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martedì 2 dicembre 2014

DIECI CONSIDERAZIONI DOPO ROMA-INTER (e il derby)

1. Il campionato della seconda gestione Mancini inizia ufficialmente ora. Le sfide con Milan e Roma erano degli scogli impervi arrivati subito e che erano tutt’altro che facile da superare indenni. Cominciare col botto (vittoria nel derby e pareggio a Roma) era il sogno di ogni tifoso ma è rimasto solo un sogno.

2. Raccogliere un punto tra derby e Roma potrebbe anche starci. I punti sono stati persi altrove, tipo Parma, Firenze, Cagliari in casa. Avessimo raccolto quando dovevamo raccogliere, il magro bottino di queste due sfide sarebbe stato superato in modo indolore.

3. L’atteggiamento della squadra mi è piaciuto. Ok, detto dopo aver preso quattro gol non è il massimo però la squadra ha mostrato carattere e ha rimontato due volte il risultato. Si vede che c’è un cambio di mentalità, la squadra non molla mai e rimane in partita fino alla fine. Potrebbe essere già un inizio.

4. Con Mazzarri in panchina il bilancio non sarebbe stato molto diverso (zero punti o un punto cambia poco), ma, riallacciandomi al punto precedente, è un’Inter diversa, un’Inter che perde con la Roma che obiettivamente è più forte ma non è rinunciataria e cerca di giocarsela fino alla fine. Che Inter avremmo visto nel derby o domenica sera se ci fosse stato ancora Walter?

5. Vedendo il modo in cui abbiamo preso i gol (in particolare il terzo) mi viene il sospetto che forse il problema non era il fatto che si schierasse a tre, ma la retroguardia difensiva in generale. Certo il passaggio dal sistema a tre a quello a quattro non poteva essere indolore ma certi errori sono madornali e denotano una sorta di superficialità da parte dei nostri difensori.

6. Mancini avrà molto da lavorare. Lo stiamo ripetendo dal 14 novembre e temo lo ripeteremo ancora a lungo. Il tecnico jesino sa il fatto suo e probabilmente riuscirà a venirne a capo ma, a meno che nel frattempo Thohir non gli fornirà una bacchetta magica, credo che ci vorrà tempo e pazienza da parte di noi tifosi.

7. “Questa Inter quanto è lontana dalla mia? Abbastanza”. Ha dichiarato Roberto Mancini ieri mattina a margine della sua nomina ad ambasciatore Unicef. Come dargli torto? Manca un Maicon sulle fasce ma anche un regista in mezzo al campo (se non ricordo male la prima Inter di Mancini poteva contare su Veron, mica uno qualsiasi). E sorvoliamo sul fatto che il primo Mancini poteva contare su campioni che oggi sarebbero un miraggio per questa Inter.

8. Tra Milan, Dnipro e Roma abbiamo rimontato lo svantaggio per quattro volte. Segnale positivo. Tra Milan, Dnipro e Roma siamo andati in svantaggio cinque volte. Segnale negativo.

9. Siamo undicesimi in classifica, superati dal Sassuolo e a pari punti col Palermo. Vista da qui la classifica fa veramente impressione. Per fortuna il terzo posto è distante solo sei punti e possiamo ancora rientrare in corsa.

10. Il campionato della seconda gestione Mancini comincia ora, scrivevo all’inizio. Nelle prossime tre sfide che ci attendono da qui fino a Natale sarà importantissimo portare a casa nove punti. Se davvero vogliamo rilanciarci in ottica terzo posto vincere con Udinese, Chievo e Lazio è un passaggio obbligatorio ed inevitabile. Altrimenti il panettone che mangeremo sotto l’albero avrà un sapore tutt’altro che dolce.

3 commenti:

Brother ha detto...

Mancini potrà e dovrà essere giudicato dopo le prossime tre partite. Udinese, Chievo e Lazio sono sicuramente avversari più abbordabili rispetto a Milan e Roma.

Winnie ha detto...

I conti si fanno a fine anno. Ci siamo affidati a Mancini ed è inutile tracciare bilanci ad ogni pie sospinto. Arriviamo a giugno, tracciamo una linea e facciamo un bilancio di quella che è stata la stagione.
Secondo me questa squadra può dire la sua. E Mancini è l'uomo giusto per farla rendere al massimo.

Mark della Nord ha detto...

Concordo in toto con quanto scritto da Winnie.
Il bilancio deve essere fatto a stagione finita.

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