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mercoledì 30 novembre 2011

TOMMASI "GAY NEL CALCIO? MEGLIO NON FARE OUTING"

Il presidente dell'Assocalciatori Damiano Tommasi, intervenuto alla puntata di KlausCondicio, il programma condotto da Klaus Davi su You Tube,, dice la sua sul tema "calcio, politica e omosessualità"
"
L'omosessualità nel calcio è ancora un tabù nella misura in cui c'è una convivenza tra colleghi diversa da ogni altra professione. Esprimere la propria preferenza sessuale è difficile in tutti gli ambiti professionali, ancor di più per un calciatore che condivide con i suoi colleghi lo spogliatoio, quindi anche la sua intimità con altri. Nel nostro mondo si potrebbe creare imbarazzo; uno sport dove ci si spoglia, potrebbe diventare una difficoltà in più nella convivenza. In altri ambiti professionali, penso ai giornali o tra gli impiegati di banca, questo non accade. Per cui è più facile esprimere se stessi. Penso, a titolo personale, che si possa vivere anche non manifestando le proprie tendenze oppure vivendole in maniera sobria. Credo che individuare un giornalista, un politico o un personaggio pubblico come 'quello che' non faccia bene al coming out. Per chi ha questo tipo di tendenza e di difficoltà a esprimersi il primo passo sia il coming in, capire cioè dentro di sè quanto e se è il caso di esprimere all'esterno eventuali dubbi ed eventuali certezze che possono però accendere la miccia della comunicazione, con il rischio che poi una cosa intima e personale diventi la marchetta raccontata pubblicamente anche in maniera dequalificante.
Un calciatore gay ha paura di rivelarsi? Escludo che nel calcio non si faccia coming out per paura o timore piuttosto non lo si fa per una questione personale; non credo ci sia bisogno di andare a raccontare le proprie preferenze sessuali per poter lavorare o per vivere civilmente, con assoluta tranquillità. Nel nostro ambiente ogni cosa che esce dal seminato diventa un boomerang anche per chi una situazione la vuole portare a conoscenza. Io personalmente non ho mai conosciuto calciatori gay. Poi magari li ho conosciuti senza sapere che hanno tendenze omosessuali
".
Parole che non mancheranno di creare dissidi e polemiche (il giornalista Alessandro Cecchi Paone, gay dichiarato,si è già scagliato in malo modo contro l’ex giocatore romanista). Personalmente sono d’accordo con Tommasi. In un mondo come quello del calcio fare outing non è facile e non è facile vivere in uno spogliatoio dove, irrimediabilmente, vieni visto con occhi diversi. E voi cosa ne pensate?




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martedì 29 novembre 2011

BUONA SORTE E TAGLIAVENTO. LA JUVE RINGRAZIA E PORTA A CASA


NAPOLI-JUVENTUS 3-3 23' Hamsik - 40' Pandev - 48' Matri - 68' Pandev - 72' Estigarribia - 80' Pepe
Dopo la vittoria abbastanza fortuita contro la Lazio all’Olimpico, la buona sorte juventina mette a segno un altro colpo con la preziosa collaborazione dell’arbitro Tagliavento.
Partita ricca di emozioni e di gol. Al 18esimo rigore per il Napoli, dal dischetto Hamsik la butta dentro ma l’arbitro fa ripetere perché al momento dei tiro c’erano giocatori in area (un po’ come avvenne in Inter-Napoli ma “inspiegabilmente” in quel caso il rigore non fu fatto ripetere). Hamsik spara alto e si rimane sullo 0-0. Ma l’appuntamento con il gol è solo rimandato. Al 23esimo Hamsik trova il gol e prima dell’intervallo Pandev fa 2-0.
Napoli al riposo con la partita saldamente in pugno ma la ripresa è scoppiettante. Matri accorcia, Pandev fa il 3-1 (gran bel gol), Estigarribia viene lasciato solo in area per il 3-2 e infine Pepe mette nel sacco il definitivo 3-3.
Finisce con un punto a testa. Il Napoli avrebbe meritato di più, la Juventus intasca e porta a casa. Pesa sull’economia della gara quel rigore fatto ripetere. A termine di regolamento poteva starci la ripetizione ma con calma qualcuno ci spiegherà come mai in Inter-Napoli di inizio ottobre il regolamento non venne preso in considerazione. Inoltre sarebbe stato interessante vedere cosa sarebbe successo a parti invertite.
La Juventus si gode il primato solitario. Almeno fino a quando la buona sorte gli darà una mano. Il Napoli continua a mostrare dei limiti (se ricordate bene contro l’Inter ci volle il Rocchi-show per raddrizzare una partita in cui i partenopei stavano soccombendo) e a viaggiare con il freno tirato in campionato. Peccato essere rimasti così indietro…


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CRISI, LA RAI DICE ADDIO A 90° MINUTO?

