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martedì 1 giugno 2010

IL LECCE TORNA IN SERIE A


Non c'erano riusciti in 30 mila a salutare il ritorno del Lecce nella massima serie contro il Cesena. Ci hanno riprovato ancora, questa volta in 25 mila, in palio l'ultima possibilità per il grande salto. Solita scenografia, solito tifo trascinante e coinvolgente, nonostante l'afoso pomeriggio, in uno stadio colorato solo e soltanto di giallo e di rosso. Ma questa volta l'esito è diverso, la festa può avere inizio. La partita finisce con uno scarno 0-0, ma è il punto che per i salentini significa serie A e il primo posto nel campionato cadetto: assoluta novità per la società salentina, con i tifosi che hanno urlato al cielo la propria gioia, strozzata in gola per tre settimane.
La festa giallorossa per il ritorno in A comincia non appena l'arbitro Rocchi decreta la fine. I giocatori sul manto erboso cominciano ad inseguirsi e a rovesciarsi addosso bottiglie d'acqua. Sugli spalti è un tripudio di bandiere e sciarpe giallorosse, mentre ci si affanna ad allestire in gran fretta la cerimonia di premiazione. C'è da consegnare la coppa alla prima classificata, che da lì a poco il presidente della Lega Maurizio Beretta darà nelle mani di capitan Giacomazzi. Il boato che accompagna l'alzata della coppa è da brividi, con due 'bocchettonì che sparano in aria una moltitudine di coriandoli gialli e rossi. Poi via alla festa non ufficiale. Dal Via del Mare parte il pullman scoperto, già pronto e poi rimandato indietro nell'infausta gara contro il Cesena. I giocatori vi salgono: c'è chi, come Marilungo, sfoggia una coloratissima capigliatura rigorosamente giallorossa. Insieme con i giocatori, il mister De Canio e tutto il suo staff, il presidente Semararo con i suoi più stretti collaboratori. La 'famiglià del Lecce si avvia verso il centro della città, pronta a percorrere le vie barocche per ricevere l'abbraccio dei tifosi. Parallelamente i tifosi abbandonano gli spalti e si avviano in caroselli festanti in direzione piazza S. Oronzo, per unirsi a quelli che hanno preferito attendere la festa in centro: in una sorta di simbiosi ideale tra stadio e cuore della città. L'anfiteatro romano viene invaso da un migliaio di tifosi che, con striscioni, bandiere e sciarpe riproducono fedelmente la curva nord del Via del Mare. Contemporaneamente un altro angolo di Lecce è fatto oggetto di festeggiamenti, con il bagno propiziatorio nella fontana di Piazza Mazzini, rimessa rigorosamente a nuovo dal sindaco Paolo Perrone. I soliti caroselli in auto e moto per le vie cittadine, con gli esercizi commerciali che mettono in bella mostra le loro vetrine con il giallo e con il rosso per il concorso indetto dal Comune. Lecce ha atteso l'evento della promozione in una scaramantica calma, giudicata da più di qualcuno persino eccessiva e vista quasi come freddezza, forse abitudine a certi appuntamenti: la sconfitta contro il Cesena prima, il pareggio di Vicenza poi avevano messo tutti in allarme. Il resto è storia recente: la promozione odierna ha trasformato un'afosa domenica pomeriggio in una baraonda festaiola, al termine di un campionato sospeso sul filo di un'apprensione continua e logorante.
(TuttoB)



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1 commento:

Simone ha detto...

Promozione strameritata. I pugliesi hanno guidato la classifica per quasi tutta la stagione.
Complimenti a De Canio e ai suoi ragazzi per il risultato raggiunto.

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