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lunedì 31 maggio 2010

MOU-PENSIERO, RILEGGIAMO DUE ANNI DI PERLE MOURINHIANE


Si, a noi tifosi nerazzurri Josè Mourinho ci mancherà. Ci mancherà perché ci ha riportato in alto, ci mancherà perché ci ha fatto vivere una primavera indimenticabile. Ma ci mancherà anche perché era uno che non le mandava a dire, ci mancherà perché in due anni ha detto apertamente tutto ciò che noi avremmo voluto dire a giornalisti, e tifosi avversari.
Ci mancherà e quasi certamente mancherà anche ai giornalisti italiani. Quei giornalisti che l’hanno sempre criticato, ma intanto riempivano i giornali con i titoloni sulle sue dichiarazioni e sulle sue parole.
Già le parole. Mourinho se ne va ma le sue frasi e i suoi appellativi (da zeru tituli a prostituzione intellettuale) rimarranno. Ieri la Gazzetta dello Sport ha riassunto alcune delle sue frasi più famose, rileggiamole insieme.
"Io non sono pirla" (prima conferenza stampa con l’Inter, 3 giugno 2008)
"Ranieri ha detto che non ha bisogno di vincere. Lui a quasi 70 anni ha vinto una Supercoppa, una piccola coppa. Non ha mai vinto trofei importanti. Forse ha bisogno di cambiare la sua mentalità, ma forse è troppo vecchio per farlo" (4 agosto 2008)
"Monaco chi? Io conosco il monaco del Tibet, Monaco di Montecarlo, il Bayern Monaco, il GP di Monaco... Se qualche monaco vuole farsi conoscere perché parla di me, mi deve pagare" (dopo le accuse del d.g. del Catania, Lo Monaco, 15 settembre 2008)
"Io ho studiato cinque ore al giorno l'italiano per diversi mesi per poter comunicare con voi giornalisti, con i tifosi, e pensate che vi abbia mancato di rispetto? Parla poi Ranieri che dopo cinque anni in Inghilterra ha avuto difficoltà a dire 'good morning e 'good afternoon'" (27 settembre 2008)
"Barnetta ha parlato con me allo stadio e non mi ha detto niente. Se dopo ha detto qualcosa alla stampa a me non l'ha detta. Forse ha bisogno di lavorare un po' sulla personalità" (rivolto al collega Mario Beretta, 27 settembre 2008)
"C'è stata grandissima manipolazione intellettuale. Un grandissimo lavoro organizzato per manipolare l'opinione pubblica. Prostituzione intellettuale” (3 marzo 2009)
"Negli ultimi due giorni non si è parlato della Roma che ha grandissimi giocatori, con tanti giocatori che io volevo avere con me ma che finirà la stagione con zero tituli. Non si è parlato del Milan, che ha 11 punti meno di noi e chiuderà la stagione con zero tituli. Non si è parlato della Juve che ha conquistato tanti, ma tanti punti con errori arbitrali" (3 marzo 2009)
"Solo uno tra ventuno non voleva darmi la laurea honoris causa, ma è normale, anche Gesù non piaceva a tutti" (20 marzo 2009)
"Lavorerò di più, ma non posso fare miracoli. Non sono Merlino o Harry Potter" (10 luglio 2009)
"Una delle cose che mi piacciono veramente dell'Italia è il rumore dei nemici. Ho detto la mia opinione, come uomo libero in società libera e subito è arrivato il rumore dei nemici. Brrrrrrrr…" (22 agosto 2009)
"Balotelli, oggi, è stato vicino allo zero. Ho provato diverse strategie, gli sono stato più vicino, più lontano, sono stato più aggressivo, più comprensivo. Ora aspetto lui. Come va a finire? Che dallo psicologo ci finisco io" (8 novembre 2009)
"Chiuderò questa storia privatamente, magari con un po' di umorismo: mi aspetto un regalo da lui a Natale, perché fino ad oggi il Ramazzotti famoso era Eros, da qualche giorno Andrea" (dopo la lite con il giornalista Andrea Ramazzotti, 13 dicembre 2009)
"Juventus e Milan erano felicissimi all' 88’, ma erano felici anche al 93’. Al 95’ forse qualche tv è volata dalla finestra…" (dopo la rimonta di Inter-Siena 4-3, 9 gennaio 2010)
"Se ti alleni con Zanetti e Cambiasso e non migliori hai un solo neurone, e magari un po’ infortunato" (5 febbraio 2010)
"Perché adesso tutti parliamo di Bayern Monaco-Fiorentina? Ci vuole coerenza. Non mi piace fare lo struzzo. La realtà è che in Italia c'è una sola area da 25 metri" (riferito alla Juve, 19 febbraio 2010)
"Per me vergogna è rubare e chi ha avuto la fortuna di nascere in una culla d'oro deve rispettare me, il mio staff, la mia squadra. Si può essere donna, dottoressa, presidentessa, si può essere nate in una culla d'oro, ma se oggi noi siamo dove siamo, io non dico che meritiamo rispetto: dico che esigo rispetto" (riferito a Rosella Sensi, 4 maggio 2010)
"Se prima di una partita metto la squadra a guardare “Il Gladiatore”, i miei giocatori si mettono a ridere o chiamano il dottore chiedendogli se sono malato" (riferito a Ranieri, 8 maggio 2010)
"Io non conosco la noia di Ranieri, conosco solo "La nausea" di Juan Paul Sartre che è stato un grande filosofo e un grande appassionato di calcio" (15 maggio 2010)