I giovani appassionati di calcio sono cresciuti a pane e Sky, ma già per noi trentenni “90° minuto” (con quella sigla simpatica ma non assillante, che a chiamarla con il suo nome vero, "Pancho", non la conosce nessuno, ma a dire "La sigla di 90°" era tutto un annuire) rappresenta un ricordo incancellabile: è stata una trasmissione mitica della Rai, ormai surclassata dalle pay-tv e da internet.
Una volta, sembra un secolo fa invece è roba di 15 anni fa, non si vedevano le partite del campionato in diretta e, dopo aver ascoltato con trepidazione “Tutto il calcio minuto per minuto” alla radio, ci si catapultava davanti alla tv di Stato per godersi i gol della serie A.
Anche perché, accanto alle prodezze dei bomber, c'erano giornalisti-inviati assolutamente spettacolari come l'indimenticabile Beppe Viola (numero uno per ironia e competenza), il simpatico Tonino Carino da Ascoli, Gianni Vasino da Milano (ma si vedeva anche a Bergamo, così come Franco Zuccalà), Giorgio Bubba da Genova, Luigi Necco da Napoli, Franco Strippoli dalla Puglia, Cesare Castellotti da Torino e Giampiero Galeazzi da Roma. Successivamente arrivarono anche Alfredo Liguori da Genova, Carlo Nesti da Torino, Marcello Giannini da Firenze, la mia conterranea Donatella Scarnati (una donna??) sempre da Roma e Lamberto Sposini da Perugia.
I 41 anni ininterrotti di trasmissione stanno per finire. La Rai, infatti, si sta preparando a tagliare due o tre trasmissioni sportive (oltre a 90°, rischia anche Stadio Sprint) per questioni di diritti televisivi. Dovrebbe salvarsi, quindi, la sola Domenica Sportiva. E, secondo indiscrezioni, starebbe anche per finire l'era di Tutto il calcio minuto per minuto in radio: altri network sono disposti a offrire alla Lega calcio più di quanto non possa o non voglia fare il servizio pubblico.
Chiudere 90° è dare l'addio a una trasmissione che veramente, all'epoca di quel calcio che sembra lontano ma che era solo ieri, arrivava a tenere davanti al video quasi la metà del Paese. Voluta da Maurizio Barendson, Paolo Valenti e Remo Pascucci, fu legata per quasi 20 anni al volto di Valenti. Tutte le partite di Serie A e B in circa un'ora di trasmissione, soltanto gol, azioni e niente chiacchiere.
Ora, come detto, c'è il rischio che la Rai riduca le sue risorse economiche da destinare per il calcio e la mannaia dovrebbe abbattersi anche sul cult “90° minuto”.
I segnali sembrano inequivocabili. La Rai ha offerto cifre in ribasso per i diritti in chiaro dal 2012 al 2015, nel prossimo anno trasmetterà soltanto 200 ore dell'Olimpiade di Londra e non avrà più la Champions League (Sky a pagamento e Mediaset in chiaro). Non si sa nemmeno se sarà in grado di salvare il minimo, ovvero la Coppa Italia 2012. Il calcio in Rai sarà, probabilmente, quasi solo la Nazionale. Di certo al momento c'è solo la trasmissione dei prossimi Europei (esclusiva del servizio pubblico) e solamente 25 partite dei Mondiali 2014. Con tanti saluti al cosidetto "servizio pubblico". E l’addio a “90° minuto”.



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GIACINTO FACCHETTI – UNA BANDIERA IN MEZZO ALLA BATTAGLIA

GIACINTO FACCHETTI – UNA BANDIERA IN MEZZO ALLA BATTAGLIA
di Pierluigi Avanzi
Al termine di un’estate 2011 in cui qualcuno ha ignobilmente tentato di sporcarne l’universalmente riconosciuta immagine limpida ed onesta, pareva quasi doveroso tornare a spiegare alla gente chi fosse Giacinto Facchetti. Un uomo perbene che ha fatto dell’animo elegante il principale segno distintivo. Un talentuoso calciatore tutto classe e correttezza – sbocciato campione anche grazie alla consueta umiltà unita ad un’irreprensibile abnegazione – ancora oggi ricordato come il capostipite di quella particolare razza chiamata difensori-goleador. Un autorevole dirigente stimato in ogni sede, capace con merito di giungere sino alla poltrona di presidente della squadra, Nazionale esclusa, alla quale ha regalato l’intera vita sportiva: l’F.C. Internazionale, gloriosa società che, oltre ad avere avuto in Giacinto il suo biglietto da visita più confacente e luminoso, ha indissolubilmente intrecciato gran parte della propria storia con quella di Facchetti. La storia di un indimenticabile mito del calcio mondiale scomparso ormai cinque anni fa, ma che sventola costantemente nei cuori delle persone che l’hanno frequentato o semplicemente ammirato. Sventola come una bandiera, una bandiera in mezzo alla battaglia.


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lunedì 28 novembre 2011

GALLES SOTTO CHOC, MORTO SUICIDA GARY SPEED

Terribile choc per il calcio britannico e in particolare per il Galles. Ieri mattina Gary Speed, 42enne attuale ct della nazionale gallese e uomo simbolo insieme a Ryan Giggs, è stato trovato morto suicida nella sua casa di Huntington, nel Chester.
E’ stata la stessa federazione gallese ha dare la tragica notizia con un comunicato: "Siamo tristi nell'annunciare la morte del mister della nazionale Gary Speed. Mandiamo i nostri abbracci e le condoglianze alal famiglia tutta".
Speed, in carica dal dicembre 2010 con la Nazionale, aveva ottenuto a inizio mese una vittoria per 4-1 sulla Norvegia in amichevole, la terza di fila per il suo Galles, la quinta in 10 partite da quando era ct. ("Abbiamo talento in abbondanza e sono fortunato di essere in questa posizione" aveva detto dopo la vittoria del 12 novembre a Cardiff. "Stiamo costruendo il nostro futuro. C'è ancora molto da fare ma siamo sulla strada giusta").
Da calciatore aveva cominciato la sua carriera al Leeds, vincendo il campionato nel '92 e andando via nel '96, dopo 312 presenze, per l'Everton, di cui divenne il capitano. Due anni dopo il passaggio al Newcastle, dove resta sei anni, quindi quattro stagioni al Bolton, dove diventa il primo giocatore a collezionare 500 presenze in Premier League. Si è ritirato dalla nazionale nel 2004, dopo 7 gol e 85 presenze, 44 delle quali da capitano, l'ultima in una sconfitta con la Polonia per 3-2 nelle qualificazioni mondiali.
Siamo di fronte all’ennesimo caso di giocatori che nonostante una carriera di gioie, successi, soddisfazioni devono combattere quotidianamente con la depressione. da molti definita come il più grande male del nuovo millennio.
E della scorsa settimana la notizia del tentato suicidio di Babak Rafati uno dei migliori arbitri del campionato tedesco trovato con i polsi tagliati nella sua camera d’albergo alla vigilia di Colonia-Mainz e salvatosi per miracolo. Mentre tutti ricordiamo il suicidio di Robert Enke nel novembre di due anni fa. Lo scorso aprile Cheung Sai-ho, il goleador più veloce della storia, decise di buttarsi da un grattacielo di Hong Kong.
Dietro la facciata di persone di successo ci sono uomini alle prese con gravissime depressioni. Una situazione che dovrebbe far riflettere molti…


