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lunedì 30 novembre 2009

QUARESMA E BALOTELLI, LE DUE FACCE DELL'INTER CHE VOLA

Ad un certo punto ieri pomeriggio ho temuto il peggio. Ero convinto che la Juventus avrebbe comunque ribaltato lo 0-1 di Cagliari e la nostra partita aveva preso una piega storta. Andare allo scontro diretto con 2-3 punti di vantaggio significava dare coraggio ai bianconeri e magari vedersi agganciati.
E invece alla fine i miei timori erano infondati e la domenica si è conclusa nei migliori dei modi. O quasi, visto che nel posticipo il Milan è riuscito a portare a casa i tre punti grazie a due gol a tempo abbondantemente scaduto. I cugini sono ora a -7, ma la vena di buona sorte (vedi Chievo, Lazio, Cagliari e ieri) è destinata prima o poi ad esaurirsi.
Quella che invece non esaurisce mai (anzi aumenta di domenica in domenica) è il domino nerazzurro su questo campionato. Come nelle altre stagioni l’Inter tra novembre e dicembre prende prepotentemente in mano il campionato e piazza lo scatto decisivo.
Aspettando la sfida di sabato sera rimane sempre più evidente che i ragazzi di Mourinho sono un livello superiore rispetto alle inseguitrici. Né Juventus né Milan hanno continuità e un gruppo forte. I Diego, i Felipe Melo, i Ronaldinho, che dovevano fare la differenza hanno finora inciso quanto basta. Al contrario dell’Inter dove si è ovviato alla pesante partenza di Ibrahimovic acquistando giocatori come Milito, Eto’o e Sneijder che hanno dato all’Inter un nuovo aspetto che rimane comunque sempre vincente.

L'Inter ieri pomeriggio ha gestito la partita, avrebbe potuto vincere con un punteggio più largo se gli attaccanti nerazzurri non si fossero mangiati l'impossibile. Certo avrebbe potuto anche perdere se quel tiro di Gilardino invece di finire sul palo fosse finito in rete. Però alla fine ha vinto. E meritatamente nonostante qualche juventino e qualche giornalista di parte dica il contrario.
Eroe di giornata è stato sicuramente Quaresma. In maglia nerazzurra non si era mai visto un Quaresma così e onestamente nemmeno pensavo di poterlo vedere. E' stato perfetto ed impeccabile. Se continua così può diventare una valida alternativa oltre che una freccia in più nell'arco di Josè Mourinho.
Il tecnico portoghese ha avuto ieri un coraggio da matti. Nel lanciare Quaresma e soprattutto nell'escludere Balotelli. Uno come SuperMario ieri sarebbe servito e non oso immaginare le critiche se fosse finita con un pareggio o con una sconfitta.
Già, Balotelli. Il ragazzo è forte e in prospettiva futura può diventare un grande campione ma deve imparare ad essere più disciplinato, a seguire le regole, a lavorare seriamente e a prendere esempio da compagni come Zanetti e Cambiasso. Mourinho ha dimostrato di puntare molto su di lui ma allo stesso tempo pretende serietà da uno che ha solo 19 anni. Spero tanto che non vada via, nemmeno in prestito. Balotelli deve rimanere all'Inter e seguire i consigli di Mou e dei compagni più esperti. Solo così può diventare il campione che tutti gli auguriamo di diventare.
FORZA INTER


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domenica 29 novembre 2009

MILITO LANCIA L'INTER SULL'OTTOVOLANTE


Serie A - 14^ Giornata
INTER - FIORENTINA 1 - 0
85' MILITO rig.

INTER: Julio Cesar; J.Zanetti, Samuel, Lucio, Chivu; Cambiasso, Muntari (73’ Motta), Stankovic; Quaresma (73’ Mancini); Eto’o, Milito 6.5 (87 Vieira).
A disposizione: Toldo, Cordoba, Materazzi, Khrin.
All. Mourinho
FIORENTINA: Frey; Comotto, Dainelli (76’ De Silvestri), Kroldrup, Gobbi; Montolivo, C.Zanetti; Marchionni (18’ Jorgensen), Santana (86' Castillo) Vargas; Gilardino.
A disposizione Avramov, Pasqual, Jovetic, Babacar.
All. Prandelli
ARBITRO: Damato