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POST CONSIGLIATI
* Mourinho Scatenato, Ne Ha Per Tutti !!! (la famosa conferenza stampa dei zeru tituli e della prostituzione intellettuale)
*
E' Sempre Mourinho Show
* Adoro Quest'uomo
* Mourinho, Il Messia Dei Giornalisti
* Benvenuto Mister Mourinho



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domenica 30 maggio 2010

E' UFFICIALE, SARA' PRANDELLI IL NUOVO CT AZZURRO


La voce circolava già da un po’ di giorni e oggi è arrivata l’ufficialità. Cesare Prandelli sarà il Commissario Tecnico della Nazionale italiana per i prossimi quattro anni.
Questa mattina, nella sede della Federcalcio, è avvenuto l’incontro decisivo tra l’ex gigliato e il presidente Giancarlo Abete, che ha portato alla fumata bianca e all’accordo per allenare la nazionale azzurra. L'accordo raggiunto questa mattina la durata del contratto quadriennale: restano da definire dettagli e staff tecnico del nuovo commissario tecnico.
Ecco il comunicato della Figc: "Sarà Cesare Prandelli a ereditare la panchina di Marcello Lippi dopo i Mondiali in Sudafrica. Il presidente Abete ha definito, in un incontro che si è svolto a Roma, il contratto con il prossimo commissario tecnico della Nazionale, dopo la decisione di Lippi di lasciare l'incarico. A Cesare Prandelli la Figc garantirà un contratto di 4 anni. I dettagli dell'operazione saranno definiti nei prossimi giorni. La presentazione ufficiale del nuovo Commissario tecnico avverrà a conclusione dei campionati del mondo".
Sarà dunque l’ex tecnico di Parma e Fiorentina a raccogliere l’eredità di Marcello Lippi dopo i Mondiali sudafricani. Prandelli corona una carriera cominciata nel 1993 da allenatore della Primavera dell'Atalanta. Da lì in avanti si sono susseguite, oltre alla stessa società bergamasca, Lecce, Verona, Venezia, Parma e Fiorentina, dopo aver dovuto rinunciare alla chiamata della Roma per le condizioni di salute della moglie.
Sinceramente è una scelta che mi soddisfa. Non erano molte le alternative. Considerato che Carlo Ancelotti e Fabio Capello non si muovono dall’Inghilterra (anche se per il tecnico di Pieris si fa sempre più insistente la voce che lo vorrebbe all’Inter) e che Roberto Mancini non è mai stato preso in considerazione.
Da agosto quindi si cambia musica. Prandelli porterà sicuramente un po’ di novità e soprattutto ringiovanirà il gruppo azzurro (molti dei convocati di Lippi non si reggono più in piedi). E soprattutto credo che molti (io per primo) torneranno a tifare Italia dopo aver “rinnegato” la fede azzurra per una profonda antipatia (anzi diciamo pure per un profondo odio) nei confronti dell’attuale Commissario Tecnico.
Sono convinto che Prandelli saprà far bene e che riuscirà a tenere alti i colori azzurri. Per il momento non posso che augurargli un caloroso in bocca al lupo.



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LA QUIETE DOPO LA TEMPESTA (ovvero la prima domenica senza calcio)

