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giovedì 30 settembre 2010

ADDIO A BRUNO GIORGI, GRANDE TECNICO E GRANDE UOMO

Se n'è andato ieri a quasi settant'anni in una clinica di Reggio Emilia, dov'era ricoverato per un male incurabile l’ex allenatore Bruno Giorgi. Era nato il 20 novembre 1940 a Pavia. Ha iniziato la sua carriera nel 1975 allenando la Reggiana in serie B e ha proseguito con serietà e professionalità fino al 1996 in A, alla guida del Cagliari. In 20 anni di attività ha allenato Reggiana, Empoli, Nocerina, Campobasso, Modena, Padova, Vicenza (dove lanciò un giovanissimo Roberto Baggio), Brescia, Cosenza (dove sfiorò la promozione in A), Fiorentina (con cui conquistò la finale di Coppa Uefa), Atalanta, Genoa e Cagliari (dove arrivò in semifinale di Coppa Uefa) lasciando un ricordo indelebile ovunque sia andato.
Una carriera piena di aneddoti e imprese. Come nel 1989 quando fu tentato dall'avventura in A alla guida della Fiorentina, con risultati deludenti in campionato, ma ottimi in campo europeo: giunse sino alla doppia finale di Coppa Uefa, poi persa contro la Juventus di Dino Zoff. Ma accadde qualcosa che non digerì mai: prima della finale fu infatti esonerato e al suo posto fu chiamato Ciccio Graziani che riuscì a salvare la squadra dalla retrocessione in B, ma perse la finale di Coppa (3-1 a Torino e 0-0 ad Avellino, in campo neutro).
Nella stagione 1993-'94 prese la guida di un Cagliari che si era qualificato in Coppa Uefa. Arrivò in semifinale in cui passò l'Inter, dopo aver eliminato la Juventus nei quarti della competizione. Alla fine di una stagione irripetibile nella quale verrà conquistata una tranquilla permanenza nella massima serie, Giorgi lasciò la panchina e successivamente, nel 1996, fu proprio lui a salvare il Cagliari dalla probabile retrocessione in B subentrando a campionato iniziato a Giovanni Trapattoni.
Il curriculum non lascia dubbi: Giorgi ha rappresentato la classica figura del tecnico preparato e ricco di umanità e non è un caso che tutte le società oggi lo salutino e lo ricordino con affetto.
Il Cagliari lo ricorda così: "Un gentiluomo cresciuto nel rispetto delle persone, e un ottimo allenatore, cui mancò la ciliegina di un trionfo personale. Ci è andato vicino, sia nel '94 col Cagliari, ma anche nel '90, con la Fiorentina, quando perse la finale di Uefa contro la Juventus. Aveva voluto bene al Cagliari, e il Cagliari gli aveva voluto bene. Ciao mister".
Mentre in una nota del Cosenza calcio si legge “Una grande perdita per chi lo ha conosciuto e potuto apprezzare, un ricordo indissolubile per colui che, con un Cosenza appena promosso in serie B dopo 25 anni di serie minori, solo a causa della classifica avulsa non riuscì a regalare anche la promozione in serie A. Seppure lontano dai campi di gioco da più di dieci anni. Giorgi non e' mai stato lontano dai nostri cuori. Era un tecnico preparato, dalla grande umanità e pieno di attenzioni per i suoi giocatori. A lui dobbiamo ricordi e momenti indimenticabili ed e' per questo che tutte le componenti del Cosenza Calcio rivolgono un sentito omaggio a colui che ha regalato ai colori rossoblu il risultato più alto mai ottenuto in quasi cento anni di storia”.

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1 commento:

Andrea ha detto...

www.pianetasamp.blogspot.com

Lo ricordo come un allenatore serio e preparato, se non sbaglio era solito andare in panchina in tuta invece che in giacca e cravatta e questo suo stile semplice lo faceva ulteriormente apprezzare dai tifosi...

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