A sorpresa Mourinho vara un inedito 4-3-3 con Eto'o, Milito e Quaresma in avanti mentre Balotelli finisce addirittura in tribuna (probabilmente per punizione per essersi presentato in ritardo all'allenamento di ieri). Perplessità per la scelta di Quaresma, una scelta molto azzardata considerata da molti (anzi praticamente tutti...) una caz...ta.
E invece il numero 7 portoghese disputa un primo tempo eccellente, giocando semplice e senza perdersi in rabone e trivele varie. L'Inter nella prima frazione ha in mano il gioco, c'è in campo e si vede.
Il secondo tempo si apre con un gol regolarissimo di Samuel che l'arbitro annulla per una trattenuta del difensore argentino su Dainelli ma in realtà i due giocatori si strattonano a vicenda.
La Fiorentina pian piano si chiude e l'Inter non riesce a rendersi pericolosa. Brivido a 10 minuti dalla fine con Gilardino che sfugge alla coppia difensiva nerazzurra e a tu per tu con Julio Cesar colpisce il palo. A 5 minuti dalla fine quando il pareggio è sempre più vicino Motta lancia Milito che entra in area e viene atterrato da Comotto. Rigore sacrosanto. E' proprio l'argentino a presentarsi dal dischetto e a mettere dentro il gol che vale tre punti pesantissimi. C'è ancora tempo per un ultimo brivido con Eto'o che viene lanciato a rete ma il suo tiro viene clamorosamente deviato da Frey. Finisce 1-0 con l'Inter che, seppur con qualche affanno, porta a casa i tre punti.
Molto positivo Quaresma, sicuramente tra i migliori in campo. Bene anche Eto'o e Cambiasso, mentre mi sono piaciuti poco Chivu e Muntari. L'Inter inizia bene il trittico di sfide decisive ma soprattutto la domenica viene addolcita dalle notizie che giungono da Cagliari dove i ragazzi di Allegri hanno rifilato un netto 2-0 alla Juventus.
I bianconeri crollano quindi a -8. Prevedo un inverno molto molto freddo...

FORZA INTER

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DIAMO UNA RISPOSTA FORTE ALLA CONCORRENZA


Inizia dalla Fiorentina il trittico di sfide dell'Inter per capire quale piega prenderà questa stagione. Tra Fiorentina, Juventus e Rubin Kazan Mourinho si gioca una buona porzione della sua credibilità.
Assente ancora Sneijder (evidentemente non era un'infortunio da poco il suo), mancherà anche Maicon, squalificato per due giornate dopo la cazzata di sabato scorso. Molte incertezze su che tipo di Inter schiererà Mourinho. Potrebbe affidarsi al classico modulo con il trequartista dietro le punte oppure una sorta di 4-2-3-1 con Stankovic, Balotelli ed Eto'o dietro Milito.
Personalmente credo che al di là di moduli e schieramenti c'è bisogno di una scossa. Bisogna dare un segnale di forza, di sicurezza. Per noi stessi prima che per la concorrenza. Sarebbe il caso di dare spazio a Balotelli che è l'unico, vista l'assenza di Sneijder, in grado di dare inventiva e fantasia alla manovra nerazzurra.
L'avversario non è dei più semplici. La Fiorentina si è appena qualificata per gli ottavi di Champions League e arriverà a San Siro gasatissima e decisa a far bene. Ecco perché bisognerà fare molta attenzione, bloccare le loro fasce (Vargas e Marchionni sanno essere devastanti) e magari colpirli nel loro punto debole che è la difesa. Dopo la bruttissima figuraccia rimediata a Barcellona mi aspetto una prova di carattere e grinta da parte dei ragzzi. Mi aspetto un'Inter bella e convincente che prenda subito in mano la partita e la gestisca al meglio.
FORZA INTER

14 GIORNATA: Udinese-Livorno 2-0 (giocata ieri); Genoa-Sampdoria 3-0 (giocata ieri); Atalanta–Roma; Bari–Siena; Cagliari–Juventus; Chievo–Palermo; Inter-Fiorentina; Lazio–Bologna; Parma–Napoli; Catania–Milan