Dopo molti weekend vissuti intensamente, con l’ansia della partita che stava per iniziare, con il patema d’animo per un risultato che poteva togliere o aggiungere un mattoncino al nostro cammino, ci ritroviamo in questa domenica orfani di calcio. No, non credo di esagerare quando parlo di orfano. Io oggi mi sento proprio così, un orfano, forse più dell’Inter che del calcio ma pur sempre un orfano.
Quelle due ore ci riempivano la giornata. L’attesa per la sfida, i 90 minuti vissuti in tensione, il dopo gara con commenti e giudizi vari. E anche quando si giocava di sabato, la domenica era comunque la giornata dei commenti, della lettura dei giornali, della visione dei servizi nelle varie trasmissioni. E quest’anno non è stato come gli altri anni. Gli altri anni le domeniche erano più tranquille, c’era un vantaggio da difendere e gestire, anche nel 2008 quando vincemmo all’ultima giornata, solo la sfida col Parma fu carica di tensione. Pertanto una volta vinto lo scudetto, iniziavi a seguire più tranquillamente le partite, spesso a scudetto raggiunto la domenica facevi zapping fra tutte le sfide di giornata. No, quest’anno non è stato così. Questa stagione è stata vissuta intensamente fino all’ultimo minuto dell’ultima partita.
E oggi a palla ferma, nella prima domenica senza calcio (aspettando i Mondiali, ma chissenefrega del Mondiali) ci rendiamo conto che questa primavera è stata bellissima, emozionante, indescrivibile. Più di quanto si possa immaginare, più di quanto abbiamo detto.
E’ stato come fare un viaggio nelle emozioni più belle che il calcio possa regalarti. Un viaggio nel cuore del tifoso, un viaggio che il tempo renderà indimenticabile.
Ho sempre sostenuto che certe emozioni vanno assimilate col tempo e ciò che abbiamo vissuto in questi ultimi mesi lo capiremo col tempo. E’ stata una primavera fantastica ma fra qualche mese, fra qualche anno, ci renderemo conto che è stata più fantastica di quanto pensavamo.
Oggi mi sento un po’ come nella pubblicità di Costa Crociere dove delle persone sono appena tornate e piangono perché vorrebbero ripartire.
Anche io vorrei piangere perché vorrei ripartire, ora, subito. E invece ci vogliono ancora tre mesi, altre dodici domeniche così, senza calcio, senza Inter, senza emozioni.
Per fortuna non tutte le domeniche saranno così. Il primo giorno di pioggia dopo tanto sole è sempre il più brutto ma poi piano piano ci fai l’abitudine. Con l’arrivo dell’estate e del mare magari non peserà affatto l’assenza di calcio.
E ora scusate, sono in crisi d’astinenza da emozioni, vado a seguire Lecce-Sassuolo e dopo, se il Lecce non perde, vado a fare la sfilata per festeggiare la promozione dei pugliesi. Dite che va bene se vado con la maglia di Zanetti e la bandiera dell’Inter?



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sabato 29 maggio 2010

PAGA PEREZ, MOURINHO E' LIBERO DI ANDARE AL REAL

Alla fine è stato necessario un’incontro tra Moratti e Perez per sbloccare la situazione Mourinho. Breve riepilogo della questione. Mourinho lascia l’Inter per andare al Real Madrid, ma nel contratto del portoghese c’è una clausola (clausola che a quanto pare avrebbe imposto proprio Mourinho). In caso di esonero l’Inter deve pagare una penale all’allenatore nerazzurro e se ad interrompere il rapporto lavorativo è il portoghese, questi deve pagare una penale alla squadra nerazzurra .
Pertanto, contratto alla mano, Mourinho è libero di andare al Real Madrid ma deve pagarci la penale di 16 milioni di euro.
Ma è su questo punto che nascono i problemi. Perché Moratti i 16 milioni li vuole tutti fino all’ultimo centesimo (e fa benissimo…), Mourinho non vuole pagarli e Perez non vorrebbe sborsare dei soldi per una questione che non gli riguarda e di cui quasi certamente non era nemmeno a conoscenza. Ma alla fine è stato proprio il presidente madrileno a dover aprire il portafogli per potersi assicurare l’allenatore portoghese. 10 milioni di euro in contanti: altri 3 sono quelli che i nerazzurri devono per Sneijder e i restanti 3 rientreranno in una futura cessione di giocatori. Queste le cifre comunicate proprio da Moratti anche se dalla Spagna rimbalzano voci di cifre lievemente abbassate.
Ciò non toglie che alla fine è stato Mourinho, bravo (anzi bravissimo) a far sborsare ad altri i soldi che avrebbe dovuto cacciare lui. L’Inter invece ne esce vittoriosa. Bravo Moratti ad essere inflessibile e a pretendere i soldi della clausola. Il presidente nerazzurro finalmente inizia a farsi rispettare e ad essere inamovibile di fronte a certe questioni.
E come si dice in questi casi, tutti vissero felici e contenti. Moratti ha avuto i suoi soldi (che serviranno ad ingaggiare l’erede di Mou), Mourinho ha ottenuto la panchina del Real Madrid e Perez si è assicurato l’allenatore campione d’Europa.
Ora però sorge il problema più grande per l’Inter. A chi affidare la panchina nerazzurra? Chi è l’uomo più adatto per continuare egregiamente il lavoro intrapreso da Mourinho? Chi può essere il generale che trascini l’armata nerazzurra ad altre vittorie?
Presto sapremo il nome. Per sapere se è stata una scelta giusta, invece dovremo aspettare un po’ di più.




