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domenica 7 febbraio 2016

A META’ DEL GUADO TRA OTTIMISMO E PESSIMISMO (verso Verona-Inter)

Ventiquattro anni. Tanto è passato dall’ultima vittoria del Verona in casa contro l’Inter. Piano con gli entusiasmi. Negli ultimi 24 anni Verona e Inter si sono incontrati solo sei volte (una doppia sfida ogni quattro anni, media da Mondiale, Europeo o, se preferite, da anno bisestile), troppo poco per dare peso al fatto che sia passato praticamente un quarto di secolo dall’ultima volta in cui gli scaligeri conquistarono l’intera posta in palio e che l’Inter abbia vinto cinque dei sei confronti succitati.
Non so perché ho iniziato l’articolo guardando al lato negativo della sfida col Verona, probabilmente è colpa delle dita che qualche volta partono a battere sulla tastiera in modo autonomo ed incontrollato. O forse vuol essere inconsciamente un invito a non sottovalutare la sfida. Perché se è vero che il Verona ha vinto mercoledì la sua prima partita stagionale interrompendo un digiuno che durava da 24 partite, è anche vero che l’Inter vista a gennaio perderebbe anche contro una Rappresentativa del Dopolavoro Ferroviario e aver battuto il Chievo (peraltro con qualche affanno dovuto alla nostra incapacità di chiudere le partite al momento giusto) non vuol dire che siamo guariti.

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Mancini pare abbia finalmente trovato un modulo e una formazione base da cui partire. Ragion per cui c’è motivo di credere che d’ora in poi indovinare la formazione che scenderà in campo non sarà un rebus da Settimana Enigmistica. Domani all’ora di pranzo davanti ad Handanovic giocheranno Murillo e Juan Jesus che sostituirà lo squalificato Miranda. Sugli esterni difensivi confermati Nagatomo e Telles dopo l’ottima prestazione di tre giorni fa. A centrocampo Mancini ha già preannunciato che giocherà Kondogbia, che sarà affiancato probabilmente da Felipe Melo (in vantaggio su Medel) e Brozovic. In attacco pochi dubbi sulla presenza di Icardi e Eder con Perisic favorito su Ljajic e Palacio per completare il tridente offensivo.
L’Inter spera di poter portare a casa i tre punti come già successo in 14 delle 26 sfide fin qui disputate tra le due formazioni. Mentre il Verona spera di interrompere il tabù che dura da 24 anni (solo quattro le vittorie dei veronesi) o strappare almeno un pareggio (risultato verificatosi in otto occasioni).
Se il bilancio complessivo sorride all’Inter, lo stesso non si può dire delle sfide disputatesi nel mese di febbraio. I nerazzurri infatti hanno vinto solo una volta su sei (nell’ultima volta, risalente al 2002 e di cui parlo diffusamente qui), pareggiando in altre tre occasioni e perdendo nelle restanti due.
Numeri, solo e soltanto numeri che domani non conterranno praticamente nulla. Domani l’unica cosa che conterà è vincere. Vincere per dimostrare che abbia superato quel momento di crisi, vincere per riappropriarci del terzo posto (la Fiorentina ha pareggiato 1-1 a Bologna nell’anticipo delle 18: se vinciamo la scavalchiamo), vincere per riprendere quella corsa bruscamente interrotta dopo l’Epifania.
In altre condizioni avrei scritto che la trasferta di Verona non mi destava preoccupazione più di tanto. Una settimana fa vedevo la sfida contro gli scaligeri come uno scoglio complicato da superare. Oggi sono moderatamente preoccupato e allo stesso tempo impaziente di vedere se gennaio è stato superato oppure no. Sono a metà del guado tra ottimismo e pessimismo. Domani pomeriggio, a risultato acquisito, vi dirò su quale sponda sono approdato. FORZA INTER !!!

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2 commenti:

Nerazzurro ha detto...

A volte sei strano. Lunedì dopo il derby eri ottimista, oggi sei a metà tra ottimismo e pessimismo. Bah...
In ogni caso FORZA INTER!!!

Entius ha detto...

La prudenza non è mai abbastanza quando c'è di mezzo l'Inter.

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