buon Winston, preso a parametro zero, si dimostrò da subito una sorta di paracarro: un energumeno di un metro e novanta, lento e senza una grande cognizione calcistica.

venerdì 4 agosto 2017

BONAVENTURA-CUTRONE: IL MILAN VA

EUROPA LEAGUE – Ritorno Terzo Turno Preliminare
MILAN-CRAIOVA 2-0
9' Bonaventura – 52’ Cutrone

MILAN (4-3-3): G. Donnarumma; Conti, Zapata, Musacchio, Rodriguez; Kessie, Locatelli, Bonaventura 7 (36' st Borini); Suso 6 (20' st Calhanoglu), Cutrone 6,5 (26' st André Silva), Niang. A disp.: Storari, Calabria, Gomez, Montolivo. All.: Montella
CRAIOVA (4-3-3): Calancea; Dimitrov, Spahija, Kelic, Tiago Ferreira; Rossi, Zlatinski, Bancu; Vagenin, Baluta 5,5 (20' st Roman), Mitrita (38' st Barbut). A disp.: Mitrovic, Birceag, Screciu, Mateiu, Barthe. All.: Mangia
Arbitro: Popov (BUL)

Tutto facile per il Milan che, spinto dai 75mila tifosi che hanno riempito San Siro come nelle più grandi occasioni della sua storia, batte 2-0 il Craiova e si guadagna l'accesso ai playoff di Europa League, ultimo passo prima della qualificazione ai gironi della competizione. Partita subito in discesa, grazie alla rete di Bonaventura dopo nove minuti. Nella ripresa, al 52esimo, il raddoppio del giovane Cutrone.

giovedì 3 agosto 2017

NEYMAR E' DEL PSG: UNA FOLLIA DA 222 MILIONI DI EURO

Dopo un'altra giornata convulsa, con la Liga che sembrava mettersi di traverso sul trasferimento del giocatore, i legali di Neymar Jr hanno pagato la clausola di rescissione al Barcellona.
A confermarlo lo stesso Barça, con un comunicato ufficiale: "Il club ora informerà l'Uefa, affinché vengano verificati eventuali procedimenti disciplinari legati alla situazione".
Neymar in volo verso Parigi, il Psg lo accoglie. Ma per arrivare a questo punto, la strada è stata molto in salita. La lunga giornata degli avvocati di Neymar ha avuto il suo picco alle 18.30. Dopo che la Liga aveva rifiutato il versamento della clausola di rescissione, Juan de Dios Crespo, l'avvocato che aveva l'incarico da parte di Neymar di depositare la clausola si è presentato nella sede del Barcellona con lo stesso documento bancario rifiutato appunto dalla lega spagnola.

domenica 30 luglio 2017

Summer Goal. L'EQUAZIONE ZEMANIANA, IL SOGNO DORICO E QUELLA VOLTA CHE MAZZONE...


 CALCIOMANIA RELOADED 

mercoledì 26 novembre 2014
11+11 = 6, L'equazione del calcio zemaniano.
L’ultimo 3-3 in campionato della squadra sarda, racchiude l’equazione matematica del prototipo del calcio zemaniano : 11+11=6. Due squadre che si fronteggiano a viso aperto, agonismo estremo, zero tatticismi, tensione sportiva, emozioni impagabili. Un percorso adrenalinico con minutaggio prestabilito, 95 minuti di teatralità visiva. 11+11 = 6; L’addizionale per le statistiche del calcio, per le quotazione dei bookmakers; la fenomenologia dell’ estasi per tutti coloro i quali incappano in uno stadio roboante, inconsciamente consapevole di quanto si può inscenare sul rettangolo verde. Zednek Zeman, il giocoliere del calcio italiano, dallo stile unico nel suo genere.
L’equazione dell’espressione ha la sua massima espressività per rappresentare il calcio del boemo ed è : “Il risultato è casuale, la prestazione no.”

sabato 29 luglio 2017

SIMPLY THE BEST - I Campioni Del Passato. ZICO

 Viaggio tra alcuni campioni del passato che hanno fatto la storia del calcio 

 ZICO ARTHUR ANTUNES COIMBRA 
Luogo e Data di Nascita: Rio De Janeiro, 3 marzo 1953
Nazionalità: Brasiliana
Ruolo: Trequartista
Altezza: 172 cm – Peso: 67 kg

Nato a Rio de Janeiro, è il più grande giocatore brasiliano di sempre dopo Pelè. In adolescenza è dotato di immenso talento quanto di fisico gracile. Si irrobustirà discretamente negli anni sopperendo comunque ampiamente con una tecnica sopraffina. Estremamente rapido, dotato di un tiro ottimo e di una visione del gioco notevole, poteva giocare indifferentemente come centrocampista avanzato o seconda punta. Ineguagliabile il suo talento nell'esecuzione dei calci di punizione.
Dal ritiro di Pelè (1977) fino al finire degli anni '80 è stato senza dubbio il calciatore brasiliano più popolare ed uno degli attaccanti più forti del mondo: vinse per ben tre volte il Pallone d'Oro sudamericano (1977, 1981 e 1982) e per 7 volte consecutive la classifica come miglior marcatore nei campionati statali carioca e 2 volte in quello nazionale del Brasile.

giovedì 27 luglio 2017

MILAN, MINIMO SINDACALE AL RITORNO IN EUROPA

EUROPA LEAGUE – Andata Terzo Turno Preliminare
CSU CRAIOVA-MILAN 0-1
44’ Rodriguez

Il Milan comincia bene l'avventura in Europa League. Nell'andata del 3° turno preliminare i rossoneri battono 1-0 in Romania il Craiova e ipotecano la qualificazione ai playoff. Donnarumma ipnotizza Mitrita al 23', Cutrone è fermato dal palo al 27' e al 44' Ricardo Rodriguez da posizione defilata beffa Calancea su punizione. E' il gol che decide la sfida. Nella ripresa la squadra di Montella cala ma soffre poco. Giovedì il ritorno a San Siro.

