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mercoledì 29 giugno 2011

GIUSTIZIA PER BERGAMINI. RIAPERTA L'INCHIESTA

La procura di Castrovillari ha deciso di riaprire l'inchiesta sulla morte di Donato Denis Bergamini, calciatore del Cosenza Calcio, che morì 22 anni fa (il 18 novembre 1989) all’età di 27 anni in circostanze mai chiarite, investito da un camionista secondo la verità giudiziaria ora messa in dubbio dalla decisione. A riaprire il caso è il procuratore capo Franco Giacomantonio, rubricando l'ipotesi di reato per omicidio volontario contro ignoti.
Il caso fu archiviato nel 1992, etichettando la morte di Donato, chiamato Denis da amici e tifosi, come suicidio. Una decisione che non ha mai convinto nessuno: nè i parenti del calciatore, nè i tifosi del Cosenza che si sono sempre battuti per fare luce sul mistero. Anche Carlo Petrini, ex calciatori e attuale scrittore che indaga sui traffici oscuri del mondo del pallone, ha scritto un libro sull'accaduto: "Il calciatore sucidato".
Denis Bergamini morì a Roseto Capo Spulico, in provincia di Cosenza, dopo esser stato travolto da un camion. Almeno questa la versione ufficiale. Suicidio, dissero i giudici. Ma al grido di "Verità per Denis: Bergamini è stato ucciso", la famiglia di Denis e i tifosi del Cosenza (da sempre vicini alla famiglia dell'ex numero 8 rossoblu, tanto che la Curva Sud è dedicata proprio allo sfortunato centrocampista) hanno portato avanti proteste e richieste, fino a che, oggi, il procuratore di Castrovillari, Franco Giacomantonio, non ha riaperto il caso. Da quanto si è appreso, la procura ha riaperto il fascicolo collegandolo a un'indagine del 1994, in cui fu la questura di Cosenza a chiedere accertamenti che poi si arenarono.
In quasi due anni di indagine privata il legale della famiglia ha raccolto elementi che avrebbero messo in luce contraddizioni e incompatibilità della ricostruzione tecnica dell’investimento, con nuovi rilievi tecnico scientifici e fotografici, e con conclusioni medico-legali sul corpo del giovane calciatore che mettono in dubbio la verità giudiziaria offerta al processo.
Donata Bergamini, sorella del calciatore, ha subito dichiarato: "Finalmente hanno capito che Denis non si è ucciso ma è stato ucciso". Il legale Eugenio Gallerani, che rappresenta la famiglia Bergamini, ammette: "E' un passo importante ma non decisivo: bisogna ancora lavorare molto per giungere alla verità che, fino ad oggi, è sempre stata negata".
Sorridono anche i tifosi del Cosenza, entusiasti del fatto che si potrà fare luce su un mistero alla cui verità accertata non hanno mai creduto.
Verità e giustizia: quello che chiedono da 22 anni tutti quelli che erano legati, per motivi familiari o sportivi, al centrocampista rossoblu. Verità e giustizia. Il primo passo è stato fatto, ora speriamo che la verità venga finalmente alla luce.



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4 commenti:

DenisBergamini ha detto...

Ciao, visto la notizia importante ho deciso di riaprire "momentaneamente" il nostro blog e pubblicare il tuo post.

A presto

Entius ha detto...

Ok. Spero che il tuo impegno torni ad essere assiduo...

Andrea ha detto...

www.pianetasamp.blogspot.com

Ricordo il giocatore e ricordo che la vicenda dai mass media fu appunto dichiarata come un suicidio del ragazzo legato, se la memoria non m'inganna, alla depressione...
Certo che riuscire ad arrivare alla verità dopo così tanti anni purtroppo sarà tutt'altro che semplice...ciao!

Alessio ha detto...

Ottima scelta quella di riaprire il blog per un articolo così! Speriamo che venga fatta giustizia

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