GLI ULTIMI 10 ARTICOLI

mercoledì 31 dicembre 2014

DIECI (+UNA) COSE CHE RICORDEREMO DI QUESTO 2014 CALCISTICO

ü LA DECIMA DEL REAL
Dopo tanti tentativi finalmente il sogno diventa realtà. Il Real Madrid riesce a portare a casa la tanto agognata “Decima” ai danni dei cugini dell’Atletico. Artefice del trionfo quel Carlo Ancelotti che in fatto di Champions League ne sa qualcosa. Lo stesso Real porterà a casa anche la Supercoppa Europea ad agosto e il Mondiale per Club a dicembre a coronamento di un anno solare da incorniciare.

ü IL TRIS BIANCONERO
Anche il 2014 è stato un anno a forte tinte bianconere in terra italica. La Juventus si riconferma campione d’Italia per la terza volta consecutiva portando a casa lo scudetto della terza stella. I campioni d’Italia cambieranno allenatore a metà luglio con Massimiliano Allegri che prende il posto del dimissionario Antonio Conte, ma il cambio di guida non influirà minimamente sull’andamento della squadra che anche nella nuova stagione sta dettando legge in Italia.

martedì 30 dicembre 2014

2014, UN ANNO NERAZZURRO DI M....A

Nel 2014 l’Inter ha disputato 46 partite portando a casa 17 vittorie (12 in campionato e 5 in Europa League), 17 pareggi (14 in campionato e 3 in Europa League) e 12 sconfitte (11 in campionato e una in Coppa Italia), ha segnato 65 reti (50 in campionato e 15 in Europa League compresi i nove gol rifilati allo Stjarnan) e subito 44 (41 in campionato, 1 in Coppa Italia e 2 in Europa League). Basterebbero questi freddi numeri per descrivere che 2014 è stato quello dell’Inter. A cui aggiungerei un cambio di allenatore un mese e mezzo fa (e sappiamo tutti cosa vuol dire cambiare allenatore a stagione in corso).
Come descrivere questi ultimi dodici mesi? Interlocutori come nel 2012? Da archiviare in fretta come un anno fa? O semplicemente dodici mesi di m***a? Ecco probabilmente l’ultima è la definizione più azzeccata.
Perché passi che siamo in un periodo di transizione, passi che il cambio generazionale sta avvenendo con grandi difficoltà (soprattutto se non si dà fiducia ai giovani), ma una squadra come l’Inter non può certo avere questi magri risultati.

lunedì 29 dicembre 2014

LECCE-CHEVANTON.... ETERNO AMORE

Il 22 dicembre di sette anni fa, si consumava a Bari una delle più grandi gioie per il popolo leccese. La vittoria per 0-4 contro gli acerrimi nemici biancorossi. Una di quelle sensazioni difficili da esprimere. Difficili da ricordare. Un ricordo che non svanirà mai nelle menti di coloro che l'hanno vissuta. Perchè vincere il derby non ha eguali.
Ernesto Chevanton è il giocatore più rappresentativo dell'ultimo decennio di storia calcistica giallorossa. Esprime e incarna la garra e la passione del popolo leccese.
Scoperto da Pantaleo Corvino, storico ds dell'era Semeraro, nel Danubio, viene prelevato per sostituire il partente Lucarelli. "Come può questo piccoletto prendere il posto di un bestione come l'attaccante livornese?" pensavano i tifosi. Evidentemente non l'avevano mai visto giocare. Scaltro, veloce, sgusciante come un serpente e con un destro letale.
Dopo due minuti dall'inizio del campionato era già l'idolo del Via del Mare.

26 agosto 2001, partita d'esordio contro il Parma. Al secondo minuto Cheva ruba la palla a Frey che si apprestava a rinviare e con un pallonetto firma la sua prima rete in giallorosso.

mercoledì 24 dicembre 2014

A TUTTI VOI.... SEMPLICEMENTE... BUON NATALE

Prima di cominciare a pensare al menù per la vigilia di Natale (no, non sono uno chef ma mi piace cucinare pesce ed occasioni ma queste sono degli inviti a nozze) e a sottopormi al duro tour de force mangereccio che mi aspetta almeno fino a Santo Stefano (ho già iniziato ieri sera con la festa aziendale…) volevo, come ogni anno, soffermarmi ad augurare a tutti voi Buone Feste.
Ormai questo blog è diventato un punto di ritrovo per molti, dove passano un po’ tutti, senza distinzione di fede calcistica. Negli ultimi mesi abbiamo anche allargato la redazione con l’arrivo di due validi collaboratori come Marco Ianne e Francesco Del Bono (spero di aver scritto bene il suo cognome, visto che lo sbaglio spesso).
Purtroppo nella vita di tutti i giorni siamo sempre presi da mille impegni, il lavoro, la famiglia, gli affetti, i problemi economici, e inevitabilmente si finisce per trascurare qualcosa e qualcuno. Per esempio negli ultimi mesi raramente mi sono soffermato a commentare un articolo sugli altri blog e anche per quanto riguarda questo blog non sempre ho prestato attenzione a quello che dicevano e commentavano gli altri.

martedì 23 dicembre 2014

E' IL NAPOLI A FARE FESTA: LA SUPERCOPPA E' SUA

SUPERCOPPA ITALIANA 2014
JUVENTUS-NAPOLI 7-8 dopo calci di rigore (1-1 nei tempi regolamentari, 2-2 dopo tempi supplementari)
5’ Tevez – 68’ Higuain – 106’ Tevez – 118’ Higuain
SEQUENZA RIGORI: Jorginho parato, Tevez palo, Ghoulam gol, Vidal gol, Albiol gol, Pogba gol, Inler gol, Marchisio gol, Higuain gol, Morata gol, Gargano gol, Bonucci gol, Mertens parato, Chiellini parato, Callejon parato, Pereyra alto, Koulibaly gol, Padoin parato.

