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giovedì 30 settembre 2010

E ORA INIZIA AD ESSERE L'INTER DI BENITEZ

Dopo una prestazione come quella di ieri sera è davvero difficile non avere un’iniezione di fiducia. L’Inter vista il primo tempo è stata spettacolare e pratica allo stesso tempo. E’ stata bella da vedere e concreta in fase realizzativa. E se pensiamo che mancavano pure alcuni titolari.
Innanzitutto vedendo Eto’o al centro dell’attacco abbiamo avuto la conferma che, come dicevo già ieri sera, lui è nato bomber e fare gol è quello che gli riesce meglio. E’ visto il potenziale sarebbe un peccato continuare a confinarlo sulla fascia sinistra. Gli trovi un posto Benitez, magari in coppia con Milito o, se fosse necessario, al posto dell’argentino.
Intanto iniziamo a vedere l’impronta del tecnico spagnolo. Benitez non sarà mai Mourinho e questo lo ripeteremo all’infinito (se ricordate due anni fa dicevamo che Mourinho non era Mancini) ma io continuo a pensare che non è nemmeno uno sprovveduto qualsiasi. Stiamo parlando di un tecnico preparato, che sa fare il suo mestiere, che in carriera qualcosina l’ha vinta. E, come ho potuto notare, non è nemmeno il tipico allenatore che riempie la conferenza stampa di banalità. Non sarà mai capace di fare conferenze stampa teatrali come Mou però sta imparando a lanciare qualche frecciatina e a rispondere a tono alle provocazioni. E in due mesi di lavoro la sua Inter non ha certo deluso. Mi piace soprattutto il fatto che abbia un’idea in testa e la segua ad ogni costo. Per esempio, ha in mente il 4-2-3-1 e in mancanza di titolari ieri l’ha adottato con i giovani.
Già, i giovani. E qui si dovrebbe aprire un altro capitolo. Perché quelli che fino a ieri pomeriggio storcevano il naso difronte le nostre riserve ora esaltano Coutinho e Biabiany.
I due ragazzi ieri sera hanno disputato un’ottima partita ma andiamo calmi con l’entusiasmo. Una rondine non fa primavera. Intanto ieri sera abbiamo capito in modo certo che se dovesse servire abbiamo su chi puntare. Abbiamo capito che se c’è bisogno di dare una svolta alla partita possiamo puntare su Coutinho (e all’occorrenza anche su Biabiany). Assodato questo, ora bisogna puntarci di più, farli giocare più spesso. Serve a loro per acquisire sicurezza ed esperienza e serve alla squadra per far rifiatare i big o sostituirli in caso d’infortuni e squalifiche.
E qui arriviamo alla nota dolente di questo inizio stagione. In due mesi gli infortuni e gli acciacchi non si contano più, perdiamo i pezzi di partita in partita. Frutto di casualità o c’è qualcosa che non va nella preparazione? Non lo so. So che siamo perseguitati da una buona dose di sfiga e che domenica sera arriva la Juventus. Se da un lato sappiamo di poter contare su un gruppo formidabile, dall’altro viene spontaneo chiedersi: ma chi giocherà? Ancora è giovedì, abbiamo tre giorni di tempo per pensarci e chissà, magari per recuperare qualcuno. Altrimenti andremo a giocarcela con i baby. Scommettiamo che basteranno per portare a casa i tre punti?


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ADDIO A BRUNO GIORGI, GRANDE TECNICO E GRANDE UOMO

Se n'è andato ieri a quasi settant'anni in una clinica di Reggio Emilia, dov'era ricoverato per un male incurabile l’ex allenatore Bruno Giorgi. Era nato il 20 novembre 1940 a Pavia. Ha iniziato la sua carriera nel 1975 allenando la Reggiana in serie B e ha proseguito con serietà e professionalità fino al 1996 in A, alla guida del Cagliari. In 20 anni di attività ha allenato Reggiana, Empoli, Nocerina, Campobasso, Modena, Padova, Vicenza (dove lanciò un giovanissimo Roberto Baggio), Brescia, Cosenza (dove sfiorò la promozione in A), Fiorentina (con cui conquistò la finale di Coppa Uefa), Atalanta, Genoa e Cagliari (dove arrivò in semifinale di Coppa Uefa) lasciando un ricordo indelebile ovunque sia andato.
Una carriera piena di aneddoti e imprese. Come nel 1989 quando fu tentato dall'avventura in A alla guida della Fiorentina, con risultati deludenti in campionato, ma ottimi in campo europeo: giunse sino alla doppia finale di Coppa Uefa, poi persa contro la Juventus di Dino Zoff. Ma accadde qualcosa che non digerì mai: prima della finale fu infatti esonerato e al suo posto fu chiamato Ciccio Graziani che riuscì a salvare la squadra dalla retrocessione in B, ma perse la finale di Coppa (3-1 a Torino e 0-0 ad Avellino, in campo neutro).
Nella stagione 1993-'94 prese la guida di un Cagliari che si era qualificato in Coppa Uefa. Arrivò in semifinale in cui passò l'Inter, dopo aver eliminato la Juventus nei quarti della competizione. Alla fine di una stagione irripetibile nella quale verrà conquistata una tranquilla permanenza nella massima serie, Giorgi lasciò la panchina e successivamente, nel 1996, fu proprio lui a salvare il Cagliari dalla probabile retrocessione in B subentrando a campionato iniziato a Giovanni Trapattoni.
Il curriculum non lascia dubbi: Giorgi ha rappresentato la classica figura del tecnico preparato e ricco di umanità e non è un caso che tutte le società oggi lo salutino e lo ricordino con affetto.
Il Cagliari lo ricorda così: "Un gentiluomo cresciuto nel rispetto delle persone, e un ottimo allenatore, cui mancò la ciliegina di un trionfo personale. Ci è andato vicino, sia nel '94 col Cagliari, ma anche nel '90, con la Fiorentina, quando perse la finale di Uefa contro la Juventus. Aveva voluto bene al Cagliari, e il Cagliari gli aveva voluto bene. Ciao mister".
Mentre in una nota del Cosenza calcio si legge “Una grande perdita per chi lo ha conosciuto e potuto apprezzare, un ricordo indissolubile per colui che, con un Cosenza appena promosso in serie B dopo 25 anni di serie minori, solo a causa della classifica avulsa non riuscì a regalare anche la promozione in serie A. Seppure lontano dai campi di gioco da più di dieci anni. Giorgi non e' mai stato lontano dai nostri cuori. Era un tecnico preparato, dalla grande umanità e pieno di attenzioni per i suoi giocatori. A lui dobbiamo ricordi e momenti indimenticabili ed e' per questo che tutte le componenti del Cosenza Calcio rivolgono un sentito omaggio a colui che ha regalato ai colori rossoblu il risultato più alto mai ottenuto in quasi cento anni di storia”.

