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giovedì 17 settembre 2015

EUROPA LEAGUE, L’ITALIA A CACCIA DI UN TROFEO CHE MANCA DAL 1999


Con Napoli, Fiorentina e Lazio riparte la caccia dell’Italia all’Europa League, trofeo mai vinto da un’italiana da quando ha assunto tale denominazione. Ma anche aggiungendo la vecchia Coppa Uefa, per le compagini della Penisola, il torneo è ormai un tabù. È cambiato tutto a cavallo del millennio: negli anni Novanta la Coppa Uefa era quasi un’altra Coppa Italia, tanto era il dominio dei nostri club (ricordiamoli: 1989: vittoria del Napoli; 1990: successo della Juventus, in finale sulla Fiorentina; 1991: affermazione dell’Inter sulla Roma; 1993: ancora la Juventus campione; 1994: bis neroazzurro; 1995: prima volta del Parma, sulla Juve di Lippi; 1998: tris dell’Inter sulla Lazio nella prima finale giocata in campo neutro; 1999: altro sigillo del Parma. In più, l’Inter arrivò in finale nel 1997, ma perse). Poi, il nulla. Qualche comparsata in semifinale e stop. Persino il raggiungimento della finale si è rivelato off-limits, anche per l’assurdo atteggiamento che negli anni le squadre italiane avevano dimostrato verso la seconda coppa europea, vista come un fastidio o come il torneo delle riserve.

Per fortuna, nelle ultime stagioni l’approccio è cambiato e le squadre italiane hanno capito l’importanza dell’Europa League, sia in chiave ranking (il posto in Champions lo abbiamo perso per colpa dei disastri fatti in questa competizione), sia per cercare di mettere in bacheca un trofeo comunque prestigioso. Il trend è stato finalmente invertito (Juventus in semifinale due stagioni fa; Napoli e Fiorentina nella scorsa edizione), ora bisogna compiere l’ultimo passo in avanti.
Persa la Sampdoria, rimasta esclusa dalla fase a gironi dopo un preliminare terribile contro i serbi del Vojvodina (a loro volta eliminati nel successivo turno dei play-off), l’Italia ha ritrovato una terza squadra con la retrocessione della Lazio dalla Champions League. Auguriamoci che le squadre non aumentino a febbraio, perché ciò significherebbe l’eliminazione dalla Champions di almeno una tra Juventus e Roma. Le nostre rappresentanti hanno organici sufficienti per arrivare in fondo e tre possono dunque bastare per centrare l’obiettivo (solo la Francia ne ha di più: quattro).
I sedici anni consecutivi senza vittorie costituiscono un record negativo per le italiane, osservando gli albi d’oro di tutti i trofei continentali. In Coppa dei Campioni, il digiuno massimo fu di quindici stagioni, trascorse tra la vittoria del Milan 1968-69 e quella della Juventus nel 1984-85; in Coppa delle Coppe di dieci, tra il trionfo del Milan nel 1972-73 e quello della Juve nel 1983-84; nella stessa Coppa Uefa, prima di questo periodo nero ancora in corso, fu di undici anni consecutivi, tra il successo della Juventus nel 1976-77 e quello del Napoli nel 1988-89. È tempo di svoltare.
FONTE: GUERIN SPORTIVO

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2 commenti:

Mattia ha detto...

Le nostre formazioni hanno i mezzi per arrivare fino in fondo. Già da qualche anno non stanno più snobbando il trofeo, speriamo che queato sia l'anno buono per arrivare almeno in finale.

Mattia ha detto...

Ah, c'è un errore nell'articolo. Nel computo del dominio italiano negli anni '90 non è citato il Torino che nel 1992 arrivò in finale dove si arrese all'Ajax senza perdere (2-2 a Torino, 0-0 ad Amsterdam)

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