GLI ULTIMI 10 ARTICOLI

lunedì 31 dicembre 2012

BUON 2013 A TUTTI !!!

DE RERUM CALCIORUM
Augura a tutti voi
UN 2013 
RICCO DI GIOIE ED EMOZIONI SPORTIVE

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2012, BREVE VIAGGIO IN UN ANNO DI CALCIO

Per ripercorrere il 2012 calcistico dovremmo partire da ciò che succede fuori dal rettangolo di gioco con la vicenda calcio scommesse che si arricchisce sempre più di particolari, di nomi, di sentenze alla “tarallucci e vino”, di squalifiche farsa (vero, Conte?).
Ma vogliamo attenerci al 2012 del campo mettendo da parte ciò che succede fuori dal rettangolo di gioco. Questo anno solare è sicuramente l’anno della Juventus che vince il suo 28esimo scudetto e ipoteca il 29esimo vincendo con ampio margine il titolo di campione d’inverno. E’ una squadra solida e grintosa quella bianconera che però può contare sulla totale assenza di rivali visto che né l’Inter (che dopo aver interrotto la striscia d’imbattibilità dei bianconeri dopo 49 gare si è seduta sugli allori), né il Napoli, né Fiorentina e Lazio hanno dimostrato di poter competere con la squadra di Antonio Conte.
In questo 2012 c’è gloria anche per il Napoli che vince la Coppa Italia battendo in finale proprio la Juventus. I bianconeri si vendicheranno due mesi dopo a Pechino vincendo la Supercoppa Italiana ai danni dei partenopei (con l’arbitro assoluto protagonista).

domenica 30 dicembre 2012

L'INTERLOCUTORIO 2012 NERAZZURRO

Se dovessimo definire questo 2012 nerazzurro direi che l’aggettivo giusto sarebbe “interlocutorio”.
Julio Cesar, Lucio, Maicon. Tre pezzi del Triplete hanno fatto le valigie.
E’ stato, infatti, un anno che ha portato degli importanti cambiamenti i cui frutti, si spera, vedremo solo fra qualche tempo. Finalmente si è iniziato a voltar pagina. Sono andati via altri pezzi del Triplete. Thiago Motta ad inizio anno è stato ceduto al Psg di Ancelotti mentre in estate hanno fatto le valigie Julio Cesar, Lucio e Maicon. Visto il rendimento dei tre brasiliani direi che la scelta è stata azzeccata (Lucio dopo sei mesi, praticamente nulli, di Juventus è tornato in Brasile, Julio Cesar fa il portiere di riserva al Qpr mentre Maicon al City non sta offrendo prestazioni memorabili).
I sostituti non stanno facendo rimpiangere chi è andato via. Handanovic, Juan Jesus e Guarin se la stanno cavando alla grande. Non abbiamo trovato un degno sostenuto di Maicon ma il Colosso non è certo un elemento di facile sostituzione.
Ma il cambiamento più importante l’Inter lo ha fatto in panchina dove a fine marzo un giovane, inesperto e semi-sconosciuto Andrea Stramaccioni ha preso il posto di Ranieri. L’ex allenatore della Primavera nerazzurra doveva fungere da traghettatore ma ha conquistato tutti guadagnandosi la riconferma.

sabato 29 dicembre 2012

LA DITTATURA DEI DINOSAURI CONTINUERA' AD OLTRANZA

Dalla santa alleanza fra Dinosauri è scaturita la conferma che, per altri 4 anni, il calcio italiano sarà condannato all'immobilismo e verrà guidato dallo stesso, immarcescibile gruppo dirigente.
Il primo pilastro si chiama Carlo Tavecchio, appena confermato alla presidenza della Lega Nazionale Dilettanti, carica che ricopre dalla fine del XX secolo (era il 1999, quando lo elessero per la prima volta).
Il secondo pilastro si chiama Mario Macalli, appena confermato alla presidenza della Lega Pro, carica che ricopre da ancor prima della fine del XX secolo (era il 1997 quando lo elessero per la prima volta).

L'uno e l'altro hanno comunicato a Giancarlo Abete che sosterranno la sua candidatura per un nuovo mandato alla presidenza della Federcalcio (le elezioni si terranno il 14 gennaio a Roma). Ieri è arrivato anche il pronunciamento ufficiale della Lega di serie B: appoggerà Abete. Manca solo la serie A, che l'11 gennaio tenterà di eleggere il successore di Beretta e il cerchio sarà chiuso perché, nel frattempo, sia l'Associazione Calciatori sia quella degli Allenatori voteranno per lo stesso candidato unico.

venerdì 28 dicembre 2012

DUE TURNI A RANOCCHIA!!! (Tu chiamala se vuoi persecuzione...)

"Squalifica per due giornate effettive di gara ed ammenda di 10mila euro a Ranocchia Andrea (Internazionale): per avere, al termine della gara, contestato l'operato arbitrale rivolgendo al Quarto Ufficiale un'espressione provocatoria; per comportamento scorretto nei confronti di un avversario; già diffidato (Quarta sanzione)".
Dunque dopo Cassano e Guarin anche Ranocchia viene squalificato per motivazioni che non hanno nulla a che vedere col campo.
Se non è persecuzione poco ci manca. E sinceramente l’atteggiamento del Giudice Sportivo sta assumendo i contorni del tragicomico. Che non abbia simpatie nerazzurre si era già capito da tempo, che applicasse due pesi e due misure a secondo dei giocatori e delle società coinvolte era evidente a tutti ma a tutto c’è un limite. E tre squalificati in 30-40 giorni dimostrano che la misura è colma.
Dopo le frasi irriguardose di Cassano (andiamo sulla fiducia perché nessuno le ha sentite, né visto l’atteggiamento di Fantantonio) e lo sguardo fulmina-guardalinee di Guarin prontamente segnalato dall’arbitro addizionale, ora ecco le frasi polemiche di Ranocchia punite con precisione direi chirurgica.

giovedì 27 dicembre 2012

IO NON C'ERO... (una giornata ad Appiano tra blogger nerazzurri)

Lo scorso 19 dicembre è stata una giornata speciale per alcuni blogger che come me hanno l’Inter nel cuore. Per la prima volta, infatti, l’Inter ha dato peso e importanza al mondo del web organizzando un incontro informale che ha compreso rappresentanti di FabbricaInter, BausciaCafè, Settore435fila3posto25, Ilrumoredeinemici, DopolavoroInter, compuesta y sin novio, FcInternews, FcInter1908, Interistapersempre, BellideRoma, Interfans, PassioneInter, SpazioInter e CanaleInter. A fare gli onori di casa i rappresentanti del settore comunicazione del club Edoardo Caldara e Luigi Crippa (che spesso viene nominato da Cristian Recalcati nelle sue telecronache su Mediaset Premium) e Roberto Monzani (che su Inter Channel conduce una trasmissione rivolta all’universo nerazzurro sul web). E tra una chiacchierata con Andrea Stramaccioni, Piero Ausilio e Ivan Cordoba e un saluto di capitan Zanetti e Juan Jesus ne è uscita fuori una giornata particolare che sicuramente ha riempito di gioia ed entusiasmo chi ha avuto la fortuna di essere invitato (se andate sui loro siti troverete le loro riflessioni e le loro sensazioni).

lunedì 24 dicembre 2012

BUON NATALE A TUTTI !!!