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mercoledì 29 settembre 2010

STREPITOSAMENTE ETO'O. L'INTER TRAVOLGE IL WERDER


Champions League 2010-2011 – Girone A Seconda Giornata
INTER - WERDER BREMA 4 - 0
21' ETO’O - 27' ETO'O - 34' SNEIJDER – 81’ ETO'O


INTER: Julio Cesar (1' st Castellazzi); Maicon, Lucio (17' st Santon), Cordoba, Chivu; Cambiasso, Stankovic (35' st Obi); Biabiany, Sneijder, Coutinho; Eto’o.
A disposizione: Natalino, Mariga, Muntari, Mancini.
All. Benitez
WERDER BREMA: Wiese, Wesley, Prodl, Mertesacker, Silvestre; Bargfrede, Jensen; Arnautovic, Borowski (1' st Pasanen), Marin; Almeida (33' st Wagner).
A disposizione: Mielitz, Husejinovic, Hunt, Kross, Schmidt.
All. Schaaf.
ARBITRO: Undiano Mallenco (Spa)


L’Inter si presenta alla sfida contro il Werder Brema in emergenza. Sono indisponibili Zanetti, Samuel, Milito e Pandev oltre al solito Thiago Motta. Benitez lancia dal primo minuto Coutinho e Biabiany con Eto’o che fa l’attaccante centrale. I nerazzurri partono forte e nei primi dieci minuti si rendono pericolosi in due occasioni prima con Coutinho e poi con Sneijder. Dopo un brivido in area nerazzurra inizia lo show di Samuel Eto’o. Al 21esimo il camerunense va in gol e si ripete sei minuti dopo. Al 34esimo poi offre un passaggio invitante a Sneijder. L’olandese non spreca e insacca il terzo gol. L’Inter chiude il primo tempo in vantaggio 3-0 dopo aver praticamente gestito la partita per tutta la frazione.
La ripresa inizia con una brutta notizia. Julio Cesar ha qualche problema fisico e lascia il posto a Castellazzi. Ma non è l’unico infortunio perché intorno al quarto d’ora della ripresa si fa male anche Lucio sostituito da Santon che va a sinistra con Chivu spostato al centro. L’Inter gestisce il vantaggio senza correre particolari pericoli e nel finale c’è ancora gloria per Eto’o che infila il poker nerazzurro.
Per essere una squadra in crisi (o almeno così ci hanno descritto certi giornalisti) non ce la passiamo poi così male. Considerando anche che mancavano un po’ di titolari, possiamo ritenerci soddisfatti della prestazione dei ragazzi i quali hanno giocato una buona partita. Eto’o si riconferma in grandissima forma. Quest’anno è partito forte, deciso a recuperare il tempo perduto dal punto di vista realizzativo. In effetti il suo ruolo è quello di attaccante d’area, lo scorso anno Mourinho l’ha confinato sulla sinistra con risultati eccellenti ma il camerunese è nato bomber ed è quello che gli riesce meglio. Attorno a lui ho visto una buona squadra. Stankovic è in crescita, Sneijder sta bene, Cordoba e Lucio danno sicurezza al reparto arretrato. Sinceramente mi hanno ben impressionato anche i due baby Coutinho e Biabiany. In mancanza di alternative siamo costretti a dare fiducia a loro e i due ragazzi hanno ricambiato la fiducia con una prestazione decisamente positiva.
Ora riflettori puntati sulla Juventus. Ma prima cerchiamo di recuperare qualche titolare. Per battere i bianconeri c’è bisogno di Milito, di Pandev, di Julio Cesar e di almeno uno tra Samuel e Lucio. Se poi rientrasse pure capitan Zanetti…
FORZA INTER !!!

