GLI ULTIMI 10 ARTICOLI

lunedì 31 gennaio 2011

INTER, ECCO NAGATOMO. SANTON IN PRESTITO AL CESENA


Ultimo giorno di mercato molto frenetico con molte squadre che hanno acquistato e ceduto (e di cui parlerò in un post domani). All’ultimo minuto l’Inter ha intavolato uno scambio di prestiti col Cesena. Complice l’ultima prova incolore di Santon, la dirigenza nerazzurra ha pensato bene di cedere al cesena in prestito il giovane Davide Santon e acquistare dai romagnoli il terzino sinistro giapponese Yuto Nagamoto sempre con la formula del prestito (con diritto di riscatto a 4 milioni per giugno).
Il difensore del Sol Levante, fresco campione d’Asia con il Giappone, mi convince poco ma tutto sommato credo che avrà ben poco spazio visto che su quella fascia ci sono già Chivu e Zanetti. In compenso sono molto contento per Santon. Potrà giocare con continuità e ritrovare quella tranquillità che aveva ad inizio carriera e che, complice infortuni e parecchia panchina, ha perso nelle ultime due stagioni.
Davidino è un patrimonio nerazzurro e spero che a giugno possa tornare forte di un’importante esperienza.


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I MERITI E I DEMERITI DA DIVIDERE FRA TUTTI

Per commentare la partita di ieri direi di partire da ciò che ha scritto Matrix nei commenti al post precedente “Se oggi in panchina non ci fosse stato Pazzini, sarebbe dovuto entrare Pandev oppure avremmo continuato a giocare con Coutinho.”
Questo pensiero ha sfiorato nel dopo gara anche me. Cosa sarebbe succ
esso se non ci fosse stato Pazzini? Non lo so e non lo voglio sapere, Pazzini c’era c’è e ci sarà. Tutto il resto sono solo chiacchiere. Il suo impatto sulla partita è stato devastante e ha cambiato totalmente volto ad un match che era messo molto male.
Anche se non bisogna dimenticare che Pazzini ha rubato la scena ma dietro di lui ci sono stati altri 10 giocatori che hanno disputato una ripresa magistrale. Se non ci fosse stato Pazzini, dicono tutti. E se non ci fosse stato Julio Cesar? Ecco la vittoria passa anche dalle sue manone e dai suoi piedi. Ha salvato il risultato con due interventi strepitosi che valgono quanto un gol (anzi due).
Mi è piaciuto moltissimo il carattere e la grinta del secondo tempo e, cosa che ho detto e scritto a più riprese nelle ultime 24 ore, mi sono divertito parecchio nel guardare questa partita (ti se
i divertito perché abbiamo vinto se no sai che divertimento, ha obiettato mio zio).
Ma la splendida ripresa non deve far passare in secondo piano l’orribile primo tempo. Anche qui abbiamo semplificato le cose dicendo “colpa di Santon e Coutinho”. Ma il calcio è un gioco dove si vince e si perde in 11. Santon ha commesso qualche errore e sulla sua fascia il Palermo ha fatto il bello e il cattivo tempo. Coutinho è stato impalpabile incidendo poco sulla partita ma se l’Inter a fine primo tempo si è ritrovato sotto di due gol (che potevano essere anche 3 o 4) non è colpa solo dei due baby. Thiago Motta mi è sembrato in difficoltà e la difesa è apparsa tutt’altro che impeccabile. E lì davanti Milito è ancora alal ricerca del gol perduto.
Pertanto sono convinto che se siamo andati sotto non è solo colpa di Santon e Coutinho e se abbiamo rimontato non è merito solo di Pazzini.
Leonardo deve lavorare e parecchio sulla difesa. Prendiamo troppi gol e in fase di non possesso palla andiamo spesso e volentieri in difficoltà.

Ieri siamo stati bravi a rimontare ma non sempre ci riusciremo. Non sempre troveremo un Pastore che fallisce il rigore del ko e non sempre troveremo una squadra che ad un certo punto perde il filo della partita e si fa rimontare due gol. Soprattutto in Europa partite come quelle di ieri pomeriggio rischiano di finire con una pesante debacle.
I tre punti di ieri potranno risultare decisivi a fine stagione pertanto ce li teniamo stretti. Ma facciamo tesoro di questi 90 minuti. Nel bene e nel male ci sarà parecchio da imparare dalla vittoria col Palermo.
E intanto andiamo avanti nella speranza di rimonta e nel coltivare sogni tricolori. Cosa altro chiedere a questa squadra?

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domenica 30 gennaio 2011

PAZZAMENTE INTER

Serie A 2010-2011 – 22^ Giornata
INTER - PALERMO 3 - 2
5' Miccoli - 36' Nocerino - 56' PAZZINI - 73' PAZZINI - 76' ETO'O (Rig.)

INTER: Julio Cesar; Maicon, Ranocchia, Lucio, Santon (dal 1’ s.t. Kharja); Zanetti, Cambiasso (dal 35’ s.t. Obi), Thiago Motta; Coutinho (dal 1’ s.t. Pazzini); Milito, Eto’o
A Disposizione: Orlandoni, Natalino, Materazzi, Pandev.
All. Leonardo.
PALERMO: Sirigu; Cassani, Munoz, Bovo, Balzaretti; Migliaccio, Bacinovic, Nocerino; Pastore, Ilicic; Miccoli (dal 16’ s.t. Kasami)
A disposizione: Benussi, Darmian, Andelkovic, Nappello, Liverani, Kurtic.
All. Rossi.
ARBITRO: Rizzoli (Bologna)

