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giovedì 8 dicembre 2011

NON SAPPIAMO PIU' VINCERE E IL FUTURO...

Ci sono partite che non puoi perdere mai e partite che anche se le perdi non succede un dramma. La sfida di ieri sera contro il Cska Mosca rientra sicuramente nella seconda categoria. Con l’Inter qualificata e prima nel girone era facilmente prevedibile che i nerazzurri avrebbero giocato una gara sottotono.
Addirittura si pensava che Ranieri avrebbe fatto un pesante turnover dando spazio ai giovani. E invece il tecnico romano ha preferito fare un turnover parziale schierando molti dei titolari.
Ma in questo momento senatori o giovani il risultato non cambia. L’Inter fa cag
are (non ho trovato altro vocabolo per rendere l’idea) sempre e comunque. Gioca male quando i tre punti sono indispensabili e gioca male anche quando non ha stimoli.
La sconfitta di ieri sera è stata indolore ma la sensazione è che se c’era in palio la qualificazione avremmo perso comunque.
Come già sottolineavo ieri sera, in questa travagliata prima parte della stagione abbiamo perso 9 partite su 20, praticamente quasi una partita su due. Ma il dato più preoccupante è che San Siro è diventato terra di conquista. Infatti in casa abbiamo perso ben 5 gare e, altro dato che mi preoccupa, i nostri attaccanti in casa non segnano dallo scorso anno.
Pensare che fino ad un paio di stagioni fa la San Siro nerazzurra era un fortino inespugnabile. Tanto che, vado a memoria, fino a maggio avevamo perso 2-3 partite nelle ultime 5 stagioni.
L’immagine emblematica della serata è quella traversa di Milito. Il Milito del Triplete avrebbe fatto tutto da solo, cross millimetrico e colpo di testa preciso. Un Milito normale avrebbe colpito quel pizzico in più per spedirla in porta e non sulla traversa. Ma in questo momento Milito è solo la fotocopia della brutta copia del nostro attacc
ante argentino. Se fosse a porta vuota e la porta fosse 10 metri per 10, lui riuscirebbe a buttarla fuori o sul palo.
Ho fatto l’esempio di Milito non a caso. In questi momenti tocca a gente come Milito dare la scossa alla squadra, caricarla sulle spalle e portarla alla vittoria (ah, come manca uno come Eto’o).
Una vittoria ieri sera non sarebbe servita a niente ma io sono convinto che in alcuni contesti vincere abbia effetti benefici. Una vittoria fa bene al morale della squadra, dà fiducia all’attaccante che l’ha buttata dentro, cimenta il gruppo. Insomma i tre punti erano superflui alla classifica ma avrebbero fatto comodo allo spogliatoio.
Invece è arrivata l’ennesima sconfitta, indolore, magari immeritata, ma comunque sempre sconfitta è.
Per fortuna avevamo fatto bene in precedenza e ora andiamo da prima del girone agli ottavi dove ci capiterà un avversario tutto sommato abbordabile (Basilea, Lione, Bayer Leverkusen, Marsiglia o Zenit Pietroburgo). Anche se questa Inter avrebbe difficoltà a passare il turno anche col Bate Borisov o l’Otelui Galati.
Per fortuna gli ottavi si giocheranno fra due mesi e mezzo. Come già scrivevo ieri sera, spero che ci arrivi un’Inter diversa. Più in forma, con una situazione più florida dal punto di vista dei risultati e con più fame di vittorie. E se ci saranno anche un po’ di facce nuove (nuovi acquisti o giovani Primavera poco importa) meglio ancora.
Il futuro appare incerto ma non è mai troppo tardi per risollevarsi e per trovare nell’orgoglio la spinta per farlo.



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3 commenti:

Winnie ha detto...

Tutto sommato non abbiamo giocato malissimo. E comunque a parità di prestazione meglio buttarci sui giovani. Se non altro abbiamo la speranza di poter migliorare col tempo.

Nicola ha detto...

Bah, io preferisco sempre l'esperienza dei senatori. Sarà dura arrivare a fine stagione e a giugno "l'è tutto da rifare"

Entius ha detto...

Sono daccordo che a giugno "l'è tuttoda rifare", ma se invece di ripartire da zero ripartissimo da cinque (ho scritto un numero a caso) sarebbe meglio.
Mi spiego. Faraoni, Castaignos, Coutinho, Alvarez, Caldirola, Obi, Crisetig e via discorrendo non sono fenomeni ma possono sicuramente tornarci utile in chiave futura. Meglio puntare su di loro (e su qualche altro tipo Ranocchia, Viviano, Pazzini) piuttosto che svenderli e andare a cercare qualcuno che costi di più e abbia lo stesso potenziale.

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