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venerdì 27 novembre 2009

LA MOGLIE MOURINHO E L'AMANTE BLANC

Probabilmente è un vizio. Si ha un'allenatore e si pensa a qualcun'altro. Come avere una moglie e pensare sempre all'amante. C'era Zaccheroni e si parlava di Mancini, c'era Mancini e si parlava di Mourinho, ora c'è mourinho e si parla di Laurent Blanc.
Non so se la colpa sia di Moratti o dei giornalisti. Quasi certamente il presidente fa dei pensierini e i giornalisti ci ricamano su.
La disfatta di Barcellona e la contemporanea vittoria del Bordeaux di Blanc sulla Juventus hanno fatto ritornare di moda il nome del tecnico francese come possibile allenatore nerazzurro nell'immediato futuro.
Non c'è dubbio che l'ex libero dell'Inter è uno in gamba. Ha costruito una squadra vincente rimettendo in sesto qualche scarto italiano (Gourcuff e Menegazzo), fidandosi di giovani di successo (Gouffran) e affidandosi ad un parco di nomi noti (Plasil, Diarra, Cavenaghi, Diego Placente).
Un tipo così è ovvio che piaccia a Moratti: ha gli occhialini da intellettuale, un passato da grande giocatore (quarto nella storia francese dopo Platini, Zidane e Kopa), uno stile da signori si nasce, un’esperienza all’Inter da non disconoscere. Ha 44 anni e una filosofia che non lascia dubbi. «Voglio grandi squadre, obiettivi importanti, cerco poche emozioni e tanta strategia». E' l’identikit dell’allenatore interista perfetto.
Peccato che in questo momento l'Inter un'allenatore c'è l'abbia già. Mourinho ha i suo difetti (chi non li ha?), qualche volta non riesce a trasmettere grinta e sicurezza alla squadra però la sua bravura è fuori discussione. Come è fuori discussione che sia un vincente.
Blanc lo vedrei bene fra qualche anno, quando l'era Mourinho sarà giunta al capolinea e ci sarà la necessità di dare un ricambio. Per il dopo Mou Blanc rimane il mio favorito insieme al mitico Zenga.
Per ora però lasciamo lavorare in pace Mourinho. E se qualcuno fa notare che Blanc ha battuto la Juventus, ricordiamogli che anche Mourinho l'ha battuta una volta e mezza (la seconda volta la vittoria è sfuggita per un gol in pieno recupero).
E il Mou, dal canto suo, vinca le prossime tre partite. Così ammutolirà definitivamente queste voci.

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giovedì 26 novembre 2009

LA VERGOGNA INFINITA DELLA CURVA SCIREA

"Se saltelli muore Balotelli". Questo è il coro che i soliti quattro deficienti della Curva Scirea hanno intonato domenica scorsa durante Juventus-Udinese e ieri sera prima della sfida di Champions League Bordeaux-Juventus.
Purtroppo non stiamo scoprendo l'acqua calda. I tifosi juventini non hanno simpatia verso l'attaccante nerazzurro e lo manifestano nel peggior modo possibile. Per lo stesso motivo lo scorso anno fu squalificato per un turno lo stadio. Vabbè poi come al solito finì tutto a tarallucci e vino ma questo è un'altro discorso.
Quello che fatico a capire è questo accanimento. Balotelli non era presente né domenica a Torino né ieri a Bordeaux. E allora che senso ha questo coro verso un giocatore avversario che nemmeno è in campo? Ieri sera i tifosi hanno fatto seguire un altro coro "non esistono negri italiani". In compenso, mi verrebbe da rispondere, esistono tifosi stupidi.
Del resto se le multe le paga la societa, se l'arbitro non sospende la partita, se il giudice non infligge pene severe, io tifoso juventino mi sento autorizzato a continuare. Perché Balotelli è un nero (ops scusate un negro, fa più spregiativo) di merda, perché mi sta sulle scatole e perché così tutti parlano di noi.
Ormai si va allo stadio per insultare gli avversari non per incitare i propri beniamini. Parliamo di Balotelli ma gli stadi sono pieni di cori razzisti o spregiativi (per esempio, i cori indirizzati alla mamma di Materazzi). Dai tifosi laziali a quelli veronesi, passando per i già citati tifosi bianconeri è un fiorire di cori razzisti più o meno pesanti.
Tutti si arrabbiano, tutti si indignano, tutti minacciano provvedimenti ma poi? Ma poi niente perché in fondo ha ragione Capello quando sostiene che in Italia il calcio è in mano agli ultra.
Appunto finale per la Curva Scirea. Che tristezza che un posto così schifoso e ignobile, frequentato da deficienti e teste di c...o debba essere intitolato ad un grandissimo uomo prima che un grandissimo giocatore come è stato Gaetano Scirea...


