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martedì 17 febbraio 2015

TRA BERETTA E CARPI, LOTITO SI CANDIDA A NUOVO MOGGI

C'è una telefonata che da giorni agita il calcio italiano. Risale al 28 gennaio e venerdì scorso è stata resa pubblica da “La Repubblica”. A un capo del filo, Claudio Lotito. All'altro, Pino Iodice, direttore generale dell'Ischia Isolaverde, che registra la telefonata per tutelarsi dalle pressioni che il patron laziale sta facendo su di lui. Lotito, infatti, parla da vero padrone del calcio italiano, minacciando Iodice e l'Ischia ma, soprattutto, offrendo uno spaccato inquietante di cosa è oggi a livello politico il movimento nel suo insieme.

In particolare Lotito si presenta come deus ex machina del sistema calcio. Lo fa parlando della Lega di Serie A: "Ti faccio un discorso: secondo te in Lega di A decide Maurizio Beretta? Sai cosa decide? Zero". E ancora: "Io in Lega di A ho 17-18 voti, perché la Fiorentina una volta si astiene, una volta vota a favore mio: ma li ho sui programmi, sui contenuti. Adesso mi sta chiamando Pozzo, che ho messo in consiglio federale. Qui il sistema salta, l’avete capito? Sta saltando il Parma, già è saltato...".

Poi il passaggio sulla possibilità per piccole squadre provinciali di salire in serie A: "Ho detto ad Abodi (presidente Lega serie B ndr): Andrea, dobbiamo cambiare. Se me porti su il Carpi... una può salì... se mi porti squadre che non valgono un c... noi fra due o tre anni non ci abbiamo più una lira. Perché io quando a vado a vendere i diritti televisivi - che abbiamo portato a 1,2 miliardi grazie alla mia bravura, sono riuscito a mettere d’accordo Sky e Mediaset, in dieci anni mai nessuno - fra tre anni se ci abbiamo Latina, Frosinone.. chi c... li compra i diritti? Non sanno manco che esiste, Frosinone. Il Carpi... E questi non se lo pongono il problema!".

E, infine, la questione Macalli e il peso politico della Lega Pro che sostiene Tavecchio, ma che rischia di cambiare guida. Lotito cerca di ricompattare il gruppo di Macalli. "Il presidente fra un anno e mezzo va a casa da solo, l'accompagno io e rappresenza zero. Viene fatta una commissione strategica, tre presidenti, uno del Nord, uno del Centro, uno del Sud e ogni 20 giorni vedono l'attuazione del programma. Il direttivo viene tolto... Io non sono candidato a niente, non m'interessa, voglio salvare la Lega Pro".

Parole pesanti che hanno dato una bella scossa all’ambiente. La mia antipatia verso il presidente laziale è ben nota ormai. Devo dire che però su alcuni punti non possiamo dargli torto. In effetti, quanto conta Beretta nella Lega di Serie A?
Più delicato il discorso riguardante le eventuali promozioni dalla Serie B. Perché è chiaro che un Carpi, un Frosinone, un Latina, non hanno certo il bacino d’utenza di Bologna o Bari, per dirne due. E quindi in effetti non è sbagliato ciò che dice Lotito: un campionato con Carpi e Frosinone magari avrebbe meno appeal. Ma, è qui è l’oggetto del contendere, quella di Lotito è solo una semplice considerazione o vuole lasciare intendere che bisognerebbe “pilotare” le promozioni in modo che non salgono troppe piccole in A?
Nel secondo caso si aprono scenari di discussione abbastanza ampi (e vi lascio immaginare cosa succederebbe se casualmente una tra Carpi e Frosinone non salisse in Serie A).

In tutto questo c’è però una sola certezza: Lotito sta diventando (o forse è già diventato) il nuovo Moggi, il deus ex machina che muove (o pretende di muovere) tutti i fili del calcio italiano. Per la serie “morto un papa…”.

3 commenti:

Mark della Nord ha detto...

"...Lotito... vuole lasciare intendere che bisognerebbe “pilotare” le promozioni in modo che non salgono troppe piccole in A?"

Ma certo che che sta dicendo questo.
É indubbio.

Per il resto non scherziamo: di Moggi ce n'è stato, ce n'è e ce ne sarà sempre uno e uno soltanto.
A parte le cose dette, il ferroviere mai avrebbe fatto certe dichiarazioni al telefono su una linea italiana.
Avrebbe parlato in camera caritatis o, se proprio, avrebbe adoperato le schede svizzere.

Stefano ha detto...

Sinceramente anche io ho letto nelle parole di Lotito qualcosa in più di un semplice "pour-parler". Del resto non ci meraviglieremmo di certo se scoprissimo che c'è la volontà di pilotare determinati esiti.

Nerazzurro ha detto...

Sono daccordo con Mark. Moggi non sarebbe mai stato così sciocco da fare certe dichiarazioni al telefono.

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