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giovedì 30 giugno 2011

SCUDETTO 2006 IN BILICO. REVOCA O PRESCRIZIONE?

Bisogna aspettare altri 18 giorni (il 18 luglio è in programma il Consiglio federale) per mettere la parola fine all’infinito discorso di Calciopoli. Anche se ho la vaga sensazione che il discorso non si chiuderà a metà luglio.
Riepiloghiamo brevemente. La Juventus ha presentato un esposto un anno fa per chiedere la revoca dello scudetto del 2006, il deferimento dell’Inter e la riassegnazione dello scudetto alla Juventus stessa. Su insistenza dei dirigenti biancone
ri, il presidente Abete ha garantito che entro il 30 giugno (cioè oggi) il procuratore federale Palazzi avrebbe esposto le proprie conclusioni. A questo punto aspettiamo di sapere se le richieste juventine verranno accolte o meno.
Ricordiamo che all’epoca non ci fu una vera e propria assegnazione. Semplicemente alla luce delle penalità derivanti da Calciopoli l’Inter risultò essere la prima in classifica e pertanto l’attribuzione dello scudetto fu automatica.
Innanzitutto mi pare di capire che questo esposto della società bianconera serva solo a gettare fumo negli occhi dei tifosi juventini. Al limite lo scudetto potrà essere tolto all’Inter ma di sicuro non verrà assegnato alla Juventus quindi per la società torinese non cambia nulla. E i propri tifosi dovranno accontentarsi di gioire per eventuali sventure altrui non potendo gioire per le proprie vittorie. Fatico a capire perché la società bianconera si ostini a invocare il passato pur sapendo che ciò non cambierà nulla. Un’eventuale revoca dello scudetto non dimostrerà certo che la Juventus è onesta o che “Calciopoli non è mai esistita”. Né getterebbe dubbi sull’Inter.
E gli interisti? Il popolo nerazzurro ha scelto il silenzio e il basso profilo. Se da un lato gli juventini strombazzano, dall’altro gli interisti sono silenziosi. Non so se quest’atteggiamento sia giusto. Probabilmente dovremmo rispondere alla pari a questo branco di pecore (inteso come trambusto, sia ben chiaro). Anche perché loro possono puntare su gli appoggi dei mass media, appoggi di cui noi non godiamo. Ma abbiamo scelto di far poco rumore e speriamo che sia la scelta più giusta.
Come finirà? Sono passati cinque anni e, leggi alla mano, mi sembra di capire che dovrebbe finire tutto in prescrizione. L’unica questione a rischio è l’assegnazione dello scudetto. Anche qui però dovrebbe vigere la regola della prescrizione. Il Presidente Abete ha dichiarato che “l’etica non va mai in prescrizione” ma ridiscutere lo scudetto di cinque anni fa, aprirebbe una voragine. Se è vero che l’etica non va mai in prescrizione perché non riaprire il discorso sugli scudetti bianconeri degli anni ’90 dove c’è l’ombra evidente del doping a farla da padrone?
La mia sensazione è che si arriverà ad una sentenza “politica”: tolto lo scudetto all’Inter e, come quello della stagione 2004-05 non assegnato. Soluzione che scontenterebbe tutti e getterebbe ulteriore fango sulla credibilità del nostro calcio.
Non ci resta che aspettare e vedere cosa succederà. Il 18 luglio non è poi così lontano.

Per avere chiarimenti vi suggerisco di leggere questo articolo.