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mercoledì 25 novembre 2009

L'ENNESIMA MAGRA FIGURA EUROPEA...


Delle 6 partite del girone la sfida al Camp Nou era la più difficile. Il Barcellona è la squadra che esprime il miglior gioco a livello europeo. Se dovevamo fare dei punti non era certo qui.
La sconfitta era preventivata. Certo, alcune assenze e un certo ottimismo (per certi versi immotivato) ci aveva fatto illudere che avremmo potuto sbancare Barcellona ma più che una "mission impossibile" era un sogno.
Quello che non ci aspettavamo (o che speravamo) era di non vedere una zattera alle prese con una tempesta. Come contro il Manchester lo scorso marzo, eravamo consapevoli che andavamo incontro ad una sfida difficile ma la nostra mal celata speranza era di uscire a testa alta.
Perché un conto è uscire sconfitto dopo aver creato occasioni, tirato in porta, aver impegnato il portiere avversario, un conto uscire dopo 90 minuti di non gioco.

L'Inter vista ieri sera ci lascia senza parole. Mai pericolosa, mai un'azione interessante, mai un sussulto. Undici fantasmi che aspettano inermi l'evolversi degli eventi. Difficile salvare qualcuno ieri sera, hanno giocato malissimo tutti, anche chi è entrato dalla panchina. E' stato un tripudio di prestazioni desolanti.
In fondo questa partita non ci dice niente di nuovo. Non è una novità che non siamo una squadra dalla mentalità europea, non è una novità che non abbiamo fatto il tanto sperato salto di qualità, non è una novità che anche quest'anno la nostra avventura in Champions League è destinata a finire molto presto. Nelle peggiori delle ipotesi (toccatina, please) potrebbe finire già fra due settimane nella sfida in casa col Rubin Kazan.
Del resto se dobbiamo giocare in Europa per rimediare queste figuracce tanto vale tornarsene a casa...

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martedì 24 novembre 2009

STATUINE NERAZZURRE, INTER MORTIFICATA AL CAMP NOU


Champions League - Girone F Quinta giornata

BARCELLONA - INTER 2 - 0
10' Pique - 26' Pedro

BARCELLONA: Valdes; Dani Alves, Piqué, Puyol, Abidal (dal 44' st Maxwell); Xavi, Busquets, Keita; Iniesta (dal 49' st Dos Santos), Henry, Pedro (dal 40’ st. Bojan).
A disp.: Pinto, Marquez, Ibrahimovic, Messi.
All.: Guardiola.
INTER: Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel, Chivu; Zanetti, Cambiasso (dal 1'st Muntari), Thiago Motta; Stankovic (dal 26' st Balotelli); Eto'o, Milito (dal 36' st Quaresma).
A disp.: Toldo, Cordoba, Materazzi, Vieira.
All. Mourinho.
ARBITRO: Busacca (Svi).

Vabbè, era ovvio che finisse così. Loro sono pur semrpe il Barcellona e noi siamo pur sempre una squadra che in Europa fa cagare.
A noi mancava Sneijder a loro Messi e Ibra. L'Inter, come spesso succede oltre i confini nazionali, entra in campo timorosa. Più sciolto il Barcellona che ci mette mezzora a chiudere il match. Nella ripresa qualche timida azione ma anche un paio di miracoli di Julio Cesar.
Finisce 2-0 eper quelllo che si è visto in campo è un risultato che ci va benissimo.
L'uno-due con cui ci hanno freddato non ammette scuse. Hanno dominato, stravincendo ai punti, noi eravamo una via di mezzo tra 10 statuine e un presepe improvvisato. Abbiamo avuto pochissimi isolati lampi (più che lampi erano fiammelle di accendino) non creando gioco né occasioni da rete.
Perdere a Barcellona ci può stare. Ma un conto è uscire a testa alta, un'altro uscire mortificati dopo 90 minuti di vuoto assoluto.
Il discorso qualificazione è ancora apertissimo ma con queste prestazioni non andremo lontano.