A chi vive di calcio 365 giorni l’anno…
A chi davanti un bel gol riesce sempre ad emozionarsi…
A chi ama il calcio, quello vero, quello semplice…
A chi ha una squadra nel cuore fin da bambino…
A chi sogna di vincere un trofeo…
A chi davanti una sconfitta non si abbatte mai…
A chi urla sempre quando la propria squadra segna…
A chi non ricorda più come ha iniziato a tifare…
A chi scrive di calcio tutti i giorni…
A chi scrive di calcio per passione e non per lavoro…
A chi “quella volta” c’era…
A tutti voi…
DE RERUM CALCIORUM
Augura
UN FELICE E SERENO NATALE !!!

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domenica 23 dicembre 2012

CARI AMICI DEL BLOG, VI AUGURO BUON NATALE !!!

E dopo aver analizzato l’ultima partita del 2012 dell’Inter è giunto il momento di fermarmi qualche giorno per le feste di Natale. Gli altri anni a questo punto faccio una cosa che mi piace molto: ringraziare gli amici del blog. Anche quest’anno non voglio sottrarmi a questo rituale sebbene diventa sempre più difficile ringraziare tutti-ma-proprio-tutti e voglio anticipatamente scusarmi con qualcuno che inevitabilmente dimenticherò (cavolo, siete, anzi siamo, tantissimi).
In realtà, e qui apro una parentesi, dovrei scusarmi con tutti perché non sempre sono attivo e presente, sia quando si tratta dei miei articoli sia soprattutto quando si tratta di dare la propria opinione nei siti altrui. Lo so, sotto questo punto di vista non sono bravissimo nel fare il blogger ma il tempo non è mai abbastanza e spero che mi perdonerete per questa mia mancanza (è Natale, sono sicuro che mi perdonerete).

UN CAMPANELLO D'ALLARME CHE SERVIRA' PER IL NUOVO ANNO

Stramaccioni (e ad esser sinceri non solo lui…) sperava di chiudere l’anno con una vittoria. Tre punticini che ci avrebbero permesso di non perdere ulteriori punti dalla vetta e di chiudere l’anno al secondo posto.

E invece chiudiamo l’anno con un pareggio, un brutto pareggio. Ma non è il risultato in sé che preoccupa quanto la prestazione della squadra nel suo complesso. Perché a mio avviso la squadra non ha mai dato la sensazione di poter e di voler vincere la partita. E non basta il forcing finale, il gol del pareggio e l’occasione divorata da Livaja a poter cambiare il giudizio della prestazione. Per dire con la Lazio abbiamo regalato un tempo ma nella ripresa abbiamo dimostrato di poterla anche vincere. Ieri pomeriggio no. Era una partita avviata verso uno scialba 0-0 che Immobile ha un po’ risvegliato dal torpore rendendola interessante nel quarto d’ora finale ma non è certo questa l’Inter che vogliamo.


Una decina di giorni fa la nostra classifica non era messa male. Anzi, direi che secondi a quattro punti dalla vetta era una situazione molto buona. In due partite siamo riusciti a raddoppiare il nostro svantaggio, a crollare addirittura a -9 e a farci superare dalla Lazio e agganciarci dalla Fiorentina (e meno male che il Napoli in settimana ha avuto due punti di penalità altrimenti ci avrebbero superato anche i partenopei).

sabato 22 dicembre 2012

SALVAGENTE CAMBIASSO PER UN'INTER IMMOBILE

Serie A 2012-2013 – 18^ Giornata
INTER - GENOA 1 - 1
77’ Immobile – 85’ CAMBIASSO

INTER (4-3-3): Handanovic; Zanetti, Ranocchia, Samuel, Juan Jesus (dal 1’ s.t. Chivu); Gargano (dal 33’ s.t. Livaja), Cambiasso, Alvarez (dal 31’ p.t. Pereira); Cassano, Milito, Palacio.
A disposizione: Belec, Di Gennaro, Silvestre, Jonathan, Mariga, Benassi, Bessa.
All. Stramaccioni
GENOA (4-5-1): Frey; Sampirisi, Canini, Granqvist, Antonelli; Rossi (dal 27’ s.t. Piscitella), Kucka, Tozser, Bertolacci (dal 24’ s.t. Anselmo, dal 45’st. Kranjnic), Vargas; Immobile.
A disposizione: Tzorvas, Melazzi, Marchiori, Said, Hallenius.
All. Delneri.
ARBITRO: Gervasoni (Mantova).

L’ultima partita dell’Inter del 2012 finisce con uno scialbo pareggio che la dice lunga sulle reali possibilità dell’Inter di poter competere per un posto Champions (e c’è gente che sperava nello scudetto…).
Stramaccioni deve fare a meno di Guarin (fatto fuori dal giudice sportivo perché il più in forma dei nerazzurri) e di Nagatomo e addotta un 4-2-3-1 con Zanetti e Juan Jesus esterni difensivi, Ranocchia e Samuel centrali, Gargano e Cambiasso in mezzo al campo e Alvarez, Palacio e Cassano a supporto dell’unica punta Milito.
I nerazzurri, come immaginato, partono forte intenzionati a trovare subito il gol del vantaggio ma la manovra è troppa confusionaria e là davanti Cassano è l’unico che cerca di fare qualcosina sebbene azzecchi ben pochi suggerimenti. A metà primo tempo l’Inter sostituisce l’infortunato Alvarez con Pereira ma cambia poco. Si va quindi all’intervallo sul risultato di parità.

venerdì 21 dicembre 2012

Palla al Centro. UN WEEKEND CHE E' LA FINE DEL MONDO

PALLA AL CENTRO Discussioni e commenti aspettando il fischio d’inizio
Ultimo turno per questo 2012 (Inghilterra e Serie B esclusa) con un Roma-Milan che promette spettacolo.
Tutti i risultati in TEMPO REALE 
SERIE A – 18^ Giornata
Venerdì 21 dicembre ore 18
PESCARA-CATANIA 
Venerdì 21 dicembre ore 20.45
CAGLIARI-JUVENTUS 
Sabato 22 dicembre ore 12.30
INTER-GENOA 
Sabato 22 dicembre  ore 15
ATALANTA-UDINESE
BOLOGNA-PARMA
PALERMO-FIORENTINA

giovedì 20 dicembre 2012

INTER, NAPOLI, LAZIO: IL SORTEGGIO VI SORRIDE (ora non sprecare tutto...)