Appena arrivato e subito decisivo. Questo è Giampaolo Pazzini. E oggi, qualora ce ne fosse stato bisogno, abbiamo avuto la dimostrazione pratica della differenza che fa avere in panchina Pandev o Pazzini.
Leonardo schiera gli undici che ipotizzavo ieri sera con Ranocchia centrale di difesa, Santon sull’esterno sinistro e Coutinho dietro le punte. All’ultimo minuto Castellazzi ha un problema al dito pertanto Julio Cesar si rimpossessa della sua porta.
Partita subito in salita per i colori nerazzurri. Errore difensivo di Santon al quarto minuto, Nocerino ne approfitta e mette una palla in area dove Miccoli, sotto porta, deposita in rete il vantaggio rosanero.
L’Inter parte a testa bassa, attacca, è padrona del campo, crea moltissimo ma il Palermo riesce a difendersi e a salvare il risultato. In campo c’è una sola squadra ed è l’Inter ma il Palermo è brava a sfruttare le occasioni. E al 36esimo seconda occasione per i siciliani e secondo gol. A buttarla dentro è Nocerino per un passivo forse troppo pesante per i nerazzurri.
Nel finale di tempo il Palermo potrebbe addirittura fare il tris ma Pastore colpisce il palo. Si va all’intervallo sul 2-0 per gli ospiti.
Ad inizio ripresa Leonardo spedisce in campo i nuovi arrivi Pazzini e Kharja al posto dei giovani Coutinho e Santon. Zanetti si sposta a fare il terzino sinistro mentre in avanti il tiro Milito-Eto’o-Pazzini.
L’Inter riparte a mille, determinata a raddrizzare il risultato. E dopo 11 minuti palla a Pazzini che da attaccante d’area difende palla e trafigge Sirigu. L’Inter riapre la partita ma il Palermo ha l’occasione per chiuderla. Thiago Motta stende Kasami in area: rigore netto.
Dal dischetto Pastore si fa parare il tiro da uno strepitoso Julio Cesar. Gasata dal pericolo scampato l’Inter riparte all’attacco e a metà ripresa arriva il meritato pareggio. Punizione dalla trequarti destra. Maicon crossa in area dove irrompe ancora Pazzini che di testa concede il bis. L’Inter pareggia grazie ad uno strepitoso Pazzini ma non è finita.
Al 71esimo ancora Pazzini protagonista. Viene atterrato in area da Munoz e l’arbitro non può che concedere il penalty all’Inter. Dal dischetto Eto’o porta in vantaggio i ragazzi nerazzurri. L’Inter resiste all’assalto finale del Palermo, nei minuti finali miracolo di Julio Cesar.
La squadra nerazzurra porta a casa tre punti che all’intervallo erano insperati e si rilancia come antagonista del Milan nella lotta scudetto.
Eroe di giornata, manco a dirlo, Giampaolo Pazzini, autore di una partita che, per sua stessa ammissione nel dopo gara, ricorderà a lungo. Abbiamo trovato il tanto agognato “Balotelli della situazione” e rispetto a SuperMario non è soggetto a colpi di testa (non nel senso calcistico, ovvio).
Ma sinceramente ho visto complessivamente una buona Inter. Ranocchia è stato eccezionale in difesa, ma benissimo hanno fatto anche Maicon, Julio Cesar (e anche qui abbiamo visto la differenza fra lui e Castellazzi), gli highlander Zanetti e Cambiasso, Thiago Motta, Milito, Eto’o che nella ripresa si è sacrificato a giocare sulla sinistra. Insomma la squadra nel complesso ha disputato un’ottima partita.
Unica nota dolente Coutinho, davvero impalpabile nel primo tempo mentre Santon, errore sul primo gol a parte, ha spinto bene sulla fascia e ha giocato una partita discreta.
Doveva dimostrare di esserci e lo abbiamo dimostrato. Nella corsa scudetto potremo dire la nostra e con un Pazzini in più nella rosa questa squadra fa veramente paura.
FORZA INTER !!!

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sabato 29 gennaio 2011

CIO' CHE FA LA DIFFERENZA PER VINCERE

Assimilata la sconfitta di Udine e superato a fatica il turno di Coppa Italia eccoci pronti a ripartire nel nostro cammino in campionato.
Leonardo non avrà a disposizione gli squalificati Stankovic, Cordoba e Chivu (i primi due sarebbero stati comunque indisponibili perché infortunati) e gli infortunati Mariga e Sneijder. Ritornano tra i convocati invece Julio Cesar e Milito. In
oltre il tecnico brasiliano potrà contare sui due nuovi acquisti Pazzini e Kharja. Tra i 20 convocati figurano anche i baby Benedetti e Natalino.
Probabilmente i nerazzurri giocheranno con Julio Cesar in porta, in difesa Maicon e Santon sugli esterni e Ranocchia che farà coppia al centro con Lucio, a centrocampo confermati Thiago Motta, Cambiasso e capitan Zanetti con Coutinho dietro le punte che dovrebbero essere Eto’o e Milito. Difficile ipotizzare che Zanetti giochi in difesa a sinistra (in quel caso giocherebbero Obi o Kharja a centrocampo) mentre non è da escludere l’utilizzo di Pazzini qualora le condizioni di Milito non diano garanzie.
Difronte troveremo il Palermo di Delio Rossi che sta giocando una stagione abbastanza positiva e che si è finora rivelato un avversario difficile da battere per tutti. All’andata l’Inter di Benitez giocò una delle sue partite migliori (forse la migliore) al Barbera vincendo per 2-1. Ma ogni partita fa storia a sé e stavolta non sarà per niente facile riuscire a portare a casa i tre punti.
Purtroppo, alla luce anche della vittoria del Milan a Catania stasera nell’anticipo, i nostri ragazzi non possono permettersi errori falsi o distrazioni. Se vogliamo continuare a sperare nella rimonta e a coltivare sogni tricolori dobbiamo riuscire a battere i rosanero.
Dopo una partenza molto positiva, l’Inter delle ultime gare non mi ha convinto granché. Col Cesena abbiamo rischiato di pareggiare, ad Udine è andata come ben sappiamo e a Napoli in Coppa Italia alla nostra bravura difensiva si è aggiunta un pizzico di buona sorte per una partita che, per dirla in termini pugilistici, ai punti avrebbe meritato di vincere il Napoli.
Serve darsi una scrollata. Bisogna dare una scossa alla squadra e mandare un segnale forte alla concorrenza (oltre al Milan anche la Lazio ha vinto nell’anticipo delle 18) per far sentire che noi ci siamo e che daremo filo da torcere per la lotta scudetto.
Vincere col Palermo non sarà facile. Vincere in generale non è facile. Ma è proprio questo che fa la differenza tra una grande squadra e una squadra mediocre. E noi cosa siamo? Una grande squadra o una squadra mediocre?
FORZA INTER !!!

