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lunedì 17 novembre 2014

WELCOME BACK, MANCIO (a volte ritornano...)

Finalmente. Scrivevo all’alba del weekend appena trascorso. Finalmente, perché mi ero scocciato di vedere l’Inter, la nostra Inter, in mano ad un allenatore che in 16-17 mesi non aveva ancora dato una mezza idea di gioco, che si fossilizzava sul suo schema base (il 3-5-2) senza trovare valide alternative, che in conferenza stampa si inventava mille scuse banali per non ammettere i propri errori.
Ok, forse il mio giudizio è “drogato” dal fatto che non abbia mai amato Mazzarri, ma se quasi la totalità dei tifosi nerazzurri ormai non lo sopportava più (e quei pochi che lo sopportavano ancora era perché consapevoli della situazione economicamente disastrosa dell’Inter o per mancanza di valide alternative) un motivo forse c’era.
Contrariamente a quello che si possa pensare non sono felice dell’esonero di Mazzarri. E’ comunque una sconfitta per l’Inter che dopo pochi mesi deve rivedere una scelta fatta a giugno. Senza considerare che è un’operazione che inciderà parecchio sul lato economico. Ma cavolo, siamo l’Inter, non potevamo andare avanti con uno che dà la colpa alla pioggia se si pareggia in casa col Verona.

Bisognava cambiare e soprattutto bisognava trovare qualcuno che ridesse entusiasmo al popolo nerazzurro. E qui i nomi disponibili erano davvero pochi. Un vecchio cuore nerazzurro come Walter Zenga o quel Roberto Mancini che un decennio fa diede il là al grande ciclo nerazzurro.
E proprio il Mancio è stata la scelta di Erick Thohir. Una scelta che, vista dall’angolatura del tifoso, non poteva essere più felice (probabilmente solo il ritorno di Mourinho avrebbe riscosso maggiori consensi). Una scelta che dà nuovo entusiasmo ai tifosi, che li invoglia nuovamente a crederci e a sperare che ci possa essere in futuro una nuova Inter vincente.
Mancini non è un cuore nerazzurro, questo bisogna ammetterlo (ne sono testimonianza alcune dichiarazioni non proprio “da interista” fatte negli anni post-esperienza nerazzurra) però è l’uomo giusto al posto giusto. Sa come si vince (ha vinto un po’ dappertutto dove è andato), sa come si lanciano i giovani, sa come affrontare i media, categoria che di nerazzurro ha ben poco, sa adattare il modulo agli uomini a sua disposizione. Insomma (e scusate se lo sottolineo ancora una volta) caratteristiche che il buon Mazzarri non aveva.
Col Mancio ritornerò alla cara difesa a quattro e soprattutto ad un modulo di gioco che ci è più consono. Fermo restando che (ne sono convinto) il tecnico jesino saprà cambiare idee e moduli a secondo delle esigenze e degli uomini a sua disposizione.
A lui chiediamo quello che già avevamo chiesto a Mazzarri. Non pretendiamo da subito un’Inter vincente, ci accontentiamo di un’Inter competitiva, che se la giochi alla pari con tutte le avversarie, che possa lottare per un posto in Champions League e che magari, aspettando i grandi trionfi, porti a casa qualche coppa, che fa sempre comodo.
Del resto non dimentichiamoci che il grande ciclo nerazzurro iniziò con una Coppa Italia, seguita due mesi dopo dalla Supercoppa Italiana ai danni della Juventus.
Non sarà un’impresa semplice. Questo Mancini già lo sa. E probabilmente per la prima volta nella sua carriera gli tocca un compito arduo perché non avrà tra le mani una rosa di primo livello. Ma se ha accettato è perché cosciente di poter ridare orgoglio e lustro alla maglia nerazzurra. E questo, almeno per quanto mi riguarda, mi dà fiducia per il futuro. Finalmente vedo un barlume di luce in fondo al tunnel, un allenatore capace a cui affidare un progetto a lungo termine.
Roma non è stata costruita in un giorno. E noi non abbiamo fretta. Soprattutto ora che il ritorno di Roberto Mancini ha riacceso il nostro entusiasmo e la nostra passione nerazzurra. Welcome Back, Mancio.

3 commenti:

pippo ha detto...

occhio che roma ci mise qualche secolo a essere costruita....

Entius ha detto...

Speriamo di metterci un po' di meno... :-)

Anonimo ha detto...

Per me la faccenda Mazzarri resta e resterà sempre un mistero, difficile da spiegare con qualcosa di diverso dall'antipatia per il soggetto o dalla sua cattiva comunicabilità, dal suo poco "interismo" (ma io, con tutto il rispetto per chi ci crede, a queste cose metafisiche credo poco).
Facendo un piccolo riepilogo:
- Gasperini 5 partite ufficiali, 4 sconfitte (tra cui il tracollo di Novara) ed un pareggio;
- Ranieri esonerato quando era ottavo e con la squadra in caduta libera;
- Stramaccioni finito nono con la squadra in macerie (il peggior risultato dal 93/94, ma almeno quell'anno vincemmo l'UEFA);
- Mazzarri quinto il primo anno, quest'anno inizia male ma il terzo posto (ammesso e non concesso che sia raggiungibile da questa squadra) distante solo 5 punti.
Detto ciò, non riesco a spiegarmi in alcun modo il motivo per cui tra questi, quello di gran lunga trattato peggio di tutti è stato proprio Mazzarri. Nemmeno con Gasperini si arrivò a tanto, e dire che è e resta gobbo fino al midollo!!!!
Detto questo, ora l'allenatore è Mancini, forza Inter e forza mister, sempre e comunque.
Juan

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