DE RERUM CALCIORUM - Blog Sportivo di un Tifoso Nerazzurro
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venerdì 24 ottobre 2014

FINE DI UN'EPOCA: MORATTI NON E' PIU' PRESIDENTE ONORARIO

L’Internazionale Fc è nuovamente un cantiere aperto. Erick Thohir è al lavoro per ristrutturare societariamente la sua Inter. Ha avviato questa rivoluzione cambiando i volti dirigenziali dopo il ribaltone nello staff tecnico (ndr Walter Mazzarri). Personalità di spicco e nuovo amministratore delegato della società è il britannico Michael Bolingbroke. Mr. Bolingbroke è arrivato all’Inter dopo l’esperienza al Manchester United, club cui Thohir ha più volte indicato di volersi ispirare per riportare l’Inter nel novero dei club che contano in Europa. Nella sua esperienza a Manchester, Bolingbroke è stato nell’ordine responsabile dei ricavi dello stadio Old Trafford, dell’hospitality, del management e dei servizi corporate inclusi quelli finanziari, delle risorse umane, dell’ufficio legale e dello sviluppo tecnologico del club.

Bolingbroke è stato inoltre membro del consiglio d’amministrazione di MUTV, la televisione del Manchester United, e del fondo pensionistico del club. Il nuovo top manager dell’Inter ha anche fatto parte del consiglio che ha gestito la partnership tra Manchester United e Nike. Infine è stato anche presidente della fondazione benefica del club.

giovedì 23 ottobre 2014

INTER, IL TRIONFO DELLA NOIA

Europa League 2014-2015 – Girone F Terza Giornata
INTER - ST. ETIENNE 0 - 0

INTER (3-5-1-1): Carrizo; Andreolli, Vidic, Juan Jesus; Mbaye, Kuzmanovic (dal 40' s.t. Krhin), M'Vila (9' s.t. Hernanes), Kovacic, Dodò; Guarin (dal 25' s.t. Palacio); Icardi.
A Disposizione: Handanovic, Obi, Ranocchia, Bonazzoli.
All. Mazzarri
SAINT ETIENNE (3-4-2-1): Ruffier; Perrin, Bayal Sall, Pogba (dal 33' s.t. Bayasse); Theophile-Catherine, Diomande (dal 40' s.t. Cohade), Clement, Tabanou; Hamouma, Lemoine; Van Wolfswinkel (20' s.t. Monnet-Paquet).
A Disposizione: Moulin, Gradel, Saint-Maximin, Brison, Baysse.
All. Galtier
ARBITRO: Taylor

Nulla di fatto in quel di San Siro dove l’Inter non va oltre lo 0-0 contro il Saint-Etienne nella terza giornata del girone di Europa League al termine di una gara che ha regalato più sbadigli che emozioni nonostante la classifica sorrida ancora ai nerazzurri che guidano il girone con un confortante +3 sugli azeri del Qarabag.
Mazzarri applica un po’ di turnover e schiera quel 3-5-1-1 che tanto adora e che è amato anche dalle squadre avversarie visto che rende nulla la fase offensiva nerazzurra. Andreolli fa rifiatare Ranocchia in difesa, Mbaye parte titolare sull’esterno destro e in mezzo al campo Kuzmanovic (ancora lui?) e MVila formano il terzetto insieme a Kovacic. In avanti Guarin (ex della gara, ha iniziato proprio con i francesi la sua avventura nel calcio europeo) a supporto dell’unica punta Icardi.

QUEL CAMPANELLO D'ALLARME CHE NESSUNO ASCOLTA

Dio come siamo caduti in basso, direbbe qualcuno. E in basso ci siamo caduti già da un bel po’, solo che non ce ne accorgiamo o facciamo finta di non accorgercene. Inutile girarci intorno, il calcio italiano attualmente vale davvero poco e la due giorni di Champions League ne è la prova più palese. Martedì sera la Roma ha rimediato (in casa!!!) sette-pappine-sette dal Bayern Monaco che dopo 35 minuti era già sul 5-0, ieri sera la Juventus ha perso contro l’Olimpiakos.
Siccome non stiamo parlando di due squadre qualsiasi ma delle due squadre che hanno già monopolizzato la testa della classifica di Serie A e che “minacciano” di fare campionato a sé, questo dovrebbe bastare per capire come siamo messi male. Tanto più che, giusto per dare un’idea, non più tardi di 10 giorni fa la Nazionale azzurra ha vinto a fatica contro Azerbajan e Malta.
Insomma dire che il calcio italiano non sta messo bene è quasi un eufemismo. Ma il problema non è certo sorto ieri. Lo scorso anno non dimentichiamoci che la Juventus venne sbattuta fuori dalla Champions League perché fece 5 punti su 12 contro Galatasaray e Copenaghen e che in Europa League dovette cedere il passo ad una squadra portoghese.

mercoledì 22 ottobre 2014

FINTO CALCIATORE PER 20 ANNI, L'INCREDIBILE STORIA DI CARLOS HENRIQUE

E’ possibile fare carriera nel mondo del calcio senza essere un calciatore, senza giocare nessuna partita e guadagnando anche dei soldi? Per quanto possa sembrare impossibile, sì. Questa è la surreale e quasi comica storia di un giovane brasiliano che, con la sua straordinaria capacità di risolvere situazioni apparentemente compromesse, è riuscito a “giocare” per quasi 20 anni nell’elite del calcio brasiliano, messicano e francese. Carlos Henrique Raposo, nato a Rio de Janeiro nel 1963, aveva un dono e non era precisamente quello di saper giocare a calcio: sapeva intrattenere relazioni come nessuno.
Assiduo frequentatore delle notti della Rio de Janeiro degli anni ’80, Carlos diventò il principale punto di riferimento per i calciatori che cercavano un pò di svago nella città brasiliana, da Ricardo Rocha a Edmundo, passando per Romario, Bebeto, Renato Gaucho e chi più ne ha più ne metta. A quel punto l’idea geniale: convincere i giocatori a farlo ingaggiare dai club come calciatore professionista. Era sicuro di quello che faceva, Carlos, in primo luogo perchè era convinto di poter giocare, secondo poi perchè lo aiutava un fisico atletico – simile, da come raccontano, a quello di Beckenbauer e da lì il soprannome Kaiser – che evitava qualsiasi tipo di sospetto a prima vista.

martedì 21 ottobre 2014

DJORDJEVIC, IL CESTISTA PRESTATO AL CALCIO

Alla settima di campionato si possono iniziare a fare due conti sulla stagione in corso : prestazioni, rendimenti, analisi, motivazioni, possono saltare le prime panchine ( già avvenuto, in quel di Verona, sponda Chievo) ma vogliamo soffermarci sull’andamento della classifica marcatori di Serie A.
Argentina, Spagna, Giappone. Carlitos Tevez, Jose Maria Callejon, Keisuke Honda. Un strano trio. Storie diverse, nazionalità diverse, club d’appartenenza differenti, l’ unico denominatore comune è l’istinto infallibile in area di rigore. In coabitazione al primo posto, a pari merito con sei segnature ciascuno sono questi i nostri goleador nazionali. Ecco si iniziamo analizzando il “nazionali”. Appare piuttosto evidente che di Italia in questo terzetto c’è ben poco. A ben dire ci ritroviamo in un campionato sempre più esterofilo. Così, in concreto, quest’estate sono arrivati 78 nuovi stranieri e soltanto Empoli e Sassuolo si sono limitati a fare affari sul mercato interno.

Una nuova ondata che, inevitabilmente, ha tenuto basso il numero di italiani schierati. Casualmente gli stessi dati di un anno fa.

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