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venerdì 28 gennaio 2011

ATALANTA, NOVARA E SIENA: LA SERIE B RIPARTE DA ZERO

LATO BAppunti sulla Serie CadettaIn tre per due posti, ma dopo oltre un girone è come se per la promozione si ripartisse da zero. Dopo 23 partite Atalanta, Novara e Siena con 44 punti partono alla pari nella volata ai due posti che valgono la serie A diretta.
Chi resta fuori con ogni probabilità dovrà fare i playoff. Un trio in testa dopo più di un girone è una rarità e testimonia il grande equilibrio nei
piani alti della cadetteria. E il terzetto regge a braccetto da due giornate e ha fatto il vuoto alle sue spalle.
Il Varese, quarto a meno cinque, è invece più staccato, per non parlare delle altre. Che la serie B sia dominata dall'equilibrio è risaputo, ma mai era capitato di trovare tre squadre in testa dopo 23 giornate negli sedici campionati precedenti da quando la vittoria vale tre punti. Solo in due casi a questo punto del campionato c'era una coppia in testa: Lecce e Sassuolo l'anno scorso, Cesena e Verona nel 95-96.
Il dato confortante è che in questo periodo 37 squadre su 48 che occupavano i primi tre posti della classifica dopo 23 giornate hanno poi ottenuto la promozione, quindi con una percentuale altissima. E solo in tre casi la capolista è poi crollata, fallendo l'obiettivo finale: il Sassuolo l'anno scorso, il Mantova nel 2005-06 e il Cesena nel 95-96. (Eco di Bergamo)

CLASSIFICA SERIE B DOPO 23 GIORNATESiena 44 Atalanta 44 Novara 44 Varese 39 Livorno 35 Reggina 34 Torino 34 Padova 33 Pescara 31 Vicenza 31 Empoli 29 Crotone 28 Grosseto 28 Modena 28 Albinoleffe 27 Cittadella 25 Sassuolo 24 Piacenza 22 Portogruaro 22 Triestina 22 Ascoli 21 Frosinone 20
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giovedì 27 gennaio 2011

UN PAZZ(INI) PER LA PAZZA (INTER)

Manca solo l’ufficialità che arriverà domani, ma ormai è tutto fatto per il passaggio di Giampaolo Pazzini dalla Sampdoria all’Inter. Dopo una trattativa estenuante, i nerazzurri hanno portato a casa il bomber blucerchiato (contratto fino al 2015) mettendo sul piatto 12 milioni di euro (tutto sommato una cifra discreta), Biabiany e la comproprietà del difensore Caldirola che resterà comunque al Vitesse in Olanda fino a giugno.
Il tanto invocato attaccante di qualità dunque alla fine è arrivato. Sinceramente non me l’aspettavo e un paio di giorni fa, quando è spuntato il nome dell’attaccante azzurro, pensavo che alla fine sarebbe saltato tutto e si sarebbe ripiegato su qualche attaccante di poco valore. Invece la dirigenza nerazzurra ha puntato il giocatore e ha fatto di tutto per portarlo in nerazzurro. Si era partiti da 6 milioni di euro più metà di Biabiany e Santon. Ma il difensore non si voleva muovere da Milano e allora l’offerta è passata a 6 milioni di euro più l’intero cartellino di Biabiany. Ma la dirigenza blucerchiata voleva il doppio dei contanti e alla fine Moratti ha deciso di accontentarla. Anche perché per un giocatore come Pazzini vale la pena fare un esborso economico del genere.
Tra l’altro con Pazzini avevamo un debito di riconoscenza visto che lo scorso aprile con una doppietta sconfisse la Roma a domicilio permettendo all’Inter di compiere il sorpasso e andare a vincere lo scudetto. La speranza ora è che continui a segnare in maglia nerazzurra e che i suoi gol contribuiscano alla conquista di altri trofei.
Sempre nella giornata di oggi l’Inter ha definito anche l’acquisto di Houssine Kharja del Genoa. Il centrocampista marocchino, come accennavo un paio di giorni fa, sostituisce nella rosa la partenza di Muntari che va al Sunderland. Kharja, arriverà con la formula del prestito con diritto di riscatto fissato a 4 milioni di euro, è sicuramente un buon innesto. E’ un centrocampista dai piedi buoni e potrebbe essere lui il vice-Motta.
Alla fine i tanti agognati rinforzi sono arrivati. E devo fare pubblica ammenda perché qualche giorno fa avevo sostenuto che non sarebbe arrivato nessuno e che al limite avremmo preso un’attaccante che facesse numero ma non uno di qualità. Mi sono sbagliato. Qualche volta capita. E sono contento di essermi sbagliato.

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mercoledì 26 gennaio 2011

INTER "RIGOROSAMENTE" IN SEMIFINALE

Coppa Italia 2010-2011 – Quarti di Finale
NAPOLI - INTER 4 - 5 dcr (0-0 dopo 120')
SEQUENZA RIGORI: Cavani (gol), Eto'o (gol), Hamsik (gol), Cambiasso (gol), Lavezzi (alto), Pandev (gol), Zuniga (gol), Motta (gol), Yebda (gol), Chivu (gol)

NAPOLI: De Sanctis; Campagnaro, P. Cannavaro, Aronica; Maggio, Pazienza (8' pts Yebda), Gargano, Dossena (25' st Zuniga); Hamsik, Lavezzi; Cavani
A disposizione: Gianello, Santacroce, Cribari, Sosa, Lucarelli
Allenatore: Walter Mazzarri
INTER: Castellazzi; Maicon, Cordoba (38' st Lucio), Ranocchia, Chivu; Zanetti, Cambiasso, Thiago Motta; Stankovic (18' st Mariga); Eto'o, Pandev
A disposizione: Orlandoni, Obi, Materazzi, Coutinho, Santon
Allenatore: Leonardo
Arbitro: Paolo Valeri (sez. arb. Roma 2)

Servono 120 minuti e la lotteria dei rigori all’Inter per spuntarla sul Napoli e approdare alle semifinali del torneo dove troverà la vincente di Juventus-Roma.
Leonardo schiera la stessa formazione di Udine con la sola eccezione di Ranocchia per Lucio.
Primo tempo equilibrato con il Napoli più brillante e l’Inter che dopo un brivido al 12esimo (Maicon perde palla ingenuamente e ne nasce un contropiede che porta al gol di Cavani, annullato per fuorigioco) cerca di non scoprirsi. Purtroppo il terminale offensivo nerazzurro è rappresentato da Pandev, non proprio il top. Per fortuna i nerazzurri sfruttano le incursioni dei centrocampisti. Ed è proprio l'Inter ad avere l’occasione più ghiotta del primo tempo che sfrutta una disattenzione difensiva del Napoli con Maicon che mette in piena area un pallone per Cambiasso che colpisce a botta sicura. Bravissimo De Sanctis a respingere sulla traversa.
La ripresa inizia sulla falsariga del primo tempo ma pian piano l’Inter (che perde Stankovic per infortunio) si spenge e il Napoli esce fuori. L’ultimo quarto d’ora è un monologo partenopeo con l’Inter che si salva come può.
Ma gli azzurri di Mazzarri non riescono a superare il muro nerazzurro e così si va ai supplementari. Anche qui la storia non cambia. Il Napoli attacca a spron battuto e l’Inter si difende come può. Quando al minuto 120 l’arbitro fischia la fine delle ostilità, sono molti i nerazzurri che tirano un sospiro di sollievo.
Si va ai rigori. Segnano Cavani, Eto'o, Hamsik e Cambiasso. Lavezzi calcia alto. Ed è questo l’errore decisivo che permette all’Inter di approdare in semifinale perché Pandev, Zuniga, Thiago Motta, Yebda e Chivu non sbagliano.
L’Inter quindi supera il turno seppur con qualche affanno di troppo. Il Napoli ha giocato nettamente meglio e avrebbe meritato più dell’Inter di superare il turno. Ma nel calcio non sempre vincono i più forti.
Rispetto ad Udine l’Inter di stasera non mi è dispiaciuta. Fino a quando non è finita la benzina abbiamo tenuto testa al Napoli e avremmo anche potuto segnare. Purtroppo Pandev in questo momento è un fantasma ed è triste vederlo giocare per forza perché non abbiamo alternative. Spero che questo attaccante arrivi presto.
In compenso ho visto un buon centrocampo. Cambiasso è stato bravissimo, bene anche Thiago Motta e Stankovic (peccato per l’ennesimo infortunio). Bene anche Maicon che spinge sulla fascia come sa fare. E lo stesso ha fatto Chivu sul versante opposto. Un po’ in ombra Eto’o, troppo distante dalla porta per rendersi pericoloso.
L’importante comunque aver portato a casa la qualificazione. Per stasera va bene così ma c’è ancora molta strada da fare. Ed è bene che si inizi a capire quale percorso vogliamo fare per arrivare a vincere ancora. FORZA INTER !!!


