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domenica 20 gennaio 2019

LE LACUNE OFFENSIVE E LA SOLIDITÀ DIFENSIVA

Come scrivevo ieri sera, la notizia buona per l’Inter è che almeno per questa stagione non dovremo più affrontare il Sassuolo. Per qualche strana alchimia ogni volta che affrontiamo i neroverdi ci trasformiamo in peggio.

Ovviamente diamo per scontato che il problema ieri sera sia stato il Sassuolo e che non ci sia alla base qualche altro problema. Perché sinceramente la prestazione vista poco più di 24 ore fa non mi lascia per niente tranquillo. Abbiamo giocato oggettivamente male dimostrando di avere più di una lacuna. Innanzitutto credo che sia stato il centrocampo il principale reparto a deludere. Questa, per la verità, non è certo una novità (ho fatto pure la rima…). Che ci sia un problema in mezzo al campo è cosa arcinota già da tempo e mi meraviglio come mai la società non si sia preoccupata di colmare questa lacuna né in estate, né durante questo mercato di riparazione (ci sono ancora 10 giorni di tempo, ma non mi pare che la società abbia intenzione di intervenire sul mercato).

sabato 19 gennaio 2019

HANDANOVIC SALVA L'INTER (se non altro non abbiamo perso...)

Serie A 2018-2019 – 20^ Giornata
INTER - SASSUOLO 0 - 0

INTER (4-2-3-1): Handanovic; D'Ambrosio, De Vrij, Skriniar, Asamoah; Vecino (36' st Borja Valero), Brozovic; Politano (36' st Martinez), Joao Mario (15' st Nainggolan), Perisic; Icardi.
A disp.: Padelli, Berni, Vrsaljko, Miranda, Ranocchia, Dalbert, Gagliardini, Candreva.
All.: Spalletti.
SASSUOLO (4-3-3): Consigli; Lirola, Magnani, Peluso, Rogerio; Locatelli, Sensi (30' st Magnanelli), Duncan (28' st Bourabia); Berardi, Boateng, Djuricic (17' st Boga).
A disp.: Pegolo, Satalino, Magnanelli, Lemos, Matri, Babacar, Ferrari, Dell'Orco, Adjapong, Brignola.
All.: De Zerbi.
Arbitro: Pairetto

La notizia buona, visto i precedenti, è che almeno stavolta non abbiamo perso. La notizia cattiva è che ancora una volta non riusciamo a battere il Sassuolo che due volte all’anno fa la partita della vita e ci mette in seria difficoltà. L’anno solare per quanto riguarda il campionato riparte con un scialbo 0-0 in cui (mi costa ammetterlo) avrebbe meritato più la squadra di De Zerbi che i nostri ragazzi.
Joao Mario vince il ballottaggio con Naingollan. Questa è l’unica novità rispetto alla formazione ipotizzata alla vigilia. Confermato Vecino accanto a Brozovic e D’Ambrosio preferito a Vrsaljko.
Come già noto si gioca a porte chiuse, ma lo stadio per fortuna non è completamente vuoto. Ad animarlo ci sono più di diecimila bambini inoltre è addobbato con tanti striscioni colorati con la scritta "Buu", trasformata da ululato razzista ad acronimo che sta per "Brothers Universaly United" ("Fratelli universalmente uniti"). E' la campagna antirazzismo lanciata dall'Inter e accolta da molte squadre di Serie A (anzi quasi tutte).
In campo la partita è subito viva e giocata a viso aperto dal Sassuolo. Al 14esimo Locatelli fa venire i brividi ad Handanovic con un diagonale che si perde di poco al lato. Pochi minuti dopo un destro velenoso di Boateng è deviato dal portiere nerazzurro. L'Inter risponde con l'ex Politano, che al 31esimo si vede respingere un tiro a botta sicura da un grandissimo riflesso di Consigli. Al 40esimo è Vecino a sfiorare il vantaggio.

VOGLIAMO INIZIARE BENE IL GIRONE DI RITORNO?


Smaltiti (mi auguro) i bagordi delle festività natalizie (mi riferisco ovviamente ai giocatori) e messa da parte la goleada di Coppa Italia contro il Benevento, si riparte col campionato. Al momento siamo saldamente terzi, ma è una posizione che bisogna mantenere con le unghie e con i denti, disputando un girone di ritorno perfetto e puntando magari a insidiare quel secondo posto che attualmente è in mano al Napoli (alla capolista non ci pensiamo proprio, tanto ormai è andata…). E io direi di iniziare proprio da quel Sassuolo che affronteremo stasera e che negli ultimi tempi ci ha regalato più amarezze che soddisfazioni (dalla sconfitta del gennaio 2016 che ci costò il titolo di campione d’inverno, a quella dello scorso maggio che mise seriamente a rischio la qualificazione in Champions League, poi agguantata all’ultimo respiro contro la Lazio).

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