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venerdì 6 ottobre 2017

ARGENTINA SEMPRE PIU’ GIU’, LA QUALIFICAZIONE APPESA AD UN FILO

Un'altra brutta figura per l'Argentina di Sampaoli, che alla Bombonera viene fermata sullo 0-0 dal Perù, ma grazie alla vittoria del Paraguay sulla Colombia in trasferta resta ancora in corsa per la qualificazione a Russia 2018.
La classifica dice Brasile 38, Uruguay 28, Cile e Colombia 26, Perù (in vantaggio per gol realizzati) e Argentina 25, Paraguay 24, Ecuador 20, Bolivia 14, Venezuela 9 a un turno dalla fine. A questo punto Messi e compagni sono padroni del proprio destino: una vittoria contro l'Ecuador martedì significherebbe staccare almeno il biglietto per gli spareggi senza guardare gli altri risultati. E martedì è in programma anche lo scontro diretto Perù-Colombia.
Sampaoli ha schierato la formazione ipotizzata alla vigilia, con Benedetto unica punta davanti al tridente formato da Di Maria, Messi e il “Papu” Gomez, una linea di difesa a quattro e la coppia d centrocampo formata da Biglia e Banega. Solo panchina per Dybala e Icardi. Evidentemente tutto ciò che stanno facendo con le maglie di Juventus e Inter non è sufficiente per guadagnarsi una maglia da titolare (e che fenomeno deve essere sto Benedetto per essere preferito a Dybala e Icardi).
Messi e compagnia giocano solo un tempo, ma i ripetuti attacchi nella ripresa non bastano per piegare un Perù tosto che torna a casa indenne grazie alle parate di Gallese, ai numerosi errori sotto porta di Benedetto e a un clamoroso legno colto dalla Pulce. Nonostante il netto dominio sul piano del gioco, in rapida successione sono arrivati i grossolani errori di Benedetto (al 46’ e al 68’), le strepitose parate di Gallese (fenomenale su Biglia al 47’ e su Gomez al 57’), e il clamoroso palo colto di destro da Messi al 46’, a porta quasi spalancata. Ci ha provato persino Mascherano con un destro dalla distanza di poco alto al 76’, ma non c’è stato nulla da fare.
Avesse vinto la Colombia, così come pareva fino all’88esimo, l’Abiceleste si sarebbe ritrovata con più di un piede fuori da Russia 2018. Invece alla Seleccion basterà vincere martedì prossimo a Quito. Il problema è che l’Albiceleste dovrà segnare, cosa per nulla scontata alla luce dell’anemia offensiva testimoniata dalle 16 reti realizzate in 17 partite (nono attacco, meglio solo della Bolivia), con appena un gol messo a segno nelle ultime quattro uscite. Ma quando hai in squadra due fenomeni come Messi e Benedetto che problemi hai?

4 commenti:

Salvatore ha detto...

Se un commissario tecnico si prende il lusso di lasciare fuori gente come Dybala e Icardi, preferendogli tal Benedetto (ma chi cavolo è sto Benedetto?) e sperando che Messi faccia i miracoli senza avere attorno 10 fuoriclasse, allora merita di non qualificarsi alla fase finale di un Mondiale. A me dispiacerebbe se l'Argentina non va ai Mondiali ma ultimamente è stata guidata da gente incapace che crede di essere dei fenomeni e si illude ancora di potersi affidare a Messi.

Nicola ha detto...

Messi in Nazionale diventa un giocatore qualsiasi. Purtroppo in Argentina si illudono che sia un altro Maradona. Ma al Pibe d'Oro potrebbe giusto lustrare le scarpe. Secondo me potrebbe essere più utile un Dybala (e lo dico da interista...).

Mattia ha detto...

Salvatore e Nicola. Avete qualcosa da dire a vostra discolpa? :-)

Salvatore ha detto...

Una rondine non fa primavera. E' facile fare i fenomeni con l'Ecuador, lo aspettiamo alla fase finale, magari in semifinale (se c'arrivano...).

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