Poteva andare decisamente peggio per Inter, Napoli e Lazio. Poteva capitare il Chelsea, il Liverpool o l’Atletico Madrid e invece i nerazzurri pescano i rumeni del Cluj, ai partenopei capitano i cechi del Viktoria Plzen e i biancocelesti dovranno vedersela con i tedeschi del Borussia Moenchengladbach.
Andiamo con ordine. Il sorteggio è sicuramente andato bene all’Inter. I rumeni del Cluj non sono un avversario difficile. Non sono da sottovalutare perché sono retrocessi dalla Champions League ma sempre meglio del Liverpool o del Chelsea dell’ex Benitez. Ai nerazzurri è andata male invece nell’ipotetico ottavo dove potrebbe trovare il Tottenham o il Lione. Se non fosse per l’innata capacità dell’Inter di complicarsi la vita direi che la doppia sfida con i rumeni è di quelli da affrontare ad occhi chiusi.
E’ andata bene anche al Napoli che ha evitato tutte le insidie già elencate sopra per l’Inter pescando il Viktoria Plzen. Anche qui un avversario da prendere con le molle perché i cechi sono arrivati primi nel proprio girone precedendo i campioni in carica dell’Atletico Madrid.

JUVENTUS, CHE FORTUNA !!! AGLI OTTAVI PESCA IL CELTIC

La mia sensazione è che la fortuna sorriderà agli uomini di Conte “regalandogli il Galatasaray o il Celtic.” Così scrivevo un paio di settimane riguardo i probabili sorteggi di Champions League. E mai pronostico fu più azzeccato. L’urna di Nyon si veste di dea bendata per la Juventus che pesca l’avversaria più abbordabile: quel Celtic che rappresenta poco più che una formalità per i bianconeri che hanno già un piede nei quarti.
Non che ci fossero avversarie granché temibili (Real Madrid escluso) ma la fortuna sorride alla Juventus facendogli pescare l’avversario più facile. Nonostante le solite frasi di circostanza della dirigenza bianconera mi sembra evidente che non potesse esserci sorteggio più fortunato e che da quelle parti si stanno sfregando le mani per il colpaccio messo a segno.
Per la legge del contrappasso, tanta fortuna per la Juventus si contrappone alla tanta sfortuna per il Milan che pesca ancora una volta il Barcellona, già affrontato nella scorsa stagione prima nella fase a gironi e poi ai quarti.

mercoledì 19 dicembre 2012

I NUOVI SCHIAVI DEL CALCIO

Anche una volta ritorno su un argomento che mi sta molto a cuore. Stavolta ne ho discusso con Fabrizio Ponciroli, direttore del mensile “Calcio 2000”, nel numero 181 della rivista che troverete in edicola.
Carissimo Direttore,
dietro i lustrini e le paillettes del grande calcio spesso si nascondono situazioni tutt’altro che piacevoli. Uno di questi è sicuramente quello che qualcuno ha definito “i nuovi schiavi del calcio”, ovvero ragazzini (quasi sempre dell’Africa) a cui procuratori (o forse dovremmo definirli pseudo-procuratori) prospettano un futuro roseo in Europa fatto di provini e ingaggi con grandi squadre, ma che una volta arrivati nel nostro continente, se non superano il provino, vengono abbandonati a se stessi, senza soldi, senza punti di riferimento e senza alcuna prospettiva.

martedì 18 dicembre 2012

CICLONE GUARIN, VERONA BATTUTO

COPPA ITALIA 2012-2013 – Ottavi di Finale
INTER - VERONA 2 - 0
50’ CASSANO – 54’ GUARIN

Inter (3-4-1-2): Castellazzi; Silvestre, Chivu, Juan Jesus (dal 10’ s.t. Zanetti); Jonathan, Mariga (dal 1’ s.t. Guarin), Duncan, Nagatomo; Alvarez, Palacio, Cassano (dal 30’ s.t. Pereira).
A disp.: Belec, Di Gennaro, Ranocchia, Benassi, M'Baye, Gargano, Bessa, Livaja, Milito. All.: Stramaccioni
Verona (4-3-3): Rafael; Abbate, Moras, Maietta, Albertazzi (dal 36’ s.t. Cocco); Jorginho, Bacinovic, Hallfredsson; Gomez (dal 1’ s.t. Carrozza), Cacia, Grossi (dal 9’ s.t. Bojinov).
A disp.: Berardi, Andrade, Houston, Ceccarelli, Crespo, Owusu, Calvetti. All.: Mandorlini
Arbitro: Rocchi di Firenze

L’Inter di Stramaccioni esordisce in Coppa Italia con una vittoria contro il Verona e approda ai quarti dove troverà la vincente di Napoli-Bologna.
Massiccio il turnover attuato da Stramaccioni che si presenta con Castellazzi in porta, Chivu (al rientro dopo 4 mesi), Silvestre e Juan Jesus in difesa, Joanthan e Nagatomo esterni di centrocampo con Duncan e Mariga, entrambi all’esordio da titolari, in mezzo e Alvarez che supporta le due punte Cassano e Palacio.
Mandorlini (ex giocatore nerazzurro dal 1984 al 1991 e grande tifoso interista) presenta invece un Verona al gran completo. A dirigere l’incontro quel Gianluca Rocchi che non evoca ricordi piacevoli al popolo nerazzurro (“quel” famoso derby e Inter-Napoli dello scorso anno su tutti).
La prima mezzora è di chiara marca gialloblu con i veronesi che giocano meglio. Ma l’Inter ha i giocatori di qualità per fare la differenza e i tre davanti quando dialogano portano scompiglio in area avversaria.

lunedì 17 dicembre 2012

GUARIN, UNA SQUALIFICA CHE SA DI "INTIMIDAZIONE"

Dopo il danno, la beffa. Non bastava aver fermato una chiara occasione da rete senza motivo valido, non bastava non aver visto un rigore su Ranocchia grande quanto un palazzo, non bastava averci danneggiato per la quinta delle ultime sette gare. No, non bastava. Oggi è arrivata pure la beffa. Il giudice sportivo Tosel ha squalificato Fredy Guarin per una giornata e lo ha condannato a pagare 5mila euro di multa con questa motivazione: "Per avere, al termine della gara, sul terreno di giuoco, assunto un atteggiamento aggressivo ed intimidatorio nei confronti di un Assistente, venendo quindi trattenuto e allontanato da un dirigente della propria Società; infrazione rilevata da un Arbitro Addizionale".

