GLI ULTIMI 10 ARTICOLI

domenica 31 maggio 2015

GLI ULTIMI (inutili) NOVANTA MINUTI E POI...

Altri 90 minuti poi anche questa stagione andrà in archivio. Un’altra stagione negativa, piena di delusioni, di amarezze, di partite irritanti, di voglia matta di prendere a calcio nel sedere ad uno ad uno tutti i giocatori, panchinari inclusi.
Ah Mauro, fagli sta doppietta e tutti a casa...
Cosa chiedere a questi 90 minuti? Praticamente nulla. Certo c’è ancora una remota e fantasiosa ipotesi di poter andare in Europa. Considerando che il Genoa quasi certamente non otterrà la licenza Uefa, se vinciamo stasera con l’Empoli e la Sampdoria perde in casa col Parma ci ritroveremmo a pari punti con i blucerchiati e per la differenza reti saremmo noi ad occupare l’ultima casella disponibile per approdare in Europa. Ipotesi fantasiosa, dicevamo. Perché difficilmente la Sampdoria non strapperà almeno un pari col Parma, e noi in casa ultimamente stiamo facendo abbastanza schifo (solo una vittoria nelle ultime sette partite casalinghe, con quattro pareggi e due sconfitte).

Dunque questi ultimi 90 minuti serviranno solo per onorare la maglia (alleluia, l’anno prossimo si tornerà alle classiche bande nerazzurre, niente gessati come quest’anno e niente colori scuri come lo scorso anno) e magari chiudere la stagione con una vittoria.

sabato 30 maggio 2015

Palla al Centro. NAPOLI-LAZIO, SPAREGGIO CHAMPIONS

 PALLA AL CENTRO Discussioni e commenti aspettando il fischio d’inizio 
Ultimi 90 minuti in Serie A. Napoli e Lazio si sfidano per un posto in Champions League. I biancocelesti hanno tre punti di vantaggio ma ai partenopei, che giocano in casa, basta una vittoria per beffare la squadra di Pioli. In Verona-Juventus si sfidano Toni e Tevez per il titolo di capocannoniere con Icardi a fare da terzo incomodo.

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SERIE A (Italia) – 38^ Giornata 
Sabato 30 Maggio ore 18
VERONA-JUVENTUS
25 i precedenti al Bentegodi tra i veneti e la Juve in archivio, con un bilancio a dir poco equilibrato: 9 vittorie dell’Hellas, 9 pareggi e 7 centri per i bianconeri.

Sabato 30 Maggio ore 20.45
ATALANTA-MILAN
Sono 53 gli incontri in archivio tra Atalanta e Milan all’Atleti Azzurri d’Italia. La squadra di casa ha vinto in 12 occasioni, quella ospite in 21, mentre 20 sono i pareggi.

venerdì 29 maggio 2015

HEYSEL, TRENT'ANNI DOPO. QUANDO IL CALCIO DIVENTO' TRAGEDIA

29 maggio 1985. Stadio Heysel di Bruxelles. Non servirebbe aggiungere altro. Basta una data e un luogo per ricordare una delle più terrificanti tragedie del calcio.
Esattamente 30 anni fa Juventus e Liverpool erano in Belgio per disputare la finale di Coppa Campioni. Il Liverpool aveva vinto l’edizione dell’anno precedente contro i giallorossi di Falcao allo stadio Olimpico. La Juventus, che la stagione precedente aveva vinto la Coppa delle Coppe, a gennaio si era portata a casa la Supercoppa europea proprio contro i Reds. Doveva essere una festa, ma qualcosa non va come dovrebbe andare.
Alle diciannove e venti, dopo le prime scaramucce tra tifosi del Liverpool (sistemati nei settori X e Y dello stadio Heysel) e della Juventus (che si trovano inspiegabilmente nel settore Z, lì a fianco), separati solo da una rete, un gruppo di inglesi rompe le deboli recinzioni che separano i settori e cerca lo scontro. E’ il panico. Chi cerca di uscire dai cancelli d’ingresso posti in cima li trova incredibilmente chiusi con i lucchetti, i vigili del fuoco decine di minuti dopo li dovranno rompere con le cesoie, chi prova a entrare in campo è ricacciato indietro dalla polizia belga, che entra in campo a cavallo sventolando i manganelli, senza capire cosa sta succedendo e senza aiutare nessuno. Anzi, aumentando il panico.

giovedì 28 maggio 2015

ADDIO A GRAZIANO COLOTTI, SALVEZZA E PROBLEMA DEL CALCIO

Forse Graziano Colotti era la salvezza del calcio. Forse era il problema del calcio. La salvezza, perché era uno di quei tecnici che amano lavorare con i ragazzini per educare uomini oltre che calciatori, pensano alla tattica ma più alla tecnica e ancor di più all’etica, guardano non al risultato ma a come l’ottieni, badano alla lealtà e al rispetto dell’avversario, e non nei grotteschi e retorici modi degli spot Tim, ma sul serio. Il problema, esattamente per gli stessi motivi: gente così ormai è d’intralcio in uno sport diventato un combattimento tra cani miliardari, col pubblico che si scanna ancor di più mentre li guarda, tipo spalti del Colosseo. Ufficialmente tutti si riempiono la bocca di lodi per questi allenatori, tanto le parole non costano niente. Soldi per i progetti che hanno in mente, manco a parlarne. Lasciare gestire il calcio a loro, men che meno. In realtà chi conta davvero non vede l’ora che gente così- esaurito un ruolo di testimonianza, di ornamento, di copertura in buona fede di tante bruttezze – levi il disturbo e li lasci lavorare.

