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lunedì 26 aprile 2010

UNA PRIMAVERA DA RACCONTARE


Certe volte immagino di raccontare fra 20-30 anni a dei figli o a dei nipoti cosa sto vivendo in questo momento. Sorvolo su tutte le riflessioni riguardanti sulla vita comune e che in questo contesto penso vi interessino poco e mi soffermerei sull’Inter.
Immaginate di dover raccontare a dei bambini la bellissima primavera che stiamo vivendo. Potrei parlargli dell’ansia del pre partita, i rituali scaramantici sempre uguali, i pomeriggi e le sere passate in piedi per seguire le gesta dei miei eroi, il rigoroso e concentrato silenzio mentre i minuti scorrevano lenti. Gli racconterei dei salti di gioia, delle urla, dei gesti di felicità ma anche dei momenti di apprensione, dei sguardi verso il vuoto, di quel misto fatto di rabbia e delusione. Gli direi che era fantastico ritrovarsi prima e dopo la partita tutti sul web, a leggere e commentare quello che scrivevano gli altri, era come ritrovarsi al bar. Gli parlerei dei sorrisi che mi strappavano i post di Settore, delle intelligenti riflessioni di chi non era il solito disfattista, delle scommesse fatte con Lenny, di come confrontarsi aiutava a smaltire la delusione di una sconfitta. Gli descriverei le figure mitologiche di Capitan Zanetti, Cuchu Cambiasso, Mago Sneijder, El Principe Milito e di quell’essere metà fuoriclasse e metà testa di c…o chiamato Super Mario.
Avrei tanto da raccontare e potrei intrattenerli per ore ed ore con i miei racconti e i mille aneddoti. Ma alla fine li avrei riempiti solo di parole perché non sarei riuscito a raccontare la parte più bella, quella riguardante le emozioni e le sensazioni. Come si fa a descrivere la gioia che ti esplode dentro quando ti ritrovi davanti la squadra più forte del momento e gli rifili 3 gol? Come spiegare il battito del cuore che cresce, e quella specie di non-so-cosa che ti sale dal petto mentre si gioca una semifinale di Champions League? Come si fa a raccontare cosa si prova a ritrovarti solo in un salotto a gioire come un matto e avere le sensazione di volare? Come dare una forma a quel brivido che corre lungo la schiena per 90 minuti?
Non basterebbero tutte le parole del mondo per spiegare l’emozione di essere arrivati al 26 aprile ed essere in corsa su tutti i fronti ma allo stesso tempo l’inconscio timore (e terrore) che possa finire tutto in una bolla di sapone.
No, le emozioni e le sensazioni non si possono raccontare. Puoi tentare di farle rivivere, di emozionare con le tue parole ma non sarà mai la stessa cosa.
Sto vivendo la più bella primavera nerazzurra della mia vita. Comunque vada sarà stata bellissima ed indimenticabile. Comunque vada sarà bello raccontarla un giorno ai miei figli. FORZA INTER !!!


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2 commenti:

Vincenzo ha detto...

Grande Entius, hai ragione! Un giorno potremo raccontare orgogliosi di questa INTER!!!!

LeNny ha detto...

Ciao Entius, bel post. :)

Speriamo che stasera vada tutto per il meglio e di poterlo raccontare per lungo tempo.

FORZA RAGAZZI.

LeNny

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