Vado a memoria, mi pare di ricordare che non sia la prima volta che un giocatore abbia “un atteggiamento aggressivo ed intimidatorio” nei confronti di arbitro o guardalinee eppure non mi sembra che in altri contesti il giocatore in questione sia stato squalificato. Ah, già. Finora non c’erano gli “arbitri addizionali”.

domenica 16 dicembre 2012

IL PRESAGIO DI MOU E UNA SCONFITTA (immeritata) CHE BRUCIA

Brucia. La sconfitta di ieri sera brucia. Brucia perché l’Inter ha disputato una buona gara, brucia perché non meritavamo di perdere, brucia perché gli episodi ci hanno punito, ma soprattutto brucia perché ancora una volta l’arbitro ha pesantemente condizionato la gara.
Gli episodi incriminati li abbiamo già elencati ieri sera, rigore netto su Ranocchia e azione di contropiede fermata per un fallo che ha visto solo Mazzoleni.
Episodi che magari nel contesto di una partita potrebbero anche starci perché a velocità normale quello di Milito su Biava poteva sembrare fallo e perché il rigore su Ranocchia potrebbe non averlo visto (gli arbitri di porta servono solo per annullare gol validi segnati contro la Juventus).
Ma, casualmente, cinque delle ultime sette gare sono state caratterizzate da episodi a nostro sfavore e altrettanto casualmente la striscia negativa è iniziata in quel di Torino. Vuoi vedere che la vittoria allo Juventus Stadium abbia scatenato questa reazione?
Un tizio portoghese (sì, sempre lo stesso tizio di cui parlavo l’altra volta) qualche anno fa ci disse "State attenti vi faranno pagare tutto". Lui si riferiva ad altre situazioni e ad altri contesti ma a rileggerla oggi quella frase suona tristemente familiare.

MONDIALE PER CLUB, E' TRIONFO CORINTHIANS

MONDIALE PER CLUB 2012
CORINTHIANS-CHELSEA 1-0
69’ Guerrero
CORINTHIANS (4-2-3-1): Cassio; Alessandro, Chicao, Paulo Andre, Fabio Santos; Paulinho, Ralf; Henrique, Emerson (dal 45' s.t. Wallace), Danilo; Guerrero (dal 41' s.t. Martinez). (Julio Cesar, Polga, Arao, Edenilson, D. Fernandes, Douglas, G. Andrade, Felipe, Giovanni, Romarinho): All. Tite.
CHELSEA (4-2-3-1): Cech; Ivanovic (dal 37' s.t. Azpilicueta), Luiz, Cahill, Cole; Ramires, Lampard; Moses (dal 27' s.t. Oscar), Mata, Hazard (dal 41' s.t. Marin); Torres. (Turnbull, Hilario, Ferreira, Bertrand, Ramires, Mikel, Piazon, Sturridge, Saville). All. Benitez.
ARBITRO: Cakir (Tur) (Duran-Ongun (Tur)-Faghani (Ira).

Il Mondiale per Club parla sudamericano con il Corinthians che si laurea campione del mondo piegando un Chelsea deludente, scomparso col passare dei minuti e dopo un primo tempo in cui aveva dato la sensazione di poter risolvere il match. Nel secondo tempo invece sono i brasiliani a fare la partita mettendo in campo non solo le qualità tecniche ma anche tanta fisicità (quella che è mancata agli uomini di Benitez) e trovando al 69esimo il gol che regala la vittoria ai Timao. Discesa di Paulinho, palla a Danilo che calcia, deviazione di Cahill con la palla che si impenna. Guerrero da un metro dalla porta di testa insacca con tre giocatori del Chelsea schierati vanamente sulla linea.
E così, dopo 5 campioni europei, torna in cima al mondo una squadra sudamericana (2006 Internacional sul Barcellona). Il Corinthians aveva vinto nel 2000 la prima edizione (sperimentale) del Mondiale per Club che si disputò assieme alla Coppa Intercontinentale. Ma stavolta è tutta un'altra cosa.

sabato 15 dicembre 2012

I PALI (e l'arbitro) FRENANO L'INTER, KLOSE LA PUNISCE

Serie A 2012-2013 – 17^ Giornata
LAZIO - INTER 1 - 0
82’ Klose

LAZIO (4-5-1) Marchetti; Konko, Biava, Ciani, Radu; Mauri, Gonzales, Ledesma, Hernanes (dal 42' s.t. Dias), Lulic (dal 19' s.t. Candreva); Klose (dal 40' s.t. Floccari).
A disp.: Bizzarri, Carrizo, Scaloni, Diakite, Cana, Brocchi, Onazi, Rozzi.
All. Petkovic.
INTER (4-3-1-2): Handanovic; Nagatomo, Ranocchia, Samuel, Pereira (dal 41' s.t. Coutinho); Gargano, Zanetti, Cambiasso (dal 15' s.t. Palacio); Guarin; Milito, Cassano.
A disp.: Castellazzi, Belec, Juan Jesus, Silvestre, Mbaye, Pasa, Benassi, Duncan, Jonathan, Mariga.
All. Stramaccioni.
ARBITRO: Mazzoleni, assistenti Di Liberatore, Giordano; quarto uomo Musolino; assistenti di porta Banti, Damato.

L’Inter esce sconfitta dall’Olimpico dopo una partita non eccezionale dove i pali e l’arbitro hanno giocato un ruolo fondamentale.
Stramaccioni cambia per l’ennesima volta presentandosi con un 4-3-1-2 che prevede Nagatomo, Samuel, Ranocchia e Pereira in difesa, Cambiasso, Zanetti e Gargano in mezzo e Guarin dietro le due punte Cassano e Milito.
Primo tempo abbastanza brutto e privo di emozioni. La Lazio fa molto possesso palla ma crea pochissimi pericoli alla porta di Handanovic anche grazie ad un Ranocchia insuperabile. L’Inter invece non si affaccia mai dalle parti di Marchetti. L’unico brivido si ha al 42esimo quando Klose lanciato a rete cade in area. Le immagini però non chiariscono se ci sia o meno il contatto con Pereira. Rimane pertanto il dubbio se fosse rigore oppure no.

VERSO UN ALTRO LAZIO-INTER CERCANDO ALTRI TRE PUNTI

Dovevo esserci anche io. Stasera all’Olimpico per Lazio-Inter dovevo esserci anche io. L’idea però è nata e morta quasi subito. Il tempo di perdere a Parma giocando una partita pessima. Dopo la sconfitta in terra emiliana infatti eravamo abbastanza delusi e abbiamo preferito desistere dall’idea di andare nella Capitale. A distanza di poco meno di tre settimane ammetto di essermi pentito della scelta e non mi sarebbe dispiaciuto essere stasera all’Olimpico.
Due Lazio-Inter, così diversi, così memorabili.
Con o senza Entius, l’Inter stasera all’Olimpico affronta la Lazio in quello che è una sfida per un posto Champions. A Roma non abbiamo mai avuto vita facile e, temo, che anche stasera potrà essere così.