STORICO SIVIGLIA: L'EUROPA LEAGUE E' ANCORA SUA

 EUROPA LEAGUE 2014-2015 - FINALE 
 DNIPRO-SIVIGLIA 2-3 
 7' Kalinic - 28' Krychowiak - 31' Bacca - 44' Rotan - 72' Bacca 

DNIPRO (4-2-3-1): Boyko; Fedetskiy, Douglas, Chebaryachko, Leo Matos; Kankava (40' st Shakhov), Fedorchuk (23' st Bezus); Matheus, Rotan, Konoplyanka; Kalinic (33' st Seleznyov).
A disp.; Lastuvka, Vlad, Bruno Gama, Luchkevich.
All. Markevych .
SIVIGLIA (4-2-3-1): Sergio Rico; Aleix Vidal, Daniel Carriço, Kolodziejczak, Tremoulinas; Mbia, Krychowiak; Reyes (14' st Coke), Banega (44' st Iborra), Vitolo; Bacca (37' st Gameiro).
A disp.; Beto, Figueiras, Suarez, Fernando Navarro.
All. Unai Emery
ARBITRO: Atkinson (Inghilterra)

Come un anno fa. L’Europa League parla ancora spagnolo grazie al Siviglia che supera 3-2 il Dnipro al termine di una gara spettacolare e riscrive la storia della competizione diventando la formazione con più trionfi nella competizione.
Il primo tempo è vivace e divertente. Bastano pochi minuti di gioco al Dnipro per sbloccare il risultato. Matheus lavora un buon pallone sulla destra e lascia partire un traversone sul quale si fionda puntuale Kalicin che con un colpo di testa non lascia scampo a Sergio Rico. Il Siviglia non si lascia abbattere e piano piano prende possesso del rettangolo di gioco. La rete del pareggio firmata da Krychowiak è il giusto premio alla tenacia spagnola.

La parità ritrovata fa volare sulle ali dell'entusiasmo la formazione di Emery, a cui bastano pochi minuti per raddoppiare. Reyes trova un corridoio smarcante per Bacca, che si lascia alle spalle la difesa ucraina e una volta messo seduto Boyko non ha problemi a gonfiare la rete. Sembra l'inizio di un'altra partita ma il Dnipro è duro a morire e con il calcio di punizione magistrale di Rotan riporta le squadre sul pareggio.

mercoledì 27 maggio 2015

TERREMOTO FIFA, SETTE ARRESTI PER CORRUZIONE (e fra due giorni Blatter verrà rieletto)

Terremoto alla Fifa: sette altissimi dirigenti sono stati arrestati stamattina a Zurigo su richiesta delle autorità statunitensi. L'accusa è di associazione a delinquere e corruzione per un arco di 24 anni. Per la precisione, sono 14 le persone indagate, come reso noto dal ministero della Giustizia americano: nove funzionari dell'organo di governo del calcio mondiale e cinque uomini al vertice.
Nel mirino, oltre all'aggiudicazione della sede di due Mondiali, anche gli accordi di marketing e di sfruttamento dei diritti televisivi delle manifestazioni. Secondo l'Ufficio federale svizzero della giustizia gli "accusati di corruzione - rappresentanti di media sportivi e ditte di promozione sportiva - sono sospettati di essere stati coinvolti in schemi per pagare i funzionari del calcio - delegati della Fifa e altri funzionari di sotto-organizzazioni Fifa - per un totale di oltre 100 milioni di dollari Usa. In cambio si crede che abbiano ricevuto diritti di media, marketing e sponsor in relazione ai tornei di calcio in America Latina". Secondo la richiesta Usa, spiega ancora l'ufficio svizzero, "questi reati sono stati ideati e preparati negli Stati Uniti e i pagamenti sono stati effettuati tramite banche Usa".

martedì 26 maggio 2015

YAYA TOURE’ E I CAMPIONI CHE (NON) ARRIVERANNO ALL’INTER

Yaya Touré non arriverà all’Inter. Il giocatore ivoriano del Manchester City è stato indicato per settimane come il primo prezioso rinforzo della nuova stagione. Fortemente voluto da Mancini che si è esposto in prima persona per convincerlo ad approdare all’Inter, il centrocampista ex Barcellona sarebbe sicuramente un prezioso innesto per questa Inter.

Ma c’è un piccolo particolare che forse qualcuno ha sottovalutato: la volontà del Manchester City di cedere il giocatore. Il club inglese infatti non ha nessuna intenzione di privarsi del suo giocatore e all’improvviso si scopre che anche il giocatore non è poi così convinto di vestire nerazzurro. A troncare le speranze nerazzurre ci ha pensato l’agente del giocatore con le parole rilasciate al Sun: "Yaya rimarrà al City per un paio di concause. Innanzitutto perché il proprietario del club ha detto che Touré non ha prezzo, che lui fa parte della squadra e ne è il cuore pulsante. Yaya, inoltre, è rimasto colpito da alcune cose che riteneva realmente importanti: il giorno del suo compleanno tanti tifosi gli hanno dimostrato affetto e lui ha capito fino in fondo quanto è ancora popolare al City.

lunedì 25 maggio 2015

CAMPIONATI ESTERI, ECCO LE QUALIFICATE IN CHAMPIONS ED EUROPA LEAGUE

Mancano ancora 90 minuti alla fine del campionato di Serie A ma la classifica è ormai delineata. L’unica incertezza riguarda il terzo posto che vale l’accesso ai preliminari di Champions League con la Lazio, sconfitta questa sera nel derby, che si giocherà la qualificazione col Napoli, distanziato di tre punti, in quello che è a tutti gli effetti uno spareggio per l’Europa. Ai biancocelesti basta un pareggio mentre i partenopei, già vincenti all’andata, sono costretti a fare bottino pieno per cogliere una qualificazione che avrebbe dell’incredibile e del clamoroso.
In realtà anche Sampdoria e Inter nutrono velate speranze di qualificazione europee ma sono legate alla licenza Uefa che il Genoa spera di ottenere (e che speriamo riesca ad ottenere perché merita di andare in Europa). I nerazzurri addirittura devono vincere con l’Empoli e sperare che la Sampdoria perda col Parma in casa. Una serie di coincidenze non semplici da realizzarsi.
Dunque ricapitolando, in Champions League Juventus e Roma ai gironi con Lazio o Napoli ai preliminari, mentre in Europa League Napoli o Lazio, Fiorentina e Genoa (sperando che ottenga la licenza Uefa, altrimenti Sampdoria o Inter).

domenica 24 maggio 2015

ALTRA STAGIONE BUTTATA VIA E RIPARTIAMO DI NUOVO DA ZERO...

Come promesso mi sono preso un po’ di ore di pausa per analizzare a mente fredda l’ennesima partitaccia dei nostri che ha portato all’ennesima sconfitta (meritata per certi versi, immeritata per altri).
L’incazzatura è passata, ma ha lasciato spazio alla rassegnazione per una stagione iniziata male e finita peggio. Perché purtroppo la differenza non la fa il pilota ma la macchina. Date il Barcellona a Inzaghi e scoprirete che Superpippo è un fenomeno della panchina, viceversa mettete Guardiola sulla panchina del Milan e vi renderete conto che il buon Pep è un incapace.
Mancini non è un pirla, ma questa Inter purtroppo ha degli evidenti limiti. Fa delle grandi partite, gioca bene, si rende pericolosa, spesso ha il pallino del gioco in mano, ma poi si perde in un bicchiere d’acqua per colpa dei singoli. Una volta è Ranocchia, un’altra Handanovic, poi Vidic, poi Medel, poi D’Ambrosio, insomma i nostri fanno a gara a chi commette la cazzata nei 90 minuti.