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martedì 25 gennaio 2011

UN "PAZZO" PENSIERO PER L'ATTACCO NERAZZURRO

Ultimi giorni di mercato per quanto riguarda la sessione invernale. L’Inter è alla disperata ricerca di un’attaccante. Una ricerca compulsiva che alla fine, sono pronto a scommetterci, porterà in nerazzurro un giocatore che faccia numero più che porti qualità.
Le idee buone non mancano. E’ di oggi la notizia che l’Inter abbia fatto un sondaggio per Giampaolo Pazzini. L’attaccante blucerc
hiato non mi dispiacerebbe ma dubito che in 3-4 giorni si riesca ad intavolare una trattativa. Comunque l’idea mi pare buona e se ne potrebbe riparlare eventualmente a giugno. Altro nome fresco di giornata è Alessandro Matri del Cagliari. Non male come alternativa, considerando anche la giovane età. Tra l’altro sia lui che il già citato Pazzini rappresentano l’attaccante d’area che un po’ ci manca.
Ma nella confusionaria giornata di oggi sono circolati anche altri nomi. In primis Luis Fabiano del Siviglia, giocatore che piace tanto a Leonardo che avrebbe voluto portarlo già lo scorso anno al Milan. Un buon attaccante ma non è giovanissimo. Non so fino a che punto conviene fare un esborso economico. Discorso simile vale per Marco Di Vaio, anche se in questo caso l’operazione economica non dovrebbe essere elevata e porteremmo in nerazzurro un giocatore già ambientato nel calcio italiano e con una discreta dimestichezza con il gol. Abbandonate sembrano invece le piste che portano ad Andrea Caracciolo del Brescia (ecco il tipico attaccante per fare numero) e a Miroslav Klose del Bayern Monaco che sinceramente non mi sarebbe dispiaciuto affatto. Tramontata invece la pista che portava a Sanchez dell’Udinese. Se ne riparlerà a giugno.
Intanto in uscita Rivas va in Ucraina mentre Muntari è ad un passo dal Sunderland. La cessione del ghanese dovrebbe essere rimpiazzata con Kharja del Genoa. Il marocchino ha caratteristiche diverse rispetto a Muntari e potrebbe essere lui il centrocampista di qualità di riserva che ci mancava.

Nel frattempo il Milan acquista. Dopo Cassano è arrivato nel weekend l’esterno sinistro Emanuelson dall’Ajax mentre oggi i cugini hanno effettuato un alt
ro colpo pronao in rossonero Van Bommel del Bayern Monaco. E così volenti o nolenti dobbiamo prendere atto del fatto che la capolista del campionato è sempre più forte e che tenergli testa non sarà facile per nessuno.
Infine qualche flash di mercato. La Sampdoria ha preso Maccarone. Il Genoa potrebbe chiudere con il portiere Marchetti del Cagliari (anche se la trattativa ha avuto una frenata nelle ultime ore). Behrami va alla Fiorentina. Il Cesena, perso Maccarone, tratta per Tavano e Rosina. Nelle prossime ore la Juventus, sempre alla ricerca di un’attaccante, chiuderà per Barzagli mentre la Lazio porterà in biancoceleste Ziegler. Il Napoli punta su Ruiz dell’Espanyol, in alternativa Ogbonna del Torino. Cristiano Zanetti va al Brescia.
Mancano 5 giorni alla chiusura. State pur certi che i botti non mancheranno.


