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venerdì 30 settembre 2011

SAMPDORIA-TORINO, LA SFIDA DAL SAPORE DI SERIE A

LATO BAppunti sulla Serie CadettaE’ sicuramente la gara più attesa di tutta la serie A. Stasera si affronteranno Sampdoria e Torino, da molti indicate come le maggiori candidate alla promozione in serie A e che finora non hanno deluso le attese dei propri tifosi (il Torino è primo con Brescia e Padova, la Sampdoria insegue a due punti di distanza).
Da un lato Gianluca Atzori che al Filad
elfia si è fatto le ossa e che attualmente siede sulla panchina blucerchiata, dall’altra Giampiero Ventura, il tecnico appena atterrato sulla panchina granata che alla Samp ha fatto tanta gavetta.
Ma è anche una sfida tra bomber. Da un lato Cristian Bertani salito alla ribalta nell’ultima stagione, dall’altro Rolando Bianchi, attaccante d’esperienza che ha segnato dovunque sia andato. Senza dimenticare che da una parte c'è il capocannoniere della scorsa stagione Piovaccari (23 gol) e dall'altra uno che due stagioni fa ne ha realizzati 24, Antenucci.
Il Toro in trasferta finora non ha sbagliato un colpo: tre partite, altrettante vittorie, ad Ascoli, a Vicenza e, sabato scorso, a Nocera Inferiore. E davanti i granata hanno un traguardo prestigioso: vincere anche a Genova, infatti, vorrebbe dire conquistare il quarto successo consecutivo fuori casa, un filotto che ai granata manca dai tempi leggendari del Grande Torino. Ovvio, è cambiato tutto e non regge alcun paragone, ma dal punto di vista statistico la coincidenza rimane affascinante.
Ma vincere a Genova per il Torino non sarà semplice. L’ultima vittoria dei granata a “Marassi” risale al 7 marzo 1993, i granata allenati da Mondonico si imposero sui padroni di casa col punteggio di 1-0 (rete decisiva firmata da Paolo Poggi).
Era il Toro di Marchegiani e Bruno, ma anche di Aguilera e Scifo, per citarne solo alcuni. Dall'altra parte la Sampdoria rispondeva con i vari Pagliuca, Lombardo, Jugovic e Chiesa.
E la Sampdoria? Proverà il sorpasso per gustarsi, anche solo per poche ore, l’ebbrezza della leadership. I blucerchiati, che solo 14 mesi fa giocavano i preliminari di Champions League, vogliono tornare al più presto nella massima serie. E battere una delle dirette concorrenti sarebbe sicuramente un’iniezione di fiducia per i ragazzi di Ventura.
Sampdoria-Torino, chi vincerà la sfida che ha un forte sapore di Serie A?


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giovedì 29 settembre 2011

SI RIFIUTA DI ENTRARE, TEVEZ NON GIOCHERA' PIU' COL CITY

L’allenatore si volta verso la panchina e dice all’attaccante “scaldati che ti metto dentro”. L’attaccante prima risponde con un secco rifiuto e poi risponde con un ironico “perché?”. A quel punto l’allenatore si spazientisce (anche perché la sua squadra sta perdendo 2-0) e sbotta contro l’attaccante “f*** off torna in Argentina”.
L’allenatore in questione è Roberto Mancini e l’attaccante che gli ha fatto perdere le staffe non è Mario Balotelli, come in molti potrebbero immaginare, ma Carlitos Tevez. Il diverbio è avvenuto martedì sera durante la sfida di Champions League tra Bayern Monaco e Manchester City.
Secondo la ricostruzione fatta da alcuni giornali inglesi, il diverbio è continuato anche negli spogliatoi quando Mancini ha comunicato al giocatore che non avrebbe più giocato con la maglia del Manchester City e il giocatore argentino ha risposto con un alzata di spalle.
A qual punto Mancini si è presentato davanti a microfoni e taccuini raccontando ciò che era successo. E solo allora Tevez ha capito di averla combinata grossa e ha provato a giustificarsi davanti le telecamere.
Ieri è arrivata la pronta reazione del City che ha sospeso per due settimane (pena massima consentita) il proprio giocatore.
Ma il club inglese sta valutando anche se non sia il caso di licenziare Tevez per giusta causa o colpa grave, chiedendogli anche i danni. Una possibilità che oltre tutto avrebbe anche il placet della Fifa che, a per conto del vice presidente Jim Boyce, si è detta pronta ad appoggiare il City se il club fornirà la prova provata che l’attaccante si è realmente rifiutato di entrare in campo e in questo caso potrebbe pure scattare una squalifica internazionale. Ecco perché la società ha aperto un’inchiesta interna.
E’ evidente ormai che l’avventura di Tevez al Manchester City può ritenersi chiusa. Non ci sono dubbi che Mancini, sostenuto dalla società, manterrà la promessa fatta negli spogliatoi prima e davanti ai giornalisti dopo.
L’unica soluzione ipotizzabile è quella di una cessione dell’attaccante nel mercato di gennaio. Inter e Milan farebbero carte false per averlo e anche Mourinho ci sta facendo un pensierino. Considerando anche il fatto che vista la situazione il cartellino del giocatore potrebbe subire un notevole ribasso.
La punizione del club inglese è esemplare (sperando che la dirigenza dei Citizens non si rimangi tutto reintegrando il giocatore) e mi auguro che diventi un precedente a cui tutti faranno riferimento in casi del genere. Capita che un giocatore si rifiuti di entrare, ma che io ricordi il rifiuto non ha mai comportato nessuna conseguenza. Spesso ci lamentiamo che i giocatori sono dei bimbi viziati ma non dimentichiamoci che loro non sono nient’altro che dei lavoratori come tutti. Chi di voi potrebbe rispondere con un diniego ad un ordine del vostro capo?