JUVENTUS (4-3-1-2) Buffon; Lichtsteiner (dal 33' s.t. Padoin), Bonucci, Chiellini, Evra; Marchisio, Pirlo (dal 22' s.t. Pereyra), Pogba; Vidal; Tevez, Llorente (dal 1' s.t.s. Morata).
(Storari, Rubinho, Padoin, Ogbonna, Mattiello, Romagna, Pepe, Giovinco, Coman).
All. Allegri.
NAPOLI (4-2-3-1) Rafael; Maggio, Albiol, Koulibaly, Ghoulam; Gargano, Da. Lopez (1' p.t.s. Inler); Callejon, Hamsik (dal 33' s.t. Mertens), De Guzman (dal 1' s.t.s. Jorginho); Higuain.
(Colombo, Andujar, Henrique, Britos, Mesto, Radosevic, Romano, Zapata, Luperto).
All. Benitez.
ARBITRO Valeri.

Ventiquattro anni dopo il successo targato Maradona il Napoli torna a vincere la Supercoppa Italiana al termine di un match pazzesco, ricco di emozioni, lo fai 8-7 ai rigori (i supplementari erano terminati sul 2-2 dopo che nei novanta minuti il risultato era stato di 1-1), con Rafael che para il penalty decisivo di Padoin.

Pronti via ed arriva subito un clamoroso errore difensivo del Napoli: Koulibaly si scontra con Albiol e la palla viene regalata a Carlos Tevez, che si invola tutto solo in area di rigore e batte Rafael. Un avvio shock per la squadra di Benitez. La reazione partenopea si concretizza con Hamsik, che sfrutta un rinvio errato di Chiellini per scaricare un sinistro rasoterra, la palla si infrange però sul montante. Le azioni da gol non mancano e la squadra di Allegri sfiora più volte il raddoppio, sfruttando un atteggiamento troppo distratto della retroguardia avversaria.

lunedì 22 dicembre 2014

LE BUONE COSE DA CUI RIPARTIRE E GLI ERRORI DA NON RIPETERE

Alcuni commenti al post precedente mi hanno fatto sorgere un quesito: ci fosse stato Mazzarri al posto di Mancini saremmo riusciti a pareggiare ieri sera?
Ovviamente è impossibile dare una risposta al quesito. Siamo sicuri che il tecnico livornse non avrebbe mai tolto un centrocampista (Giuarin) per un attaccante (Bonazzoli). Al limite avrebbe fatto l’inverso togliendo una punta e inserendo un uomo in più là in mezzo al campo. Magari se ci fosse stato Mazzarri non saremmo andati sul 0-2. Siamo nel campo delle ipotesi e pertanto è difficile stabilire cosa sarebbe cambiato se al posto del Mancio ci fosse il buon Walter.

Di sicuro possiamo dire che l’Inter del secondo tempo raramente l’abbiamo vista con Mazzarri. Sto andando a memoria ma non ricordo mai una partita in cui l’Inter in svantaggio abbia dimostrato grinta, carattere, voglia di andare a recuperare il risultato. Nella seconda frazione è stato un monologo nerazzurro. Anche prima del gol di Kovacic l’Inter aveva dato segni di vita e dalla prodezza del croato in poi (non oso immaginare i titoloni e l’esaltazioni se un gol del genere l’avesse fatto Pogba o Menez) abbiamo giocato una gran bella gara.

domenica 21 dicembre 2014

KOVACIC SUONA LA RISCOSSA, PALACIO RIMONTA: L'INTER SI SALVA

Serie A 2014-2015 – 16^ Giornata
INTER - LAZIO 2 - 2
2’ F. Anderson – 36’ F. Anderson – 66’ KOVACIC - 80’ PALACIO

INTER (4-1-4-1): Handanovic; D'Ambrosio (dal 45’ s.t. Campagnaro), Ranocchia, Juan Jesus, Dodò (dal 45’ p.t. Medel); Kuzmanovic; Palacio, Guarin (dal 30’ s.t. Bonazzoli), Kovacic, Nagatomo; Icardi
A disposizione: Carrizo, Berni, Andreolli, Vidic, Obi, Mbaye, Krhin, Hernanes.
All. Mancini
LAZIO (4-3-3): Marchetti; Basta, De Vrij, Cana, Radu; Parolo, Ledesma (dal 37’ s.t. Gonzalez), Lulic (dal 19’ s.t. Onazi); Felipe Anderson, Klose (dall’11’ s.t. Djordjevic) , Mauri
A Disposizione: Berisha, Strakosha, Konko, Keita, Cataldi, Cavanda, Novaretti.
All. Pioli
ARBITRO: Tagliavento.

Un primo tempo pessimo e una seconda frazione giocata a grandi livelli. Alla fine l’Inter porta a casa un pareggio contro la Lazio dopo essere stata sotto di due gol all’intervallo. Ma pur vedendosi a tratta i connotati di grande squadra, rimangono i tanti problemi e le mille incertezze su cui Mancini dovrà ancora lavorare molto.
Mancini cambia modulo proponendo un 4-4-2 con D’Ambrosio e Nagatomo esterni difensivi e Guarin e Dodò esterni di centrocampo, Kuzmanovic e Kovacic giocano in mezzo al campo mentre Medel si accomoda in panchina.
Nemmeno il tempo di iniziare e l’Inter è già in svantaggio.Cross da sinistra di Radu, controlla Felipe Anderson che si allarga e lascia partire un sinistro forte e basso che supera Handanovic. I nerazzurri accusano il colpo e Felipe Anderson sfiora il raddoppio.
Dopo il primo quarto d’ora di marchio laziale gli uomini di Mancini iniziano a carburare e si riversano nella metà campo avversaria. Le azioni interiste sono però molto confuse e poco pericolose.

ROMA-MILAN, PER UN NATALE PIU'....ALLEGRI

La partita di sabato sera all'Olimpico ha di fatto rinforzato le convinzioni della Juventus, a +3 sulla diretta concorrente. Adesso i bianconeri potranno affrontare con maggior sollievo la Supercoppa contro il Napoli a Doha.
Una partita tutt'altro che arrembante, che ha messo in risalto principalmente il portiere milanista Diego Lopez, autore di un paio di interventi salva-risultato.

