GLI ULTIMI 10 ARTICOLI

lunedì 30 settembre 2013

E VA BENE COSI', CI ACCONTENTIAMO DI QUESTA INTER

Va bene così. Tanto chi si accontenta gode. Vabbé, sono partito male scrivendo due sciocchezze. Perché non è vero che chi si accontenta gode e soprattutto non va bene assolutamente bene così. Ieri pomeriggio a Trieste meritavamo di portare a casa i tre punti. Abbiamo giocato meglio, abbiamo creato di più, abbiamo preso pochi rischi in difesa e siamo stati beffati da un tiro deviato.
Poi guardi come sta giocando la squadra, sei soddisfatto della identità ritrovata, ripensi all’Inter di qualche mese fa e dici “Va bene, dai. Tutto sommato va bene anche il pareggio”. Sperando che questi due punti persi poi non peseranno nell’economia del campionato.
Ci accontentiamo per il momento del pareggio. E di un’Inter che tutto sommato continua a piacermi. Devo essere sincero, a fine gara ieri pomeriggio ero abbastanza deluso della prestazione dei nostri ragazzi e addirittura messaggiando con un amico sostenevo che il pareggio era giusto perché noi non avevamo combinato nulla. Poi rivedendo le azioni salienti e ragionando a mente fredda mi sono accorto che in effetti l’Inter non aveva giocato affatto male e che probabilmente meritava qualcosina in più del semplice pareggio.

domenica 29 settembre 2013

ICARDI NON BASTA, FRENATA INTER

Serie A 2013-2014 – 6^ Giornata
CAGLIARI - INTER 1 - 1
75' ICARDI - 83' Nainggolan

CAGLIARI (4-3-1-2): Agazzi ; Perico, Rossettini, Astori, Avelar; Dessena, Conti, Nainggolan; Cabrera (16' st Ibraimi); Ibarbo, Pinilla (29' st Sau).
A Disposizione: Abramov, Ariaudo, Murru, Eriksson, Nene'.
All.: Lopez.
INTER (3-5-1-1): Handanovic; Rolando, Ranocchia (44' st Milito), Juan Jesus; Nagatomo, Guarin, Cambiasso, Kovacic, Pereira; Alvarez (1' st Icardi), Belfodil (19 st' Palacio).
A Disposizione: Castellazzi, Maniero, Andreolli, Campagnaro, Samuel, Jonathan, Kuzmanovic, Wallace, Taider.
All.: Mazzarri.
ARBITRO: Rocchi di Firenze

L’Inter torna dalla insidiosa trasferta di Trieste con un pareggio e qualche rimpianto per una partita che avrebbe anche potuto portare a casa.
Mazzarri finalmente si decide ad attuare un po’ di turnover ma non si schioda da quel maledetto 3-5-1-1 che mi sta facendo tanto disperare. In difesa esordio di Rolando al posto di Campagnaro, a centrocampo Pereira sulla sinistra con Nagatomo dirottato dal lato opposto, in mezzo al campo Cambiasso, Guarin e Alvarez arretrato sulla linea dei centrocampisti con Kovacic dietro l’unica punta Belfodil.
Il campo è al limite della praticabilità con pozze d’acqua sparse per il campo e alcune zone dove la palla non scorre come dovrebbe. L’Inter parte subito forte con Nagatomo e Guarin che impegnano Agazzi con tiri da lontano. Il primo tempo è di chiara marca nerazzurra. Al 22esimo l’occasionissima è sulla testa di Belfodil ma Agazzi è bravo ad intervenire.

Il Cagliari si rende pericoloso con un contropiede di Ibarbo che Juan Jesus ferma fallosamente al limite dell’area.

sabato 28 settembre 2013

LE MILLE INSIDIE SULLA STRADA PER CAGLIARI

Senza un attimo di respiro. Ancora stiamo commentando la bella e sofferta vittoria ottenuta contro la Fiorentina ed è già tempo di pensare alla trasferta di domani pomeriggio a Cagliari, anzi a Trieste visto che la sfida non si giocherà in terra sarda.
Espulsione.
Una scena che rivedremo anche domani pomeriggio.
Inutile dirvi che l'espulso vestirà maglia nerazzurra
Nei 34 precedenti l’Inter l’ha spuntata 11 volte (l’ultima il 17 ottobre 2010,1-0 con gol di Eto’o), pareggiando 17 incontri (l’ultimo nella stagione 2011-2012, 2-2) e perdendo solo in sei occasioni, l’ultima dei quali lo scorso aprile quando i sardi affossarono l’Inter con una doppietta di Pinilla che aprì le marcature con un rigore inesistente per tuffo dello stesso cileno in area.

E il pensiero inevitabilmente va all’arbitro designato per la gara di domani pomeriggio. Vi dice niente il nome Gianluca Rocchi? Sì, esatto, proprio lui. Proprio lo stesso arbitro che quasi due anni fa (era il primo ottobre 2011) arbitrò un vergognoso Inter-Napoli. Lo stesso arbitro che dopo un derby fece dire a Mourinho “questa sera potevano anche lasciarci in sette, avremmo vinto comunque”.

Palla al Centro. SUPER-DERBY: TORINO CHIAMA, MADRID RISPONDE

PALLA AL CENTRODiscussioni e commenti aspettando il fischio d’inizio
Torino e Madrid sono il teatro di due infuocati derby tutti da seguire. Mentre in Inghilterra sfida tra l’allievo Villas Boas e il maestro Mourinho.
Tutti i risultati in TEMPO REALE
SERIE A – 6^ Giornata
Il piatto forte (e visto l’orario la definizione è quanto mai azzeccata) è il derby della Mole dove i granata proveranno a fare uno scherzo ai ben più quotati cugini. Ad aprire il weekend sarà il Napoli, in cerca di riscatto dopo il passo falso contro il Sassuolo, mentre il Milan cerca i tre punti contro la Sampdoria. Trasferta sarda per l’Inter mentre la Fiorentina chiude il turno ospitando il Parma nel posticipo del lunedì.
Sabato 28 settembre, ore 18
GENOA-NAPOLI
Sabato 28 settembre, ore 20.45
MILAN-SAMPDORIA

