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domenica 23 luglio 2017

Summer Goal. I VENTISEI SECONDI, LA CHAMPIONS DI MOU E...


 CALCIOMANIA RELOADED 
giovedì 19 marzo 2009
I VENTISEI SECONDI, OVVERO QUELLI CHE ARRIVANO DIETRO
La frenesia che condiziona il nostro vivere è senza dubbio il peggior nemico del piacere. Però noi esseri umani siamo antropologicamente costruiti per raggiungere i nostri obiettivi nel minor tempo possibile. Dobbiamo arrivare primi nella vita come nello sport. Per questo motivo non vogliamo essere secondi a nessuno, a costo di diventare nevrotici. Il calcio non sfugge a questa legge, e di recente l’allenatore della Juventus ha dichiarato di non giocare per arrivare secondo. Una banalità? Senz’altro lo è, ma ha un senso ed è necessario ribadirlo nell’attuale campionato dominato dall’Inter. I media non possono abbracciare la filosofia del valore del secondo posto per paura di perdere lettori e autorevolezza.

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sabato 22 luglio 2017

STORIE DI BIDONI – FRANÇOIS ZAHOUI

Acquistati con la fama di campioni in grado di fare la differenza e finiti presto nel dimenticatoio. Sono tanti i bidoni arrivati in Italia preceduti e/o seguiti da grandi titoli di giornali e grandi aspettative dei propri tifosi e andati via senza troppo rimpianti. Elencarli tutti è impossibile, proveremo a ricordarne qualcuno.

FRANÇOIS ZAHOUI
Luogo di Nascita: Treichville (Costa d’Avorio)
Data di Nascita: 21/07/1961
Ruolo: Attaccante
Squadra: Ascoli

Cresciuto nella Stella Club di Abidjan, squadra della Capitale del suo paese, Zahoui fu scoperto dagli osservatori dell’Ascoli in occasione del Torneo di Marsiglia del 1981. E’ passato alla storia per essere stato il primo calciatore africano a rompere la barriera razziale del campionato italiano. Il “negretto” ricevette numerosi elogi prima di sbarcare in Italia: in Africa si dimostrò un giocatore dotato di una discreta levatura tecnica, che poteva giocare sia come attaccante puro che come mezzapunta. A volerlo fu soprattutto il Presidentissimo Costantino Rozzi, che con il suo ingaggio intendeva punzecchiare i dirigenti delle squadre italiane più blasonate, che spendevano fior di quattrini per assicurarsi i migliori fuoriclasse del pianeta. Acquistato per la misera cifra di 25 milioni di Lire, venne stipendiato con 12 milioni annui, che all’epoca rappresentavano il minimo sindacale (che oggi ammonta a 1.500 Euro al mese). C’è chi dice che il club ivoriano, invece di riscuotere denaro per il suo trasferimento, fu pagato con il controvalore in tute da gioco ed attrezzature sportive.

venerdì 21 luglio 2017

CALCIOMERCATO INTER, LE RAGIONI DELL'ANDAMENTO LENTO

L’Inter è partita per la tournée in Cina con due soli volti nuovi: Milan Skriniar e Borja Valero. I tifosi mugugnano ammirando i 200 milioni spesi dai cugini rossoneri nelle prime settimane di mercato. Il direttore sportivo del gruppo Suning Walter Sabatini, d’altro canto, ostenta serenità: “Mercato bloccato? Ma chi l’ha detto? La mia tranquillità dipende dal fatto che lavoro con un gruppo importantissimo. L’Inter sarà integrata e la rosa non sarà buttata nel secchio".
Ma qual è, dopo tutto, la situazione dell’Inter? Perché Suning che ha un fatturato annuo fra i 40 e i 50 miliardi di dollari non può comprare chi vuole e quando vuole? Il fair play finanziario è davvero una zavorra così pesante? Anche se la squadra non disputa le coppe?
In effetti, i vincoli per l’Inter esistono anche se non partecipa alle competizioni continentali in questa stagione e derivano dal cosiddetto “Settlement Agreement” sottoscritto nel maggio 2015 per aver violato le regole del financial fair play negli anni precedenti.

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