Il Milan ha dimostrato di essere in crescita dal punto di vista difensivo, a discapito della fase realizzativa che, nelle ultime partite, vive di solo Menez. Una difesa dove lo scapestrato Armero riesce a farsi buttar fuori per somma di ammonizioni nel secondo tempo, lasciando la sua squadra con un uomo in meno. Mexes continua ad inanellare ottime prestazioni, in attesa del ritorno, a pieno regime, di Alex. A centrocampo il ritorno di Montolivo è una manna dal cielo. De Jong è un ottimo incontrista, ma non ha la stessa qualità del 18 milanista. I tre davanti continuano a dar continuita di prestazione dal punto di vista di copertura ma non fanno sentire il loro peso in area di rigore. Tutti i pericoli rossoneri partono con azioni da lontano.

DA LAZIO-INTER A INTER-LAZIO: CHIUDIAMO BENE QUESTO ANNO

Per uno strano scherzo del destino sotto forma di calendario questo 2014 nerazzurro è iniziato con un Lazio-Inter e finirà con un Inter-Lazio. In mezzo un anno ricco di novità, di cambiamenti, di vecchi senatori che hanno lasciato e un‘inevitabile cambio di allenatore.
"Un Capitano, c'é solo un Capitano..."
Ma di questo parleremo in un'altra occasione, magari verso fine anno quando avremo smaltito i bagordi natalizi e non saremo ancora entrati in clima Capodanno. Per il momento concentriamo le nostre attenzioni sulla sfida di questa sera contro la Lazio. Sfida che è di notevole importanza per la corsa al terzo posto. Terzo posto che resta alla nostra portata, a patto che non continuiamo a perdere punti per strada.

Mancini recupera Hernanes ma perde Osvaldo che in molti davano come probabile titolare nell’undici di partenza. Dunque in attacco i nerazzurri si affideranno ancora ad Icardi e Palacio. Il Trenza proprio contro la Lazio a maggio segnò i suoi ultimi due gol in maglia nerazzurra e la speranza è che il suo discorso col gol riprenda laddove si era interrotto. Inutile ribadire quanto sia importante l’apporto realizzativo di Palacio a questa Inter.

sabato 20 dicembre 2014

STRAORDINARIAMENTE REAL: E' SUL TETTO DEL MONDO

MONDIALE PER CLUB 2014 – FINALE
REAL MADRID-SAN LORENZO 2-0
37' Ramos – 51’ Bale

REAL MADRID (4-3-3): Casillas, Carvajal (28' s.t. Arbeloa), Pepe, Ramos (44' s.t. Varane), Marcelo (42' Coentrao); Rodriguez, Kroos, Isco; Bale, Benzema, Ronaldo. (Navas, Pacheco, Nacho, Khedira, Illarramendi, Medran, Jesè, Hernandez). All. Ancelotti.
SAN LORENZO (4-3-2-1): Torrico; Buffarini, Yepes (17' s.t. Cetto), Kannemann, Mas; Ortigoza, Mercier, Kalinski; Veron (14' s.t. Romagnoli), Barrientos; Cauteruccio (24' s.t. Matos). (Franco, Devecchi, Arias, Villalba, Blandi, Cavallaro, Catalan, Fontanini, Quignon). All. Bauza.
ARBITRO: Castellanos (Guatemala)

Come da pronostico (difficile immaginare un epilogo diverso...) è il Real Madrid ad aggiudicarsi il Mondiale per Club battendo in finale il San Lorenzo, che dopo aver conquistato la sua prima Copa Libertadores sperava di fare il bis portando a casa il suo secondo trofeo internazionale.
Gli argentini hanno tenuto bene il campo, per circa mezz'ora sono anche riusciti a limitare i danni, poi si sono limitati a reggere l'impatto contro avversari di ben altro livello tecnico. Il vantaggio blancos arriva al minuto 35. Calcio d’angolo per i madrileni, dalla bandierina Kroos con una traiettoria perfetta trova a centro area l’inserimento di Sergio Ramos, che con un colpo di testa in tuffo insacca sulla destra. In precedenza era stato Ronaldo a sfiorare il gol su punizione ma con esiti negativi.
Ad inizio ripresa Bale chiude i conti. Al 51esimo Isco pesca il gallese sulla destra dell’area con un passaggio filtrante: il gallese controlla bene e calcia a giro con il sinistro, con il pallone che si insacca alle spalle di Torrico passando sotto le sue braccia.

Palla al Centro. INCROCIO ROMA-MILANO. E LA SQUADRA DEL PAPA SFIDA IL REAL

 PALLA AL CENTRO Discussioni e commenti aspettando il fischio d’inizio 
L’ultimo weekend di calcio in Serie A del 2014 propone la sfida incrociata tra Roma e Milano (Roma-Milan e Inter-Lazio) e il derby di Verona. In Inghilterra occhio a Liverpool-Arsenal mentre in Francia da non perdere Bordeaux-Lione. E a proposito di sfide imperdibili grande attesa per la finale del Mondiale per Club tra il Real Madrid (a caccia del 18esimo trofeo internazionale) e il San Lorenzo (la squadra per cui fa il tifo Papa Francesco). E lunedì sera chiude il 2014 la sfida tra Juventus e Napoli che assegnerà il primo trofeo stagionale, la Supercoppa Italiana.
 per seguire Tutti i risultati in TEMPO REALE 

SERIE A (Italia) – 16^ Giornata 
CAGLIARI-JUVENTUS 1-3 (giocata giovedì)
NAPOLI-PARMA 2-0 (giocata giovedì)

Sabato 20 Dicembre ore 18
SASSUOLO-CESENA
Non vi sono precedenti fra le due squadre in Serie A.

venerdì 19 dicembre 2014

Jeremy Menez, fino a qui tutto bene


La rabbia di una gioventù francese, figlia dell’immigrazione che imperversa nelle banlieue parigine è lo sfondo iniziale di una storia di un bambino un po’ indisciplinato, ma con un talento innato.
La società parigina di inizi anni 90’ è all’orlo del collasso in alcune sue zone nevralgiche. Episodi di violenza urbana sono all’ordine del giorno. Le rivolte evidenziavano le tensioni tra le grandi città benestanti e le loro banlieue tristemente ghettizzate ; gli immigranti che non sono mai stati pienamente integrati nella società francese, sono divenuti sottoclasse per disperazione.
E cosi il malcontento giovanile era un sentimento assai diffuso, spesso sintomo di disagio esistenziale. Per alcuni ,la via di fuga è stata quella di inseguire un sogno, dando calci ad un pallone.
Vite sregolate, cuore caldo e testa fredda.
Ecco come ragazzi di strada, come Jeremy Menez o Paul Pogba, affamati di successo scalano velocemente la ripida salita dell’universo calcistico. Il percorso è cosi un climax verso l’affermazione al di fuori delle banlieue.

