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mercoledì 21 dicembre 2011

DOPPIO POKER INTER. PECCATO CHE CI SIA LA PAUSA...


Serie A 2011-2012 – 1^ Giornata (Recupero)

INTER - LECCE 4 - 1
19' Muriel - 34' PAZZINI - 49' MILITO - 73' CAMBIASSO - 81' ALVAREZ


INTER (4-4-2): Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel, Nagatomo; Faraoni (1' st Milito), Zanetti, Thiago Motta, Alvarez; Pazzini (26' st Obi), Forlan (1' st Cambiasso).
A disposizione: Castellazzi, Cordoba, Coutinho, Castaignos.
All.: Ranieri.
LECCE (3-5-2): Gabrieli; Oddo, Tomovic, Ferrario; Cuadrado, Giacomazzi, Obodo (30' st Pasquato), Olivera (1' st Piatti), Brivio; Muriel (9' st Corvia), Di Michele.
A disposizione: Turbacci, Diamoutene, Grossmuller, Bergougnoux.
All.: Cosmi.
Arbitro: Guida (Torre Annunziata).

L’Inter chiude l’anno solare con l’ennesima vittoria, la quarta consecutiva, la sesta nelle ultime sette gare.
Contro l’ultima in classifica Ranieri sceglie Alvarez e Faraoni esterni di centrocampo e Forlan che affianca Milito in avanti.
L’Inter parte bene ma la 20esimo viene beffata da un contropiede pugliese che coglie di sorpresa la scoperta difesa nerazzurra e il Lecce va in vantaggio con Muriel.
L’Inter, incassato il colpo, si getta a capofitto con l’intento di pareggiare subito i conti. Forlan colpisce un palo, Pazzini coglie la traversa, Samuel spedisce sul palo. La porta dei salentini sembra stregata e quando Forlan colpisce l’ennesima traversa (quattro pali in dieci minuti, un record!!!) iniziano a comparire nuvoloni scuri di tristi presagi. Ma subito dopo Maicon pennella in area dove Pazzini, da rapace d’area anticipa il portiere leccese e infila il meritato pareggio.
Ristabilita la parità, l’Inter cerca subito il gol del vantaggio. Ma il primo tempo finisce sull'1-1 con un’Inter bella e convincente che probabilmente avrebbe meritato di più.
Ad inizio ripresa Ranieri stravolge la squadra togliendo un positivo Forlan e Faraoni per Milito e Cambiasso.
L’Inter comincia attaccando come aveva finito e dopo tre minuti trova il vantaggio. Alvarez, spostato a fare il trequartista, recupera palla e lancia Milito che a tu per tu col portiere finalmente la butta dentro.
L’Inter continua ad attaccare ma si scopre agli attacchi leccesi che sfiorano il pareggio in almeno 2-3 occasioni. Ranieri si copre inserendo Obi per Pazzini ma sale in cattedra Nagatomo. Prima fa un’azione strepitosa sulla sinistra e da un pallone perfetto a Cambiasso che spedisce in rete il 3-1 e poi, sempre sulla sinistra perde palla, la recupera e crossa sul secondo palo, dove Alvarez, semi infortunato, colpisce al volo e realizza il poker.
Finisce 4-1. Vittoria meritata che avrebbe potuto assumere i contorni di una goleada senza i quattro legni colpiti. Rispetto alle ultime uscite abbiamo preso qualche rischio di troppo in difesa ma in fase offensiva abbiamo creato molto. Migliori in campo Nagatomo e Alvarez. L’argentino finché ha giocato sulla sinistra è stato irritante come spesso succede ma una volta spostato in mezzo nel suo ruolo naturale ha cambiato volto alla partita.
Positivo Forlan che, per le caratteristiche che ha, sarebbe la spalla ideale di Pazzini. Molto positivo Maicon che sulla fascia ha fatto il bello e il brutto tempo. Qualche errore di troppo in fase difensiva mentre Pazzini e Milito, gol a parte, non mi hanno convinto più di tanto.
Portiamo a casa un’altra vittoria. Ed è questo quello che conta. Ora la pausa natalizia per ricaricare le batterie. Anche se vista l’Inter delle ultime settimane verrebbe voglia di spostare il Natale di un mesetto. Che dite, si può? Galliani ci sarebbe riuscito sicuramente, Moratti non ci proverà nemmeno. Buon Natale Inter!!!

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martedì 20 dicembre 2011

PALLA AL CENTRO. SI RECUPERA LA PRIMA GIORNATA

PALLA AL CENTRODiscussioni e commenti aspettando il fischio d’inizio


SERIE A

Martedì 20 dicembre ore 18
SIENA-FIORENTINA
Il bilancio dei 12 precedenti tra le due squadre in Serie A vede i viola avanti per sei vittorie a tre; tre anche gli incontri terminati in parità.

Martedì 20 dicembre ore 20.45
CAGLIARI-MILAN
Il Cagliari non vince contro il Milan in campionato dall’ottobre 1998 (1-0 in casa); da allora, per i sardi 13 sconfitte e quattro pareggi contro i rossoneri.

Mercoledì 21 dicembre ore 18
UDINESE-JUVENTUS
Perfetto equilibrio nel bilancio recente di questa sfida in campionato: nelle ultime quattro stagioni, le due squadre si sono spartite una vittoria a testa in ognuna di queste. Tuttavia i friulani hanno vinto solo due delle ultime 14 gare giocate in casa contro la Juve in campionato.
La squadra di Guidolin è l’unica compagine ad aver vinto tutte le gare giocate in casa nel campionato in corso (sette su sette). Juve unica squadra della Serie A 11/12 ancora imbattuta, in virtù di nove vittorie e sei pareggi.

Mercoledì 21 dicembre ore 20.45
ATALANTA-CESENA
Pessimo il bilancio del Cesena contro l’Atalanta in Serie A: sei partite, un solo gol segnato, due pareggi e quattro sconfitte.
BOLOGNA-ROMA
La Roma è imbattuta da sette incontri con il Bologna in campionato, in virtù di quattro successi e tre pareggi.
INTER- LECCE
I nerazzurri sono imbattuti contro i salentini da otto sfide di campionato (sei vittorie, due pareggi).
LAZIO-CHIEVO
Nelle ultime due stagioni la Lazio ha sempre vinto sul campo del Chievo, ma non è andata oltre il pareggio quando ha ospitato all’Olimpico i veronesi.
NAPOLI-GENOA
Nelle ultime tre sfide di campionato un pareggio a reti bianche e due successi del Napoli per 1-0 nella scorsa stagione. Prima di quelle tre gare, i rossoblu avevano vinto le precedenti cinque sfide di Serie A con i partenopei.
NOVARA-PALERMO
Sono 12 i precedenti tra le due squadre in Serie A: quattro le vittorie dei piemontesi, tutte in casa, sei i successi dei siciliani e due i pareggi.
PARMA-CATANIA
Otto i precedenti nella massima serie tra le due squadre: due i successi degli emiliani, tre le vittorie degli etnei, altrettanti i pareggi.