Dici Lazio-Inter e il primo pensiero è per quel 5 maggio 2002 quando l’Inter perse uno scudetto che poteva essere suo. Il bilancio delle sfide contro i biancocelesti successivo a quell’infausto pomeriggio è di sostanziale equilibrio con 3 vittorie per parte e 4 pareggi. E tra le sfide da ricordare c’è anche quel 2-0 con cui battemmo i laziali nel maggio 2010 quando i tifosi biancocelesti erano sfacciatamente dalla nostra parte e dopo il gol dell’1-0 esposero uno striscione inequivocabilmente rivolto agli odiati cugini romanisti: “oh, nooooo”.

venerdì 14 dicembre 2012

Palla al Centro. CHE WEEKEND TRA SFIDE AL VERTICE E IL MONDIALE PER CLUB

PALLA AL CENTRODiscussioni e commenti aspettando il fischio d’inizio
Weekend molto intenso che si apre sabato con i derby di Londra e Istanbul. In serata la sfida al vertice in Italia Lazio-Inter. E domenica sfide al vertice in Spagna e Francia e soprattutto la finale del Mondiale per Club tra Chelsea e Corinthians.
Tutti i risultati in TEMPO REALE 
SERIE A – 17^ Giornata
Sabato 15 Dicembre ore 18
UDINESE-PALERMO
Sabato 15 Dicembre ore 20.45
LAZIO-INTER
Domenica 16 Dicembre ore 12.30
FIORENTINA-SIENA

giovedì 13 dicembre 2012

MESSI, RECORD IN DUBBIO. CHITALU SEGNO' PIU' DI LUI (?)

L’ennesimo record di Lionel Messi rischia di saltare. Il fuoriclasse argentino ha finora segnato 88 reti nell’anno solare 2012 superando il precedente record che era di Gerd Muller che nel 1972 si fermò a 85.
A mettere in dubbio il primato della 'Pulce argentina' è il fatto che, secondo alcuni, la paternità del record di gol segnati in un anno apparterrebbe a Godfrey Chitalu, calciatore dello Zambia nato nel 1947 e deceduto tragicamente nel disastro aereo della Nazionale del suo paese (quando lui era il selezionatore) nel 1993.
Godfrey Chitalu, che un telecronista del suo paese per la sua carica lo aveva soprannominato “Ucar”, proprio come le batterie dell'Union Carbide che facevano camminare le auto in quello scorcio d'Africa, non è un nome che è rimasto nella memoria dei più, ma per lo Zambia è una leggenda: classe '47, ha dominato il calcio africano per almeno un decennio a cavallo tra gli anni '70 e '80, segnando gol a valanga.
Dopo essere letteralmente esploso nel Litwe United, dove era riuscito a realizzare 81 reti nel 1968, Chitalu è poi passato ai Kawbe Warriors, facendo letteralmente sfracelli.

mercoledì 12 dicembre 2012

12-12-12. IL DIFFICILE MESTIERE DEL PORTIERE DI RISERVA

12-12-12. Qualcuno sostiene che debba essere una data poco felice, altri sostengono che secondo i Maya questa data è il preludio a quello che succederà fra 9 giorni. Insomma, a quanto pare questa data non dovrebbe portare bene.
E a pensarci bene anche nel calcio il 12 è un numero che nel suo piccolo è poco fortunato. Tranne qualche eccezione, il 12 è il numero del portiere di riserva. Gran brutto mestiere quello del portiere di riserva. Se ne sta comodamente seduto in panchina e aspetta che il titolare abbia un raffreddore, una squalifica, un mal di testa, un’unghia incarnita per poter entrare in campo. Sta lì e aspetta. Aspetta che succeda qualcosa ma non è detto che qualcosa succeda. E allora sta seduto per giorni, mesi, anni, come in un limbo.
C’è la chioccia. Il portiere avanti con gli anni, quello che ha già dato e che spende gli ultimi anni di carriera a guardare la partita dalla panchina aspettando che arrivi il suo momento. O il momento di appendere i guantoni al chiodo.
C’è il giovane. Il ragazzo che è ancora agli inizi e sa che verrà il suo momento e quando arriverà cercherà di darsi da fare per dimostrare le sue doti. Se è in gamba riuscirà a strappare una maglia da titolare. In caso contrario l’anno dopo c’è la speranza di cambiare squadra e diventare titolare. O fare da riserva ad un altro portiere.

CARO AVVOCATO LE SCRIVO... (Peppino Prisco, undici anni dopo)

 Caro avvocato Prisco,
sono undici anni che lei ci ha abbandonato eppure il suo ricordo è sempre vivo nei nostri cuori. Proprio ieri sera pensavo a quel mercoledì di metà dicembre in cui lei ci abbandonò. Pensavo a quel periodo della mia vita, a cosa stavo facendo, quali erano i miei sogni, cosa immaginavo che ci fosse stato domani. Sono passati undici anni. E’ una vita fa, eppure sembra ieri. Forse perché non abbiamo mai smesso di amarla e volerle bene, non abbiamo mai smesso di averla nei nostri pensieri, di ricordarla nei nostri discorsi, di portarla nei nostri cuori.

Lo so, le persone passano mentre quei colori nerazzurri no. Lei stesso una volta disse ad un giornalista “Qualcuno, qualche suo collega mi ha detto: ‘Lei ha servito cinque presidenti dell’Inter’. Non è esatto, io ho cercato di servire sempre e solo l’Inter.” Noi tifosi dovremmo legarci a quei colori nerazzurri prima che alle persone. Ma questo discorso vale per i giocatori, per gli allenatori, ma non per le persone speciali come lei (e anche come Giacinto). Per quanto vogliamo evitare, lei è sempre nei nostri pensieri e non riusciamo mai a non domandarci cosa direbbe o farebbe lei in certe situazioni.

martedì 11 dicembre 2012

IL RITORNO DI CONTE PIEGA AD ANGOLO RETTO I MEDIA

Finalmente domenica scorsa è finita quella farsa tipicamente italiana chiamata “squalifica di Antonio Conte” di cui si è parlato per mesi interi come se fosse qualcosa di concreto e che invece aveva la consistenza della profezia dei Maya.
Evito di ritornare sull’eterna questione se Conte fosse o non fosse colpevole perché mi sembra che ne abbiamo già parlato abbastanza. Sorvoliamo sul fatto che la squalifica sia stata ridotta perché anche qui è già stato detto abbastanza. Chiudiamo un occhio sul fatto che tutto era tranne una squalifica visto che il signor Conte allenava regolarmente la squadra durante la settimana e seguiva i suoi ragazzi in tutti gli stadi d’Italia. Mi pare abbastanza riduttivo definire squalifica il fatto che invece di sedersi in panchina si accomodava in un box.
Ma la questione è un’altra. Dopo sei mesi Antonio Conte torna in panchina ed è normale che un tifoso juventino si esalti, che i “Bentornati Mister” non si contino più, che da più parti sia un’inneggiare a quello che ieri era il proprio capitano e oggi è il proprio condottiero. In tutta sincerità credo che anche io avrei avuto lo stesso atteggiamento. E avrei parlato del mio allenatore come di una vittima di un’ingiustizia che torna al suo posto. In fondo essere tifoso è anche questo.

lunedì 10 dicembre 2012

ANCORA UNA VOLTA GRANDE CON LE GRANDI (ma non siamo noi l'antijuve...)