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lunedì 23 novembre 2009

L'UOMO RAGNO E UN'ESONERO ANNUNCIATO


Con un comunicato ufficiale il Palermo ha oggi comunicato l'esonero di Walter Zenga da allenatore dei rosanero.
Per la verità la notizia che Zenga fosse in bilico circolava già da qualche giorno. Del resto se alleni il Palermo e hai a che fare con uno che si chiama Maurizio Zamparini l'esonero è un qualcosa con cui devi convivere. Il patron dei rosanero nei ha fatti fuori 28 in 20 anni. Molti dei quali non erano certo dei pirla (cito a caso, Spalletti, Zaccheroni, Guidolin, Novellino, Prandelli, Colatuono).
Alla lista da oggi si aggiunge anche Walter Zenga che finora non aveva fatto cose trascendentali ma comunque aveva creato una buona squadra. Il "suo" Palermo non lottava certo per lo scudetto ma è riuscito a battere la Juventus e ha quasi recuperato uno 0-4 all'Inter. Il valore di Zenga non è certo in dubbio. Ha vinto scudetti all'estero e in Italia ha regalato al Catania due salvezze.
Poi questa estate ha voluto rischiare grosso. Era consapevole, me lo auguro, di ciò a cui andava in contro ma ha voluto comunque tentare. Nella vita bisogna rischiare qualche volta. Sapere che lavorare con Zamparini significa essere in bilico e, quasi sempre, non riuscire a concludere la stagione non l'ha certo fermato.
Gli è andata male. Pazienza. Direbbe Cocciante "avanti il prossimo, gli lascio il posto mio". Il prossimo allenatore del Palermo sarà quasi certamente Delio Rossi. Uno che probabilmente, inizierà sapendo già che potrebbe anche non arrivare a giugno.
Rischi del mestiere. E di lavorare con certi presidenti.

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domenica 22 novembre 2009

L'INTER RIPRENDE LA SUA CORSA


Serie A - 13^ Giornata
BOLOGNA - INTER 1 - 3
22' MILITO - 23' Zalayeta - 42' BALOTELLI - 72' CAMBIASSO

BOLOGNA Viviano; Raggi, Portanova, Britos, Lanna; Mingazzini, Guana (dal 40' s. t. C.Zenoni), Valiani (dal 14' s.t. Mudingayi); Adailton; Zalayeta (dal 25' s.t. Osvaldo), Di Vaio.
All. Colomba.
Panchina: Colombo, Vigiani, Marazzina, Bombardini.
INTER Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel, Chivu; J.Zanetti, Cambiasso, T. Motta; Stankovic (dal 30' s.t. Vieira); Milito (dal 35' s.t. Mancini), Balotelli (dal 1' s.t. Eto'o).

All. Mourinho.
Panchina: Toldo, Cordoba, Materazzi, Krhin.
ARBITRO Rosetti, di Torino.

Questa Inter non fa sconti a nessuno e se decide di portare a casa i tre punti ci riesce. Col Bologna pur non giocando una partita eccezionale, riesce a vincere senza troppi sforzi. Mourinho lascia riposare Eto'o dando spazio a Balotelli. L'Inter sonnecchia per 20 minuti poi sugli sviluppi di un calcio d'angolo Milito fredda Viviano. 1-0. Il tempo di mettere la palla al centro e il Bologna pareggia con la complicità dell'Inter che dorme pesantemente: 1-1.
Il gol degli emiliani però sveglia l'Inter che cerca il gol con più insistenza e colpisce un doppio palo con Stankovic. Il gol del nuovo vantaggio arriva nel finale di tempo sempre su calcio d'angolo. Stavolta è Balotelli che di testa svetta su tutti e trafigge Viviano: 2-1. L'Inter va al riposo meritamente in vantaggio.
Nella ripresa l'Inter gioca a ritmo basso, sfiora il gol della sicurezza con Milito che da pochi passi colpisce clamorosamente la traversa e poi al 72esimo finalmente trova il terzo gol con Cuchu Cambiasso.
Nel finale arriva l'espulsione di Maicon che si fa stupidamente cacciare per una frase di troppo all'indirizzo dell'arbitro mettendo a rischio la sua presenza nella super sfida del 5 dicembre contro la Juventus.
Finisce 3-1, l'Inter porta a casa 3 punti importanti e va a+8 sulle inseguitrici. Non è stata un'Inter strepitosa però ha comunque fatto vedere delle buone cose. Positivi Cambiasso, Milito e Balotelli, in grande crescita Motta, bene anche Maicon se non fosse per l'espulsione da coglione.
Ora mettiamoci comodamente sul divano e, aspettando di vedere che fanno le altre, pensiamo al Barcellona
FORZA INTER

