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mercoledì 12 dicembre 2012

CARO AVVOCATO LE SCRIVO... (Peppino Prisco, undici anni dopo)

 Caro avvocato Prisco,
sono undici anni che lei ci ha abbandonato eppure il suo ricordo è sempre vivo nei nostri cuori. Proprio ieri sera pensavo a quel mercoledì di metà dicembre in cui lei ci abbandonò. Pensavo a quel periodo della mia vita, a cosa stavo facendo, quali erano i miei sogni, cosa immaginavo che ci fosse stato domani. Sono passati undici anni. E’ una vita fa, eppure sembra ieri. Forse perché non abbiamo mai smesso di amarla e volerle bene, non abbiamo mai smesso di averla nei nostri pensieri, di ricordarla nei nostri discorsi, di portarla nei nostri cuori.

Lo so, le persone passano mentre quei colori nerazzurri no. Lei stesso una volta disse ad un giornalista “Qualcuno, qualche suo collega mi ha detto: ‘Lei ha servito cinque presidenti dell’Inter’. Non è esatto, io ho cercato di servire sempre e solo l’Inter.” Noi tifosi dovremmo legarci a quei colori nerazzurri prima che alle persone. Ma questo discorso vale per i giocatori, per gli allenatori, ma non per le persone speciali come lei (e anche come Giacinto). Per quanto vogliamo evitare, lei è sempre nei nostri pensieri e non riusciamo mai a non domandarci cosa direbbe o farebbe lei in certe situazioni.

Per esempio cosa avrebbe detto del rigore dato al Milan nell’ultimo Juventus-Milan o magari che battuta avrebbe fatto dopo quel Juventus-Inter di un mese fa quando vincemmo nonostante un pessimo arbitraggio.
E chissà cosa ne pensa lei di questo ragazzo a cui il Presidente Moratti ha affidato l’Inter. Sono certo che Stramaccioni le sarebbe piaciuto tanto. Forse non quanto quell’altro, quello portoghese che ha una dialettica pungente e un modo di fare che lo fa risultare antipatico a chi non tifa per i nostri colori. Però il ragazzo è in gamba e penso proprio che farà molta strada.
Se ci fosse stato lei magari la vicenda di Sneijder avrebbe preso un’altra piega. Per non parlare del fatto che se lei fosse stato vivo in questi ultimi anni, avrebbe saputo come difendere Facchetti dalle ignobili accuse piovutegli addosso dai tifosi bianconeri per giustificare gli anni degli imbrogli firmati Moggi.
Ma purtroppo lei non è più qui con noi e dobbiamo imparare a fare a meno di lei, delle sue battute, della sua ironia pungente e mai volgare. Da lei abbiamo imparato ad amare l’Inter come si amerebbe una cosa preziosa. Da lei abbiamo imparato che nerazzurri si nasce, non si diventa (e noi lo nacquemmo, direbbe qualcuno). Da lei abbiamo imparato che, come dice il nostro inno tornato ultimamente in voga, c’è solo l’Inter.
Bè, adesso la saluto. Probabilmente sarà stanco e non vorrei tediarla con ulteriori parole. Le mando un grosso abbraccio nerazzurro e mi saluti tanto Giacinto. Ci mancate tutti e due. Sempre.

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2 commenti:

Winnie ha detto...

Grande e mitico Peppino. Un'assenza pesante sotto tutti i punti di vista.

Nerazzurro ha detto...

Le sue frasi e le sue battute sono ormai entrate nel linguaggio del tifoso interista. Alzi la mano chi non ha mai citato una sua battuta o una sua frase.

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