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domenica 7 dicembre 2014

STRAMA, SAPESSI COME E' STRANO RINCONTRARSI A MILANO

Farà uno strano effetto rivederlo stasera sulla panchina degli avversari. Sarà come rincontrare un grande amore di qualche anno fa. E anche se ormai l’amore è finito ti chiedi come sarebbe potuta andare se non vi foste lasciati.
Stasera Stramaccioni tornerà a San Siro, in quello che per poco più di un anno è stato anche il suo stadio. Per la prima volta tornerà da avversario. Ironia della sorte l’ultima volta che Strama entrò in questo stadio fu in occasione di un Inter-Udinese. Come stasera. Inutile ricordare che quella volta finì in malo modo per i colori nerazzurri, rimediammo una sonora sconfitta e Moratti preferì voltare pagina dando il benservito a Stramaccioni e chiamando sulla panchina della Beneamata quel Walter Mazzarri che, al contrario di Strama, non è mai veramente entrato nel cuore dei tifosi nerazzurri.

Sarebbe stato interessante il confronto tra i due tecnici. Tra l’amato Andrea e l’odiato Walter, tra chi aveva dimostrato di essere un cuore nerazzurro e chi invece di nerazzurro non aveva proprio nulla.

E invece stasera il confronto sarà tra Mancini e Stramaccioni, due che per motivi e modi diversi in momenti diversi sono entrati nel cuore dei tifosi interisti. Due che in comune finora hanno il fatto di aver guidato l’Inter mettendoci cuore e spirito nerazzurro.
Credo che sia superfluo raccontarvi quanto chi scrive sia legato fortemente a Stramaccioni. Ho sempre avuto un debole per il tecnico romano, fin dal suo primo giorno nerazzurro e a distanza di un anno e mezzo da quell’ingiustificato esonero continuo ad essere convinto che fosse l’uomo giusto al posto giusto per far tornare grande l’Inter. Era l’allenatore giusto per il progetto di Thohir. Sfortuna volle che l’indonesiano sia arrivato in ritardo (o, a secondo dei punti di vista, il tecnico romano sia arrivato in anticipo). Ma pazienza. L’Inter ora è comunque in buone mani mentre Stramaccioni sta portando avanti un progetto in quel di Udine che è ben più consono alla sua idea di calcio.
Le due strade stasera si rincontreranno. Stramaccioni farà finta che sarà tutto normale ma non sarà affatto così. Come lui stesso ha dichiarato qualche giorno fa ai microfoni di Sky "Sono arrivato all'Inter dal settore giovanile e i due anni a Milano sono stati importanti per me. Proverò grandi e intense emozioni, perché sono legato all'ambiente nerazzurro e a tutte le persone che, ancora oggi, lavorano per l'Inter. Credo sia normale che la prossima sarà una gara diversa per me, entrando in quello stadio che rievoca ricordi ed emozioni particolari in una persona semplice qual è il sottoscritto".
Credo che appena entrerà in campo la Curva Nord gli renderà il giusto tributo, quello che uno come lui merita. E di fronte ad una così forte manifestazione d’affetto sarà impossibile non far scendere una lacrimuccia per l’emozione. Poi magari si siederà in panchina, l’arbitro fischierà l’inizio e saranno novanta minuti come tanti. Vinca il migliore. Anzi no, caro Strama, vinca l’Inter. La nostra Inter. Perché in fondo tu rimani un cuore nerazzurro. Vero?

2 commenti:

Andrea ha detto...

www.pianetasamp.blogspot.com

Ingiustificato esonero?
Se non erro c'era lui alla guida dell'Inter che due anni fa, sempre non sbaglio, arrivò nona ( o giù di lì ) centrando così il peggior piazzamento in classifica dopo parecchi anni quindi la decisione di Moratti a mio avviso fu tutt'altro che strampalata...ciao!

Entius ha detto...

Sì. Ma bisogna considerare anche il contesto. In quella primavera l'infermeria era strapiena (alcune partite giocarono Alvarez e Rocchi in attacco) e lo spogliatoio iniziò a remargli contro dopo un litigio con Cassano.

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