Purtroppo la nostra rimane una rosa lacunosa. A partire da una difesa che fa davvero pena (faccio mio un commento letto su Facebook “Sto rivalutando anche Fresi e Battistini”). Non c’è innanzitutto un leader difensivo, il Samuel di turno che tiene a bada tutto il reparto.

sabato 23 maggio 2015

FRITTATONA INTER, AL RESTO PENSA TAGLIAVENTO: INTER FUORI DALL’EUROPA

Serie A 2014-2015 – 37^ Giornata
GENOA - INTER 3 - 2
19’ ICARDI – 24’ Pavoletti – 30’ PALACIO – 42’ Lestienne – 89’ Kucka

GENOA (3-4-3) Perin; Roncaglia, Burdisso, De Maio; Rincon, Bertolacci, Kucka, Edenilson (dal 48’ s.t. Tambè); Iago Falque (dal 38’ s.t. Izzo), Pavoletti, Lestienne (dal 32’ s.t. Laxalt).
A Disposizione: Lamanna, Sommariva, Perotti, Lestienne, Soprano, Panico, Mandragora.
All. Gasperini
INTER (4-3-1-2) Handanovic; D’Ambrosio (dal 42’ s.t. Puscas), Ranocchia, Juan Jesus, Nagatomo; Brozovic (dal 31’ s.t. Shaqiri), Medel, Kovacic; Hernanes; Icardi, Palacio (dal 32’ st. Bonazzoli).
A Disposizione: Carrizo, Campagnaro, Andreolli, Kuzmanovic, Obi, Santon, Felipe, Gnoukouri, Donkor.
All. Mancini
ARBITRO Tagliavento di Terni

Bye Bye Europa. L’Inter perde a Genova (decisivo il gol di Kucka in zona Cesarini) e saluta matematicamente l’Europa. E poco importa se nella sconfitta nerazzurra c’è anche lo zampino di Tagliavento che nega due rigori abbastanza netti all’Inter e annulla un gol ad Icardi per un fuorigioco dubbio.
Formazione nerazzurra confermata con Juan Jesus-Ranocchia coppia centrale in difesa, Nagatomo esterno sinistro nei quattro dietro e Hernanes che dopo la squalifica torna dietro le due punte Palacio-Icardi.
E’ il Genoa a partire forte. Lestienne impegna Handanovic, dall’altro lato l’ex di turno Burdisso tocca col braccio in area. Ovviamente per Tagliavento (è una casualità la sua designazione per questa sfida?) non è rigore.

Poco male perché l’Inter passa comunque in vantaggio al 19esimo con Icardi che approfitta di un cross di Kovacic per infilare Perin e portare l’Inter sull’1-0. Il vantaggio dura poco perché Bertolacci è bravo a pescare Pavoletti che controlla e colpisce al volo, Handanovic non può niente ed è 1-1.

EUROPA O NON EUROPA (dilemmi verso Genoa-Inter)

A 180 minuti dalla fine del campionato siamo ancora in corsa per la qualificazione all’Europa League. Non che abbiamo molte speranze. Il buon esito dipende dai nostri risultati ma anche da quelli dei nostri avversari. Insomma una situazione non semplice
Tanto più che il quinto posto è ormai andato ed eventualmente entreremmo in Europa League dalla porta di servizio, ovvero tramite preliminare che faremmo a fine luglio (che fortuna…).
Per fortuna (o purtroppo, a seconda dei punti di vista) al Genoa è stata negata la licenza Uefa e la Sampdoria è a rischio per una questione legata a Guberti (il giocatore è stato condannato per il calcioscommesse e pare ci sia una regola che vieti di giocare le coppe europee a squadre che hanno nella rosa giocatori che abbiano subiti condanne sportive). Insomma potremmo ritrovarci per miracolo ad avere una minima speranza di qualificarci per l’Europa. Non che la cosa mi entusiasmi particolarmente, visto che andare in Europa ha i suoi pro e i suoi contro. Diciamo che la cosa mi lascia alquanto indifferente. Mi farebbe piacere vedere un’Inter che giochi in Europa, ma non mi straccerò le vesti se dovessimo rimanerne fuori (purché si programmi, questo è fondamentale).

venerdì 22 maggio 2015

Palla al Centro. IL DERBY DI ROMA VALE LA CHAMPIONS

 PALLA AL CENTRODiscussioni e commenti aspettando il fischio d’inizio 
Ultimo turno in praticamente tutte i principali campionati (solo la Serie A giocherà anche nel prossimo weekend). Il derby di Roma, decisivo per la corsa alla Champions League, è la partita più attesa del weekend che propone anche Juventus-Napoli e lo spareggio per l’Europa League tra Genoa e Inter.

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SERIE A (Italia) – 37^ Giornata 
Sabato 23 Maggio ore 18
JUVENTUS-NAPOLI
Il Napoli va a far visita alla Juventus per la sessantanovesima volta nella storia della Serie A; nei 68 precedenti i bianconeri sono assolutamente in vantaggio con 41 vittorie a 7 (20 pareggi). L’ultimo pareggio degli azzurri a Torino risale al 2010-2011, 2-2 con reti di Chiellini e Matri e doppietta di Lucarelli. Nella stagione immediatamente precedente ci fu invece l’ultimo successo esterno dei partenopei: 3-2 in rimonta firmato da Trezeguet, Giovinco, Hamšík (doppietta) e Datolo.

Sabato 23 Maggio ore 20.45
GENOA-INTER
Genoa e Inter si sono già affrontate 47 volte. Il tabellino è in totale pareggio, visto che i padroni di casa hanno trionfato 14 volte a fronte di altrettante sconfitte; il dato più frequente, però, è quello del pareggio che si è verificato in ben 19 occasioni. 