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mercoledì 28 settembre 2011

E' BASTATA UNA SETTIMANA PER CAMBIARE TUTTO

Può una squadra cambiare totalmente pelle in sei giorni? A vedere l’Inter dell’ultima settimana direi di sì. Un’Inter tanto brutta a Novara quanto bella ieri sera a Mosca (e anche sabato a Bologna, non dimentichiamolo)
E’ bastato cambiare allenatore, rimettere tutte le pedine al suo posto nello scacchiere e d’incanto la squadra nerazzurra ha ritrovato la retta via smarrita.
Non è stata un’Inter travolgente che ha offerto spettacolo però i ragazzi hanno sicuramente offerto una prestazione convincente (e quando si vince lo spettacolo mi interessa poco).
Mi è piaciuta molto la grinta e la determinazione che hanno messo in campo i nostri giocatori. Il primo tempo abbiamo gestito la partita e creato molto e nel secondo pur soffrendo più del dovuto abbiamo comunque retto bene. E il modo in cui abbiamo subito raddrizzato la partita a nostro favore dopo il gol del pareggio fa passare in secondo piano alcuni errori sparsi qua e là (c’è da dire che singolarmente non tutti i giocatori sono stati da sufficienza).
Di questo repentino cambio di passo non possiamo che dare merito a Ranieri. Il tecnico romano in questa settimana non ha fatto granché. Ha restituito la propria posizione naturale ad ogni giocatore, ha dato spazio ad un bomber di razza come Pazzini, vista l’assenza di Sneijder ha dato fiducia a due giovani interessanti come Coutinho e Alvarez. Nel complesso ha ridato fiducia al gruppo e ha tirato fuori da ognuno dei suoi giocatori la grinta e il cuore.
Cambiasso, per esempio, sembra rinato e anche capitan Zanetti rispetto ad una settimana fa è decisamente più presentabile. Purtroppo la linea difensiva non offre le stesse garanzie di qualche tempo fa. Julio Cesar alterna grandi parate ad errori incredibili (il primo gol del Cska in parte è suo), Samuel non è più quel muro invalicabile e anche Lucio, gol a parte, non è sta
to impeccabile.
Rimango comunque del parere che questa squadra può ancora dare molto. Onestamente non so se riusciremo a portare a casa qualche trionfo ma sono convinto che potremo recitare un ruolo da protagonista in questo campionato. Se continueremo su questa strada possiamo arrivare nei primi tre in campionato e ai quarti in Champions League (che poi sono gli obiettivi minimi per
questa stagione).
Non dimentichiamoci che a questa convincente Inter vista a Bologna e Mosca mancavano alcuni elementi importanti. Sneidjer, Maicon, Stankovic, Thiago Motta senza dimenticare Ranocchia e Poli. Tutti potenziali titolari che possono dare molto a questa squadra. Non è un mistero che, per esempio, a centrocampo è mancata l’esperienza di Stankovic o di Thiago Motta, come è mancata la spinta e i cross di Maicon sulla fascia.
Dunque nelle prossime settimane possiamo sicuramente migliorare nel gioco e (speranza temo vana) magari riuscire a vincere senza quella buona dose di sofferenza che ha contraddistinto le ultime due vittoriose trasferte.
Ma per il momento bisogna ragionare partita dopo partita. Abbiamo sbancato Bologna e Mosca, ora pensiamo al Napoli e poi alla pausa che potrà ridarci energie e restituire qualche infortunato. A tutto il resto ci penseremo a tempo debito.


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martedì 27 settembre 2011

SOFFRE MA VINCE. L'INTER DI RANIERI SBANCA ANCHE MOSCA

Champions League 2011-2012 – Girone B Seconda Giornata

CSKA MOSCA - INTER 2 - 3
5’ LUCIO – 23’ PAZZINI – 48 pt Dzagoev – 72’ Vagner Love – 73’ ZARATE


CSKA (4-1-3-2) Gabulov; Nababkin, V.Berezutski, Ignashevich, A. Berezutski; Aldonin; Oliseh, Mamaev (dal 23’ s.t. Tosic), Dzagoev; Doumbia, Vagner Love.
A Disposizione: Chepchugov, Semberas, Cauna, Rahimic, Popov, Fedotov.
All: Slutski.
INTER (4-3-1-2) Julio Cesar; Nagatomo, Lucio, Samuel, Chivu (dal 46’ s. t. Crisetig); Zanetti, Cambiasso, Obi; Alvarez (dal 38’ s.t. Jonathan); Pazzini (dal 5’ s.t. Zarate), Milito.
A Disposizione: Castellazzi, Caldirola, Coutinho, Romanò).
All: Ranieri.
ARBITRO Thomson (Scozia).

Dopo aver espugnato Bologna, la nuova Inter di Ranieri si ripete anche a Mosca al termine di una partita giocata con grinta e determinazione e un pizzico di sofferenza.
Rispetto alla sfida di campionato il tecnico nerazzurro schiera Alvarez e Milito al posto di Coutinho e Forlan. I ragazzi passano col piede giusto e dopo 5 minuti vanno in vantaggio. Calcio d’angolo di Alvarez, uscita maldestra di Gabulov e deviazione volante di Lucio: 1-0 per l’Inter.
I nerazzurri sono padroni del campo e, complice una difesa avversaria non proprio impeccabile, si rende pericolosa in più di un’occasione. E dopo due gol sfiorati arriva il meritato raddoppio. Lancio magnifico di Cambiasso, Nagatomo si beve Berezutski entra in area e pesca Pazzini che a tre metri dalla porta non sbaglia: 2-0.
Il Cska Mosca si rende pericoloso alla mezzora quando in un minuto sfiora il gol in due occasioni. Gol che arriva in pieno recupero. Punizione di Dzagoev che scavalca la barriera e coglie di sorpresa Julio Cesar, forse un po’ troppo fuori dai pali.
Nella ripresa, forte del gol arrivato a fine primo tempo, il Cska parte all’arrembaggio alla ricerca del pareggio. Dopo pochi minuti Pazzini, acciaccato per un colpo preso a fine primo tempo, lascia il posto a Zarate. L’argentino cerca subito di rendersi pericoloso ma il portiere russo è attento sul tiro di Maurito.
Al 72esimo arriva come una doccia fredda il gol del pareggio. Vagner Love si beve Lucio, si accentra e con un preciso e potente rasoterra firma il 2 a 2.
Ma il pareggio dura a poco. Dopo un minuto lancio di Cambiasso che innesca Zarate, l’argentino controlla il pallone con la spalla, supera in velocità il proprio marcatore e fulmina Gabulov con un tiro secco.
Il forcing finale dei russi non produce nulla e l’Inter può portare a casa la meritata vittoria. Tre punti importanti che rilanciano la squadra nerazzurra.
Molto positiva la prestazione di Cambiasso, sicuramente il migliore in campo, bene anche Pazzini e Obi, mentre Alvarez è sembrato un po’ impacciato. Il talento ex-Velez deve ancora crescere ma bisogna dargli tempo e fiducia. Sarebbe un errore bollarlo subito come inadatto.
E’ stata un’Inter a due facce. Un buon primo tempo e un secondo tempo abbastanza di sofferenza. Ma, come successo anche a Bologna, dopo il pareggio è arrivata la reazione da grande squadra. Per Ranieri c’è ancora da lavorare ma la sensazione è che sia sulla buona strada.
Stasera contavano i tre punti e sono arrivati. La squadra ha ritrovato grinta, determinazione e convinzione nei propri mezzi. E’ presto per sbilanciarsi in previsioni ma credo che se continueremo su questa strada possiamo dire molto in questa stagione. Possiamo ancora essere protagonisti. FORZA INTER!!!