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martedì 28 settembre 2010

MAINZ, LA SORPRENDENTE MATRICOLA IN TESTA ALLA BUNDESLIGA

Si fa presto a chiamarla favola. Ma quella del Mainz è una realtà dalle solide basi. E domenica scorsa all’Allianz Arena contro i vicecampioni d’Europa del Bayern Monaco ne abbiamo avuto la chiara dimostrazione. Nonostante i bavaresi fossero privi di Ribery e Robben, partivano ovviamente con i favori del pronostico e avevano il grande vantaggio di giocare davanti al proprio pubblico. E invece si sono dovuti arrendere per 2-1 alla rivelazione di questo inizio stagione in Bundesliga.
Il Mainz, ad inizio stagione era una delle principali candidate alla retrocessione in Zweite Liga e nessuno poteva minimamente immaginarsi che la squadra avrebbe potuto centrare sei vittorie nelle prime sei partite di campionato. Solamente due stagioni fa, la compagine biancorossa militava tra i cadetti tedeschi e si era conquistata la sua promozione con un brillante secondo posto. Questo miracolo non è casuale, ma è frutto di tanti fattori concatenati.
Il tutto, nasce dalla bravura del giovane allenatore Thomas Tuchel, trentasettenne semisconosciuto da calciatore, che da allenatore ha invece dimostrato di avere la stoffa per diventare un numero uno, visto anche il sorprendente nono posto della scorsa stagione. La sua squadra gioca con un 4-2-3-1 molto ordinato, dove c’è molta compattezza tra i reparti e una solidità prevalente sulla qualità di compagini più attrezzate sotto il punto di vista tecnico.
Inoltre il Mainz ha dimostrato di avere la testa e la mentalità da grande squadra, non scoraggiandosi psicologicamente quando subisce un gol.
E’ successo con il Bayern Monaco dopo lo sfortunato autogol di Svensson, ma soprattutto in trasferta contro il Wolfsburg di Dzeko e dell’ex juventino Diego. In quella circostanza, alla Volkswagen Arena andava in scena la seconda giornata di campionato e c’era grande attesa per il ritorno del già citato Diego in Bundesliga. Il Mainz, riuscì a vincere 3-4 dopo essere stato sotto per 3-0, con gli avversari che fino a quel momento avevano ampiamente meritato il loro triplo vantaggio.
Il miracolo Mainz ricorda da vicino alcune matricole terribili che si imposero qualche anno fa. In Italia ricordiamo tutti il Chievo dei miracoli del 2001/02 targato Luigi Del Neri che guidò la classifica per un periodo. Rimanendo in Bundesliga come non ricordare l’Hoffenheim protagonista un paio di stagioni fa quando addirittura chiuse il girone d’andata in testa alla classifica.
Difficile stabilire se la stagione del Mainz finirà con la vittoria del Meisterschale oppure no. Sicuramente questa squadra il suo “scudetto” l’ha già vinto e, sospinta dalle simpatie che suscita negli appassionati di calcio, punta ad essere una delle protagoniste della Bundesliga in questa stagione.


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lunedì 27 settembre 2010

IL DISOCCUPATO DOMENECH VORREBBE IL SUSSIDIO

La notizia avrebbe dell’incredibile (o forse dell’assurdo) se non fosse per il soggetto protagonista della vicenda.
Raym
ond Domenech, ex c.t. della Francia, licenziato qualche settimana fa dalla federazione transalpina e che non è certo amato dai suoi connazionali, qualche giorno fa si è presentato in un'agenzia del lavoro di Parigi per chiedere il sussidio di disoccupazione. Si, proprio cosi. A segnalarlo è stato un uomo che ha incontrato l'ex c.t. nell'agenzia: "Sono andato sabato pomeriggio all'ufficio di collocamento e chi vedo arrivare? Domenech, che chiedeva un appuntamento con un consulente e sicuramente per aver diritto al suo sussidio" ha raccontato l'uomo.
Secondo quanto raccontato dalla stampa francese Domenech può chiedere il sussidio in quanto licenziato dalla Fff (la federcalcio francese) con rescissione unilaterale del contratto.
Secondo la legge francese, Domenech, avendo superato i 50 anni (ne ha 57) ha diritto a 36 mesi di sussidio, per un massimo di 5.600 euro. Da allenatore ne percepiva 12 mila per 14 stipendi annui. Dunque l’ex commissario tecnico della nazionale francese potrà continuare a condurre una vita dignitosa in attesa di un nuovo lavoro (qualcuno si è chiesto perché non prova un mestiere per lui inedito: l’allenatore). E per non mettergli fretta avrà 36 mensilità (ovvero 3 anni) per riuscire a trovarlo. E pazienza se nel frattempo i giovani transalpini disoccupati non potranno avere lo stesso trattamento. Del resto loro mica sono ex ct dei Blues.
A proposito di ex commissari tecnici, ma qualcuno ha per caso visto Marcello Lippi in un ufficio di collocamento di Viareggio?


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ENNESIMO INFORTUNIO (e io mi sono rotto le scatole)

Come programmato al termine di Roma-Inter, stamane Diego Milito è stato sottoposto ad accertamenti da parte del professor Franco Combi, responsabile dell'area medica. Gli esami hanno evidenziato un leggero stiramento al vasto mediale del muscolo quadricipite della gamba destra. (Inter.it)
Stankovic, Pandev, Sneijder, Zanetti, Samuel, Milito (spero di non aver dimenticato nessuno). Per non parlare di Santon appena rientrato e Thiago Motta ancora fuori per un paio di settimane. L’inizio di stagione dei nerazzurri è stato caratterizzato da un bel po’ di infortuni. Per fortuna quasi tutti di lieve entità. Ma siamo ancora a fine settembre e personalmente mi sono già rotto le scatole di stare sempre in ansia perché Tizio si è infortunato e non sappiamo come sostituirlo adeguatamente. Per il calcolo delle probabilità (e una dose di sfiga che non manca mai) prima o poi arriverà l’infortunio un po’ più serio. E a quel punto che si fa? Lanciamo nella mischia qualche giovane inesperto mandandolo allo sbando?
Ma per dindirindina questa estate era così difficile comperare 2-3 panchinari di esperienza a poco prezzo?