mercoledì 17 dicembre 2014

LUCA TONI E LA CARICA DEI 300

Con il gol contro il Verona, Toni tocca quota 300 gol fra i professionisti. Un grande traguardo per un giocatore che ha iniziato la sua carriera quasi due decenni prima a Modena, vicino casa per lui che è nato a Pavullo nel Frignano.
Una carriera pazzesca, culminata con la Coppa del Mondo nel 2006 da protagonista assoluto.
Il suo esordio avviene il 1 ottobre 2000 nelle fila del Vicenza, nella partita persa 2-0 contro il Milan.
Tre anni dopo con il Palermo in Serie B, c'è la definitiva consacrazione. Vince il titolo di capocannoniere con 30 reti, con le quali contribuisce alla promozione della squadra in Serie A. L'anno dopo sigla 20 reti in 35 partite nella massima serie, entrando nel giro della Nazionale e portando il Palermo al sesto posto, in Coppa Uefa.
Nel 2005 passa alla Fiorentina dove diverrà, col tempo, idolo assoluto della Fiesole. Al suo primo anno sigla 31 reti che gli valgono, oltre al titolo di capocannoniere, la Scarpa d'Oro. Il primo calciatore italiano a vincere il prestigioso riconoscimento.

martedì 16 dicembre 2014

Que vinca o que pierda solo y un equipo en Avellaneda, El Racing

Alle foci del Rio della Plata, nella caotica e vibrante Buenos Aires, nei vicoli selciati dei sobborghi, nelle facciate secolari delle case d’immigranti, nei bar, nelle librerie e negozi di dischi del centro, nei saloni di tango e milonghe, il calcio e il tango rappresentano l’orgoglio di un intero paese.
Il calcio in Argentina, è una paragonabile ad una fede. A tali manifestazioni sportive partecipano migliaia di tifosi dai gradini degli stadi, dalle strade dei quartieri, allentando la squadra del cuore con i canti e i colori che la rappresentano. Uno sport palpitante e oltre tutto un vero spettacolo. il fervore si rispecchia in special modo nella capitale albiceleste.
Le due principali squadre argentine sono Boca Juniors e River Plate di simili origini territoriali, le quali sorsero sulle rive del Riachuelo, ma l’altra  grande rivalità  stracittadina è rappresentata da quella che va in scena all’Avellaneda.

IL PRIMO MATTONCINO PER IL FUTURO

Finalmente. E’ questa la prima parola che mi viene in mente pensando alla partita di ieri sera. Finalmente i tre punti, finalmente una prestazione positiva (anche se dall’avvento di Mancini in poi qualcosina si era già vista anche nelle precedenti partite), finalmente novanta minuti che risollevano il morale dei giocatori e dei tifosi nerazzurri.

La partita di ieri sera era abbastanza delicata, l’avevamo già detto in fase di pre-partita. Soprattutto perché dopo un pareggio e due sconfitte non potevamo più permetterci altri passi falsi. E per fortuna siamo riusciti a portare a casa la prima vittoria della nuova gestione di Mancini. E l’abbiamo fatto al termine di una gara giocata tutto sommato bene. Sulle fasce abbiamo spesso creato superiorità, abbiamo imposto i nostri ritmi alti, ci siamo resi pericolosi in fase offensiva. Insomma una prestazione di cui essere soddisfatti. Certo abbiamo preso anche qualche pericolo dietro, soprattutto nella prima frazione. Quel colpo di testa di Paloschi dopo otto minuti poteva rendere la partita in salita (per fortuna c’è San Handanovic a proteggerci), così come qualche brivido fino al 2-0. Per fortuna siamo riusciti ad uscire indenni dallo stadio Bentegodi.

lunedì 15 dicembre 2014

MANCIO, FINALMENTE I TRE PUNTI

Serie A 2014-2015 – 15^ Giornata
CHIEVO - INTER 0 - 2
19' KOVACIC – 55’ RANOCCHIA

CHIEVO (4-4-2): Bizzarri; Sardo, Cesar, Gamberini, Biraghi; Izco, Radovanovic, Hetemaj, Birsa (19' st Botta); Paloschi (18' st Maxi Lopez), Meggiorini (40' st Pellissier).
A disp.: Bardi, Seculin, Dainelli, Edimar, Cofie, Mangani, Lazarevic, Schelotto, Bellomo.
All.: Maran
INTER (4-3-1-2): Handanovic; Nagatomo, Ranocchia, Juan Jesus, D'Ambrosio; Guarin, Medel, Kuzmanovic (30' st M'Vila); Kovacic (35' st Osvaldo); Icardi (30' st Dodò), Palacio.
A disp.: Carrizo, Berni, Andreolli, Vidic, Campagnaro, Obi, Bonazzoli, Mbaye, Krhin.
All.: Mancini.
Arbitro: Massa

Detto, fatto. Come pronosticato dal sottoscritto l’Inter porta a casa i tre punti conquistando la prima vittoria della nuova gestione Mancini grazie ai gol di Kovacic e di Ranocchia.
L’unica novità rispetto alla formazione preannunciata è l’utilizzo di D’Ambrosio a destra con Nagatomo dirottato a sinistra. Confermati tutti gli altri con Medel preferito a M’Vila.
Inter che parte forte, è subito molto propositiva e già dai primi minuti si affaccia nell’area di rigore del Chievo.
Il primo brivido è però clivense con Paloschi che di testa da pochissimi passi si fa negare il gol da Handanovic (strepitoso l’intervento del numero uno nerazzurro).
Al 19esimo l’Inter però trova il gol del vantaggio. Cross dalla sinistra di Nagatomo, sponda di Icardi per l’accorrente Kovacic che con il destro batte Bizzarri con un tiro preciso rasoterra.

domenica 14 dicembre 2014

SARANNO SICURAMENTE TRE PUNTI (ottimismo verso Chievo-Inter)

Dall'ultimo Chievo-Inter (gente che manca
a questa Inter...)
Un pareggio e due sconfitte. Probabilmente, anzi direi quasi sicuramente, Roberto Mancini immaginava completamente diverso il suo ritorno sulla panchina nerazzurra. E invece il tecnico jesino sta andando incontro a mille difficoltà. E’ vero che il calendario gli ha messo subito di fronte Milan e Roma, ma è anche vero che, per dire, domenica scorsa contro l’Udinese si poteva e si doveva vincere in scioltezza.