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lunedì 26 settembre 2011

MA QUALE BIANCONERO? LA SERIE A PARLA SEMPRE NERAZZURRO

CLASSE AAnalisi e commenti sul Campionato Italiano
E’ sempre il nerazzurro a comandare nella Serie A. Non fatevi ingannare dalla classifica che lassù in vetta recita “Juventus e Udinese 8”, la vera protagonista di questo inizio di campionato è l’Atalanta di Colantuono. La squadra orobica, che tra l’altro è una neopromossa, ha infatti finora raccolto 10 punti in quattro gare (che peccato aver sprecato la vittoria alla prima giornata a Genova) e se non fosse per la penalizzazione di 6 punti, inflittagli per la nota vicenda di Scommessopoli, sarebbe in vetta alla classifica e guarderebbe tutti dall’alto in basso.
I nerazzurri partivano con l’handicap della penalizzazione e in molti avevano previsto per loro un campionato difficile dove salvarsi sarebbe stata un’impresa ardua. E invece grazie ad una partenza sprint hanno annullato la penalizzazione e sono già appaiati in classifica all’Inter e hanno un punto meno del Milan e della Roma.
Dietro questo bell’exploit c’è una squadra compatta e tosta che non molla facilmente. Il bomber Denis sembra aver trovato una sua dimensione in terra lombarda, in coppia con lui in attacco c’è Maxi Moralez, puffo argentino che non perdona (chiedere al Genoa) mentre a centrocampo può contare su Cigarini (tornato all’ovile) e inoltre c’è il giusto mix tra giocatori d’esperienza (Bellini, Manfredini, Padoin, Tiribocchi) e giovani interessanti (Bonaventura, Gabbiadini, Schelotto). Il tutto diretto da Colantuono che ha l’esperienza sufficiente per condurre in porto una tranquilla salvezza e magari poter aspirare a qualcosa in più.
Anche se dalle parti di Bergamo sarà bene non farsi troppe illusioni. La fruttuosa partenza è stata probabilmente pianificata dai nerazzurri in estate per garantire alla squadra di scrollarsi di dosso i punti di penalità e sgombrare la mente dai pensieri di rincorsa. I problemi potrebbero esserci più in là quando la squadra avrà, con ogni probabilità, una flessione o addirittura un crollo.
Ma per il momento la squadra bergamasca si gode questo inizio a mille. Essere protagonisti in Serie A non è sempre facile. Denis e compagni ci sono riusciti. E di questo dobbiamo renderne merito.
CLASSIFICA ALLA 5° GIORNATAUdinese 8 Juventus 8 Napoli 7 Fiorentina 7 Cagliari 7 Genoa 7 Palermo 7 Chievo 7 Siena 5 Lazio 5 Catania 5 Roma 5 Novara 4 Inter 4 Atalanta (-6) 4 Lecce 3 Parma 3 Bologna 1 Cesena 0

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domenica 25 settembre 2011

LE SCELTE SEMPLICI RIMETTONO LE COSE A POSTO MA...

Cosa può fare un allenatore nuovo in due- tre giorni? Poco, decisamente poco. E Ranieri non fa eccezione. Il tecnico romano alla fine ha fatto ben poco in questi primi giorni di panchina nerazzurra. Ma in questi pochi giorni ha fatto la cosa più normale, schierando la squadra nel modo più logico. Niente difese a tre, niente terzini trasformati in centrali né attaccanti mandati a fare le ali. Ma schierare la squadra nel modo più naturale possibile.
Il risultato finale direi che è stato ottimo. Innanzitutto ho visto una squadra con più grinta e rabbia agonistica, la stessa che non si è completamente vista martedì a Novara.
Per larghi tratti del primo tempo siamo stati padroni del campo e sembrava di vedere l’Inter vincente degli ultimi anni. Inter che poi si è spenta nella ripresa e che è riuscita comunque a portare a casa la vittoria grazie alla reazione dei propri giocatori dopo il pari del Bologna (reazione che non mi pare di aver visto a Novara, scusate se insisto).
Comunque ieri sera contava solo vincere e abbiamo vinto. Considerando che mancavano giocatori importanti come Maicon, Stankovic e Sneijder appare chiaro che questa squadra può solo migliorare (il peggior Maicon sarà sicuramente meglio del miglior Jonathan).
Alcune cose positive si sono comunque viste. A partire da Forlan, sicuramente tra i migliori in campo. Mi è piaciuto parecchio anche Coutinho, l'ho già detto anche ieri sera. Si vede che è maturato mentalmente e fisicamente. E’ più sicuro dei propri mezzi, ha mostrato più personalità e rispetto allo scorso anno mi sembra meno leggerino.
La stagione è ancora lunga e un vice-Sneijder così non potrà che fare comodo a Ranieri. Come a Ranieri farà comodo uno come Pazzini.Un bomber nato che se ben assistito riesce a buttarla dentro sempre (tenerlo in panchina era sicuramente un gesto autolesionistico, vero Gasperini?).
Se la zona offensiva è stata soddisfacente, non possiamo dire lo stesso dei difensori. Lucio mi è sembrato totalmente fuori forma, Chivu e Nagatomo mi sono sembrati tutt’altro che positivi e anche Samuel ha mostrato segni di cedimento. Senza citare Jonathan su cui mi sono espresso già ieri sera e che finora non ha giustificato la spesa economica (scusate se difendo Santon ma credo che il baby terzino azzurro non avrebbe certo fatto peggio).

Da rivedere anche la classe arbitrale che in questo primo scorcio di stagione è stata prodiga di scelte dubbie ai nostri danni. Palermo, Roma, Novara, Bologna. Quattro partite e quattro episodi dubbi che avremmo potuto far girare la partita a nostro favore. Sia ben chiaro, non sto giustificando gli insuccessi nerazzurri. Se abbiamo raccolto quattro punti in quattro partite è principalmente colpa nostra. Non a caso ieri sera nonostante il rigore regalato al Bologna abbiamo vinto comunque. Ma le decisioni a nostro sfavore rimangono e sono evidenti. Sarebbe bene che Moratti in una delle tante dichiarazioni che rilascia per strada lo facesse notare.
Ma torniamo alla nostra Inter. Nel complesso possiamo ritenerci soddisfatti della prestazione della squadra. Per quanto continuo ad avere la sensazione di una squadra in difficoltà fisica. Toccherà a Ranieri rivitalizzare questi ragazzi e a riuscire a cavare il meglio da ognuno di loro.
Il nuovo tecnico ha intanto riportato quella tranquillità e quella serenità che un po’ ci era mancata nella passata gestione. Questi qua saranno anche dei bolliti ma se li schieri nel migliore dei modi possono ancora dare tanto e in un campionato che finora non ha mostrato grandi cose possono sicuramente essere ancora protagonisti.
Ma non andiamo troppo lontano. Per ora godiamoci questa vittoria e pensiamo a Cska Mosca e Napoli, poi si vedrà. La stagione è ancora lunga e c’è tutto il tempo per raddrizzare la barca. Per il momento ci basta aver ritrovato i tre punti e dobbiamo continuare a far bene senza preoccuparci troppo di cosa succede in classifica. A tutto il resto penseremo a tempo debito.
FORZA INTER !!!