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venerdì 28 maggio 2010

CHAMPIONS NERAZZURRA, I TRE MOMENTI CRUCIALI

Certe emozioni non le assimili facilmente, ci vogliono ore, giorni, settimane, mesi. La vicenda di Mourinho ha sminuito (e a dirla tutta anche rovinato) la nostra bellissima impresa. Ma volenti o nolenti ciò che abbiamo fatto resterà nei nostri cuori. Pertanto, almeno fino all’inizio della nuova stagione non è escluso che torni sull’argomento. Per rivivere quelle emozioni, per ricordarle insieme, per commentarle ancora una volta.
Ed è quello che voglio fare stasera. Per vincere bisogna essere forti, imbattibili ma ci vuole anche una buona dose di fortuna e di episodi che indirizzano la partita verso
certi binari. Ho isolato quelli che per me sono i tre momenti clou del nostro cammino europeo. I tre episodi che hanno cambiato il corso delle cose indirizzando l’armata nerazzurra verso il trionfo.
3) Il gol di Sneijder al 92esimo in Dinamo Kiev-Inter. Senza quel gol, senza quei tre punti probabilmente non avremmo superato il turno. Probabilmente senza quel tocco sotto porta dell’olandese avremmo vissuto un'altra storia. Come
i gobbi, ci saremmo dovuti accontentare dell’Europa League (orrore!!!) e invece Wesley l’ha buttata dentro riscrivendo un altro finale.
2) Il gol di Pedro in Inter-Barcellona. Contro il Barcellona eravamo entrati contratti, quasi intimoriti. Quel gol ci ha sbloccati, abbiamo iniziato a macinare gioco, a pareggiare e poi vincere quella che è stata senza dubbio la partita più bella della nostra strepitosa stagione. Essere passati in svantaggio ci ha liberato di un peso.
1) Il gol di Milito dopo tre minuti contro il Chelsea. L’Inter negli ultimi anni aveva una sorta di blocco psicologico che le impediva di giocare come sapeva, di affrontare alla pari le grandi d’Europa. Da Villareal a Barcellona passando
per Valencia, Liverpool e Manchester, i nerazzurri in Europa si sono persi nel momento cruciale.
Quel gol del Principe praticamente a freddo ha fato crollare quel blocco. Il momento della svolta è stato lì. Senza quel gol non avremmo vinto, non saremmo andati a Stamford Bridge a giocarcela a testa alta, a dare una lezione di calcio al Barcellona, a reggere per 60 minuti in 10 contro i campioni d’Europa. Nelle ultime settimane l’ho ripetuto fino allo sfinimento. Noi la Champions League l’abbiamo vinta lì, in quel momento.
E ora tocca a voi. Quali sono stati per voi i momenti cruciali del nostro cammino?


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giovedì 27 maggio 2010

ECCO IL CAMPIONATO "ZERU TITULI"

A furia di esportare i migliori tecnici del mondo e di sentirci orgogliosi per i loro risultati all'estero non ci è rimasto più niente. Fatto sta che l'anno prossimo la Serie A potrebbe diventare una questione per "novellini". Per esordienti dello scudetto. Per la prima volta, infatti, al via del massimo campionato potrebbero mancare gli allenatori "vincenti". Dalla Juve al Milan, passando per Inter e Roma, nessun tecnico ha mai vinto il tricolore. 

Un dato che fa una certa impressione ma, soprattutto, un'evidenza con cui fare i conti. Il nostro, da sempre, è il Paese dei ct e degli allenatori. Lo sono tutti i tifosi, lo sono i giornalisti, lo sono i dirigenti. Tutti hanno la verità in pugno e tutti sanno come risolvere i problemi di questa o quella squadra. Tra i milioni di "professionisti del pallone", fortunatamente, abbiamo partorito allenatori da prima pagina: Lippi, campione del mondo in carica almeno fino alla fine di questo Mondiale; Capello, pluridecorato in Italia e Spagna e, ora, ct apprezzatissimo Oltremanica; Ancelotti, bi-campeao europeo con il Milan e double-man al Chelsea; infine, andando un po' indietro nel tempo, Giovanni Trapattoni, il padre dei nostri tecnici da esportazione. Tutta gente di cui andare fierissimi.
Il problema, però, è quel che è restato. Per carità, niente da dire sui molti allenatori emergenti, e bravi, della nuova generazione, ma basta dare un'occhiata alla Serie A che comincerà a fine agosto per capire che qualcosa non va: il migliore, tituli alla mano, è Ranieri. L'uomo che, secondo Mourinho, il Chelsea aveva cacciato perché non vinceva. O, per dirla come in molti la pensano, quello che arriva sempre secondo. Sarà, ma domani "Er fettina", come lo chiamavano nella Capitale, sarà l'allenatore più titolato del nostro torneo. Il suo palmares parla chiaro: una Coppa Italia e una Supercoppa italiana con la Fiorentina, una Supercoppa europea e una Coppa di Spagna con il Valencia. In Italia non è pervenuto, ma pazienza, avrà tempo per rifarsi.
Già, di tempo ce n'è, soprattutto perché la concorrenza non è troppo abituata alle lotte scudetto. Delneri non ha mai vinto nulla; Allegri, sempre che sia poi Allegri il prossimo allenatore del Milan, nemmeno; Mihajlovic ha un palmares lungo così da secondo della classe, ma come primo allenatore può vantare al massimo ottime salvezze; Di Carlo, che sbarcherà in Champions con la Samp, ha un ruolino di tutto rispetto da metà classifica in giù; Mazzarri, che guiderà il Napoli in Europa, lo scudetto per ora lo può sognare. Dietro a Ranieri, conti alla mano, il più vincente è Delio Rossi, che un anno fa ha strappato proprio ai blucerchiati dell'allora tecnico Mazzarri la Coppa Italia. Il resto è una lista lunga così di mister bravi, ma non abbastanza fortunati da poter lottare per lo scudetto.
(SportMediaset.it)
L'ho trovato interessante e l'ho voluto postare per offrirvi lo spunto per qualche scambio di opinioni. Aspetto i vostri pareri e i vostri commenti.