E' STATO STREPITOSAMENTE FANTASTICO ED INDIMENTICABILE ("quella sera", cinque anni dopo)

“E intanto i giorni passano... ed i ricordi sbiadiscono... e le abitudini cambiano... E' stato splendido...”. E all'improvviso ieri sera nel letto mi sono venute in mente le parole di una canzone di Vasco Rossi che calzavano a pennello col ricordo della finale di Champions League di cinque anni fa.
Sono passati ormai cinque anni da quella fantastica ed indimenticabile serata. Un lustro intero da quando ci issammo sul tetto del mondo e lì piazzammo la nostra bandiera del Triplete.
Se pensiamo a tutto ciò che è successo in questi cinque anni (non solo dal punto di vista sportivo ma anche per quanto riguarda le nostre singole vite di poveri mortali) sembra un’eternità.
Per non parlare dell'abisso che separa quella Inter da questa attuale. Cinque anni fa c'era il Capitano Zanetti, c'era Cuchu Cambiasso, c'erano Eto'o e Milito, c'era Sneijder, c'erano Lucio e Samuel, Maicon e Julio Cesar, Thiago Motta e Stankovic. E oggi chi abbiamo? Capitan Ranocchia, Medel, Palacio e Icardi, Hernanes, Vidic e Juan Jesus, D'Ambrosio e Handanovic, Kovacic e Guarin.

giovedì 21 maggio 2015

CI RISIAMO, L'INCUBO CALCIOSCOMMESSE PIOMBA SUL NOSTRO CALCIO


Ci aspetta un'altra estate caldissima. Nella notte tra lunedì e martedì è partita l'operazione della Polizia di Stato, denominata "Dirty Soccer", coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, che ha già portato a una cinquantina di fermi, tra calciatori, dirigenti e presidenti di club. Arresti e perquisizioni in 21 provincie italiane, tra Calabria, Campania, Puglia, Emilia Romagna, Abruzzo, Marche, Toscana, Liguria, Veneto e Lombardia, il capo d'accusa è associazione a delinquere, finalizzata alla frode sportiva, aggravata dall'associazione mafiosa. Ci sarebbero almeno cinque latitanti, e oltre settanta indagati. Accertata l'esistenza di due diverse associazioni criminali in grado di alterare risultati degli incontri di Lega Pro e Serie D. Decine le partite combinate, almeno 30 le squadre coinvolte: vi sarebbero Pro Patria, Barletta, Brindisi, L'Aquila, Neapolis Mugnano, Torres, Vigor Lamezia, Sant'Arcangelo, Sorrento, Montalto, Puteolana, Akragas, San Severo.

mercoledì 20 maggio 2015

LA JUVE VINCE UNA COPPA ITALIA CHE AVREBBE STRAMERITATO LA LAZIO

COPPA ITALIA 2014-2015 – FINALE
JUVENTUS-LAZIO 2-1 dts
4’ Radu - 11’ Chiellini - 97’ Matri

JUVENTUS (3-5-2): Storari; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner (dal 5’ sts Padoin), Vidal, Pirlo, Pogba (dal 33’st Pereyra), Evra; Llorente (dal 39’ st Matri), Tevez. (Buffon, Rubinho, Ogbonna, De Ceglie, Pepe, Coman, Asamoah, Sturaro, Marrone). All. Allegri.
LAZIO (3-4-2-1): Berisha; De Vrji (dal 1’ sts Keita), Gentiletti, Radu (dal 26’ st Mauricio); Basta, Parolo, Cataldi, Lulic; Candreva, F. Anderson; Klose (dal 37’ st Djordjevic). (Marchetti, Strakosha, Ciani, Braafhied, Mauri, Onazi, Ledesma, Novaretti, Cavanda). All. Pioli.
ARBITRO: Orsato di Schio.

L’avversario domina la partita e la Juventus porta a casa il risultato. Un copione già visto e rivisto in questo scorcio di stagione. Col Monaco, con il Real Madrid, e anche stasera nella finale di Coppa Italia contro la Lazio. I biancocelesti hanno dominato la partita, si è giocato in grande prevalenza nella metà campo della Juventus, ma alla fine Matri, dopo che Djordjevic aveva colpo un doppio palo, nei supplementari trova il jolly e regala la Decima Coppa Italia alla Juventus.
Pronti, via e dopo 4 minuti la Lazio è già in vantaggio. Punizione di Cataldi e colpo di testa chirurgico di Radu, Storari non perfetto e curva Nord in delirio. Ma dopo appena sette minuti arriva il pareggio con Chiellini.
La Lazio, per nulla intimorita dal ruolino di marcia fatto registrare in campionato contro i bianconeri, decide di giocarsela con baricentro alto, sfruttando la velocità degli interpreti offensivi. Gli uomini di Pioli provano a far valere il gioco aereo, la fisicità, fattori che mettono in difficoltà la retroguardia bianconera. La Juventus subisce e regge il fortino.

martedì 19 maggio 2015

DOPO IL CARPI, ANCHE IL FROSINONE FA FEST...A

LATO B  Appunti sulla Serie Cadetta

La prima volta non si scorda mai. E sabato 16 maggio rimarrà nella memoria collettiva di Frosinone per la conquista della prima storica promozione in Serie A. La squadra di Roberto Stellone ha ottenuto la matematica promozione dopo la vittoria per 3-1 sul Crotone. Così dopo il salto di categoria del Carpi si completa il ‘non auspicio’ di Claudio Lotito che a febbraio era finito al centro di una bufera per le sue dichiarazioni nel corso di una telefonata con il direttore sportivo dell’Ischia, Pino Iodice, durante la quale dichiarava che la promozione proprio di Carpi e Frosinone, piccole realtà con poco appeal mediatico, sarebbe stato un problema per la commercializzazione dei diritti tv.
Il campo ha risposto che Carpi e Frosinone sono state le due squadre più forti del campionato cadetto sul campo, al di là di stadi piccoli e bacini d’utenza non enormi.

Il Frosinone ha passato gran parte della storia fra la Serie D e la Serie C. Fino al 2006 il Frosinone non s'era mai affacciata in B, e la sfida con la Juventus sembrò allora un incrocio assurdo, qualcosa di irripetibile. Invece, preparatevi: l'anno prossimo si replica.

lunedì 18 maggio 2015

ONORE A STEVEN GERRARD, ULTIMA BANDIERA REDS

Non ci sono parole per descrivere e salutare una leggenda come Steven Gerrard. Solo un’emozione infinita ed un coro – “You will never walk alone” – per il capitano del Liverpool all’ultima partita con la sua squadra. La sconfitta per 1-3 non ha minimamente intaccato l’emozione di una giornata che sarà per sempre negli annali del club.
Il capitano è entrato in campo assieme alle figlie nel delirio di Anfield, passando in mezzo alle due squadre disposte a forma di ali per permettere la celebrazione del numero 8. Al termine della gara i suoi compagni hanno portato sulle spalle il suo numero, per un momento molto toccante e significativo che non potrà dimenticare.