Dopo più di tre anni il Milan torna sul palcoscenico europeo e porta a casa una vittoria con il minimo sforzo, ma di un'importanza capitale. Certo il Craiova si è confermato squadra di onesti lavoratori e nulla più ma, dopo un mercato così faraonico, era importante non sbagliare per non innescare le prevedibili critiche.

CALENDARI: CHE PARTENZA DA BRIVIDI PER L'INTER !!!

Serie A, si parte. In Lega, il computer ha messo a punto le 38 giornate del massimo campionato. Eccolo, il calendario che porterà allo scudetto 2017-2018. Sarà la stagione dell'inseguimento al settimo titolo della Juventus, sarà un campionato che promuoverà 4 squadre direttamente alla Champions, sarà il torneo del debutto del Var e della partite durante il periodo natalizio.
Il big match della prima giornata sarà Inter-Fiorentina, nel weekend del 20 agosto: subito gli ex Borja Valero e probabilmente Vecino di fronte ai viola (e dall’altro lato Pioli contro la sia ex squadra). La Juve debutta contro il Cagliari, il Milan a Crotone, la Roma sul difficile campo dell'Atalanta, il Napoli a Verona.
Sarà un inizio duro soprattutto per i nerazzurri di Spalletti, che già alla seconda giornata troveranno proprio la ex-squadra del tecnico, la Roma all'Olimpico. Napoli-Atalanta sarà l'altra gara da tenere d'occhio della seconda giornata, con la Juve che va a Genoa.

martedì 25 luglio 2017

ZEMAN: "SCUDETTI ESPOSTI ALLO STADIUM? NON SI DOVREBBE GIOCARE LÌ ...”

Pochi personaggi del calcio italiano riescono a non essere mai banali quando rilasciano dichiarazioni alla stampa, Zdenek Zeman è uno di quelli. Dice quello che pensa, senza peli sulla lingua. E lo ha fatto anche nel corso di una intervista rilasciata al Corriere della Sera. Oggetto della discussione, in primis, la presenza allo Juventus Stadium anche degli Scudetti revocati alla società bianconera.
La sua presa di posizione è chiara. "Una cosa normale sarebbe quella di intervenire e non giocare lì. Da sempre cerco di rispettare le regole e le decisioni degli altri. Quando sono stato squalificato per tre mesi ho accettato senza dire nulla".
Su un calciomercato ormai impazzito: "Dipende dai procuratori. Gestiscono interessi extracalcistici, vanno da chi paga di più. Una volta l’allenatore contava, oggi i giocatori parlano con il presidente".
Fa il tifo per la Roma del suo pupillo Di Francesco. "In Serie A vedo Juventus e Napoli davanti, la Roma la vedo bene se lasceranno fare Di Francesco. A Roma l'ambiente è molto bello, lo ha detto pure Spalletti. Quello che manca è il presidente, non c'è mai".

domenica 23 luglio 2017

Summer Goal. I VENTISEI SECONDI, LA CHAMPIONS DI MOU E...


 CALCIOMANIA RELOADED 
giovedì 19 marzo 2009
I VENTISEI SECONDI, OVVERO QUELLI CHE ARRIVANO DIETRO
La frenesia che condiziona il nostro vivere è senza dubbio il peggior nemico del piacere. Però noi esseri umani siamo antropologicamente costruiti per raggiungere i nostri obiettivi nel minor tempo possibile. Dobbiamo arrivare primi nella vita come nello sport. Per questo motivo non vogliamo essere secondi a nessuno, a costo di diventare nevrotici. Il calcio non sfugge a questa legge, e di recente l’allenatore della Juventus ha dichiarato di non giocare per arrivare secondo. Una banalità? Senz’altro lo è, ma ha un senso ed è necessario ribadirlo nell’attuale campionato dominato dall’Inter. I media non possono abbracciare la filosofia del valore del secondo posto per paura di perdere lettori e autorevolezza.

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sabato 22 luglio 2017

STORIE DI BIDONI – FRANÇOIS ZAHOUI

Acquistati con la fama di campioni in grado di fare la differenza e finiti presto nel dimenticatoio. Sono tanti i bidoni arrivati in Italia preceduti e/o seguiti da grandi titoli di giornali e grandi aspettative dei propri tifosi e andati via senza troppo rimpianti. Elencarli tutti è impossibile, proveremo a ricordarne qualcuno.