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sabato 24 settembre 2011

SCOSSA INTER, FINALMENTE RITROVIAMO I TRE PUNTI

Serie A 2011-2012 – 5^ Giornata

BOLOGNA - INTER 1 - 3
39’ PAZZINI – 66’ Diamanti (rig.) - 81’ MILITO (rig.) – 87’ LUCIO



BOLOGNA (4-2-3-1): Gillet (25' st Agliardi); Casarini, Portanova, Antonsson, Morleo; Mudingayi, Perez; Diamanti, Ramirez (34' st Krhin), Kone; Di Vaio (19' st Acquafresca).
A Disposizione: Loria, Vitale, Pulzetti, Paponi.
All.: Bisoli.
INTER (4-3-1-2): Julio Cesar; Nagatomo, Lucio, Samuel, Chivu; Obi (19' st Muntari), Cambiasso, Zanetti; Coutinho (11' st Jonathan); Pazzini, Forlan (30' st Milito).
A disposizione: Castellazzi, Alvarez, Zarate, Castaignos.
All. Ranieri.
ARBITRO: Tagliavento di Terni.

Parte col piede giusto l’avventura di Claudio Ranieri sulla panchina nerazzurra. L’Inter trova la sua prima vittoria stagionale anche se al termine di una prestazione tutt’altro che soddisfacente.
Rispetto alla formazione ipotizzata l’unica novità è rappresentata da Obi al posto di Muntari mentre Coutinho gioca più defilata sulla fascia e non dietro le punte.
E’ un’Inter diversa e lo si nota subito. Più compatta, più organizzata e soprattutto più vogliosa. Dopo 10 minuti di studio reciproco (con un’occasione per parte) è l’Inter a prendere il pallino del gioco. I nerazzurri sono padroni del campo, pressano, cercano di rendersi pericolosi e non corrono rischi in difesa. Il Bologna appare impacciata in difesa ma riesce ad arginare gli attacchi nerazzurri. Dopo aver dominato la parte centrale del primo tempo, l’Inter sembra mollare la presa ma a sette minuti dall’intervallo trova il meritato vantaggio. Splendida apertura di Forlan per Cambiasso che serve Pazzini. L’attaccante azzurro da fermo fa partire un tiro secco da fuori area che Gillet può solo sfiorare prima che s’infili nell’angolino. Inter in vantaggio grazie al bomber che Gasperini utilizzava per scaldare la panchina.
Nella ripresa l’Inter tira i remi in barca e si limita a gestire il vantaggio. Il Bologna fa possesso palla e attacca nella speranza di riuscire a trovare il pareggio. Al 65' bellissima punizione di Ramirez che Julio Cesar devia in angolo. Sul tiro da calcio d’angolo Samuel e Portanova cadono in area. E’ un normale contrasto di gioco, come se ne vedono a centinaia in una partita, ma l’arbitro Tagliavento non ha dubbi: rigore netto.
Dal dischetto Diamanti ristabilisce la parità. L’Inter sembra stanca, non riesce a rendersi pericolosa, è in affanno e si ha quasi la sensazione che debba rimandare l’appuntamento con la vittoria.
Ma all’80esimo arriva la svolta della partita. Passaggio filtrante di Cambiasso, Pazzini sfiora di tacco per Milito (subentrato al posto di Forlan) che si ritrova a tu per tu col portiere ma Morleo lo stende. Rigore ed espulsione del difensore rossoblu. Dal dischetto è lo stesso Milito a riportare avanti i nerazzurri che poi trovano anche il gol della tranquillità a tre minuti dal termine con Lucio.
Finisce 3-1 per l’Inter che può finalmente festeggiare la sua prima vittoria stagionale. Ranieri ha invertito la rotta ma rimane la sensazione di una squadra stanca che riesce a stare in piedi grazie alle giocate dei propri campioni. Molto positiva l’intesa tra Forlan e Pazzini (sicuramente migliore rispetto a quella tra Milito e Forlan), mi è piaciuto Coutinho, sembra più sicuro dei propri mezzi e meno leggerino fisicamente. Da rivedere invece la linea difensiva (deludenti tutti e quattro) e vedendo giocare Jonathan mi convinco sempre più che valeva la pena tenersi Santon.
Appunto finale sul rigore del Bologna. Se quello era rigore, allora gli arbitri dovrebbero fischiare dieci rigori a partita. Tagliavento è sicuramente tra i migliori arbitri in circolazione ma penso proprio che non gli stiamo molto simpatici.
Per fortuna abbiamo vinto e quel rigore (che possiamo tranquillamente definire scandaloso) passa in secondo piano. Ma sarà bene tenerlo a mente in futuro quando capiterà che daranno un rigore dubbio a noi.
L’importante è avere ritrovato la vittoria. Questi tre punti sono ossigeno puro e ridanno fiducia all’ambiente. Tra una settimana, dopo Cska Mosca e Napoli, sapremo se siamo rinati oppure no. Nel frattempo… FORZA INTER!!!



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VINCERE. RAGAZZI, RICORDATE COME SI FA?

Eccoci. Fra 4 ore (minuto più minuto meno) la nuova Inter di Ranieri esordirà al Dall’Ara contro il Bologna nella speranza di riuscire a conquistare la prima vittoria stagionale.
Il nuovo tecnico dei nerazzurri ha pochi dubbi sulla formazione. Si ritornerà
al 4-3-1-2 che ha fatto la fortuna di questa squadra. Davanti a Julio Cesar la difesa si schiererà con Lucio e Samuel centrali e Nagatomo e Chivu sugli esterni. A centrocampo, viste le assenze di Stankovic, Poli e Thiago Motta sarà Muntari a completare il terzetto con capitan Zanetti e Cambiasso. Davanti finalmente spazio a Pazzini dal primo minuto che farà coppia con Forlan. L’unico dubbio riguarda il sostituto di Sneijder sulla trequarti. Saranno i due giovani Coutinho e Alvarez a giocarsi la maglia da titolare con il brasiliano che parte favorito.
Dunque non ci saranno particolari novità. Ranieri ha fatto le scelte più logiche che poi sono anche le più semplici. Compreso l’inserimento di Muntari a centrocampo. Qualcuno storcerà il naso davanti questa scelta ma credo che il ghanese sarà molto utile in fase di interdizione. E poi non scordiamoci che in fase offensiva ogni tanto ha dato il suo prezioso contributo.
Di fronte troveremo un Bologna che finora ha raccolto un solo punto ma che è reduce da un buon pareggio a Torino contro la Juventus. Se da un lato in terra emiliana negli ultimi anni abbiamo sempre fatto molto bene (cinque vittorie e un pareggio negli ultimi sei confronti) dall’altro rimane l’incognita di una partita che potrà finire in qualunque modo.
Ciò che mi preoccupa oggi pomeriggio non è il Bologna ma l’Inter. Sarà interessante capire se il problema era Gasperini o se era la squadra. Se questo inizio di stagione nefasto è dipeso dai moduli gasperiniani o dal fatto che questi giocatori sono alla frutta.
Bologna sarà un primo esame per iniziare a dare dalle risposte a questi dubbi ma bisognerà aspettare Cska Mosca e Napoli per cominciare a capire che stagione dovremo aspettarci.
Ieri Ranieri in conferenza stampa ha detto “Quando incontravo l'Inter sapevo che non si sarebbe mai arresa e ora voglio vedere quel gruppo compatto che non molla mai la presa".
Ecco noi la pensiamo allo stesso modo. Vogliamo vedere quell’Inter che gioca con grinta e rabbia. Quell’Inter che ci ha fatto divertire e gioire e che non abbiamo visto assolutamente a Novara. Vogliamo vedere il cuore Inter, il cuore di una squadra che non molla mai.
FORZA INTER !!!



