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mercoledì 19 novembre 2014

CONTE HA RAGIONE MA SI FACCIA UN'ESAME DI COSCIENZA

Finalmente Antonio Conte ha scoperto che in Italia importa della Nazionale soltanto in occasione delle fasi finali di Mondiali e (nemmeno sempre) Europei. Il fatto che lo abbia scoperto dopo oltre 20 anni di calcio vissuti da professionista non depone certo a suo favore.
Sono passati tre mesi e comincio ad avere le cose abbastanza chiare. Tutti dicono che il momento è difficile e bisogna cambiare, poi ti giri e vedi che sei solo. La Nazionale è vista solo come un fastidio. Il prodotto sta andando in estinzione. Con tutti i problemi che abbiamo, siamo qui ancora a parlare di Balotelli. Inizio a sentire troppe parole e pochi fatti. E' cambiato l'allenatore della Nazionale, ma i problemi che c'erano sono rimasti tutti. Io non sono venuto per perdere tempo, sono qui con grande entusiasmo e passione per fare qualcosa di importante. Questa è una pietra lanciata e chi vuole capire, capisca. Cerchiamo di avere più amore nei confronti della Nazionale". Queste le parole del commissario tecnico azzurro al termine dell’amichevole vinta ieri sera contro l’Albania (per la cronaca, 1-0 gol dell’esordiente Okaka al 82esimo).
Abbiamo giocato sei partite, di cui cinque vinte e una pareggiata – aggiunge Conte -. Chi vuole storca la bocca, a noi tocca rimanere zitti e pedalare, questi ragazzi vogliono mettersi in mostra e l'hanno dimostrato anche stasera. Se la Nazionale viene dopo tutto e tutti me lo facciano sapere, noi dobbiamo continuare così, nessuno ci aiuta e siamo soli contro tutti".
Iniziamo col dire che Antonio Conte non ha tutti i torti. E’ cosa ormai nota che le società mandano i loro giocatori a Coverciano spesso controvoglia e quasi sempre con la raccomandazione di tenere una tranquilla velocità di crociera, senza forzare, e quindi senza rischiare. Spesso poi sono gli stessi giocatori che non forzano la mano perché preferiscono concentrarsi sulla propria squadra di club.
Ma Conte, a differenza dei suoi predecessori, non ha nessuna intenzione di accettare passivamente questa situazione (non a caso, al contrario di chi l’ha preceduto, ha posto il problema dopo pochi mesi). Arrivando in azzurro sapeva già che non sarebbero state rose e fiori, ma nemmeno pensava di dover far fronte ad una situazione in cui i club, nonostante le promesse, i buoni propositi, il rapporto apparentemente cementato attraverso le sue visite nei ritiri, fanno di tutto per rendergli duro il lavoro.
Il signor Conte però non dovrebbe dimenticare che fino a pochi mesi fa era dall’altra parte della barricata. E lui, come tutti gli allenatori di Serie A, non prestava certo volentieri i suoi giocatori alle varie nazionali. Pur senza prenderci la briga di andare a controllare, siamo sicuri che durante la sua permanenza sulla panchina juventina si sarà qualche volta lamentato degli impegni della Nazionale o del fatto che il giocatore X fosse tornato stanco, acciaccato o infortunato dopo aver giocato con la propria nazionale.
Quindi pur avendo pienamente ragione, dovrebbe farsi un bell’esamino di coscienza e rendersi conto che anche lui in passato ha avuto lo stesso comportamento. Non pretenderà mica che le società si inginocchino ai sui piedi solo ha vinto tre scudetti con la Juventus o per il semplice fatto che lui è Antonio Conte?

3 commenti:

Stefano ha detto...

Proprio perché ha ragione bisognerebbe cercare di venirgli incontro e favorirlo nel suo lavoro. La nazionale deve tornare a ricoprire un ruolo importante.

Simone ha detto...

Ce la prendiamo tanto con le società ma i primi a snobbare la nazionale sono proprio i calciatori stessi. Spesso vedono l'impegno con l'azzurro come un fastidioso contrattempo.

pippo ha detto...

ognuno tira l'acqua al proprio mulino....non ci vedo nulla di scandaloso.per esempio a cosa serve la...confederation cup?perchè la coppa d'africa si svolge ogni due anni e non ogni quattro?in fondo i calciatori sono investimenti delle...società.

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