venerdì 27 settembre 2013

IL CARRO DI ALVAREZ, L'EMBLEMA DI QUESTA INTER RINATA

“Per favore tu scendi.” 
“E anche tu là in fondo, gentilmente accomodati fuori.” 
“No, tu puoi restare” 
“Ti ho detto che non puoi più salire ora”. 
Scusate, ma sto facendo un po’ di pulizia sul carro Alvarez. Adesso sono tutti lì pronti a idolatrare Ricky Maravilla, a salire sul carro, e a dire “eh, ma io l’avevo detto che questo ragazzo era forte…”. E così tocca a me, alvareziano (si può dire alvareziano?) della prima ora, fare un po’ di pulizia tra chi può salire sul carro e chi invece, giustamente, ora ne resta fuori.
Ricky ieri sera è stato il migliore in campo dei nerazzurri. L’ennesima prestazione maiuscola che sottolinea come il buon pre-campionato dell’argentino non fosse un lampo estivo pronto a spegnersi con l’arrivo della stagione ufficiale.
Alvarez, insieme a Jonathan, è l’emblema di questa Inter rinata, di questa Inter che lo scorso anno si scioglieva partita dopo partita come neve al sole e che invece ora è tornata ad essere solida, compatta, in una sola parola “cazzuta”. Un’Inter che magari a fine stagione resterà a bocca asciutta ma che (e sono pronto a scommetterci) darà filo da torcere a tutti e farà sudare sette camicie alle avversarie.

giovedì 26 settembre 2013

VITTORIA IN RIMONTA, CHE CARATTERE QUESTA INTER !!!

Serie A 2013-2014 – 5^ Giornata
INTER - FIORENTINA 2 - 1
60' Rossi (rig) - 72' CAMBIASSO - 83' JONATHAN

INTER (3-5-1-1): Handanovic; Campagnaro, Ranocchia, Juan Jesus; Jonathan (85' Pereira), Guarin, (67'Icardi) Cambiasso, Taider (60' Kovacic), Nagatomo; Alvarez; Palacio.
A disposizione: Castellazzi, Maniero, Andreolli, Belfodil, Kuzmanovic, Wallace, Milito, Samuel, Rolando.
All. Mazzarri
FIORENTINA (4-3-2-1): Neto; Tomovic, G. Rodriguez, Savic, Pasqual (36' Alonso); Aquilani (78' Vecino), Ambrosini, Borja Valero; Joaquin, Mati Fernandenz; Rossi (69' Ilicic).
A disposizione: Munua, Lupatelli, Roncaglia, Compper, Bakic, Rebic, Wolski, Matos, Vargas.
All. Montella
Arbitro: Valeri

Promossa. L’Inter supera l’esame Fiorentina (magari non come Stramaccioni che si è laureato ieri a Coverciano con 110/110, ma comunque a pieni voti) dopo una partita combattuta e sofferta in cui siamo andati in svantaggio prima di ribaltare il risultato.
Mazzarri manda in campo la stessa Inter che domenica ha travolto il Sassuolo, confermando Taider in mezzo al campo accanto a Cambiasso e Guarin, Jonathan e Nagatomo corrono sulle corsie, Alvarez dà una mano a Palacio là davanti.
Come quattro giorni fa in terra emiliana, i ragazzi di Mazzarri partono forte fin dall'avvio. Primo tempo equilibrato con poche occasioni da entrambe le parti. La Fiorentina prova a tirare in porta, l’Inter, che Mazzarri si ostina a far giocare con una sola punta, invece si perde nei metri finali.
La gara si accende nella ripresa. Al quarto d’ora Juan Jesus strattona in area Joaquin. Rigore, ahimè, netto. Dal dischetto Rossi non fallisce e porta in vantaggio la Viola.

mercoledì 25 settembre 2013

INTER E FIORENTINA, ESAME PER DUE

C’è una scienza più inesatta del calcio? Penso di no. Prendete il Sassuolo. Domenica ha preso 7 pere 7 in casa dall’Inter dimostrando di essere ben lontana dall’idea di “squadra che possa giocare in Serie A”. Stasera è andata a Napoli pronta a rimediare un’altra sconfitta, magari con un risultato decente. E invece gli emiliani tornano dalla Campania con un punto avendo fermato sull’1-1 il Napoli (confermando che le mie considerazioni prima di Sassuolo-Inter non erano deliri da tifoso pessimista). Sì, proprio lo stesso Napoli che tre giorni fa è andato a vincere a San Siro dopo 27 anni (se non ricordo male).
E che dire del Milan che a pochi minuti dalla fine stava sotto 3-1 ed è riuscita a pareggiare? E della Juventus che ha rischiato di perdere e invece è riuscita a vincere (con la preziosa collaborazione del guardalinee Preti che i tifosi nerazzurri ricorderanno benissimo)?

L’ho presa larga per introdurre il discorso riguardante Inter-Fiorentina di domani sera. Una partita che ameno sulla carta si preannuncia interessante e dove il fattore incertezza o imprevedibilità potrebbe giocare un ruolo determinante.

martedì 24 settembre 2013

GIAMPAOLO, MISTERO RISOLTO "STO A CASA AL MARE"

LATO B – Appunti sulla Serie Cadetta
Non vi preoccupate, tutto a posto: sto a casa al mare''. Si risolve così una vicenda che negli ultimi giorni aveva assunto i contorni del grottesco e surreale che aveva visto protagonista Marco Giampaolo, tecnico (ormai dimissionario) del Brescia.

Riepiloghiamo brevemente. Dopo la sconfitta casalinga contro il Crotone di sabato scorso, il tecnico del Brescia Marco Giampaolo annuncia di volersi dimettere da tecnico delle Rondinelle. Dopodiché, il tecnico che la settimana prima, a Terni, era tornato ala vittoria interrompendo un'astinenza di 1.002 giorni, ha letteralmente staccato la spina sbigottendo squadra, società e tifoseria. Per tre giorni non è rintracciabile, il telefono è spento, nessuno sa dove sia finito o ha sue notizie. Persino suo fratello Federico, tecnico della Primavera del Pescara, ignora che fine abbia fatto. Ovviamente col passare delle ore e dei giorni la preoccupazione cresce e nella giornata di oggi addirittura si vocifera che la trasmissione “chi l’ha visto?” si sia interessata alla sua scomparsa.