CLASSIFICA SERIE A – 16^ GIORNATA
Juventus 33 Udinese 31 Milan 31 Lazio 29 INTER 23 Roma 21 Genoa 21 Napoli 21 Catania 21 Palermo 20 Chievo 19 Cagliari 18 Parma 18 Fiorentina 17 Atalanta (-6)17 Bologna 15 Siena 14 Cesena 12 Novara 11 Lecce 9



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domenica 18 dicembre 2011

PRINCIPE? NO, RANOCCHIA. IL TRIS DI VITTORIE E' SERVITO

Serie A 2011-2012 – 16^ Giornata
CESENA - INTER 0 - 163' RANOCCHIA

CESENA (4-2-3-1): Antonioli; Comotto, Von Bergen, Rodriguez, Lauro (43' st Benalouane sv); Parolo, Guana; Ceccarelli (22' st Ghezzal ), Mutu, Candreva; Eder (22' st Bogdani).
A disposizione: Ravaglia, Ricci, Djokovic, Malonga.
All.: Arrigoni
INTER (4-4-2): Julio Cesar; Maicon, Lucio, Ranocchia, Nagatomo; Zanetti, Thiago Motta, Cambiasso, Coutinho (1' st Obi); Milito (44' st Stankovic), Pazzini (37' st Forlan).
A disposizione: Castellazzi, Samuel, Alvarez, Zarate.
All.: Ranieri
Arbitro: Romeo di Verona.


Missione compiuta. L’Inter torna da Cesena con tre punti frutto della terza vittoria consecutiva e della terza partita senza subire gol.
Ranieri a sorpresa fa riposare Samuel schierando il recuperato Ranocchia in mezzo alla difesa insieme con Lucio. A centrocampo Coutinho vince il ballottaggio con Alvarez mentre in avanti fiducia ancora alla coppia Milito-Pazzini.
Primo tempo tutto sommato equilibrato con l’Inter che fatica a rendersi pericolosa grazie anche ad un Cesena ben messo in campo.
Nella ripresa consueto cambio dell’esterno sinistro di centrocampo. Un impalpabile Coutinho lascia spazio a Obi. Il nigeriano ovviamente fatica a incidere sulla partita ed è il Cesena a rendersi pericoloso in un paio di occasioni. Anche perché in difesa Ranocchia sbaglia parecchio.

EGEMONIA BARCELLONA. IL TETTO DEL MONDO E' SUO



MONDIALE PER CLUB 2011 - FINALE
BARCELLONA-SANTOS 4-0
17’ Messi - 24' Xavi - 45' Fabregas – 83’ Messi
Il Barcellona è campione del mondo. I blaugrana battono senza fatica il Santos per 4-0 in una partita già decisa nel primo tempo grazie a un bel gol di Messi, a un inserimento di Xavi e a un tap in di Fabregas su respinta del portiere avversario. Poi Messi firma il poker a 8’ dalla fine.
Altra partita trionfale della squadra di Guardiola e altro titolo portato a casa. Non si possono però decantare le lodi a questo Barcellona senza tenere conto del Santos. I brasiliani, che qualcuno aveva descritto come una squadra forte, sono in realtà una squadra mediocre che ha solo in Neymar e Ganso giocatori di buon livello mentre Elano, giocatore di esperienza, viene inspiegabilmente lasciato inizialmente in panchina ed entra alla mezzora quando il risultato è già sul 2-0.
Con ciò non voglio dire che il Barcellona abbia demeritato, anzi il trionfo è più che meritato. Ma credo sia chiaro a tutti che contro questo Santos è estremamente facile mettere in atto il calcio spettacolo dei blaugrana e che non sono certo queste le partite in cui si evince il valore dei catalani (non facciamoci trarre in inganno dai telecronisti di Mediaset Premium che hanno esaltato il Barcellona come se stesse battendo per 4-0 il Real Madrid). Contro Neymar e compagni avrebbe fatto bella figura anche il Cesena o il Lecce e sarebbe riuscito a segnare anche Milito (non quello dell’anno del Triplete ma quello che stiamo vedendo in questo periodo) contro una difesa che fa acqua da tutte le parti.
Ma in ogni caso bisogna rendere merito al Barcellona. Una squadra fortissima, ben organizzata e che ha in Messi la sua arma in più. Un grandissimo campione che si è integrato perfettamente nel gioco blaugrana costruito su misura per esaltare le sue doti (non a caso nell’Argentina spesso è una comparsa e quasi mai l’attore protagonista).
Il Barcellona mette in bacheca l’ennesimo trofeo e dimostra di essere tutt’altro che sazio. Il Real Madrid e le avversarie europee sono avvisate, questa squadra ha ancora fame di trionfi.


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sabato 17 dicembre 2011

ALLA RICERCA DEL "NON C'E' DUE SENZA TRE"

Penultima fatica per l’Inter che domani pomeriggio andrà a Cesena per l’ultima trasferta dell’anno solare. Trasferta non certo facile contro un avversario in netta ripresa dopo un inizio di stagione non semplice. La cura Arrigoni (subentrato a Giampaolo) sta facendo effetto e i romagnoli sono reduci dalla bella vittoria a Palermo.
Ecco perché i nerazzurri non dovranno sottovalutare l’avversario e anzi scendere in campo molto concentrati.
Ranieri conferma il 4-4-2 con Julio Cesar in porta e la difesa composta da Maicon, Lucio, Samuel e Nagatomo. A centrocampo Zanetti e Faraoni sono gli esterni mentre Thiago Motta e Cambiasso i centrali. In attacco dovrebbero essere confermati Pazzini e Milito. Non mancano però le alternative. Come esterni di centrocampo potrebbero trovare spazio Alvarez o Coutinho e magari con l’inserimento di uno dei due giovani, Zanetti potrebbe essere spostato in mezzo per far rifiatare Cambiasso o Thiago Motta. Oppure potrebbe toccare a Poli. In attacco l’unico dubbio è rappresentato da Forlan che potrebbe rilevare Milito. Anche se l’attaccante ex Atletico Madrid è appena rientrato e probabilmente non ha ancora nelle gambe i minuti per partire da titolare.
La doppia vittoria ottenuta contro Fiorentina e Genoa ha rilanciato le nostre quotazioni, ma proprio ora non bisogna fermarsi. Contro il Cesena domani e il Lecce mercoledì i tre punti sono quasi obbligatori.
Se è vero che abbiamo vinto quattro delle ultime cinque gare è anche vero che quest’anno non siamo riusciti a mettere in fila tre vittorie consecutive. Sarebbe importante sfatare anche questo tabù e tornare dalla Romagna con tre punti in saccoccia.
Al di là del risultato positivo, io ho visto nelle ultime gare un’Inter in crescita. In difesa abbiamo riacquistato solidità e in mezzo al campo non siamo messi malissimo come qualche tempo fa. Rimane ancora il problema di un attacco a secco con i nostri bomber che non riescono a buttarla dentro con una certa continuità. Speriamo che con il ritorno di Maicon e Forlan le cose possano migliorare.
E nel frattempo domani pretendo i tre punti. Non importa come vinciamo, non importa se segna Nagatomo di testa o Milito di fondoschiena. L’importante è uscire dal Manuzzi con i tre punti
.
FORZA INTER !!!