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domenica 26 settembre 2010

SCONFITTA IMMERITATA, MA E' SOLO UN'INCIDENTE DI PERCORSO

Certe partite vanno così. Giochi un buon calcio, rischi di vincere e poi perdi al 92esimo perché De Rossi viene lasciato libero di crossare e qualcuno si dimentica Vucinic in mezzo all’area. Non meritavamo di perdere ma alla fine usciamo sconfitti dal primo big match stagionale. Questione di sfortuna, dirà qualcuno. Ok, la Roma ha avuto una botta di culo ma noi dove eravamo? Siamo (o almeno eravamo) una squadra in forma che incontra un avversario a pezzi. Quella capocciata in pieno recupero poteva e doveva essere il gol della bandiera non il gol che decide il match.
E’ chiaro dunque che la sfortuna è stato un elemento importante ma non è stato l’unico e che bisogna lavorare sulle altre cause per migliorare e far sì che non succeda più.
E qui si ripropone sempre lo stesso noioso refrain: dove sono le forze fresche? Se sostituisci Milito con Muntari e Pandev con Coutinho è evidente che la panchina langue. Mancano le alternative di peso. Manca il Balotelli capace di inventarsi qualcosa, manca il centrocampista di qualità che faccia cambiare marcia alla manovra, manca l’attaccante che faccia rifiatare i titolari. Mi rendo conto che sto ripetendo queste cose almeno una volta la settimana e che sto diventando noioso, ma purtroppo l’Inter attuale ha questi problemi. E allora perché non provare con il rombo, tenere Pandev in panchina e farlo entrare per far rifiatare Eto’o o Milito? Anche perché i quattro lì davanti rientrano poco e quindi il centrocampo va in sofferenza. Il modulo 4-2-3-1 può utilizzarlo all’occorrenza ma non è attuabile sempre e soprattutto non è fattibile se non hai delle riserve all’altezza.
Anche perché purtroppo molti dei titolari non sono in condizioni fisiche accettabili e di conseguenza il rendimento non è all’altezza. Milito per esempio non è ancora al top, Stankovic, Pandev e Cambiasso nella ripresa sono calati.
Ma tanto nel post di ieri sera quanto all’inizio di questo post ho sottolineato che avremmo potuto vincere e che le occasioni migliori le abbiamo avute noi. Dunque non è tutto da buttare? Assolutamente no. Per esempio ho visto
un’ottima difesa. Maicon non è ancora devastante in fase offensiva, ma in difesa se l’è cavata bene, Lucio è stato insuperabile come sempre (vabbè, tranne nell’occasione del gol) e Cordoba ha giocato un’ottima partita non facendo rimpiangere l’assenza di Samuel. E anche Chivu ha giocato meglio rispetto ad altre volte. Inoltre lo Stankovic del primo tempo è stato abbastanza positivo ed Eto’o, pur facendo meno del solito, si conferma in un buon periodo di forma.
Nel complesso sono abbastanza tranquillo. Certo regalare tre punti alla Rometta mi ha fatto girare i maroni parecchio però pazienza. E’ un incidente di percorso. Adesso ci rialziamo e andiamo avanti. Le belle partite contro Palermo e Bari ci hanno fatto dimenticare che siamo ancora una squadra da “lavori in corso”. Dobbiamo recuperare elementi importanti come Zanetti e Thiago Motta e valide alternative come Santon. Inoltre bisogna dare tempo e fiducia a Benitez. Certe volte gli interisti hanno memoria corta e magari si sono già scordati che anche Mourinho ebbe un inizio non facile, perse pure lui alla quinta giornata e per vedere un’Inter accettabile abbiamo dovuto aspettare fino a novembre.
Quindi niente processi, niente accuse a giocatori e allenatore, niente nostalgie mourinhiane. Benitez non è Mourinho ma non è nemmeno il primo pirla che passa. Sa il fatto suo e presto vedremo i frutti del suo lavoro.
Abbiamo buttato al vento tre punti ma siamo ancora primi, in discreta forma e consapevoli di poter disputare un’altra stagione da protagonisti.
Quindi digeriamo in fretta quest’amarezza e guardiamo avanti. Fra tre giorni c’è il Werder Brema e fra una settimana ospitiamo la Juventus. Quale migliore occasione per riscattarci e rilanciare le nostre ambizioni?
FORZA INTER !!!