lunedì 23 settembre 2013

L'IMPORTANZA DI UNA GOLEADA. E DI NON MONTARSI LA TESTA

Non capita tutti i giorni di vincere 7-0. Anzi non capita quasi mai. Era dal 14 aprile 1996 (Inter-Padova 8-2 con tripletta di Branca) che l’Inter non segnava così tanti gol. E in trasferta non aveva mai segnato tanto (il precedente record era uno 0-6 che risaliva alla stagione 1988-89).
E’ anche vero che ormai di gol se ne vedono sempre meno. Sarà che dopo il quarto/quinto gol le squadre smettono di giocare, sarà che il divario tecnico fra le big e le piccole non è più così ampio, sarà che le difese sono più accorte.
Il Sassuolo di ieri pomeriggio era oggettivamente imbarazzante (non me ne voglia il popolo neroverde…), hanno preso gol assurdi e mostrato una “leggerezza” difensiva che nemmeno all’oratorio si vede.
Con ciò non voglio sminuire la grande prestazione dell’Inter, brava ad incanalare subito la partita per il verso giusto. E’ sembrato tutto facile, ma nessuna partita è mai semplice. Come commentavamo nei primi minuti di gara con mio fratello, queste partite sembrano facili, poi magari non la sblocchi subito, ti innervosisci e alla fine non riesce a buttarla dentro e finisce 0-0 o addirittura quando meno te l’aspetti ti infilano un gol e si chiudono a riccio e rimedi una sconfitta da coglioni (scusate il francesismo).

domenica 22 settembre 2013

INTER, E' FESTIVAL DEL GOL: 7 RETI AL SASSUOLO

Serie A 2013-2014 – 4^ Giornata
SASSUOLO - INTER 0 - 7
7' PALACIO - 23' TAIDER - 33' TAIDER - 53' ALVAREZ - 64' MILITO - 75' CAMBIASSO - 83' MILITO

SASSUOLO (4-3-3) — Pomini; Gazzola (dal 13’ p.t. Pucino), Rossini (dall’11’ s.t. Bianco), Acerbi, Ziegler; Kurtic, Magnanelli, Cisbah (dal 37’ p.t. Zaza); Schelotto, Floro Flores, Missiroli.
Panchina: Rosati, Pegolo, Longhi, Antei, Alexe, Masucci, Laribi, Marzorati, Farias.
All. Di Francesco.
INTER (3-5-1-1) — Handanovic; Campagnaro, Ranocchia, Juan Jesus; Jonathan (dal 22’ s.t. Wallace), Guarin, Cambiasso, Taider (Kovacic all’11’ p.t), Nagatomo; Alvarez; Palacio (dal 9’ s.t. Milito).
Panchina: Castellazzi, Andreolli, Kovacic, Kuzmanovic, Samuel, Pereira, Rolando, Olsen, Belfodil, Icardi.
All. Mazzarri.
Arbitro: Russo di Nola

Le mie preoccupazioni della vigilia circa il fatto di affrontare una neopromossa sono stati spazzati via da una vittoria in goleada, frutto, in tutta onestà, più dei demeriti emiliani che dei meriti nostri.

Mazzarri, come già anticipato alla vigilia, conferma gli undici che hanno iniziato contro la Juventus. Al primo affondo dopo sette minuti i nerazzurri vanno in vantaggio. Juan Jesus, pressato da un avversario spazza in avanti, il pallone diventa un passaggio in profondità per Nagatomo che si invola agevolmente sulla sinistra e mette in mezzo una palla per Palacio che mette dentro con una facilità impressionante. Il divario tecnico tra le due formazioni è netto e si vede in campo. Ma il Sassuolo prova comunque a giocarsela. Al 23esimo arriva il raddoppio. Lancio per Palacio che tira in porta, Pomini in tuffo respinge ma la palla schizza verso l’alto, Taider anticipa indisturbato il portiere e infila il suo primo gol in nerazzurro.

sabato 21 settembre 2013

NEOPROMOSSE, IO NON MI FIDO (ma non possiamo temerli...)

- Ehi Rodrigo, questi sono convinti di poterci battere...
- E adesso gli spieghiamo chi è il più forte...
Non mi fido delle neopromosse. Soprattutto di quelle che in Serie A mancano da una vita o non ci sono mai state. Non mi fido. Tu pensi “vabbè, oggi giochiamo col Sassuolo, vinciamo facile”. E invece quelli, caricati a molla per il fatto di affrontare una big, giocano alla morte. E spesso lo prendi nelle terga. Come è già successo nelle ultime due stagioni alla quarta giornata (due stagioni fa col Novara, lo scorso anno col Siena).
Ecco perché per certi versi è meglio affrontare la Juventus, perché le motivazioni non mancano e la concentrazione è sempre altissima.
Ma la Juventus l’abbiamo già affrontata una settimana fa (con risultati soddisfacenti) e domani all’ora di pranzo (uff, che rottura di scatole ste partite all’ora in cui ci apprestiamo a pranzare) ci toccherà il Sassuolo per quella che rappresenta una sfida inedita nella massima serie.

Non ci sono dunque precedenti a cui fare riferimento e poiché Mazzarri gioca sempre con gli stessi uomini c’è ben poco da dire anche per quanto riguarda la formazione che vado a ripetere a beneficio di chi ha scarsa memoria.

Palla al Centro. ROMA, MANCHESTER, MOSCA: CHE DERBY !!!

PALLA AL CENTRO – Discussioni e commenti aspettando il fischio d’inizio
Fine settimana all'insegna dei derby in Europa: in programma quelli di Roma, Manchester, Mosca e Istanbul. In Italia c’è anche Milan-Napoli mentre in Francia c’è l'attesa sfida tra Paris Saint-Germain e Monaco.
Tutti i risultati in TEMPO REALE

SERIE A – 4^ Giornata

Il derby romano domenica pomeriggio e l’attesa sfida tra Milan e Napoli nel posticipo sono il piatto forte di un weekend che prevede sfide con le neopromosse per Juventus (che ospita il Verona) e l’Inter (che fa visita al Sassuolo) e la trasferta bergamasca per la Fiorentina.
Sabato 21 settembre ore 18
CAGLIARI-SAMPDORIA
CHIEVO-UDINESE
Sabato 21 settembre ore 20.45
GENOA-LIVORNO
Domenica 22 settembre ore 12.30
SASSUOLO-INTER

venerdì 20 settembre 2013

THOHIR-INTER, E’ FATTA. LA SVOLTA EPOCALE E’ VICINO

Ci siamo, la svolta storica è dietro l'angolo. Presto l’Inter avrà una proprietà asiatica. Massimo Moratti ed Erick Thohir hanno trovato l'accordo. Il magnate indonesiano settimana prossima metterà la firma sull'acquisto del 70% dell'Inter per circa 350 milioni di euro entrando a pieno titolo nel mondo nerazzurro.
E' stato sciolto l'ultimo nodo giuridico legale sulle garanzie, Thohir vorrà Moratti accanto a sé, il progetto è ambizioso. Nel nuovo cda dovrebbero esserci ancora due posti per la famiglia Moratti, Massimo e suo figlio Angelo Mario.
Galeotto, a quanto pare, è stato il vertice di Parigi nella banca d'affari Lazard, dove i due protagonisti della vicenda si sono incontrati per definire il tutto. Moratti e Thohir avevano già avuto altri due incontri ufficiali, il 25 maggio ed il 25 luglio. E' stato quello di settembre, però, a rivelarsi decisivo, in attesa delle prime firme e del closing, la fase conclusiva della trattativa che dovrebbe durare qualche settimana.
La capitale francese sembra essere nel destino del patron nerazzurro: fu lì che sollevò al cielo la sua prima coppa europea (l'Uefa nel '98), e sempre lì che incontrò Josè Mourinho, il tecnico che più di tutti è entrato nel suo cuore.

