giovedì 5 marzo 2015

SIM SALAH BIM: MAGIA VIOLA, JUVE KO

COPPA ITALIA 2014-2015 – Semifinale d’Andata
JUVENTUS-FIORENTINA 1-2 
11’ Salah – 24’ Llorente – 55’ Salah
JUVENTUS (4-3-3) Storari; Caceres, Bonucci, Ogbonna, Padoin; Vidal, Marchisio, Pogba; Pepe (dal 27' s.t. Pereyra), Llorente (dal 13' s.t. Morata), Coman (dal 36' s.t. Tevez). (Buffon, Rubinho, Chiellini, Barzagli, De Ceglie, Lichtsteiner, Evra, Sturaro, Matri. All. Allegri.
FIORENTINA (4-3-3) Neto; Richards, Rodriguez, Basanta, Alonso; Kurtic, Badelj (dal 32' s.t. Aquilani), Mati Fernandez; Salah (dal 28' s.t. Diamanti), Gomez (dal 18' s.t. Ilicic), Joaquin. (Lezzerini, Rosati, Vargas, Borja Valero, Pasqual, Lazzari, Bagadur, Rosi, Gilardino). All. Montella.
ARBITRO Valeri di Roma.

Quattro giorni dopo aver espugnato San Siro la Fiorentina concede il bis allo Juventus Stadium nell’andata delle semifinali di Coppa Italia. Mattatore della serata ancora una volta Salah. Il gioiellino egiziano mette ko i bianconeri con un gol per tempo. In mezzo la rete di Llorente, utile per alimentare le speranze di qualificazione della formazione allenata da Massimiliano Allegri.
L’ex giocatore del Chelsea colpisce già dopo 11 minuti. Angolo battuto da Pepe, su una ripartenza Salah prende palla e fa 70 metri, lascia sul posto Padoin (che per stargli dietro chiede un passaggio al tram che passa da quelle parti) e poi non sbaglia a tu per tu con Storari. Fiorentina in vantaggio.

Al 24esimo arriva però il pareggio dei padroni di casa. Cross di Pepe da destra e testa di Fernando (marcato da Basanta), pallone che colpisce il palo e poi finisce dentro.

mercoledì 4 marzo 2015

FOTO SENZA ANIMA: RIDATECI LA POESIA DEL GOL


Centinaia di gol stanno sparendo sotto i nostri occhi: sono quelli che, una volta, i fotografi rendevano eterni piazzandosi dietro le reti. Frega a qualcuno? Probabilmente no. Ma si vedevano, nell’ordine: il pallone, lo sguardo perso del portiere in tuffo verso il palo e, sullo sfondo, quello sospeso dell’avversario. Le immagini televisive al rallentatore, poi, allungavano i due secondi del gol a un piccolo momento di grande cinema. Andatevi a vedere le immagini della vecchia Domenica Sportiva trasmesse su Raisport. 
Le foto, poi: potevi trovare cose sorprendenti. Sul volto di Paolo Rossi, nella fotografia del gol del 3-2 al Brasile ’82, c’era un ghigno strano, metà sorriso e metà tensione, ma c’è chi giura che Pablito stesse proprio sorridendo. 
E ancora: lo sguardo ombroso di Fiorini mentre osserva il pallone infilarsi alle spalle del portiere del Napoli; il rigore di Paris con il pallone a sinistra e Zoff proteso a destra; i tre difensori in barriera del Pescara, due con i baffi, che si voltano per vedere il tiro di Maldera infilarsi in rete e la torsione di Boninsegna nel girare di testa il gol della vittoria dell’Inter sul Catania, con il pallone semicoperto dalla testa di un fotografo, il cui naso poggiava sul fondo della rete. Quando si dice il fiuto del bravo reporter.

martedì 3 marzo 2015

ZANETTI STORY, IO C'ERO (non potevo mica mancare...)

Metti un venerdì sera, un cinema multisala, un gruppo di persone con qualcosa in comune, sullo schermo un film-documentario imperdibile (almeno per i presenti).
Sì, io c’ero. Venerdì sera come molti tifosi nerazzurri (pare che fossimo qualcosa come 80mila in tutta Italia) mi sono recato ad un cinema multisala per assistere alla proiezione di “Zanetti Story”. Per uno come me cresciuto a pane e Zanetti era quasi un atto dovuto.
La proiezione è alle 20.30 ma io arrivo in largo anticipo. Ecco che vedi spuntare le prime facce familiari (un’interista lo riconosci subito), qualcuno si presenta con magliette e sciarpe, il multisala col passare dei minuti si riempie di colori nerazzurri. Saluti l’amico (“anche tu qua?” “Eh, per il Capitano si fa questo e altro, non potevo mancare”), guardi con ansia l’orologio (“quanto manca?”), scatti un selfie per immortalare il momento e intanto prendi posto nella tua poltroncina prenotata.
Sullo schermo il countdown dice che mancano 10 minuti, scambi qualche battuta, butti un’occhiata intorno alla ricerca di qualche amico, qualche cenno di saluto col tizio che ha una faccia familiare ma non ricordi chi è.

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