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domenica 17 maggio 2015

UN'INTER SENZA GRINTA E LONTANA DALL'EUROPA

A distanza di 24 ore mi girano ancora discretamente le palle. Non è per la sconfitta in sé, in fondo non ha tutti i torti Nerazzurro quando scrive che siamo stati condannati da un episodio e che l’avversario non ha certo fatto meglio di noi.
Il problema è che l’avversario in questione era la Juventus e che i bianconeri ieri sera non ci abbiano messo poi tutto questo impegno per vincere. Il problema è la mentalità con cui affronti certe partite. Negli anni dei nostri trionfi la Juventus arrivava sistematicamente dietro. Eppure quando affrontava l’Inter diventava il Barcellona di Guardiola. Magari prendevano 3 gol dal Chievo in casa, ma quando si trovavano di fronte l’Inter correvano come indemoniati e giocavano la partita della vita.
Al contrario dell’Inter che da grande squadra negli anni dei trionfi o da squadretta di metà classifica come siamo adesso ci siamo sempre cagati addosso quando di fronte avevamo la Juventus.
Ecco, quello che personalmente mi fa incazzare della gara di ieri sera è che non abbiamo messo in campo grinta, cuore e coglioni (intesi come attributi, a scanso di equivoci).
Abbiamo giochicchiato per 40 minuti e poi abbiamo fatto poco altro. Medel che fa la cazzata passando all’indietro, Vidic che stende Matri o Handanovic che si fa scivolare il pallone come un dilettante, sarebbero stati errori indolori se la partita fosse stata già saldamente nelle nostre mani (e poteva anche essere così se Doveri non avesse annullato un gol regolare). Perché se al minuto 83 stai 3-1, ti incazzi come una bestia per la papera di Handanovic ma poi ti rendi conto che l’importante è aver vinto e sorvoli anche sul grave errore del nostro portiere.
Se fino ai ieri pomeriggio avevamo ancora qualche timida speranza di poter qualificarci all’Europa League ce la siamo bruciata ieri sera. Possiamo tranquillamente organizzarci per i prossimi nove mesi senza avere la preoccupazione se il giovedì c’è o non c’è la partita di Europa League dell’Inter. E se qualcuno ha nostalgia dell’Europa c’è sempre la Champions League (su Mediaset Premium per i prossimi tre anni, mi raccomando non dimenticatelo) oppure l’Europa League (su Sky).
Ci sarebbe da aprire un dibattito sui pro e i contro del rimanere fuori dall’Europa, ma magari lo farò in un articolo apposito a fine stagione. Diciamo che forse un anno senza coppe europee non è un dramma. A patto di progettare e pianificare al meglio la prossima stagione. Se facciamo un mercato oculato, prendendo giocatori da Inter e liberandoci di tanti giocatori da metà classifica e costruiamo una squadra capace di essere protagonista nella prossima Serie A (dove per protagonista intendo lottare per le prime posizioni), allora un anno senza Europa è un male minore. Viceversa se vivremo un altra stagione transitoria come successo negli ultimi 4-5 anni, allora rimanere senza Europa non sarà servito a nulla.
E’ tempo per la dirigenza nerazzurra di sedersi a tavolino con Thohir e Mancini e pianificare al meglio la prossima stagione. Nelle ultime 3-4 stagioni siamo arrivati fino all’ultime giornate con l’incertezza di qualificarci o non qualificarci per l’ Europa (e due volte su quattro poi non ci siamo qualificati), ecco ritrovarci a maggio con la certezza di approdare in Europa e, meglio ancora, in Champions League potrebbe essere un buon punto di partenza. Che ne dite?

2 commenti:

Andrea ha detto...

www.pianetasamp.blogspot.com

Ti regalo una speranza: l'altra squadra di Genova non ha avuto la licenza Uefa e difficilmente ( pare ) il ricorso sarà accolto quindi, se ci sorpasserete ( cosa possibilissima visto che mi sa che non ne abbiamo più...) il settimo posto varrebbe l'accesso ai preliminari di Europa League...ciao!

Entius ha detto...

È questo il problema. Dobbiamo prima superarvi.
E il calendario è leggermente favorevole a voi.

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