giovedì 19 settembre 2013

RAZZISMO, DALLA UEFA REGOLE PIU’ SEVERE (ora aspettiamo che vengano applicate)

Rischiano di stravolgere la classifica a colpi di punti di penalizzazione e di squalifiche, le nuove regole introdotte dall’Uefa in tema di discriminazione razziale.
Regole alle quali la federazione italiana e in particolar modo il Giudice Sportivo Tosel, si dovrà attenere ogni volta che negli stadi accadranno degli episodi di tal genere.
In realtà abbiamo già verificato a quali sanzioni si va incontro visto che l'applicazione del Codice è avvenuta per la prima volta relativamente a quanto accaduto sabato scorso a San Siro in occasione di Inter-Juventus (i cori razzisti nei confronti di Asamoah e Pogba) che hanno portato alla chiusura per un turno della curva nerazzurra (e poiché sono di parte sorvolo sul fatto che sia sempre la società nerazzurra ad essere la prima a subire gli effetti di nuove regole).
D'ora in avanti, a seconda della gravità dei fatti che si verificheranno, di volta in volta il Giudice Sportivo potrà decidere di chiudere il relativo settore dello stadio. Con la conseguenza che, in caso di recidiva, non ci sarà nessuna circostanza attenuante (sono state tutte eliminate) ma si potrà arrivare alla squalifica del campo per una o più giornate, a comminare qualche punto di penalizzazione o addirittura (nei casi più gravi) all'esclusione dal torneo.

mercoledì 18 settembre 2013

E’ UN NAPOLI DA SBALLO (l’importanza di avere Higuain e Benitez)

Champions League 2013-2014 – Girone F Prima Giornata
NAPOLI-BORUSSIA DORTMUND 2-1
29' Higuain - 67' Insigne - 86' Zuniga (aut.)

C’era grande attesa per la sfida al San Paolo che vedeva di fronte l’ambizioso Napoli di Benitez e i vicecampioni d’Europa del Borussia Dortmund. A spuntarla, dopo una gara straordinaria sono i padroni di casa che vincono 2-1 una partita in cui il risultato non chiarisce fino in fondo la supremazia partenopea.
Il Napoli scende in campo senza nessun timore reverenziale con Insigne, all’esordio in Champions League, a completare il tridente con i due ex merengues Callejon e Higuain.
E poco prima della mezzora di gioco arriva il vantaggio dei padroni di casa, Zuniga crossa dalla sinistra e Higuain sovrasta di testa Subotic, appena rientrato sul terreno di gioco dopo aver rimediato una ferita al capo, battendo Weidenfeller. Klopp, infuriato con il quarto ufficiale per il ritardo nel rientro del suo difensore, vi si avventa protestando con veemenza e viene così immediatamente allontanato dall’arbitro.

A fine primo tempo altro episodio decisivo, lancio in profondità del Napoli che induce l’uscita di Weidenfeller, il quale incautamente tocca il pallone con le mani fuori area. L’espulsione è inevitabile e i partenopei possono andare all’intervallo con la tranquillità di un goal e un uomo di vantaggio sui vice-campioni d’Europa.

BETCLIC, TUTTO IL CALCIOMERCATO 2013 IN UN'INFOGRAFICA

Infografica Calciomercato Betclic
INFOGRAFICA a cura di Betclic scommesse sportive
Serie A e calciomercato 2013: il sito di scommesse Betclic.it ha riassunto tutti i numeri più importanti della sessione estiva di calciomercato appena conclusasi in una infografica di approfondimento ricca di dati esclusivi, curiosità e confronti storici.
Dall’analisi effettuata emerge che il neo-campione d’Europa Gomez è costato alla Fiorentina il corrispettivo di circa 39 Ferrari FF 2013 (15.5 milioni di Euro), mentre Ogbonna – passato alla Juve per 13 milioni di Euro – vale circa come 7 ville con piscina in Costa Smeralda.
Il nuovo bomber del Napoli Huguain è costato invece circa 6 volte il valore di un preziosissimo quadro di Modigliani e che Strootman vale per la Roma come 11 Vacheron Constantin Tour de L’Ile, tra gli orologi più costosi al mondo.
Tutte cifre che per quanto alte non raggiungono comunque i massimi storici degli anni 2000, segnati dalla Lazio nel 2000 con l’acquisto di Crespo per 55 milioni di euro e dalla Juventus nel 2001 con l’acquisto di Buffon per 54.2 milioni di Euro.

martedì 17 settembre 2013

RIPARTE L'AVVENTURA CHAMPIONS, DESTINAZIONE LISBONA

Si riparte. Quattro mesi dopo il trionfo del Bayern Monaco la Champions League riparte e per 32 squadre ricomincia il sogno di alzare al cielo il trofeo più prestigioso, la coppa della grandi orecchie.
Un sogno che durerà otto mesi e che vedrà il suo atto conclusivo il 24 maggio 2014 allo stadio Estádio da Luz di Lisbona, in Portogallo.
Per la seconda volta la finale si giocherà in terra lusitana. Nell’unico precedente, il 25 maggio 1967 il Celtic si laureò campione d’Europa battendo 2-1 l’Inter.
Le favorite alla vittoria finale sono sempre le solite note. A cominciare dai campioni in carica del Bayern Monaco, guidato quest’anno da Pep Guardiola che ha già conquistato la coppa sia da giocatore che da allenatore. Doppio trionfo che è riuscito anche a Carlo Ancelotti che l’ha conquistata due volte sia da giocatore che da allenatore e che proverà a guidare il Real Madrid alla conquista della decima. Nel lotto delle favorite non potrà mancare il Manchester United, alla 18esima partecipazione consecutiva che per la prima volta dopo 27 anni non avrà sir Alex Ferguson sulla sua panchina (toccherà a Moyes non far rimpiangere il tecnico scozzese), il Barcellona di Messi, affidato quest’anno a Gerardo “Tata” Martino e il Chelsea di Mourinho.