Fiorentina, Milan, Juventus, Napoli. Quattro scontri diretti su quattro portati a casa sono un bottino niente male. E’ vero non abbiamo fatto l’en plein perché contro la Roma abbiamo perso ma quella era un’altra Inter (eravamo solo alla seconda giornata). Il nostro ruolino di marcia con le dirette concorrenti è di tutto rispetto. Peccato che non sia altrettanto impeccabile il nostro ruolino di marcia con le medie piccole. Per dire, con Siena, Atalanta, Cagliari e Parma abbiamo fatto solo un punto (ah, se ne avessimo fatto qualcuno in più…).

Comunque (e questo mi consola e non poco) nonostante i punti persi, nonostante la fase di appannamento post-Juventus, nonostante la sensazione di aver perso la bussola, siamo ancora lì, secondi a quattro punti dalla vetta. Come faceva notare qualcuno, ci metteremmo la firma per arrivare a primavera in questa posizione e con questo distacco dalla vetta.
L’Inter vista ieri sera a qualcuno non è piaciuta, molti hanno criticato l’atteggiamento difensivo del secondo tempo. Io invece credo che abbiamo fatto una buona gara. Abbiamo disputato un primo tempo molto positivo, nel secondo tempo abbiamo sofferto parecchio il gioco del Napoli (c’è sempre un avversario da fronteggiare, non dimentichiamolo) ma l’obiettivo era di portare a casa il risultato e l’abbiamo raggiunto.

domenica 9 dicembre 2012

INTER, DUE BABA' PER RIPRENDERSI IL SECONDO POSTO (nonostante Rizzoli)

 Serie A 2012-2013 – 16^ Giornata
INTER - NAPOLI 2 - 1
8’ GUARIN - 39’ MILITO – 54’ Cavani

INTER (3-4-1-2): Handanovic; Ranocchia, Cambiasso, Juan Jesus; Nagatomo, Zanetti, Gargano, Guarin, Pereira; Cassano (dal 14’ s.t. Palacio), Milito (dal 29’ s.t. Coutinho).
A disp.: Castellazzi, Belec, Pasa, Mbaye, Silvestre, Mariga, Benassi, Romanò, Duncan, Livaja.
All. Stramaccioni
NAPOLI (3-4-1-2): De Sanctis; Gamberini (dal 1’ s.t Pandev), Cannavaro, Britos; Maggio, Behrami, Inler (dal 13’ s.t. Dzemaili), Zuniga; Hamsik (dal 39’ s.t. Mesto); Insigne, Cavani.
A disp.: Rosati, Colombo, Grava, Campagnaro, Fernandez, Aronica, Donadel, Dossena, Vargas.
All. Mazzarri
ARBITRO: Rizzoli (Bologna).

L’Inter sfodera una prestazione da grande squadra e porta a casa il risultato (nonostante un Rizzoli fuori forma) candidandosi come l’antagonista della Juventus.
Stramaccioni ama stupire e lo fa anche stavolta proponendo Guarin trequartista dietro Milito e Cassano con Zanetti e Gargano centrali di centrocampo, Nagatomo e Pereira esterni e Cambiasso che, come ipotizzato, viene schierato in difesa con Ranocchia e Juan Jesus.
L’Inter fa sul serio e lo si capisce dopo appena 8 minuti. Calcio d’angolo di Cassano, dal lato opposto si infila Guarin che al volo fredda De Sanctis per l’1-0.
Il gol da vigore all’Inter che guidata da un Cassano ispirato si rende più volte pericolosa. Al 23esimo il fantasista barese viene atterrato in area da Britos. Rigore nettissimo che Rizzoli (ovviamente...) non concede. Per la verità la direzione di gara dell’arbitro bolognese lascia molto a desiderare con decisioni discutibili.

INTER, UNA SFIDA CHE POTREBBE RILANCIARCI

Speriamo che non finisca come un anno fa...
L’hanno definita la sfida tra le anti-Juve. Il Napoli e l’Inter finora si sono dimostrate le più serie antagoniste della capolista Juventus ed entrambe sarebbe potute essere un po’ più in alto senza certi arbitraggi (soprattutto l’Inter). Ma questo è un altro discorso. Stasera Inter e Napoli si trovano di fronte per decidere chi delle due potrà essere l’antagonista principale dei bianconeri. Personalmente credo che nulla è perduto e chi delle due uscirà sconfitta non è tagliata fuori dai giochi visto che comunque mancano ancora 22 giornate alla fine, tante per parlare di verdetti definitivi.

Il bilancio delle ultime stagioni pende a favore dei nerazzurri. Negli ultimi 20 anni su 13 gare ben 8 sono state le vittorie dei nostri ragazzi con tre pareggi (0-0 per tre stagioni consecutive tra il ’91 e il ’94) e solo due sconfitte. E proprio l’ultimo confronto è stato una vittoria dei partenopei in quella che fu una delle peggiori performance dell’arbitro Rocchi che quando vede nerazzurro diventa come un toro nell’arena alla vista del rosso.

sabato 8 dicembre 2012

Palla al Centro. RIFLETTORI PUNTATI SUL DERBY DI MANCHESTER

PALLA AL CENTRODiscussioni e commenti aspettando il fischio d’inizio
Il derby di Manchester ma anche le sfide al vertice in Italia, Francia e Danimarca, il derby greco e i quarti di finale del Mondiale per club.
Tutti i risultati in TEMPO REALE 
Serie A – 16^ Giornata
La sfida clou è sicuramente la sfida tra Inter e Napoli tra quelle che finora sono accreditate come le anti-Juve. La capolista va a Palermo mentre la Fiorentina va a Roma nell’anticipo di questa sera e la Lazio, che gioca lunedì sera, va a Bologna.
Sabato 8 dicembre ore 18
ATALANTA-PARMA
Sabato 8 dicembre ore 20.45
ROMA-FIORENTINA
Domenica 9 dicembre ore 15
CAGLIARI-CHIEVO
PALERMO-JUVENTUS
PESCARA-GENOA
SIENA-CATANIA
TORINO-MILAN

EUROPA LEAGUE, LE QUALIFICATE TRA SORPRESE E CLAMOROSE ELIMINAZIONI

Ieri sera abbiamo analizzato l’esito della fase a gironi della Champions League. Stamattina occhi puntati sul Europa League. Ecco la classifica finale dei 12 gironi.
Gruppo A: Liverpool 10, Anzhi 10, Young Boys 10, Udinese 4.
Gruppo B: Viktoria Plzen 13, Atletico Madrid 12, Academica Coimbra 5, Hapoel Tel Aviv 4.
Gruppo C: Fenerbahce 13, Borussia Monchengladbach 11, Olympique Marsiglia 5, Ael Limassol 4.
Gruppo D: Bordeaux 13, Newcastle 9, Maritimo 6, Club Brugge 4.
Gruppo E: Steaua Bucarest 11, Stoccarda 8, Copenhagen 8, Molde 6.
Gruppo F: Dnipro 15, Napoli 9, Psv Eindhoven 7, Aik Solna 4.
Gruppo G: Genk 12, Basilea 9, Videoton 6, Sporting Lisbona 5.
Gruppo H: Rubin Kazan 14, Inter 11, Partizan Belgrado 3, Neftci Baku 3.
Gruppo I: Lione 16, Sparta Praga 9, Athletic Bilbao 5, Hapoel Kiryat Shmona 2.
Gruppo J: Lazio 12, Tottenham 10, Panathinaikos 5, Maribor 4.
Gruppo K: Metalist Kharkiv 13, Bayer Leverkusen 13, Rosenborg 6, Rapid Vienna 3.