Un’unica maglia, da quando ha iniziato a giocare da piccolo fino a quando è diventato professionista. Steven Gerrard è cresciuto nel Liverpool, la squadra per la quale tutta la sua famiglia ha sempre tifato. Dal settore giovanile all’esordio in Premier League a 18 anni in un match contro il Blackburn. La Kop, storica curva del Liverpool ancora non sa che il biondino diventerà il loro idolo, oltre ad uno dei centrocampisti più forti e completi di sempre.

domenica 17 maggio 2015

UN'INTER SENZA GRINTA E LONTANA DALL'EUROPA

A distanza di 24 ore mi girano ancora discretamente le palle. Non è per la sconfitta in sé, in fondo non ha tutti i torti Nerazzurro quando scrive che siamo stati condannati da un episodio e che l’avversario non ha certo fatto meglio di noi.
Il problema è che l’avversario in questione era la Juventus e che i bianconeri ieri sera non ci abbiano messo poi tutto questo impegno per vincere. Il problema è la mentalità con cui affronti certe partite. Negli anni dei nostri trionfi la Juventus arrivava sistematicamente dietro. Eppure quando affrontava l’Inter diventava il Barcellona di Guardiola. Magari prendevano 3 gol dal Chievo in casa, ma quando si trovavano di fronte l’Inter correvano come indemoniati e giocavano la partita della vita.
Al contrario dell’Inter che da grande squadra negli anni dei trionfi o da squadretta di metà classifica come siamo adesso ci siamo sempre cagati addosso quando di fronte avevamo la Juventus.
Ecco, quello che personalmente mi fa incazzare della gara di ieri sera è che non abbiamo messo in campo grinta, cuore e coglioni (intesi come attributi, a scanso di equivoci).

sabato 16 maggio 2015

SENZA PAROLE (sono loro che hanno zittito noi…)

Serie A 2014-2015 – 36^ Giornata
INTER - JUVENTUS 1 - 2
9’ ICARDI – 42’ Marchisio – 83’ Morata

INTER (4-3-1-2) Handanovic; D’Ambrosio, Ranocchia (da 44’ s.t. Gnoukouri), Vidic, Juan Jesus; Brozovic (dal 37’ s.t. Podolski), Medel, Kovacic; Shaqiri (dal 26’ s.t. Nagatomo); Icardi, Palacio.
A Disposizione: Carrizo, Andreolli, Santon, Felipe, Kuzmanovic, Obi, Dimarco, Podolski, Puscas, Bonazzoli.
All. Mancini
JUVENTUS (4-3-1-2) Storari; Lichtsteiner (dall’11’ s.t. Ogbonna), Barzagli, Bonucci, Padoin; Romulo, Marchisio, Sturaro; Pereyra (dal 33’ s.t. Pogba); Matri (dal 21’ s.t. Llorente), Morata.
A Disposizione: Rubinho, Audero, Pepe, Coman, Asamoah, De Ceglie, Marrone.
All. Allegri
ARBITRO Doveri di Roma

Niente da fare. Dovevamo zittirli e invece sono loro che zittiscono noi. Un gol di Morata a pochi minuti dalla fine ci condanna ad una sconfitta non del tutto meritata dopo che Icardi aveva illuso il popolo nerazzurro dopo 9 minuti e Marchisio aveva pareggiato i conti sul fine della prima frazione su rigore (uno dei rari rigori netti che vengono assegnati alla Juventus).
Mancini conferma la formazione che avevamo ipotizzato alla vigilia. Il primo tempo è di marca nerazzurra. I padroni di casa partono alla grande e dopo nove minuti vanno in vantaggio. Brozovic va con la botta da fuori, la sfera incoccia contro il petto di Icardi che involontariamente la devia alle spalle di Storari. È l’1-0.
La Juventus è sonnecchiante ma si rende comunque pericoloso. Handanovic deve superarsi prima su Morata e Sturaro. In mezzo però tocca a Storari respingere l’insidia ravvicinata portata da Palacio.

ZITTIAMOLI !!! (verso Inter-Juventus con un sogno in testa)

Maurito, pensaci tu
Poteva essere tutta un’altra gara. Inter-Juventus alla terz’ultima giornata poteva essere uno scontro diretto per il titolo o più semplicemente una sfida decisiva per entrambe.
E invece dal punto di vista della classifica e degli obiettivi la partita di oggi pomeriggio ha ben poco da dirci. La Juventus ha già ampiamente vinto lo scudetto, mentre l’Inter è ancora in corsa per la qualificazione all’Europa League ma, classifica alla mano, con non tante possibilità di centrare l’obiettivo.
Per fortuna le motivazioni non mancano mai quando si ritrovano di fronte Inter e Juventus. L’odio sportivo è talmente esagerato da ambo le parti che si farebbero carte false pur di portare a casa la vittoria.
Ed è quello che proverà a fare l’Inter oggi pomeriggio, magari approfittando anche del fatto che gli avversari sono con la testa al possibile Triplete. Mercoledì prossimo poi c’è la finale di Coppa Italia, pertanto è molto probabile che Allegri decida di applicare un massiccio turnover e dare spazio ai giocatori che in genere stazionano in panchina.

venerdì 15 maggio 2015

Palla al Centro. INTER-JUVE PER L'ORGOGLIO, BARCA-ATLETICO PER IL TITOLO

 PALLA AL CENTRO – Discussioni e commenti aspettando il fischio d’inizio 
I riflettori del weekend sono puntati tutti verso le finaliste di Champions League. La Juventus, già campione d'Italia, fa visita all'odiata rivale Inter in una sfida sempre accesa, mentre il Barcellona ospita l'Atletico Madrid e in caso di vittoria potrebbe festeggiare il titolo. Ad un passo dal titolo anche il Psg (basta un punto a Montpelier), mentre in Inghilterra c'è un Manchester United-Arsenal tutto da seguire. Big match anche per il Dnipro, che ieri sera ha conquistato la sua prima finale europea della storia e che domenica affronterà la capolista Dinamo Kiev.