lunedì 16 settembre 2013

TORINO, FIRENZE E IL DIVERSO TRATTAMENTO ARBITRALE

CLASSE A Analisi e commenti sul Campionato Italiano
Sì, adesso possiamo affermare con sicurezza che il campionato è cominciato. Perché, diciamocela tutta, che campionato sarebbe senza i rigorini generosamente elargiti a favore del Milan e senza le immancabili polemiche arbitrali?
E se una sfida infuocata come Inter-Juventus e rimasta immune da polemiche (eppure un paio di episodi, uno per parte ci sono stati ma per fortuna nessuno gli ha dato importanza), ci hanno pensato Torino-Milan e Fiorentina-Cagliari ad infiammare le diatribe.
A Torino i rossoneri hanno pareggiato la gara grazie ad un rigore dubbio ottenuto per fallo di Pasquale su Poli (il centrocampista rossonero si lascia cadere appena sente il contatto). Polemiche amplificate anche da fatto che l’attaccante granata Larrondo era a terra infortunato e l’arbitro Massa non si è minimamente preoccupato di fermare il gioco per verificare le condizioni del giocatore.
Anche nella sfida del Franchi il veleno sta nella coda. E’ il minuto 90 quando Rossi viene atterrato in area per quello che sembra a tutti gli effetti un rigore. Peccato che l’arbitro De Marco non sia dello stesso parere e a Pizarro che chiede lumi (a onor del vero con un’espressione colorita) risponde sventolandogli il cartellino rosso.

domenica 15 settembre 2013

LA RISPOSTA CHE ASPETTAVAMO: L’INTER C’E’.

Se Cittadella, Genoa e Catania erano impegni relativamente semplici per poter testare la vera consistenza di questa Inter, la sfida contro la Juventus era sicuramente un esame importante e senza ombra di dubbio attendibile.
L’Inter c’é. E’ questa la risposta principale che tutti i tifosi nerazzurri aspettavano. Checché ne dicano i tifosi bianconeri (che ovviamente sono di parte come il sottoscritto, ma dall’altra parte, sia chiaro) credo che ieri pomeriggio ce la siamo giocata alla pari contro la Juventus. Ho ricontrollato i miei appunti (sì, l’ammetto, ogni tanto prendo appunti come un giornalista qualsiasi), ho rivisto le azioni salienti nelle varie trasmissioni televisive, o riletto le varie sintesi su svariati siti del web. La Juventus ci è stata superiore forse sul possesso palla ma a livello di pericoli creati Buffon è stato chiamato in causa più volte di Handanovic, anche se l’azione più pericolosa l’hanno creata loro con quel colpo di testa di Vidal nel finale.
Pochi mesi fa eravamo una squadra allo sbando, senza né arte né parte, oggi siamo una squadra. E gran parte del merito va a Mazzarri che in pochi mesi ha rimesso in sesto quella che era una casa caduta.

sabato 14 settembre 2013

INTER, OTTIMO PAREGGIO MA CON RIMPIANTO

Serie A 2013-2014 – 3^ Giornata
INTER - JUVENTUS 1 - 1
73’ ICARDI – 75’ Vidal

INTER (3-5-1-1): Handanovic; Campagnaro, Ranocchia, Juan Jesus; Jonathan, Guarin, Cambiasso, Taider (dal 23’ s.t. Icardi), Nagatomo; Alvarez (dal 35’ s.t. Kovacic); Palacio.
A Disposizione: Castellazzi, Carrizo, Andreolli, Belfodil, Kuzmanovic, Wallace, Milito, Samuel, Pereira, Rolando.
All. Mazzarri.
JUVENTUS (3-5-2): Buffon; Bonucci, Barzagli, Chiellini; Lichsteiner (dal 1’ s.t. Isla), Vidal, Pirlo (dal 42’ Padoin), Pogba, Asamoah; Vucinic (dal 27’ s.t. Quagliarella), Tevez
A Disposizione: Storari, Citti, Ogbonna, De Ceglie, Giovinco, Peluso, Llorente, Motta.
All. Conte.
ARBITRO: Orsato (Schio) .

Finisce 1-1 la sfida tra Inter e Juventus con i nerazzurri che riescono ad andare in vantaggio a 17 minuti dalla fine e colpevolmente si fanno recuperare due minuti dopo. Al di là del risultato una buona prova per la squadra di Mazzarri.
Il tecnico livornese ripropone il solito 3-5-1-1 con l’unica novità di Taider in mezzo al campo insieme a Cambiasso e Guarin.
La prima grossa occasione è nerazzurra. Al 12' Nagatomo, sinistro al volo su respinta di Pogba, costringe Buffon alla respinta sul primo palo. Dall’altro lato brivido per i tifosi nerazzurri, lancio perfetto di Pirlo, Vidal in area viene atterrato da Taider. Il fallo è nettissimo e sarebbe rigore sacrosanto. Per fortuna l’arbitro fischia un precedente fallo di mano del giocatore cileno.
E’ la Juventus che fa la partita mentre l’Inter fatica ad uscire dalla sua metà campo. Al 31' occasione per Pogba da distanza ravvicinata: ma Handanovic c'è.

INTER SE CI SEI BATTI UN COLPO (anzi batti la Vecchia Signora)

Non sarà mai una partita qualsiasi. Inutile sostenere il contrario. Le sfide contro la Juventus non sono e non saranno mai partite come le altre. Sarà per la rivalità che da sempre ci contrappone, sarà per la vicenda di Calciopoli che ha inasprito i rapporti, sarà perché noi siamo l’Inter e loro sono la Juventus (e ho detto tutto…), qualunque sia il motivo le sfide contro la Juventus hanno sempre un sapore particolare.
E la sfida di oggi pomeriggio non fa certo eccezione. In genere quello che il grande Gianni Brera aveva definito “il derby d’Italia” arriva ad ottobre-novembre, con i primi freddi e le prime giornate piovose. Stavolta invece si giocherà a metà settembre in un clima più estivo che autunnale.

Proprio il fatto di giocare così presto dà alla partita un pizzico di incertezza in più. Siamo ancora alle prime battute, entrambe le squadre sono in fase di rodaggio (per ovvi motivi la Juventus è molto più avanti), questa sfida arriva dopo una sosta per le Nazionali. Insomma ci sono tutti gli elementi affinché il pronostico possa essere molto incerto e la partita aperta ad ogni risultato.

venerdì 13 settembre 2013

Palla al Centro. E' GIA' TEMPO DI INTER-JUVENTUS !!!