FRANÇOIS ZAHOUI
Luogo di Nascita: Treichville (Costa d’Avorio)
Data di Nascita: 21/07/1961
Ruolo: Attaccante
Squadra: Ascoli

Cresciuto nella Stella Club di Abidjan, squadra della Capitale del suo paese, Zahoui fu scoperto dagli osservatori dell’Ascoli in occasione del Torneo di Marsiglia del 1981. E’ passato alla storia per essere stato il primo calciatore africano a rompere la barriera razziale del campionato italiano. Il “negretto” ricevette numerosi elogi prima di sbarcare in Italia: in Africa si dimostrò un giocatore dotato di una discreta levatura tecnica, che poteva giocare sia come attaccante puro che come mezzapunta. A volerlo fu soprattutto il Presidentissimo Costantino Rozzi, che con il suo ingaggio intendeva punzecchiare i dirigenti delle squadre italiane più blasonate, che spendevano fior di quattrini per assicurarsi i migliori fuoriclasse del pianeta. Acquistato per la misera cifra di 25 milioni di Lire, venne stipendiato con 12 milioni annui, che all’epoca rappresentavano il minimo sindacale (che oggi ammonta a 1.500 Euro al mese). C’è chi dice che il club ivoriano, invece di riscuotere denaro per il suo trasferimento, fu pagato con il controvalore in tute da gioco ed attrezzature sportive.

venerdì 21 luglio 2017

CALCIOMERCATO INTER, LE RAGIONI DELL'ANDAMENTO LENTO

L’Inter è partita per la tournée in Cina con due soli volti nuovi: Milan Skriniar e Borja Valero. I tifosi mugugnano ammirando i 200 milioni spesi dai cugini rossoneri nelle prime settimane di mercato. Il direttore sportivo del gruppo Suning Walter Sabatini, d’altro canto, ostenta serenità: “Mercato bloccato? Ma chi l’ha detto? La mia tranquillità dipende dal fatto che lavoro con un gruppo importantissimo. L’Inter sarà integrata e la rosa non sarà buttata nel secchio".
Ma qual è, dopo tutto, la situazione dell’Inter? Perché Suning che ha un fatturato annuo fra i 40 e i 50 miliardi di dollari non può comprare chi vuole e quando vuole? Il fair play finanziario è davvero una zavorra così pesante? Anche se la squadra non disputa le coppe?
In effetti, i vincoli per l’Inter esistono anche se non partecipa alle competizioni continentali in questa stagione e derivano dal cosiddetto “Settlement Agreement” sottoscritto nel maggio 2015 per aver violato le regole del financial fair play negli anni precedenti.

giovedì 20 luglio 2017

INIESTA ALL'INTER: SUGGESTIONE? NO, L'AFFARE SI FARA'

IL MERCATO DI CIP&CIOP
Iniesta all’Inter. La notizia, lanciata da Don Balon, portale spagnolo specializzato in calciomercato, sta rimbalzando nelle ultime ore sui media e sebbene sembri fantamercato, c’è qualcosa di concreto e entro qualche settimana potrebbe diventare realtà.
Il contratto di Don Andrès è in scadenza tra un anno e "il Barcellona - scrive il sito iberico - non dà alcun segnale di voler rinnovarlo".
A Sabatini non pare vero e dopo un colloquio con Suning ha deciso di muoversi pesantemente sul centrocampista spagnolo. I costi dell'operazione non dovrebbero essere proibitivi, almeno per quel che riguarda il costo del cartellino. La richiesta del Barcellona sarebbe di 30 milioni, ma l'Inter punta ad abbassare il costo del cartellino fino a 20 milioni.
E non è escluso che, altro colpo di scena, venga inserito nella trattativa come contropartita Kondogbia, centrocampista che all’Inter ha deluso abbastanza ma che Valverde, attuale tecnico blaugrana, apprezza molto.

mercoledì 19 luglio 2017

CLAMOROSO CASSANO: SI RITIRA, ANZI NO

Antonio Cassano si ritira, anzi no. Oltre i confini dell'assurdo. Intorno a mezzogiorno la notizia che ha deciso di lasciare il Verona e il calcio: nostalgia di casa e della famiglia. Meglio smettere. “Non gioco più, me ne vado, mi ritiro. Non ce la faccio più a reggere certi ritmi, il ritiro, la fatica degli allenamenti. Dopo un anno fermo, non riesco a star lontano da casa: ho nostalgia di mia moglie e dei figli. Grazie e arrivederci”, è la sparata mattutina davanti all’incredulo direttore sportivo del Verona, Filippo Fusco, e all’allenatore Fabio Pecchia, dopo una notte di crisi nera.

Alle 16,15 la conferenza stampa per dire: "Scusate, ho sbagliato. Ho avuto un momento di debolezza e volevo dire basta, stamattina. Poi i dirigenti del Verona mi hanno aiutato a superare quel momento. E qui annuncio che non smetto, continuo a giocare nel Verona. Ho sbagliato, scusate".

domenica 16 luglio 2017

Summer Goal. IL PORTIERE DI RISERVA, LO STRAVAGANTE LALAS E IL PRIMO TRIONFO DI RONALDO


 CALCIOMANIA RELOADED 
mercoledì 12 dicembre 2012
12-12-12. IL DIFFICILE MESTIERE DEL PORTIERE DI RISERVA
12-12-12. Qualcuno sostiene che debba essere una data poco felice, altri sostengono che secondo i Maya questa data è il preludio a quello che succederà fra 9 giorni. Insomma, a quanto pare questa data non dovrebbe portare bene.
E a pensarci bene anche nel calcio il 12 è un numero che nel suo piccolo è poco fortunato. Tranne qualche eccezione, il 12 è il numero del portiere di riserva. Gran brutto mestiere quello del portiere di riserva. Se ne sta comodamente seduto in panchina e aspetta che il titolare abbia un raffreddore, una squalifica, un mal di testa, un’unghia incarnita per poter entrare in campo. Sta lì e aspetta. Aspetta che succeda qualcosa ma non è detto che qualcosa succeda. E allora sta seduto per giorni, mesi, anni, come in un limbo.