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venerdì 16 dicembre 2011

OTTAVI, EVITATE LE SPAGNOLE, SARA' DI NUOVO ITALIA-INGHILTERRA

Poteva andare peggio alle italiane nel sorteggio degli ottavi di Champions League, effettuati stamattina a Nyon. Milan e Napoli hanno evitato lo spauracchio delle spagnole Real Madrid e Barcellona e se la vedranno con le inglesi.
Non è andata bene al Napoli che dopo aver superato il girone di ferro con Bayern Monaco, Manchester City e Villareal, si ritrova di fronte il Chelsea di Villas Boas. Un altro avversario molto forte per i partenopei nella speranza che riescano per la seconda volta a cogliere tutti di sorpresa e a fare il colpaccio.
E’ andata decisamente meglio al Milan a cui è toccato l’Arsenal di Wenger. Un paio di stagioni fa i londinesi sconfissero i rossoneri ma questo Arsenal è tutt’altra cosa. L’era Wenger volge al termine e a mio avviso il club inglese è tranquillamente alla portata dei rossoneri.
Dell’Inter ho già detto qui. I nerazzurri avrebbero pescato in ogni caso un avversario abbordabile. A patto che in due mesi si riesca a ritrovare lo smalto e la forma fisica persa in questi ultimi tempi.
E’ andata bene alle spagnole. I campioni in carica del Barcellona affronteranno i tedeschi del Bayer Leverkusen mentre il Real Madrid se la vedrà con il Cska Mosca. Le aspirine sono una discreta formazione ma dubito che abbiano i mezzi per impensierire i blaugrana. Per gli uomini di Mourinho invece la doppia sfida russa dovrebbe (il condizionale è sempre d’obbligo) essere una formalità.
La cenerentola Apoel Nicosia affronterà il Lione. Un colpo di fortuna per i francesi che dopo aver superato il turno in maniera dubbia (quel 7-1 a Zagabria puzza di marcio come un pesce dopo tre mesi) si ritroveranno di fronte un avversario molto agevole.
Sulla carta è andata bene anche al Bayern Monaco. Anche se il Basilea, dopo aver eliminato il Manchester United vorrà ripetere l’impresa e far fuori un’altra big europea.
Infine lo Zenit Pietroburgo di Spalletti se la vedrà con il Benfica.

Ecco il quadro completo degli ottavi con le relative date in cui si disputeranno gli incontri.
Lione-Apoel Nicosia (and. 14 febbraio - rit. 7 marzo)
Napoli-Chelsea (and. 21 febbraio - rit. 14 marzo)
Milan-Arsenal (and. 15 febbraio - rit. 6 marzo)
Basilea-Bayern Monaco (and. 22 febbraio - rit. 13 marzo)
Bayer Leverkusen-Barcellona (ant. 14 febbraio - rit. 7 marzo)
Cska Mosca-Real Madrid (and. 21 febbraio - rit. 14 marzo)
Zenit San Pietroburgo-Benfica (and. 15 febbraio - rit. 6 marzo)
Marsiglia-Inter (and. 22 febbraio - rit. 13 marzo)


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CHAMPIONS LEAGUE, OSTACOLO MARSIGLIESE PER L'INTER

L’urna di Nyon parla francese. I sorteggi degli ottavi di Champions League ci regalano come avversari i transalpini dell’Olimpique Marsiglia di Didier Deschamps.
Rispetto agli ultimi anni dove c’era il rischio di beccare un’avversaria europea di spessore (e spesso e volentieri l’abbiamo beccata) questa volta la prima posizione nel nostro girone ci ha permesso di guardare con tranquillità al sorteggio consci del fatto che le probabili avversari erano tutte abbordabili e che la differenza la farà il nostro stato di salute.
Come scrivevo settimana scorsa, in questo momento ogni avversario potrebbe metterci in difficoltà e avremmo difficoltà a superare il turno anche con un Bate Borisov qualsiasi.
Ma gli ottavi sono fra due mesi e in questi 60 giorni possono cambiare molte cose. Soprattutto questa Inter da qui a metà febbraio può crescere e migliorare fino a ritrovare una sua stabilità.
Di fronte avremo una squadra giovane. Il Marsiglia è infatti formato da molti talenti, ci sono i due talenti Ayew, in particolare il più giovane Andrè che potrebbe mettere in difficoltà la retroguardia nerazzurra. Il centrocampo è invece formato da giocatori importanti e d'esperienza. In primis c'è Lucho Gonzalez, centrocampista argentino di 30 anni ma anche Alou Diarra che in passato è stato nel mirino dell'Inter. Nella rosa c'è anche Valbuena, ala francese dotata di grande tecnica e fantasia.
Il tecnico è Didier Deschamps che da giocatore ha vinto parecchio nella Juve di Lippi (e della Triade) mentre da allenatore ha guidato il Monaco fino alla finale di Champions League nel 2004 (in semifinale i francesi sconfissero il Chelsea guidato da Claudio Ranieri) e con la Juventus ha vinto un campionato di Serie B (anche se se ne andò a poche giornate dalla fine del campionato per divergenze con la dirigenza bianconera).
Sarà una doppia sfida da non sottovalutare. Nella mente di tutti è ben impresso il sollievo con cui abbiamo accolto lo Schalke 04 nel sorteggio dei quarti di Champions League nella scorsa stagione. L’esito di quella doppia sfida sarà da monito per evitare facili entusiasmi e affrontare con la giusta concentrazione i 180 minuti. Battere il Marsiglia è tutt’altro che impossibile. Ma guai a sentirci già qualificati.



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mercoledì 14 dicembre 2011

TESTA BASSA E CONTINUIAMO A CORRERE

Al di là dei facili entusiasmi dell’immediato post-partita, è ovvio che la nostra situazione è in netto miglioramento ma non per questo dobbiamo lasciarci andare a facili illusioni.
Però rispetto a qualche settimana fa inizia
mo a vedere qualcosa di buono. Per esempio la difesa che faceva acqua da tutte le parti e che da 180 minuti non prende gol. La coppia Samuel-Lucio se in discreta forma fanno ancora un discreto figurone. E se giocano bene loro, danno fiducia anche ai compagni di reparto e ai centrocampisti. C’è da dire che nelle ultime due partite anche Nagatomo è migliorato parecchio. Ok, non è un Maicon mancino ma se non altro possiamo contare su un buon terzino.
Anche il centrocampo non è male. Motta è l’unico capace di fare gioco e pazienza se non è un fulmine di guerra. Cambiasso il suo lo fa sempre.
Ma le risposte arrivano anche dai giovani. Poli, che finalmente Ranieri si è deciso schierare, non mi è dispiaciuto affatto. Se consideriamo che giocava fuori ruolo e tornava dopo una lunga assenza, la sua prova è decisamente positiva. Buono anche Alvarez. Vabbè, è lento, vabbè spesso verrebbe voglia di prenderlo a calci nel sedere, però è anche uno di quelli capace di farti la giocata vincente o di cambiare passo alla partita (sottolineiamo alla partita, non certo lui). Ieri sera è apparso un po’ sottotono Faraoni. Ma alzi la mano che ha il coraggio di colpevolizzarlo per una partita giocata non bene.
Le uniche note dolenti rimangono in avanti. Milito lo stiamo aspettando da due anni. Non demerita ma è molto molto lontano da un Milito quantomeno presentabile. Pazzini è un uomo d’area, se non gli arrivano palloni decenti finisce col vagare nel vuoto. Per fortuna è rientrato Forlan. L’ex attaccante dell’Atletico Madrid avrà i suoi annetti ma è sicuramente uno di quei attaccanti che fa la differenza. La sua assenza si è sentita, sbagliato dire il contrario.
A dir la verità le assenze hanno fatto spesso la differenza in questo trimestre. Forlan, Sneijder, Maicon, Thiago Motta, Lucio, il vero Milito, tutti giocatori importanti per questa Inter, tutti giocatori capaci di fare la differenza.
Con il loro recupero e con il definitivo lancio di qualche giovane (Faraoni, Coutinho, Alvarez, Poli, Castaignos) possiamo sperare in una seconda parte di stagione decisamente migliore. L’obiettivo terzo posto potrebbe essere accessibile.
Ma niente illusioni, testa bassa e continuiamo a fare la nostra corsa. A primavera inoltrata tracceremo il bilancio.