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STAGIONE 2009-2010. IN MEZZO ALLA CLASSIFICA





E chiudiamo il nostro breve viaggio nella stagione appena conclusa analizzando le squadre di metà classifica.
CATANIA. Dopo l’ottimo lavoro di Zenga dello scorso anno e l’inizio incerto di Atzori, è toccato a Mihajlovic portare in salvo i catanesi. I rossoblu siciliani hanno giocato una buona stagione conquistando meritatamente la salvezza grazie anche ai gol di Maxi Lopez. Voto 7
CAGLIARI. Ottima prima parte di stagione prima di crollare negli ultimi mesi dopo aver conquistato agevolmente i punti necessari alla salvezza. Il pessimo finale non rovina però il buon lavoro svolto da Allegri. Voto 6
CHIEVO. Di Carlo porta alla salvezza i clivensi dopo una stagione tutto sommato positiva. Non si poteva chiedere di più a questa squadra. E la salvezza da queste parti vale quanto uno scudetto. Voto 6,5
PARMA. Stagione molto positiva per i ducali che, da neo promossi, disputano un eccellente campionato attestandosi a metà classifica per tutto il torneo. Voto 7
GENOA. Dopo l’ottima stagione scorsa ci aspettavamo qualcosina in più dagli uomini di Gasperini. Probabilmente sono mancati i gol di Milito. Voto 6
BARI. Altra neopromossa ampiamente… promossa. Anche i pugliesi, come il Parma, giocano un ottimo campionato. Gli uomini di Ventura per ampi tratti sono quelli che hanno giocato il calcio più spettacolare. Voto 7
FIORENTINA. Stagione da dimenticare. Soprattutto nel finale infila una serie di risultati negativi che la proiettano al di fuori dalla zona europea. Peccato perché in Europa aveva fatto vedere buone cose.
Voto 5.


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mercoledì 26 maggio 2010

CHI SARA' IL SUCCESSORE DI MOU?

Neanche il tempo di goderci questo bellissima triplete che già bisogna pensare al futuro. Mourinho un’ora dopo la conquista della Champions League ha reso ufficiale ciò che già sapevamo da un po’. Sarà lui il prossimo allenatore del Real Madrid.
E
chi siederà sulla panchina nerazzurra? Si stanno facendo molti nomi, vado a memoria, Capello, Hiddink, Mihaijlovic, Guardiola, Benitez, Hodgson, Leonardo. Fra non molto sapremo chi sarà l’erede del nostro Vate di Setubal.
Personalmente, come molti nerazzurri del resto, preferirei Capello. L’Inter ha una rosa di giocatori che possono puntare alla vittoria immediata e nessuno più di Don Fabio sarebbe l’allenatore ideale per l’Inter. Il problema è che Capello è legato alla nazionale inglese almeno fino a fine Mondiale il che potrebbe escludere un arrivo immediato e anche il semplice annuncio potrebbe scatenare il putiferio oltremanica.
Non vedrei bene invece Mihaijlovic. E’ giovane e non ha ancora l’esperienza necessaria per guidare questa squadra ad altri trionfi. Se bisogna prendere Sinisa tanto vale puntare su Walter Zenga che, se non altro, ha già vinto ed ha sicuramente più esperienza del serbo.
Vedrei bene anche Guardiola. E’ un allenatore vincente e uno che ha vinto sei trofei su sei in un anno può certamente essere un candidato autorevole alla panchina nerazzurra.
Su Leonardo ho qualche perplessità. Dal punto di vista umano mi piace tantissimo, è un gran signore, ma come allenatore non so fino a che punto potrebbe essere una scelta opportuna.
Hodgson credo sia solo un rumors, non credo che il tecnico britannico possa nuovamente tornare a sedersi sulla panchina nerazzurra.
Su Hiddink e Benitez non mi esprimo. Sono ottimi allenatori ma personalmente a me non piacciono.
E a voi chi piacerebbe sulla panchina nerazzurra? Come giudicate i candidati da me citati? C’è qualcuno, tra quelli che nessuno ha nominato, che vedrete bene come successore di Mourinho? Dite la vostra.