SERIE A (Italia) – 36^ Giornata 
Sabato 16 Maggio ore 18
INTER-JUVENTUS
Inter e Juventus si sono affrontate 81 volte allo Stadio Giuseppe Meazza di Milano: per 34 volte i nerazzurri sono riusciti a portare a casa i tre punti, mentre in 26 occasioni le due squadre sono state costrette a dividersi la posta in palio. Infine, nelle rimanenti 21 partite, la Juventus ha espugnato San Siro.

Sabato 16 Maggio ore 20.45
SAMPDORIA-LAZIO
Sono 56 i precedenti totali tra Sampdoria e Lazio, con i padroni di casa in vantaggio nella contesa con 20 successi. Ben 19 i pareggi, fermi a 17 i successi della Lazio.
 
 TUTTI I RISULTATI IN TEMPO REALE 

E ALLA FINE L’ITALIA FA FLOP, LA FINALE E’ DNIPRO-SIVIGLIA

La speranza di vedere una squadra italiana all’atto conclusivo dell’Europa League sfuma proprio sulla dirittura d’arrivo. Né Napoli, né Fiorentina sono riusciti infatti ad eliminare le rispettive avversarie Dnipro e Siviglia. Ma se per i viola l’impresa era quasi proibitiva, lo stesso non si può dire del Napoli il cui avversario era sicuramente alla sua portata. A onor del vero pesano nel bilancio finale del Napoli alcune decisioni arbitrali sfavorevoli nella gara d’andata.
A contendersi il trofeo che da quest’anno permette l’accesso diretto alla Champions League saranno dunque gli ucraini del Dnipro e gli spagnoli del Siviglia che si sfideranno a Varsavia il 27 maggio.
Il Dnipro è una squadra ucraina di alta classifica che non era mai riuscita a raggiungere nemmeno la semifinale di un torneo europeo. È la squadra più importante di Dnipropetrovsk, una città dell’Ucraina cento-orientale; non ha mai vinto un campionato ucraino e sta disputando una delle migliori stagioni della sua storia. È attualmente terzo nel massimo campionato ucraino (nel quale si sta giocando il secondo posto con lo Shakhtar Donetsk) e ha un’ottima difesa.

giovedì 14 maggio 2015

BARCELLONA-JUVENTUS, LA FINALE CHE NON T'ASPETTI

Dunque sarà Juventus-Barcellona la finale di Champions League 2015 che si giocherà a Berlino il prossimo 6 giugno.
Le due squadre ci arrivano con percorsi differenti. I bianconeri, considerando dagli ottavi in poi, lungo il loro percorso hanno trovato il Borussia Dortmund (che attualmente staziona a metà classifica nella Bundesliga e che due mesi fa, quando incrociò la Juventus era in piena zona retrocessione) che hanno liquidato con un 2-1 casalingo e un 3-0 in trasferta. Ai quarti ecco il Monaco, terzo in Francia. Vittoria a Torino grazie ad un rigore inesistente e pareggio 0-0 nel Principato (con tanto di rigore negato agli avversari). Infine in semifinale è capitato il sempre forte Real Madrid, campione in carica. I bianconeri nell’arco dei 180 minuti hanno meritato di vincere, nonostante al Bernabeu il Real Madrid abbia cinto d’assedio la metà campo avversario (e possa recriminare per un rigore negato).

mercoledì 13 maggio 2015

BRAVURA, FORTUNA E... ARBITRAGGI: LA JUVENTUS E’ IN FINALE

Champions League 2014-2015 – Semifinale di Ritorno
REAL MADRID-JUVENTUS 1-1
22’ Cristiano Ronaldo (rig.) – 57’ Morata

REAL MADRID (4-3-3): Casillas; Carvajal, Varane, Sergio Ramos, Marcelo; Isco, Kroos, James Rodriguez; Bale, Benzema (dal 22’ s.t. Hernandez), Cristiano Ronaldo.
A Disp.: Keylor Navas, Pepe, Coentrao, Arbeloa, Jesé, Illarramendi.
All. Ancelotti.
JUVENTUS (4-3-1-2): Buffon; Lichtsteiner, Bonucci, Chiellini, Evra; Marchisio, Pirlo (dal 34’ Barzagli), Pogba (dal 43’ s.t. Pereyra); Vidal; Tevez, Morata (dal 37’ s.t. Llorente).
A Disp.: Storari, Padoin, Sturaro, Coman, Llorente).
All. Allegri.
ARBITRO: Eriksson (Sve).

Come facilmente prevedibile la Juventus conquista la finale di Berlino. Dopo il 2-1 dell’andata i bianconeri riescono ad uscire indenni dal Bernabeu e a portare a casa un pareggio che vuol dire finale di Champions League 12 anni dopo l’ultima finale (persa contro il Milan di Ancelotti).
Il Real Madrid deve recuperare perciò sono i blancos a fare la partita e a rendersi subito pericolosi, prima con Benzema e poi con Cristiano Ronaldo.

Il monologo madrileno (a fine primo tempo si conteranno 13 tiri nella porta bianconera) si concretizza al minuto 22 quando Chiellini, abituato agli arbitri italiani, commette con nonchalance un fallo in piena area di rigore su James Rodriguez. Dal dischetto Cristiano Ronaldo firma l’1-0 (gol che vale l'ennesimo record stagionale, giunto a quota 10 il campione portoghese è l'unico giocatore nella storia del calcio ad aver raggiunto la doppia cifra in Champions League per 4 stagioni).

ASPETTANDO REAL MADRID-JUVENTUS...

Stasera tutti a guf... ehm... tifare Juventus, mi raccomando.
Noi crediamo nell'impresa e aspettiamo con trepidazione questa attesa finale contro il fortissimo Barcellona di Messi. 


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martedì 12 maggio 2015

ADDIO A MWEPU, L'UOMO CHE SPAZZO' VIA UNA PUNIZIONE PER SALVARSI LA VITA

Joseph Ilunga Mwepu. A molti questo nome non dirà nulla. Eppure questo “anonimo” calciatore dello Zaire (oggi Repubblica Democratica del Congo), morto venerdì scorso all’età di 65 anni dopo una lunga malattia, rimarrà per sempre nella storia per un clamoroso gesto ai mondiali in Germania del 1974, quando la sua nazionale, qualificata per la prima volta alla fase finale della Coppa del Mondo grazie al successo in coppa d'Africa, incontrò il Brasile campione in carica.

