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sabato 13 ottobre 2012

NAZIONALI, ECCO OBBLIGHI E DOVERI DELLE SOCIETA'

Interessante l’intervista di Calciomercato.com all’Agente FIFA Jean-Christophe Cataliotti, sulle norme che regolano l’attività delle squadre nazionali italiane, di cui ripropongo alcuni passaggi.
Cataliotti, in questi giorni di impegni su più fronti delle nostre squadre nazionali, il campionato rimarrà ovviamente fermo. Ma le società sono sempre tenute a porre a disposizione della Federazione i propri calciatori?

La risposta affermativa è rinvenibile, innanzitutto, nelle norme della FIFA dove viene espressamente sancito che “le società sono tenute a mettere i propri calciatori tesserati a disposizione delle squadre nazionali del Paese per il quale il calciatore è idoneo a giocare in base alla sua nazionalità, nel caso in cui egli sia convocato dalla Federazione di appartenenza. Qualsiasi tipo di accordo diverso tra la società e il calciatore è da considerarsi vietato”. Il regolamento FIFA, nell’allegato sul “Rilascio dei calciatori per le squadre nazionali”, dispone, inoltre, che il rilascio dei calciatori è obbligatorio per le partite nelle date elencate nel calendario internazionale coordinato e per tutte le partite per le quali esiste un obbligo di rilascio a seguito di una decisione speciale adottata dal Comitato Esecutivo della FIFA.

Le norme della FIFA prevedono anche pesanti sanzioni disciplinari nel caso in cui una società non provveda a mettere a disposizione della Federazione il calciatore per la quale lo stesso è idoneo a giocare in base alla sua nazionalità. In caso di rifiuto a rilasciare un calciatore, infatti, la Commissione per lo status dei calciatori richiederà alla Federazione di appartenenza della Società di dichiarare persa/e la/le partita/e alla/e quale/i il calciatore ha partecipato per la società stessa (nel periodo durante il quale il calciatore doveva essere rilasciato). Tutti i punti ottenuti dalla società in questione saranno annullati. Ogni partita disputata con il meccanismo delle coppe deve essere considerata come vinta dalla squadra avversaria, indipendentemente dal punteggio.
E in Italia?
Viene confermato il suddetto obbligo di rilascio dei calciatori anche nell’art. 75 delle Norme Organizzative Interne della FIGC laddove viene precisato che le società sono tenute in ogni caso a porre a disposizione della Federazione i propri calciatori per le gare amichevoli e per le gare delle manifestazioni ufficiali alle quali la FIGC ha l’obbligo di partecipare (Coppa del Mondo, Coppa Europea per Squadre Nazionali, Torneo Olimpico, Campionato Under 21, Campionato Mondiale ed Europeo Juniores A, Campionato Mondiale ed Europeo Juniores B, Campionato del Mondo e Campionato Europeo di Calcio Femminile e di Calcio a Cinque).
(…)
E se un calciatore convocato in Nazionale nega la sua partecipazione che cosa accade?
Occorre verificare se la mancata risposta alla chiamata della Nazionale sia giustificata o meno. I calciatori, infatti, che senza provato e legittimo impedimento, neghino la loro partecipazione all’attività delle Squadre Nazionali sono passibili di squalifiche da scontarsi in gare ufficiali della loro Società. (…)

L'Intervista completa la trovate QUI

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3 commenti:

Mattia ha detto...

Interessante. Che le società fossero obbligate a dare i propri giocatori alle Nazionali è cosa ormai nota. Però una "rinfrescatina" sulle norme Fifa fa sempre bene.

Anonimo ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Anonimo ha detto...
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