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mercoledì 20 maggio 2015

LA JUVE VINCE UNA COPPA ITALIA CHE AVREBBE STRAMERITATO LA LAZIO

COPPA ITALIA 2014-2015 – FINALE
JUVENTUS-LAZIO 2-1 dts
4’ Radu - 11’ Chiellini - 97’ Matri

JUVENTUS (3-5-2): Storari; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner (dal 5’ sts Padoin), Vidal, Pirlo, Pogba (dal 33’st Pereyra), Evra; Llorente (dal 39’ st Matri), Tevez. (Buffon, Rubinho, Ogbonna, De Ceglie, Pepe, Coman, Asamoah, Sturaro, Marrone). All. Allegri.
LAZIO (3-4-2-1): Berisha; De Vrji (dal 1’ sts Keita), Gentiletti, Radu (dal 26’ st Mauricio); Basta, Parolo, Cataldi, Lulic; Candreva, F. Anderson; Klose (dal 37’ st Djordjevic). (Marchetti, Strakosha, Ciani, Braafhied, Mauri, Onazi, Ledesma, Novaretti, Cavanda). All. Pioli.
ARBITRO: Orsato di Schio.

L’avversario domina la partita e la Juventus porta a casa il risultato. Un copione già visto e rivisto in questo scorcio di stagione. Col Monaco, con il Real Madrid, e anche stasera nella finale di Coppa Italia contro la Lazio. I biancocelesti hanno dominato la partita, si è giocato in grande prevalenza nella metà campo della Juventus, ma alla fine Matri, dopo che Djordjevic aveva colpo un doppio palo, nei supplementari trova il jolly e regala la Decima Coppa Italia alla Juventus.
Pronti, via e dopo 4 minuti la Lazio è già in vantaggio. Punizione di Cataldi e colpo di testa chirurgico di Radu, Storari non perfetto e curva Nord in delirio. Ma dopo appena sette minuti arriva il pareggio con Chiellini.
La Lazio, per nulla intimorita dal ruolino di marcia fatto registrare in campionato contro i bianconeri, decide di giocarsela con baricentro alto, sfruttando la velocità degli interpreti offensivi. Gli uomini di Pioli provano a far valere il gioco aereo, la fisicità, fattori che mettono in difficoltà la retroguardia bianconera. La Juventus subisce e regge il fortino.

I pericoli arrivano quasi sempre dalle parti di Storari mentre Berisha prende ben pochi rischi. Ci provano Parolo dalla distanza, Candreva e Gentiletti con due punizioni. I bianconeri si affacciano dalle parti di Berisha solamente al 68' con l'asse Evra-Vidal. Candreva, atleticamente straripante, infiamma il popolo biancoceleste a suon di ripartenze.
Nel finale Djordjevic, subentrato a Klose, sfiora il meritato vnatggio biancoceleste, ma la buona sorte sorride ai campioni d’Italia e Storari riesce a salvarsi.
Si va ai supplementari. E ancora una volta la Lazio potrebbe colpire in avvio, ma viene frenata dalla Dea Bendata che ha sicuramente simpatie bianconere. Il tiro di Djordjevic colpisce prima il palo interno sinistro e poi quello destro.
Passano pochi minuti e Matri, in modo quasi fortuito trova il gol che regala il vantaggio e il trofeo alla Juventus.
I bianconeri sono più che mai lanciati verso il Triplete. Sebbene si fa fatica a pensare che la Juventus vista questa sera, e in generale vista spesso in questi mesi, possa impensierire il Barcellona. Un conto è vedersela con Candreva che sparacchia da lontano o Felipe Anderson che vuol fare tutto da solo nonostante abbia quattro avversari di fronte, altra storia vedersela con Messi, Suarez e Neymar. Anche se, come abbiamo potuto vedere, la già forte Juventus può contare sul doppio aiuto della buona sorte e della classe arbitrale (per informazioni chiedere al Monaco…). Insomma, pare difficile che il Barcellona possa insidiare i bianconeri.
La Lazio, dal suo canto, ha giocato un’ottima gara, avrebbe meritato molto molto di più, ma questo ormai non conta (chi vince ha sempre ragione). Pioli sta facendo un ottimo lavoro e può contare su una rosa che, se adeguatamente rinforzata, l’anno prossimo potrà prendersi delle belle soddisfazioni. E chissà il popolo biancoceleste come si starà mangiando le mani per quel doppio palo di Djordjevic…

6 commenti:

BlackWhite ha detto...

Sorvolo sull'analisi della partita perché spudoratamente di parte e piena di inesattezze.
Hai scritto solo una cosa giusta "chi vince ha sempre ragione". E attualmente noi abbiamo sempre ragione...

Francesco Harlock ha detto...

l'autore di questo articolo starà rosicando mezza foresta dell'amazzonia. una cosa è giocare contro messi una cosa è giocare contro candreva. una cosa e giocarle queste partite una cosa è vederle in tv.

Nerazzurro ha detto...

Ormai ogni considerazione obiettiva è rosicamento...
Troppo facile liquidare così la questione. Qualsiasi cosa scrivi è rosicamento perché loro sono bellissimi, bravissimi, campionissimi.
Il rigore generoso contro il Monaco? Rosicamento. I rigori netti negati a Monaco e Real? Rosicamento. I tanti arbitraggi discutibili? Rosicamento. Ieri sera hanno giocato male? Rosicamento.
Ops, dimenticavo. Per loro vincere non è importante, è l'unica cosa che conta. Quindi ogni mezzo lecito o illecito è concesso.

Entius ha detto...

Che ci vuoi fare? Già hanno l'onnipotenza nel loro Dna, ora che vincono si sentono immortali. E chi non è con loro è sicuramente un rosicone. Obiettività, questa sconosciuta...

pippo ha detto...

a proposito di obiettività entius,sembra che tu abbia dimenticato il gol annullato a matri,secondo la maggior parte dei giornali(cosa strana) sarebbe regolare.....

Carlo Sandri ha detto...

E' stata una delle partite più sofferte quest'anno per la Juve, che del resto non ha (quasi) mai dato il meglio di sè nelle finali.
In generale non mi offendo se ci date dei fortunati, anche a me è piaciuta leggermente di più la Lazio nei 120 minuti ("strameritare" è un'altra cosa), però bisognerebbe raccontare tutta la partita e non solo quello che fa comodo per le proprie tesi: il doppio palo di Djordjevic è clamoroso, ma è arrivato nel corso di un tempo supplementare che non si sarebbe nemmeno giocato se il guardalinee avesse visto la regolarità del gol annullato a Matri per fuorigioco.
Ma torniamo pure a scrivere poemi sul rigore di Iuliano su Ronaldo di 17 anni fa, lasciamo stare questa bazzecola di un gol regolare annullato in una finale: la Juve ruba e ha sempre rubato! In nome dell'obiettività, beninteso.

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