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sabato 25 settembre 2010

ROMA, CHE CULO. INTER, CHE BEFFA

Serie A 2010-2011 - 5^ Giornata
ROMA - INTER 1 - 0
92’
Vucinic

ROMA: Lobont; Cassetti, N. Burdisso, Juan, Riise; Menez (Brighi dal 43’ s.t.), De Rossi, Pizarro, Perrotta; Borriello (Baptista dal 43’ s.t.), Totti (Vucinic dal 31’ s.t.)
A disposizione: Doni, Cicinho, G. Burdisso, Adriano.
All. Ranieri

INTER: Julio Cesar; Maicon, Lucio, Cordoba, Chivu; Stankovic, Cambiasso; Pandev (Coutinho dal 29’ s.t.), Sneijder, Eto'o; Milito (Muntari dal 22’ s.t.)
A disposizione: Castellazzi, Santon, Obi Joel, Mariga, Biabiany.
All. Benitez .
ARBITRO: Moranti di Ascoli Piceno


L’Inter esce dall’Olimpico con una sconfitta. Ma è una sconfitta assolutamente immeritata. La Roma viene, infatti, eccessivamente premiata da un colpo di fortuna in pieno recupero al termine di una partita estremamente equilibrata.
Per 90 minuti assistiamo ad una partita giocata sotto tono da entrambe le squadre. L’Inter cerca di rendersi pericolosa con Eto’o, la Roma risponde con un buon Menez che è la vera spina nel fianco della difesa nerazzurra. I giallorossi si rendono pericolosi in una sola occasione, con un cross sottoporta di Menez che non trova il tocco decisivo di Borriello. L’Inter colpisce una traversa con Stankovic e impegna in più di un’occasione il portiere Lobont.
L’episodio che decide la partita arriva nel primo dei tre minuti di recupero. Brighi commette fallo su Sneijder ma Morganti assegna la punizione alla Roma sugli sviluppi della quale De Rossi pesca in area Vucinic che di testa trafigge Julio Cesar. La Roma ringrazia per il regalo e porta a casa la prima vittoria stagionale.
L’Inter rispetto alle ultime due partite è sembrata sotottono, ha creato poco, si è resa pericolosa meno di quanto avrebbe potuto. Sarebbe bastato fare un pizzico in più e sconfiggere questa Roma sarebbe stato un gioco da ragazzi.
Menzione doverosa per l’arbitro Morganti. I miei timori erano per fortuna infondati. Ha diretto abbastanza bene. Certo ha commesso qualche errore (decisivo quella della punizione da cui nasce il gol) ma non è stato un arbitraggio disastroso come avvenne sei mesi fa.
E ora? E ora si guarda avanti. Un incidente di percorso può starci (anche lo scorso anno perdemmo a fine settembre, con la Sampdoria alla sesta giornata e due anni fa perdemmo il derby alla quinta), l’importante è sapersi rialzare e guardare avanti. Buttare al vento questi tre punti è stato un peccato (e vista questa Roma sono veramente buttati al vento) ma inutile piangersi addosso o aprire processi contro questo o quel giocatore oppure contro Benitez. Nel calcio quasi sempre vince il più forte, stasera ha vinto il più debole. Pazienza. Stanotte ci dormiremo su (più o meno come ha fatto Lucio nell’azione del gol) e da domani penseremo al Werder.
FORZA INTER !!!
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ROMA-INTER, VOGLIAMO SOLO UNA PARTITA DI CALCIO

Nell’epoca delle partite ogni tre giorni non fai in tempo ad assimilare un risultato che subito c’è alle porte un'altra partita. E così, archiviato il poker con cui abbiamo liquidato il Bari, dobbiamo già pensare alla sfida di stasera contro la Roma all’Olimpico.
Benitez, che dopo i veleni di Brescia-Roma ha auspicato che si possa parlare solo di calcio giocato, dovrà fare a meno di due colonne come capitan Zanetti e Samuel. E visto che anche Materazzi ha avuto un problema in allenamento, le scelte sono pressoché obbligate con Cordoba al fianco di Lucio unica novità rispetto a tre giorni fa. Tra i convocati ci sarà anche Santon anche se dubito che verrà lanciato in una partita così delicata.
Dall’altra parte c’è una Roma a pezzi. La squadra giallorossa ha avuto un inizio di campionato molto negativo. L’arbitraggio di Brescia-Roma ha solo messo in evidenza la situazione deficitaria della classe arbitrale ma non dimentichiamoci che nelle tre precedenti giornate di campionato la Roma aveva pareggiato con la neopromossa Cesena, perso pesantemente a Cagliari e raggiunta al 90esimo dal Bologna, senza subire torti arbitrali. La vergognosa prestazione di Russo non può essere una giustificazione per una squadra che ha ben altri problemi.
Tutto il trambusto creatosi nel dopo Brescia-Roma è servito affinché a dirigere Roma-Inter sia stato chiamato Emidio Morganti. Un arbitro che precedenti a parte (ha diretto altre 3 sfide tra Roma e Inter tutte all’Olimpico e tutte finite 2-1 per i giallorossi) non evoca ricordi piacevoli al popolo nerazzurro. Nella sfida dello scorso marzo ricorderete sicuramente come l'arbitro di Ascoli Piceno abbia diretto a senso unico cercando in tutti i modi di favorire i giallorossi che, infatti, alla fine uscirono vittoriosi.
La speranza è che, come detto da Benitez, si possa parlare solo di una
partita di calcio ma il forte sospetto rimane. Perché, per esempio, non designare Tagliavento? Evoca anche lui ricordi pessimi ma in quella sfida contro la Sampdoria lo si può accusare di eccessiva severità, di fiscalità esagerata, ma non si può negare che abbia preso decisioni giuste (al contrario di Morganti in Roma-Inter). Inoltre Tagliavento è il più in forma, uno dei più bravi e uno dei pochi (forse l’unico) che non subisce la sudditanza psicologica di questa o quella squadra.
Comunque voglio augurarmi che le mie siano solo paranoie da tifoso. Mi auguro di vedere solo una bella partita di calcio, dove i protagonisti siano i giocatori e non l’arbitro. Sono sicuro di vedere una buona Inter e (da tifoso) spero che i giallorossi continuino nel loro momento di crisi. Se giochiamo come sappiamo, possiamo portare a casa i tre punti nella speranza che sia solo e soltanto una partita di calcio e non uno squallido campionario di episodi volti a indirizzare la partita su determinati binari.
FORZA INTER !!!