Vabbè, inutile piangere sul latte versato. In questi momenti l’ideale è guardare avanti e cercare di recuperare il terreno perduto. La trasferta di Verona contro il Chievo rappresenta una buona occasione per riscattarsi. I veneti sono nelle retrovie e tutto lascerebbe pensare che vincere dovrebbe essere un’impresa alla portata dei nerazzurri. Anche se, classifica alla mano, le squadre che in classifica sono sotto il Chievo hanno quasi tutte fatto bottino pieno con i nerazzurri. Il Cagliari ha addirittura vinto a San Siro, il Parma ha colto con noi 3 dei sei punti che ha attualmente, col Torino abbiamo pareggiato alla prima giornata mentre a Cesena abbiamo vinto soffrendo tantissimo nonostante la superiorità numerica. Quindi se da un lato c’è ottimismo, dall’altro c’è apprensione.

MILAN-NAPOLI... UNA SFIDA D'ALTRI TEMPI

Milan-Napoli è da sempre un match molto importante, carico di rivalità. Per circa un decennio a cavallo tra gli anni '80 e '90 ha rappresentato la partita più importante. Quella che avrebbe deciso a chi assegnare lo scudetto. Da un lato Ottavio Bianchi e Maradona, dall'altro Arrigo Sacchi con i suoi tre olandesi, Gullit-Van Basten-Rijkaard.
Adesso ha un sapore diverso, con le due squadre a rincorrere il terzo posto in classifica, alle spalle delle più quotate Roma e Juventus.
Il Milan spera di poter trovare il decisivo cambio di passo, mancatogli nella precedente partita a Marassi contro il Genoa. La consueta visita presidenziale del venerdì ha provato a caricare la truppa. Alcuni rumors hanno smentito l'offerta d'acquisto del Milan da parte di un magnate thailandese. Berlusconi vorrebbe mantenere il Milan sotto la sua proprietà cercando altri investitori, per seguire il modello del Bayern Monaco.

Inzaghi continua ad aver problemi in difesa, complici le assenza di Alex e Abate, che torneranno solo dopo la sosta natalizia.

sabato 13 dicembre 2014

IL FUTURO E' NEROVERDE (alla scoperta del Sassuolo)

Eusebio Di Francesco nelle ultime due stagioni è riuscito a plasmare una squadra quadrata e con ottime potenzialità. Una squadra capace di imbrigliare nelle sue reti anche le formazioni più forti del campionato, come la Roma e la Juventus.
Iniziamo dal trio delle meraviglie Sansone-Zaza-Berardi.
In tre hanno 66 anni. Sansone è cresciuto nel Bayern Monaco, Zaza e Berardi sono di proprietà della Juve. Quest'ultimi due hanno già iniziato a stupire, entrando nel giro nella Nazionale maggiore. Zaza vi ha già esordito, segnando in occasione del match contro la Norvegia valido per le qualificazioni all'Europeo del 2016. La sua grande mobilità, unita alle doti acrobatiche e al fiuto del gol, ha fatto innamorare Antonio Conte, che lo ha subito portato con sè.
Berardi, mancino con ottime doti tecniche e balistiche, ha il pedigree del vero fuoriclasse ed un carattere ribelle che ogni tanto fa i capricci. E' attualmente uno dei perni della Nazionale Under 21 di Gigi Di Biagio.

Alle loro spalle, troviamo giocatori con grande esperienza in Serie A come Sergio Floccari e Antonio Floro Flores.

Palla al Centro. LE GENOVESI SFIDANO LE PRIME DELLA CLASSE

 PALLA AL CENTRODiscussioni e commenti aspettando il fischio d’inizio 
La lotta per il titolo passa in questo weekend per Genova. La Sampdoria infatti fa visita alla capolista Juventus mentre il Genoa ospita la Roma. Nel menù della Serie A c’è anche un’interessante Milan-Napoli mentre gli altri campionati europei propongono tra l’altro Manchester United-Liverpool in Premier League, Leverkusen-Gladbach in Germania, la sfida oltralpe Monaco-Marsiglia e Porto-Benfica.
 per seguire Tutti i risultati in TEMPO REALE 

 SERIE A (Italia) – 15^ Giornata 
Sabato 13 Dicembre ore 18
PALERMO-SASSUOLO
Tra Palermo e Sassuolo non vi sono precedenti nella massima serie italiana. La sfida odierna sarà un inedito tra queste due squadre.

Sabato 13 Dicembre ore 20.45
LAZIO-ATALANTA
Nei 46 precedenti all’Olimpico, la Lazio ha un bilancio di 18 vittorie, 12 sconfitte e 16 pareggi con 67 gol fatti e 46 gol subiti.

venerdì 12 dicembre 2014

L'animo nobile della Superba

Genova è una nobile. E’ chiaro che come tutti i nobili, talune volte va in decadenza e altre volte risale.
Petrarca l’aveva definita superba. “Vedrai una città regale, addossata ad una collina alpestre, superba per uomini e per mura, il cui solo aspetto la indica Signora del Mare: Genova.”
La città, posata in un ideale palcoscenico che dà vita ad uno spettacolo superbo, si ritrova ad avere come platea le onde del mar Ligure.
La leggenda vuole che il nome Genova derivi dal nome del dio romano Giano, perché, proprio come il Giano bifronte, Genova ha due facce: una rivolta verso il mare, l'altra oltre i monti che la circondano.
L'immagine ambivalente del Giano bifronte, che guarda al passato e vede il futuro, Genova - città proiettata al futuro ma che sa guardare al proprio passato - la rispecchierà sempre, anche nei suoi simboli.
Se fino ad ora, la Milano, un tempo celebrata come la Scala del Calcio europeo, era rinomata in tutto il continente per le sue due sfidanti cosi diverse ma cosi dominanti, aveva lo scettro di centralità calcistica nazionale, ora quel ruolo di controllante si è tramutato in un fenomeno da sterile periferia.