Lo Zaire aveva esordito in Germania contro la Scozia, perdendo 2-0, prima di crollare contro la nazionale jugoslava nella seconda gara del girone: finì addirittura 9-0. All'85esimo minuto della gara contro il Brasile, con lo Zaire sotto per 3-0, i verdeoro hanno la possibilità di aumentare il vantaggio con una punizione da buona posizione. Sul pallone Rivelino, tiratore eccezionale dei calci da fermo, parlotta con i compagni allungando i tempi di battuta. Così dalla barriera schierata si stacca Mwepu correndo verso il pallone, scagliandolo il più lontano possibile. Tutti i giocatori restano straniti, il terzino si becca un giallo e le ironie dei giornali.

lunedì 11 maggio 2015

CON AFFANNO MA ANCORA IN CORSA (crederci o non crederci...)

Se dopo appena 8 minuti Felipe Anderson va via sulla fascia e mette al centro un pallone che Candreva sfrutta come meglio non poteva portando in vantaggio la Lazio, è impossibile non iniziare ad avere tristi presagi. Presagi che aumentano di intensità qualche minuti dopo quando Ranocchia di testa salva su colpo di testa di Parolo.
La serata insomma non è iniziata nei migliori dei modi. Per fortuna al 25esimo arriva la svolta con Mauricio che atterra Palacio lanciato a rete guadagnandosi il rientro negli spogliatoi con largo anticipo. Da lì è tutta un’altra gara. Anche perché sulla seguente punizione Hernanes trafigge Marchetti con un sinistro fulminante (gol da annullare però, perché sul tiro del Profeta ci sono tre nerazzurri in evidente fuorigioco…).
Visto l’andamento della gara fino all’episodio cruciale dell’espulsione di Mauricio, viene spontaneo chiedersi come sarebbe finita in 11 contro 11. O forse anche in 11 contro 10 perché anche in inferiorità numerica la Lazio ha retto bene (o più probabilmente è stata l’Inter a non essere capace di sfruttare il vantaggio numerico).

domenica 10 maggio 2015

SUPER HERNANES: MANTIENE L'INTER IN CORSA PER L’EUROPA

Serie A 2014-2015 – 35^ Giornata
LAZIO - INTER 1 - 2
8’ Candreva - 26’ HERNANES – 84’ HERNANES

LAZIO (4-2-3-1): Marchetti; Basta, Mauricio, Ciani, Radu; Biglia, Parolo; Candreva (dal 32' s.t. Keita), Mauri (dal 28' p.t. Braafheid), Felipe Anderson; Klose (dal 18' s.t. Berisha).
A Disposizione: Strakosha, Gentiletti, Braafheid, Cavanda, Pereirinha, Ledesma, Onazi, Cataldi, Djordjevic, Perea.
All. Pioli
INTER (4-3-1-2): Handanovic; D’Ambrosio (dal 23' s.t. Nagatomo), Ranocchia, Vidic, Juan Jesus; Guarin (dal 1' s.t. Podolski), Medel, Kovacic; Hernanes; Palacio (dal 46' s.t. Brozovic), Icardi.
A Disposizione: Carrizo, Andreolli, Dalbelo, Dimarco, Santon, Gnoukouri, Shaqiri, Bonazzoli, Puscas.
All. Mancini
ARBITRO: Massa di Imperia

Sì, l’Inter c’é. I nerazzurri escono dall’Olimpico con tre punti in tasca e la certezza di essere ancora in corsa per l’Europa grazie alla doppietta di Hernanes (chissà se Lotito è ancora convinto di aver fatto un capolavoro). La squadra di Mancini ha giocato una buona gara ma per la seconda trasferta consecutiva è stata agevolata dal fatto di aver giocato prima in 11 contro 10 e poi in 11 contro 9.
Mancini preferisce Kovacic a Brozovic mentre D’Ambrosio vince il ballottaggio con Santon. Per il resto la formazione è quella ipotizzata alla vigilia.
La gara comincia subito su ritmi elevati. Ai padroni di casa bastano 8 minuti per passare in vantaggio. Felipe Anderson scappa sulla fascia sinistra e serve Candreva dentro l’area di rigore, il centrocampista laziale apre il piatto destro e trafigge Handanovic. L’Olimpico è un’autentica bolgia.

L’Inter accusa il colpo ma non perde la calma. Inizia a macinare gioco e a provare a creare occasioni da rete. A metà del primo tempo la prima svolta della partita: Mauricio ferma irregolarmente Palacio lanciato verso la porta da un bell’assist di Kovacic. L’arbitro non ha dubbi, è chiara occasione da gol ed espelle il difensore brasiliano.

TRE PUNTI PER CONTINUARE A SPERARE NELL’EUROPA

Non so a voi, ma a me fa molto sorridere l’enfasi e il trasporto con cui a distanza di 13 anni ancora la Juventus festeggia quel 5 maggio del 2002. Addirittura sul profilo twitter della formazione bianconera hanno pubblicato “buon 5 maggio a tutti”. Ridicoli, semplicemente ridicoli. Mi pare evidente che sono ossessionati da noi, siamo il loro peggiore incubo. Paradossale, visto che magari dovrebbe essere il contrario poiché i vincenti sono loro. Siamo nei loro pensieri in ogni instante. Perdono e pensano a noi, vincono e pensano a noi, probabilmente pensano a noi anche quando mangiano o quando trombano (e, conoscendoli, sicuramente quando cagano).
Prima o poi qualcuno dovrà spiegargli che quel 5 maggio è solo una ferita guarita, è rimasta la cicatrice ma non fa più male. Per noi ora il 5 maggio vuol dire inizio del Triplete e di Lazio-Inter nel mese di maggio ce ne sono stati altri. Per l’esattezza altri due (uno il 2 maggio del 2010, vittoria nerazzurra, e uno il 13 maggio di due anni dopo con l’affermazione biancoceleste) e stasera sarà la terza volta che Lazio-Inter si giocherà a maggio dopo quella tragica domenica del 2002. Insomma la vita è andata avanti, ma non per il popolo bianconero ancora arroccato a quel 5 maggio.

sabato 9 maggio 2015

Palla al Centro. MILANO ARBITRO CHAMPIONS (con un occhio alla corsa Europa League)

 PALLA AL CENTRODiscussioni e commenti aspettando il fischio d’inizio 
In Serie A con lo scudetto ormai assegnato, occhi puntati sulla corsa all'Europa League dove le emozioni e le sorprese non mancheranno di certo. Tra i match più interessanti di questo weekend la sfida incrociata Milano-Roma (Milan-Roma e Lazio-Inter) e il derby di Verona.
Come sempre ricco anche il menù negli altri campionati europei. Chelsea-Liverpool in Inghilterra (con i Blues, freschi campioni che festeggeranno il trionfo davanti ai propri tifosi), Real Madrid-Valencia in Spagna (sfida che i juventini seguiranno con attenzione), Monchengladbach-Leverkusen in Germania e infine Marsiglia-Monaco in Francia.
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SERIE A (Italia) – 35^ Giornata 
Sabato 9 Maggio Ore 18
JUVENTUS-CAGLIARI
Sono 34 i precedenti a Torino tra i bianconeri e il Cagliari in archivio, con un bilancio che sorride ovviamente ai padroni di casa: 19 vittorie, 13 pareggi e appena 2 sconfitte.