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MIGLIORA LA CLASSIFICA MA L'INTER LASCIA ANCORA A DESIDERARE

Mi capita spesso nelle domeniche pomeriggio in cui non gioca l’Inter di assopirmi sul divano mentre seguo le dirette delle partite (quasi mai big match perché quelli vengono giocati in anticipo o posticipo) e aprire un occhio ogni qualvolta il telecronista di turno alza la voce per un gol o un’occasione clamorosa. A seconda delle giornate e dei gol la mia fase “appisolatrice” dura 10 minuti oppure tutto il primo tempo. Naturalmente se gioca l’Inter difficilmente riesco ad appisolarmi, troppa ansia, troppa tensione.
Eppure ieri pomeriggio ho dormicchiato per la prima mezzora abbondante di Siena-Inter. Ok, ero reduce da una settimana di lavoro abbastanza intensa e ho lavorato anche sabato e domenica mattina perciò ero alquanto stanco. Ma la partita è stata abbastanza noiosa a tal punto da conciliare il sonno.
L’Inter in questa stagione non ha mai quasi mai giocato delle belle partite (il primo tempo di Inter-Napoli è stata un’oasi nel deserto) ma quella di ieri è stata decisamente una delle peggiori. E di fronte avevamo in Siena ben messo in campo e basta. I tre punti si potevano portare a casa tranquillamente.
Ma alla fine i tre punti sono arrivati e almeno su questo punto non possiamo lamentarci. Del resto lo avevo
scritto
anche nel pre-gara “Il concetto base è sempre uguale: vincere. Poco importa il bel gioco e se dobbiamo vivere novanta minuti di pathos, siamo anche disposti a farlo purché al triplice fischio dell’arbitro a festeggiare siano i colori nerazzurri.”.
E poiché alla fine siamo stati noi a festeggiare ci sarebbe poco da recriminare.
Ma al di là della rocambolesca vittoria e del saltino in avanti in classifica di positivo ieri pomeriggio c’è stato ben poco. A partire dal modulo di gioco (il 4-1-4-1 è inguardabile) e da come sono stati schierati i giocatori. Pazzini lasciato solo là davanti, Alvarez e Zarate prima e Castaignos e Obi dopo confinati sulle fasce, addirittura Milito trequartista. Insomma Ranieri ha perso un tantino la bussola. Nelle ultime gare ha fatto parecchio errorucci e soprattutto si ostina nel far giocare gente come Stankovic e Nagatomo che potrebbero tranquillamente accomodarsi in panchina. Visto che ieri pomeriggio avevamo di fronte il Siena e non il Barcellona perché non lanciare Faraoni dal primo minuto? Perché non dare un po’ di riposo a Stankovic e far giocare dall’inizio Obi o magari concedere mezzora a Poli?
Ma non voglio addossare le colpe a Ranieri. Lui sta semplicemente facendo la minestra con quello che ha. E non ha disposizione una dispensa ben fornita.
In tal senso mi fa piacere che l’Inter stia giocando male. Così forse finalmente Moratt
i e Branca capiranno che c’è bisogno di forze fresche e di ringiovanire questa rosa. E si decideranno a farlo nel più breve tempo possibile.
Per il momento ci teniamo stretta la vittoria e guardiamo la classifica. Ora che siamo risaliti dalle sabbie mobili possiamo guardare con ottimismo avanti. E, per assurdo, possiamo anche fare sogni in grande. Se vinciamo col Genoa saliremmo a 17 punti, tanti quanti la Roma e andremmo a 7 punti da Udinese e Milan e a 8 dalla Juventus. Il campionato è ancora lungo e possiamo viverlo da protagonisti. Sarebbe bello inserirsi nella lotta per il tricolore e pensi “Dai ragazzi, andiamo, andiamo”. Poi guardi Pazzini solo là davanti, Stankovic che non ne ha più, Nagatomo perso su quella fascia, Castaignos fare l’ala, Milito improvvisarsi trequartista, l’infermeria talmente piena che per entrarci devi prendere il numerino e sconsolato mormori a bassa voce “Andiamo?? Ma conciati così dove dobbiamo andare?”.



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domenica 27 novembre 2011

LAMPO CASTAIGNOS, ECCO I TRE PUNTI SUL FILO DI LANA

Serie A 2011-2012 – 13^ Giornata

SIENA - INTER 0 - 1
89’ CASTAIGNOS


SIENA (4-4-2): Brkic; Vitiello, Rossettini, Terzi, Del Grosso; Mannini, D'Agostino, Gazzi (25' st Bolzoni), Brienza; Calaiò (19'st Reginaldo), Larrondo (30' st Gonzalez ).
A disposizione: Pegolo, Angelo, Belmonte, Contini.
All.: Sannino.
INTER (4-1-4-1): Julio Cesar; Nagatomo, Ranocchia, Samuel, Zanetti; Cambiasso (36' st Milito); Alvarez (1' st Obi), Stankovic, Thiago Motta, Zarate (1' st Castaignos); Pazzini.
A disposizione: Castellazzi, Cordoba, Caldirola, Poli.
All.: Ranieri.
Arbitro: De Marco di Chiavari

Siena sorride ancora all’Inter. Ma ci vuole un lampo di Castaignos in zona cesarini per venire a capo di una partita non giocata bene.
Ranieri opta per il 4-1-4-1 con Pazzini unica punta. Le linee sono più compatte ma là davanti Pazzini è abbandonato al suo destino. Infatti Alvarez e Zarate, che dovrebbero assistere la punta centrale, sono troppo defilati perché si rendano utile. Il risultato è un’Inter che gioca abbastanza bene, ma non si rende pericolosa in zona gol. Il primo tempo scivola via in modo fiacco.
Nella ripresa Ranieri toglie i due esterni Alvarez e Zarate (ma fa parte del contratto il fatto che dopo il primo tempo deve uscire?) e inserisce Obi e Castaignos ma il risultato non cambia. Anche perché Castaignos è una punta centrale e non un esterno. Il Siena spinge sull’acceleratore intenzionato a portare a casa i tre punti. La prima parte di ripresa è tutta di marca senese sebbene gli uomini di Sannino, messi in campo in modo molto ordinato e compatto, non si rendano mai veramente pericolosi.
Negli ultimi dieci minuti Ranieri butta in campo Milito per Cambiasso. L’Inter a tre punte si risveglia da torpore. Brkic respinge una punizione debole di Thiago Motta e ad un minuto dal termine arriva il tanto sospirato gol. Thiago Motta si libera sulla trequarti e pescava al limite dell’area Castaignos che con un movimento da grande centravanti sblocca il risultato. 1-0. Dopo un minuto Brienza si becca la seconda ammonizione e viene spedito anticipatamente negli spogliatoi. La partita finisce qui.
L’Inter porta a casa i tre punti e risale la classifica (scavalcata la Fiorentina e agganciati Cagliari, Atalanta e lo stesso Siena). L’obiettivo è stato pienamente raggiunto. In attesa che si riesca a trovare anche una manovra più incisiva e un minimo di gioco.
Dopo Coutinho e Alvarez si sblocca anche Castaignos. In 8 giorni sono andati a segno tutti e tre i giovani offensivi. Un segnale positivo aspettando i gol di Pazzini, Milito e Zarate. Dopo due mesi va a segno un attaccante nerazzurro (era dai gol di Milito e Pazzini a Bologna il 24 settembre che non segnava un nostro centravanti) e per la prima volta in questa stagione vinciamo due partite consecutive in campionato.
Con questo gioco e questa squadra ambire alla lotta tricolore è davvero troppo ottimistico (ma non impossibile…) ma puntare alle prime posizioni è un obiettivo realistico.
Comunque per ora non guardiamo la classifica. Continuiamo a vincere e a risalire, a Natale mangiando una fetta di panettone tireremo le somme.
FORZA INTER !!!


