GLI ULTIMI 10 ARTICOLI

mercoledì 30 settembre 2015

EDY REJA E GIAMPIERO VENTURA, I DUE MAGHI SENZA ETA'

 CLASSE A – Analisi e commenti sul Campionato Italiano 
In questo campionato che sembra aver capovolto le gerarchie rispetto agli ultimi, due maghi senza età sono lì a portare le loro squadre dove si respira Europa.
Giampiero Ventura è terzo con il suo Torino (se il campionato si fermasse oggi sarebbe ai preliminari di Champions League), Edy Reja è sesto con l’Atalanta.
In una Italia che per aspettative di vita è il secondo paese del pianeta assieme a Singapore, Reja a 69 anni e Ventura a 67 sono in qualche modo il vessillo del trend che questa tendenza fa registrare. Si punta sui giovani, si sperimentano presunti “nuovi Guardiola”, ma poi alla fine ci si affida all’usato sicuro, all’esperienza di chi macina calcio da tempo, da parecchio tempo.
Reja è per il secondo anno di fila il “Grande Vecchio” della Grande Europa: che vuol dire serie A, Liga, Bundesliga, Premier League e Ligue 1.

martedì 29 settembre 2015

IL CARPI ESONERA CASTORI (la calma non esiste in Serie A)

 CLASSE AAnalisi e commenti sul Campionato Italiano 
Regola numero uno del calcio italiano. Servono i risultati. Subito. Anche se ti chiami Carpi e solo cinque mesi fa hai conquistato la prima promozione in Serie A. Servono i risultati. Subito. Anche se il calendario ti mette di fronte nell’ordine Sampdoria, Inter, Palermo, Fiorentina, Napoli e Roma. Servono i risultati. Subito. E non basta aver portato a casa due punti, non basta aver rischiato di pareggiare in casa con l’Inter, non basta aver sfiorato la vittoria a Palermo. Servono i risultati. Subito. E se non arrivano “prego, si accomodi fuori” e si cambia subito allenatore con la stessa semplicità con cui si cambiano i calzini.
È quello che è capitato a Fabrizio Castori, che solo cinque mesi fa era un eroe per aver portato il Carpi in Serie A e che da ieri pomeriggio non è più il tecnico degli emiliani.
Indubbiamente il tecnico paga la sconfitta contro la Roma (5-1), ma soprattutto un inizio di stagione molto deludente. Non è stato sufficiente fermare in casa il Napoli, né aver fatto soffrire Inter e Fiorentina (le attuali capoliste del campionato) prima di mollare i tre punti. Probabilmente, galvanizzati dalla promozione, la dirigenza del club emiliano si aspettava ben altri risultati, per dire, una vittoria all’Olimpico o un 4-0 ai danni del Napoli.

lunedì 28 settembre 2015

QUANDO UNA SCONFITTA PUO' ESSERE SALUTARE...

Ritorniamo con i piedi per terra. Non che queste prime cinque vittorie consecutive ci avessero illuso più di tanto, ma erano state sufficienti perché qualcuno iniziasse a fare castelli in aria e sognasse un campionato da protagonisti. E invece è arrivata questa scoppola viola, forse esagerata, ma secondo me più che salutare. Una sconfitta che ci possa servire da lezione, che ci ricordi che il nostro obiettivo non è lo scudetto ma un posto nella prossima Champions League e che ridimensioni un po’ le aspettative del popolo nerazzurro (siamo onesti, un pensierino piccolo piccolo allo scudetto l’abbiamo fatto tutti in questi giorni…).
Non ho visto la partita ieri sera, ma è bastato vedere gli highlights per capire che non è stata solo una serata storta. Tutti, chi più chi meno, hanno avuto le loro colpe e la sconfitta ha molti padri.

domenica 27 settembre 2015

RAGAZZI, FACCIAMOLI... VIOLA!!!

Nei 77 precedenti tra Inter e Fiorentina in quel di Milano, i padroni di casa l’hanno spuntata ben 45 volte, pareggiando altre 18 volte (il segno x non esce dal 11 novembre 1996 quando finì 2-2). Le vittorie della viola, invece, sono soltanto 14.
I viola hanno vinto l’ultimo confronto lo scorso 1 marzo (1-0 gol di Salah) dopo 15 anni (non vincevano a San Siro dalla stagione 1999/2000, quando una doppietta di Chiesa e i gol di Batistuta e Bressan firmarono un clamoroso 0-4). In mezzo 12 vittorie nerazzurre in altrettanti confronti

sabato 26 settembre 2015

Palla Al Centro. LE SFIDE PIU’ INTERESSANTI DEL WEEKEND

 PALLA AL CENTRO – Discussioni e commenti aspettando il fischio d’inizio 
 (Versione extra-light) 


SERIE A (Italia) – 6^ Giornata
NAPOLI-JUVENTUS
INTER-FIORENTINA

SERIE B (Italia) – 5^ Giornata
LIVORNO-SPEZIA
BARI-AVELLINO

venerdì 25 settembre 2015

VINCI LA CHAMPIONS LEAGUE CON LE PATATINE LAYS

PepsiCo celebra il suo accordo di Sponsorship con la UEFA Champions League, offrendo ai suoi consumatori la possibilità di assistere alle partite del torneo europeo, grazie a un concorso a premi lanciato in Italia dal marchio Lay’s®. Acquistando un pacchetto di patatine Lay’s®, dal 12 settembre al 12 novembre 2015, in palio ogni giorno un biglietto per due persone, un buono viaggio e un soggiorno in hotel per assistere a una partita della fase a gironi della propria squadra preferita.
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mercoledì 23 settembre 2015

INTER, BATTI IL CINQUE...