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martedì 13 dicembre 2011

LA RIMONTA NERAZZURRA E' PARTITA !!!

Serie A 2011-2012 – 11^ Giornata (Recupero)


GENOA - INTER 0 - 1
66’ NAGATOMO



GENOA (5-3-1-1): Frey; Mesto, Granqvist, Dainelli, Kaladze, Moretti; Rossi, Veloso, Constant (15' st Jankovic); Merkel (30' st Caracciolo); Ze' Eduardo (6' st Pratto).
A disposizione: Lupatelli, Seymour, Jorquera, Marchiori.
All.: Malesani.
INTER (4-4-2): Julio Cesar; Zanetti, Lucio, Samuel, Nagatomo; Faraoni (1' st Alvarez), Cambiasso, Thiago Motta, Poli (24' st Obi); Pazzini, Milito (36' st Forlan).
A disposizione: Castellazzi, Cordoba, Zarate, Muntari.
All.: Ranieri.
Arbitro: Banti di Livorno.

L’Inter torna da Marassi con tre punti e con una situazione di classifica più consona al suo blasone.
Ranieri deve fare a meno di Maicon e rinuncia Coutinho. Il rientrante Zanetti sostituisce il terzino mentre sul versante sinistro del centrocampo nerazzurro abbiamo una incredibile visione: Andrea Poli. Allora esiste ed è vivo è vegeto. Per il resto la squadra rimane invariata.
Il primo tempo è tutto di marca nerazzurra. Tre occasioni limpide per i nostri ragazzi su cui Frey mette le sue manone. Ci sarebbe anche un’espulsione da ultimo uomo per un fallo su Milito lanciato a rete. Ma Banti sorvola.
Nella ripresa Alvarez prende il posto di uno spento Faraoni (un calo può starci dopo un paio di buone prestazioni). L’argentino parte maluccio ma a metà ripresa si riscatta. Pennellata perfetta su cui il più piccolo della compagnia, Nagatomo, svetta (vabbè, si fa per dire…) di testa e infila Frey.
L’Inter avrebbe l’occasione per raddoppiare ma nel finale tocca a Julio Cesar guadagnarsi la pagnotta con due miracoli su Jankovic e su Veloso. Si rivede anche Forlan che, nonostante sia ancora fuori forma, dà il suo prezioso contributo alla causa nerazzurra.
L’Inter vince la seconda gara consecutiva e soprattutto per la seconda gara consecutiva non subisce gol. Se la doppia vittoria con Cagliari e Siena aveva convinto poco, questa con Fiorentina e Genoa ci convince pienamente. Se continuiamo su questa strada e se recuperiamo qualche elemento importante possiamo ancora dire la nostra.

In quattro giorni abbiamo recuperato
5 punti alla Juventus
5 punti al Milan
5 punti al Napoli
5 punti alla Roma
3 punti all’Udinese
3 punti alla Lazio
Dal quint’ultimo posto siamo risaliti fino alla sesta piazza.
E se segna Nagatomo di testa (io ho iniziato ad esultare appena è partito il cross di Alvarez) non ci sono più dubbi: è partita la rimonta nerazzurra !!! (Almeno fino al prossimo passo falso)


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domenica 11 dicembre 2011

SEGNALI DI CRESCITA O SOLO LAMPI PASSEGGERI?

La Fiorentina vista ieri sera non scoppia di salute e probabilmente non sta messa meglio dell’Inter. Ma questo non sminuisce affatto la buona prova della squadra nerazzurra. I nostri ragazzi negli ultimi tempi sono stati bravissimi a complicarsi la vita. Per fare un paio di esempi, il Trabzonspor era davvero poca roba eppure noi in Turchia abbiamo pareggiato, il Cagliari non ci ha impensierito eppure contro i sardi abbiamo sofferto più del necessario e preso un gol nei minuti finali. Ecco perché credo che la bella prestazione di ieri sera sia principalmente merito nostro e non demerito altrui.
Fermo restando che, come ha ammesso lo stesso Ranieri in conferenza stampa, l’Inter del triplete non c’è più. Dunque scordiamoci di vedere partite straordinarie, vinte in 10 o pareggiate in 9. Ci accontentiamo di vedere una buona squadra, che ha una minima parvenza di gioco e che riesce a segnare un gol più degli avversari. Esattamente l’Inter vista ieri sera.
In assenza di Sneijder (che rientrerà dopo la pausa natalizia), Ranieri ha deciso di puntare sul classico 4-4-2. E la scelta sembrerebbe giusta. Sulla destra il rientrante Maicon e Faraoni s’intendono a meraviglia e sull’altro versante Nagatomo è apparso meno scarso rispetto ad altre volte con Coutinho che partendo decentrato semina pericoli in area avversaria (il brasiliano dà il meglio partendo dalla sinistra e non da trequartista). Il buon lavoro degli esterni agevola anche il compito di Thiago Motta e Cambiasso. In particolare l’italo-brasiliano è sembrato meno statico e più partecipe alla manovra nerazzurra. In difesa Lucio e Samuel se sono in buona forma rimangono un muro invalicabile sebbene ieri sera Gilardino, Ljajic e Santiago Silva abbiano creato ben pochi pericoli.
Rischio di essere noioso ma chi sono stati i migliori in campo ieri sera? Faraoni e Coutinho. E cosa ho sempre ripetuto io? Che bisogna dare spazio e fiducia ai giovani. Non c’era certo bisogno di un genio per capirlo. Si butta un giovane in campo per 20 minuti e subito si francobolla come brocco o non da Inter. Diamogli fiducia, facciamoli giocare, facciamoli sbagliare e poi ne riparliamo. Faraoni mi sta impressionando, Coutinho e Alvarez secondo me stanno crescendo. Entrambi erano inguardabili nelle prime uscite, ora fanno delle prestazioni comunque buone. Certo hanno i loro difetti, sono ancora acerbi tecnicamente, ma sono sulla buona strada. Ecco pe
rché continuo a non capire perché Poli non abbaia ancora visto il campo nonostante da cinque partite vada costantemente in panchina. E viceversa Ranieri mette in campo Muntari, un corpo estraneo in questa Inter. Perché far giocare un calciatore che questa estate era in partenza e che comunque non rientra nei piani dell’allenatore e della società? Mistero. Il ghanese ieri sera è stato davvero penoso. E lo stesso si può dire di Zarate. Davvero irritante. Tanto da far quasi rimpiangere Milito. Il Principe è ancora lontano dall’essere in forma decente ma se non altro si sbatte, lotta, segue la manovra. Insomma cerca di rendersi utile alla squadra, al contrario di Zarate.
Nel complesso la prestazione è buona ma prima di dare giudizi affrettati aspettiamo Natale. Il Genoa martedì, il Cesena domenica prossima e il Lecce fra 10 giorni ci diranno se la buona gara di ieri sera era solo un’oasi nel deserto o se possiamo sperare in qualcosina in più. Nella speranza che con l’anno nuovo rientrino gli assenti (Sneijder e Forlan su tutti) e che Babbo Natale Moratti ci porti in dono qualche rinforzo.