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venerdì 24 settembre 2010

I GIOVANI CALCIATORI E IL PASSAGGIO SALTATO

Un interessante post che vale sicuramente la pena leggere.
Quando perdiamo le battaglie in Italia sappiamo subito, appena un secondo dopo, cosa andava fatto per vincerle (quando perdiamo le guerre invece ci alleiamo con gli avversari). Le battaglie perse in terra sudafricana, con un esercito più impantanato della ritirata di Russia, ha emesso nel day after il rimedio per far ripartire il nostro calcio: puntare tutto sui giovani e che siano ventenni, già i venticinquenni sanno di stantio.
Ragionando sul male e il medicamento suggerito, anzi consigliato a forza, c’è da appuntare una cosa che pochi (nessuno?) ha evidenziato. I ventenni che hanno giocato un buon numero di partite in questi ultimi 3 anni chi sono e come sono messi? Santon, Pato, Balotelli, Poli sono chi per un motivo chi per un altro tutti infortunati. Prendere un ragazzo dalle giovanili e spararlo bello fresco in un tourbillon di partite a rapidissima successione, a cui aggiungere allenamenti pensati per trentenni al massimo della forma e dello sviluppo fisico, può essere un male peggiore. I calciatori di venti anni oggi non sono pronti fisicamente per il calcio contemporaneo (lo dimostra anche la nidiata Juventus che ha avuto per molto tempo Giovinco, De Ceglie e Marchisio infortunati). Sforzarli troppo in un ritmo di partite forsennato procura danni di crescita fisica che li costringe a frenarsi troppe volte, facendogli non solo perdere l’abbrivio della carriera iniziata presto ma influendo negativamente anche sui primi 5 anni di carriera, decisivi per prendere un posto da titolare in una squadra top.
Rispetto al passato, dei due passaggi decisivi per formare i giovani calciatori, uno è rimasto, mentre l’altro, forse ancora più decisivo, è completamente saltato. La formazione fisica e caratteriale attraverso la serie B e la C è un passaggio che ancora viene cercato, nella speranza di non dimenticarsi il giovane lì dov’è. Il secondo step fondamentale invece non esiste più, l’entrata in squadra con calma, giocando a partita iniziata per 15-30 minuti. Con rose enormi e calciatori già formati, che non sopporterebbero essere scavalcati da un giocatore di primo pelo, viene meno questa fase fondamentale per far comprendere al calciatore cosa vuole dire grande calcio, senza spremerlo troppo e subito, lasciandolo in balia degli infortuni.
(Letteratura Sportiva)

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giovedì 23 settembre 2010

SE IL PASTORE PICCHIA GLI OVINI...


JUVENTUS-PALERMO 1-3 2’ Pastore – 62’ Ilicic – 85’ Bovo – 87’ Iaquinta
Per il terzo anno consecutivo le prendono in casa dal Palermo. Due sconfitte in quattro turni.
Contro le stesse avversarie noi abbiamo giocato due ottime partite. Loro invece dimostrano di essere ancora indietro e di aver molto da lavorare. Se invece di invocare la restituzione della refurtiva... ops... degli scudetti, pensassero al futuro magari le cose andrebbero un pò meglio.
Scusate, a che punto sta il gap tra noi e la Juventus?
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SEMPRE LA SOLITA STORIA: COMANDA L'INTER

Siamo ancora alla quarta giornata di un campionato che si preannuncia abbastanza lungo e per niente semplice. Quando Allegri troverà la quadratura del cerchio del suo Milan, quando la Juventus amalgamerà giocatori e schemi, quando la Roma supererà questo periodo buio (speriamo che il periodo buio duri altri 3-4 giorni), molte cose potrebbero cambiare.
Nel frattempo però ce ne andiamo sol soletti in testa dopo aver racimolato 10 p
unti in quattro giornate, dopo aver rifilato 4 sberle al Bari, dopo aver ritrovato i gol di Milito, dopo che la squadra ha superato il periodo di appannamento e si conferma solida.
Lo dico e lo ripeto, non siamo perfetti ma sono sempre convinto che contino i fatti più che le parole e i fatti ci danno ragione.
Ieri sera per la seconda partita consecutiva abbiamo visto una buona Inter. Dopo il brivido iniziale (lo dico da sportivo, quel tiro di Almiron meritava il gol per la bellezza di tutta l’azione) siamo stati bravi a prendere in mano il pallino del gioco e a gestire la partita. Certo abbiamo avuto qualche difficoltà nei metri finali ma alla fine Milito l’ha buttata dentro e nella ripresa ci hanno pensato due ingenuità dei difensori ad agevolare un cammino che sarebbe comunque stato facile.
Eto’o è in forma strepitosa e scusate se lo ripeto ogni volta. Ma la grinta e la voglia di continuare a far bene di questo ragazzo mi entusiasma tantissimo. Leggi nelle sue prestazioni la voglia matta di prendere in mano la squadra, di essere il trascinatore, di sostituire Milito nel tabellino dei marcatori. Già Milito. Ha segnato, si è sbloccato e ci siamo tolti tutti un peso. Ora potrà giocare più tranquillo e sicuramente arriveranno altri gol e altre buone prestazioni. Buone prestazioni che ci aspettiamo anche da Sneijder e Maicon. L’olandese sta andando a fasi alterne, ma tanto lui quanto il terzino brasiliano possono e devono fare di più. Non sono an
cora il faro che illumina il gioco nerazzurro.
Tutto rose e fiori questa Inter? No, certo che no. A parte che si può e si deve sempre migliorare di più. Ma poi c’è il solito problema dei rincalzi. Esempio banale. Ieri sera si è infortunato Samuel e probabilmente non recupererà per sabato sera. Chi giocherà al suo posto? Cordoba o Materazzi saranno all’altezza del compito? E non possiamo nemmeno piazzare Zanetti terzino sinistro ed accentrare Chivu. Vabbè, il problema è di Benitez. Tocca a lui decidere come giocare. A proposito del tecnico spagnolo, pur continuando nel modulo e con gli uomini di Mourinho c’è un po’ di suo in questa Inter. La difesa che gioca più alta, Eto’o più centrale e poi nei cambi in corsa è meno spregiudicato e più razionale rispetto allo Special One.
Questa Inter è partita bene ma ora è attesa dal primo esame. Nelle prossime tre sfide contro Roma, Werder Brema e Juventus potremo capire se questa squadra continuerà a dettare legge in Italia e dire la sua in Europa oppure la sua leadership è a forte rischio.
Al campo l’ardua sentenza. Fra 48 ore sarà già Roma-Inter. Noi ci arriviamo da capolista e in forma. Basterà per ammutolire i piagnina giallorossi?

