DE RERUM CALCIORUM - Blog Sportivo di un Tifoso Nerazzurro
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sabato 22 novembre 2014

Palla al Centro. MILAN-INTER, UN DERBY PER LA RISCOSSA

 PALLA AL CENTRODiscussioni e commenti aspettando il fischio d’inizio 
Luci a San Siro per un derby che promette emozioni e sorprese con l’Inter che si affida di nuovo a Mancini per potersi rilanciare dopo un inizio di stagione in chiaroscuro. Da non perdere anche Lazio-Juventus (i tifosi romanisti tiferanno per gli odiati cugini?), Arsenal-Manchester United in Premier League e Marsiglia-Bordeaux in Francia.

per seguire Tutti i risultati in TEMPO REALE

 SERIE A (Italia) – 12^ Giornata 
Sabato 22 Novembre ore 18
ATALANTA-ROMA
52 i precedenti archiviati nella cornice dell’Atleti Azzurri d’Italia con i padroni di casa che hanno fatto bottino pieno in ben 18 occasioni, due in più rispetto alle vittorie dei giallorossi, mentre il pari è maturato complessivamente in 18 occasioni.

Sabato 22 Novembre ore 20.45
LAZIO-JUVENTUS
Sono 70 i precedenti tra biancocelesti e bianconeri con i padroni di casa che hanno fatto bottino pieno in 24 occasioni, contro i 28 centri della Juventus, mentre il pari, un po’ meno frequente, è maturato complessivamente in 18 occasioni.  

venerdì 21 novembre 2014

VERSO IL DERBY DELLA MADONNINA. COME GIOCHERANNO?

Il derby di Milano ha avuto grandi protagonisti. Da Baresi-Bergomi a Maldini-Zanetti, da Shevchenko-Vieri a Ibrahimovic-Milito.
Le stracittadine che vengono ricordate con maggior nostalgia sono, per il Milan, il 6-0 inferto nella stagione 2000/2001 con doppiette di Shevchenko e Comandini e il doppio pari in Champions che garantì ai rossoneri l'accesso alla finale del 2003, poi vinta ai rigori contro la Juventus.
Per la compagine interista, sicuramente il recente 4-0 del 2009. Altra partita da segnalare è la vittoria per 2-1 nel 2006/2007. In quell'occasione, il grande ex Ronaldo mise a segno l'unico gol per il Milan, in un clima a dir poco ostile nei suo riguardi da parte degli interisti, che lo avevano eretto a idolo indiscusso durante la sua permanenza nella sponda opposta del Naviglio.
A causa della situazione economica in cui si trovano i due club, le squadre non sono più a lottare per i posti al vertice nel campionato, ma la partita conserva ancora il suo fascino.
L'esonero di Walter Mazzarri, accolto con grande entusiasmo dai tifosi nerazzurri ha portato all'avvento in panchina di Roberto Mancini.

Il Parma e la spensieratezza degli errori virtuosi

Hernan Crespo, Sebastian Veron, Faustino Asprilla, Luigi Apolloni, Enrico Chiesa, Lilian Thuram, Dino Baggio, Hristo Stoichckov, Tomas Brolin, Lorenzo Minotti e Massimo Crippa. Non è certamente l’undici iniziale della squadra allenata dal mister Donadoni, ma vecchie glorie che hanno costellato il firmamento dei ducali. La storia moderna della squadra parmense, inizia in un clamoroso derby contro la Reggiana nel 27 Maggio 1990. A stagione in corso, dopo un brillante avvio della squadra, l ’ indimenticato presidente Ernesto Ceresini, viene meno sconvolgendo l’intera compagine locale. Il contraccolpo dura qualche gara, ma la squadra rimonta e coglie nella partita più significativa,proprio il sopracitato derby,il tanto desiderato quarto posto, utile per la prima promozione in Serie A della sua storia, con una giornata di anticipo. Dopo la promozione in serie A, la società diviene proprietà della multinazionale di Collecchio, la Parmalat di Calisto Tanzi. Alla presidenza della squadra viene chiamato Giorgio Pedraneschi.
Da neopromosso, il Parma esordisce in Serie A con un sesto posto finale che gli consentirà di esordire in Europa nella Coppa U.E.F.A.. La stagione successiva conquista il primo trofeo nazionale della sua storia: la Coppa Italia. L'anno dopo il Parma conquista il primo trofeo europeo: la Coppa delle Coppe, vincendo in finale per 3-1 contro l'Anversa a Wembley (reti di Minotti, Melli e Cuoghi). Gli acquisti di Faustino Asprilla prima e di Gianfranco Zola poi, confermano la voglia di vincere del club e della proprietà. Il Parma conquista nel febbraio del 1994 la sua prima Supercoppa europea, battendo a San Siro il Milan 2-0, con gol vittoria nei tempi supplementari di Massimo Crippa, dopo aver perso all'andata 1-0 in casa.