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sabato 15 luglio 2017

SIMPLY THE BEST - I Campioni Del Passato. MICHEL PLATINI

 Viaggio tra alcuni campioni del passato che hanno fatto la storia del calcio 
MICHEL PLATINI
Luogo e Data di Nascita: Joeuf, 21 giugno 1955
Nazionalità: Francese
Ruolo: Trequartista
Altezza: 179 cm – Peso: 73 kg

Ritenuto da molti esperti uno dei migliori giocatori della storia del calcio mondiale, Platini era un regista dotato di un notevole bagaglio tecnico, ottima visione del gioco e un innato senso del gol; anche grazie a quest'ultima caratteristica risultò più prolifico di molti attaccanti della sua generazione.
La sua capacità tecnica e l'attitudine a essere un leader gli valsero il soprannome di Le Roi (Il Re, in francese).
Inizia la sua carriera al Nancy nel 1972, dove rimane fino al 1979. Con 127 gol in 215 partite, Platini è il miglior cannoniere della storia del Nancy.
Nel 1979 si trasferisce al Saint-Étienne, la squadra più titolata in patria. Totalizza 145 partite e mette a segno 82 gol con la maglia del Saint-Étienne, vincendo un titolo francese nel 1981, il decimo e, finora, ultimo del club.

venerdì 14 luglio 2017

COLPACCIO: BONUCCI AL MILAN (ma chi ha fatto l’affare tra Milan e Juve?)

Leonardo Bonucci è un giocatore del Milan ora è arrivata anche l'ufficialità. Il difensore ex Juve ha firmato fino al 2022 un contratto da 6,5 milioni di euro a stagione più bonus e sabato si sottoporrà alle visite mediche di rito. Il nuovo giocatore è stato accolto da moltissimi tifosi all'arrivo in sede nel primo pomeriggio e dopo la firma si è recato a Milanello per i test fisici. Alla Juve vanno 40 milioni di euro.
Ad annunciarlo è il Milan sul proprio sito venerdì sera: "AC Milan comunica di aver sottoscritto con Juventus FC un contratto di trasferimento a titolo definitivo del giocatore Leonardo Bonucci. Il giocatore, previo il superamento delle visite mediche previste nei prossimi giorni, si legherà al Milan con un accordo di 5 anni".

A rendere noti i dettagli economici dell'operazione invece è stata la Juventus: "Juventus Football Club S.p.A. comunica di aver raggiunto l’accordo con la società A.C. Milan per la cessione a titolo definitivo del diritto alle prestazioni sportive del calciatore Leonardo Bonucci per un corrispettivo di € 42 milioni pagabili in tre esercizi. Tale operazione genera un effetto economico positivo di circa € 39,5 milioni".

giovedì 13 luglio 2017

BERGAMINI, RIESUMATA LA SALMA (e i primi accertamenti...)

Un altro mattoncino è stato messo per quanto riguarda la verità sulla morte di Donato “Denis” Bergamini. Una verità che aspettiamo ormai da 28 anni e che dopo così tanto tempo potrebbe vedere la luce.
Nei giorni scorsi su disposizione del Tribunale di Castrovillari è stato riesumato il corpo del giocatore e sottoposto a nuovi accertamenti tecnici, fra cui una tac tridimensionale e un esame del Dna, alla ricerca di elementi utili alle indagini.
E le prime indiscrezioni raccontano di eventi incongruenze rispetto al referto dell’autopsia effettuata a quel tempo. "La parte del corpo maggiormente interessata dal trauma sarebbe quella sinistra e non quella destra come invece si era sempre pensato e sulla sinistra del corpo ci sarebbe anche un taglio longitudinale sospetto della testa del femore che a detta dei consulenti e dei periti apparirebbe anomalo e innaturale".
Gli esiti degli esami saranno presentati fra qualche tempo, si parla di circa quattro mesi. I medici della procura e del tribunale infatti dovranno fare una lunga e dettagliata relazione per i magistrati.

mercoledì 12 luglio 2017

ICARDI "OBIETTIVO CHAMPIONS. SPALLETTI? LO VEDO CARICO"

Ha già le idee chiare Mauro Icardi. Il capitano nerazzurro ha concesso oggi un’intervista a Sportmediaset dove ha parlato di Inter (“obiettivo Champions”), di Spalletti (“lo vedo già carico”) e di Perisic (“se non è felice vada via”).
Come stanno andando questi primi giorni di ritiro?
"Manca solo Medel, ma siamo tutti qua e stiamo lavorando bene. Io sono ancora fuori per un infortunio, ma già dalla settimana prossima conto di tornare in gruppo. Sappiamo tutti quello che è l'obiettivo del club, giocare la Champions. Noi iniziamo desso a lavorare per fare un anno importante".
Che impressione hai avuto da Spalletti?
"Dentro il campo non l'ho visto molto, si vede che è carico e ci ha fatto sapere subito le sue idee. Ci ha già detto dove migliorare, tutti abbiamo capito quello che vuole fare".
La difesa di Ranocchia da parte di Spalletti col tifoso che lo aveva insultato ti è piaciuta?
"Penso che l'allenatore debba difendere la squadra e la società deve essere dalla parte dei giocatori. Questa cosa mi è piaciuta molto, perché noi siamo qua per lavorare e dà fastidio se ti urlano brutte cose da fuori dai nostri tifosi. Il mister ha fatto bene".

martedì 11 luglio 2017

SGRADITO ALLA JUVENTUS, PISTOCCHI SILURATO DA MEDIASET

Mettersi contro la Juventus comporta dei rischi. Soprattutto se fai il giornalista, guai a dire esplicitamente le cose come stanno, a far notare determinate cose. Di fronte a certe società la posizione esatta è stare a 90 gradi e se provi a raddrizzare la schiena potresti ritrovarti senza lavoro.
E’ quello che è capitato a Maurizio Pistocchi. Dopo 31 anni Mediaset ha deciso che era abbastanza e ha chiuso i suoi contributi come opinionista di Serie A Live, la trasmissione condotta da Massimo Callegari.