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mercoledì 29 giugno 2011

GIUSTIZIA PER BERGAMINI. RIAPERTA L'INCHIESTA

La procura di Castrovillari ha deciso di riaprire l'inchiesta sulla morte di Donato Denis Bergamini, calciatore del Cosenza Calcio, che morì 22 anni fa (il 18 novembre 1989) all’età di 27 anni in circostanze mai chiarite, investito da un camionista secondo la verità giudiziaria ora messa in dubbio dalla decisione. A riaprire il caso è il procuratore capo Franco Giacomantonio, rubricando l'ipotesi di reato per omicidio volontario contro ignoti.
Il caso fu archiviato nel 1992, etichettando la morte di Donato, chiamato Denis da amici e tifosi, come suicidio. Una decisione che non ha mai convinto nessuno: nè i parenti del calciatore, nè i tifosi del Cosenza che si sono sempre battuti per fare luce sul mistero. Anche Carlo Petrini, ex calciatori e attuale scrittore che indaga sui traffici oscuri del mondo del pallone, ha scritto un libro sull'accaduto: "Il calciatore sucidato".
Denis Bergamini morì a Roseto Capo Spulico, in provincia di Cosenza, dopo esser stato travolto da un camion. Almeno questa la versione ufficiale. Suicidio, dissero i giudici. Ma al grido di "Verità per Denis: Bergamini è stato ucciso", la famiglia di Denis e i tifosi del Cosenza (da sempre vicini alla famiglia dell'ex numero 8 rossoblu, tanto che la Curva Sud è dedicata proprio allo sfortunato centrocampista) hanno portato avanti proteste e richieste, fino a che, oggi, il procuratore di Castrovillari, Franco Giacomantonio, non ha riaperto il caso. Da quanto si è appreso, la procura ha riaperto il fascicolo collegandolo a un'indagine del 1994, in cui fu la questura di Cosenza a chiedere accertamenti che poi si arenarono.
In quasi due anni di indagine privata il legale della famiglia ha raccolto elementi che avrebbero messo in luce contraddizioni e incompatibilità della ricostruzione tecnica dell’investimento, con nuovi rilievi tecnico scientifici e fotografici, e con conclusioni medico-legali sul corpo del giovane calciatore che mettono in dubbio la verità giudiziaria offerta al processo.
Donata Bergamini, sorella del calciatore, ha subito dichiarato: "Finalmente hanno capito che Denis non si è ucciso ma è stato ucciso". Il legale Eugenio Gallerani, che rappresenta la famiglia Bergamini, ammette: "E' un passo importante ma non decisivo: bisogna ancora lavorare molto per giungere alla verità che, fino ad oggi, è sempre stata negata".
Sorridono anche i tifosi del Cosenza, entusiasti del fatto che si potrà fare luce su un mistero alla cui verità accertata non hanno mai creduto.
Verità e giustizia: quello che chiedono da 22 anni tutti quelli che erano legati, per motivi familiari o sportivi, al centrocampista rossoblu. Verità e giustizia. Il primo passo è stato fatto, ora speriamo che la verità venga finalmente alla luce.



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COPPA AMERICA. FRA POCHI GIORNI AL VIA L'EDIZIONE NUMERO 43

Ci aveva provato il vulcano Puyehue a tirare un brutto scherzo ai maniaci del calcio, affamati di buon calcio ed in trepida attesa di questa Coppa America, giunta alla 43esima edizione ma invano: il 1 luglio (o sarebbe meglio dire il 2 mattina italiana) si comincia, cerimonia d'apertura allo stadio "Ciudad de la Plata".
C'è molta attesa per questa competizione. Intanto per la nuova cadenza, quadriennale come Mondiali ed Europei, che contribuisce ad aumentare l'attesa e a renderlo un appuntamento quasi imperdibile, pena aspettare 4 lunghi anni. Poi per il fascino che ha sempre esercitato questa competizione, tra squadre che se la giocano a viso aperto e per l'ora in cui giocano, che priva gli amanti veri del Calcio del vecchio continente di qualche ora di sonno, sacrificio ben compensato dallo spettacolo offerto. Quindi per il mix di giocatori protagonisti. C'è il migliore, una serie di big affermati, tantissimi giovani interessanti.
C'è soprattutto la voglia dell'Argentina di vincere una competizione che le sfugge da ben 18 anni ed è un record singolare per la squadra prima nel Palmares con 14 trionfi, in coabitazione con l'Uruguay. C'è la voglia di Messi di dimostrare che non è fenomeno soltanto nel Barcellona ma che può esserlo anche in Nazionale alle giuste condizioni, quelle che gli ha creato Batista, chiedendo precise istruzioni a Milito e Mascherano: il Barcellona può essere riprodotto qui e pazienza se non ci sono Xavi ed Iniesta, bisogna esaltare Messi. in primis. C'è sempre il Brasile, pronto a stampare il "triplete", dopo gli ultimi due successi, proprio contro l'Argentina. Per provare a farlo presenterà una difesa d'acciaio ed un attacco freschissimo, con il gioiellino Neymar cercato da tutte le big del Mondo. Ci sono Cile e Uruguay, trascinate da due big del nostro campionato che proveranno a fare l'esame di maturità sui generis. Saranno assistiti da squadre molto valide in tutti i reparti, lo sgambetto non sembra impossibile.
Queste sono le 4 favorite al titolo continentale anche se qualcosa ci si può aspettare dalla Colombia, fondata sull'asse vincente del Porto fresco vincitore dell'Europa League: le altre si pongono come sparring partner o poco più della competizione che avrà il suo epilogo il 24 luglio al magico Monumental.