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sabato 10 dicembre 2011

PAZZINI RITROVA IL GOL, L'INTER RITROVA LA VITTORIA

Serie A 2011-2012 – 15^ Giornata

INTER - FIORENTINA 2 - 0
41' PAZZINI – 49’ NAGATOMO


INTER (4-4-2): Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel, Nagatomo; Faraoni, Thiago Motta, Cambiasso, Coutinho (17' st Muntari); Milito (19' st Zarate), Pazzini.
A disposizione: Castellazzi, Cordoba, Alvarez, Poli, Castaignos.
All.: Ranieri.
FIORENTINA (4-4-2): Boruc; De Silvestri, Gamberini, Natali, Pasqual; Behrami, Munari (7' st Salifu), Lazzari (30' st Kharja), Vargas; Ljajic (20' st Silva), Gilardino.
A disposizione: Neto, Nastasic, Romulo, Romizi.
All.: Rossi.
Arbitro: Tagliavento

L’Inter porta a casa i tre punti, ritrova i gol di un attaccante a San Siro e riesce a segnare due gol senza subirne. Come punto di partenza non è male.
Ranieri schiera un 4-4-2 con Lucio e Samuel centrali di difesa, Coutinho preferito ad Alvarez sulla sinistra, Faraoni confermato a destra e Pazzini e Milito in attacco.
Primo tempo abbastanza equilibrato. Per l’Inter ci provano Pazzini e Coutinho, la Fiorentina, priva di Cerci, Montolivo e Jovetic, non si rende mai veramente pericolosa.
Al 41esimo si sblocca il risultato. Bellissimo lancio di Coutinho, Natali sbaglia il tempo d’intervento e Pazzini, defilato sulla sinistra, supera Boruc in uscita. Inter in vantaggio.
Nella ripresa l’Inter parte subito all’assalto e dopo quattro minuti trova il gol con Milito che lancia nello spazio Nagatomo, Boruc viene anticipato da Pasqual il cui rinvio carambola sul ginocchio di Nagatomo e finisce in rete.
Forte del doppio vantaggio l’Inter gioca più tranquilla. Nella seconda parte di gara cala il ritmo ma l’Inter avrebbe l’occasione per arrotondare il risultato prima con Muntari (entrato al posto di Coutinho) che colpisce di tibia da posizione favorevole e poi con Pazzini che trovatosi a tu per tu con l’estremo difensore viola non riusciva a superarlo.
Finisce 2-0. Una boccata d’ossigeno al termine di una partita giocata decisamente meglio rispetto alle ultime uscite.
Migliore in campo sicuramente Faraoni. Il giovane esterno nerazzurro conferma di essere un ottimo elemento, speriamo che non venga colpito da qual processo di involuzione di cui è stato vittima Santon. Molto positivo il centrocampo con Thiago Motta e Cambiasso, soddisfacente Coutinho, mentre Pazzini e Milito là davanti non hanno combinato granché sebbene il Pazzo abbia ritrovato la via del gol e sfiorato la doppietta. Decisamente positivo il rientro di Maicon, molto deludente Muntari (perché viene messo in campo rimarrà un mistero) e anche Zarate non mi è piaciuto. Rispetto ad altre gare Ranieri non ha fatto scelte di difficile comprensione. Anche se il fatto che dia spazio a Muntari e che ancora una volta lasci tutta la partita in panchina Poli è un grandissimo mistero a cui probabilmente non riusciremo mai a dare una risposta.
Per il momento ci teniamo stretti questi tre punti e pensiamo già al recupero di martedì prossimo a Genova. In questa stagione fare progetti e pronostici è sconsigliabile ma se dovessimo tornare dalla Liguria con in saccoccia altri tre punti, la nostra classifica potrebbe assumere un’altra prospettiva. Ma niente illusioni. Ne riparliamo martedì sera.
FORZA INTER !!!


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venerdì 9 dicembre 2011

PALLA AL CENTRO. E' L'ORA DEL CLASICO DI SPAGNA

PALLA AL CENTRODiscussioni e commenti aspettando il fischio d’inizio


Sabato 10 dicembre ore 18
LECCE-LAZIO
La Lazio ha perso solo una delle ultime sei sfide con il Lecce in Serie A, 2-1 in casa nella gara d’andata dello scorso campionato.
SIENA-GENOA
Dopo il successo nel primo confronto con il Genoa in Serie A (dicembre 2007) il Siena ha ottenuto solo due punti (due pareggi a reti bianche) nei successivi cinque match contro i Grifoni nella massima serie.

Sabato 10 dicembre ore 20.45
INTER-FIORENTINA
L’Inter non perde contro la Fiorentina da 10 sfide di campionato, otto vittorie e due pareggi il parziale. Per i viola un solo successo negli ultimi 17 incontri di Serie A coi nerazzurri, 2-1 al Franchi nel febbraio 2006. L’Inter ha vinto gli ultimi nove match contro la Fiorentina giocati a San Siro; ultima sconfitta in casa lo 0-4 a favore dei viola del maggio 2000.
PALERMO-CESENA
Gli unici precedenti tra Palermo e Cesena in Serie A sono i due confronti della passata stagione: vittoria esterna per 2-1 per i siciliani al Manuzzi, pareggio 2-2 al Barbera.

Domenica 11 dicembre ore 15
ATALANTA-CATANIA
Cinque delle ultime nove sfide di campionato tra Atalanta e Catania sono terminate 0-0, incluse le ultime due.
BOLOGNA-MILAN
Il Bologna non batte il Milan dall’agosto 2008 (2-1 a San Siro). Da allora i felsinei hanno raccolto un solo punto in cinque sfide di campionato contro i rossoneri, che hanno avuto la meglio nelle due gare della scorsa stagione.
CAGLIARI-PARMA
Cagliari imbattuto nelle ultime sei sfide di Serie A col Parma (tre vittorie e tre pareggi).
UDINESE-CHIEVO
Udinese imbattuta nelle ultime cinque sfide di campionato col Chievo (tre vittorie e due pareggi).