Stavamo ancora discutendo della quarta vittoria consecutiva dell’Inter, del fatto che questa Inter non è bella ma è vincente. I gufi stavano ancora facendo i loro proclami riguardante l’immediata catastrofe che avverrà quando l’Inter perderà la prima partita, ed ecco che è già tempo di giocare. Stasera via al turno infrasettimanale che ha già inaugurato il Milan ieri sera vincendo ad Udine (i friuliani hanno vinto alla prima giornata allo Juventus Stadium e si sono montati la testa visto che da quel momento non ne hanno azzeccato più una).

I nostri ragazzi affronteranno invece il Verona in quel di San Siro, dove in quattro giorni l’Inter gioca due partite fondamentali per l’immediato futuro. Stasera contro il Verona e domenica sera contro la Fiorentina i nerazzurri dovranno dimostrare di non essere un fuoco passeggero, ma di avere le credenziali per poter svolgere un ruolo da protagonista in questo campionato. I gufi sono già belli appollaiati sul trespolo pronti a colpire. Sta a noi farli cadere dal trespolo o dargli modo di colpire.

martedì 22 settembre 2015

ALLARME DOPING IN CHAMPIONS LEAGUE “L'8% HA VALORI FUORI NORMA"

Il 7,7% dei calciatori che hanno giocato alla Champions nel quinquennio 2008-2013 ha dei valori fuori dalla norma nelle urine. E' il dato più inquietante che emerge da uno studio effettuato dalla Uefa. Su 4.195 campioni di urine di calciatori analizzati in 12 laboratori, in 879 casi i valori di testosterone sono risultati nettamente oltre il consentito e in 68 situazioni sono state rilevante anche tracce di steroidi anabolizzanti. Lo studio Uefa ha fatto risuonare un chiaro allarme doping in quello che è lo spettacolo calcistico per club più bello al mondo.

I risultati di questo studio effettuato dalla Uefa sono stati pubblicati nelle ultime ore dal Sunday Times in Inghilterra, che ha sollevato il velo di silenzio che la stessa Uefa aveva applicato su questo documento che, inevitabilmente, scotta. La metodologia di analisi è stata effettuata in forma anonima: al termine di ogni partita, la Uefa ha fatto prelevare dei campioni di urine a campione ai calciatori che hanno giocato le partite della Champions nel quinquennio 2008-2013. Tutto rigorosamente coperto dall'anonimato.

lunedì 21 settembre 2015

NON BELLA MA CONCRETA, E’ UN INTER DA GODERE

Magari mercoledì sera col Verona pareggeremo oppure domenica prossima con la Fiorentina ne prenderemo quattro. Non so, non sappiamo, cosa ci riserva il futuro prossimo. Figuriamoci se possiamo minimamente immaginare cosa succederà fra nove mesi. Due stagioni fa la Roma vinse le prime 10 gare stagionali e poi chiuse il campionato a -17 dalla Juventus Campione d’Italia.
Dunque non facciamo progetti a lungo termine. Accontentiamoci di questo momento, godiamocelo in pieno e speriamo fortemente che duri il più lungo possibile. Perché, dai, la classifica vista così è tremendamente fantastica. Noi primi, secondo il Torino, terza la Fiorentina e poi Roma e Sassuolo. A guardare così la classifica con il Milan nono e la Juventus tredicesima, ci viene la lacrimuccia della felicità.
Il mondo visto da quassù non è niente male. Era da un po’ che non guardavamo tutti dal’alto in basso e stiamo riscoprendo, come scrivevo anche una settimana fa, una piacevole sensazione che avevamo dimenticato.

Certo, non siamo ancora belli e irresistibili. Giochiamo maluccio, prendiamo troppi rischi, stiamo con il patema d’animo fino al triplice fischio finale. Insomma siamo ben lontani dal sembrare una squadra capace di poter insidiare le principali candidate alla scudetto.

domenica 20 settembre 2015

ICARDI FA UN SOL BOCCONE DEL CHIEVO E L’INTER VOLA

Serie A 2015-2016 – 4^ Giornata
CHIEVOINTER 01
42’ ICARDI

Chievo (4-4-2): Bizzarri; Frey, Gamberini, Cesar, Gobbi; Hetemaj, Rigoni (35' st Pepe), Birsa (29' st Mpoku), Castro; Paloschi (22' st Inglese), Meggiorini.
A disposizione: Bressan, Seculin, Sardo, Mattiello, Dainelli, Cacciatore, Christiansen, Pinzi, Pepe, Pellissier.
Allenatore: Rolando Maran.
Inter (4-3-1-2): Handanovic; Santon, Medel, Murillo (24' st Ranocchia), Telles; Guarin, Felipe Melo, Kondogbia (40' st Brozovic); Perisic; Jovetic (29' st Palacio), Icardi.
A disposizione: Carrizo, Radu, Montoya, Nagatomo, D’Ambrosio, Gnoukouri, Biabiany, Ljajic, Manaj.
Allenatore: Roberto Mancini.
Arbitro: Sig. Paolo Tagliavento di Terni.