Davide
Target Fantacalcio


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martedì 28 giugno 2011

ZEMAN RIPARTE DA PESCARA (e lancia una frecciatina a Moggi)

Zdenek Zeman torna ad allenare in serie B. L’allenatore boemo approda a Pescara dopo una stagione trascorsa a Foggia in Prima Divisione di Lega Pro.
Era arrivato in Puglia per rinverdire i fasti di Zem
anlandia ma gli anni passano per tutti e i grandi ritorni quasi mai sono all’altezza delle attese. E così, dopo aver solo sfiorato i playoff, a fine stagione se n’è andato.
Dopo essere stato anche lui nel folto gruppo dei candidati alla panchina dell’Inter (in realtà lui, come molti altri, era solo una vaga ipotesi giornalistica, non c’è mai stato un contatto vero e proprio) ecco l’approdo in Abruzzo per rimettersi in gioco ancora una volta. Il giorno della presentazione erano in 3000 ad accoglierlo calorosamente nella speranza di rivedere anche all’Adriatico quel calcio spettacolo che è un po’ il suo marchio di fabbrica.
Ripartire dalla serie cadetta per lui non è un problema. Anche perché difficilmente lo rivedremo su qualche panchina di Serie A. "Voi mi chiedete perché non alleno da tanto nella massima serie? Questo non lo so. Forse a qualcuno sono antipatico. Io però in A ho raggiunto risultati. Ho fatto secondi e terzi posti”. Ha dichiarato il giorno della presentazione. In effetti visti gli allenatori che si presenteranno ai nastri di partenza il prossimo anno lui non avrebbe certo sfigurato.
Probabilmente paga a caro prezzo la sua schiettezza che lo ha reso antipatico ed indigesto a qualcuno.
Poco male. Il suo presente ora è Pescara dove promette di riportare entusiasmo e restituire credibilità ad uno sport ultimamente minata dal calcio scommesse ("Voglio convincere gli altri che in Italia si può fare calcio in modo pulito, c'è tanta gente che vuole bene a questo sport").
E chi meglio di lui che fu il primo ad avere il coraggio di dire certe cose e di scoperchiare il pentolone juventino può rappresentare il paladino del riscatto del calcio pulito?
A proposito di Juventus e di Moggi, non poteva mancare, il giorno della sua presentazione, una frecciatina all'ex dirigente bianconero: “Io faccio ancora calcio. Lui no. Credo che questo vorrà dire pur qualcosa”.
Peccato che di Zeman in giro ce ne siano davvero molto pochi.




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lunedì 27 giugno 2011

INCUBO RIVER PLATE, "STORICA" RETROCESSIONE

Clamoroso in Argentina: per la prima volta nei suoi 110 anni di storia il River Plate viene retrocesso nella Primera B Nacional, equivalente alla nostra Serie B.
Dopo una stagione al di sotto delle aspettative il River Plate (che fino a ieri insieme con Boca Juniors e Indipendiente non era mai retrocessa) è arrivato terzultimo e quindi costretto allo spareggio con il Belgrano, arrivato quarto nella Segunda Division, per restare nella massima serie.
Dopo lo 2-0 subito all'andata, al Monumental non è riuscito a ribaltare il risultato non andando oltre l'1-1 nonostante il tifo infuocato di uno stadio gremito.
In vantaggio al 6' del primo tempo con Pavone, i milionarios sono stati raggiunti al 62' della ripresa da Farre che ha approfittato di un goffo errore difensivo degli avversari. Sempre Pavone ha sprecato l'occasione di riportarsi in vantaggio facendosi parare un calcio di rigore. Inutile l'assalto finale del River, e partita sospesa a pochi secondi dal termine per il lancio di oggetti in campo da parte dei crica 60mila tifosi del River infuriati.
I giocatori sono stati protetti dalla polizia che li ha poi scortati negli spogliatori. Lacrime per l'ex laziale Carrizo, ora portiere del club di Buenos Aires, e per Erik Lamela, giovane talento che ora con ogni probabilità lascerà l'Argentina per qualche big europea.
Scene di disperazione sulle gradinate dello stadio: e ora il River rischia anche di sparire. I "Millionarios", infatti, sono protagonisti di un dramma sportivo anche fuori dal campo di gioco: il club vive una crisi finanziaria senza fine, i giocatori non percepiscono lo stipendio da pressoché un anno e nessuno appare intenzionato a rilevare il club. Ora l'unica via di salvezza è la vendita di tutti i pezzi pregiati, a cominciare da quell'Erik Lamela inseguito da molti club italiani.
Festa, invece, per il Belgrano, che viene promosso in prima divisione, e per i tifosi del Boca Junior, acerrimi nemici del River. Complimenti in ogni caso al Belgrano che anche fuori casa ha giocato la sua partita con grinta e qualità.