Domenica 11 dicembre ore 20.45
NOVARA-NAPOLI
Le ultime sfide tra queste squadre in Serie A sono quelle della stagione 1955/56, entrambe vinte dal Novara senza subire gol.

Lunedì 12 dicembre ore 20.45
ROMA-JUVENTUS
Dalla stagione 2004/05 la Roma è riuscita a battere la Juventus una sola volta, 2-1 a Torino nel gennaio 2010; otto le vittorie bianconere e tre i pareggi in questo parziale. In queste ultime 12 sfide, la Juventus ha sempre segnato contro la Roma.

CLASSIFICA DOPO 14 GIORNATE
Juventus 29 Milan 27 Udinese 27 Lazio 25 Napoli 20 Palermo 20 Roma 17 Catania 17 Cagliari 17 Parma 16 Fiorentina 16 Chievo 16 Atalanta (-6) 15 Genoa 15* Siena 14 INTER 14* Bologna 14 Novara 10 Cesena 9 Lecce 8
NB: Genoa e Inter una partita in meno

PREMIER LEAGUE
Manchester United-Wolves (10/12 h. 16)
Chelsea-Manchester City (12/12 h. 21)
Le due squadre di Manchester, protagoniste di questo inizio di stagione in Inghilterra, sono chiamate al pronto riscatto dopo l’eliminazione in Champions League.

LIGA
Real Madrid-Barcellona (10/12 h. 22)
E’ l’ora del SuperClasico di Spagna. La sfida infinita tra blancos e blaugrana vivrà un’altra emozionante puntata.

BUNDESLIGA
Hertha Berlino-Schalke04 (09/12 h. 20.30)
Augsburg-Borussia Monchengladbach (10/12 h. 15.30)
Borussia Dortmund-Kaiserslautern (11/12 h. 15.30)
Stoccarda-Bayern Monaco (11/2 h. 17.30)
Continua il testa a testa tra Bayern (31 punti), Schalke (31), Dortmund (30) e Monchengladbach (30)

LIGUE 1
Valenciennes-Montpelier (10/12 h. 19)
Sochaux-Paris Saint Germain (10/12 h. 19)
Riuscirà il sorprendente Montpelier a rimanere da solo in vetta o verrà raggiunto dal Psg di Leonardo?




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giovedì 8 dicembre 2011

MANCHESTER, ADDIO CHAMPIONS. BASILEA E NAPOLI FANNO FESTA

Ultima giornata dei gironi di Champions League col botto. A sorpresa Manchester rimane fuori dalla massima competizione. Sia lo United (finalista lo scorso anno) che il City infatti sono stati eliminati a favore di Basilea e Napoli. Svizzeri e italiani sono la sorpresa dei gironi eliminatori insieme ai ciprioti dell’Apoel Nicosia arrivati a sorpresa primi nel girone G davanti allo Zenit di Spalletti e ai campioni portoghesi del Porto.
Questa edizione di Champions League si presenta comunque molto equilibrata. Nelle sedici squadre che approdano agli ottavi ci sono 3 italiane, 2 spagnole, 2 tedesche, 2 inglesi, 2 francesi, 2 russe, 1 cipriota, 1 portoghese e 1 svizzera. Dunque niente egemonia anglo-spagnola (solo la bistratta Italia porta tutte le sue rappresentanti agli ottavi) e ben 5 squadre su 16 che non appartengono ai cinque campionati europei principali.
Nel girone A qualificazione senza problemi per il Bayern Monaco mentre il Napoli conquista uno storico approdo agli ottavi ai danni del Manchester City costretto a ripartire dall’Europa League. Merita un grosso applauso la squadra di Mazzarri che in un girone di ferro sembrava non avesse nessuna speranza e che invece alla fine è riuscita a conquistare gli ottavi.
Nel girone B trionfa l’Inter con le altre a contendersi la qualificazione fino all’ultimo respiro. Alla fine ad avere la meglio è stato il Cska Mosca mentre il sorprendente Trabzonspor andrà in Europa League e il Lille viene eliminato da tutto.
Il gruppo C è quello delle sorprese con il Benfica che vince il girone e il Basilea che conquista un’insperata qualificazione ai danni, come già detto, nel quotato Manchester United.
Nel girone D vittoria senza problemi per il Real Madrid che conquista 6 vittorie su 6 mentre approda agli ottavi come seconda il Lione che ha la meglio sull’Ajax dopo una vittoria quantomeno sospetta a Zagabria per 7-1 (con tanto di occhiolino di un difensore croato a Gomis, attaccante del Lione).
Nel girone E colpo di coda finale del Chelsea che batte il Valencia e si assicura la vittoria del girone. Secondo il Leverkusen mentre gli spagnoli (che in caso di vittoria o di pareggio a reti bianche allo Stamford Bridge avrebbero conquistato la qualificazione ai danni degli inglesi) devono accontentarsi dell’Europa League.
Nel girone F qualificazione ottenuta come prima della classe per l’Arsenal mentre il Marsiglia recupera due gol a Dortmund (da 0-2 a 3-2) e strappa la seconda piazza ai danni dell’Olimpiakos che finisce in Europa League.
Nel girone G l’altra incredibile sorpresa con l’Apoel che, come scrivevo un paio di settimane fa, ha strappato un biglietto per gli ottavi in un girone in cui Porto e Zenit sembravano i favoriti. I russi conquistano comunque la seconda piazza mentre i portoghesi vanno in Europa League.
Infine nel girone H come pronostico si qualificano Barcellona e Milan che non hanno avuto particolari problemi contro il Viktoria Plzen, che andrà in Europa League, e il Bate Borisov.
Venerdì prossimo si sapranno gli accoppiamenti degli ottavi. Ricordiamo che non si potranno incontrare squadre della stessa nazione e non saranno possibili incroci tra squadre qualificatesi nello stesso girone.

Prime classificate: Bayern Monaco (Germania), INTER (Italia), Benfica (Portogallo), Real Madrid (Spagna), Chelsea (Inghilterra), Apoel Nicosia (Cipro), Arsenal (Inghilterra), Barcellona (Spagna).
Seconde classificate:
Napoli (Italia), Milan (Italia), Cska Mosca (Russia), Lione (Francia), Basilea (Svizzera), Bayer Leverkusen (Germania), Marsiglia (Francia), Zenit Pietroburgo (Russia).
Terze classificate che andranno in Europa League:
Manchester City (Inghilterra), Trabzonspor (Turchia), Manchester United (Inghilterrs), Ajax (Olanda), Valencia (Spagna), Olympiacos (Grecia), Porto (Portogallo), Viktoria Plzen (Rep. Ceca).


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NON SAPPIAMO PIU' VINCERE E IL FUTURO...