E quattro. Contro il Chievo l’Inter porta a casa la quarta vittoria consecutiva e consolida il primato in classifica in attesa dei risultati del pomeriggio. A decidere il match il primo gol stagionale di Maurito Icardi nel finale del primo tempo. Non siamo ancora belli da vedere, ma rimaniamo piacevolmente concreti e cinici.
Mancini non applica nessun turnover. L’unica novità rispetto al derby è Alex Telles sulla sinistra, per il resto tutto confermato con Medel in mezzo alla difesa e Jovetic nel tridente d’attacco con Perisic e Icardi.
Si parte a ritmi blandi con poche occasioni da entrambe le parti. Se qualcuno ha preferito il pranzo alla partita non si è perso nulla. La partita si accende solo nella seconda parte del primo tempo. Bizzarri sventa un cross insidioso di Alex Telles. Dall’altra parte salvataggio miracoloso di Medel che anticipa Meggiorini pronto a ribattere a rete da pochi passi un passaggio filtrante di Paloschi.

IO SPERIAMO CHE ME LA CHIEVO (ovvero, non sarà una passeggiata...)

Era il 16 dicembre 2001. Faceva freddo. Fu uno degli inverni più freddi che io ricordi. Natale era alle porte, forse per questo faceva freddo. Io avevo più che ventanni, a voler essere precisi un mese e mezzo dopo ne avrei compiuto 23 di anni. Dopo 15 giornate l’Inter era in testa e il Chievo, al suo esordio in Serie A, era lì vicino a due punti. A San Siro la partita finì 2-1 per gli ospiti e i veronesi (che quella stagione chiusero al quinto posto) balzarono in testa. Come finì per l’Inter non c’è nemmeno bisogno di dirvelo.

Mi dispiace aver rispolverato questo infausto precedente ma era per ricordare l’unica volta in cui Chievo e Inter si affrontarono con in palio la testa della classifica. Sebbene siamo ancora agli inizi, domani Chievo e Inter si ritroveranno di fronte con in palio la testa della classifica. Anche se la seconda piazza è molto affollata e c’è la possibilità che in caso di vittoria dei padroni di casa (super toccatina, please) o di pareggio (toccatina, please) la testa della classifica sarà in coabitazione con qualcun altro.

sabato 19 settembre 2015

Palla al Centro. INTER, ESAME CHIEVO - CHELSEA AD UN BIVIO

 PALLA AL CENTRO – Discussioni e commenti aspettando il fischio d’inizio 
Lo scontro tra Chievo e Inter è la sfida su cui sono poggiati i riflettori della Serie A. Dietro scalpitano in tanti, dalla Roma che vuole sfruttare il buon momento alla Juventus che cerca il riscatto, passando per un Napoli-Lazio che promette spettacolo.
In Inghilterra il match di giornata è lo scontro tra Chelsea e Arsenal con i Blues sempre più in crisi (e un’ulteriore risultato negativo potrebbe far vacillare la panchina di Mourinho).
In Germania c’è da seguire un’interessante Borussia Dortmund-Bayer Leverkusen, in Francia occhio a Marsiglia-Lione, da non perdere la supersfida del campionato portoghese tra Porto e Benfica.

 SERIE A (Italia) – 4^ Giornata 
Sabato 19 Settembre ore 18
UDINESE-EMPOLI
Nei 9 precedenti disputati al Friuli, l’Udinese è in vantaggio con 5 vittorie, 1 pareggio Nel 2007-2008: 2-2 firmato da Dossena, Di Natale, Raggi e Marzorati) e 5 sconfitte.

Sabato 19 Settembre ore 20:45
MILAN-PALERMO
Sono 27 gli incontri in archivio tra Milan e Palermo a San Siro: i rossoneri sono avanti con 22 vittorie a 3, a fronte di 2 pareggi. Una curiosità: le tre vittorie dei rosanero a Milano sono avvenute tutte con il risultato di 2-0 (2006-2007, 2009-2010 e 2014-2015).

venerdì 18 settembre 2015

RIVOLUZIONE INTER, ADDIO A FASSONE

F.C. Internazionale Milano comunica che Marco Fassone non ricopre più il ruolo di Direttore Generale del Club.
Il CEO Michael Bolingbroke ha dichiarato: "Vorremmo ringraziare Marco per il suo lavoro nei tre anni trascorsi all'Inter. Ha sempre fatto del suo meglio per la Società, gli auguriamo ogni successo per il futuro".
Il Club nerazzurro attualmente occupa il primo posto in classifica in Serie A con nove punti raccolti nelle prime tre giornate, dopo una finestra di mercato in cui sono stati conclusi molti acquisti importanti per migliorare la composizione e la qualità della rosa per la stagione 2015/16.
Con questo comunicato l’Inter ha reso noto il divorzio da Marco Fassone che da oggi non è più il direttore generale del club nerazzurro. All'ora di pranzo, Marco Fassone si è recato alla Pinetina per salutare tutti, dai giocatori ai dipendenti del club.