giovedì 20 novembre 2014

INTER, SOGNANDO MESSI... (ma anche no)

Qualche giorno fa Leo Messi ai microfoni del quotidiano argentino Olè ha dichiarato "Tutte la vita al Barcellona? No, oggi vivo alla giornata. Penso a fare un buona stagione e a vincere i titoli che vogliamo al Barcellona. E nulla più. Dopo si vedrà".
In Spagna i quotidiani sportivi continuano ad interrogarsi su quale possa essere la squadra futura della Pulce argentina. Nel caso di un clamoroso addio di Messi al Barcellona il club favorito dovrebbe essere il Paris Saint Germain dello sceicco Nasser al Khelaifi, che di certo non ha problemi di risorse economiche. Il Real Madrid avrebbe il budget necessario per effettuare il re di tutti gli sgarbi al Barcellona, ma difficilmente Messi accetterebbe questa soluzione. Altro possibile acquirente potrebbe essere il Manchester City.

Ma ha fatto scalpore quanto dichiarato da “Sport”, il secondo quotidiano di Barcellona (dopo El Mundo Deportivo) che a sorpresa inserisce anche l'Inter nel lotto delle pretendenti alla Pulce con questa motivazione: "La crisi economica ha castigato duramente il calcio italiano. Tuttavia, l'affetto che Messi prova per Milano non è un segreto per nessuno. Con Moratti la stima e il feeling sono notevoli. Ora, con Thohir, non è chiaro se potranno esserci i milioni necessari per comprare Messi. Ma con Mancini in panchina, è logico pensare che ci saranno cospicui investimenti alle porte".

mercoledì 19 novembre 2014

CONTE HA RAGIONE MA SI FACCIA UN'ESAME DI COSCIENZA

Finalmente Antonio Conte ha scoperto che in Italia importa della Nazionale soltanto in occasione delle fasi finali di Mondiali e (nemmeno sempre) Europei. Il fatto che lo abbia scoperto dopo oltre 20 anni di calcio vissuti da professionista non depone certo a suo favore.
Sono passati tre mesi e comincio ad avere le cose abbastanza chiare. Tutti dicono che il momento è difficile e bisogna cambiare, poi ti giri e vedi che sei solo. La Nazionale è vista solo come un fastidio. Il prodotto sta andando in estinzione. Con tutti i problemi che abbiamo, siamo qui ancora a parlare di Balotelli. Inizio a sentire troppe parole e pochi fatti. E' cambiato l'allenatore della Nazionale, ma i problemi che c'erano sono rimasti tutti. Io non sono venuto per perdere tempo, sono qui con grande entusiasmo e passione per fare qualcosa di importante. Questa è una pietra lanciata e chi vuole capire, capisca. Cerchiamo di avere più amore nei confronti della Nazionale". Queste le parole del commissario tecnico azzurro al termine dell’amichevole vinta ieri sera contro l’Albania (per la cronaca, 1-0 gol dell’esordiente Okaka al 82esimo).

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