RICORDANDO IL GRANDE PEPPINO PRISCO...

"Sono passati 6 anni da quando l’avvocato Peppino Prisco ci lasciò, eppure sembra appena ieri. Se ne è andato di soppiatto, quasi in silenzio, pochi giorni dopo aver compiuto 80 anni. Se ne è andato all’improvviso lasciando un vuoto nel cuore di tutti i tifosi nerazzurri. Era il manifesto del tifo nerazzurro. Simpatico con tutti, simpatico a tutti, anche ai tifosi avversari. ..." 

"Sette anni sono tanti. O forse sono pochi. Dipende da quanto ti manca una persona. Più ti manca e più sembra che se ne sia andato da un'eternità. Un anno fa scrissi un bellissimo post in occasione del sesto anniversario della morte del grandissimo avvocato Peppino Prisco. Non tenterò di fare la stessa cosa quest'anno. So che non ci riuscirei.
Vi lascio solo una piccola riflessione. Certe volte mi viene spontaneo pensare a cosa direbbe o farebbe Prisco se fosse ancora vivo. Cosa direbbe di questa Inter straordinariamente bella e vincente? Come si comporterebbe con Adriano? Amerebbe Ibrahimovic come ha amato Ronaldo? ..." 

giovedì 11 dicembre 2014

GIOVANE INTER, BEFFA SFIORATA. MA E' 0-0

Europa League 2014-2015 – Girone F Sesta Giornata
QARABAG - INTER 0 - 0

QARABAG (4-2-3-1): Sehic; Medvedev, Sadygov, Guseynov, Agolli; Richard Almeida, Qarayev; George, Alaskarov (15' st Gurbanov), Muarem; Nadirov (43' Yusifov).
A disp.: Velyev, Guliyev, Teli, Taghiyev, Ahmadov.
All.: Qurbanov.
INTER (4-4-2): Carrizo; Mbaye, Campagnaro, Andreolli, D'Ambrosio (39' st Dimarco); Krhin, M'Vila, Obi (46' st Baldini), Donkor; Bonazzoli, Osvaldo.
A disp.: Berni, Costa, Sciacca, Palazzi.
All.: Mancini.
Arbitro: Zelinka (R. Ceca)

Quanto può essere interessante un Qarabag-Inter giocato alle 18, con la squadra nerazzurra già qualificata e sicura del primo posto che gioca con le seconde linee e i ragazzi della Primavera?
Mancini infatti applica un ampio turnover schierando una sorta di 3-5-2 con Carrizo in porta, Donkor, Campagnaro e Andreolli in difesa, Mbaye e D’Ambrosio sugli esterni, M’Vila, Khrin e Obi in mezzo al campo e Bonazzoli a fare coppia in attacco con Osvaldo, unico big presente nella formazione titolare.

La risposta alla domanda iniziale sta nella gara stessa che scivola via nella pochezza assoluta. Occasioni con il contagocce, molta confusione e un manto erboso che non agevola nessuna giocata. Lo spettacolo (se così possiamo definirlo) che ne viene fuori, è perfettamente sintetizzato dall’anemico 0 a 0 che le due squadre confezionano per gli spettatori presenti.

martedì 9 dicembre 2014

NON ERA (SOLO) COLPA DI MAZZARRI

"Da fuori avevo una percezione diversa di questa squadra. Credo che il mio lavoro sarà più difficile di quanto pensassi". Parole di Roberto Mancini all’indomani della sconfitta casalinga contro l’Udinese. Chissà se dopo quattro settimane si è già pentito della scelta fatta a metà novembre. Sarebbe interessante chiederglielo anche se quasi certamente non verrà certo a dirci la verità.
La verità è che questa Inter sta messa davvero male e che il compito di Mancini sta diventando più arduo di quanto lui immaginasse. Se il pareggio nel derby e la sconfitta con la Roma potevano anche starci (fermo restando che avremmo potuto fare di più…), perdere in casa contro l’Udinese dopo un grande primo tempo non è assolutamente ammissibile.

Persino il discorso sul diverso approccio alla gara rispetto alla precedente gestione lascia il tempo che trova. Rimane il fatto che l’Inter di Mazzarri aveva dei problemi di fondo che Mancini si è ovviamente ritrovato. Come la difesa imbarazzante (otto gol in quattro gare “manciniane”, difesa a tre o a quattro rimaniamo una pericolosa groviera), come il pessimo stato di forma di Rodrigo Palacio (è come se nella Juventus fosse in crisi Tevez o nel Napoli Higuain), come la mancata maturazione di Kovacic (anche se bisogna dargli tempo), come il fatto che in certi momenti questa squadra sembra che non abbia né arte né parte.

lunedì 8 dicembre 2014

Leeds United, rain cats and dog.


Rain cats and dogs.
Piove sul bagnato nello Yorkshire.
Dopo l’ennesima debacle a Portland Road,nell’ultima giornata di Championship, gli Whites confermano la propria fragilità lontano da Elland Road.
Ma non è finita qui.
La Football League, il cui presidente è tale Shaun Harvey, ha “disqualify owner Massimo Cellino and ask him to step down from the club as an owner and director”. In pratica la FL, dopo aver ricevuto le motivazioni della sentenza sul caso Neile, ha ritenuto Cellino colpevole di comportamento disonesto ed ha quindi giudicato il Presidente non in linea con i principi che regolano il “fit and proper test” a cui ogni proprietario o direttore di club deve sottoporsi.
Il presidente Cellino, in carica da Febbraio, avrà 14 giorni di tempo per presentare appello contro la decisione. Sono invece 28 i giorni concessi per abbandonare ogni carica all'interno del club. In base alle leggi inglesi la condanna comminata dal giudice Lepore, per il caso Nelie, potrà dirsi scontata a partire dal prossimo 18 marzo. Da quella data quindi Cellino potrebbe tornare a pieno titolo proprietario o direttore del club. La Football League avrebbe anche “suggerito” al Leeds di rimuovere Cellino dal suo ruolo proprio fino al 18 marzo data in cui, scontata la pena, tornerebbe ad essere “fit and proper”. La situazione che si verrebbe a creare però è stata definita in una nota ufficiale del Leeds United come “destabilizzante per il club, i tifosi e gli sponsor”.
I prossimi giorni  chiariranno le prossime mosse in una vicenda che, anche alla luce della lettera inviata da David Haigh alla FL (nella quale l'ex GFH sostiene la dubbia provenienza dei soldi utilizzati dalla banca per comprare il club), sembra ancora lontanissima da una soluzione.
A questa vicenda, che ha gia dei connotati thrilling, si deve aggiungere un provvedimento che negli ultimi giorni è stato profilato al club.