PALLA AL CENTRODiscussioni e commenti aspettando il fischio d’inizio
Due grandi sfide nel weekend di Serie A. Inter-Juventus e il derby di Genova infiammano il terzo turno. In Germania il Dortmund cerca riscatto contro l’Amburgo mentre in Francia sfida tra le due squadre più spettacolari viste finora.
Tutti i risultati in TEMPO REALE

SERIE A - 3^ Giornata
Siamo appena a metà settembre ma è già tempo di supersfide. Inter e Juventus apriranno il weekend di calcio di Serie A mentre domenica sera ecco il primo derby: quello di Genova. Il Napoli aspetta l’Atalanta mentre il Milan va a Torino. Chiude il turno Parma-Roma lunedì sera.
Sabato 14 ore 18
INTER - JUVENTUS
Sabato 14 ore 20.45
NAPOLI - ATALANTA
TORINO – MILAN

giovedì 12 settembre 2013

ABETE "IO, JUVENTINO DA SEMPRE". ADESSO SI SPIEGANO TANTE COSE...

"Il tifo juventino, tuttavia, non è un mistero. Quando mi intervistarono all'inaugurazione dello Stadium dissi: con il club possono esserci su certi argomenti posizioni diverse, ma è chiaro che io ho visto, da tifoso, più finali di Champions della maggior parte dei presenti. 
Ne ho persa solo una: nel 1985 ero all'Heysel, due anni prima ero ad Atene. E all'epoca non avevo alcun ruolo federale, ero semplice tifoso: sono entrato in federazione nel 1988. Forse posso essere tacciato di un ruolo interpretato male, ma non di mancanza di passione nei confronti dei colori bianconeri".
Dichiarazione tipica di un appassionato tifoso juventino qualunque. Ma stavolta il tifoso in questione non è uno qualunque ma Giancarlo Abete, presidente della Figc e, si presume, persona che dovrebbe essere imparziale.

Per carità, non che la cosa ci suoni nuova o che siamo stati colti di sorpresa. Che il signor Abete avesse quanto meno simpatie juventine l’avevamo intuito. Era difficile immaginare che fosse interista o simpatizzante del Chievo.

mercoledì 11 settembre 2013

TRAPATTONI LASCIA L'IRLANDA (ma è già pronto per una nuova avventura)

Giovanni Trapattoni non è più il commissario tecnico dell'Irlanda. All'indomani della sconfitta di misura in Austria, l'annuncio ufficiale è stato dato dalla federcalcio irlandese, che parla di separazione consensuale anche per il suo vice Marco Tardelli.
Trap aveva già fatto sapere che non avrebbe continuato la sua avventura dopo il Mondiale 2014. E visto che l'Irlanda, nel gruppo C delle qualificazioni, è ormai fuori dai giochi, non c'erano più gli stimoli per continuare. L'addio è stato consensuale, dopo 5 anni di mandato. L'Irlanda, attualmente quarta nel suo girone con 11 punti in 8 gare, ha compromesso le chance di puntare al playoff con la doppia sconfitta maturata prima con la Svezia in casa e poi in Austria nel doppio turno di settembre.

Il 74enne tecnico di Cusano Milanino, reduce dall'esperienza austriaca al Salisburgo, era stato ingaggiato dalla Federcalcio irlandese nel 2008 per sostituire Steve Staunton. Con l'Irlanda, il Trap ha ottenuto il miglior risultato qualificandosi agli Europei 2012.

martedì 10 settembre 2013

E' FATTA, L'ITALIA STACCA IL BIGLIETTO MONDIALE

QUALIFICAZIONI MONDIALI BRASILE 2014 - GRUPPO 2
ITALIA-REPUBBLICA CECA 2-1
18' Kozak - 51' Chiellini - 54' Balotelli (rig.)
ITALIA (3-4-2-1): Buffon; Bonucci, De Rossi, Chiellini; Maggio, Montolivo (dal 41’ s.t. Thiago Motta), Pirlo, Pasqual (dal 38’ s.t. Ogbonna); Candreva, Giaccherini (dal 1’ s.t. Osvaldo); Balotelli. (Marchetti, Sirigu, Astori, Ogbonna, Florenzi, Verratti, Diamanti, Insigne, El Shaarawy, Gilardino). All. Prandelli.
REPUBBLICA CECA (4-1-4-1): Cech; Gebreselassie (dal 32’ s.t. Rabusic), Sivok, Suchy, Limbersky; Prochazka; Plasil, Rosicky (dal 37’ p.t. Kolar), Jiracek, Darida (dal 10’ s.t. Vanek); Kozak.(Vacelik, Drobny, M. Kadlec, Husbauer, V. Kadlec, Horava, Kusnir, Lafata). All. Bilek.
ARBITRO: Eriksson (Sve).

L’Italia di Prandelli batte a fatica (molto a fatica) la Repubblica ceca e strappa il biglietto per il Brasile al termine di una gara sofferta e che, onestamente, forse non meritavamo nemmeno di vincere.
Prandelli schiera un 3-4-3 con Balotelli punta centrale e Candreva e Giaccherini ai lati, in difesa il ct azzurro si inventa un De Rossi centrale per evitare di dare spazio a Ranocchia (come è ben noto i nerazzurri sono banditi dalla Nazionale).

Sono gli ospiti ad andare in vantaggio al minuto 18: dopo un'azione in contropiede, Kozak sfrutta un cross dalla sinistra di Jiracek e batte Buffon. Fra il 24esimo e il 26esimo tripla occasione per Balotelli: prima una traversa da due passi a botta sicura; poi, su tiro di Giaccherini, Cech respinge male e Mario da due passi manda incredibilmente alto; infine, da posizione più difficile, spara ancora alto. Al 36' altra occasione per Balotelli, che di testa, da distanza ravvicinata, si vede respingere la conclusione da Cech. Sul finire di tempo, un'insidiosa conclusione di Candreva dalla distanza viene deviata in angolo da Cech e, poco dopo, Kozak fallisce di un soffio il raddoppio.

lunedì 9 settembre 2013

RIGANO' E QUEL DIRITTO NEGATO DI DIVENTARE ALLENATORE

Una vicenda che avrebbe del clamoroso se non fosse che ha luogo in Italia dove tutto è possibile, anche che ti sia impedito di fare il corso per conseguire il patentino da allenatore di prima categoria perché non hai presenze nella massima serie.
Ma andiamo con ordine. Per accedere alla professione di allenatore, in Italia, non basta avere le doti del sapiente di calcio, il carattere del condottiero di uomini, non basta aver talento. Bisogna prima conquistarsi l’accesso ai corsi federali e poi sperare che qualcuno ti dia l’opportunità di tentare. Per questo secondo passaggio ci si affida al mercato (come in tutti i settori del modo del lavoro, del resto), rimane il primo passaggio. Per poter fare i corsi del centro tecnico di Coverciano, quelli che abilitano alla professione di tecnico bisogna ottenere un punteggio, determinato da alcuni parametri decisi dai vertici Figc.