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mercoledì 22 settembre 2010

IL PRINCIPE MILITO TROVA IL GOL E 'INTER E' SOLA IN TESTA

Serie A 2010-2011 - 4^ Giornata
INTER - BARI 4 - 0
26’ MILITO – 50’ ETO’O (rig.) 63’ ETO’O (rig.) – 86’ MILITO


INTER: Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel (dal 32’ p.t. Cordoba), Chivu; Stankovic, Cambiasso; Pandev, Sneijder (dal 34’ s.t. Coutinho), Eto’o (dal 24’ s.t. Muntari); Milito.
A disposizione: Castellazzi, Materazzi, Mariga, Biabiany.
All. Benitez
BARI: Gillet; Pulzetti, Masiello, Rossi, Parisi; Alvarez, Almiron, Donati, Ghezzal (dal 17’ s.t. Castillo); Kutuzov (dal 17’ s.t. D’Alessandro), Barreto.
A disposizione: Padelli, Rinaldi, Caputo, Crimi.
All. Ventura
ARBITRO Mazzoleni di Bergamo


Tre punti dovevano essere e tre punti sono stati. Benitez conferma la squadra che ha battuto il Palermo con la sola eccezione di Sneijder per capitan Zanetti.
Pronti, via e Almiron colpisce la traversa dopo 20 secondi a conclusione di un’azione perfetta dei pugliesi. I galletti sono padroni del campo nell’inizio partita ma pian piano l’Inter prende le misure e poco prima della mezzora va in gol. Eto'o se ne va per l'ennesima volta sulla sinistra: piazza il cross alto, Milito colpisce di testa e firma l'1-0. A San Siro scatta la festa e la gioia più grande pare proprio quella del centravanti che soffriva, eccome, il digiuno forzato. Finalmente il Principe si è sbloccato (bello lo striscione che la curva gli ha dedicato "Troppo grati per non aspettarti. Diego Milito, la Nord è con te").
Ma grande merito va ad Eto’o che sulla sinistra mette a ferro e fuoco la retroguardia barese. Dopo aver fatto sbloccare il compagno di reparto il camerunense timbra due volte il cartellino nella ripresa. I due gol arrivano dal dischetto, il primo per un ingenuo fallo di mano di Rossi, il secondo per un fallo di Rivas su Lucio che stava uscendo dall'area. Re Leone infallibile trasforma entrambi i tiri dal dischetto, cambiando angolo e chiudendo la partita.
Ma c’è ancora tempo per il poker firmato da Diego Milito, ben imbeccato da Stankovic in un azione di contropiede. Finisce 4-0. Un passivo forse pesante per i pugliesi ma che rispecchia perfettamente una gara controllata dalla squadra nerazzurra. Grazie a questi tre punti i ragazzi di Benitez si proiettano in testa alla classifica per la contemporanea sconfitta del Cesena a Catania.
E' sembrata un'Inter in grande crescita. Benissimo come sempre Eto'o, positivi anche Sneijder, Milito e Stankovic, per l'occasione promosso capitano.
Gli altri arrancano (la Roma, nostra prossima avversaria, ha perso mentre il Milan viene fermato dalla Lazio) noi invece, dopo un'inizio incerto (ma neanche troppo) viaggiamo spediti come un treno.
Passano gli anni ma alla fine la storia è sempre uguale. E ora che si è sbloccato pure Diego Milito…

FORZA INTER !!!