Gruppo L: Hannover 96 12, Levante 11, Twente 4, Helsingborg 4.

venerdì 7 dicembre 2012

CHAMPIONS LEAGUE, ECCO LE 16 QUALIFICATE (chi pescheranno le italiane?)

Tra martedì e mercoledì si è giocata l’ultima giornata della fase a gironi. Tra sorprese e clamorose eliminazioni ecco la classifica finale degli otto gironi.
Gruppo A: Psg 15, Porto 13, Dinamo Kiev 7, Dinamo Zagabria 0.
Gruppo B: Schalke 12, Arsenal 10, Olympiacos 9, Montpellier 2.
Gruppo C: Malaga 12, Milan 8, Zenit 7, Anderlecht 5.
Gruppo D: Borussia Dortmund 14, Real Madrid 11, Ajax 4, Manchester City 3.
Gruppo E: Juventus 12 punti, Shakhtar 10, Chelsea, Nordsjaelland 1.
Gruppo F: Bayern Monaco 13, Valencia 13, Bate Borisov 6, Lille 3.
Gruppo G: Barcellona 13, Celtic 10, Benfica 8, Spartak Mosca 3 .
Gruppo H: Manchester United 12, Galatasaray 10, Cluj, Braga 3.

Qualificate come prime del girone:
Paris Saint-Germain, Schalke 04, Málaga, Borussia Dortmund, Juventus, Bayern Monaco, Barcellona, Manchester United.
Qualificate come seconde del girone:
Porto, Arsenal, Milan, Real Madrid, Shakhtar Donetsk, Valencia, Celtic Glasgow, Galatasaray.
Retrocesse in Europa League:
Dynamo Kiev, Olympiakos, Zenit San Pietroburgo, Ajax, Chelsea, Bate Borisov, Benfica e Cluj.

giovedì 6 dicembre 2012

LIVAJA LANCIA LA BABY INTER, IL NEFTCHI (e l'arbitro) LA BEFFA

EUROPA LEAGUE – Girone H Sesta Giornata
INTER - NEFTCHI BAKU 2 - 2
9' LIVAJA – 52’ Sadigov – 54’ LIVAJA - 90' Canales

INTER (4-3-1-2): Belec; Jonathan (18' s.t. Bandini), Pasa, Samuel (1' s.t. Cassano), Pereira, Benassi, Cambiasso, Romanò; Coutinho; Livaja, Garritano (8' s.t. Nagatomo).
A Disposizione: Castellazzi, Donkor, Terrani, Belloni.
All: Stramaccioni.
NEFTCHI BAKU (4-2-3-1): Stamenkovic; Shukurov (1' s.t. Mehdiyev), Guliyev, Mitreski, Bertucci; Ramos, Sadygov (31' s.t. Seyidov); Wobay, Flavinho, Imamverdiyev (47' s.t. Abdullayev A.); Canales.
A Disposizione: Balayev, Nurahmadov, Nasimov.
All. Hajiyev.
ARBITRO: Aleckovic (Bosnia).

L’Inter chiude il girone di Europa League con un pareggio (che sarebbe potuto diventare vittoria senza un paio di errori arbitrali) e tanti buoni segnali arrivati dai giovani e dai senatori che hanno giocato.
Stramaccioni lascia ancora a casa Sneijder e, come previsto, si presenta con una formazione molto giovane. Belec in porta, Jonathan, Cambiasso, Samuel e Pereira in difesa, Pasa, Benassi e Romanò a centrocampo e Coutinho dietro Livaja e Garritano. La partenza nerazzurra è positiva e dopo nemmeno dieci minuti va in vantaggio con Livaja. Il gol del croato addormenta però l’Inter che gioca un primo tempo abbastanza soporifero.
Nella ripresa spazio a Cassano e Nagatomo e la partita si ravviva. Sadigov pareggia al 52esimo ma passano 2 minuti e Nagatomo pesca Livaja che di testa ristabilisce le distanze fra le due squadre. E’ un secondo tempo molto più vivace, Cassano è ispirato, Nagatomo spinge, Livaja è in serata.

mercoledì 5 dicembre 2012

JUVE, GOAL IN FUORIGIOCO. IL BISCOTTO ESCE BRUCIACCHIATO

Champions League 2012-2013 – Girone E Sesta Giornata
SHAKHTAR-JUVENTUS 0-1
66' Kucher (aut.)
Shakhtar Donetsk (4-2-3-1): Pyatov; Srna, Kucher, Rakytskyy, Rat; Fernandinho, Stepanenko; Alex Teixeira (20' st Ilsinho), Mkhitaryan, Willian; Eduardo (1' st Devic). A disp.: Kanibolotsky, Kryvtsov, Kobin, Gai, Douglas Costa. All.: Lucescu.
Juventus (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Pogba, Asamoah; Giovinco (47' st Giaccherini), Vucinic (43' st Matri). A disp.: Storari, Caceres, Padoin, Marrone, Quagliarella. All. Alessio.
Arbitro: Eriksson (Svezia)

Come volevasi dimostrare, o quasi. Il biscottone tra Juventus e Shakthar riesce a metà perché la Juventus porta a casa vittoria e primo posto grazie ad un autogol su tiro di Lichsteiner la cui posizione di partenza è di netto fuorigioco. Segno evidente che in fondo tutto il mondo è paese, soprattutto quando c’è di mezzo la Juventus.
Probabilmente il gol in fuorigioco doveva compensare un presunto rigore negato nel primo tempo ai bianconeri per un tocco di mano di Fernandinho in area (tocco che sembra abbastanza involontario). Peccato che il “metro di compensazione” utilizzato dall’arbitro non valga anche per lo Shakthar che si vede negare un rigore netto per fallo di Barzagli in area su Mkhitaryan.
Per il resto si è vista una buona Juventus che ha saputo difendersi e che ha saputo pescare il jolly al momento opportuno. Contro un avversario ben messo in campo che l’ha messa più volte in difficoltà non era certo una cosa semplice.

martedì 4 dicembre 2012

CASO SNEIJDER, NE AVREMMO FATTO A MENO (ma quale mobbing???)