Dote fondamentale per ottenere un punteggio adeguato sono le presenze da calciatore professionista nella massima serie. Non importa se da gregario, da comparsa, da accidentale coprotagonista di un’avventura calcistica. L’importante è aver giocato in Serie A.

domenica 8 settembre 2013

INTER-JUVENTUS, SCENDONO IN CAMPO I BIDONI

Cresce l’attesa per la sfida di sabato prossimo tra Inter e Juventus. Sfida che definirei anomala perché arriva alla terza giornata (credo che raramente si sia giocata così presto) e soprattutto per l’orario insolito (le 18 di sabato).
Aspettando la sfida abbiamo provato in questa domenica senza calcio per gli impegni delle nazionali a giocare Inter-Juventus mettendo in campo i bidoni delle due squadre.
Non è stato facile selezionare le due formazioni perché nel caso dell’Inter di bidoni, soprattutto negli anni ’90, ce ne sono stati tanti mentre per quanto riguarda quelli della Juventus ricordarseli non è stato facile.
Partiamo dall’Inter che schiera in porta Carini, portiere uruguaiano che la Juventus rifilò ai rivali scambiandolo con Cannavaro (probabilmente uno dei peggiori affari mai fatti dai nerazzurri).
In difesa giocano come esterni Coco, che si distinse più per la vita mondana che per quello che fece in campo, e Gilberto, brasiliano “raccomandato” da Ronaldo. Centrali sono Sorondo, che con Materazzi avrebbe dovuto formare una coppia centrale insuperabile, e Domoraud, francese che giocò una sola stagione in nerazzurro prima di finire al Milan.

venerdì 6 settembre 2013

GILARDINO LANCIA UNA MEDIOCRE ITALIA. E BUFFON LA SALVA

QUALIFICAZIONI MONDIALI - GRUPPO 2
ITALIA-BULGARIA 1-0
38' Gilardino
ITALIA (4-3-3): 1 Buffon; 20 Abate (dal 35’ s.t. 2 Maggio), 19 Bonucci, 13 Chiellini, 15 Antonelli (dal 16’ s.t. 4 Astori); 16 De Rossi, 21 Pirlo, 8 Thiago Motta; 6 Candreva, 11 Gilardino, 17 Insigne (dal 19’ s.t. 22 Giaccherini). (Sirigu, Marchetti, Ranocchia, Florenzi, Aquilani, Diamanti, Verratti, El Shaarawy, Gabbiadini). All. Prandelli.
BULGARIA (4-1-4-1): 13 Mihaylov; 6 Y. Minev, 5 Bodurov, 15 Ivanov, 14 V. Minev; 21 Dyakov (dal 30’ s.t. 7 Delev); 2 Manolev (dal 10’ s.t. 22 Iliev), 18 Gadzhev, 9 Popov, 17 Nedelev; 10 Tonev (dal 16’ 8 Rangelov). (Stoyanov, Dimitrov, Y. Hristov, Milanov, Aleksandrov, Gargorov, Zlatinski, V. Hristov, Zanev). All. Penev.
ARBITRO: Velasco Carballo (Spa)

Una vittoria sofferta, strappata con i denti e riuscendo a resistere fino alla fine con Buffon migliore in campo. L’Italia porta a casa tre punti pesantissimi ma il bottino pieno è l’unica nota positiva della serata.
Prandelli, che deve rinunciare agli squalificati Balotelli, Osvaldo e Montolivo, più gli infortunati De Sciglio, Marchisio, Cerci e Barzagli, opta per il 4-3-2-1. Gilardino è l’unica punta, supportato da Candreva e Giaccherini. In mezzo al campo vicino a Pirlo e De Rossi c’è il ritorno di Thiago Motta.

Primi 20’ di studio senza grandi emozioni. La prima conclusione arriva al 21esimo con un sinistro di Tonev dal limite, ma Buffon è bravo a bloccare in due tempi. Prima del riposo (38esimo) gli azzurri passano in vantaggio: cross dalla sinistra di Candreva, Gilardino di testa dall’area piccola batte Mihajlov. E’ il diciannovesimo goal per l’attaccante del Genoa, che raggiunge Roberto Bettega nella classifica cannonieri della nazionale.

giovedì 5 settembre 2013

GLI ALLENATORI NON HANNO DUBBI: MERCATO PIU’ BREVE

Bisognerebbe chiudere prima di inizio settembre il calciomercato estivo. Questo è quanto chiedono gli allenatori che si sono riuniti a Nyon per l’annuale forum per allenatori di club di élite che si è concluso nel primo pomeriggio.
"Per noi allenatori - ha spiegato il tecnico del Napoli Rafael Benitez alla conferenza stampa conclusiva - è difficile preparare la squadra, allenare determinati schemi, i calci piazzati e poi non poter più disporre di determinati giocatori".
Alcuni tecnici vorrebbero chiudere il mercato già il primo agosto, altri il 15. "Non sarà però facile attuare questa riforma - spiega il tecnico del Tottenham, Andre Villas-Boas - in quanto molti club sono contrari. Specialmente quelli che partecipano ai preliminari di Champions League. Vogliono sapere se accederanno alla fase a gironi e quindi disporranno o meno di risorse per investire ancora sul mercato".