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venerdì 23 settembre 2011

TRE GIORNATE A RANOCCHIA. EFFICIENTE QUESTO GIUDICE SPORTIVO...

SQUALIFICATO 3 GIORNATE EFFETTIVE DI GARA:
RANOCCHIA Andrea (Internazionale): per avere commesso un intervento falloso su un avversario in possesso di una chiara occasione da rete; per avere inoltre, al 40° del secondo tempo, all’atto dell’espulsione, uscendo dal terreno di giuoco, rivolto ad un Assistente un’espressione ingiuriosa nei confronti degli Ufficiali di gara.

(tratto dal comunicato del 19 settembre 2011)
AMMENDA DI € 5.000,00
CASSANO Antonio (Milan): per avere, nell’intervallo della gara, al rientro sul terreno di giuoco,rivolto un epiteto ingiurioso ad un collaboratore della Procura federale.


Dunque, ricapitolando, se uscendo dagli spogliatoi insulti un collaboratore della Procura federale ti becchi una multa, mentre se uscendo dal campo insulti un ufficiale di gara sono tre giornate di squalifica.
Ma mi rimane un dubbio. Perché quando si tratta di Inter il giudice sportivo è sempre così efficiente e fiscale?





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giovedì 22 settembre 2011

AL VIA LA GESTIONE RANIERI, PERMETTETEMI ALCUNE RIFLESSIONI

“Claudio Ranieri è ufficialmente il nuovo allenatore dell’Inter. Il tecnico ha firmato il contratto che lo legherà alla Società fino al 30 giugno 2013. Tutta F.C. Internazionale ha il piacere di dare il benvenuto e il ‘buon lavoro’ a Claudio Ranieri e al suo staff. Oggi pomeriggio, al centro sportivo “Angelo Moratti”, Ranieri guiderà l’allenamento della squadra, con inizio alle ore 17″ (Inter.it)
Da oggi pomeriggio inizia la gestione Ranieri. Gestione che si spera possa durare più delle ultime gestioni. Sula scelta di Ranieri mi sono già espresso ieri sera in termini favorevoli. L’uomo giusto al posto giusto. Ma permettetemi di fare alcune considerazioni.
- Ranieri è stato per due anni l'anti-Mourinho. Col tecnico portoghese se ne sono dette tante. Spero che questa scelta spezzi finalmente le catene che ci legavano a Mourinho. Nonostante non fosse l’allenatore dell’Inter, non è un mistero che Moratti si rivolgesse a lui per chiedere consigli e pareri. Niente di più sbagliato. Come faceva notare Nerazzurro qualche giorno fa il portoghese faceva i suoi interessi e non quelli dell’Inter.
- Ranieri ha trascorsi bianconeri e giallorossi. Ma il passato è passato. Gasperini era un ex juventino, Leonardo un ex milanista e andando indietro nel tempo anche Trapattoni era un ex juventino. Non importa cosa hanno fatto prima, l’importante è che facciano vincere l’Inter.
- Il tecnico romano non è un personaggio carismatico, né uno di quelli che dà spettacolo in conferenza stampa ma ho la sensazione che sappia farsi rispettare all’interno dello spogliatoio e che non si farà certo mettere i piedi in testa dai Cambiasso o dai Zanetti.
- A Parma prese una squadra impantanata in zona retrocessione e la portò alla salvezza, a Torino sotto la sua gestione la Juventus disputò il miglior campionato del post Calciopoli, a Roma prese una squadra alla frutta e a zero punti dopo due giornate e la portò quasi a vincere lo scudetto. Forse non sarà un allenatore vincente ma di sicuro non è un pirla qualsiasi.
- Molti tifosi nerazzurri avrebbero voluto Walter Zenga. Anche a me sarebbe piaciuto tantissimo che l’ex portiere nerazzurro tornasse all’ovile. Ma sarebbe stato l’uomo sbagliato al posto sbagliato nel momento sbagliato. In questo momento serviva un allenatore d’esperienza. Per Zenga ci sarà sicuramente un’altra occasione.
- Per concludere due domande che tutti i tifosi nerazzurri vorrebbero fare ai dirigenti nerazzurri. Ranieri era l’uomo ideale anche a giugno perché non è stato preso allora? Perché è stato preso Gasperini se non si aveva intenzione di assecondare il suo credo? Sarebbe bello che qualcuno ci desse delle risposte. Soprattutto per capire se e dove abbiamo torto.




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mercoledì 21 settembre 2011

L'INTER FA LA SCELTA PIU' GIUSTA. PANCHINA A RANIERI

Ormai è ufficiale. Il nuovo malcapitato che avrà la (s)fortuna di sedersi sulla panchina dell’Inter è Claudio Ranieri.
L’ex tecnico di Valencia, Chelsea, Parma, Juventus e Roma ha ottenuto un contratto biennale (l’Inter proponeva un contratto annuale con opzione sul secondo) e si porta dietro il suo staff di fiducia: Capanna preparatore atletico, Pellizzaro allenatore dei portieri, Benetti come vice e Damiano come tattico.
Moratti rinuncia a soluzioni fantasiose (Figo o Baggio) e decide di affidarsi all’esperienza per risollevare le sorti della squadra nerazzurra. Tolti i nomi irraggiungibili (Van Gaal, Hiddink, Ancelotti) non c’era molta scelta in giro e Ranieri rappresenta sicuramente la miglior scelta possibile.
Personalmente ho grande stima del tecnico romano. E’ vero che non ha mai vinto uno scudetto ma è anche vero che le sue squadre hanno fatto sempre dei buoni campionati arrivando quasi sempre a ridosso delle prime. A Parma risollevò la squadra da una situazione abbastanza complicata e sia a Torino che a Roma fece dei buoni campionati.
Inoltre mi pare un allenatore capace di adattarsi alle situazioni, in grado di capire il materiale umano che ha in mano e regolarsi di conseguenza. Difficilmente lo vedremo intestardirsi in moduli tattici poco consoni a questa rosa.
Mi auguro che abbia anche la capacità di imporsi in uno spogliatoio non semplice da gestire e sappia farsi rispettare fin dal primo giorno, soprattutto da quei senatori che hanno fatto fuori Benitez un anno fa e Gasperini in questi giorni. Il fatto che sia riuscito ad imporsi con la società mi fa ben sperare che riesca a fare lo stesso con i giocatori.
La stagione è ancora lunga, la situazione non è ancora compromessa e ci sono tutte le premesse per poter recitare un ruolo da protagonista in questa stagione. Ma non sarà per niente facile. Perché, come scrivevo nel post precedente, Ranieri avrà le stesse difficoltà riscontrate da Gasperini. Primo fra tutti, una rosa ormai logora con senatori che hanno dato quasi tutto e giovani ancora non pronti o non all’altezza. Per non parlare di un centrocampo ridotto a pezzi.
Ranieri può far bene sulla panchina nerazzurra (magari con noi riuscirà a vincere quello scudetto che non ha mai vinto) ma si è messo tra le mani una bella gatta da pelare.
In bocca al lupo caro Claudio, ne avrai bisogno, parecchio bisogno.

