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giovedì 11 novembre 2010

INTER, ORA E' CRISI. MA SIAMO ANCORA IN TEMPO PER CAMBIARE ROTTA

C’è ben poco da dire per commentare un Lecce-Inter pessimo a pochi giorni dal derby. Dopo un po’ di anni (se non ricordo male, è dalla stagione 2005-2006) affrontiamo un derby che ci vede dietro in classifica. Ma non è questo che mi preoccupa. Ciò che mi fa pensare al peggio è la situazione dell’Inter. Ci lamentiamo tanto degli infortunati ma mi sembra che chi va in campo sia più “assente” di chi è fermo in infermeria.
Prendiamo ieri sera l’azione del gol giallorosso. Nell’unica azione degna di nota degli avversari nessuno è capace di andare a marcare Olivera e Castellazzi invece di uscire resta pietrificato tra i pali. Per non parlare di Pandev che sbaglia un gol già fatto (e se dopo 11 minuti vai in vantaggio, la partita si mette subito nei binari giusti). E poi Coutinho che una ne fa e mille ne sbaglia, Chivu che di partita in partita si conferma il nostro anello debole, Biabiany che sembra una via di mezzo tra Suazo e Martins, Santon che ci mette solo tanta grinta (sempre meglio di Maicon che sembrava un turista in mezzo al campo, gli mancavano solo le ciabatte e i bermuda), Sneijder che va ad intermittenza, Milito che solo ieri sera ha iniziato a ritrovarsi, e anche Lucio e Samuel spesso hanno fatto degli errori abbastanza banali.
Abbiamo l’infermeria affollata ma chi è sceso in campo non è certo il primo che passa. Per affrontare e vincere contro due neopromosse non c’era certo bisogno di Messi o Cristiano Ronaldo. Fare sei punti era impresa tutt’altro che impossibile. E invece torniamo a casa con due miseri punticini.
Il problema è che la squadra è svuotata. I giocatori non hanno rabbia, grinta, cattiveria. Non ci mettono cuore e palle. E Benitez non è il tipo che sappia spronarli. Per carità non è colpa del tecnico spagnolo. Ci fosse stato chiunque altro, sarebbe stato lo stesso. Chiunque altro tranne qual portoghese che siede su una panchina spagnola. Ma purtroppo è inutile rimpiangere il passato e rievocare chi non tornerà più.
Guardiamo avanti. Perché bisogna cambiare rotta. E, come dicevo ieri sera, bisogna farlo subito prima che sia troppo tardi. C’è pur sempre un Mondiale per Club da conquistare e una stagione da non rendere fallimentare. Una cosa è non vincere lo scudetto o la Champions, altro non arrivare nemmeno nei primi tre in campionato o uscire presto dalla Champions League.
Siamo a novembre. La stagione ha preso una piega sbagliata ma nulla è perso, anzi possiamo ancora dire la nostra. Ma bisogna svegliarsi, darsi una mossa.
In fondo in campionato siamo lì, ad un tiro di schioppo dal Milan capolista, e in Champions siamo primi a pari punti. Nonostante questo inizio di stagione disastroso siamo ancora in piedi, barcollanti ma in piedi. Bisogna raddrizzarsi, togliere fuori gli attributi, dimostrare che siamo ancora vivi, più vivi che mai.
Domenica c’è il derby, magari lo perderemo. Pazienza. Ma dopo dovremo iniziare a pedalare. Dobbiamo ritrovare stimoli, gioco, gol. E di conseguenza arriveranno pure i punti. Se vinciamo il derby sarà una grande molla psicologica. Una spinta motivazionale non indifferente. Uno stimolo in più per ritrovare motivazioni, gioco e gol.
Ragazzi stiamo per arrivare ad un bivio. Dove avete intenzioni di andare?
FORZA INTER !!!

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4 commenti:

Mattia ha detto...

Dopo una stagione tirata al massimo è fisiologico avere un rilassamento.
Non a caso da ciò che scrivi tu mi sembra di capire che Obi e Santon, due che non hanno partecipato al Tripelte, sono tra i migliori in campo per grinta e impegno.
A ciò aggiungi le scorie del Mondiale e la frittata è fatta.

Winnie ha detto...

In effetti Mattia non ha tutti i torti. Ma dopo anni di trionfi e una stagione indimenticabile è dura tornare con i piedi per terra.

Nerazzurro ha detto...

Da Interisti.org:
Note positive: il ritorno al calcio giocato di Amantino Mancini.

E se per vincere dobbiamo affidarci ad Amantino Mancini vuol dire che siamo messi male, parecchio male.

Entius ha detto...

Winnie, è dura tornare con i piedi per terra ma credo proprio che dobbiamo iniziare ad abituarci all'idea...

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