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domenica 26 giugno 2011

LA SPAGNA PIGLIATUTTO E' CAMPIONE EUROPEO UNDER 21

E' una Spagna pigliatutto. Nella finale di Aarhus, in Danimarca, la Spagna ha sconfitto per 2-0 la Svizzera grazie ad Ander Herrera al 41' e a un bellissimo gol di Thiago Alcantara, gioiellino blaugrana nel mirino della Roma di Luis Enrique, al 36' della ripresa. Per la Spagna si tratta del terzo titolo continentale U21 dopo quelli del 1986 e 1998.
Dopo un primo tempo abbastanza equilibrato, al 41' i ragazzi di Luis Milla passano in vantaggio: cross dalla sinistra di Didac Vilà, reduce da una stagione nel Milan, testa di Herrera che, sul primo palo, anticipa il sampdoriano Rossini e infila Sommer per l'1-0.
La Svizzera, che nelle 4 precedenti partite non aveva mai subito gol inizia la ripresa con la voglia di raddrizzare presto la situazione, ma la Spagna gestisce, pronta a colpire in contropiede. I cambi del tecnico Pierluigi Tami (compreso l'inserimento del palermitano Kasami) rivitalizzano la Svizzera, per due volte vicina al pari a cavallo della mezz'ora.
Ma la Spagna mette al sicuro il risultato e la conquista del titolo continentale al 36' della ripresa, quando Alcantara è rapido nel battere un punizione dalla lunga distanza, sorprendendo il portiere Sommer lontano dai pali. Inutile il tentativo dell'estremo difensore elvetico di riprendere la propria posizione.
Poco meno di un anno dopo al trionfo del Mondiale dei 2010, il calcio spagnolo torna a festeggiare un importante trionfo per il suo calcio. Chi voleva un'ulteriore dimostrazione della superiorità attuale del calcio spagnolo è stato accontentato.
Nell'albo d'oro del torneo la Spagna succede alla Germania.
Nella finale per il terzo posto successo della Bielorussia per 1-0 sulla Repubblica Ceca grazie alla rete di Yegor Filipenko a due minuti dalla fine. Una vittoria che vale ai bielorussi il pass per le Olimpiadi di Londra 2012.


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CELO-MIMANCA -Viaggio tra le figurine e i calciatori del passato

"GIOCATORI IERI, ALLENATORI OGGI"
Seguendo il vostro consiglio ho deciso di proporvi le figurine per categorie. E per iniziare vi propongo gli allenatori di oggi quando erano ancora giocatori.