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sabato 21 novembre 2009

RIPARTIAMO DA BOLOGNA

Il cammino nerazzurro in campionato riparte da Bologna. Ancora una volta la sosta per le Nazionali ha fatto qualche vittima. Santon si è lesionato il menisco e lo rivedremo dopo la sosta natalizia e Sneijder ha avuto una ricaduta nel pre-gara dell'amichevole con l'Italia e sarà disponibile martedì per la sfida di Champions League con il Barcellona. Recuperato invece Stankovic che ha avuto un problemino alla caviglia.
In vista di Barcellona, Mourinho non sembra intenzionato a fare turnover, dando quindi spazio alla formazione ideale (Julio Cesar, Maicon, Lucio, Samuel, Chivu, Zanetti, Cambiasso, Thiago Motta, Stankovic, Eto'o e Milito). Ancora una volta in panchina dunque Balotelli che la scorsa stagione decise il match con un gol nel finale. Sinceramente io avrei fatto rifiatare qualcuno dando spazio a qualche seconda linea come Cordoba, Materazzi o Balotelli. Ma Mourinho non ama il turnover e l'ha più volte lasciato intendere.
Non sarà un match semplice, come sempre del resto. E' stato più volte dimostrato che se non giochi concentrato, se ti distrai un'attimo, perdi punti con estrema facilità. Continuerò a sostenere all'infinito che non esistono partite facili o partite difficili, tutto dipende da come approcci la partita. Un giusto approccio rende tutto più facile e un'approccio sbagliato complica tutto.
Bologna è l'antipasto di un poker di sfide che possono dare una sterzata a questa stagione. Come detto martedì c'è il Barcellona, poi le sfide di campionato con Fiorentina e Juventus e infine il Rubin Kazan. A metà dicembre avremo un quadro più chiaro di che primavera ci dovremo aspettare sia in Italia che in Europa.
Ma torniamo alla sfida col Bologna. I tre punti sono obbligatori, anche perché i gufi stanno lì sul trespolo pronti a gioire per un'eventuale passo falso. Portiamo a casa i tre punti e non se ne parla più.
FORZA INTER


13 GIORNATA: Bologna - Inter; Fiorentina - Parma; Juventus - Udinese; Livorno - Genoa; Milan - Cagliari; Napoli - Lazio; Palermo - Catania; Roma - Bari; Sampdoria - Chievo; Siena - Atalanta.