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lunedì 24 gennaio 2011

SE TUTTI I NODI VENGONO AL PETTINE

Sapevo, anzi lo sapevamo tutti, che prima o poi saremmo arrivati a questa situazione. Sapevamo che vincerle tutte era impossibile, che questa squadra avesse alcune lacune d’organico e che prima o poi tutti i nodi sarebbero venuti al pettine.
E ieri siamo arrivati al dunque. La squadra ha dimostrato di non essere in grado di poter giocare ogni tre giorni e il problema di base è c
he tolti quei 13-14 titolari non abbiamo giocatori all’altezza. Purtroppo quando giochi con questa frequenza il turnover è importante. Ma con chi fai il turnover? Un conto è giocare con Milito, un altro con Pandev e Biabiany, non abbiamo un vice-Motta e Castellazzi non è Julio Cesar. Non voglio imputare tutte le colpe al nostro portiere di riserva ma su tutti e tre i gol presi ieri c’è una buona dose di responsabilità sua e inoltre non trasmette quella sicurezza al reparto difensivo che trasmette Julione.
E pur vero che la nostra difesa una volta perso Samuel non è stata più la stessa. Non vorrei dire una sciocchezza ma da quando non c’è più l’argentino noi prendiamo regolarmente gol ad ogni partita.
Infine l’attacco. Non so come ad agosto sia venuto in mente alla dirigenza che la squadra andava bene così e che la cessione di Balotelli non doveva essere rimpiazzata. Ma cosa più grave la nostra società continua ad essere convinta di questo e solo ieri Branca ha sostenuto che forse ci sarebbe bisogno di un’altra punta. Sene è accorto solo ad una settimana dalla fine del mercato? Bah.
Pensare che in tempi non sospetti il signor Benitez lo aveva detto: questa squadra ha bisogno di 4 rinforzi. Il tecnico spagnolo pagò questa sua dichiarazione con l’esonero (anche se i motivi dell’esonero erano ben altri) ma non aveva detto una baggianata e a conti fatti aveva ragione. Invece abbiamo fatto un solo acquisto. Ranocchia, 12 milioni di euro buttati in panchina. Se dovevamo spendere tutti questi soldi per il difensore genoano e poi farlo stare in panchina tanto valeva spendere meno e prendere un Materazzi qualsiasi e investire i soldi nell’acquisto di un attaccante di peso. Già, perché, è bene sottolinearlo ancora una volta, a noi non serve un’attaccante che faccia numero ma uno che faccia la differenza. Tanto per intenderci non ci serve un Arnautovic (anche se di questi tempi sarebbe stato utile pure lui) ma un Balotelli.
Infine vorrei porre l’accento sull’arbitraggio di ieri. Intanto mi suona strano che proprio nel momento in cui ci siamo rifatti sotto con il Milan ci sia stato mandato un arbitro non proprio favorevole nei nostri confronti e che infatti ha preso alcune decisioni dubbie ai nostri danni.
Precisiamo, l’Inter ieri avrebbe perso anche con un arbitro a favore ma il gol di Di Natale nasce da una punizione che non c’è e se l’arbitro avesse concesso il rigore netto che c’era su Cambiasso la partita poteva prendere un’altra piega. Inoltre se non ricordo male nel primo tempo c’era un fallo da ultimo uomo su Pandev lanciato a rete.
Insomma la sconfitta è tutta farina del sacco nerazzurro ma Morganti una spolveratina ce l’ha messa pure. Fermo restando che non dobbiamo dare colpe all’arbitro per una partita persa soprattutto per demeriti nostri. Era giusto un promemoria per ricordare a tutti che nella scalata alla vetta dovremo tener conto anche degli arbitraggi.
Ma prima di pensare agli arbitri dobbiamo pensare a noi stessi. Bisogna intervenire sul mercato e bisogna rialzare la testa. La squadra c’è, i sogni di rimonta sono ancora accesi. Ora spetta alla società e ai giocatyori non spegnerli.


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domenica 23 gennaio 2011

TORNIAMO CON I PIEDI PER TERRA

Serie A 2010-2011 – 21^ Giornata
UDINESE - INTER 3 - 1
16’ STANKOVIC - 21' Zapata - 25' Di Natale – 69’ Domizzi


UDINESE: Handanovic; Benatia, Zapata, Domizzi; Isla, Pinzi, Inler, Asamoah, Armero; Sanchez, Di Natale (al 42' st. Denis).
A disposizione: Belardi, Coda, Pasquale, Badu, Abdì, Corradi.
All. Guidolin.
INTER: Castellazzi; Maicon, Lucio, Cordoba, Chivu (al 45' st Santon); Zanetti, Cambiasso, Thiago Motta (al 26' st Biabiany); Stankovic; Pandev, Eto'o.
A disposizione: Orlandoni, Ranocchia, Materazzi, Mariga, Obi.
All. Leonardo.
ARBITRO: Morganti di Ascoli Piceno

L’Inter di Leonardo rimedia la prima sconfitta (meritata) e dà una brusca frenata ai sogni di rimonta.
I nerazzurri partono bene e dopo un quarto d’ora vanno in vantaggio. Thiago Motta vince un rimpallo sul vertice destro dell’area avversaria e mette palla al centro per l’accorrente Stankovic che fredda Handanovic. 1-0 per l’Inter. La squadra di Leonardo ha la partita in pugno e potrebbe raddoppiare poco dopo. Ma la sventola di Stankovic dal limite trova Handanovic pronto alla parata.
Ma al 21esimo l’Udinese trova il pareggio. Pandev perde palla al limite, palla in verticale per Zapata che trafigge un Castellazzi non esente da colpe.
Passano 4 minuti e c’è il sorpasso. Asamoah (splendido tuffo alla Cagnotto del giocatore friulano) si guadagna una punizione al limite. Il capocannoniere Di Natale pesca l’angolino alla destra di Castellazzi e porta in vantaggio i suoi. Ancora una volta però pesa l’errore del portiere nerazzurro che prende il gol sul suo palo.
L’Inter chiude il primo tempo in svantaggio.
Nella ripresa ci si aspetta la reazione dell’Inter che però non arriva. E’ quasi un monologo dell’Udinese che è padrone del campo e che a metà tempo sugli sviluppi di un calcio d’angolo trova anche il terzo gol con Domizzi che sfrutta l’ennesima indecisione di Castellazzi.
L’Inter fa poco (anche se sul 2-1 ci sarebbe un rigore su Cambiasso che Morganti si guarda bene dal fischiare) e del resto se per dare una svolta alla partita devi fare entrare Biabiany, c’è ben poco da recriminare.
Arriva dunque la prima sconfitta nerazzurra dell’era Leonardo. Ieri sostenevo che questa partita poteva dirci molto e così è stato. Questa Inter, allo stato attuale, è da zona Champions ma non può competere per lo scudetto. Mancano i rincalzi di qualità, manca il giocatore che entra dalla panchina e può cambiare la partita, come dicevo in settimana manca il Cruz o il Balotelli della situazione. E finché in attacco le alternative al duo Eto’o-Milito saranno Pandev, Biabiany e Coutinho non possiamo aspirare ad una stagione da vertice.
Se non ricordo male un mese fa “qualcuno” lo aveva ripetuto per l’ennesima volta chiedendo 4 rinforzi. Quel “qualcuno” è stato mandato via ma a nessuno è venuto il sospetto che forse non aveva tutti i torti.
La strada è iniziata a diventare in salita e lo sarà sempre più. Domenica prossima col Palermo mancheranno Stankovic, Cordoba e Chivu, tutti e tre diffidati e ammoniti oggi.
Ho sempre predicato prudenza e censurato i facili entusiasmi sottolineando che la strada non sarebbe stata sempre in discesa. Con un misto di soddisfazione e di amarezza devo dire che avevo ragione. La rimonta è possibile ma non facciamoci troppe illusioni. Sarà tutt’altro che facile.
FORZA INTER !!!
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sabato 22 gennaio 2011