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STAGIONE 2009-2010. LA LOTTA SALVEZZA

Secondo appuntamento con l’analisi della stagione appena conclusa. Ieri sera abbiamo iniziato dalla testa, stasera saltiamo alla coda, ovvero alle squadre che hanno lottato per la salvezza.

LIVORNO. Mesto ritorno in serie B dopo un anno da dimenticare. Probabilmente paga la scelta (per certi versi scellerata) di affidarsi ad un inesperto Ruotolo per cercare la salvezza. Voto 5
SIENA. Dopo 6 anni arriva la prima retrocessione. Stagione difficile culminata con la discesa nella serie cadetta. Piccola annotazione. Se avesse giocato per 9 mesi con lo stesso impegno messo all’ultima di campionato contro l’Inter si sarebbe salvato agevolmente. Voto 5,5
ATALANTA. L’ultima a mollare la serie A. Non sono arrivati i gol di Acquafresca ma riduttivo attribuire tutte le colpe all’attaccante ex Cagliari. Voto 5,5

BOLOGNA. Pur senza i gol di Di Vaio riesce a salvarsi dopo una stagione tutto sommato positiva. Colomba ha svolto un buon lavoro. Voto 6,5
LAZIO. Inizio di stagione col botto con la vittoria della Supercoppa e la conquista di 6 punti nelle prime due partite, poi entra in un tunnel dal quale esce a fatica solo nel finale di stagione. Obiettivamente ci aspettavamo molto di più da questa squadra. Voto 5
UDINESE. Altra delusione stagionale. Nonostante un Di Natale strepitoso capocannoniere con 28 gol, i friulani giocano una stagione al di sotto delle attese conquistando solo nel finale di stagione la salvezza matematica.
Voto 5,5

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martedì 25 maggio 2010

STAGIONE 2009-2010. DAL TRIONFO INTER ALLA DELUSIONE JUVE

Come già anticipato settimana scorsa, analizziamo la stagione di serie A appena conclusa. Partiamo stasera dalle quattro squadre qualificatesi per la Champions League e dalle tre che disputeranno l’Europa League.


INTER. Riconfermarsi a certi livelli non era per niente facile. E’ partita forte, facendo il vuoto dietro di se a gennaio, poi l’inflessione che a fatto sì che la lotta scudetto rimanesse aperta fino all’ultima giornata. Alla fine, seppur con qualche patema d’animo di troppo, ha portato a casa il quinto titolo consecutivo entrando nella storia. Voto 8,5


ROMA. Stagione partita malissimo ma poi la squadra di Ranieri (subentrato a Spalletti dopo due giornate) si è ripresa alla grande, scalando la classifica e arrivando a contendere all’Inter lo scudetto. Fatale è stata la sconfitta in casa con la Sampdoria. In ogni caso stagione da applausi. Voto 10
MILAN. Nonostante un allenatore inesperto e una squadra formata per lo più da giocatori arrivati a fine carriera, i rossoneri hanno conteso ai cugini nerazzurri lo scudetto per buona parte della stagione, salvo poi crollare solo nel finale di stagione. Voto 7,5
SAMPDORIA. Dopo una partenza sprint si era persa nelle retrovie inanellando una serie di partite senza vittorie. Ha saputo riprendersi alla grande trascinata dalla fantasia di Cassano e dai gol di Pazzini. Voto 9,5


PALERMO. Quando l’estate scorsa Zenga annunciò che era un Palermo da scudetto non diceva un’eresia. I rosanero hanno disputato una stagione strepitosa sfiorando addirittura la qualificazione in Champions League. Voto 9,5
NAPOLI. Stagione tutto sommato positiva. L’obiettivo della qualificazione in Europa League è stato raggiunto nonostante la stagione non proprio esaltante dei suoi campioni. Voto 7
JUVENTUS. Stagione disastrosa. 15 sconfitte in 38 giornate non si vedevano da un’eternità in casa bianconera. Era accreditata come la rivale principale dell’Inter nella lotta scudetto. Ha retto fino a fine novembre prima di crollare. La qualificazione ai turni preliminari di Europa League era il minimo che potesse ottenere. Voto 4