Ci sono partite che non puoi perdere mai e partite che anche se le perdi non succede un dramma. La sfida di ieri sera contro il Cska Mosca rientra sicuramente nella seconda categoria. Con l’Inter qualificata e prima nel girone era facilmente prevedibile che i nerazzurri avrebbero giocato una gara sottotono.
Addirittura si pensava che Ranieri avrebbe fatto un pesante turnover dando spazio ai giovani. E invece il tecnico romano ha preferito fare un turnover parziale schierando molti dei titolari.
Ma in questo momento senatori o giovani il risultato non cambia. L’Inter fa cag
are (non ho trovato altro vocabolo per rendere l’idea) sempre e comunque. Gioca male quando i tre punti sono indispensabili e gioca male anche quando non ha stimoli.
La sconfitta di ieri sera è stata indolore ma la sensazione è che se c’era in palio la qualificazione avremmo perso comunque.
Come già sottolineavo ieri sera, in questa travagliata prima parte della stagione abbiamo perso 9 partite su 20, praticamente quasi una partita su due. Ma il dato più preoccupante è che San Siro è diventato terra di conquista. Infatti in casa abbiamo perso ben 5 gare e, altro dato che mi preoccupa, i nostri attaccanti in casa non segnano dallo scorso anno.
Pensare che fino ad un paio di stagioni fa la San Siro nerazzurra era un fortino inespugnabile. Tanto che, vado a memoria, fino a maggio avevamo perso 2-3 partite nelle ultime 5 stagioni.
L’immagine emblematica della serata è quella traversa di Milito. Il Milito del Triplete avrebbe fatto tutto da solo, cross millimetrico e colpo di testa preciso. Un Milito normale avrebbe colpito quel pizzico in più per spedirla in porta e non sulla traversa. Ma in questo momento Milito è solo la fotocopia della brutta copia del nostro attacc
ante argentino. Se fosse a porta vuota e la porta fosse 10 metri per 10, lui riuscirebbe a buttarla fuori o sul palo.
Ho fatto l’esempio di Milito non a caso. In questi momenti tocca a gente come Milito dare la scossa alla squadra, caricarla sulle spalle e portarla alla vittoria (ah, come manca uno come Eto’o).
Una vittoria ieri sera non sarebbe servita a niente ma io sono convinto che in alcuni contesti vincere abbia effetti benefici. Una vittoria fa bene al morale della squadra, dà fiducia all’attaccante che l’ha buttata dentro, cimenta il gruppo. Insomma i tre punti erano superflui alla classifica ma avrebbero fatto comodo allo spogliatoio.
Invece è arrivata l’ennesima sconfitta, indolore, magari immeritata, ma comunque sempre sconfitta è.
Per fortuna avevamo fatto bene in precedenza e ora andiamo da prima del girone agli ottavi dove ci capiterà un avversario tutto sommato abbordabile (Basilea, Lione, Bayer Leverkusen, Marsiglia o Zenit Pietroburgo). Anche se questa Inter avrebbe difficoltà a passare il turno anche col Bate Borisov o l’Otelui Galati.
Per fortuna gli ottavi si giocheranno fra due mesi e mezzo. Come già scrivevo ieri sera, spero che ci arrivi un’Inter diversa. Più in forma, con una situazione più florida dal punto di vista dei risultati e con più fame di vittorie. E se ci saranno anche un po’ di facce nuove (nuovi acquisti o giovani Primavera poco importa) meglio ancora.
Il futuro appare incerto ma non è mai troppo tardi per risollevarsi e per trovare nell’orgoglio la spinta per farlo.



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mercoledì 7 dicembre 2011

INDOLORE, MA PUR SEMPRE UNA SCONFITTA

Champions League 2011-2012 – Girone B Sesta Giornata

INTER - CSKA MOSCA 1 - 2
50’ Doumbia – 51’ CAMBIASSO - 86’ Berezutsky

INTER (4-4-1-1): Castellazzi; Nagatomo, Ranocchia, Samuel, Chivu (1' st Caldirola); Faraoni, Zanetti, Cambiasso, Obi (25' st Alvarez); Coutinho (1' st Zarate); Milito.
A disposizione: Orlandoni, Crisetig, Thiago Motta, Pazzini.
All.: Ranieri
CSKA MOSCA (4-4-2): Gabulov; Nababkin, V. Berezutsky, Ignashevich, A. Berezutsky; Oliseh (31' st Cauna), Semberas (31' st Aldonin), Mamaev, Dzagoev; Doumbia (46' st Schennikov), Vagner Love.
A disposizione: Chepchugov, Vasin, Rahimic, Fedotov.
All.: Slutsky
Arbitro: Fernandez Borbalan (Spa)

Nell’ultima giornata del girone della Champions League, l’Inter, già qualificata e prima, perde contro il Cska Mosca una partita giocata tutto sommato sulla falsariga delle ultime prestazioni (ovvero in modo pessimo).
Ranieri applica un parziale turnover schierando Castellazzi in porta, Nagatomo, Samuel, Ranocchia e Chivu in difesa, Faraoni, Zanetti, Cambiasso, e Obi a centrocampo e Coutinho di supporto all’unica punta Milito. Solo panchina per i giovani Caldirola e Cisetig che le notizie della vigilia davano titolari.
Il primo tempo è equilibrato. I russi sono più manovrieri, provano a fare la partita, visto che la qualificazione per loro è ancora in bilico e con una vittoria potrebbero sognare il colpaccio. L'Inter va a fiammate. Gli uomini di Ranieri si fanno pericolosi con Nagatomo, molto attivo, ma anche impreciso, mentre Milito prima disfa, sbagliando una rifinitura comoda in un 3 contro 1 nerazzurro, poi si fa ipnotizzare dal portiere Gabulov in uscita su di lui. All'intervallo è 0-0.
Nella ripresa spazio a Caldirola e Zarate che sostituiscono Chivu e un deludente Coutinho
La ripresa è scoppiettante: arriva prima il gol dei russi di Doumbia, lanciato sul filo del fuorigioco da Vagner Love. Immediata però la replica nerazzurra: tocco vincente a porta vuota di Cambiasso dopo un colpo di testa di Ranocchia respinto da Gabulov. 1-1 dopo 6' del secondo tempo.
La partita si decide nel finale. Anche qui un botta e risposta. Ma Milito, trovato dall'eterno Zanetti con un cross calibrato, mette sulla traversa il colpo di testa a portiere battuto, mentre 1' dopo Berezutsky di testa trova la capocciata vincente su angolo dalla destra. Il Cska vince ed esulta perché si qualifica per gli ottavi.
La prestazione resta insufficiente, Milito non ne azzecca una, il centrocampo è perennemente lento e le uniche note positive arrivano dai giovani, Faraoni su tutti.
Non sono queste le partite da vincere ma tre punti stasera non sarebbero stati male. Invece arriva l’ennesima sconfitta (se non faccio errore è la nona in 20 gare stagionali). Speriamo che fra tre mesi agli ottavi si presenterà un’Inter diversa.