PS: E comunque io preferivo lei come Ranieri allenatore.


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ESONERATO!!! GASPERINI FA LE VALIGIE...

F.C. Internazionale comunica che stamane, al centro sportivo di Appiano Gentile, l'allenamento della prima squadra è stato diretto da Daniele Bernazzani e Giuseppe Baresi.
La Società ringrazia Gian Piero Gasperini per l'impegno dimostrato nello svolgimento dell'incarico, manifestando il proprio rammarico per l'interruzione del rapporto tecnico.
(Inter.it)
Esonerato. Giampiero Gasperini da Grugliasco da stamattina non è più l’allenatore dell’Inter. Esonerato perché non ha mai avuto la fiducia della società. Esonerato perché non è stato messo in condizione di poter lavorare come avrebbe voluto, esonerato perché si è ostinato con l’idea di un 3-4-3 che non c’en
trava nulla con questa rosa, esonerato perché nel momento di difficoltà è stato lasciato solo, esonerato perché nel calcio contano i risultati e se alleni l’Inter e perdi quattro partite su cinque non hai giustificazioni, esonerato perché (è una mia sensazione) i giocatori non lo seguivano più e anzi volevano mandarlo via.
Termina così una delle gestioni più brevi della storia nerazzurra. Sicuramente la più negativa. Mai nessun allenatore era andato via dall’Inter senza aver vinto almeno una partita, mai Moratti aveva mandato via un allenatore dopo una sconfitta (spero di non aver scritto una sciocchezza).
Gasperini non era mai piaciuto veramente alla dirigenza nerazzurra. Era stato scelto perché non c’erano grosse alternative. Era stato scelto ma era tutt’altro che una prima scelta. Non a caso il mercato nerazzurro non era stato fatto per metterlo in condizioni di attuare il suo credo. Quel 3-4-3 che non convinceva nessuno, men che meno i giocatori.
Il buon Gasp ci ha messo del suo. Ostinandosi con il suo modulo e schierando giocatori fuori ruolo (Zanetti centrale di difesa, Sneijder in mediana, Castaignos e Forlan esterni d’attacco i più eclatanti).
Alla fine Moratti non poteva fare altro che dargli il benservito. L’era Gasperini si chiude qua, anche se forse l’allenatore quasi nemmeno se l’aspettava (cosa sperava? di avere fiducia ad oltranza da parte di una dirigenza a cui era indigesto?).
Da domani, salvo clamorosi colpi di scena, inizierà l’era Ranieri. La patata bollente passa al tecnico romano che proverà a rimettere la squadra in carreggiata e a farle disputare una stagione dignitosa. Impresa non semplice perché i problemi di rosa che aveva Gasperini li avrà anche Ranieri.
All’ex tecnico di Crotone e Genoa (e anche dell’Inter) auguriamo di trovare presto nuove sfide e riuscire altrove ad imporre il suo credo e conquistare soddisfazioni e gioie sportive.
All’Inter auguro di ritrovare la retta via. Questa stagione è partita male ma basta poco per finire peggio. Ci sono degli obiettivi minimi da raggiungere. Speriamo di centrarli…


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martedì 20 settembre 2011

CAPOLINEA GASPERINI. MA IL PROBLEMA NON E' L'ALLENATORE

Serie A 2011-2012 – 4^ Giornata

NOVARA - INTER 3 - 1
38’ Meggiorini – 84’ Rigoni (rig.) – 89’ CAMBIASSO – 91’ Rigoni



NOVARA (4-3-1-2): Ujkani; Dellafiore, Paci, Lisuzzo, Gemiti; Porcari, Radovanovic (dal 19’ s.t. Marianini), Rigoni; Mazzarani (dal 21’ s.t. Jeda); Morimoto, Meggiorini (dal 17’ s.t. Giorgi)
A Disposizione: Coser, Ludi, Morganella, Granoche.
All. Tesser.
INTER (3-4-3): Julio Cesar; Lucio, Ranocchia, Chivu; Zanetti, Cambiasso, Sneijder (dal 21’ s.t. Zarate), Nagatomo; Castaignos (dal 1’ s.t. Obi), Milito, Forlan (dal 1’ s.t. Pazzini).
A Disposizione: Castellazzi, Samuel, Jonathan, Coutinho.
All. Gasperini.
ARBITRO: Bergonzi di Genova.

Game over. L’avventura di Gasperini sulla panchina nerazzurra si conclude stasera dopo la pesante sconfitta per 3-1 a Novara a conclusione dell’ennesima partita giocata in modo pessimo.
Se devo affondare tanto vale farlo con le mie idee, avrà pensato Gasperini. E infatti propone un 3-4-3 inguardabile con Sneijder centrocampista e Castaignos (???) e Forlan a sostegno di Milito.
Dopo nemmeno un minuto arriva la prima occasione ghiotta per il Novara con Meggiorini che sfrutta un errore di Chivu e per poco non batte Julio Cesar che salva in angolo. Sul calcio d’angolo Chivu salva sulla linea. E’ il Novara a fare la partita mentre l’Inter è incapace di rendersi pericolosa e sta a guardare i piemontesi che giocano a calcio.
I ragazzi di Tesser (che finora non ha mai vinto in Serie A) si rendono pericolosi in più di un’occasione e tocca a Julio Cesar salvare il risultato. Fino al 38esimo. Errore di Cambiasso che perde un pallone banalmente, gli avversari ne approfittano e Meggiorini porta in vantaggio il Novara. Vantaggio meritato e Inter che affonda sempre più.
Ad inizio ripresa Pazzini e Obi sostituiscono Forlan e Castaignos. Si passa ad un 3-4-1-2 con Sneijder dietro le punte. L’Inter attacca e se non altro prova a rendersi pericolosa ma i minuti passano e il Novara regge bene. Gasperini prova anche la carta Zarate per Sneijder. L’Inter ha la partita in pugno, dà quasi l’impressione di poter pareggiare, ma a 5 minuti dalla fine Ranocchia stende Morimoto in area. Rigore ed espulsione per il difensore nerazzurro. Dal dischetto Rigoni chiude il match mandando il Novara in paradiso e l’Inter all’inferno. C’è ancora tempo per il gol di Cambiasso che riapre il match e quello di Rigoni che lo chiude definitivamente.
Finisce 3-1 e soprattutto stasera finisce l’era Gasperini. Da domani (o forse già da stanotte) si penserà ad un nuovo malcapitato da mandare sul patibolo. Che sia un allenatore d’esperienza come Ranieri o uno improvvisato come Figo cambia poco. Il problema non è certo l’allenatore e le eventuali 3-4 partite che l’Inter vincerà appena arriverà il nuovo comandante serviranno solo a mascherare gli errori e gli orrori di una società tornata ad essere quella di 10-15 anni fa, quella che (Calciopoli a parte) ci aveva fatto diventare la barzelletta d’Italia. Gasperini verrà esonerato, perché un allenatore che nelle prime 5 partite ufficiali rimedia 4 sconfitte e un pareggio è giusto che venga esonerato. Ma a chi tocca esonerare questa dirigenza, presidente compreso?



