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sabato 6 settembre 2014

LOTITO, UNA INGOMBRANTE E FASTIDIOSA PRESENZA

C’è una presenza che aleggia in questi giorni sulla Nazionale. Una presenza che si aggira sui campi di allenamento, che entra negli spogliatoi, che fa da padrone di casa senza averne titolo né diritto. Questa presenza risponde al nome di Claudio Lotito. Dall’elezione di Tavecchio si è convinto di essere lui il padrone della Figc, oscurando anche la figura del nuovo Presidente Federale e dando l’impressione di essere lui a capo di tutto. Il buon Tavecchio (che deve la sua elezione proprio al patron laziale) fa finta di nulla, abbozza risposte, fa come le tre scimmiette (non vede, non sente, non parla).
Non così i giocatori azzurri che proprio l’altra sera si sono lamentati per questa “presenza ingombrante” negli spogliatoi. "E questo che cosa ci fa qui?". Avrebbe chiesto Daniele De Rossi facendosi portavoce delle perplessità di quasi tutti i suoi compagni di squadra per quella presenza tutt’altro che gradita all’interno degli spogliatoi e non solo (pare che un giocatore azzurro abbia detto ad un giornalista della Gazzetta dello Sport "a Bari ce lo ritrovavamo dappertutto").

E la risposta del neo padre-padrone della Figc non è tardata ad arrivare “Io non capisco che cosa vogliono e soprattutto che cosa dicono. Parlano senza sapere. Io posso entrare dove voglio. Me lo consente il mio ruolo di consigliere federale. Posso accedere in tutte le zone dello stadio. Io come tutti gli altri consiglieri. Siamo in ventuno. Se vogliono venire, nessuno può impedire loro di entrare”. Sembrava di sentire il comico Rocco Barbaro che qualche anno fa in uno dei suoi sketch diceva “io faccio quello che voglio” (almeno quello faceva ridere…).
Non siamo certo nuovi a situazioni del genere. Qualcuno ricorderà certamente Luciano Moggi che si aggirava a Coverciano durante l’era lippiana senza averne pienamente titolo e diritto. Ma se non altro il buon Lucianone aveva la decenza (e soprattutto l’intelligenza) di farlo con discrezione, senza sembrare troppo invadente, mettendosi quasi in disparte. Al contrario di Lotito che non fa nulla per mettersi in disparte e che anzi fa di tutto per essere al centro dell’attenzione e rubare la scena agli altri. Fa fuori Roberto Mancini, candidato numero uno alla panchina azzurra, perché non gli è gradito, scegli lui il nuovo commissario tecnico, è parte attiva nella conferenza stampa di presentazione di Antonio Conte, si aggira per i campi di allenamento con addosso la tuta della Nazionale, entra negli spogliatoi a fine partita, presto pretenderà di essere intervistato al posto di Carlo Tavecchio. Insomma in certo frangenti si fa fatica a capire se il nuovo Presidente Federale eletto l’11 agosto sia Tavecchio o lui (e sinceramente sembra che sia più lui che Tavecchio).
Una situazione sgradevole e un comportamento davvero inqualificabile. Fino a quando potrà andare avanti? E fin dove oserà spingersi? Presto pretenderà anche di decidere lui i giocatori che Conte dovrà convocare? Qualcuno gli spieghi che lui non è il padrone della Figc e lo richiami all’ordine. Prima che sia troppo tardi.


4 commenti:

Stefano ha detto...

Di fatto é lui il nuovo padre-padrone (per usare la definizione utilizzata da te...) del calcio italiano. Tavecchio é solo un burattino nelle sue mani.

pippo ha detto...

nè lui,nè tavecchio......chi comanda è ...il condor.

Andrea ha detto...

www.pianetasamp.blogspot.com

Mi sembra francamente che sulla questione si stia un pò esagerando...
Lotito è esibizionista, lo sappiamo bene ma non credo proprio che il suo atteggiamento possa destabilizzare l'ambiente e tantomeno condizionare uno come Conte sulla scelta dei convocati, non scherziamo!...ciao!

Tifosi_si_nasce ha detto...

Ma che ci faceva poi?

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