IL PRIMO VERO ESAME DA SUPERARE

Questo inizio d’anno senza tregua ci pone domani di fronte ad una sfida abbastanza delicata e per niente facile.
All’ora di pranzo andremo a fare visita all’Udinese nel primo di una serie di match che inizieranno a testare le nostre reali possibilità di lottare per il titolo.
E’ un po’ come stare in un videogioco. Abbiamo superato il prim
o livello composta da partite tutto sommato alla nostra portata (Napoli, Catania, Genoa in Coppa Italia, Bologna, Cesena) e ora affrontiamo il secondo livello composto da partite un tantino più difficili (Udinese, Napoli in Coppa Italia, Palermo, Bari, Roma, Juventus e il recupero con la Fiorentina).
Leonardo perde Milito ma ritrova Coutinho. Il baby brasiliano figura tra i convocati ma dubito che scenderà in campo domani. Più probabile il suo utilizzo (dall’inizio o a partita in corso) mercoledì in Coppa Italia. Vabbè, l’importante che abbiamo recuperato un altro elemento in attesa del rientro di Sneijder e Julio Cesar e ovviamente di Milito che dovrebbe ritornare disponibile settimana prossima.
L’Inter quasi certamente scenderà in campo con gli stessi titolari delle ultime gare. Maicon, Lucio, Cordoba e Chivu comporranno la linea difensiva, Thiago Motta, Cambiasso e capitan Zanetti formeranno la diga di centrocampo e Stankovic sosterrà le due punte Eto’o e Pandev che sostituirà Milito.
Dall’altra parte troveremo un’Udinese tosta, reduce da due trasferte difficili (a Milano e a Genova) in cui ha segnato 8 gol totali. Di Natale e Sanchez daranno filo da torcere a Lucio e Cordoba e i nostri due difensori non passeranno certo un pomeriggio tranquillo.
E’ una partita che può dirci molto. Per esempio sapremo se siamo in grado di lottare per il titolo. E vincere ad Udine sarebbe un messaggio inequivocabile per le concorrenti.
Con l’assenza di Milito capiremo se questa squadra può giocare un calcio bello e spettacolare come quello visto finora senza un suo elemento fondamentale (che poi sarebbero due perché manca pure Sneijder).
Nessuna partita è mai facile (ne abbiamo avuto una prova eloquente giusto tre giorni fa col Cesena) ma la trasferta di Udine rientra sicuramente tra quelle meno semplici. Vincere ad Udine (cosa che peraltro c’è quasi sempre riuscita negli ultimi anni) non sarà assolutamente semplice e tornare a casa dal Friuli con in tasca i tre punti vorrebbe dire tanto. Ma appunto per questo dobbiamo farcela. Per dare un segnale forte alla concorrenza (che non è solo il Milan, ricordiamocelo ogni tanto) e soprattutto per fare una pesante iniezione di fiducia a noi stessi.
Possiamo farcela, dobbiamo farcela. Forza Ragazzi, andiamo a prenderci questi tre punti.
FORZA INTER !!!

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venerdì 21 gennaio 2011

FINALMENTE LE BIG NON SNOBBANO LA COPPA ITALIA

Palermo-Parma, Sampdoria-Milan, Napoli-Inter e Juventus-Roma. Ecco qui il quadro dei quarti di finale di una Coppa Italia che, finalmente, inizia a raccogliere l’interesse da parte dei club italiani, spesso colpevoli di averla eccessivamente snobbata.
Qu
est’anno gli allenatori delle big, entrate in gioco solo agli ottavi di finale, sono stati chiari: da Leonardo ad Allegri, l’imperativo è stato uno solo: “La Coppa è un obiettivo stagionale!”. Alle parole pronunciate dai due hanno fatto seguito i fatti: la decisione di impiegare dal primo minuto tanto Eto’o quanto Ibrahimovic è stato il segnale di come le società quest’anno tengano davvero alla competizione. Leonardo, da poco arrivato all’Inter, nella conferenza stampa che ha preceduto il match contro il Genoa, ha spiegato che “il turn over può essere fatto anche in campionato”. Insomma, basta con la scusa del riposo per i titolari: se in Coppa Italia in passato hanno giocato parecchie seconde linee la motivazione era da ricercare nell'averla sempre interpretata come una competizione di Serie B, alla quale dedicare soltanto poche energie e, soprattutto, pochi titolari.
[…]
Insomma, finalmente la Tim Cup sta meritando l’attenzione che negli ultimi anni le era stata negata.
Da martedì a giovedì prossimo, come anticipato in apertura, saranno in programma altre quattro sfide in occasione delle quali le squadre non si risparmieranno di certo: quale tifoso romanista sarebbe disposto a cedere il passo alla Juve? Nessuno. E dunque, giù con i titolari. I bianconeri, eliminati dall’Europa League e che difficilmente riusciranno a lottare per lo Scudetto, saranno dal canto loro motivati dalla voglia di giocarsi la possibilità di conquistare un trofeo. Napoli-Inter, in un San Paolo che sicuramente si vestirà a festa, non ha bisogno di presentazioni. La Sampdoria, sospinta da un Ferraris che ha fatto della Coppa Italia l’obiettivo stagionale, renderà dura la vita al Milan che, è logico pensarlo, si presenterà nuovamente guidato da Ibra e, probabilmente, contrariamente a quanto accaduto contro il Bari, anche con la difesa titolare. Completa il quadro Palermo-Parma: i rosanero sanno di poter conquistare un prestigiosissimo accesso alle semifinali e sicuramente non snobberanno l’evento. Il Parma, dal canto suo, accarezza il sogno di centrare l’accesso all’Europa conquistando la finale di Coppa Italia contro una tra Napoli, Inter, Juventus e Roma club che, presumibilmente, classifica alla mano centreranno la qualificazione alle coppe europee dalla porta principale.
Ci sono tutte le carte in regola per assistere a quattro match che la formula dell’eliminazione diretta renderà ancor più avvincenti ed emozionanti. A tal proposito c’è da chiedersi perché le semifinali siano l’unico turno per il quale è previsto il doppio confronto di andata e ritorno.
[…]
Dettagli. Ciò che importa adesso è che la Coppa Italia ha finalmente conquistato il ‘rispetto’ da parte dei club. Del resto, prima o poi questo momento sarebbe dovuto arrivare. Se in Spagna, in Inghilterra e in tutto il resto d’Europa, la coppa nazionale ricopre un’importanza fondamentale per la stagione dei club, per quale ragione in Italia non dovrebbe essere lo stesso? (
Goal.com)

COPPA ITALIA TIM - RISULTATI OTTAVI DI FINALE
Parma-Fiorentina 2-1 dts 113' sts Santana (F) 115' e 117' sts Crespo (P)
Inter -Genoa 3-2 15' e 44' Eto'o (I), 54' rig. Kharja (G), 59' Mariga (I), 90'+1 Sculli (G)
Palermo-Chievo 1-0 80' rig. Miccoli
Juventus-Catania 2-0 34' Krasic, 54' Pepe
Napoli-Bologna 2-1: 8' Yebda (N) 23' Lavezzi (N) 56' rig. Meggiorini (B)
Roma-Lazio 2-1: 53' rig. Borriello (R), 58' rig. Hernanes (L), 77' Simplicio (R)
Sampdoria-Udinese 2-2 dts, poi 7-6 ai rigori: 31' Macheda (S), 90' Isla (U), 91' Denis (U), 108' rig. Pazzini (S)
Milan-Bari 3-0:
19' Ibrahimovic, 45'+1 Merkel, 65' Robinho