La motivazione ufficiale è la volontà di svecchiamento dei volti del canale, ma come fa notare Renato Franco, giornalista del Corriere della Sera, “sono in molti (anche all’interno della stessa Premium) a pensare che in realtà il giornalista paghi piuttosto la sua schiettezza e i suoi interventi spesso abrasivi: si dice fosse sgradito alla Juventus, che già in passato sarebbe intervenuta per chiederne il ”contenimento”, e che la stessa Mediaset avrebbe cercato di fargli capire che era il caso di essere più morbido.

lunedì 10 luglio 2017

IL RITORNO DI FANTANTONIO: RIPARTIRA' DA VERONA (e arriva pure Cerci)

La carriera di Cassano ripartirà da Verona dopo un anno sabbatico. FantAntonio non scende in campo in Serie A dall'aprile 2016, ma da agosto potrà farlo al fianco di Pazzini, il gemello del gol che fece impazzire la Sampdoria sotto la guida di Delneri fino al playoff di Champions.
Pazzini con Cassano: il Verona ha riformato la coppia del gol che ha fatto sognare la Sampdoria. Hellas scatenato sul mercato che ha chiuso con FantAntonio. Il trequartista, svincolato da sei mesi dai blucerchiati, ha deciso di ripartire con i gialloblù dove ritroverà il suo grande amico. Dopo le visite mediche, la firma sul contratto annuale: "Sono contento ed entusiasta", ha commentato FantAntonio fuori dall'ospedale di Borgo Trento.
È arrivata anche la fumata bianca per Alessio Cerci. L'esterno, che si è liberato dall'Atletico Madrid, ha firmato questa mattina e giocherà al Bentegodi. Ritorno in Serie A dopo l'anno passato in panchina con Simeone in Spagna.

domenica 9 luglio 2017

Summer Goal. LO "SCORPIONE" HIGUITA, LA FAVOLA GRECA E L'EUROGOL DI BRESSAN


 CALCIOMANIA RELOADED 
mercoledì 22 ottobre 2014
FINTO CALCIATORE PER 20 ANNI, L'INCREDIBILE STORIA DI CARLOS HENRIQUE
E’ possibile fare carriera nel mondo del calcio senza essere un calciatore, senza giocare nessuna partita e guadagnando anche dei soldi? Per quanto possa sembrare impossibile, sì. Questa è la surreale e quasi comica storia di un giovane brasiliano che, con la sua straordinaria capacità di risolvere situazioni apparentemente compromesse, è riuscito a “giocare” per quasi 20 anni nell’elite del calcio brasiliano, messicano e francese. Carlos Henrique Raposo, nato a Rio de Janeiro nel 1963, aveva un dono e non era precisamente quello di saper giocare a calcio: sapeva intrattenere relazioni come nessuno.
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sabato 8 luglio 2017

STORIE DI BIDONI – FABIO JUNIOR

Acquistati con la fama di campioni in grado di fare la differenza e finiti presto nel dimenticatoio. Sono tanti i bidoni arrivati in Italia preceduti e/o seguiti da grandi titoli di giornali e grandi aspettative dei propri tifosi e andati via senza troppo rimpianti. Elencarli tutti è impossibile, proveremo a ricordarne qualcuno.

FABIO JUNIOR PEREIRA
Luogo di Nascita: San Pedro Do Avaì (Brasile)
Data di Nascita: 22/11/1977
Ruolo: Attaccante
Squadra: Roma

Esistono calciatori che di punto in bianco si impadroniscono del palcoscenico calcistico e quasi sempre ciò avviene senza che abbiano combinato niente di eccezionale su di un campo di calcio. Per Fabio Junior accadde così: dall’oggi al domani questo giovane attaccante brasiliano passò dall'anonimato più assoluto ad “oggetto del desiderio” conteso, almeno a parole, dai principali club del panorama calcistico europeo fra i quali la più attiva fu la Roma.
Fabio Junior arrivò alla Roma nel gennaio del '99 coperto da un alone di mistero creando un’attesa palpabile nelle menti dei tifosi che già pregustavano le prodezze di colui che era «in potenza addirittura più forte di Ronaldo» e che in Nazionale «aveva già preso il posto di Romario».
Appena lo videro bene però si accorsero che era molto lontano dall’assomigliare a Ronaldo: grande, grosso e con una tecnica approssimativa, che a prima vista non pareva certo tipica di un centravanti della Nazionale brasiliana.

venerdì 7 luglio 2017

QUATTRO CHIACCHIERE SULL'INTER IN COSTRUZIONE

- Buonasera Entius
- Buonasera Alter, è da un po’ che non ci sentiamo…
- Eh già. Scusami se ti disturbo, volevo sapere il tuo parere sulla nuova Inter in costruzione.
- È un po’ presto per esprimere giudizi…
- Ok, la risposta diplomatica l’abbiamo dato. Ora andiamo al sodo.
- Va bene. Direi che tutto sommato sono soddisfatto. Ci stiamo muovendo a rilento ma ciò non vuol dire che alla fine non costruiremo una rosa competitiva. Non rientro tra i tifosi frenetici, quelli che sono già andati in paranoia perché il Milan ha fatto 7543 acquisti e noi ancora niente. Confido in Sabatini, Ausilio e compagnia bella. I presupposti per un buon mercato non mancano di certo.
- Il mercato finora ti piace?
Diciamo che sono curioso di vedere cosa combineranno i nostri dirigenti e sono fiducioso sul fatto che costruiremo una buona squadra. Si stanno muovendo bene, anche se i frutti ancora non si vedono. Come ti dicevo poco fa, i presupposti sono buoni.