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venerdì 20 novembre 2009

MONDIALI 2010. LE 32 NAZIONALI QUALIFICATE


Mercoledì è stato completato il quadro delle 32 nazionali che il prossimo giugno si contenderanno i Mondiali in Sudafrica. Come sempre c’è stata qualche sorpresa e qualche eliminazione illustre. Vediamo nel dettaglio le 32 qualificate.Nei gironi europei hanno avuto la meglio Danimarca, Germania, Inghilterra, Italia, Olanda, Serbia, Slovacchia (alla prima partecipazione), Spagna e Svizzera che hanno vinto i rispettivi gironi mentre negli spareggi hanno avuto la meglio Francia (che come detto ha eliminato l’Irlanda), Slovenia (che ha clamorosamente fatto fuori la Russia), Portogallo (eliminata la Bosnia) e Grecia (battuta l’Ucraina di Shevchenko).
In Africa le 6 qualificate sono Costa D'Avorio, Ghana, Sudafrica (paese ospitante), Algeria (che ha battuto l’Egitto nello spareggio dopo essere arrivati a pari punti nel girone), Camerun e Nigeria.
I quattro posti Asia-Oceania sono andati a Australia, Corea del Nord, Corea del Sud e Giappone a cui si aggiunge la Nuova Zelanda che allo spareggio ha battuto il Bahrein.
Per il Nord e Centro-America si sono qualificate Honduras, Messico e Usa.
Infine per il Sud-America andranno in Sudafrica Argentina, Brasile, Cile, Paraguay e Uruguay (battuto il Costarica allo spareggio).
E’ la nona volta, su 19 edizioni, che arrivano alla fase finale contemporaneamente tutte le squadre vincitrici di almeno un Mondiale a quel dato anno. Nel 2009, sono sette le squadre campioni del mondo (Brasile, Italia, Germania, Uruguay, Argentina, Inghilterra e Francia). Non accadeva da Corea/Giappone 2002 che tutte le detentrici si qualificassero. Prima dell’edizione asiatica era successo nel 1950, 1954, 1962, 1966, 1970, 1986 e 1990.
Con la presenza di Nuova Zelanda e Australia – affiliata però alla confederazione asiatica – saranno rappresentati tutti e 5 i continenti, come avvenuto solo a Spagna 82 e Germania 2006. Eguagliato il record negativo di nazionali esordienti: solo la Slovacchia farà il debutto assoluto al Mondiale.Nella classifica delle nazioni più presenti, si conferma ovviamente il Brasile al primo posto, sempre ai Mondiali con 19 partecipazioni. Seconde Germania e Italia con 17, quindi Argentina a 15 e Messico a 14. Le più alte in questa tabelle a marcare visita in Sudafrica saranno Svezia e Belgio, ferme a 11 partecipazioni.A proposito di eliminate, restano a casa tra le altre oltre a Svezia e Belgio anche Russia, Colombia, Ucraina, Repubblica Ceca, Croazia, Romania, Scozia, Egitto e Marocco.
La prima fase è giunta al termine e il 4 dicembre con il sorteggio dei gironi si darà il via ai mondiali sudafricani.

LE 32 QUALIFICATE
Algeria Argentina Australia Brasile Camerun Cile Corea Del Nord Corea Del Sud Costa D’Avorio Danimarca Francia Germania Ghana Giappone Grecia Honduras Inghilterra Italia Messico Nigeria Nuova Zelanda Olanda Paraguay Portogallo Serbia Slovacchia Slovenia Spagna Sudafrica Svizzera Uruguay Usa

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giovedì 19 novembre 2009

LA FRANCIA SI QUALIFICA CON UNA RAPINA A MANO ARMATA


Ha quasi dell’incredibile il modo in cui l’Irlanda del Trap è stata eliminata negli spareggi mondiali dalla Francia. Dopo aver perso in casa 1-0, a Parigi gli irlandesi hanno battuto nei 90 minuti i Blues con lo stesso risultato. Si va ai supplementari e qui succede l’incredibile vergogna.
Al minuto 104 c’è una punizione per gli uomini di Domenech. Sulla battuta di Malouda c’è fuorigioco di Squillaci ma il gioco continua. Palla a Henry che, a pochi passi dalla porta, controlla due volte con la mano e offre a Gallas una palla che deve solo essere spinta in rete. A nulla servono le proteste irlandesi. 1-1 e Francia qualificata.
Non è bello essere eliminati in questo modo. Passi per il fuorigioco ma il tocco di mano è scandaloso. Non si tratta di un’azione dubbia, di un rigore che forse c’era o non c’era, di un tocco furtivo. Qui si tratta di due tocchi di mano netti, clamorosi, talmente evidenti da non lasciare dubbi. Arbitro, guardalinee e quarto uomo non hanno visto nulla ma in questi casi noi sportivi ci aspetteremmo ingenuamente che un grosso campione come Henry vada dall’arbitro e ammetta l’errore. Ma se c’è in ballo un Mondiale, chi se ne frega del fair play, della correttezza. Diceva Macchiavelli “Il fine giustifica i mezzi”. E se per andare al Mondiale bisogna dare una mano (in questo caso due manate) la si dà senza pensarci su.
L’Irlanda ha dimostrato di essere una buona Nazionale, non a caso ha messo in seria difficoltà le due finaliste dell’ultimo Mondiale. Ed è un peccato perché avrebbe sicuramente ben figurato anche in Sudafrica. Però se ne torna a casa, ingiustamente.
A Trapattoni non riesce l’impresa ma non ha nulla da rimproverarsi. Lui ha fatto tutto ciò che poteva fare. Esce tra gli applausi. E con la certezza di essere più bravo dei Lippi e dei Domenech vari.

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mercoledì 18 novembre 2009

L'ITALIA SPERIMENTALE NON E' NIENTE MALE...