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giovedì 20 gennaio 2011

MOLTO VICINI ALLA VETTA MA IL DIFFICILE ARRIVA ORA

La partita e i tre punti di ieri sera sono più significativi di quanto si possa pensare. Innanzitutto l’importanza dei tre punti. Ci proiettano ad un’interessante -6 che già da sé dovrebbe mettere pressione e far preoccupare i cugini rossoneri. Se poi pensiamo che c’è ancora una partita da recuperare ecco che la loro preoccupazione e il nostro entusiasmo cresce in modo proporzionale ed esponenziale.
Ma la partita di ieri sera ci ha detto anche che questa Inter è bella ed irresistibile quando è al completo e che va facilmente in crisi se manca qualche elemento importante. Ieri sera è bastata l’uscita di Milito (nota bene sul 2-0, quindi con la partita già indirizzata sui binari giusti) per metterci in crisi. Dall’uscita del Principe in poi abbiamo visto un’Inter molto brutta, che si è fatta mettere in difficoltà anche quando il Cesena è rimasto in 10. Meno male che è arrivato il gol di Chivu altrimenti saremmo qui a fare tutt’altro tipo di commenti.
Negli ultimi 10 giorni abbiamo recuperato 7 punti al Milan e ora siamo lì a dare la sensazione che possiamo dire la nostra in chiave scudetto.
Ma i facili entusiasmi spesso nascondono, o almeno provano a farlo, i difetti e le lacune di una squadra. Intanto abbiamo visto che anche Leonardo ogni tanto fa qualche erroruccio tipo inserire Biabiany e non un centrocampista o lasciare in campo Materazzi per 90 minuti (era preferibile accentrare Chivu e schierare Santon sulla sinistra). Ma soprattutto bisognerebbe capire che questa squadra è abbastanza logora. Sono tutti campioni, tutti forti e capaci di fare la differenza ma sono tutti non giovanissimi e non possono reggere il ritmo di giocare ogni tre giorni (fa eccezione Zanetti ma lui è di un altro pianeta).

E inoltre c’è sempre il discorso mercato da non sottovalutare. Se vogliamo lottare per lo scudetto e arrivare in fondo a tutte le competizioni questa rosa ha bisogno di almeno un paio di elementi e sicuramente è fondamentale un’attaccante. Eto’o e Milito sono fortissimi ma non sono indistruttibili. C’è bisogno con assoluta urgenza di un’attaccante di peso, che possa fare la differenza, ma non pretenda di giocare titolare. Servirebbe un po’ il Cruz o il Balotelli (calcisticamente parlando non umanamente) della situazione che entri e possa cambiare la partita.
Questo 2011 è cominciato meglio di ogni più rosea aspettativa ma il difficile sta per arrivare. Il prossimo filotto di partite, come già scrivevo ieri sera, prevede Udinese, Palermo, Bari, Roma, Juventus e Fiorentina. Sei sfide che ci potranno dire molto su che primavera possiamo e dobbiamo aspettarci. Già domenica a Udine ne sapremo di più. Non sarà sempre tutto in discesa e sarà interessante vedere come lo stesso Leonardo saprà gestire le difficoltà. E poi, non dimentichiamolo, bisogna sempre fare i conti con l’oste e in una stagione in cui stiamo assistendo ad un campionato di livello molto basso dovremo puntare il Milan ma guardarci anche da Lazio, Napoli, Roma e Juventus.
Credo che bisogna vivere questo campionato giornata dopo giornata. Ecco perché sono felice di questo -6 ma allo stesso tempo predico prudenza e mi infastidiscono quelli che si lasciano andare a facili entusiasmi eccessivi. Possiamo farcela. Dobbiamo crederci, moderatamente ma dobbiamo crederci fino in fondo.
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mercoledì 19 gennaio 2011

INTER TRE PUNTI COL BRIVIDO, MA ORA SIAMO LI'

Serie A 2010-2011 – 16^ Giornata (Recupero)
INTER - CESENA 3 - 2
14’ ETO'O – 15’ MILITO - 23’ Bogdani – 29’ Giaccherini – 46 pt CHIVU
INTER: Castellazzi; Maicon, Lucio, Materazzi, Chivu; Javier Zanetti, Cambiasso, Stankovic; Pandev (40' st Cordoba); Milito (20' pt Biabiany; 30' st Obi), Eto'o.
A Disposizione: Orlandoni, Santon, Muntari, Mariga.
All.: Leonardo.
CESENA: Antonioli; Ceccarelli, Benalouane, Von Bergen, Lauro (19' st Dellafiore); Parolo, Colucci, Sammarco (24' st Caserta); Jimenez (32' st Budan) , Bogdani, Giaccherini.
A disposizione: Calderoni, Pellegrino, Appiah, Malonga.
All.: Ficcadenti.
ARBITRO: Russo di Nola.