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domenica 4 dicembre 2011

UNA STAGIONE DIFFICILE CHE SPERIAMO FINISCA PRESTO

Altra sconfitta, altra serata amara di una stagione che, come già scrivevo ieri sera, prevedo difficile e che, nonostante siamo ancora ai primi di dicembre, non vedo l’ora che finisca.
Se le due vittorie consecutive ci aveva
no illuso, la sconfitta contro l’Udinese ci riporta sulla terra ma non ci dice certo qualcosa di nuovo. Sono due mesi che tiriamo avanti così, tra partita giocate alla meno peggio e risultati positivi tirati per i capelli.
Il clima di disfatta che si respira in questo momento è dato dall’ennesima illusione svanita, di sicuro non dalla sconfitta subita o dalla scoperta che non abbiamo gioco, uomini adatti e di conseguenza nemmeno pretese.
Facile dare la colpa a Moratti, a Ranieri o a quel giocatore. La realtà è che la sconfitta è come la vittoria. Quando si vince è merito di tutti, quando si perde è demerito di tutti.
E le colpe di tutti le abbiamo già ampiamente illustrate. Il mancato mercato da parte della nostra dirigenza, per esempio. A tal proposito vorrei fare mio un commento letto in un altro blog. Due anni abbiamo vinto il Triplete con conseguenti introiti economici, abbiamo ceduto Balotelli, abbiamo ceduto Eto’o. Che fine hanno fatto tutti questi soldi? Possibile che non si sia potuto stanziare un piccolo budget da destinare a rinforzare la rosa?
Ranieri ci sta mettendo del suo. Cambia uomini, moduli, sbaglia sostituzioni. In alcuni momenti sembra che non ci capisca nulla (vorrei usare un’espressione più colorita…). A parziale discolpa c’è la questione infortuni e una rosa destinata a un altro allenatore e ad un altro modulo ma Castaignos e Obi esterni o Zarate e Milito trequartisti sono roba sua.
I giocatori sono arrivati alla fine. Mica possiamo crocifiggere i vari Milito, Stankovic, Cambiasso, Chivu, Zanetti, Thiago Motta, Lucio e via discorrendo se sono arrivati alla frutta e se vanno in campo perché non ci sono alternative. Anche perché se le alternative sono Nagatomo tanto vale tenersi i senatori spompati.
Non mi sento di addossare particolari colpe nemmeno a Pazzini per il rigore sbagliato. I rigori quasi sempre si segnano, qualche volta si sbagliano. Capita. Fa parte del calcio. Al limite potremmo chiederci perché sul dischetto è andato lui e non qualcun altro (non mi pare che Pazzini sia un rigorista). E se anche Zanetti rimedia un’espulsione (avvenimento storico da segnare sul calendario) vuol dire che siamo proprio in una stagione maledetta.

Il quadro complessivo è quello che è. In questo momento siamo una squadra allo sbando con attaccanti che non segnano, centrocampisti che passeggiano come se fossero ai giardinetti pubblici e difensori che sbandano come una macchina in curva quando c’è l’asfalto ghiacciato. In questo totale deserto anche una prestazione molto positiva di Faraoni si perde nel vuoto.
Saranno mesi difficili questi che stanno per arrivare. Prepariamoci a soffrire e a sperare che questa lenta agonia fisica al più presto. Nella speranza che la prossima estate inizi il processo di ricostruzione con un progetto serio e ben organizzato.
Tutto sommato una stagione fallimentare (diciamo metà classifica) non sarebbe da buttare. Servirebbe per guardarci in faccia e renderci conto che bisogna ripartire. Da zero e iniziando dai vertici dirigenziali.



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sabato 3 dicembre 2011

NESSUN RILANCIO, ARRIVA L'ENNESIMA SCONFITTA


Serie A 2011-2012 – 14^ Giornata

INTER - UDINESE 0 - 1
73’ Isla


INTER (4-4-2): Julio Cesar; Zanetti, Samuel, Ranocchia, Chivu (35' st Stankovic); Faraoni (17' st Zarate), Motta, Cambiasso, R.Alvarez (1' st Nagatomo); Pazzini, Milito.
A disposizione: Castellazzi, Cordoba, Poli, Castaignos.
All.: Ranieri
UDINESE (3-5-1-1): Handanovic; Benatia, Danilo, Ferronetti; Basta, Isla, Pinzi, Asamoah, Armero; Torje (17' st Floro Flores), Di Natale (46' st Ekstrand).
A disposizione: Padelli, Doubai, Badu, Pasquale, Fabbrini.
All.: Guidolin
ARBITRO: Gervasoni (Mantova).

Era la partita che poteva definitivamente rilanciarci, invece è la partita che ci riporta alla nuda e cruda verità. Dopo le vittorie contro Cagliari e Siena c’eravamo illusi di poter risalire la classifica e disputare un campionato dignitoso, stasera l’Udinese ci ricorda che siamo una squadra alla frutta la cui massima ambizione può essere un tranquillo campionato di metà classifica.
Ranieri si copre bene schierando il 4-4-2 che avevamo ipotizzato stamattina. Il primo tempo è equilibrato con un’Inter molto accorta in difesa, che prende pochi rischi. Anche perché Di Natale, supportato da Torje, è troppo isolato per rendersi pericoloso. Si assiste così ad un bel primo tempo, dove tra i migliori risulta l’esordiente Faraoni che schierato da ala destra fa vedere delle buone cose e avvalora la tesi di chi (come il sottoscritto) sostiene che bisognerebbe dare più spazio ai giovani.
Nella ripresa Ranieri toglie come al solito l’esterno sinistro (in questo caso Alvarez) schierando Nagatomo. E’ un’Inter molto coperta con due terzini che fanno gli esterni di centrocampo. L’Inter abbassa il baricentro ma regge bene.
Ranieri, che fino a qual momento sembrava più intenzionato a non perdere che a vincere, decide di osare e butta nella mischia Zarate al posto di Faraoni. E’ un’Inter più offensiva che si espone però ai contropiedi letali dell'Udinese.
Al secondo contropiede, dopo aver sprecato clamorosamente il primo, Di Natale trova Floro Flores che allarga per l’inserimento di Isla lasciato solo (Chivu e i centrocampisti erano andati al bar a prendere un caffè…) e il cileno trafigge Julio Cesar.
L’Inter è costretta a gettarsi in avanti e per l’Udinese si aprono autostrade. A cinque minuti dal termine Zanetti atterra Asamoah in area beccandosi il secondo giallo e procurando il rigore. Di Natale si fa ipnotizzare da Julio Cesar che tiene l’Inter in partita.
Passano un paio di minuti e Ferronetti atterra Milito. L’Inter ha la grande occasione di agguantare l’isperato pareggio. Ma Pazzini dal dischetto scivola goffamente sparando alto.
Finisce qui. L’Inter incassa l’ennesima sconfitta pagando a caro prezzo la fortuna di Siena. Forse non meritavamo di perdere, abbiamo giocato una discreta partita e un pareggio sarebbe stato il risultato più giusto. Ma alla fine l’Udinese non ruba nulla.
L’Inter quest’anno è in uno stato davvero pietoso. Centrocampo nullo (ma Poli che fine ha fatto?), attacco spuntato, difesa scolapasta. Sarà una stagione molto difficile e personalmente già non vedo l’ora che finisca. Pensare che appena due anni fa… (sospiro)


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