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lunedì 24 aprile 2017

FOGGIA, DOPO 19 ANNI E’ NUOVAMENTE SERIE B

PUNTO CNotizie dalla Lega Pro

Dopo quasi un ventennio il Foggia rivede la Serie B. I rossoneri nello scorso weekend hanno pareggiato 2-2 sul campo del Fondi e conquistato così l’unico punto che serviva per avere la certezza matematica del ritorno in serie B. Un traguardo che la città sta festeggiando ormai da giorni, vista la sicurezza del distacco dal Lecce: condannato per la quarta volta in cinque anni a cercare fortuna attraverso l’appendice dei playoff. Il Foggia era già andato vicino alla promozione lo scorso anno, quando dopo aver lasciato la vittoria del campionato al Benevento fu costretto ad abdicare nella finale degli spareggi contro il Pisa. Quest’anno, invece, l’ascesa è divenuta realtà. I rossoneri ritroveranno la serie B per la prima volta dopo il 7 giugno 1998, quando la sconfitta contro la Salernitana segnò la retrocessione in serie C1 e consegnò agli archivi l’epoca d’oro legata a Zdenek Zeman. Nel frattempo sono passati diciannove anni: costellati da fallimenti, risalite e finali perse. In questo lungo ventennio, il Foggia è passato (pure) dalle mani di Franco Sensi e di Giorgio Chinaglia, approdati nel capoluogo pugliese a caccia di una seconda giovinezza.
Vorticoso è stato pure il turnover di allenatori, che ha visto accomodarsi sulla panchina dello «Zaccheria» anche Pasquale Marino e Giuseppe Giannini. Tra il 2000 e il 2010 sono stati molteplici i cambi di proprietà, senza che nessuno sia però riuscito a lasciare il segno.

Nemmeno con il ritorno sulla tolda di comando di Pasquale Casillo, con Peppino Pavone in cabina di regia e Zeman in panchina, è stato possibile riportare i rossoneri tra i cadetti. Nella stagione 2010-2011 lo stesso triumvirato che agli inizi degli anni ’90 condusse il Foggia in serie A e a un passo dalla coppa Uefa fece conoscere a tutta l’Italia i giovani Insigne, Sau e Farias, ma mancò l’accesso ai playoff. Poi di nuovo nel baratro. L’anno successivo il Foggia si salvò sul campo, ma in estate il club non fu iscritto al campionato di serie C1 e ripartì dai Dilettanti. In sole due stagioni, però, sarebbe arrivato il salto fino alla Lega Pro unica. Quindi la finale dei playoff persa contro il Pisa l'anno scorso con De Zerbi in panchina, esonerato prima del via dell'attuale campionato per divergenze di vedute con il club. Osannato dai tifosi, De Zerbi non è stato subito dimenticato, perché i risultati hanno giocato contro Stroppa, malgrado un organico di prim'ordine.
Poi la quadratura del cerchio e il Foggia ha preso a volare per infilare le dieci vittorie consecutive che hanno scavato il solco con tutte le concorrenti dirette. Stroppa confermatissimo in panchina è ovvio, alla pari del diesse Di Bari, artefice dietro la scrivania dei successi rossoneri con una proprietà solida, i fratelli Sannella e il commercialista Curci, che non hanno badato a spese per raggiungere l'obiettivo. Attualmente il Foggia ha la miglior difesa (27 reti al passivo) e il miglior attacco (67 gol segnati) del girone C.
L'ultima promozione del Foggia in serie B risale alla stagione 1988-1989: il Foggia di Pino Caramanno, indimenticabile tecnico siciliano, pareggiò 1-1 sul neutro di Trapani contro il Palermo conquistando la promozione. Quella notte notte 30mila spettatori aspettarono la squadra rossonera allo stadio Zaccheria: l'allora presidente Casillo fece atterrare un elicottero nello stadio che trasportava la squadra. Di li partì la scalata alla serie A con Zeman in panchina.
 Pakos 

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4 commenti:

Mattia ha detto...

E' un gradito ritorno. Mi ha fatto sempre molta simpatia. Forse perché mi ricorda il Foggia di Zeman...

Entius ha detto...

Se penso a quel Foggia mi viene la nostalgia. All'epoca avevo una forte simpatia per il Parma di Scala e il Foggia di Zeman. Baiano, Signori, Rambaudi, Di Biagio, il compianto Mancini, i russi Shalimov e Kolivanov.

Simone ha detto...

Di Biagio arrivò le stagioni successive (come anche Seno, Stroppa, Chamot, per citarne alcuni). In quella prima stagione in Serie A c'erano Onofrio Barone, il terzino Codispoti, se non ricordo male il rumeno Petrescu, Matrecano e Padalino, Consagra (ma non sono sicuro), Bianchini.

Simone ha detto...

Non Bianchini ma Grandini. Mi sono confuso. Sai, troppa nostalgia... ������

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