L'interruzione del contratto in essere fino al prossimo giugno 2016 gli è già stata comunicata dall'amministratore delegato Michael Bolingbroke, che ora diventa il primo referente sportivo dell'allenatore Roberto Mancini.

giovedì 17 settembre 2015

EUROPA LEAGUE, L’ITALIA A CACCIA DI UN TROFEO CHE MANCA DAL 1999


Con Napoli, Fiorentina e Lazio riparte la caccia dell’Italia all’Europa League, trofeo mai vinto da un’italiana da quando ha assunto tale denominazione. Ma anche aggiungendo la vecchia Coppa Uefa, per le compagini della Penisola, il torneo è ormai un tabù. È cambiato tutto a cavallo del millennio: negli anni Novanta la Coppa Uefa era quasi un’altra Coppa Italia, tanto era il dominio dei nostri club (ricordiamoli: 1989: vittoria del Napoli; 1990: successo della Juventus, in finale sulla Fiorentina; 1991: affermazione dell’Inter sulla Roma; 1993: ancora la Juventus campione; 1994: bis neroazzurro; 1995: prima volta del Parma, sulla Juve di Lippi; 1998: tris dell’Inter sulla Lazio nella prima finale giocata in campo neutro; 1999: altro sigillo del Parma. In più, l’Inter arrivò in finale nel 1997, ma perse). Poi, il nulla. Qualche comparsata in semifinale e stop. Persino il raggiungimento della finale si è rivelato off-limits, anche per l’assurdo atteggiamento che negli anni le squadre italiane avevano dimostrato verso la seconda coppa europea, vista come un fastidio o come il torneo delle riserve.

mercoledì 16 settembre 2015

EBBENE SI': MOGGI DIVENTA GIORNALISTA (l’anno prossimo arbitrerà in Serie A?)

Svolta professionale nella carriera di Luciano Moggi. Dopo essere stato per anni dirigente di Roma, Lazio, Napoli, Torino e Juventus, il buon Lucianone da Monticiano, di professione ferroviere, ha deciso di dare una svolta alla sua vita e alla veneranda età di 76 anni è diventato da ieri giornalista, tornando finalmente a lavorare onestamente dopo quasi mezzo secolo. A consegnargli il tesserino l’Ordine dei Giornalisti di Torino.
"Mi hanno vestito di bianconero, ma questo non mi esime dallo scrivere cose negative sulla Juventus. – ha dichiarato Moggi - In ambito sportivo non sempre le cose vengono raccontate come sono realmente accadute. L'Ordine dei Giornalisti dovrebbe colpire chi non si attiene alla verità e vuole raccontare la sua di verità. Spero di essere il giornalista che con il buon senso dice le cose come stanno".
Personalmente non contesto che Moggi sia diventato giornalista (sebbene la cosa mi provochi ribrezzo e sono ben fiero di non essere diventato “collega” di questo personaggio). C’è un percorso da seguire (se non ricordo male 18 mesi continuativi di praticantato giornalistico e poi sostenere una prova d’esame sia scritta che orale) e lui l’ha seguito.

martedì 15 settembre 2015

CHAMPIONS LEAGUE AL VIA: OBIETTIVO MILANO!!!

Ci siamo. Ancora poche ore e poi la musichetta risuonerà nell’aria e darà il via alla 61esima edizione della Coppa Campioni/Champions League, lo spettacolo che ammalia i calciofili di tutto il mondo in un percorso che si chiuderà il 28 maggio a Milano.
Il grande favorito è il Barcellona campione in carica, sulla sua scia il Real Madrid di Benitez e Cristiano Ronaldo, il Manchester City di Pellegrini, il Bayern Monaco di Guardiola e il Psg di Ibrahimovic, in attesa di valutare il Chelsea di Mourinho, protagonista di un inizio stagione non proprio positivo.
E le italiane? La Juventus riparte dalla finale persa lo scorso anno. Arrivare nuovamente all'atto conclusivo (per giunta in casa delle rivali milanesi) sarebbe un sogno, ma come tale difficilmente realizzabile. La Roma punta a fare più strada possibile, ma salvo concatenazione di eventi e a lei favorevoli difficilmente arriverà tra le prime quattro.

lunedì 14 settembre 2015

UNA PIACEVOLE SENSAZIONE CHE NON RICORDAVAMO PIU’

Non sappiamo se e quanto durerà questo momento. Non sappiamo se già da domenica a Verona contro il Chievo (sfida al vertice, prima contro seconda) comincerà la nostra parabola discendente. Non sappiamo se a maggio saremo ancora qui, in vetta a guardare tutti dall’alto in basso e a bearci del fatto che noi siamo Campioni d’Italia e gli altri dovranno lottare per un posto in Europa.
Non lo sappiamo, non è dato saperlo. Lo scopriremo solo vivendo, direbbe il grande Lucio Battisti. E allora nel frattempo ci godiamo la bellezza del momento. Ci godiamo quel fantastico +6 sul Milan e +8 sulla Juventus che quasi quasi ci fa godere più del fatto che siamo la capolista.