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sabato 26 novembre 2011

SIENA CI PORTERA' FORTUNA ANCHE STAVOLTA?

Fino a due anni fa la sfida contro il Siena era un crocevia per lo scudetto, una tappa spesso decisiva per festeggiare la conquista del tricolore. Volenti o nolenti i toscani sono stati 3 volte su quattro spettatori della nostra festa scudetto.
Ma il Siena-Inter di domani pomeriggio tutto è tranne una partita che conta per lo scudet
to. Anzi vista la nostra situazione di classifica somiglia più a una sfida salvezza.
Dobbiamo toglierci da questa scomoda situazione di classifica pertanto andiamo in Toscana col chiaro intento di portare a casa i tre punti. In questo difficile inizio di stagione non siamo mai riusciti a vincere due partite consecutive in campionato e credo proprio che sia giunto il momento di sfatare anche questo tabù.
Ranieri continua a perdere i pezzi. Alla lunga lista degli infortunati si è aggiunto ieri anche Lucio che, causa stiramento, resterà fuori circa un mese. Anche per lui l’appuntamento è al nuovo anno. Ma non sono partiti per Siena nemmeno Chivu e Jonathan. Il tecnico nerazzurro ha portato con sé i giovani Faraoni e Caldirola.
La formazione è quasi obbligatoria con Julio Cesar in porta, Nagatomo e Zanetti esterni difensivi, Samuel e Ranocchia centrali, Cambiasso davanti alla difesa, Alvarez e Zarate che partiranno come esterni di centrocampo, Motta e Stankovic in mediana e Pazzini unica punta. L’unico dubbio potrebbe essere in difesa, dove Nagatomo (pessimo col Trabzonspor) potrebbe lasciare spazio a Faraoni o Caldirola (in questo caso Zanetti giocherebbe a sinistra). Ma più che un dubbio di Ranieri questo è un suggerimento del sottoscritto al tecnico romano.
Dall’altra parte troveremo un Siena che finora ha giocato un buon campionato. Sannino, che sta facendo davvero un ottimo lavoro in Toscana, ha recuperato in extremis Calaiò mentre ha perso l’ex di turno Mattia Destro per infortunio.
Inutile dilungarsi sui soliti discorsi. Il concetto base è sempre uguale: vincere. Poco importa il bel gioco e se dobbiamo vivere novanta minuti di pathos, siamo anche disposti a farlo purché al triplice fischio dell’arbitro a festeggiare siano i colori nerazzurri.
Come scrivevo all’inizio, Siena è stata due volte teatro dei nostri trionfi tricolori e tre scudetti su quattro sono stati festeggiati al termine di una sfida con i bianconeri senesi (per la verità nel 2009 la festa fu fatta ventiquattro ore prima della gara ma questo è un altro discorso).
Sarebbe bello se questa “tradizione” continuasse anche domani. Una vittoria contro i senesi potrebbe rilanciarci. Se non per una lotta tricolore, almeno per risollevare una stagione fin qui disastrosa.
FORZA INTER !!!


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venerdì 25 novembre 2011

PALLA AL CENTRO. LAZIO-JUVENTUS, SFIDA AL VERTICE

PALLA AL CENTRODiscussioni e commenti aspettando il fischio d’inizio

Venerdì 25 novembre 2011 ore 20.45
Udinese - Roma

Sabato 26 novembre 2011 ore 18
Lecce - Catania
Novara - Parma

Sabato 26 novembre 2011 ore 20.45
Atalanta - Napoli
Lazio - Juventus

Domenica 27 novembre 2011 ore 15
Cagliari - Bologna
Cesena - Genoa
Palermo - Fiorentina
Siena - Inter

Domenica 27 novembre 2011 ore 20.45
Milan – Chievo

CLASSIFICA DOPO 12 GIORNATE
Juventus 22 Lazio 22 Udinese 21 Milan 21 Roma 17 Palermo 16 Napoli 15 Genoa 15 Parma 15 Chievo 15 Catania 14 Siena 14 Cagliari 13 Fiorentina 13 Atalanta (-6) 13 INTER 11 Bologna 10 Lecce 8 Novara 7 Cesena 6
NB: Genoa, Inter, Juventus e Napoli una partita in meno.

PREMIER LEAGUE
Manchester United-Newcastle (26/11 h. 16)
Liverpool-Manchester City (27/11 h. 17)

LIGA
Real Madrid-Atletico Madrid (26/11 h. 20)
Getafe-Barcellona (26/11 h. 22)

BUNDESLIGA
Colonia-Borussia Monchengladbach (25/11 h. 20.30)
Dortmund-Schalke 04 (26/11 h. 15.30)
Mainz-Bayern Monaco
(27/11 h. 17.30)

LIGUE 1
MArsiglia-Paris Saint Germain (27/11 h. 20.30)
Sochaux-Montpelier (26/11h. 19)