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lunedì 19 settembre 2011

A NOVARA ULTIMA CHIAMATA PER GASPERINI

Sapete qual è la cosa positiva di questo periodo? Che si gioca ogni tre giorni. E, come nel nostro caso, un eventuale passo falso può essere subito riscattato (anche se né mercoledì né sabato abbiamo riscattato il passo falso fatto in precedenza).
Dopo il pareggio interno con la Roma di du
e giorni fa, già domani sera andremo a Novara, nella speranza di riuscire finalmente a vincere la prima partita di questa nuova stagione.
Per i piemontesi si tratta dell’esordio in casa in questa stagione. Un esordio atteso 55 anni. Un esordio che, purtroppo per loro, proveremo in tutti i modi a rovinare.
Le uniche novità di formazione dovrebbero riguardare l’attacco con Pazzini favorito per una maglia di titolare al posto di Milito. Non è escluso però che anche Zarate trovi posto nella formazione iniziale mentre Chivu, che rientra dopo l’infortunio, dovrebbe accomodarsi in panchina.
Quella di domani sera sarà davvero l’ultima chiamata per Gasperini. Se l’Inter dovesse rientrare dalla trasferta di Novara senza i tre punti, il tecnico nerazzurro potrà iniziare a preparare le valigie perché a quel punto l’esonero sarebbe solo una questione di ore.
Spero fortemente che questo non accada. Io resto del parere che se si fanno delle scelte bisogna difenderle e portarle avanti ad oltranza. Se scegli un allenatore devi dargli tutto il tuo sostegno a tempo indeterminato e non liquidarlo alla prima difficoltà.
Molti amici nerazzurri non la pensano così. Anzi non vedono l’ora che Gasperini venga mandato via. Opinione che rispetto ma che, a mio parere, è molto “tafazziana”. Quattro allenatori in poco più di un anno sarebbero un po’ troppi (non che tre non lo siano…) e non farebbero altro che sottolineare ancora di più il fatto che la dirigenza sia allo sbando.
Ma voglio ammettere che hanno ragione loro. E poi che facciamo? Prendiamo Rossi? Ci affidiamo a Baggio o Figo? E se il nuovo allenatore, per assurdo, incomincia infilando una serie di risultati negativi che facciamo? Mandiamo via pure lui e ne chiamiamo un altro?
Già un anno fa abbiamo fatto la gran cazzata di mandare via un discreto allenatore come Benitez per prendere uno che non aveva la vocazione dell’allenatore, ripetiamo l’errore a distanza di nove mesi?
Spero che domani sera Pazzini, Forlan, Milito o un qualsiasi giocatore di nerazzurro vestito la butti dentro. Spero che sabato sera a Bologna succeda la stessa cosa. Sei punti su sei e non ci pensiamo più. Dobbiamo sbloccarci, dobbiamo solo sbloccarci. Se vinciamo una partita, poi riusciremo a vincere altre.
Nulla è perduto. Ci sono ancora 36 giornate davanti e vi ricordo che il Milan lo scorso anno iniziò con le medesime difficoltà.
Dobbiamo crederci. Dobbiamo uscire da questo tunnel in cui ci siamo infilati e riuscire a portare a casa la vittoria. Vincere aiuta a vincere. Cominciamo a vincere?
FORZA INTER !!!



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domenica 18 settembre 2011

UN PUNTICINO CHE SERVE A POCO. MA STIAMO MIGLIORANDO...

Serie A 2011-2012 – 3^ Giornata

INTER - ROMA 0 - 0


INTER (3-5-2): Julio Cesar; Lucio, Samuel, Ranocchia; Nagatomo, Zanetti, Cambiasso, Sneijder, Obi (dal 17’ s.t. Jonathan); Milito (dal 13’ s.t. Zarate), Forlan (dal 34’ s.t. Muntari).
A disposizione: Castellazzi, Bianchetti, Castaignos, Pazzini.
All. Gasperini.
ROMA (4-3-3): Stekelenburg (dal 17’ p.t. Lobont); Perrotta, Burdisso, Kjaer, Taddei; De Rossi, Pizarro (dal 13’ s.t Gago), Pjanic; Osvaldo, Totti, Borini (dal 33’ s.t. Borriello).
A disposizione: Cassetti, Rosi, Heinze, Bojan.
All. Luis Enrique.
ARBITRO: Mazzoleni (Bergamo).