Sabato 9 Maggio Ore 20.45
MILAN-ROMA
Sono 79 le gare in archivio tra Milan e Roma a San Siro: i rossoneri hanno vinto la maggior parte delle sfide, 44, pareggiandone 19 e perdendone 16.
L’ultimo successo della squadra di casa risale al 2011-2012, quando una doppietta di Ibrahimović ribaltò il vantaggio iniziale di Osvaldo. Nella stagione precedente, invece, era stato il gol dell’ex Borriello a siglare lo 0-1 in favore dei giallorossi. La partita più ricca di gol è un 6-2 in favore del Milan nel 1949-1950.

venerdì 8 maggio 2015

JUVE, CREDICI !!!

La straordinaria prestazione di martedì ha portato una grande iniezione di fiducia nella squadra bianconera, che adesso crede davvero alla conquista di un posto nella finale di Champions League dove dovrebbe trovare, presumibilmente, il Barcellona di Leo Messi.
Il Real ha palesato grandi limiti in ogni reparto. L’assenza più pesante è stata senza dubbio quella di Luka Modric, assoluto cervello della squadra di Ancelotti. L’unico in grado di far girare la squadra. Toni Kroos è un centrocampista di assoluto valore ma non ha le caratteristiche del vero play. La mossa di Mister Carlo di utilizzare Sergio Ramos in quel ruolo non ha portato alcun frutto. Lo spagnolo è stato il peggiore in campo. Non è riuscito a costruire il gioco né tantomeno ad arginare la manovra juventina. Il gol di Cristiano Ronaldo ha tuttavia permesso al Madrid di tenere i giochi ben aperti in vista del ritorno in programma mercoledì prossimo al Bernabeu dove la Juve troverà, presumibilmente, una bolgia.

giovedì 7 maggio 2015

EUROPA LEAGUE, E' CORSA A CINQUE

 CLASSE A – Analisi e commenti sul Campionato Italiano 
Con lo scudetto ormai assegnato e le posizioni che portano alla Champions League ormai consolidate (Roma e Lazio si giocheranno il podio), il principale motivo d’interesse del campionato è ormai la lotta all’Europa League, sempre più equilibrata e avvincente. Con il Napoli ormai quasi certo del quarto posto, rimangono altre due poltrone da assegnare: il quinto posto che permetterebbe di entrare in gioco direttamente nell’ultimo turno preliminare di metà agosto, e il sesto posto che vorrebbe dire preliminare già a fine luglio.
A contendersi l’Europa sono rimaste in cinque, tutte racchiuse in quattro punti. Dai 52 punti della Fiorentina ai 48 del Torino, passando per i 51 punti della Sampdoria, i 50 del Genoa e i 49 dell’Inter.

Immancabile uno sguardo al calendario, perché mai come ora diventa decisivo vedere chi si affronterà, perché trovarsi di fronte una diretta concorrente o la squadra già salva non è proprio la stessa cosa. Fermo restando che a questo punto della stagione ci sono molte variabili che possono influire sull’andamento della gara.

mercoledì 6 maggio 2015

JUVE, IL POKER SERVITO NEL NULLA

 CLASSE A – Analisi e commenti sul Campionato Italiano 
Se pur con qualche giorno di ritardo mi sembra corretto rendere il giusto tributo alla Juventus che sabato scorso ha conquistato il suo 27esimo scudetto (sì lo so, sono 31, ma visto che ognuno fa il conteggio che gli pare, per me sono 27, e mi sono pure tenuto largo). Uno scudetto meritato, su questo non ci sono dubbi. La squadra di Allegri ha dominato il campionato dall’inizio alla fine e la propria supremazia non è mia stata messa in discussione.
E anche vero che, vista la concorrenza, non è stato poi così difficile per i bianconeri riaffermarsi. La Roma, l’unica che poteva insidiare il dominio juventino e che lo scorso anno aveva fatto molto bene, quest’anno si è sciolta a fine gennaio come la neve. Per il resto c’è un vuoto, il nulla assoluto. Troppo discontinuo il Napoli di Benitez (uno che si trova molto a suo agio nelle competizioni ad eliminazione diretta), la Lazio ha dato qualche timido segnale nell’ultimo mese ma solo perché è riuscita ad infilare un filotto di otto vittorie consecutive (filotto interrotto allo Juventus Stadium), le milanesi sono non pervenute ormai da qualche anno (e probabilmente lo saranno ancora per un paio di anni).

lunedì 4 maggio 2015

L’ENNESIMO SALTO DEFINITIVO MANCATO

Probabilmente questa rimarrà la stagione dei rimpianti per i tanti, troppi punti persi per strada. Ogni volta che siamo lì per fare il salto di qualità, ecco che ci caghiamo addosso e mandiamo tutto a puttane (scusate i francesismi, ma era per rendere bene l’idea).
Le sconfitte di Sampdoria e Genoa erano due assist imperdibili per risalire la classifica e candidarsi seriamente per un posto nella prossima Europa League. Anche perché l’avversario era più che alla nostra portata. Battere il Chievo non era certo un’impresa da titani.
E invece ce ne siamo usciti con la solita prestazione incolore, dove abbiamo attaccato (ma poi neanche così tanto) senza rendersi veramente pericolosi e anzi rischiando in un paio di occasioni la beffa (dall’altra parte c’era Meggiorini, uno che segna solo uno paio di volte in una stagione, quasi sempre quando affronta l’Inter).
Più del risultato (non scordiamoci che si gioca in 11 contro 11 e che di fronte hai quasi sempre dei giocatori che non hanno nessuna voglia di fare le vittime sacrificali) quello che mi fa incazzare (e daje con sti francesismi…) è la prestazione.

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