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giovedì 24 novembre 2011

LA FAVOLA CIPRIOTA DIVENTA REALTA': APOEL NICOSIA AGLI OTTAVI

Una squadra cipriota tra le sedici più forti d'Europa: non era mai successo. E' l'Apoel Nicosia che martedì sera ha pareggiato sul campo dello Zenit San Pietroburgo conquistando un posto per gli ottavi di finale di Champions League con una giornata d'anticipo.
Un miracolo sportivo di quelli che strappano un sorriso, la classica squadra-simpatia che zitta zitta infila un risultato dopo l'altro e si guadagna un posto al sole.
Tre pareggi in casa di Porto, Zenit e Shakhthar, 6 punti su 6 fin qui nelle mura dello stadio Pancipriota. Vincere in casa e pareggiare fuori. Una semplice regola di base per passare il girone e qualificarsi agli ottavi, regola che l'Apoel di Nicosia ha applicato con diligenza scolastica.
Una squadra multietnica quella cipriota dove a farla da padrone sono brasiliani e portoghesi. Sono brasiliani gli attaccanti Ailton e Manduca (insieme 5 dei 6 gol realizzati dall’Apoel), portoghesi Pinto e Morais, anime del centrocampo, e Paulo Jorge, pilastro difensivo. Poi c’è il portiere belga, un paio di greci, un macedone, turchi, bosniaci e olandesi. E in panchina Jovanovic, tecnico serbo che sta facendo la storia del club. Ex centrocampista e bandiera dell’Iraklis Sallonico, da tecnico i successi maggiori li ha ottenuti proprio sulla panchina dell’Apoel dove è diventato una sorta di semi divinità. In sette anni alla guida del club gialloblù (prima parentesi dal 2003 al 2005, seconda dal 2008 ad oggi) ha conquistato due campionati ciprioti, tre supercoppe nazionali e guidato la squadra alle due spedizioni in Champions League.
Ma la qualificazione dell’Apoel è anche una vittoria per Michel Platini. Si è insediato all'Uefa promettendo di rubare la scena ai ricchi per concederla ai poveri - calcisticamente parlando, s'intende - e i frutti delle sue innovazioni regolamentari cominciano ad intravedersi in Champions League.
Non a caso questa edizione della Champions segnerà un record: il più alto numero di squadre non appartenenti all’elite del calcio europeo (Spagna, Inghilterra, Germania, Italia e Francia) capaci di superare l’ostacolo dei gironi eliminatori. Apoel e Benfica sono già agli ottavi. All’Ajax manca solo l’aritmetica mentre nel girone G un posto è riservato al ballottaggio tra Porto e Zenit. In corsa con buone possibilità di qualificazione ci sono anche Trabzonspor e Cska Mosca (girone B), Basilea (girone C) e Olympiakos (girone F). E’ l’effetto della riforma di Platini che dall’estate del 2009 ha rivoluzionato i criteri d’accesso alla Champions privilegiando i campionati emergenti e rendendo più difficile la vita alle terze e quarte di Serie A, Premier, Liga e Bundesliga.
Alla fine le squadre più forti avranno il sopravvento ma fa sempre piacere quando ogni tanto qualche piacevole mina vagante arriva a rompere i soliti equilibri.

GIA' QUALIFICATE AGLI OTTAVI COME PRIME: Bayern - Inter - Real Madrid - Arsenal - Barcellona
LE ALTRE QUALIFICATE - POSSIBILI PRIME O SECONDE: Benfica - Bayer Leverkusen - Apoel – Milan
ANCORA IN LOTTA PER UN POSTO AGLI OTTAVI: Napoli/Manchester City - Trabzonspor/Lille/CSKA - Manchester United/Basilea - Ajax/Lione - Chelsea/Valencia - Marsiglia/Olympiakos/Dortmund - Zenit/Porto


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mercoledì 23 novembre 2011

BRUTTINA MA QUALIFICATA. QUESTA INTER CI VA BENE.

Esaminando Trabsponzor-Inter quale faccia della medaglia dobbiamo guardare? Quella che ci dice che abbiamo offerto una prestazione molto scadente non riuscendo a vincere una sfida che potevamo fare nostra? O quella che ci ricorda che nonostante tutto siamo qualificati agli ottavi come primi del girone?
Non so voi ma io mi tengo stretta la seconda. In questo momento conta solo il risultato e pertanto poco importa di come abbiamo giocato.
Dopo la prima giornata del girone la nostra situazione non era delle migliori. Ranieri ha avuto il merito di restituire a questa squadra un minimo di affidabilità e di orgoglio tanto da riuscire a conquistare la qualificazione agli ottavi con una giornata di anticipo. Certo, il nostro girone non era certo difficile e senza quella sconfitta all’esordio avremmo potuto qualificarci anche dopo la doppia sfida col Lille. Ma non importa.
Tutto è bene ciò che finisce bene e ora possiamo andare agli ottavi nella speranza di beccare una seconda magari agevole (anche se, per esempio, gli ultimi due anni siamo arrivati agli ottavi da seconda e abbiamo eliminato sia Chelsea che Bayern Monaco. Non esistono seconde agevoli). Nella speranza di arrivare alla doppia sfida degli ottavi di finale di febbraio in condizioni atletiche migliori. Non siamo forti come due anni fa ma abbiamo sempre dei campioni capaci di colpi di classe che possono fare la differenza contro un avversario che non sia una big europea (Barcellona, Real, Manchester, Bayern e via discorrendo). E c’è anche la speranza che si faccia qualche piccolo restyling alla rosa nel mercato di gennaio.
Questo passaggio del turno ci permette di guardare al campionato con più tranquillità. Da qui fino a febbraio possiamo concentrarci sulla scalata alla classifica di Serie A. Per riuscire ad arrivare nelle prime tre c’è da superare ben 13 avversarie e non sarà semplice. Ma il terzo posto è a pochi passi (8 punti) e se imbocchiamo la strada giusta, possiamo ancora farcela.
Il match di ieri sera ha dimostrato che gente come Stankovic ha ormai finito la benzina e che Nagatomo non è da Inter. Il giapponese ieri sera è stato davvero pessimo e sono convinto che Jonathan o Faraoni avrebbero fatto sicuramente meglio (considerando anche la buona partita del brasiliano sabato).

Al contrario ho visto un Alvarez in grande forma e in netta crescita. E’ abbastanza lento ma è uno dei pochi che prova a saltare l’uomo (e di giocatori che saltano l’uomo non ce ne sono tanti in giro). Può sicuramente
ritagliarsi uno spazio importante in questa Inter.
Con la qualificazione e il primo posto in tasca spero che nell’ultima giornata del girone Ranieri dia spazio a giovani e seconde linee. Mi piacerebbe vedere contemporaneamente in campo Faraoni, Caldirola, Ranocchia, Crisetig, Obi, Poli, Alvarez, Coutinho. Lo so, è un’idea abbastanza utopistica però non sarebbe malvagia come idea. Farebbe rifiatare i senatori e darebbe fiducia e visibilità alle giovani leve.
Nel frattempo andiamo avanti così. Magari bruttini, magari sotto tono, magari noiosi da vedere ma concreti e vincenti. Da qui a Natale (e per la verità anche dopo) contano solo i tre punti. Gli esteti del bel calcio possono rivolgersi altrove, noi non ci offenderemo di certo.