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IL PAGELLONE. DIAMO I VOTI ALLA STAGIONE NERAZZURRA

ARNAUTOVIC sv – Pochi spiccioli di partita. Davvero troppo poco per giudicarlo.
BALOTELLI voto 7,5 – Se non avesse dei colpi di testa, sarebbe un grande fuoriclasse. Si capisce quando gioca. Spesso è risultato decisivo sia partendo dall’inizio che a partita in corso.
CAMBIASSO voto 9 – Se Sneijder è la fantasia, lui è la concretezza, il mediano che mette ordine a centrocampo e lotta su ogni pallone. Pur tra alti e bassi si conferma una colonna di questa Inter.
CHIVU voto 7,5 – Ha rischiato di concludere la sua carriera all’Epifania. Invece è tornato alla grande. Peccato che ogni tanto si prenda delle pause
e commetta qualche errore di troppo.
CORDOBA voto 6,5 – La prima alternativa alla coppia centrale. Quando è stato chiamato in causa, ha sempre svolto bene il suo compito.
ETO’O voto 9 – Campione affermato preso per fare i gol, si è adattato ad un ruolo non suo. Da prendere esempio per tutti quei ragazzetti convinti di essere dei fuoriclasse. Si adegua a giocare sulla fascia e se serve un gol, lui c’è sempre.
JULIO CESAR voto 7,5 - Alcuni suoi errori potevano costarci caro. Le papere contro Fiorentina e Roma hanno seriamente rischiato di farci perdere lo scudetto. Più decisivo in Champions. Una sua parata contro il Barcellona al ritorno è valsa come un gol.
LUCIO voto 9 – Il leader della difesa. Con Samuel hanno formato una coppia fortissima e impenetrabile. Bravissimo anche nel ripartire e nel far ripartire la squadra.
MAICON voto 7,5 – Che fine ha fatto il Maicon dello scorso anno? Spesso è stato irritante e svogliato incidendo in negativo sulla manovra nerazzurra.
MARIGA voto 6,5 – In prospettiva futura mi sembra un buon elemento.
Deve crescere e migliorare ma le basi ci sono.
MATERAZZI voto 6,5 – Ultimi spiccioli di una carriera arrivata verso la fine. Non è il Materazzi di qualche anno fa ma all’occorrenza si può ancora puntare su di lui.
MILITO voto 10 – L’Inter si affida a lui per rimediare alla partenza di Ibrahimovic (Ibrahimovic chi?) . Ripaga con una stagione indimenticabile segnata dai suoi gol in tutte e tre le finali dei trofei vinti. Da Pallone d’oro.
MUNTARI voto 7 – Stagione così così. Forse anche per il fatto che rispetto alla scorsa stagione ha giocato meno.
PANDEV voto 8 – Fermo da sei mesi arriva a gennaio e dà il suo prezioso contributo. Nel finale paga la lunga inattività.
QUARESMA voto 6 – Un buon primo tempo contro la Fiorentina a novembre è l’unica prestazione degna di nota. Visto quanto è costato davvero pochissimo.
SAMUEL voto 9 – Un muro. Il suo soprannome la dice tutta. Con Lucio si integrano alla perfezione e per gli attaccanti passare diventa impossibile.

SANTON voto 6 – Ha fatto una netta involuzione rispetto alla scorsa stagione, a causa anche di problemi fisici. Lo aspettiamo a settembre per il pronto riscatto.
SNEIJDER voto 9,5 – Un trequartista che illuminasse il gioco. Ecco cosa ci mancava. Ed eccolo qua. Ha preso in mano la squadra da vero leader, dettando i tempi e dando quel pizzico di fantasia che mancava alla manovra nerazzurra.
STANKOVIC voto 8 – La sua duttilità tattica lo rende prezioso dappertutto. Gioca a centrocampo, sulla fascia, da trequartista. Proprio il tipo di giocatore che piace a Mourinho.
THIAGO MOTTA voto 8,5 – Inizio di stagione sottotono. Ma da Stamford Bridge in poi cresce costantemente diventando quel giocatore indispensabile a centrocampo apprezzato al Genoa.
TOLDO sv – Gioca pochissimo. Da ricordare solo la papera in Coppa
Italia contro la Juventus.
ZANETTI voto 9 – Sicuro che questo qua abbia 37 anni? Sembra un ragazzino per grinta e voglia di fare. Una colonna di questa squadra. E vedergli alzare la Coppa a Madrid è stata un’emozione bellissima.

MOURINHO 10 – Preso perché doveva farci vincere la Champions League. Ci ha regalato un’indimenticabile tripletta. Cosa volevate di più?


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domenica 23 maggio 2010

SE E' UN SOGNO NON SVEGLIATECI !!!