domenica 7 dicembre 2014

STRAMA, SAPESSI COME E' STRANO RINCONTRARSI A MILANO

Farà uno strano effetto rivederlo stasera sulla panchina degli avversari. Sarà come rincontrare un grande amore di qualche anno fa. E anche se ormai l’amore è finito ti chiedi come sarebbe potuta andare se non vi foste lasciati.
Stasera Stramaccioni tornerà a San Siro, in quello che per poco più di un anno è stato anche il suo stadio. Per la prima volta tornerà da avversario. Ironia della sorte l’ultima volta che Strama entrò in questo stadio fu in occasione di un Inter-Udinese. Come stasera. Inutile ricordare che quella volta finì in malo modo per i colori nerazzurri, rimediammo una sonora sconfitta e Moratti preferì voltare pagina dando il benservito a Stramaccioni e chiamando sulla panchina della Beneamata quel Walter Mazzarri che, al contrario di Strama, non è mai veramente entrato nel cuore dei tifosi nerazzurri.

Sarebbe stato interessante il confronto tra i due tecnici. Tra l’amato Andrea e l’odiato Walter, tra chi aveva dimostrato di essere un cuore nerazzurro e chi invece di nerazzurro non aveva proprio nulla.

sabato 6 dicembre 2014

La Meglio Gioventù, Manolo Gabbiadini



La sessione di calciomercato invernale è alle porte e le prime indiscrezioni trapelano dagli addetti ai lavori.
Il nome più gettonato di questi giorni sembra proprio essere quello di Manolo Gabbiadini, dato in uscita dalla Sampdoria dopo un anno e mezzo in blucerchiato e accostato principalmente a Tottenham e Napoli. Un lasso di tempo breve, quello finora trascorso a Genova, ma in cui il 23enne mancino ha dimostrato con sempre maggiore continuità quel talento che gli era stato riconosciuto fin dalle giovanili.Dal momento in cui è arrivato alla Sampdoria, Gabbiadini ha visto aumentare le statistiche più importanti per il suo gioco, confrontato con i rendimenti dalla stagione 2012-2013 con la maglia del Bologna.
Dal Bologna ad oggi, Gabbiadini ha raddoppiato la propria media gol passando dallo 0,2 in rossoblù al 0,4 di quest’anno in cui ha segnato 4 reti in 10 presenze.
 La sua pericolosità dalla distanza non fa altro che renderlo più difficile da marcare per un difensore che non sa quale soluzione Manolo potrebbe scegliere.
l miglioramenti sono lampanti anche nei calci piazzati imposti da un mastro nei tiri da fermo come Mihajlovic.



venerdì 5 dicembre 2014

Palla al Centro. JUVE, INSIDIA VIOLA. INTER, IL RITORNO DI STRAMA

 PALLA AL CENTRODiscussioni e commenti aspettando il fischio d’inizio 
Sarà la sfida tra Fiorentina e Juventus ad aprire il primo weekend di calcio di questo mese di dicembre. Tra le sfide che meritano un occhio di riguardo il ritorno di Stramaccioni a Milano in Inter-Udinese, il derby catalano Barcellona-Espanyol e Bayern-Leverkusen.
 per seguire Tutti i risultati in TEMPO REALE 

 SERIE A (Italia) – 14^ Giornata 
Venerdì 5 Dicembre Ore 20.45
FIORENTINA-JUVENTUS

Sabato 6 Dicembre ore 18
ROMA-SASSUOLO

Sabato 6 Dicembre ore 20.45
TORINO-PALERMO


giovedì 4 dicembre 2014

TUTTI AI PIEDI DI RE CARLO!

Madrid, dopo la conquista della decima Champions, è sempre più ai piedi di Carlo Ancelotti.
Il 29 novembre 2014 può festeggiare l'ennesimo record: sedicesima vittoria di fila tra campionato e Champions League, una in più di Mourinho.
La sua carriera di allenatore parte, tuttavia, da molto lontano.
Inizia come assistente di Arrigo Sacchi in Nazionale, per poi approdare, dopo la parentesi alla Reggiana con relativa promozione in Serie A, al Parma, dove ottiene al primo anno il secondo posto in classifica e la conseguente qualificazione ai preliminari della massima competizione europea.
Nel 1999 approda a Torino, sponda bianconera, subentrando a Marcello Lippi. Qui, tuttavia, viene sin da subito contestato dai tifosi a causa dei suoi trascorsi da calciatore nelle file del Milan e della Roma. Viene etichettato come "eterno secondo", a causa di due secondi posti consecutivi in campionato.
La sua rivincita, però, avviene con il trasferimento nel Milan. Fortemente voluto da Silvio Berlusconi, subentra a Fatih Terim il 5 novembre del 2001. Alla fine della stagione, ottiene il quarto posto e, dunque, l'accesso ai preliminari di Champions League.

mercoledì 3 dicembre 2014

Il destino del Piccolo Principe, Miralem Pjanic


Bellezza irreale. Una bellezza di un genere difficilmente eguagliabile. Arrogantemente eccessiva, eppure essenziale.  E se fosse vero che : “ la bellezza salverà il mondo “,  allora la storia di ognuno di noi si incrocia, seppur in maniera impercettibile, con  il bisogno, talvolta, di esprimersi artisticamente.
Il destino del Piccolo Principe è il segno di come,  il fato a volte scelga traiettorie imprevedibili per scrivere pagine importanti della vita. Ma come in ogni forma d’arte, le proporzioni donano il giusto equilibrio nella globalità di un capolavoro. 
Iniziamo proprio dalle proporzioni, le proporzioni umane di un prodigioso giramondo.
La cultura sviluppatasi nel Mediterraneo è una cultura basata su specifiche doti, abilità pressoché intellettuali, ma anche attitudini comportamentali che garantiscono un spirito di sopravvivenza innato.

martedì 2 dicembre 2014

DIECI CONSIDERAZIONI DOPO ROMA-INTER (e il derby)

1. Il campionato della seconda gestione Mancini inizia ufficialmente ora. Le sfide con Milan e Roma erano degli scogli impervi arrivati subito e che erano tutt’altro che facile da superare indenni. Cominciare col botto (vittoria nel derby e pareggio a Roma) era il sogno di ogni tifoso ma è rimasto solo un sogno.