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martedì 22 novembre 2011

MINIMO SFORZO, MASSIMO RISULTATO: QUALIFICATI E PRIMI

Champions League 2011-2012 – Girone B Quinta Giornata

TRABZONSPOR - INTER 1 - 1
18’ ALVAREZ – 23’ Altintop

TRABZONSPOR (4-4-2): Tolga; Celustka, Giray, Glowacki, Cech; Serkan (64' Mierzejewski), Colman, Zokora, Alanzinho (86' Paulo Henrique); H.Altintop, Burak Yilmaz.
A disposizione: Onur, Baris Atas, Pavel Brozek, Aykut Akgun, Mustafa.
All.: Senol Gunes.
INTER (4-1-4-1): Julio Cesar; Nagatomo, Lucio, Samuel, Chivu; Zanetti, Stankovic, Cambiasso; Alvarez (89' Faraoni), Zarate (69' Coutinho), Milito (86' Pazzini).
A disposizione: Castellazzi, Ranocchia, Obi, T. Motta.
All.: Ranieri
Arbitro: Atkinson (Ing)

Se volete dei chiarimenti sul concetto del massimo risultato col minimo sforzo, basta rivedere Trabzonspor-Inter di questa sera. Giocando una partita abbastanza pessima i nerazzurri conquistano qualificazione agli ottavi e primo posto nel girone.
Poco prima del fischio d’inizio arriva la notizia della vittoria del Lille a Mosca che di fatto consegna all’Inter la qualificazione. Ranieri schiera una sorta di 4-1-4-1 con Cambiasso davanti alla difesa, Alvarez e Zarate esterni di centrocampo e Milito unica punta. La partita la fanno i turchi ma ad andare in vantaggio è l’Inter. Alvarez salta l’uomo, si accentra da destra, scambia con Milito, conclusione di piattone mancino e gol facile. Inter in vantaggio. Ma i padroni di casa non ci stanno e prima sfiorano il pareggio (palla fuori a fil di palo) e poi trovano il gol con un tiro di Altintop deviato dalla schiena di Samuel che diventa imparabile per Julio Cesar.
Il primo tempo non regala più grandi emozioni e all’intervallo si va sul risultato di parità. Nella ripresa il Trabzonspor cerca di portare a casa il risultato ma nel primo quarto d’ora è l’Inter a rendersi pericolosa prima con Zarate e poi con Stankovic (l’unica cosa positiva del serbo questa sera). Al minuto 75 sospiro di sollievo per i nerazzurri. Cross di Celustka, colpo di testa di Mierzejweski e palla che si stampa sul palo.
Finisce 1-1. L’Inter porta a casa un punto prezioso che le permette di essere già matematicamente qualificata come prima nel girone (la classifica è: Inter 10, Trabzonspor 6, Cska Mosca 5 Lille 5).
Non mi sembra il caso di soffermarci sulla prestazione dei nerazzurri che hanno disputato una partita sotto tono con ritmi quasi da amichevole o da partita di fine stagione. Tra l’altro con un avversario che era tutt’altro che ostico.
Ma non possiamo certo lamentarci. Bastava un pari e pari è stato. Meglio sprecare energie per sfide più importanti (c’è sempre una classifica di Serie A da scalare) in un periodo in cui le partite si susseguono a ritmo elevato. Sono rimasto molto soddisfatto dalla partita di Alvarez che ha confermato le cose positive viste sabato. Una bella risposta a chi (interisti e non) lo aveva già bollato come bidone. Bene a sprazzi Zarate e positivo anche Samuel. E’ ancora in crisi d’identità Milito che non riesce più a trovare quella vena realizzativa di due stagioni fa.
Dopo la falsa partenza contro i turchi l’Inter ha saputo raddrizzare la situazione in Europa fino a conquistare abbastanza agevolmente la qualificazione agli ottavi. Ora dovrebbe fare la stessa cosa in Italia. I mezzi ci sono e possiamo sicuramente risalire. Sperando che non giochi mai come stasera.


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lunedì 21 novembre 2011

INDENNIZZO PER GLI INFORTUNI IN NAZIONALE. L'IDEA NON E' MALE...

“Non sono infastidito per Sneijder, sono dispiaciuto. È chiaro che quando un ragazzo va in nazionale vuole giocare, se questa è la linea bisogna saperla accettare, ma se magari ci fosse un grande compenso per i club in caso di infortunio, forse i medici delle nazionali ci penserebbero due volte prima di mandare in campo un ragazzo che aveva avuto qualche problemino nell’ultimo allenamento. Ma quel problemino lo aveva recuperato, quindi capisco che lui sia sceso in campo anche il giorno dopo, con la sua nazionale”(Claudio Ranieri)
Non ci vuole un esperto per capire che l’infortunio di Sneijder è causato principalmente dal suo impiego in Olanda-Germania. E ora dovremo fare a meno del trequartista olandese fino a fine anno. Proprio in un momento cruciale della nostra stagione.

Ecco perché sono d’accordo sul fatto che dovrebbe esserci un indennizzo per gli infortuni in Nazionale. A noi farebbe comodo di sicuro visto che ogni volta che c’è un impegno della nazionale dobbiamo fare gli scongiuri e sperare che nessuno dei nostri s’infortuni. E il più delle volte i nostri scongiuri servono a poco e le nostre speranze vanno in pezzi: c’è sempre qualcuno che torna infortunato.
E smettiamola col fatto che andare in Nazionale è sempre un piacere e mai un dovere. Chi sborsa i soldi? Il presidente del club o il presidente della federazione?
Anche perché poi ci sono figli e figliastri. Vi ricordate cosa successe prima del derby di inizio aprile? Il Milan riuscì a trattenere i suoi giocatori mentre l’Inter li mandò tutti con le nazionali.
E inoltre mi piacerebbe vedere la reazione dei dirigenti di Milan, Juventus, Barcellona, Real Madrid e via discorrendo se ogni volta che giocano le nazionali i loro giocatori tornerebbero acciaccati o infortunati.