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sabato 25 giugno 2011

VIVIANO E JONATHAN. SI SMUOVE IL MERCATO NERAZZURRO

Emiliano Viviano è un nuovo giocatore dell'Inter. I nerazzurri non hanno trovato un accordo col Bologna ma si sono aggiudicati il portiere della Nazionale alle buste con un'offerta di 4 milioni e 200mila euro. Decisiva però è risultata una grossolana gaffe della dirigenza felsinea che per Viviano aveva offerto mezzo milione in più dell'Inter. Un errore nella scrittura della cifra nelle buste ha "regalato" il giocatore alla società di Moratti.
Il modulo per la compilazione dell'offerta presenta infatti due diverse caratteristiche. Per i titolari del cartellino (l'Inter) bisognava indicare solo la cifra che si offriva per il riscatto. La squadra compartecipante invece (Bologna) avrebbe dovuto indicare sia il valore di diritto che il valore della partecipazione, in parole povere ripetere due volte la cifra offerta (4 milioni e 750mila euro). Invece di raddoppiare i felsinei hanno indicato solo una volta i 4 milioni e 700mila euro, interpretabile come valore complessivo dell'operazione (quindi 2 milioni e 350mila per la metà in questione). L'ammissione è arrivata dallo stesso Pedrelli, direttore da pochi mesi dell'area sportiva bolognese, che accortosi subito dell’errore non ha potuto fare nulla per rimediare.
A questo punto due sono le soluzioni. O Viviano resta e farà il vice Julio Cesar oppure sarà inserito in qualche trattativa. Il portiere azzurro vuole giocare con continuità pertanto la seconda soluzione è la più probabile. Anche se spero che venga dato in prestito o al massimo in comproprietà. Julio Cesar non è eterno e fra un paio di anni uno come Viviano potrebbe esserci utile, non facciamo l’errore di cederlo per pochi spiccioli o per prendere qualche mezza calzetta.

Nel frattempo arriva il primo acquisto dell’Inter. Si tratta del 25enne terzino brasiliano del Santos Jonathan, considerato in patria l'erede di Maicon, costato all’Inter 5 mili
oni di euro.
Jonathan è da almeno due anni tra i migliori laterali del Brasilerao ed era nel mirino dei club italiani, specie dopo aver ottenuto il passaporto comunitario. Classico giocatore di grande spinta e dinamismo, bravo negli inserimenti in corsa. Ricorda nel fisico Roberto Carlos e nelle movenze lo stesso Maicon, meno esplosivo e con meno lacune difensive del Colosso quando sbarcò in Europa al Monaco.
L’arrivo del brasiliano lascia presupporre che Maicon cambierà casacca. Le offerte non mancano e il terzino nerazzurro è da tempo in cima alla lista dei “sacrificabili” per fare cassa.
Finalmente qualcosa si muove sul fronte mercato nerazzurro. Ora sotto con il prossimo obiettivo.


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venerdì 24 giugno 2011

ORA E' UFFICIALE, L'INTER HA SCELTO (?) GASPERINI

Sarà Gian Piero Gasperini il nuovo allenatore dell'Inter. Il Presidente Massimo Moratti, attualmente fuori Italia, conferma "la piena soddisfazione per la scelta" e, insieme con tutta la Società, augura a Gasperini "i successi che hanno portato l'Inter al titolo di campione del mondo".
L'annuncio ufficiale arriverà una volta completate le ultime formalità burocratiche e, in quell'occasione, sarà comunicata anche la data della presentazione alla stampa.
Gasperini, 53 anni, firmerà un contratto biennale, lavorerà con lo staff nerazzurro già in organigramma e con due nuovi collaboratori, l'assistente Bruno Caneo e il preparatore atletico Luca Trucchi. (Inter.it)

Finalmente. Non se ne poteva più di questa telenovela che stava assumendo i contorni comici. Dopo i 7458 rifiuti ricevuti in una settimana c’erano rimaste ben poche alternative. E se penso che abbiamo rischiato di affidarci a Mihajlovic (o a Capello) non posso che essere soddisfatto della scelta di Gasperini.
Il suo Genoa ha giocato sempre un buon calcio e probabilmente tra tutti l’ex allenatore genoano è quello che si avvicina di più per idea di gioco alla scelta iniziale di Bielsa.
Spero che la società lo appoggi in toto, dandogli i giocatori che lui vorrebbe e sostenendolo alle prime difficoltà che, inevitabilmente, arriveranno. Mi aspetto un progetto serio e non un anno interlocutorio.
Non porterà con lui né Ventrone nè Rampulla (alleluia) ma dovrà affidarsi allo staff tecnico già esistente e tenersi Rapetti e Nista (che tra l’altro mi risulta sia uno dei migliori preparatori dei portieri in circolazione).
Le perplessità rimangono ma siamo talmente malati di interismo che siamo portati ad amare tutto ciò che passa sotto i colori nerazzurri. E comunque penso che in alcuni casi avere delle perplessità è normale, sta all’allenatore scacciarle via con il bel gioco e soprattutto con i risultati.
Ora mettiamoci al lavoro. Il mercato incombe e come più volte detto non possiamo permetterci un'altra estate di immobilismo. Benvenuto a bordo, Mister Gasperini.