Erano cinque anni che non eravamo in testa alla classifica da soli. C’era Benitez in panchina e c’erano tutti i giocatori che pochi mesi prima avevano compiuto l’impresa di vincere tutto il vincibile (e nel frattempo avevamo portato a casa anche una Supercoppa Italiana). Cinque anni sono tanti. Di quella squadra non è rimasto più nessuno e nel frattempo abbiamo vissuto stagioni tutt’altro che indimenticabili e subito le fastidiose vittorie della squadra con la maglia non colorata.

domenica 13 settembre 2015

GUARIN FIRMA IL DERBY E LANCIA L’INTER IN VETTA

Serie A 2015-2016 – 3^ Giornata
 INTER - MILAN 1 -
 58’ GUARIN 

INTER (4-3-1-2): ) Handanovic; Santon, Medel, Murillo, Juan Jesus (dal 23’ s.t. Telles); Guarin, Felipe Melo, Kondogbia; Perisic (dal 39’ s.t. Ranocchia); Icardi, Jovetic (dal 27’ s.t. Palacio).
A Disposizione: Carrizo, Biabiany, Montoya, Gnoukouri, Ljajic, D’Ambrosio, Nagatomo, Brozovic, Manaj.
All. Mancini.
MILAN (4-3-1-2): Diego Lopez, Abate, Zapata, Romagnoli, De Sciglio; Kucka (dal 27’ s.t. Poli), Montolivo, Bonaventura; Honda (dal 36’ s.t. Cerci); Bacca (dal 16’ s.t. Balotelli), Luiz Adriano.
A Disposizione: Abbiati, Donnarumma, Mexes, Ely, Alex, Calabria, Suso, Nocerino, De Jong.
All. Mihajlovic.
ARBITRO: Rocchi di Firenze.

L’Inter porta a casa il derby al termine di una partita giocata non in modo eccellente fino al gol. A decidere la sfida una fiammata di Guarin a metà ripresa che regala all’Inter i tre punti che vogliono dire vetta solitaria dopo cinque anni (l’ultima volta il 22 settembre 2010).
Roberto Mancini, che deve fare a meno di Miranda preferisce Medel come difensore centrale con Ranocchia che va in panchina. Tutto confermato per quanto riguarda il resto della formazione con Perisic che non fa l’esterno d’attacco ma viene adattato a trequartista.
Derby che inizia subito a ritmi altissimi. Non passano nemmeno 3 minuti e Murillo perde palla malamente, Bacca ne approfitta e serve in profondità Luiz Adriano, che a tu per tu con Handanovic si fa ipnotizzare. risponde con un destro da fuori area di Jovetic che termina fuori di un soffio.
Il match è divertente, il Milan gioca nettamente meglio e sembra poter approfittare degli errori in difesa dell’Inter, ma Luiz Adriano spreca due ghiotte occasioni non inquadrando lo specchio della porta.

E' GIA' TEMPO DI DERBY, E' GIA' TEMPO DI VINCERE

Troppo presto. Questo derby capita troppo presto. Anche se ieri mi è venuto in mente cosa scrissi sei anni fa (caspiterina sono già passati sei anni??? Mamma mia, come vola il tempo) “Quello di stasera è un derby strano, quasi anomalo. Forse perché associamo il derby all’autunno, alle castagne, alle foglie che cadono, ad una giornata piovosa e fredda, alla sciarpa intorno al collo. Non siamo abituati ai derby di fine agosto quando sei ancora in pantaloncini e canottiera e fa un caldo tremendo.
Ecco perché faccio fatica ad entrare nel clima partita, ad essere preoccupato e in ansia per questo derby. Ad agosto se giochi contro il Milan c’è quasi sempre in palio uno di quei trofei inutili. Giocare il derby con in palio tre punti per la classifica mi fa uno strano effetto.“. E poi sapete tutti come andò a finire. Anche il derby al 13 di settembre è qualcosa di strano e anomalo. Solo in due occasioni su 162 (se non ricordo male tanti sono i derby di campionato fin qui disputati) si è giocato a settembre ma in entrambe le occasioni a fine settembre. Il 29 settembre del 1935 finì 1-1, più recentemente il 28 settembre del 2008 finì invece 1-0 per l’altra squadra di Milano.

sabato 12 settembre 2015

Palla al Centro. MILANO SI ACCENDE PER IL DERBY

 PALLA AL CENTRO – Discussioni e commenti aspettando il fischio d’inizio 
E' senza ombra di dubbio il derby di Milano il match su cui sono puntati tutti i riflettori degli appassionati di calcio. Ma il weekend di calcio offre altre due sfide molto interessanti come Atletico Madrid-Barcellona e Manchester United-Liverpool.


 SERIE A (Italia) – 3^ Giornata 

Sabato 12 Settembre ore 18 

FIORENTINA-GENOA

Nei 44 precedenti in Serie A tra Fiorentina e Genoa, i padroni di casa sono nettamente in vantaggio con 29 vittorie, 12 pareggi e 3 sconfitte, con 92 gol segnati e 38 subiti. L’ultima vittoria del Genoa risale al 1976-1977, 2-1 nato dalle reti di Pruzzo, Casarsa e Arcoleo.