 Il periodo attuale nerazzurro non è dei migliori. E poiché le disgrazie non vengono mai da sole, ecco che spunta il caso, assai spinoso, di Wesley Sneijder. Rapido riepilogo. Il giocatore olandese attualmente prende 6 milioni di euro annui e il suo contratto scade fra due anni. La società nerazzurra, in ottica abbassamento del monte ingaggi, propone al fantasista orange un adeguamento del contratto con prolungamento e riduzione dell’ingaggio. In parole povere, il giocatore guadagnerebbe nei prossimi due anni 12 milioni di euro, la società gli propone un contratto che gli permetta di guadagnare la stessa cifra in tre anni.
Ma il giocatore olandese non ha la minima intenzione di ridursi l’ingaggio e risponde picche. A questo punto la società cerca di usare il pugno duro e fa capire al giocatore che se non firma non gioca. E infatti il giocatore, nonostante sia completamente guarito dall’infortunio, non viene convocato da Stramaccioni. Ufficialmente per “scelta tecnica” ma la scusa, come è ovvio che sia, non regge granché.
Ieri c’è stato un incontro tra la società e l’entourage del giocatore ma non si è arrivati ad un accordo. Sembra ormai inevitabile che Sneijder a gennaio faccia le valigie. Del resto sono due anni che il giocatore olandese viene dato come sicuro partente e una sua cessione è ormai messa in preventivo anche dai tifosi nerazzurri.

lunedì 3 dicembre 2012

FORTUNATI MA DELUDENTI, RESPIRIAMO MA SERVE UNA SCOSSA

Si dice che la fortuna aiuta gli audaci. Nel nostro caso (ovvero l’autorete con cui l’Inter ieri pomeriggio ha conquistato tre punti) mi verrebbe da dire semplicemente che la fortuna aiuta chi ne ha bisogno. Siamo stati fortunati, forse addirittura sfacciatamente fortunati, ma per quanto mi riguarda mi interessa poco. Io faccio parte di quelli che sostengono “tre punti prima di tutto”. Bisognava vincere e abbiamo vinto. Punto. Tutti gli altri discorsi vengono dopo. Perché, inutile negarlo, è sempre meglio parlare di una prestazione negativa dopo una vittoria che non dopo una sconfitta.
Come già dicevo ieri, i tre punti sono l’unica cosa salvabile di una gara giocata in modo davvero pessimo. Pochi pericoli creati, poca incisività, scarsa intensità di gioco. Insomma la solita prestazione scialba. La bella Inter apprezzata nei primi due mesi della stagione si è fermata a Torino. Da quel momento abbiamo avuto una preoccupante involuzione. Se con Atalanta e Cagliari, risultato a parte, avevamo giocato due buone gare mostrando un ottima condizione fisica nel finale, col Parma e ieri col Palermo abbiamo dato la sensazione di aver finito la benzina. Ma la cosa più preoccupante è che Stramaccioni in certi momenti dà la sensazione di aver perso la bussola.

domenica 2 dicembre 2012

INTER, UN COLPO DI FORTUNA CHE VALE TRE PUNTI

Serie A 2012-2013 – 15^ Giornata
INTER - PALERMO 1 - 0
74' Garcia (aut.)

INTER (3-4-1-2): Handanovic; Ranocchia, Samuel, Juan Jesus; Zanetti (19' st Nagatomo), Gargano, Cambiasso (36' st Mariga), Pereira; Coutinho; Palacio, Milito (19' st Guarin).
A disposizione: Castellazzi, Belec, Jonathan, Silvestre, Mbaye, Romanò, Duncan, Benassi, Livaja.
All: Stramaccioni.
PALERMO: (3-4-2-1): Ujkani; Munoz, Von Bergen, Garcia; Morganella, Barreto, Kurtic, Pisano; Ilicic (31' st Budan), Brienza (23' st Giorgi), Dybala (34' st Zahavi).
A disposizione: Benussi, Brichetto, Milanovic, Cetto, Goldaniga, Labrin, Rios, Viola, Sanseverino.
All: Gasperini.
ARBITRO: Bergonzi di Genova.

Ci vuole un goffo autogol per permettere all’Inter (la solita pessima Inter delle ultime settimane) di portare a casa i tre punti.
Stramaccioni dà spazio a Coutinho dietro le punte e, quasi a sorpresa, preferisce Pereira a Nagatomo sulla fascia sinistra. Il primo tempo succede poco o nulla. L’impatto dell’Inter sulla gara è buono ma dopo 10-15 minuti si spegne. Coutinho cerca di darsi da fare ma con scarsi risultati, Palacio e Milito non sono da meno. Dall’altra parte il Palermo fa poco o niente per creare pericoli alla porta nerazzurra. Poco ci manca che Handanovic e Ujkani si mettano a giocare a battaglia navale per ingannare il tempo.
Stesso copione nella ripresa con l’Inter che però cerca di rendersi un po’ più pericolosa (vanamente). Stramaccioni finalmente si decide a cambiare qualcosa e getta nella mischia Nagatomo e Guarin. Ad uscire, inaspettatamente, sono Zanetti e Milito. Il centrocampo diventa a cinque e il peso dell’attacco passa sulle spalle di Palacio e Coutinho.

sabato 1 dicembre 2012

RAGAZZI, NIENTE SCHERZI SERVONO I TRE PUNTI

Quattro gol in una partita. Provaci ancora Diego
Per la prima volta da quando si è seduto sulla panchina nerazzurra Andrea Stramaccioni deve far fronte ad un periodo di leggera flessione della squadra nerazzurra. Dopo la fantastica serata di Torino il nostro score è impietoso. Una vittoria con il Partizan e poi tre sconfitte (inclusa quella di Kazan) e un pareggio in casa. Una leggera flessione può starci ma l’importante è invertire subito la rotta. Ed è quello che dovrà fare l’Inter domani pomeriggio contro il Palermo in casa.
La squadra rosanero non ha mai avuto grande fortuna a Milano. Il bilancio (per quello che serve) è di 17 vittorie nerazzurre e 8 pareggi mentre le vittorie palermitane sono zero. La scorsa stagione, in un clima meteorologico al limite, fini 4-4 con il Principe Milito che segnò il suo primo e unico poker in maglia nerazzurra e Miccoli (che per fortuna domani sarà assente) che rispose con una tripletta.
Stramaccioni deve fare a meno di Cassano ma ritrova Gargano. Tra i convocati non figura Sneijder, ancora escluso (lunedì potrebbe decidersi il suo futuro). La difesa sarà quella titolare (Samuel, Ranocchia e Juan Jesus) così come in attacco dove ci saranno sicuramente il duo Milito-Palacio.

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