Contrariamente agli ultimi anni, in cui eravamo abituati a vedere tanti gol nelle sfide tra Inter e Roma, stavolta la sfida finisce a reti inviolate. Uno 0-0 che salva (almeno momentaneamente) entrambe le panchine.
Gasperini si presenta con la difesa a tre come annunciato mentre a centrocampo Nagatomo e Obi (preferito a Jonathan) operano sulle fasce e Cambiasso e Zanetti giocano al centro con Sneijder in posizione più arretrata che supporta le due punte Forlan e Miito.
Il primo tempo si è vista una buona Inter. La difesa a tre è stata più compatta (e confermiamo, il problema non era la difesa a tre) probabilmente anche grazie ad un centrocampo che ha fatto filtro e ha supportato la fase difensiva. Le uniche pecche si sono viste lì davanti dove abbiamo creato qualche occasione, ma non siamo stati letali come avremmo dovuto.
Nella ripresa Zarate, subentrato a Milito, ha sfiorato in un paio d’occasioni il gol mentre inspiegabile rimane la sostituzione di Forlan con Muntari a 10 minuti dal termine in un momento in cui la Roma era in affanno e un Pazzini (che finora non ha giocato nemmeno un minuto in campionato) sarebbe stato più prezioso considerando anche che nel finale abbiamo avuto le occasioni migliori per andare in vantaggio. Nei minuti finali c’è anche un rigore per i nerazzurri per atterramento di Sneijder da parte di Burdisso. Rigore non concesso ma che tutto sommato poteva starci.
Finisce in parità. Uno 0-0 che accontenta tutti e non accontenta nessuno. La Roma è sembrata in crescita e comunque ha margini per migliorare e diventare una buona squadra (sempre che Luis Enrique sia lasciato libero di lavorare), l’Inter è un cantiere aperto dove ancora non si è ben capito chi siamo, dove andiamo e cosa vogliamo.
Nel complesso possiamo essere soddisfatti per i miglioramenti fatti. La difesa non ha preso rischi a ripetizione e la squadra non è crollata fisicamente nel finale.
Rimane qualche perplessità sulle scelte di Gasperini. Muntari per Forlan la dice tutta. Sei in casa, contro un’avversaria che non se la passa meglio di te, dovresti osare di più. Mourinho (arridajè con i paragoni…) avrebbe fatto entrare Pazzini e spostato un difensore a fare l’attaccante e magari avrebbe pure messo Cambiasso a fare il trequartista aggiunto. Mourinho avrebbe fatto di tutto per vincerla, Gasperini invece si è accontentato del pareggio.
Ecco, questo rimane un problema ben più grave della difesa a tre. Gasperini ragiona ancora come se allenasse il Genoa o il Crotone. Non ha capito che sta allenando una grossa squadra, non ha capito che se vuole continuare a sedersi sulla panchina nerazzurra deve fare un salto di mentalità. Deve ragionare da grande squadra e non da provinciale.
La stessa determinazione che sta mettendo nel cercare di imporre il suo credo calcistico dovrebbe metterla nel capire che l’Inter in quanto Inter deve lottare sempre e solo per vincere. Non esiste proprio che a 10 minuti dal termine, peraltro in una partita che ormai hai in pugno, tiri i remi in barca e ti accontenti del pareggio.
Per il resto credo che rimaniamo ancora convalescenti, ma il paziente ha dato chiari segni di miglioramento. Stiamo acquistando sicurezza e ora ci manca il passo decisivo: la vittoria. Ci riproveremo martedì a Novara. Sperando che stavolta sia la volta buona.



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sabato 17 settembre 2011

AL BIVIO DI GASPERINI IO NON CI SARO'

Non ci sarò. Stasera mentre Gasperini si giocherà le ultime chance di restare sulla panchina nerazzurra (almeno fino alla prossima difficoltà) io non sarò sul divano, con l’adrenalina a mille a sperare che un qualsiasi tiro nerazzurro finisca nella porta della Roma, ma sarò altrove.
Ogni anno a settembre l’azienda dove lavoro organizza una festa.
E quest’anno l’hanno organizzata per il 17 settembre. In settimana facevo notare ad uno dei titolari (anche lui interista) che va bene la festa aziendale, ma c’è Inter-Roma, mica una sfida qualsiasi con Novara o Siena. E lui inizialmente mi ha risposto con un rassegnato “Eh, già, lo so”. E poi se ne uscito con un “E vabbè mica possiamo pensare sempre e solo all’Inter”. Evidentemente lui non ha mai visto “Febbre a 90°” e anche se l’avesse visto non condividerebbe nulla di quello che pensa il protagonista.
Piccola parentesi. C’è una certa elasticità nella nostra azienda. Se ti serve una mezza giornata te la puoi prendere, se arrivi in ritardo sei tollerato (salvo casi particolari). Ma se per errore, seppur lontanamente, ti sfiora una mezza idea di mancare alla festa aziendale sei un uomo finito. Fino alla successiva festa aziendale ti guardano di traverso e te lo rinfacceranno ad oltranza.
Ragion per cui stasera non ho scelta. E poiché è stata bocciata l’idea del maxischermo, mi sono rassegnato all’idea di perdermi Inter-Roma. Che poi tutto sommato vorrà dire anche perdermi 90 minuti di sofferenza. Sono combattuto. Da un lato vorrei vedere e vivere la partita (tanto difficilmente riuscirei a pensare ad altro fino alle 22 e 30) ma dall’altro, dopo le ultime deludenti prestazioni nerazzurre, non mi dispiace perdermi l’ennesimo supplizio. Anche se tra un bicchiere di vino e un gamberone arrostito il mio cuore andrà sempre all’Inter, nella speranza che qualche anima di buona volontà mi terrà informato sull’evolversi della gara.
Esaurito l’argomento personale, veniamo a quello tecnico. Gasperini pare intenzionato a riproporre la difesa a tre (scelta esatta, se deve andare al patibolo è giusto che vada con le sue idee) mentre davanti Sneijder giocherà dietro le due punte Milito e Forlan. A centrocampo il quartetto dovrebbe essere composto da Jonathan e Nagatomo sugli esterni e Zanetti e Cambiasso centrali, vista l‘assenza di Stankovic.
In settimana abbiamo visto che il modulo non era la panacea di tutti i mali. E a questo punto più del modulo conterà la testa. Se metteremo in campo la grinta della grande squadra e giocheremo con la convinzione nei nostri mezzi, possiamo uscire dal tunnel dentro la quale ci siamo infilati.
Dall’altra parte troveremo una Roma che non sta messa meglio. Anche Luis Enrique è sulla graticola, anche se in caso di sconfitta lo spagnolo rischia un po’ meno l’esonero. I giallorossi sono un cantiere aperto e nella Capitale un’altra sconfitta potrebbe essere accolta in modo meno drammatico.
Servono i tre punti. Non conta nient’altro stasera, solo e soltanto la vittoria. Tutto il resto passa in secondo piano. Dobbiamo vincere, vincere, vincere.
Non si può sempre perdere per cui giochiamoci” canta Ligabue. Non si può sempre perdere, crediamoci. E andiamo a prenderci i primi tre punti stagionali. FORZA INTER !!!

Nota a margine per chi non conosce “Febbre a 90°”. Il protagonista è un tifoso sfegatato dell’Arsenal e non perde nessuna partita in casa della sua squadra a tal punto che i parenti sono costretti ad organizzare pranzi, matrimoni e altre feste tenendo in considerazione il calendario dell’Arsenal.


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AVVISO

Questo è un BLOG NERAZZURRO pertanto rivolto soprattutto ai tifosi dell’Inter. Mi piacerebbe però che diventasse UN BLOG PER TUTTI. Dove gli interisti si sentano a casa ma dove tutti gli altri non si sentano estranei. Un blog rivolto a tutti gli appassionati di calcio non solo a quelli con cui condivido l’amore per i colori nerazzurri. Pertanto tutti i tifosi sono ben accetti a patto che mantengano un comportamento sportivo e civile. Potete scherzare, prendere in giro, fare sfottò purché non si superino i limiti dell’educazione e del rispetto. Questo vale per tutti, interisti e non. Grazie!!!