ITALIA-SVEZIA 1-0 28' Chiellini
Nonostante l'assenza di quasi tutti i titolari (nessun campione del Mondo e appena due juventini in campo), la Nazionale azzurra gioca una buona partita e si impone senza troppa difficoltà contro una fortissima Svezia, costretta a privarsi di Ibrahimovic per giocare alla pari. Finisce 1-0 con un gol di Chiellini che finalizza al meglio un calcio d'angolo battuto da Di Natale, per l'occasione promosso capitano.
Ad essere sincero l'Italia stasera non mi è dispiaciuta (forse perché ho fatto zapping con altre partite), direi che ha quasi giocato una buona partita. Se non fosse per qualche fischio a Lippi (chissà come mai?) e per cori pro Cassano (Lippi non li ha sentiti, stava ascoltando l'ipod...) sembrava quasi che non giocasse l'Italietta juventina.
Certo se c'era Amauri sarebbe finita 5-0 ma per stavolta ci accontentiamo di un misero uno a zero...

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SFORTUNATO SANTON, LESIONE AL MENISCO: DOVRA' OPERARSI


Davide Santon (infortunatosi ieri sera nel corso della gara della Nazionale italiana Under 21 contro il Lussemburgo) è stato sottoposto a controlli clinico-strumentali da parte dello staff medico nerazzurro diretto dal professor Franco Combi. Gli esami hanno evidenziato una lesione del menisco esterno del ginocchio destro.
Lo staff medico nerazzurro procederà con un intervento, da programmare d'accordo con il professor Franco Benazzo presso il reparto di radiologia del Policlinico "San Matteo" di Pavia - Fondazione IRCCS. (
Inter.it)

Non è un periodo positivo per Davide Santon. Il giovane terzino nerazzurro si è infortunato ieri con l'Under 21 al menisco esterno e dovrà operarsi. I tempi di recupero sono, approssimativamente, di 40-50 giorni. Ciò vuol dire che rivedremo il baby nerazzurro dopo la pausa natalizia.
In bocca al lupo, Davide !!!

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martedì 17 novembre 2009

AMAURI, L'ORIUNDO CHE (NON) SERVE ALL'ITALIA

Insieme a Cassano sarà il tormentone della Nazionale e delle convocazioni per i prossimi Mondiali. Stiamo parlando di Amauri, brasiliano di nascita e italiano per convenienza. L'attaccante bianconero è nato e cresciuto in Brasile ma, una volta accortosi che Dunga non l'avrebbe mai convocato, ha iniziato a lanciare segnali d'amore al nostro citti Marcello Lippi che, in quanto bianconero, non vede l'ora di accogliere a braccia aperte il bomber juventino. Amauri non è ancora italiano, lo diventerà il 5 marzo ma questo non è un problema visto che per un motivo ai più sconosciuto, è tra i convocati certi per il prossimo Mondiale.
Non sono contrario agli oriundi ma credo che bisogna ricorrere a loro solo se necessario. Camoranesi, per esempio, fu chiamato in un periodo in cui esterni di centrocampo di destra ce n'erano ben pochi. Devi colmare una lacuna, non hai un giocatore italiano, ricorri all'oriundo. Discorso che non sta in piedi per quanto riguarda l'attacco. Siamo pieni d'attaccanti italiani. Quagliarella, Di Natale, Pazzini, Iaquinta, Gilardino, Rossi, e ancora Acquafresca, Borriello, Miccoli, Palladino senza dimenticare Balotelli e Cassano che Lippi finge di non vedere. Insomma di alternative ce ne sono. Ma ormai Amauri è stato eletto "salvatore dell'italica patria". Sembra quasi che senza di lui ai Mondiali saremo niente (come il Portogallo senza Cristiano Ronaldo o la Svezia senza Ibrahimovic).
Allora a sto punto perché non portare anche Thiago Motta? Il centrocampista nerazzurro è italiano dalla nascita avendo doppio passaporto e, lui sì, porterebbe qualità in un reparto e in un ruolo in cui siamo deficitari. Ma Lippi, intervistato sulla possibilità di convocare oriundi, si è già espresso in modo negativo. Non vuole riempire la squadra di oriundi. Niente italiani di nascita, solo brasiliani (possibilmente giocatori della Juventus) con passaporto italiano.
E poi ci chiediamo perché il popolo italiano non ama la Nazionale...


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