Dieci punti di penalità in classifica. È quanto ha deciso una commissione indipendente della Premier League, che ha punito così l’Everton per irregolarità finanziarie.
Il club inglese, in sostanza, non ha rispettato le regole del Fair Play Finanziario, sforando i parametri imposti di circa 20 milioni di sterline. Una "prima" assoluta, nel campionato inglese, per questo genere di irregolarità, con la Premier che ha deciso di usare la "mano pesante" (mai era stata inflitta una simile penalizzazione). Con la nuova classifica, l'Everton che occupava la 14esima posizione a 14 punti, sprofonda all'ultimo posto, a 4 punti come il Burnley.
Secondo la Premier League, il club del Liverpool avrebbe avuto perdite per 142 milioni di euro in tre stagioni (2019/20, 2020/21 e 2021/22), mentre il limite consentito è di 120 milioni di euro.
Immediata la reazione del club, che ha annunciato il ricorso, dichiarandosi "scioccato e deluso" da una penalizzazione ritenuta sproporzionata. L'Everton ha fatto capire di non essere solo o, meglio, il solo ad aver violato le regole. "Il club seguirà con grande interesse le decisioni prese in qualsiasi altro caso riguardante le regole di redditività e sostenibilità della Premier League" si può leggere nella nota. Un riferimento al Manchester City e, forse, al Chelsea.
Lo scorso febbraio, la Premier League ha rilevato infatti 115 infrazioni da parte dei Citizens in un periodo di nove stagioni. Nei giorni scorsi, invece, un'inchiesta del Consorzio Internazionale dei Giornalisti Investigativi (CIJI) aveva messo nel mirino Roman Abramovich, patron dei Blues dal 2003 al 2022;.l'oligarca russo avrebbe effettuato una serie di pagamenti segreti, destinati a ridurre le spese ufficiali del club, ed è probabile che abbia violato un certo numero di regole.
Le due big del calcio inglese, secondo l'autorevole quotidiano “The Times”, rischierebbero almeno 30 punti di penalizzazione o addirittura la retrocessione diretta. Il caso, però, è ancora sotto la lente d'ingrandimento della giustizia sportiva e per avere una sentenza definitiva bisognerà aspettare almeno due anni.
L'Everton, intanto, oltre a una situazione sportiva improvvisamente peggiorata si ritrova a dover fronteggiare l'ira di altri club. Società come il Leeds, il Leicester, il Burnley e il Southampton, costrette a sopportare una retrocessione sportiva negli anni in cui i Toffees hanno violato le regole, stanno considerando di intraprendere azioni legali contro l'Everton.
Considerazione a margine. L’Everton ha avuto la “sfortuna” di ritrovarsi in un campionato e in una Nazione dove vigono leggi severe che vengono applicate e fatte rispettare. Se i “Toffees” giocassero in Serie A se la sarebbero cavata con una multa di pochi spiccioli e una pacca sulla spalla. Perché va bene le leggi, va bene applicarle, va bene farle rispettare, ma c’è pur sempre un brand da salvaguardare.
7 commenti:
Eh sì, decisamente sfortunato l'Everton. Sempre ammesso che in Italia avrebbe avuto lo stesso trattamento riservato a certe squadre...
In tal senso sono curioso di vedere come verranno trattate Manchester City e Chelsea.
@Matrix. E come vuoi che vengano trattate? Ogni mondo è paese, son tutti bravi a fare i forti con i deboli (Chievo in Italia come Everton in Inghilterra), poi si devono confrontare con i grandi e si piegano ad angolo retto.
Paragonare la giustizia sportiva inglese a quella italiana mi sembra errato. Non credo che in Inghilterra si preoccupino di salvaguardare il brand. Anche a costo di farsi ridere in faccia da tutti.
Penso anche io che in Inghilterra siano più severi e che difficilmente guardino in faccia a chi deve essere punito.
Fermo restando che ormai mi aspetto di tutto e la sanzione a City e Chelsea non è poi così scontata come potrebbe sembrare.
Sono curioso di vedere questa severità inglese quando si tratterà di punire il City o il Chelsea.
Ogni scusa è buona per tirare in mezzo la Juventus.
Intanto la giustizia inglese ha dato un primo messaggio. Prima di giudicare aspettiamo di vedere come si comporteranno quando si tratterà di punire Manchester City e Chelsea.
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