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domenica 20 novembre 2011

LA VITTORIA DEI GIOVANI, IL FUTURO NERAZZURRO E' QUI

Della vittoria di ieri pomeriggio ci teniamo stretti solo i tre punti che ci permettono di dare ossigeno alla nostra classifica. Nella speranza che seguano altre vittorie in modo da risalire anche la classifica.
Non po
ssiamo essere soddisfatti di come ha giocato la squadra che per un tempo abbondante non è riuscita ad avere la meglio su un avversario che ha fatto davvero molto poco e si è resa pericolosa nei 90 minuti ancora meno.
Ma alla fine ne siamo usciti fuori. E per una volta a togliere le castagne dal fuoco non sono stati soliti senatori ma le giovani leve. Coutinho e Alvarez hanno fatto la differenza, Ranocchia in difesa ha giocato meglio di Samuel e il Jonathan del secondo tempo non mi è dispiaciuto.
Risultato a parte, l’unico segnale positivo della vittoria di ieri è rappresentato proprio dai giovani. Chi mi segue su questo blog sa benissimo come la penso su Coutinho e Alvarez ma anche su Obi, Faraoni, Caldirola, Castaignos. Nessuno di loro è un fuoriclasse e nessuno di loro è ancora un campione che da solo può fare la differenza. Ma sono giovani e bisogna dargli fiducia, farli giocare, magari solo spezzoni. Solo se giocano acquistano fiducia, sicurezza nei loro mezzi e s’integrano con i senatori fino a diventarne delle valide alternative.
Non possiamo aspettare che Sneijder s’infortuni per vedere Coutinho e Alvarez come non è possibile che gente come Faraoni e Caldirola non vedano mai il campo. E rimango sempre dell’opinione che Obi e Poli debbano essere inseriti costantemente nel turnover dei centrocampisti (contro il Cagliari visto ieri Obi avrebbe tranquillamente fatto meglio di Stankovic).
Da qui a Natale avremo tantissime partite ravvicinate ed è impensabile che i big le giochino tutte. C’è la necessità di dare spazio anche ai giovani. E allora faccio giocare una partita a Caldirola vicino a Lucio o Samuel, piazziamo Obi o Poli nel terzetto di centrocampisti, facciamo giocare una mezzoretta ogni tanto anche a Faraoni e Castaignos, diamo fiducia ad Alvarez e Coutinho anche quando non giocano benissimo.
Faccio l’esempio di Alvarez. Ieri ha giocato una buona partita ma finora ogni volta che è sceso in campo ha lasciato molto a desiderare. Eppure Ranieri non l’ha accantonato, gli ha dato fiducia e l’ha saputo gestire. Coutinho non ha ancora 20 anni. A quell’età puoi ancora migliorare e, infatti, secondo me sta crescendo dal punto di vista calcistico. Lo scorso anno ogni contrasto
volava via come una foglia secca, quest’anno invece riesce a stare in piedi. Non è ancora un fantasista che può fare la differenza come Sneijder ma può ancora migliorare tantissimo.
Anche perché purtroppo l’infortunio di Sneijder si è rivelato più serio del previsto. Si tratta di stiramento pertanto lo rivedremo in campo dopo le feste di Natale. Ragion per cui affronteremo questo tour de force affidandoci a Coutinho ed Alvarez. E chissà che questo tour de force ravvicinato non suggerisca a Ranieri di fare turnover utilizzando anche i giovani.
Non potremo affidarci in eterno a Stankovic, Cambiasso, Milito, Maicon, Samuel, Lucio, Zanetti (anche se sembra immortale), Thiago Motta, dobbiamo fidarci anche dei giovani. Abbiamo sprecato già un paio di elementi (Santon e Destro in questa squadra ci sarebbero stati benissimo), non buttiamone via ancora altri. Altrimenti ci ritroveremo fra un paio di estati a dovere comprare 20-25 giocatori per rinnovare in toto la rosa.
Uno spicchio di futuro nerazzurro l’abbiamo già in casa (sarò ottimista ma sono convinto che molti dei nostri giovani possano ritagliarsi un futuro nell’Inter, da titolari o da rincalzi), non sprechiamolo.


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sabato 19 novembre 2011

MOTTA-COUTINHO. BOCCATA D'OSSIGENO PER L'INTER

Serie A 2011-2012 – 12^ Giornata


INTER - CAGLIARI 2 - 1
53’ THIAGO MOTTA - 60’ COUTINHO – 89’ Larrivey


INTER (4-3-1-2): Julio Cesar; Jonathan (dal 42’ s.t. Faraoni), Ranocchia, Samuel, Zanetti; Stankovic, Thiago Motta, Cambiasso; Coutinho (dal 23’ s.t. Obi); Zarate (dal 1’ s.t. Alvarez), Pazzini.
A Disposizione: Castellazzi, Cordoba, Poli, Milito.
All. Ranieri.
CAGLIARI (4-3-1-2): Agazzi; Pisano, Canini, Ariaudo, Agostini; Biondini (dal 35’ s.t. Sampaio), Conti, Nainggolan; Ekdal (dal 18’ s.t. Ibarbo); Thiago Ribeiro, Nené (dal 14’ s.t. Larrivey).
A Disposizione: Avramov, Gozzi, Parico, Ceppelini.
All. Ballardini.
ARBITRO: Damato di Barletta.
Contava vincere e abbiamo vinto. Pur non giocando bene (ma in questo momento il gioco è un aspetto secondario) i nerazzurri trovano tre punti preziosi.
All’ultimo Ranieri deve fare a meno di Sneijder. Al suo posto spazio a Coutinho che supporterà le punte Pazzini e Zarate, preferito a Milito. In difesa spazio a Jonathan e tornano Ranocchia e Julio Cesar.
Il primo tempo è sotto tono. L’Inter attacca ma il Cagliari è bravo a difendersi e a pressare Thiago Motta che rappresenta il faro del gioco. L’Inter sfiora il gol a metà tempo. Al 21esimo Pazzini si libera bene e fa partire un missile che Agazzi devia sulla traversa. Dopo tre minuti tocca a Zarate su punizione vedere il proprio tiro deviato sulla traversa dal portiere cagliaritano. Le occasioni nerazzurre nel primo tempo sono tutte qua.
Nella ripresa Ranieri toglie a sorpresa Zarate (il migliore del primo tempo) per inserire Alvarez. L’argentino gioca da esterno destro mentre Coutinho si sposta sulla sponda opposta per una sorta di centrocampo a cinque. La mossa appare insensata ma si rivela vincente. Dopo otto minuti della ripresa l’Inter passa in vantaggio. Pisano atterra Coutinho sulla sinistra. Punizione di Alvarez, palla a Thiago Motta che in posizione di fuorigioco segna l’1-0. Inter in vantaggio nonostante il gol irregolare. Sbloccato il risultato, l’Inter gioca più sciolta.
E all’ora di gioco raddoppia. Contropiede nerazzurro, Alvarez scambia con Cambiasso e serve a Coutinho, dribbling a rientrare e palla sul primo palo. Gol: 2-0
L’ultima mezzora diventa semplice amministrazione con Larrivey che prima si vede annullare un gol per fuorigioco al minuto 70 e poi a un minuto dal termine. I minuti finali, recupero compreso, vengono seguiti con apprensione dal popolo nerazzurro ma non succede più nulla.
L’Inter porta a casa i tre punti. Una boccata d’ossigeno per i nerazzurri che però devono dare un seguito a questa vittoria. Anche perché il Cagliari stasera non li ha impensieriti più di tanto.
Ottimo il primo tempo di Zarate (rimane un mistero la sua sostituzione), buono il secondo tempo di Jonathan e Coutinho dopo un primo tempo molto deludente, bene anche Ranocchia, capitan Zanetti e Thiago Motta, sufficiente Alvarez (anche se si muove a velocità da moviola) mentre non mi ha convinto più di tanto Stankovic e anche Samuel è apparso meno sicuro del solito. Lascia perplesso infine la gestione dei cambi di Ranieri. Alvarez per Zarate ma anche Obi per Coutinho (con un’inguardabile Stankovic che gioca 90 minuti) sono scelte cervellotiche che ci dovrebbe spiegare e che passano in secondo tempo grazie alla preziosa vittoria.
E’ una vittoria importante ma, come già detto, non possiamo e non dobbiamo fermarci qui. Per risalire servono altre 3-4 vittorie consecutive. E servirebbe anche il recupero di gente come Lucio, Sneijder e Milito. Tutte cose a cui penseremo da domani. Per stasera godiamoci questi tre punti. FORZA INTER !!!



