DE RERUM CALCIORUM - Blog Sportivo di un Tifoso Nerazzurro
Online dal 1 gennaio 2007

SEGUICI SU



Votaci su Net-Parade.it

mercoledì 22 ottobre 2014

FINTO CALCIATORE PER 20 ANNI, L'INCREDIBILE STORIA DI CARLOS HENRIQUE

E’ possibile fare carriera nel mondo del calcio senza essere un calciatore, senza giocare nessuna partita e guadagnando anche dei soldi? Per quanto possa sembrare impossibile, sì. Questa è la surreale e quasi comica storia di un giovane brasiliano che, con la sua straordinaria capacità di risolvere situazioni apparentemente compromesse, è riuscito a “giocare” per quasi 20 anni nell’elite del calcio brasiliano, messicano e francese. Carlos Henrique Raposo, nato a Rio de Janeiro nel 1963, aveva un dono e non era precisamente quello di saper giocare a calcio: sapeva intrattenere relazioni come nessuno.
Assiduo frequentatore delle notti della Rio de Janeiro degli anni ’80, Carlos diventò il principale punto di riferimento per i calciatori che cercavano un pò di svago nella città brasiliana, da Ricardo Rocha a Edmundo, passando per Romario, Bebeto, Renato Gaucho e chi più ne ha più ne metta. A quel punto l’idea geniale: convincere i giocatori a farlo ingaggiare dai club come calciatore professionista. Era sicuro di quello che faceva, Carlos, in primo luogo perchè era convinto di poter giocare, secondo poi perchè lo aiutava un fisico atletico – simile, da come raccontano, a quello di Beckenbauer e da lì il soprannome Kaiser – che evitava qualsiasi tipo di sospetto a prima vista.

martedì 21 ottobre 2014

DJORDJEVIC, IL CESTISTA PRESTATO AL CALCIO

Alla settima di campionato si possono iniziare a fare due conti sulla stagione in corso : prestazioni, rendimenti, analisi, motivazioni, possono saltare le prime panchine ( già avvenuto, in quel di Verona, sponda Chievo) ma vogliamo soffermarci sull’andamento della classifica marcatori di Serie A.
Argentina, Spagna, Giappone. Carlitos Tevez, Jose Maria Callejon, Keisuke Honda. Un strano trio. Storie diverse, nazionalità diverse, club d’appartenenza differenti, l’ unico denominatore comune è l’istinto infallibile in area di rigore. In coabitazione al primo posto, a pari merito con sei segnature ciascuno sono questi i nostri goleador nazionali. Ecco si iniziamo analizzando il “nazionali”. Appare piuttosto evidente che di Italia in questo terzetto c’è ben poco. A ben dire ci ritroviamo in un campionato sempre più esterofilo. Così, in concreto, quest’estate sono arrivati 78 nuovi stranieri e soltanto Empoli e Sassuolo si sono limitati a fare affari sul mercato interno.

Una nuova ondata che, inevitabilmente, ha tenuto basso il numero di italiani schierati. Casualmente gli stessi dati di un anno fa.

lunedì 20 ottobre 2014

NOVANTA MINUTI CHE FANNO BEN SPERARE PER IL FUTURO

Alla fine, quasi paradossalmente, mi viene da dire che la differenza l’ha fatta il gol non segnato nel primo tempo. Avessimo concretizzato meglio il possesso palla e il dominio a tutto campo della prima frazione, ora saremmo qui a discutere di una grande partita dell’Inter e di una meritata vittoria.
Perché, non me ne vogliano i tifosi napoletani, credo che ai punti l’Inter meritasse la vittoria molto più del Napoli che (altro paradosso) ci è andato molto più vicino dell’Inter.
Invece siamo qui a discutere di una soddisfazione a metà. Da un lato non possiamo che essere soddisfatti della bella gara che ha giocato l’Inter, dall’altro lato rimane l’amarezza per una vittoria che doveva arrivare e non è arrivata.
Nel pre-partita chiedevamo una prestazione d’orgoglio, auspicavamo che i nostri ragazzi mettessero in campo cuore, grinta e concentrazione. E siamo stati accontentati. L’Inter del primo tempo è stato il prototipo grezzo (quindi ancora da perfezionare) della squadra che vorremmo vedere, con possesso palla, pressing, giocatori che si trovano al posto giusto.