FROSINONE-ROMA

Frosinone e Roma non si sono mai incontrate prima nel massimo campionato e neanche in altre competizioni.

 

Sabato 12 Settembre ore 20.45

JUVENTUS-CHIEVO

Sono 12 le partite totali tra Juventus e ChievoVerona, con i clivensi che non hanno mai espugnato il fortino bianconero. Solo tre i punti portati a casa dagli ospiti. Nove invece le vittorie dei padroni di casa, che la scorsa stagione si imposero con il risultato di 2-0 grazie alle marcature di Pogba e Lichtsteiner.

 

venerdì 11 settembre 2015

SOLO 2 VOLTE SU 11 SI VINCE IL PRIMO DERBY DA EX (Sinisa, sei avvisato…)

In vista del derby SuperNews ha raccolto degli interessanti dati riguardanti i precedenti da ex. Il risultato è uno speciale che pubblico volentieri. 

Sinisa Mihajlovic è il quarto allenatore del Milan che nel suo passato ha giocato e/o allenato l’Inter. Il 12° in generale che ha guidato una delle due squadre passando sull’altra sponda dei Navigli. Il primo a fare questa scelta fu Joszef Viola, che dopo aver allenato l’Ambrosiana Inter nella stagione 28-29, divenne tecnico dei rossoneri nella stagione 33-34. Andò male il suo primo derby, dove fu sconfitto per 3-0. L’ultimo invece è stato Leonardo, che dopo aver giocato e allenato nelle file del Milan, è passato sulla panchina dei nerazzurri per 6 mesi, perdendo anche lui 3-0 il primo derby. Le statistiche non sono confortanti per chi ha effettuato questo cambio di maglia. Solo 2 volte su 11 infatti il tecnico ha vinto il suo primo derby da ex. Il risultato che è uscito più volte è la sconfitta (5 su 11). 4 volte invece la prima da ex è terminata in parità, ben tre per 1-1.

giovedì 10 settembre 2015

SE IL BUONGIORNO SI VEDE DAL MATTINO... (preoccupanti segnali in vista del derby)

Risonanza magnetica per Joao Miranda. L'esame ha evidenziato una lieve distrazione al legamento collaterale mediale del ginocchio destro. Il difensore non sarà disponibile per il derby, le sue condizioni saranno valutate la prossima settimana.

Sarà Gianluca Rocchi della sezione di Firenze l'arbitro di Inter-Milan, gara valida per la 3^ giornata della Serie A TIM 2015/2016 in programma domenica 13 settembre alle ore 20.45. Rocchi avrà come assistenti Giallatini e Padovan, mentre il quarto uomo sarà Di Fiore. Assistenti addizionali Orsato e Valeri.


Se il Buongiorno si vede dal mattino non sarà un derby semplice per i nerazzurri. Prima l’infortunio di Miranda in Nazionale (quanto è stato l’ultima volta che i nostri giocatori sono tornati tutti integri dagli impegni con le rispettive nazionali?).

Poi oggi la designazione di Rocchi ad arbitrare il derby. Sì, proprio lui, quel “simpatico” direttore di gara che fece disastri in un derby e si ripete in un Inter-Napoli (ho citato i due episodi più eclatanti ma Rocchi ha quasi sempre arbitrato a senso unico contro di noi).

VITAIOLI EROE DI SAN MARINO: SEGNA UN GOL DOPO 14 ANNI

Ad un passo dalla gloria. Martedì sera nel match di qualificazione agli Europei del 2016 la Nazionale di San Marino a pochi minuti dalla fine stava pareggiando 1-1 contro la Lituania, addirittura fuori casa e dopo aver recuperato lo svantaggio iniziale. Sarebbe stato il secondo storico punto di tutti i tempi in una fase a gironi, dopo lo 0 a 0 rimediato in casa contro l’Estonia, lo scorso 15 novembre. Se Lukas Spalvis non avesse trovato in pieno recupero la deviazione in area che ha trafitto il portiere sammarinese Benedettini, fissando il risultato sul 2 a 1 per la Lituania, saremmo qui a raccontare l’ennesima bella storia di calcio.
Ma la sfida contro la Lituania rimarrà comunque nella storia della Nazionale sanmarinese. E il merito è tutto di Matteo Vitaioli, 25 anni, calciatore non professionista che gioca nel Tropical Coriano, e della punizione con cui al 60esimo ha trafitto il portiere lituano Cerniauskas, un gol che nella umile storia del piccolo stato ha già di per sé una grande valenza. Era infatti da 14 anni, dal 25 aprile 2001, che San Marino non realizzava un gol fuori casa in una gara ufficiale, e quasi 2 dall’ultimo centro nelle mura amiche, il 10 settembre 2013 con la Polonia ( finì 1 a 5).

mercoledì 9 settembre 2015

CALCIOPOLI, CASSAZIONE "STRAPOTERE ESTESO DI MOGGI SU FIGC E MEDIA"