La richiesta deriva da fatto che andando fino a settembre i tecnici hanno serie difficoltà (per non dire impossibilitati) a preparare la stagione con l’incertezza costante sulla composizione della rosa fino a inizio campionato.

mercoledì 4 settembre 2013

SETTE ANNI SENZA TE. (Giacinto sempre con noi)

”La morte non esiste. La gente muore solo quando viene dimenticata”. (Isabel Allende)
Fiumi di parole si sono spesi e si continueranno a spendere nel ricordo di Giacinto Facchetti che tutti ricordano come grande giocatore, grande dirigente e grande cuore nerazzurro ma che a noi piace ricordare soprattutto come grande uomo.
Gran bella persona il Cipe. Non ho il piacere di poterlo confermare personalmente non avendo mai avuto l’onore di averlo conosciuto, ma se l’opinione di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e di stare a contatto con lui è quella di una grande persona, una persona speciale.
Alcuni sostengono che se n’è andato troppo presto. Ed è vero. Uno come lui si sarebbe meritato di vivere in prima persona i trionfi del post Calciopoli, avrebbe meritato di poter alzare quella coppa al Bernabeu dopo 45 anni, avrebbe meritato di difendersi da tutto il fango che gli è piovuto addosso.

martedì 3 settembre 2013

COME ESSERE IN VACANZA (è finito il calciomercato, finalmente)

Mazzarri aspettava i rinforzi richiesti...
Come l’ultimo giorno di vacanza. L’ultimo giorno di calciomercato somiglia un po’ all’ultimo giorno di vacanza prima di riprendere il solito tran tran quotidiano.
In fondo il calciomercato è un po’ come essere in vacanza. Non vedi l’ora che inizi, le prime settimane ti diverti, ti appassioni, fai grandi progetti. Poi i giorni passano, tutto ciò che avevi sognato di fare rimane solo un sogno, e alla fine non vedi l’ora che finisca perché ti sei rotto le scatole.
Ieri sera finalmente la sessione estiva di calciomercato si è conclusa. In realtà credo che si fosse conclusa già da un po’. L’entusiasmo iniziale per l’arrivo di Tevez, Gomez, Higuain piano piano è stato sostituito dal solito vocio di nomi, di ipotesi, di sogni da fantacalcio. Se non fosse per l’operazione revival di Kakà al Milan questi ultimi giorni di mercato sono stati abbastanza piatti. E anche il ritorno di Kakà al Milan non mi pare che possa essere annoverato tra i grandi colpi di questo mercato (anche se Galliani come sempre cerca disperatamente di convincerci del contrario).

lunedì 2 settembre 2013

TANTA PRUDENZA E NIENTE ILLUSIONI (però questa Inter piace...)

Niente illusioni. E’ questo l’imperativo per il popolo nerazzurro. Due vittorie dopo due gare inducono all’ottimismo ma non devono sfociare nelle illusioni. I conti si fanno a maggio non il 2 settembre.
Come faceva notare Simone Nicoletti su Fabbrica Inter, l’ultima volta che l’Inter ha vinto le prime due partite senza subire gol era stato nella stagione 2003-2004. La terza stagione di Cuper che venne esonerato dopo 7-8 giornate (non ricordo con precisione) e che concludemmo al quarto posto.
Ciò per dire che due vittorie ottenute contro avversari non certo irresistibili (basta guardare cosa ha combinato il Genoa ieri sera) non devono indurre al più sfrenato ottimismo. Saranno altre le partite che dovranno e potranno dare un vero peso specifico alla forza di questa Inter.
Per ora prendiamo per buono ciò che stiamo vedendo ovvero una migliore quadratura difensiva, una minima parvenza di gioco, la rivalutazione di gente come Alvarez e Jonathan, una squadra che ci mette impegno e per 90 minuti gioca a calcio e non passeggia per il campo.

domenica 1 settembre 2013

TRIS NERAZZURRO, MAZZARRI SFATA IL TABU' CATANIA

Serie A 2013-2014 – 2^ Giornata
CATANIA - INTER 0 - 3
19’ PALACIO – 56’ NAGATOMO – 60’ ALVAREZ

CATANIA (4-3-3) Andujar, Alvarez (dal 16°st Rolin), Legrottaglie, Spolli, Monzon, Izco (41′pt Lopez), Tachtsidis, Almiron, Leto (dal 21 st Doukara), Bergessio, Castro. 
A disp. Frison, Ficara, Cabalceta, Gyomber, Freire, Boateng, Petkovic.
All.: Maran
INTER (3-5-1-1) Handanovic, Campagnaro, Ranocchia, Juan Jesus, Jonathan (dal 38' st Wallace), Guarin (dal 22'st Belfodil), Cambiasso, Kovacic (dal 43' pt Taider), Nagatomo, Alvarez, Palacio.  
A disp. Carrizo, Castellazzi, Andreolli, Rolando, Samuel, Pereira, Kuzmanovic, Olsen, Icardi.
All. Mazzarri
Arbitro: Damato

Mazzarri sfata il tabù di Catania dove non era mai riuscito a vincere nei sette precedenti e porta a casa altri tre punti.
La formazione è quella ipotizzata alla vigilia con Alvarez dietro l’unica punta Palacio e Kovacic in mezzo insieme a Cambiasso e Guarin.
La partenza è subito scoppiettante con entrambe le squadre che partono forte e occasioni da rete sia da un lato che dall’altro.
Ad andare in vantaggio al 19esimo è l’Inter al termine di una bella azione in cui Jonathan arriva sul fondo e piazza una palla sotto porta per Palacio che si avventa come un falco sulla preda e infila il vantaggio nerazzurro.
Il Catania accusa il colpo ma non molla. E nel finale della prima frazione sfiora anche il pareggio. Da registrare nei minuti finali anche il doppio infortunio di Kovacic e Izco.
Nella ripresa i siciliani partono all’arrembaggio ma il gol di Nagatomo al 56esimo spegne l’ardore rossazzurro. Bella azione sulla destra, cross perfetto di Palacio, sul secondo palo arriva Nagatomo che infila il secondo gol di testa in altrettante partite.

VERSO CATANIA ASPETTANDO I BOTTI FINALI DEL MERCATO...

Archiviato l’esordio positivo in campionato (forse più che positivo dovrei dire vincente…) e aspettando i fuochi d’artificio finali che arriveranno dal mercato (occhio, domani sera si chiude) e che probabilmente somiglieranno a dei mortaretti con le polveri bagnate, ci apprestiamo ad andare in quel di Catania per affrontare i rossazzurri di Maran che lo scorso anno chiusero la stagione addirittura davanti a noi.
Pensateci voi, come sei mesi fa...
Rispetto alla sfida col Genoa sarà sicuramente una sfida un tantino più difficile. Questo inizio di stagione somiglia ad un videogames dove ogni livello che superi è un tantino più difficile. Siamo partiti da una sfida abbordabile come quella col Cittadella, poi quella col Genoa e stasera toccherà al Catania, sicuramente la più difficile tra le tre.

La trasferta siciliana è sicuramente un test molto impegnativo che potrò darci un’idea un tantino più concreta di che Inter sta nascendo. E potrà darci delle indicazioni più precise su dove bisogna intervenire. Anche se ormai le nostre lacune sono ben note e, in tutta sincerità, non c’è nemmeno rimasto molto tempo per riuscirlo a colmarlo (sempre ammesso che riusciremo a colmarlo).

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