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lunedì 9 marzo 2015

LA DIFESA E ICARDI, ECCO COSA BLINDARE IN QUESTA INTER

Le partite finiscono sempre al 90esimo, anzi qualche volta anche al 93esimo o al 94esimo. Ne sappiamo qualcosa noi che negli ultimi due mesi in tre occasioni abbiamo subito un gol sul gong rimediando una sconfitta casalinga in casa (contro il Torino), un’eliminazione dalla Coppa Italia (contro il Napoli) e un pareggio (per fortuna indolore) in Europa League (a Gasgow contro il Celtic).
Le partite finiscono sempre al 90esimo, ma ieri sera intorno al minuto 70 la nostra partita poteva dirsi conclusa. Anzi speravamo che arrivasse presto il 90esimo per non finire con una sconfitta sonora. E invece Palacio si è ricordato di essere a) un attaccante letale sotto porta, b) uno di quelli che “quando il gioco si fa duro iniziano a giocare”. Il Trenza si è preso la squadra sulle spalle e con un gol e un rigore procurato l’ha trascinata ad un pareggio insperato.
Il pareggio strappato al Napoli ha l’effetto di un pieno di fiducia e autostima, ma non bisogna però dimenticarsi ciò che c’è stato prima. Per un’ora abbondante siamo stati in balia dell’avversario, in perenne sotto assedio, con i pericoli che arrivavano da tutte le parti e Handanovic che si dannava a destra e sinistra per tenere la porta imbattuta (se, come sempre, verrà ceduto per fare cassa, sostituirlo non sarà per niente semplice).
A distanza di quattro mesi Mancini ha sistemato un bel po’ di cose in questa Inter. Gli ha dato un gioco, gli ha trasmesso grinta e carattere, ha inserito i giocatori giusti al posto giusto. Rimane però una gravissima lacuna: la difesa. Sembra che sulla panchina nerazzurra non ci sia Mancini ma Zeman. Questa Inter infatti ha i forti connotati di una squadra del boemo che segnava tanto ma subiva tantissimi (con la piccola ma non trascurabile differenza che noi non segniamo poi così tanto).
Non per essere pessimista, ma dubito che il Mancio riesca a colmare la lacuna in questa primavera. Più probabile che ci trascineremo il problema fino a giugno quando, si spera, con un paio di interventi opportuni riusciremo a blindare il nostro reparto difensivo.
Oltre alla difesa a giugno bisognerebbe blindare anche Maurito Icardi. Il nostro giovane bomber è spesso oggetto di critiche, ma non si può negare che, come si suol dire, si sta guadagnando la pagnotta. Cosa si chiede ad un attaccante? Di fare gol. E lui cosa fa? Tanti gol. Ok, magari non è ancora un attaccante completo, di quelli che attaccano, difendono, creano spazi, si muovono su tutto il fronte offensivo. Ma l’importante è che segni e lui segna. Come se non bastasse si presenta sul dischetto a pochi minuti dal termine, al San Paolo, con un laser in faccia e il tifo contro, per tirare un rigore determinante ai fini del risultato. E come un fuoriclasse qualsiasi piazza un cucchiaio che spiazza il portiere avversario e fissa il risultato sul 2-2. A tutti quelli che lo hanno criticato, lo criticano e continueranno a criticarlo vorrei fare solo una domanda: cosa volete di più da questo giocatore? E soprattutto se non volete uno come Icardi, chi volete?
Io mi tengo stretto Maurito. Voi fate un po’ come vi pare…

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1 commento:

Brother ha detto...

A parte il punto prezioso non salverei nulla della prestazione di domenica sera. Meritavamo ampiamente di perdere e a poco serve avere avuto una reazione d'orgoglio. Domenica ci è andata bene, la prossima volta potremmo essere meno fortunati.

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