giovedì 6 luglio 2017

CONSIDERAZIONI SPARSE SULLA CONFEDERATIONS CUP

Si è conclusa pochi giorni fa la Confederations Cup 2017, che potrebbe anche essere l’ultima edizione di questo torneo che potremo definire “pre-Mondiale”. A trionfare è stata la Germania e nonostante sia una competizione che non accende particolari entusiasmi e grandi attese ha comunque offerto spunti per alcune riflessioni.

ü E’ stato il trionfo della Germania. La Nazionale di Löw punta ad avere un ruolo da protagonista nel presente e soprattutto nel futuro avendo vinto anche l’Europeo Under 21. La nazionale tedesca si è distinta per organizzazione di gioco, talento e cinismo sotto porta. “Il calcio è un gioco semplice: 22 uomini rincorrono un pallone per 90 minuti, e alla fine la Germania vince“. La frase di Lineker è sempre attuale, anche a distanza di quasi 30 anni.

mercoledì 5 luglio 2017

SUPERMARKET FIORENTINA, SOGNI NERAZZURRI E BERARDI...

IL MERCATO DI CIP&CIOP
BERARDI. Per mesi l’attaccante calabrese ha sognato di vestire la maglia di Inter o Juventus, ma alla fine potrebbe restare al Sassuolo. Tiepido l’interesse della Roma nonostante la presenza di Di Francesco, oggi è girata la voce di un interessamento del Napoli ma non c’è nulla di concreto.

SUPERMARKET FIORENTINA. La formazione viola (che i Della Valle hanno messo in vendita) sta perdendo i pezzi. Praticamente fatta per Borja Valero all’Inter, Bernardeschi è ad un passo dalla Juventus, Kalinic continua ad essere in orbita Milan mentre Ilicic, che sembrava destinato alla Sampdoria, ha firmato per l’Atalanta.

SOGNI NERAZZURRI. Sistemata la questione fairplay finanziario, l’Inter si è scatenata sul mercato. Tra i nomi che si fanno ci sono quelli di Naingollan (per 60 milioni di euro potrebbe venir via), Di Maria (ipotesi suggestiva ma difficilmente realizzabile, soprattutto se rimarranno sia Candreva che Perisic) e Douglas Costa.

DONNARUMMA, UN LIETO FINE DA 6 MILIONI DI EURO (ma è una scelta di cuore…)

E alla fine vissero tutti felici e contenti. Come da romanzo “Cuore” la vicenda Donnarumma si è conclusa nel migliore dei modi. Il baby portiere rossonero ha raggiunto l’accordo per il rinnovo del contratto a sei milioni di euro l’anno per i prossimi cinque anni più l’ingaggio del fratello Antonio come terzo portiere rossonero (un milione di euro a stagione, essere “fratello di…” ha sempre i suoi vantaggi). Nel contratto è prevista una doppia clausola rescissoria: 50 milioni di euro se il Milan non dovesse qualificarsi alla prossima Champions League, 100 milioni se invece entrerà a far parte della fase a gironi della Champions.
Un happy end che fa felici tutti. Il Milan che incassa un rinnovo che fino ad un paio di settimane sembrava impossibile. Gigio Donnarumma che guadagnerà come o forse più di certi top player della nostra Serie A (con la non trascurabile differenza che ancora Donnarumma non ha dimostrato di essere un top player, e anzi al primo appuntamento importante, l’Europeo, ha ciccato clamorosamente). Mino Raiola che si sfrega le mani per l’ennesimo contratto milionario strappato.

martedì 4 luglio 2017

GERMANIA PIGLIATUTTO: VINCE ANCHE LA CONFEDERATIONS CUP

CONFEDERATIONS CUP 2017 - Finale
CILE-GERMANIA 0-1 
20′ Stindl.

Cile (4-4-2): Bravo; Isla, Jara, Medel, Beausejour; Hernández, Díaz (53′ Valencia), Aránguiz (81′ Puch), Vidal; Vargas (81′ Sagal), Sánchez.
A disp.: Herrera, Toselli, Mena, Silva, Fuenzalida, Roco, Gutiérrez, Rodríguez.
All.: Pizzi.
Germania (3-4-2-1): ter Stegen; Ginter, Mustafi, Rüdiger; Kimmich, Goretzka (90’+2 Süle), Rudy, Hector; Stindl, Draxler; Werner (79′ Can).
A disp.: Leno, Trapp, Plattenhardt, Demirbay, Henrichs, Demirbay, Brandt, Younes, Wagner.
All.: Löw.
Arbitro: Milorad Mažić (Serbia).