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giovedì 23 giugno 2011

ECCO GASPERINI, FINALMENTE L'INTER HA TROVATO L'ALLENATORE?

Salvo clamorosi colpi di scena si aspetta solo l’annuncio. Giampiero Gasperini sarà il prossimo allenatore dell’Inter. Da un ex milanista a un ex juventino il passo è breve.
Dopo i tanti rifiuti c’era ben poco da scegliere e Gasperini è sicuramente uno tra gli allenatori più bravi in circolazione. Il suo Genoa ha sempre brillato per il gioco e il bel calcio e sicuramente lo stesso vedremo all’Inter.
Ma permettetemi di esporvi brevemente qualche mia perplessità. Il suo 3-4-3 è applicabile all’Inter attuale? Con questo modulo di gioco servono giocatori veloci, dove sono nella nostra rosa? Li compreremo rivoluzionando mezza squadra? Moratti sarà disposto ad accontentarlo o farà la fine di Benitez di un anno fa? Contratto di un anno con opzione sul secondo, quindi fra un anno cambieremo guida tecnica?
Infine, la questione che mi infastidisce più di tutti. Si porterà dietro Rampulla (preparatore dei portieri) e Ventrone (preparatore atletico) che nella mia mente perversa di interista malato rappresentano la peggiore Juventus, quella della Triade.
Ho voluto giusto buttare là qualche perplessità ma, visto l’andazzo di questi giorni, preferisco aspettare l’ufficialità prima di fare altre considerazioni sul nuovo tecnico nerazzurro.
Siano ben chiare sin da subito due cose: Gasperini mi va bene come mi sarebbe andato bene chiunque altro (come già scrivevo ieri a questo punto uno vale l’altro), le mie perplessità riguardano Gasperini ma probabilmente avrei avuto perplessità anche su un altro eventuale allenatore.
Vedremo cosa succederà. Ma se il buongiorno si vede dal mattino…



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mercoledì 22 giugno 2011

LE "POCHE IDEE MA BEN CONFUSE" DEI DIRIGENTI NERAZZURRI

Stiamo cercando disperatamente allenatore da una settimana. Ci hanno detto no Bielsa (aveva dato la parola all’Athletic Bilbao), Villas Boas (aveva già in tasca un accordo col Chelsea), Capello (la Federazione inglese non l’ho liberato, meno male), ma sono molti i nomi che si sono fatti e si stanno facendo Hiddink, Gasperini, Spalletti, Delio Rossi, Zola, Garcia, Ancelotti, Quique Flores, Del Bosque, Blanc, Ranieri, Mihajlovic e qualcun altro che sicuramente ho dimenticato.
In tutta sincerità più passano i giorni e più cresce lo sconforto e la sfiducia. Discutendo oggi pomeriggio con un amico siamo arrivati quasi alla conclusione estrema che ormai uno vale l’altro.
L’abbandono di Leonardo ci ha colto di sorpresa ma non possiamo negare che la dirigenza nerazzurra si stia distinguendo in questa settimana per mancanza di idee e di lucidità.
Innanzitutto non si è capito che tipo di allenatore vorrebbero. Abbiamo puntato gli occhi su allenatori diversi tra loro per moduli e schemi da non riuscire a capire che caratteristiche deve avere il futuro allenatore nerazzurro. Stiamo cercando alla cieca, come pescare un bussolotto nell’urna delle estrazioni e sperare che capiti il “numero” giusto.
Ma una società di un certo prestigio come l’Inter non può andare incontro a figure barbine. Non puoi, per dire, spostarti con tutto lo stato maggiore fino in Portogallo e tornartene con le pive nel sacco.
Io credo che, e correggetemi se sbaglio, una società come l’Inter deve puntare un allenatore e andare dritto a prenderlo. Che sia Bielsa, Hiddink, Villas Boas o Gasperini non puoi muoverti a tentoni sperando di trovare uno che si sieda sulla panchina nerazzurra. Inutile provarci con Villas Boas se non vuoi cacciare i soldi per la clausola rescissoria, superfluo fare un tentativo per Capello se sai che la FA non lo libererà facilmente. Ed è sbagliato prendere Gasperini (dico un nome a caso) se non sei convinto pienamente della scelta. Perché alla fine finisce come lo scorso anno con una società che non è disposta a spendere per accontentare l’allenatore e alle prime difficoltà lasci il malcapitato in balia dello spogliatoio. Anche perché, parliamoci chiaro, che credenziali e che stimoli può avere uno che di fatto è una sesta-settima scelta?
Senza considerare che tutto questo caos incoraggia e incentiva i nostri campioni a cambiare aria.
La situazione diventa sempre più complessa e i nostri dirigenti dimostrano di avere, come si suol dire, “poche idee ma ben confuse”. Sarò pessimista ma vedo un futuro tutt’altro che roseo.



