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giovedì 23 marzo 2017

LEGA PRO: E' EMERGENZA VIOLENZA

PUNTO CNotizie dalla Lega Pro
La violenza. Gli attestati di solidarietà non “guariscono” le ferite. Quelle rimangono nel cuore, nella mente e nel fisico. L’aggressione perpetrata ai danni dei giocatori del Catanzaro, nel post partita di Melfi, è inqualificabile. Premeditata. Per questo ancor più condannabile. In Lega Pro auto distrutte, minacce a calciatori ed alle loro famiglie rappresentano situazioni che si ripetono ciclicamente dall’inizio della stagione.
Gli attestati di solidarietà non “riparano” una falla, della società civile, che le Istituzioni non riescono a “tamponare”. Rimangono semplici parole. A Melfi ci sono state delle responsabilità che debbono essere individuate. Non si arriva con tanta facilità in un settore riservato ai soli addetti ed ai tesserati se non per “leggerezza” (distrazione) di qualche soggetto preposto al controllo dei varchi.
La violenza, nel calcio, appare da tempo come un “danno” incurabile. Non vi è modo di porre rimedio. Gli attestati di solidarietà sono (vogliono essere) una panacea. Un rimedio universale. Il tentativo, come accade in agricoltura, di chiudere le stalle quando i buoi sono ormai scappati. Poi, nella sostanza, non cambia mai nulla.

martedì 21 marzo 2017

JUVENTUS E 'NDRANGHETA: FACILI IRONIE "MAFIOSE" E L'OMERTA' DEI PENNIVENDOLI

E’ facile fare dell’ironia di fronte l’abbinamento Juventus-‘ndrangheta. Due associazioni mafiose che si alleano, direbbe qualcuno.

La vicenda, per sommi capi, credo sia nota a tutti. Al centro di tutta la storia, emersa nel corso di un’indagine della procura di Torino e poi passata per la parte di interesse alla procura della Figc, c’è la figura di Rocco Dominello, figlio di Saverio, esponente in vista della 'ndrangheta a Rosarno. Dominello si impone in pochissimo tempo come “portavoce” e garante della pace nella curva juventina, dopo essere entrato in contatto, attraverso un altro capo ultrà, col responsabile sicurezza della Juventus Alessandro D’Angelo. Il prezzo della tranquillità, per il club calcistico, sono stock di biglietti da distribuire agli ultrà e, soprattutto, da rivendere a prezzo fortemente maggiorato.

lunedì 20 marzo 2017

GLI OTTANT'ANNI DI "SOR CARLETTO" IL SOTTOVALUTATO

Ieri Carletto Mazzone ha compiuto 80 anni. I più giovani lo ricordano per quella corsa sotto la curva dell’Atalanta in un Brescia-Atalanta finito 3-3. Ma il tecnico romano, nonostante non abbia allenato grandi formazioni e non abbia fatto incetta di trofei, è uno di quei tecnici che hanno fatto la storia del calcio. Da Ascoli a Livorno, ha allenato per quasi quattro decenni lasciando bei ricordi in molte piazze. Suo il record di panchine in Serie A: ben 795 presenze (che diventano 1278 considerando tutte le categorie).
Vi ripropongo questo articolo di Stefano Olivari che descrive al meglio chi è Carletto Mazzone e soprattutto spiega come mai la carriera di “Sor Carletto” non ha mai fatto il meritato salto di qualità.
Gli ottanta anni appena compiuti da Carlo Mazzone, nel giorno della festa del Papà, sono un pretesto per riflettere su quanto conti presentarsi bene per fare carriera, anche in un settore apparentemente meritocratico come il calcio. Lo diciamo sul serio, perché la storia dello sport è stata spesso decisa da un’impressione fatta a cena o dall’appartenenza a giri giusti, più che da attente analisi del curriculum.

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AVVISO

Questo è un BLOG NERAZZURRO pertanto rivolto soprattutto ai tifosi dell’Inter. Mi piacerebbe però che diventasse UN BLOG PER TUTTI. Dove gli interisti si sentano a casa ma dove tutti gli altri non si sentano estranei. Un blog rivolto a tutti gli appassionati di calcio non solo a quelli con cui condivido l’amore per i colori nerazzurri. Pertanto tutti i tifosi sono ben accetti a patto che mantengano un comportamento sportivo e civile. Potete scherzare, prendere in giro, fare sfottò purché non si superino i limiti dell’educazione e del rispetto. Questo vale per tutti, interisti e non. Grazie!!!