La Germania si toglie la soddisfazione di aggiungere alla sua ricca bacheca un altro importante titolo: la prima Confederations Cup. I tedeschi rompono, dopo 12 anni, l'egemonia del Brasile e spengono i sogni del Cile di dare un seguito al doppio successo (2015 e 2016) in Coppa America. In finale, Vidal e compagni si sono dovuti inchinare per 1-0 ad una formazione che si è rivelata più lucida e concreta. Gli uomini di Pizzi recriminano per aver sciupato diverse occasioni, sia in avvio che nel finale, e per aver trovato sulla loro strada un ter Stegen in serata di grazia.
I tedeschi si prendono la Confederations Cup con una squadra costruita sulla carta per fare esperimenti. L'azzardo di Löw paga: il c.t. criticato alla vigilia per la scelta di lasciare a casa le star vince anche con la formazione B. La finale di San Pietroburgo contro il Cile della generazione d'oro viene decisa da un gol di Stindl (il più facile dei gol): fra un anno non si sorprenderà nessuno se ritroveremo la Germania, quella vera, in finale al Mondiale.

domenica 2 luglio 2017

Summer Goal. IL SOGNO DEL TORO, IL VULCANICO ANCONETANI E IL GRANDE YASCIN


 CALCIOMANIA RELOADED 
domenica 9 settembre 2012
BARGIGGIA, CRISCITIELLO, LONGHI: CHI È IL PIÙ COGLIONE?
Un gruppo di tifosi interisti ha postato su twitter qualche giorno fa la foto che vedete sopra dove vengono raffigurati tre volti noti del giornalismo sportivo (o forse dovremmo dire della prostituzione intellettuale giornalistica sportiva…) con le rispettive cazzate che in tempi diversi hanno detto.
La foto era passata un po’ sotto traccia e allora ci ha pensato Carolina Marcialis, consorte di Antonio Cassano a darle un po’ di popolarità rispondendo sul suo profilo twitter al sondaggio : "Beh non c'è dubbio! Il numero 2 (riferito a Criscitiello, ndr) non ha rivali!".
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sabato 1 luglio 2017

SIMPLY THE BEST - I Campioni Del Passato. FERENC PUSKAS

 Viaggio tra alcuni campioni del passato che hanno fatto la storia del calcio 
FERENC PUSKAS
Luogo e Data di Nascita: Budapest, 2 Aprile 1927
Nazionalità: Ungherese
Ruolo: Attaccante
Altezza: 178 cm – Peso: 71 kg

Ferenc Puskás, nato Ferenc Purczeld, è stato un calciatore e allenatore di calcio ungherese naturalizzato spagnolo, di ruolo attaccante Militò nel Honvéd e successivamente nel Real Madrid; difese i colori sia dell'Ungheria, suo Paese d'origine, per la quale scese in campo in occasione del campionato del mondo 1954 e, successivamente, della Spagna, Paese di naturalizzazione, che rappresentò in occasione del campionato del mondo 1962.
È considerato il miglior calciatore ungherese di sempre e uno tra i più dotati di ogni tempo. È inoltre il terzo capocannoniere di tutti i tempi, avendo realizzato in carriera oltre 1000 goal tra nazionale e club. Seconda punta molto veloce, dotato di un notevole stacco di testa nonostante la media statura e di un eccezionale controllo palla al piede, oltre che appunto di un tiro incredibile, fu definito dal suo compagno di squadra e amico Alfredo Di Stéfano il migliore calciatore di tutti i tempi.

venerdì 30 giugno 2017

SORPRESA UNDER21, LA GERMANIA "MATA" LA SPAGNA

La Germania è campione d'Europa Under 21. Nella finale di Cracovia, in Polonia, i tedeschi del ct Kuntz battono 1-0 la favoritissima Spagna grazie a un gol di Weiser, centrocampista dell'Hertha Berlino, al 40esimo, e conquistano con grande merito il secondo titolo continentale. Le Furie Rosse di Celades, che in semifinale avevano battuto 3-1 l'Italia, non riescono quasi mai a rendersi pericolose e devono inchinarsi alla formazione teutonica.
La gara è viva fin da subito e sono i tedeschi a partire meglio, col tiro-cross di Weiser al minuto 6 e il palo colpito da Meyer con una bella incornata un minuto dopo. La Spagna si fa notare con un colpo di testa alto di Bellerin mentre la Germania ha qualcosa in più e sfiora il gol con Gnabry.
Dopo tante chance il pressing della Germania si concretizza al 40esimo: Toljan sfonda a destra, mette palla in mezzo e trova il bravissimo Weiser che anticipa tutti, gira di testa e scavalca l'immobile Kepa per l'1-0.

giovedì 29 giugno 2017

LA GERMANIA FA POKER: E' FINALE COL CILE

CONFEDERATIONS CUP 2017 - Semifinale
GERMANIA-MESSICO 4-1
6′ Goretzka - 8′ Goretzka - 59′ Werner - 89′ Fabián – 91’ Younes

GERMANIA (3-4-2-1): ter Stegen; Mustafi, Rüdiger, Henrichs; Hector, Kimmich, Goretzka (67′ Can), Rudy; Draxler (81′ Younes), Stindle (78′ Brandt); Werner.
A disp.: Leno, Trapp, Ginter, Plattenhardt, Demirbay, Süle, Demirbay, Wagner.
All.: Löw.
MESSICO (4-3-3): Ochoa; Layún, Araujo, Moreno, Alanis; Herrera, Jonathan dos Santos (67′ Márquez), Giovani dos Santos (63′ Fabián); Jiménez, Hernández, Aquino (46′ Lozano).
A disp.: Talavera, Cota, Diego Reyes, Salcedo, Damm, Peralta, Luis Reyes, Guardado, Vela.
All.: Osorio.
Arbitro: Néstor Pitana (Argentina).

La Germania di Joachim Low è la seconda finalista della Confederations Cup 2017. Dopo il colpo di scena di ieri sera col Cile che avuto la meglio sui campioni d’Europa portoghese, stasera i campioni del mondo in carica piegano il Messico 4-1 al termine di un match mai in discussione. Decidono la doppietta di Goretzka in avvio e le reti di Werner e Younes nella ripresa. Inutile la prodezza di Fabian che beffa ter Stegen con un missile da 40 metri. In finale la Germania se la vedrà con il Cile che ha eliminato il Portogallo ai calci di rigore.