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TRE PUNTI PER PROVARE L'ALLUNGO


Nel primo turno infrasettimanale della nuova stagione l’Inter si trova difronte il Bari, avversario che già lo scorso anno ci mise in difficoltà e che in questo inizio di stagione si è ben comportato.
Benitez, che ieri in conferenza stampa ha lanciato qualche frecciatina ad avversari e giornalisti ("ho imparato che ci stiamo avvicinando alla partita contro la Roma, ci stiamo avvicinando alla partita contro la Juventus e vengono fuori certi discorsi; è sempre un po' particolare questa situazione...") dovrà fare a meno di capitan Zanetti (che sarà assente anche sabato sera nell’attesa sfida all’Olimpico contro la Roma) ma recupera Sneijder.
Scontato che il modulo sarà sempre lo stesso (Benitez ieri in conferenza stampa ha lasciato intendere che per il momento non ha intenzione di cambiare) con Stankovic che giocherà al posto di Zanetti e Sneijder che riprenderà il suo posto sulla tre quarti.
Ci aspettiamo una grande partita. Soprattutto perché nelle prossime due giornate dovremo affrontare Roma e Juventus ed è bene mettere un po’ di fieno in cascina prima di questa doppia sfida. I ragazzi devono ripetere la prestazione offerta contro il Palermo. Magari con un primo tempo altrettanto intenso e ricco di occasioni da gol, sperando che qualche occasione si concretizzi. Naturalmente continuiamo fiduciosi a sperare che Milito si possa sbloccare. Non è un buon periodo per il Principe ma non deve demoralizzarsi, anzi deve continuare a giocare come sa. Sono sicuro che prima o poi il gol arriverà. E una volta che ritroverà la via del gol sarà tutto più semplice.
Ora riflettori puntati sulla sfida di stasera. Vogliamo 11 leoni concentrati e affamati di vittoria. I tre punti sono importanti, non lasciarseli sfuggire sarà fondamentale.
FORZA INTER !!!

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martedì 21 settembre 2010

EVENTO STORICO: ZANETTI FERMO UNA SETTIMANA!!!

Fermata ai box per Javier Zanetti. I controlli, ai quali è stato sottoposto in mattinata dallo staff medico dell'Inter, hanno evidenziato un pneumotorace di modesta entità, di natura post-traumatica in conseguenza all'infortunio di gioco accusato nei minuti finali della gara di domenica pomeriggio a Palermo. Al capitano nerazzurro è stata prescritta una settimana di riposo e il suo nome non è stato inserito nell'elenco dei convocati per Inter-Bari. (Inter.it)
Mi dispiace, non è uno scherzo. Ahimè, è tutto vero. Il capitano starà fermo una settimana (no dico una settimana, visto il soggetto è come se un altro calciatore dovrebbe stare fermo tre mesi). Un evento incredibile e raro, un avvenimento quasi storico che fra qualche decennio ci farà dire orgogliosi "io c'ero quella volta che Zanetti si fermo per un'intera settimana".

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lunedì 20 settembre 2010

INTER ANCORA IN CRESCITA MA VINCENTE E PRIMA

Per il quinto campionato consecutivo l'Inter parte con 7 punti nelle prime 3 giornate. Un buon punto di partenza per una squadra che in estate non ha fatto mercato, ha perso il suo giovane promettente e soprattutto è rimasta orfana del suo grande allenatore e che ora si trova in testa a pari punti col Cesena.
E’ ancora un’Inter che vince ma non convince. Contro il Palermo è partita forte ma non è stata capace di concretizzare le occasioni e per un’ora ha sofferto un buon Palermo. Ma nel momento più critico ecco la mano del nuovo allenatore. A mezzora dalla fine il grande Mou avrebbe fatto entrare 3-4 attaccanti e invece Benitez ha allargato Zanetti sulla fascia, ha arretrato Stankovic e ha accentrato Eto’o. Et voilà, il gioco è fatto. L’Inter ribalta la partita e porta a casa i tre punti.
Certo i problemi rimangono. Perché questa squadra non ha alternative, perché gli attaccanti sono contati, perché la difesa alta non sta dando i risultati sperati. Ma alla fine l’importante è portare a casa i tre punti. Col tempo Benitez potrà cambiare modulo (sempre che abbia intenzione di cambiare) e recupererà anche i giocatori. Il rientrante Santon ha giocato solo 10 minuti ieri, per Thiago Motta dovremo ancora aspettare un po’. Senza contare che il tecnico spagnolo dovrà fare di necessità virtù e prima o poi inizierà a dare fiducia e far giocare di più anche Coutinho, Biabiany e Mariga. E infine manca ancora il Milito dei tempi migliori. L’argentino l’ho visto in crescita e secondo me gli manca solo il gol. Gli errori e la poca tranquillità sono dettati dal fatto che non l’ha ancora buttata dentro. Una novità per uno che ha sempre segnato con regolarità e con una certa frequenza.

Nel frattempo ci pensa Eto’o a fare le veci del Principe. Il giocatore camerunense ha iniziato la stagione alla grande e se continuerà così, riuscirà facilmente nel suo intendo di segnare tanto in questa stagione. Se poi Benitez deciderà di schierarlo al fianco di Milito più vicino all’area di rigore avversaria sono convinto che faranno sfracelli là davanti.
Appunto finale per la sciocca protesta di Zamparini che ci ha paragonato alla Juve moggiana perché a suo dire l'arbitro gli avrebbe negato ben quattro rigori a favore. Peccato che tutti (compreso Paparesta a Controcampo, trasmissione che in genere non è certo pro-Inter) abbiano dimostrato che non c’erano nessuno dei quattro rigori. Solo nel primo episodio c’era un fallo netto di Chivu su Cassani ma il guardalinee stava già sbandierando per un fallo del difensore rosanero.
Troppo facile dare addosso agli arbitri. Certe volte un po’ di sana autocritica non farebbe male.

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