L’Inter vince, seppur con qualche affanno, il recupero di campionato e si avvicina minacciosamente al Milan.
Materazzi per Cordoba e Pandev per Thiago Motta le uniche novità della formazione nerazzurra che parte a mille e dopo nemmeno un quarto d’ora è già in vantaggio di due gol. Eto’o prima porta in vantaggio i nerazzurri e poi lancia Pandev sul filo del fuorigioco, il macedone dà a Milito che da due passi raddoppia.
La partita è in discesa per i nerazzurri e tutto lascia presupporre un’altra serata tranquilla come già avvenuto contro il Bologna. Ma al 22esimo Milito lascia il campo a Biabiany perché sente un dolorino alla coscia.
L’Inter perde d’incisività, la difesa si addormenta e il Cesena nell’arco di pochi minuti prima accorcia con Bogdani e poi, alla mezzora, pareggia con Giaccherini. L’Inter ha perso ormai tranquillità e non riesce a giocare ed imporre il proprio gioco. Per fortuna nel recupero del primo tempo Maicon pennella un cross in area dove Chivu si avventa di testa e riporta l’Inter in vantaggio. Si va al riposo sul 3-2 e si spera che nella ripresa l’Inter, forte del vantaggio sappia gestire la partita.
Invece i nerazzurri nella seconda frazione giocano a sprazzi, vanno vicino al gol con Eto’o che colpisce la traversa e Pandev che sbaglia da pochi passi ma subiscono molto le offensive del Cesena. I romagnoli pur rimanendo in 10 al minuto 74 per espulsione di Giaccherini per doppia ammonizione, non rinunciano ad attaccare e lasciano i tifosi nerazzurri col fiato sospeso fino al tanto sospirato fischio finale.
L’Inter porta a casa i tre punti, va a -6 dal Milan e mette ancora più pressione ai rossoneri. Ma non è stato tutto rose e fiori e anzi il difficile arriva ora. Questa Inter va a mille solo se ha tutti i titolari disponibili. L’uscita di Milito, il turno di riposo di Thiago Motta oltre all’assenza di Sneijder hanno fatto sì che questa squadra perdesse in forza e grinta. Continuo a ripetere che a questa squadra manca un altro attaccante di peso (Pandev continua a fornire prestazioni imbarazzanti e Biabiany e Coutinho sono ancora troppo giovani) e servirebbe anche un centrocampista dai piedi buoni che faccia rifiatare Motta. Se manca il brasiliano e se non c’è nemmeno Sneijder l’Inter non ha un giocatore capace di accendere il gioco.
Deludenti Pandev e Biabiany, Materazzi è alla frutta e non può giocare 90 minuti. Come sempre eccezionale Eto’o, Zanetti è instancabile, Maicon finalmente sta tornando ai suoi livelli. Mi è molto piaciuto anche Obi, entrato nel secondo tempo. Il giovane nigeriano ha giocato un ottimo scorcio di partita e può diventare un elemento prezioso per questa squadra.
Siamo arrivati lì vicino, le speranze di rimonta sono sempre più accese ma, come dicevo prima, ora inizia il difficile. Innanzitutto ci aspetta un filotto di partite non facili contro Udinese Palermo, Bari, Roma, Juventus e il recupero contro la Fiorentina. E poi stasera abbiamo avuto la dimostrazione, qualora ce ne fosse bisogno, che non sempre sarà facile vincere e anzi le insidie sono dietro l’angolo.
Ma noi ci crediamo. Niente è facile ma nulla è impossibile. Noi ci crediamo. Se son rose fioriranno e se son spine rimarrà la soddisfazione di averci provato.

FORZA INTER !!!


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UN RECUPERO PER RECUPERARE ALTRO TERRENO

Il nostro tour de force di gennaio continua a tamburo battente e stasera recuperiamo il primo dei due turni di campionato rimandati per il Mondiale per Club. A San Siro arriverà il Cesena, squadra che quest’anno ha ritrovato al serie A dopo 19 anni e che sta giocando un campionato dignitoso. I romagnoli, come sicuramente ricorderete, esordirono in campionato fermando la Roma all’Olimpico e battendo il Milan. E proprio tre giorni fa hanno impensierito e non poco la Roma perdendo nel finale per un gol viziato da un fuorigioco.
Per questo turno infrasettimanale Leonardo non farà turnover. L’unico a cui verrà dato un turno di riposo è Thiago Motta, nemmeno convocato perché alle prese con un affaticamento.
Al suo posto potrebbe giocare Mariga oppure Stankovic verrà spostato indietro e Pandev farà il trequartista. In difesa Ranocchia potrebbe giocare al posto di Cordoba. Sono solo queste due le novità rispetto alla formazione che 4 giorni fa ha battuto il Bologna.
Inutile dire e ripetere che noi vogliamo continuare la nostra corsa e continuare ad alimentare i sogni e le speranze di rimonta. E per farlo dobbiamo obbligatoriamente vincere col Cesena. Se davvero vogliamo riuscire ad agganciare il Milan i tre punti col Cesena sono una tappa fondamentale.
Anche perché, in attesa di recuperare l’altro turno a metà febbraio, ci porteremo a -6 dal Milan e inizieremo a mettere pressione ai cugini rossoneri.
La squadra c’è, con Leonardo ha ritrovato sorrisi e gioco, sta attraversando un momento di grande forma e ha tutta l’intenzione di portare a casa il bottino pieno. Se giochiamo come sappiamo e come abbiamo fatto nelle ultime gare possiamo farcela. Ma guai a sottovalutare il Cesena. Potremmo avere qualche brutta sorpresa e buttare all’aria punti preziosi. Quindi, come scrissi anche sabato scorso, concentrati e non facciamo errori.

FORZA INTER


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martedì 18 gennaio 2011

BARCELLONA CAMPIONE D'INVERNO A SUON DI RECORD

Un Barcellona sempre più in versione Invincibile Armata colleziona record su record monopolizzando la Liga spagnola e l’attenzione di tutti gli appassionati di calcio.
I ragazzi di Pep Guardiola (che oggi compie 40 anni) n
ello scorso weekend si sono laureati campioni d’inverno con 52 punti conquistati su 57 disponibili. Il precedente record, 50 punti, era stato messo a segno sempre dal Barça, durante la prima stagione targata Guardiola, due anni fa. Cade anche il record dei gol segnati, 61, superando i 59 di due anni fa, sempre del Barcellona, e della migliore differenza reti (+50).
Ma i record del Barcellona non si fermano qui. Le gare senza ko sono 28 che porta a superare il precedente primato del club (27 del Barcellona 1973-74 targato Michels). Mentre il primato di successi di fila (17) è sottratto al Real della stagione 60-61 che si era fermato a quota 16. Il ruolino del Barça in trasferta non fa una piega: nove partite fuori casa e nove vittorie. I blaugrana hanno perso solo cinque punti, tutti al Camp Nou: tre contro l’Hercules di Trezeguet (0-2) e due contro il Maiorca (1-1).
Al Real Madrid di Mourinho non bastano i 48 punti conquistati (nuovo record per i merengue) e a questo punto i fatti potrebbero dare torto allo Special One che a inizio campionato dichiarò che per vincere la Liga sarebbero bastati 100 punti al suo Real. Questo Barcellona molto probabilmente riuscirà a battere anche il record di 99 punti conquistati lo scorso anno.
C’è poco da aggiungere per raccontare questo Barcellona. Basta leggere i numeri o vedere in azione la formazione blaugrana per capire che ci troviamo difronte ad una squadra forte, che gioca un calcio spettacolare e che ha in rosa giocatori di assoluto valore. Messi è solo la ciliegina sulla torta di una squadra che può contare sui vari Xavi, Iniesta, Villa, Pedro, Busquets, Pique e via discorrendo.
E davanti a cotanta esaltazione sublime del giuoco del calcio (cotanta esaltazione sublime del giuoco del calcio, a volte mi vengo fuori delle espressioni fantastiche) non possiamo fare altro che alzarci ed applaudire.

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