La Corte di Cassazione ha ufficialmente depositato le motivazioni della sentenza che ha concluso lo scorso 23 marzo il processo di Calciopoli, che vedeva tra gli imputati principali l'ex direttore generale della Juventus Luciano Moggi. Moggi è stato riconosciuto colpevole per i reati di associazione a delinquere e frode sportiva, ma i reati sono caduti in prescrizione dopo 9 anni di indagini e dibattimenti.
Ecco quali sono le motivazioni che hanno portato alla sentenza di condanna per Moggi e gli altri imputati illustri: "Più che di potere si deve parlare di uno strapotere esteso anche agli ambienti giornalistici ed ai media televisivi che lo osannavano come una vera e propria autorità assoluta. Moggi esercitava un'irruenta forza di penetrazione anche in ambito federale, in favore della società di appartenenza (la Juventus) e di vantaggi personali in termini di accrescimento del potere (già di per sè davvero ragguardevole senza alcuna apparente giustificazione)".
Nelle sue "incursioni negli spogliatoi degli arbitri, al termine delle partite, non solo non lesinava giudizi aspramente negativi sull'operato dei direttori di gara, ma esercitava un potere di interlocuzione aggressiva e minacciosa, frutto soltanto di un esercizio smodato del potere - scrive la Cassazione -. Emblematici gli episodi che riguardarono l'arbitro Paparesta e il guardalinee Farneti".

martedì 8 settembre 2015

EURO 2016, LA FAVOLA ISLANDA E' LA PRIMA A QUALIFICARSI

E’ bastato un pareggio casalingo a reti bianche contro il Kazakhstan per entrare nella storia. L’Islanda infatti grazie allo 0-0 contro la nazionale kazaka ha strappato il pass per Francia 2016, per la prima volta nella sua storia. Il prossimo giugno quest’isola di appena 100 chilometri quadrati diventerà la più piccola nazionale di sempre ad essersi qualificata ad un Europeo.
L’impresa era stata costruita nei mesi precedenti, però, in particolare con la doppia, clamorosa vittoria contro l’Olanda (2-0 a Reykjavik ad ottobre 2014, 1-0 anche ad Amsterdam la scorsa settimana). I nordici sono incredibilmente primi nel Gruppo A insieme alla Repubblica Ceca, nello stesso girone che dovrebbe mandare agli spareggi la Turchia di Fatih Terim e vedere addirittura eliminati gli orange, semifinalisti agli ultimi Mondiali (sarebbe una delle mancate qualificazioni più clamorose di sempre, dopo quella della Francia ai Mondiali ’94 e dell’Inghilterra a Euro 2008). La nazionale del calcio totale sconfitta dalla rappresentativa di un’isola che conta meno abitanti di una provincia medio-piccola. Un miracolo, insomma. Che però non è un fulmine a ciel sereno e soprattutto non è frutto del caso.

lunedì 7 settembre 2015

ITALIA, AFFANNOSAMENTE ECCO ALTRI TRE PUNTI

QUALIFICAZIONE EUROPEI 2016 – Girone H
ITALIA-BULGARIA 1-0
6’ De Rossi (rig.)
ITALIA (4-3-3): Buffon; Darmian, Bonucci, Chiellini, De Sciglio; Verratti, De Rossi, Parolo; Candreva (dal 40’ s.t. Eder), Pellè (dal 26’ s.t. Zaza), El Shaarawy (dal 28’ s.t. Florenzi) (Sirigu, Padelli, Criscito, Barzagli, Soriano, Pirlo, Immobile, Gabbiadini, Vazquez). All. Conte.
BULGARIA (4-2-3-1): Mitrev; V.Minev, Aleksandrov, Bodurov, Y.Minev (dal 18’ s.t. Bandalovski); Dyakov, Chochev; Nedelev (dal 21’ s.t. Alexandrov), Popov (dal 26’ s.t. Rangelov), Milanov; Mitsanski (Makendzhiev, Terziev, Hristov, Manolev, Ivanov, Slavchev, Tonov, Zlatinski) All. Petev.
ARBITRO: Karasev (Russia).

Anche contro la Bulgaria l’Italia porta a casa i tre punti con qualche affanno di troppo. Un goletto in avvio su rigore realizzato da De Rossi dopo sei minuti (il romanista si farà espellere abbastanza ingenuamente per un fallo di reazione in apertura di ripresa) e poi a vivacchiare sul vantaggio minimo cercando il raddoppio senza neanche troppa convinzione.
Se contro Malta era servita una “mezza” rete con un braccio di Pellè, con i bulgari c’è voluto un rigore trasformato da De Rossi. Ancora niente gol veri su azione, nonostante le occasioni create, tenendo sostanzialmente sempre in mano il pallino del gioco, a volte anche in maniera spettacolare come in avvio.

venerdì 4 settembre 2015

GIACINTO, CI MANCHI

FONTE: INTER.IT
9 anni e un solo pensiero. Giacinto Facchetti ci manca tremendamente. Manca all'Inter e al calcio italiano. Icona dei nostri colori e massimo rappresentante degli interisti, ha segnato un'epoca in Italia e nel mondo con passione, impegno e dedizione. Per questo lo ricordiamo, oggi e sempre. (Inter.it)



