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giovedì 24 novembre 2011

LA FAVOLA CIPRIOTA DIVENTA REALTA': APOEL NICOSIA AGLI OTTAVI

Una squadra cipriota tra le sedici più forti d'Europa: non era mai successo. E' l'Apoel Nicosia che martedì sera ha pareggiato sul campo dello Zenit San Pietroburgo conquistando un posto per gli ottavi di finale di Champions League con una giornata d'anticipo.
Un miracolo sportivo di quelli che strappano un sorriso, la classica squadra-simpatia che zitta zitta infila un risultato dopo l'altro e si guadagna un posto al sole.
Tre pareggi in casa di Porto, Zenit e Shakhthar, 6 punti su 6 fin qui nelle mura dello stadio Pancipriota. Vincere in casa e pareggiare fuori. Una semplice regola di base per passare il girone e qualificarsi agli ottavi, regola che l'Apoel di Nicosia ha applicato con diligenza scolastica.
Una squadra multietnica quella cipriota dove a farla da padrone sono brasiliani e portoghesi. Sono brasiliani gli attaccanti Ailton e Manduca (insieme 5 dei 6 gol realizzati dall’Apoel), portoghesi Pinto e Morais, anime del centrocampo, e Paulo Jorge, pilastro difensivo. Poi c’è il portiere belga, un paio di greci, un macedone, turchi, bosniaci e olandesi. E in panchina Jovanovic, tecnico serbo che sta facendo la storia del club. Ex centrocampista e bandiera dell’Iraklis Sallonico, da tecnico i successi maggiori li ha ottenuti proprio sulla panchina dell’Apoel dove è diventato una sorta di semi divinità. In sette anni alla guida del club gialloblù (prima parentesi dal 2003 al 2005, seconda dal 2008 ad oggi) ha conquistato due campionati ciprioti, tre supercoppe nazionali e guidato la squadra alle due spedizioni in Champions League.
Ma la qualificazione dell’Apoel è anche una vittoria per Michel Platini. Si è insediato all'Uefa promettendo di rubare la scena ai ricchi per concederla ai poveri - calcisticamente parlando, s'intende - e i frutti delle sue innovazioni regolamentari cominciano ad intravedersi in Champions League.
Non a caso questa edizione della Champions segnerà un record: il più alto numero di squadre non appartenenti all’elite del calcio europeo (Spagna, Inghilterra, Germania, Italia e Francia) capaci di superare l’ostacolo dei gironi eliminatori. Apoel e Benfica sono già agli ottavi. All’Ajax manca solo l’aritmetica mentre nel girone G un posto è riservato al ballottaggio tra Porto e Zenit. In corsa con buone possibilità di qualificazione ci sono anche Trabzonspor e Cska Mosca (girone B), Basilea (girone C) e Olympiakos (girone F). E’ l’effetto della riforma di Platini che dall’estate del 2009 ha rivoluzionato i criteri d’accesso alla Champions privilegiando i campionati emergenti e rendendo più difficile la vita alle terze e quarte di Serie A, Premier, Liga e Bundesliga.
Alla fine le squadre più forti avranno il sopravvento ma fa sempre piacere quando ogni tanto qualche piacevole mina vagante arriva a rompere i soliti equilibri.

GIA' QUALIFICATE AGLI OTTAVI COME PRIME: Bayern - Inter - Real Madrid - Arsenal - Barcellona
LE ALTRE QUALIFICATE - POSSIBILI PRIME O SECONDE: Benfica - Bayer Leverkusen - Apoel – Milan
ANCORA IN LOTTA PER UN POSTO AGLI OTTAVI: Napoli/Manchester City - Trabzonspor/Lille/CSKA - Manchester United/Basilea - Ajax/Lione - Chelsea/Valencia - Marsiglia/Olympiakos/Dortmund - Zenit/Porto


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2 commenti:

Andrea ha detto...

www.pianetasamp.blogspot.com

Credo che dare la possibiltà alle vincitrici dei propri campionati di disputare i gironi di Champions sia assolutamente giusto anche se ciò rende poi la competizione tecnicamente più povera: ricordo che l'anno scorso ai preliminari ci furono accoppiamenti assurdi tipo Samp-Werder Brema e Auxerre-Zenit da una parte e Salisburgo-Hapoel e Sparta Praga-Zilina dall'altra...ciao!

Entius ha detto...

Ma anche quest'anno non è stato da meno. Arsenal-Udinese da un lato, Wisla Cracovia-Apoel Nicosia dall'altro.

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