2. Raccogliere un punto tra derby e Roma potrebbe anche starci. I punti sono stati persi altrove, tipo Parma, Firenze, Cagliari in casa. Avessimo raccolto quando dovevamo raccogliere, il magro bottino di queste due sfide sarebbe stato superato in modo indolore.

3. L’atteggiamento della squadra mi è piaciuto. Ok, detto dopo aver preso quattro gol non è il massimo però la squadra ha mostrato carattere e ha rimontato due volte il risultato. Si vede che c’è un cambio di mentalità, la squadra non molla mai e rimane in partita fino alla fine. Potrebbe essere già un inizio.

sabato 29 novembre 2014

Palla al Centro. WEEKEND DA ALTA QUOTA

PALLA AL CENTRO – Discussioni e commenti aspettando il fischio d’inizio
Menù quanto mai ricco ed interessante quello che offre questo weekend. Dal derby della Mole tra Juventus e Torino all’interessante sfida tra Roma e Inter passando per lo scontro al vertice in Serie B (Carpi-Frosinone), in Austria, in Belgio e in Svizzera. E occhio anche a Siviglia-Barcellona in Spagna e Psv-Feyenoord in Olanda.
per seguire Tutti i risultati in TEMPO REALE

 SERIE A (Italia) – 13^ Giornata 

Sabato 29 Novembre ore 18

SASSUOLO-VERONA


Sabato 29 Novembre ore 20.45

CHIEVO-LAZIO

giovedì 27 novembre 2014

QUALIFICAZIONE E PRIMO POSTO: CHE REGALO PER IL MANCIO!!

Europa League 2014-2015 – Girone F Quinta Giornata
INTER - DNIPRO 2 - 1
16’ Rotan – 30’KUZMANOVIC – 50’ OSVALDO

INTER (4-4-2): Handanovic; Nagatomo (dal 37’ p.t. Campagnaro), Ranocchia, Juan Jesus, Dodò; Hernanes (dal 16’ s.t. Obi), Guarin, Medel, Kuzmanovic; Osvaldo, Icardi (dal 10’ s.t. Andreolli).
Panchina: Carrizo, Palacio, Krhin, Bonazzoli.
All. Mancini (in panchina Nuciari).
DNIPRO (4-2-3-1): Boyko; Fedetskiy (dal 25’ s.t. Matheus), Douglas, Mazuch (dal 37’ s.t. Seleznyov), Vlad; Kravchenko (dal 28’ s.t. Bruno Gama), Cheberyachko; Luchkevych, Rotan, Konoplyanka; Kalinic .
Panchina: Lastuvka, Leo Matos, Shakhov, Politylo.
All. Markevych
ARBITRO: Madden.

Missione compiuta. L’Inter batte il Dnipro (non senza qualche affanno) grazie ai gol di Kuzmanovic e Osvaldo che hanno ribaltato l’iniziale vantaggio ucraino e conquista in un solo colpo la qualificazione al turno successivo e la certezza matematica del primo posto.
Rispetto al derby ci sono Medel, Hernanes e Osvaldo al posto di Obi, Kovacic e Palacio. Queste le scelte di mister Mancini che festeggia proprio oggi i suoi 50 anni ma che deve accomodarsi in tribuna per una squalifica rimediata la scorsa stagione col Galatasaray (in panchina, in attesa della nomina del vice, ci è andato il preparatore dei portieri Nuciari).

La partenza nerazzurra è molle e nella prima mezzora si vede quasi solo il Dnipro. Gli ucraini trovano il vantaggio dopo un quarto d’ora. Palla strappata di Rotan, apertura per Konoplyanka, che scaraventa un sinistro su cui Handanovic mette le mani per deviare, sulla ricaduta però Rotan è più rapido di Juan Jesus e mette dentro il vantaggio ospite.

mercoledì 26 novembre 2014

11+11 = 6, L'equazione del calcio zemaniano.


L’ultimo 3-3 in campionato della squadra sarda, racchiude l’equazione matematica del prototipo del calcio zemaniano : 11+11=6. Due squadre che si fronteggiano a viso aperto, agonismo estremo, zero tatticismi, tensione sportiva, emozioni impagabili. Un percorso adrenalinico con minutaggio prestabilito, 95 minuti di teatralità visiva. 11+11 = 6; L’addizionale per le statistiche del calcio, per le quotazione dei bookmakers; la fenomenologia dell’ estasi per tutti coloro i quali incappano in uno stadio roboante, inconsciamente consapevole di quanto si può inscenare sul rettangolo verde. Zednek Zeman, il giocoliere del calcio italiano, dallo stile unico nel suo genere.
L’equazione dell’espressione ha la sua massima espressività per rappresentare il calcio del boemo ed è : “Il risultato è casuale, la prestazione no.”
Tanti gol, una rimonta quasi impossibile da effettuare, disattenzioni difensivi, spettacolo in attacco ed infine giovani interpreti che modellano gli insegnamenti ricevuti e dettati da un maestro, oltre che un mister. Una panoramica dell’universo Zeman. In passato molte sue partite hanno rispettato questi canoni, canoni di una poetica bellezza, tratti distintivi, norme rigorose che hanno lo scopo di ottenere un equilibrio compositivo in modo da giungere ad prestazioni che rasentino la perfezione e armoniosamente proporzionate nell’ irrazionale, se vogliamo. Un concetto evolutivo di calcio che ha influenzato la società del pallone e difficilmente ne subisce gli influssi degli avventori più diffidenti.

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