domenica 19 ottobre 2014

INTER, CUORE E GRINTA A META’

Serie A 2014-2015 – 7^ Giornata
INTER - NAPOLI 2 - 2
79' Callejon – 82’ GUARIN - 90’ Callejon – 92’ HERNANES

INTER (3-5-2): Handanovic; Ranocchia, Vidic, Juan Jesus; Obi (12'st Mbaye), Hernanes, Medel (36'st Guarin), Kovacic, Dodò; Palacio (43'st M'Vila), Icardi.
A Disposizione: Carrizo, Berni, Andreolli, Kuzmanovic, Krhin, Bonazzoli.
All. Mazzarri.
NAPOLI (4-2-3-1): Rafael; Britos (30'st Ghoulam), Albiol, Koulibaly, Zuniga; Inler, Lopez; Callejon, Hamsik (17'st Jorginho), Insigne (24'st Mertens); Higuain.
A Disposizione: Andujar, Colombo, Henrique, De Guzman, Maggio, Mesto, Michu, Zapata.
All. Benitez.
ARBITRO: Orsato di Schio.

Dopo la mancata reazione di Firenze, l’Inter sfodera una prestazione di cuore e orgoglio giocando un primo tempo davvero convincente (dove purtroppo però è mancato un gol) e riagguantando nel finale due volte il Napoli. Non sono arrivati i tre punti ma per stasera va bene così anche se speravamo in ben altro risultato.
Mazzarri recupera Kovacic in mezzo al campo ma perde Nagatomo sull’esterno: al suo posto gioca Obi.
L'Inter parte subito a mille pressando molto alto gli avversari. Molto attivo Obi sulla destra, sia in fase offensiva che difensiva. Sono i nerazzurri a comandare il gioco, le cui trame passano inevitabilmente da i piedi di Kovacic. Al 20esimo prima grande occasione per l’Inter. Icardi ha una grande opportunità in area ma il suo tiro è deviato in corner da un gran recupero di Albiol. Poco dopo è ancora Maurito a rendersi protagonista con una spizzata di testa su cross di Palacio, che termina di pochissimo a lato.

INTER, RISCATTO O CROLLO DEFINITIVO

Ecco, più o meno dovremmo entrare in campo con questo spirito...
Se due settimane fa avevamo benedetto la sosta di campionato perché ci permetteva di riprendere fiato e riorganizzare le idee (sempre ammesso che nello staff tecnico nerazzurro ci fossero delle idee da riorganizzare) dopo due sconfitte (aggiungerei sciagurate…) consecutive, oggi stiamo ad imprecare (e tanto) per questa maledetta sosta per le Nazionali che ci ha regalato un Osvaldo out per un mese, un Kovacic acciaccato, un Medel con due denti rotti (per fortuna abile e arruolato) e, sebbene non c’entri nulla con le Nazionali, un D’Ambrosio infortunato. Se quindici giorni fa guardavamo con pessimismo a Inter-Napoli, oggi non possiamo certo guardare con maggiore ottimismo (del resto, dove sarebbero i motivi per essere ottimista?).

Mazzarri ha gli uomini contati pertanto la formazione è pressoché obbligata. Handanovic in porta, Juan Jesus, Ranocchia e Vidic in difesa, Nagatomo e Dodò esterni di centrocampo, Medel, M’Vila e Hernanes in mezzo al campo (con Kovacic pronto a subentrare) e in avanti Palacio e Icardi (chi era il genio che diceva che tre attaccanti erano più sufficienti? No, vorrei fargli notare che se ad uno dei due viene un raffreddore o la diarrea sono “volatili per diabetici”).

LinkWithin

Related Posts with Thumbnails