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PALLA AL CENTRO. RIPARTE LA CACCIA A LAZIO E UDINESE

PALLA AL CENTRODiscussioni e commenti aspettando il fischio d’inizio



Sabato 19 novembre ore 18
Inter – Cagliari
Una sola vittoria dal 1995 ad oggi per il Cagliari contro l’Inter, quella per 2-1 al Sant’Elia nel maggio 2009. I sardi hanno raccolto solo due punti nelle ultime 11 trasferte sul campo dell’Inter, frutto dei pareggi del gennaio 2009 e del dicembre 1996.

Sabato 19 novembre ore 20.45
Fiorentina - Milan
Milan reduce da cinque vittorie di fila: per trovare una serie più lunga bisogna andare alla fine della stagione 2005/06, quando la squadra di Ancelotti mise insieme un filotto di sei vittorie di fila. Dal 2001/02 in poi la Fiorentina ha battuto il Milan in casa una sola volta, mentre il Milan ha espugnato il Franchi cinque volte, incluse le ultime quattro sfide.
Napoli - Lazio
Il Napoli ha vinto solo tre delle ultime 13 sfide con la Lazio in Serie A, sei le vittorie biancocelesti, quattro i pareggi. Il rocambolesco 4-3 dello scorso 3 aprile ha interrotto una serie di cinque partite di fila senza vittorie per il Napoli al San Paolo contro la Lazio in campionato.

Domenica 20 novembre ore 12.30
Bologna - Cesena
18 i precedenti tra queste due squadre in Serie A: l’anno scorso una vittoria per parte, con la squadra ospite vittoriosa in entrambi i casi per 2-0 .

Domenica 20 novembre ore 15
Catania – Chievo
Chievo in vantaggio per tre vittorie a due negli otto precedenti di Serie A col Catania.
Genoa – Novara
20 i precedenti giocati tra queste due squadre, tutti tra il 1936 e il 1956: nove le vittorie dei liguri, otto quelle dei piemontesi, tre i pareggi.
Juventus – Palermo
Il bilancio delle sfide delle ultime quattro stagioni tra queste due squadre è di sei vittorie a due a favore del Palermo. I rosanero sono reduci da quattro vittorie di fila contro la Juventus, ed hanno avuto la meglio nelle ultime tre trasferte torinesi.
Parma – Udinese
L’Udinese è la squadra contro cui il Parma ha vinto più partite (15) e segnato più gol (49) in Serie A. Parma imbattuto da cinque partite di campionato con l’Udinese, e vittorioso nelle due sfide della passata stagione (2-1 al Tardini e 2-0 al Friuli).
Siena – Atalanta
10 i precedenti in Serie A tra queste due squadre: Atalanta in vantaggio per quattro vittorie a due, quattro i pareggi. Il Siena è stato capace di segnare un solo gol nelle ultime quattro sfide di Serie A con l’Atalanta.

Domenica 20 novembre ore 20.45
Roma – Lecce
L’unica sconfitta della Roma contro il Lecce in Serie A è quella per 3-2 all’Olimpico che compromise la vittoria dello Scudetto 1985/86 per Bruno Conti e compagni alla penultima di campionato. Da allora il Lecce ha raccolto solo due punti in 13 trasferte sul campo della Roma, frutto dei pareggi del settembre 2004 e dell’ottobre 1988.

CLASSIFICA DOPO 11 GIORNATE
Udinese 21 Lazio 21 Milan 20 Juventus 19 Palermo 16 Napoli 14 Roma 14 Catania 14 Siena 13 Cagliari 13 Genoa 12 Atalanta (-6) 12 Fiorentina 12 Chievo 12 Parma 12 Bologna 10 INTER 8 Lecce 8 Novara 7 Cesena 3
NB: Genoa, Inter, Juventus e Napoli una partita in meno

PREMIER LEAGUE
Manchester City-Newcastle (19/11 h. 16)
Swansea-Manchester United
(19/11 h. 18.30)
Chelsea-Liverpool
(20/11 h. 17)

LIGA
Barcellona-Saragoza (19/11 h. 20)
Valencia-Real Madrid
(19/11 h. 22)

BUNDESLIGA
M’gladbach- Werder Brema (19/11 h. 15.30)
Bayern Monaco-Borussia Dortmund
(19/11 h. 18.30)

LIGUE 1
Tolosa-Lille (18/11 h. 20)
Montpelier-Marsiglia
(19/11 h. 21)
Psg-Nancy
(20/11 h. 21)




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