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martedì 21 giugno 2011

SVELATO IL MISTERO, ECCO IL NUOVO ALLENATORE DELL'INTER.

Il grande mistero è vicino alla soluzione. All’uscita degli uffici della Saras il presidente Massimo Moratti ha lasciato intendere che il prossimo allenatore dell’Inter potrebbe essere Entius. Il patron nerazzurro ha lasciato intendere che le due parti stanno discutendo e sono molto vicino ad un accordo.
Buonasera Entius, partiamo dall’inizio. E’ vera questa notizia o è solo la solita bufala dei giornalisti?
E’ tutto vero. Non c’è ancora l’accordo ma stiamo trattando. Siamo ai dettagli. Durata del contratto, stipendio annuale, staff che porterò con me e poco altro.
Quindi quando Moratti sosteneva che entro pochi giorni ci sarebbe stato l’annuncio non diceva una bugia.
No, no. Entro giovedì, massimo venerdì ci sarà l’ufficialità. Dobbiamo metterci subito al lavoro, il mercato incombe.
Scusa, non vorrei essere indiscreto. Ma Moratti ci aveva fatto credere di voler puntare ad un grande allenatore e invece alla fine ha preso solo un qualunque blogger. Perché?
Caro mio, sai quanto costa un allenatore oggi? E sai quanto prendo io al mese? Ecco, ci siamo venuti incontro. Lui mi dà una minima parte di quello che prenderebbe un Gasperini qualsiasi ma quella minima parte é 10-20 volte il mio stipendio.
Quindi mi vorresti credere che il Presidente ha scelto te per l’ingaggio.
Esatto. Questo fair play finanziario è una vera e propria spada di Damocle sulla testa dei nostri dirigenti. E con i soldi risparmiati magari prenderemo un buon giocatore.
E lo staff? Avete già parlato di questo?
Sì. Baresi resterà a fare il vice in attesa che si liberi Mourinho, mentre io mi porterò un’assistente alla Villas Boas, il preparatore atletico e se riesco a convincerlo anche un esperto di mercato.
Addentriamoci nelle questioni tattiche? Con quale modulo giocherai?
Guarda io gioco con un modulo innovativo, a metà tra la bizona di Oronzo Canà, il catenaccio di Trapattoni e il 4-2-3-1 di Mourinho. A seconda delle situazioni punterò sulla difesa a tre, sul centrocampo a rombo, sulle ali, sul trequartista, sul tridente offensivo e all’occorrenza anche sui terzini alti.
Mi sembra di capire che hai le idee chiare.
Sicuramente più di Leonardo.
E del mercato che mi dici? Quali sono gli obiettivi?
Ne dobbiamo ancora parlare. Servirà rinnovare la squadra spendendo poco.
Qualche nome?
Nessun nome per ora.
Dicci almeno se Eto’o e Sneijder vanno via.
No, hanno liberamente deciso di rimanere dopo che li abbiamo minacciati di rigargli la macchina.
Cosa ti aspetti da questa esperienza?
Sarà sicuramente un’esperienza nuova, da cui avrò molto da imparare. Spero di continuare nella scia dei miei predecessori e portare altri trofei nella bacheca.
Il tuo sogno?
Vincere con Milan e Juventus all’andata grazie ad un’autorete a tempo scaduto e al ritorno con una goleada. E battere Mourinho in finale di Champions League dopo aver umiliato il Barcellona in semifinale.
Ti accontenti di poco…
Sto per diventare l’allenatore della squadra campione del mondo in carica. Cosa ti aspettavi?
Bè, allora ti faccio il mio in bocca al lupo.
Grazie ne avrà bisogno. Ti prometto che appena firmo avrai l’esclusiva della notizia. Lo saprai prima di Bargiggia e Di Marzio.
Grazie. Buona Serata.
Buona serata anche a te.