I campioni del mondo in carica mettono subito in chiaro le proprie bellicose intenzioni con una partenza sprint. I tedeschi piazzano un uno-due stordente con Goretzka che spedisce subito i messicani al tappeto. Dopo 6 minuti, il giocatore dello Schalke 04 supera di prima intenzione Ochoa al termine di una bellissima azione corale, rifinita dall'assist al bacio di Henrichs.

mercoledì 28 giugno 2017

CILE, TROPPO... BRAVO AI RIGORI, PORTOGALLO ELIMINATO

CONFEDERATIONS CUP 2017 - Semifinale
PORTOGALLO-CILE 0-3 d.c.r. (0-0 d.t.s.)
SEQUENZA RIGORI: Vidal (C) Gol, Quaresma (P) Parato, Aránguiz (C) Gol, Moutinho (P) Parato, Sánchez (C) Gol, Nani (P) Parato.

Portogallo (4-4-2): Patrício; Cédric, Fonte, Bruno Alves, Eliseu; William Carvalho, Adrien Silva (102′ Moutinho), Bernardo Silva (83′ Quaresma), André Gomes (116′ Gelson); André Silva (76′ Nani), Ronaldo.
A disp.: José Sá, Beto, Pepe, Danilo, Neto, Guerreiro, Pizzi, Semedo.
All.: Santos
Cile (4-4-2): Bravo; Isla (120′ Fuenzalida), Jara, Medel, Beausejour; Hernández (112′ Silva), Díaz, Aránguiz, Vidal; Vargas (86′ Rodríguez), Sánchez.
A disp.: Herrera, Toselli, Mena, Aránguiz, Roco, Gutiérrez, Valencia, Puch, Sagal.
All.: Pizzi.
Arbitro: Alireza Faghani (Iran).

E' il Cile la prima finalista della Confederations Cup 2017. Vidal e compagni battono ai calci di rigore 3-0 il Portogallo dopo che lo 0-0 aveva retto fino al termine dei tempi supplementari. Decisiva per la Roja la super prestazione di Bravo che para tre rigori su tre.
Alla Kazan Arena, nella prima semifinale della Confederations Cup, è il Portogallo di Cristiano Ronaldo a prendere subito l'iniziativa e, dopo solo due minuti, fa correre il primo brivido della sfida a Bravo con la conclusione di Andre Gomes dal limite dell'area di rigore. Il Cile, però, non resta a guardare e solo l'uscita bassa di Rui Patricio al 5' impedisce all'ex Napoli Vargas di spezzare l'equilibrio.

I lusitani si affidano alle sfuriate sulle fasce di Eliseu e Bernardo Silva senza però riuscire a trovare la misura giusta nell'ultimo passaggio e così i sudamericani ne approfittano per provare a fare la partita. Con un Alexis Sanchez troppo isolato, è Vidal a prendere per mano la propria nazionale ed a portarla vicino al vantaggio in paio di occasioni. La prima frazione si chiude però a reti bianche.

martedì 27 giugno 2017

TRIPLETTA SAUL, L'ITALIA SI ARRENDE: CIAO CIAO FINALE

CAMPIONATI EUROPEI UNDER 21 – GIRONE C
SPAGNA-ITALIA 3-1
53' Saul - 62' Bernardeschi - 65' Saul - 74' Saul

SPAGNA (4-3-3): Kepa; Bellerin, Meré, Vallejo, Jonny; Dani Ceballos (88' Oyarzabal), Saùl, Llorente; Asensio, Sandro (78' Williams), Deulofeu (82' Denis Suarez).
A disp: Blanco, Pau, Gayà, Mayoral, Suarez, Merino, Odrizola, Soler, Hernandez, Gonzalez.
All.: Albert Celades.
ITALIA 4-3-3): Donnarumma; Calabria, Caldara, Rugani, Barreca; Gagliardini, Pellegrini, Benassi (87' Garritano); Chiesa (61' Locatelli), Petagna (72' Cerri), Bernardeschi.
A disp: Cragno, Scuffet, Pezzella, Ferrari, Biraschi, Cataldi, Grassi.
All.: Luigi Di Biagio.
Arbitro: Vincic (Slovenia).

Finisce il sogno azzurro agli Europei Under 21 in Polonia. L'Italia perde 3-1 contro la Spagna e dice addio alla finale di Cracovia. Il protagonista del match è Saul, autore della tripletta decisiva. Bernardeschi prova a svegliare i suoi con la rete del momentaneo pareggio, ma Gagliardini si fa espellere e l'Italia crolla sotto i colpi del centrocampista dell’Atletico. La finale sarà Germania-Spagna.
Di Biagio deve rinunciare agli squalificati Conti e Berardi. In difesa Calabria e Barreca sono gli esterni difensivi con Rugani e Caldara in mezzo. In avanti Chiesa, Bernardeschi e Petagna. In mezzo al campo confermati capitan Benassi, Gagliardini e Pellegrini.
Primo tempo intenso e ben giocato dalle squadre, molto propositive in fase di conclusione. L'avvio degli azzurri è incoraggiante: dopo 2 minuti Chiesa converge in area e rientra sul destro, ma la sua conclusione viene bloccata da Kepa. La Spagna risponde dopo sei inutili con Deulofeu che trova la traversa da calcio d'angolo.

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