Credo che tutti i tifosi nerazzurri abbiano provato delle sensazioni nuove e bellissime ieri sera. I meno giovani avevano ricordi troppo lontani e sfocati per ricordarsi cosa si provava in una finale di Champions League e i più giovani non sapevano nemmeno cosa fossero.
Per anni abbiamo visto gli altri trepidare per una finale, esultare per una Champions vinta. Per anni abbiamo subito sfottò in silenzio con l’ostinata speranza che un giorno potesse capitare anche a noi.
E quel giorno è arrivato ieri. Un sabato sera bellissimo che sarebbe stato da raccontare comunque fosse finito. Ero più tranquillo rispetto a domenica scorsa. Forse perché un paio di trofei erano già in cassaforte e inoltre mentre domenica scorsa lo scudetto non poteva essere buttato via, ieri sera eravamo tutti coscienti del fatto che una finale si può vincere o perdere.
Eravamo in 20 (almeno mi pare). Tutti allineati. Al gol di Milito siamo esplosi in un boato, al secondo è successo l’apocalisse, mio fratello a petto nudo si agitava per la stanza mentre io m
i sono ritrovato abbracciato ad un ragazzo che non conoscevo ma che aveva addosso la maglia del capitano (e già questo basta per meritare l’abbraccio).
Al fischio finale l’apoteosi. Abbracci, strette di mano, lacrime di gioie, pacche sulle spalle. E dopo bandiere sventolate, urla, canzoni sparate a tutto volume dalle autoradio, mio fratello che spruzza felice lo spumante in stile Formula uno (e poi confesserà che era una vita che sognava di farlo).
Pronti e via verso centro città. La radio suona a palla (Pazza
Inter, Urlando contro in cielo, Cuore Nerazzurro, Simply the best, We are the Champions, l’inno della Champions, The Final Countdown) mentre dai finestrini sventolano bandiere e sciarpe.
In centro città c’è festa grande. Bandiere, cori, fuochi d’artificio. Una serata straordinaria conclusasi alle 3 di notte quando eravamo esausti e senza voce.
Il destino ci ha ripagato di anni di sofferenze, di sfottò, di amarezze, di stagioni virtualmente finite già a Natale. Il destino ci ha ripagato e con gli interessi. La Champions League si è nuovamente colorata di nerazzurro. Un capitano, un nostro capitano, ha di nuovo alzato quella coppa dalle grandi orecchie. Zanetti come Picchi, Mourinho come Herrera, Moratti come Moratti. Se ci sono due persone che più di tutti meritavano questa gioia ieri sera, erano proprio Moratti e Zanetti. Il presidente che ci ha messo la passione (oltre che un discreto gruzzolo di miliardi) e il capitano che non ha mai mollato la barca, nemmeno quando si presentò il Real Madrid.
Questa coppa è soprattutto per loro due. E anche per noi tifosi. Noi che ci siamo sentiti umiliati e derisi per anni, noi che non abbiamo mai smesso di crederci, noi che avevamo un sogno e non l’abbiamo mai mollato finché non è diventato realtà. Anzi il sogno è diventato ancor più bello. Perché ieri sera festeggiavamo la Champions League ma allo stesso tempo festeggiavamo una triplete storica che in Italia non
è mai riuscita a nessuno e che in Europa è successo solo a 5 squadre (Celtic 1967 Ajax 1972 PSV Eindhoven 1988 Manchester United 1999 Barcellona 2009) prima di noi.
Stamattina è stato stupendo svegliarsi con la bellissima gioia di essere Campioni d’Europa. La mia prima reazione è stata un pianto liberatorio.
La stagione nerazzurra è stata leggendaria, memorabile. Stiamo facendo la storia, hanno fatto la storia. E noi potremo dire orgogliosamente “io c’ero”. Io c’ero quando l’Inter tornò sul tetto d’Europa dopo 45 anni, io c’ero quando l’Inter vinse il quinto scudetto consecutivo, io c’ero quando l’Inter fece una tripletta storica, io c’ero quando Milito era il nostro Re, io c’ero quando Mourinho era il nostro Dio, io c’ero e un giorno tutto questo lo potremo raccontare.
La Grande Inter finalmente è tornata. Ed è più bella e più forte di come l’avevamo lasciata 40 anni fa. Se è un sogno, vi prego, non svegliateci.


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AVVISO

Questo è un BLOG NERAZZURRO pertanto rivolto soprattutto ai tifosi dell’Inter. Mi piacerebbe però che diventasse UN BLOG PER TUTTI. Dove gli interisti si sentano a casa ma dove tutti gli altri non si sentano estranei. Un blog rivolto a tutti gli appassionati di calcio non solo a quelli con cui condivido l’amore per i colori nerazzurri. Pertanto tutti i tifosi sono ben accetti a patto che mantengano un comportamento sportivo e civile. Potete scherzare, prendere in giro, fare sfottò purché non si superino i limiti dell’educazione e del rispetto. Questo vale per tutti, interisti e non. Grazie!!!