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martedì 22 settembre 2015

ALLARME DOPING IN CHAMPIONS LEAGUE “L'8% HA VALORI FUORI NORMA"

Il 7,7% dei calciatori che hanno giocato alla Champions nel quinquennio 2008-2013 ha dei valori fuori dalla norma nelle urine. E' il dato più inquietante che emerge da uno studio effettuato dalla Uefa. Su 4.195 campioni di urine di calciatori analizzati in 12 laboratori, in 879 casi i valori di testosterone sono risultati nettamente oltre il consentito e in 68 situazioni sono state rilevante anche tracce di steroidi anabolizzanti. Lo studio Uefa ha fatto risuonare un chiaro allarme doping in quello che è lo spettacolo calcistico per club più bello al mondo.

I risultati di questo studio effettuato dalla Uefa sono stati pubblicati nelle ultime ore dal Sunday Times in Inghilterra, che ha sollevato il velo di silenzio che la stessa Uefa aveva applicato su questo documento che, inevitabilmente, scotta. La metodologia di analisi è stata effettuata in forma anonima: al termine di ogni partita, la Uefa ha fatto prelevare dei campioni di urine a campione ai calciatori che hanno giocato le partite della Champions nel quinquennio 2008-2013. Tutto rigorosamente coperto dall'anonimato.
E i risultato fanno emergere una situazione di grande preoccupazione sull'uso di alcune sostanze che, oltre certi limite, sono chiaramente vietate e che fanno ipotizzare l'abuso di farmaci finalizzati alla modifica di una prestazione sportiva.

Mentre l'opinione pubblica s'interroga sul significato di questi risultati, la Uefa prova a lanciare messaggi tranquillizzanti. "I 12 laboratori che hanno analizzato le urine non hanno usato procedure comuni, rendendo i risultati non certi - si sono affrettati a precisare dal quartiere generale della Uefa -. Inoltre non è stato possibile fare una controanalisi come richiesto dalla Wada in casi di doping: per questo lo studio non presenta alcuna evidenza scientifica sulla potenziale diffusione di sostanze dopanti nel calcio.L''introduzione del passaporto biologico nel calcio sarebbe vantaggioso e da questa stagione l'Uefa ha comunque implementato la ricerca di steroidi negli oltre 2.000 test che facciamo ai calciatori ogni anno".
A sensazione direi che il comunicato dell'Uefa da una parte spegne la polemica, ponendo l'accento sulla scarsa attendibilità delle analisi effettuate e sulla mancanza di controanalisi; dall'altra però non nega categoricamente l'esistenza di un problema, anzi lo rilancia, facendo trapelare che la paura di qualche caso "strano" possa essere dietro l'angolo. Dal comunicato si evince, inoltre, una certa volontà a nascondere "la testa sotto la sabbia", forse per non far dare troppo risalto ad una notizia che, a differenza di quanto dice il comunicato stesso, non sarebbe nemmeno così inusuale.

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2 commenti:

Mark della Nord ha detto...

La domanda è: se i risultati (come confermato dall'UEFA) non sono certi, perché sono stati resi pubblici?
Per alzare un polverone?
Mah, sento che c'è qualcosa di strano...

Andrea ha detto...

www.pianetasamp.blogspot.com

A me sorge spontanea un'altra domanda: se le analisi sono scarsamente attendibili cosaa le fanno a fare? Mah...ciao!

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