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lunedì 20 giugno 2011

ARRIVEDERCI MATRIX, DOPO 10 ANNI LASCIA L'INTER

Che io straveda per Marco Materazzi è cosa ben nota. Dopo Zanetti è lui il mio idolo nerazzurro, più di Eto’o, più di Cambiasso, più di Sneijder, più di chiunque altro. Ma ciò non mi ha impedito di essere obiettivo e di sostenere che il difensore nerazzurro era ormai alla frutta e la sua presenza in nerazzurro era inutile. Nell’ultimo anno vederlo giocare era un supplizio di cui avremmo volentieri fatto a meno.
Quando oggi ho sentito
la notizia la prima reazione è stata di dispiacere, ma subito dopo ho realizzato che era la scelta più giusta, per l’Inter e soprattutto per Materazzi. A 38 anni e dopo un decennio di nerazzurro era doveroso farsi da parte e lasciare il posto a gente più giovane, più fresca e più utile alla causa.
Arrivò nell’estate del 2001 nella prima Inter guidata da Hector Cuper, in quella stagione che si concluse con quell’infausto 5 maggio. Negli anni successivi è diventato leader della difesa, anche se a far discutere erano i suoi interventi duri e qualche gesto fuori dalle righe (ricordate il pugno a Cirillo?).
Poi arrivò l’estate il 2006 e tutto cambiò. Materazzi guidò l’Italia alla conquista del Mondiale anche se i meriti furono attribuiti ai vari Cannavaro e Buffon che godevano delle simpatie d
i giornalisti e addetti ai lavori (lo ripeterò fino all'infinito, quel Pallone d'Oro 2006 lo meritava Matrix). Il brutto anatroccolo è diventato cigno. Da difensore rude e bistrattato da tutti, Materazzi divenne campione, leader.
Sempre in quella estate Calciopoli diede lo scossone al calcio italiano e l’anno successivo sempre Materazzi guidò l’Inter alla conquista dello scudetto. Fu
lo scudetto di Materazzi che dimsotrò attaccamento alla maglia, incisività in zona gol (ricordate il gol in rovesciata a Messina?), e fu trascinatore come pochi altri. Nell'agosto successivo si infortunò in amichevole con l’Italia e da allora non ritornò più il campione apprezzato in quella prima stagione post-Calciopoli. Negli ultimi anni, i titolari della difesa sono diventati altri, lui si limitava a qualche spezzone di partita e, con l’arrivo di Mourinho, era diventato il leader dello spogliatoio e il fido scudiero dello Special One. Non è un caso che nella famosa notte di Madrid il tecnico portoghese scese dalla macchina di Florentino Perez per andare ad abbracciare e consolare Matrix. L’ultima immagine del Materazzi giocatore nerazzurro è quella coppa per i 150 anni dell’Unità d’Italia sollevat
a a fine maggio nella serata del trionfo in Coppa Italia.
Ci sono molti modi per farsi amare dai propri tifosi. Materazzi pur essendo molto diverso da Zanetti è risucito a farsi amare allo stesso modo. Li accomuna lo stesso attaccamento alla maglia ma mentre il capitano è il tipico giocatore professionista, Matrix è più indisciplinato, rude negli interventi, spesso poco sportivo, sempre pronto allo sberleffo degli avversari (dalla maschera di Berlusconi al "non è successo" rivolto ai romanisti nel maggio 2010). Un giocherellone indisciplinato che però ama l’Inter. Per questo lo abbiamo amato, per questo gli vogliamo bene, per questo da domani sentiremo un po’ la sua mancanza.
Vai Matrix, vai in Inghilterra o in America a spendere i tuoi ultimi giorni da calciatore. Noi ti aspettiamo qui fra un anno con un posto da dirigente per te. Arrivederci Matrix.





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Questo è un BLOG NERAZZURRO pertanto rivolto soprattutto ai tifosi dell’Inter. Mi piacerebbe però che diventasse UN BLOG PER TUTTI. Dove gli interisti si sentano a casa ma dove tutti gli altri non si sentano estranei. Un blog rivolto a tutti gli appassionati di calcio non solo a quelli con cui condivido l’amore per i colori nerazzurri. Pertanto tutti i tifosi sono ben accetti a patto che mantengano un comportamento sportivo e civile. Potete scherzare, prendere in giro, fare sfottò purché non si superino i limiti dell’educazione e del rispetto. Questo vale per tutti, interisti e non. Grazie!!!