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giovedì 3 settembre 2015

PELLE' PRENDE IN "BRACCIO" L'ITALIA E LA SALVA

QUALIFICAZIONE EUROPEI 2016 – Girone H
ITALIA-MALTA 1-0
69’ Pellè
ITALIA (4-3-3): Buffon; Darmian, Bonucci, Chiellini, Pasqual; Verratti (dal 33' s.t. Soriano), Pirlo, Bertolacci (dal 10' s.t. Parolo); Gabbiadini (dal 19' s.t. Candreva), Pellè, Eder. (Sirigu , Padelli, De Sciglio, Barzagli, Florenzi, Vazquez, De Rossi, Zaza, Insigne). All.: Conte.
MALTA (5-3-1-1): Hogg; Muscat A., Borg, Muscat Z., Agius, Failla; Muscat R., Fenech, Briffa (dal 45' s.t. Sciberras); Effiong (dal 47' s.t. Mifsud); Schembri (dal 28' s.t. Kristensen). (Bonello, Haber, Camilleri R., Baldacchino, Zerafa, Cohen, Triganza, Vella, Pisani). All.: Ghedin.
ARBITRO: Kruzliak (Slovacchia)

Come all’andata l’Italia va in difficoltà contro un avversario modesto come Malta e come all’andata ci deve pensare Pellé a togliere le castagne del fuoco con un gol per giunta irregolare visto che l’attaccante azzurro colpisce con un braccio.
Ma pazienza. L’importante è aver conquistato i tre punti che le permettono di salire in vetta al girone scavalcando la Croazia, fermata sullo 0-0 dall’Azerbaijan.

La prima emozione del match è degli azzurri con una punizione di Pirlo deviata di poco sopra la traversa. Al 23esimo è Verratti a rendersi protagonista con un tiro che si spegne alto in seguito ad una deviazione. L'occasione più nitida capita però sul sinistro del maltese Effiong che, una volta in area, sfiora il secondo palo a Buffon battuto. Il portiere ospite si supera al 36esimo su un tiro di Bertolacci che si sarebbe infilato nell'angolino dopo una deviazione. Tre minuti dopo si accende Eder che semina il panico nella difesa maltese ma il suo rasoterra lambisce soltanto il legno. Si va così negli spogliatoi sullo 0-0.

mercoledì 2 settembre 2015

SI', SIAMO SODDISFATTI (dialogo sul positivo mercato nerazzurro)

Entius… Entius… Entius, ci sei?
Sì eccomi. Buonasera Alter, come va?
Bene bene. C’era un discorso rimasto a metà e sono venuto qua a completarlo.
Discorso a metà?? Quale? Non ricordo…
Si, vabbè. Fai il finto tonto. A metà giugno avevamo discusso riguardo il mercato fino a quel punto deludente dell’Inter. Tu eri incazzato nero e io ti ho detto di portare pazienza che il mercato era ancora lungo. E alla fine c’eravamo lasciati con la promessa di ritrovarci qui il 31 agosto e riparlarne.
Sì, sì. Adesso ricordo perfettamente.
Se permetti inizio da alcune precisazioni in riferimento a quella discussione. Alla fine il Milan non ha preso né Ibrahimovic né Jackson Martinez e non ci ha soffiato nemmeno Kondogbia. Inoltre Kovacic non è andato al Liverpool per 20 milioni ma al Real Madrid per 35. Ho finito. Ora dimmi il tu giudizio sul mercato nerazzurro.
Ovviamente positivo. Mancini aveva chiesto 8-9 elementi ed è stato accontentato. La squadra è stata rivoltata con un calzino ma il tecnico jesino ha finalmente la squadra che aveva chiesto. A questo punto tocca a lui far fruttare la rosa. E non ha più nessun alibi.

martedì 1 settembre 2015

CONSIDERAZIONI SPARSI SUL CALCIOMERCATO (niente voti e niente pagelle...)

E’ da stamattina che sono combattuto tra la tentazione di cimentarmi anche io con le pagelle al calciomercato o delle considerazioni generali come feci lo scorso anno. Anche adesso che sono qui a scrivere questo articolo non ho ben deciso tra pagelle e considerazioni.

Sicuramente rispetto agli altri anni è stato un mercato più scoppiettante. Non sono arrivati i grandi nomi, i top player internazionali che da soli spostano gli equilibri di una squadra, ma non sono certo mancati i campioni. Dzeko, Jovetic, Bacca, Luiz Adriano, Mandzukic, Khedira, Blaszczykowski, Mario Suarez, Kondogbia, Perisic. Insomma i nomi altisonanti che possono far sognare i tifosi non sono certo mancati.

Roma, Inter e Torino sono secondo me le formazioni che hanno fatto il miglior mercato. L’Inter ha rivoluzionato mezza squadra per dare a Mancini la rosa che desiderava. E sono arrivati giocatori che alzano qualitativamente il livello di questa squadra. Certo c’è stato il doloroso sacrificio di Kovacic, ma purtroppo era inevitabile.
La Roma ha dato a Garcia un attacco nuovo di zecca. Il trio Dzeko-Salah-Falque farebbe le fortune di molte squadre. E inoltre molto bravo Sabatini a spillare ben 45 milioni di euro al Milan per Bertolacci e Romagnoli.


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