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domenica 8 ottobre 2017

ADDIO AL "RIVOLUZIONARIO" BISCARDI, IL SUO PROCESSO HA FATTO EPOCA

Il mondo del calcio e del giornalismo è in lutto. E’ morto stamattina al Policlinico Gemelli di Roma Aldo Biscardi, noto conduttore televisivo e ideatore del famoso "Il processo del Lunedì". Nato a Larino (Campobasso) il 26 novembre 1930, Aldo Biscardi avrebbe compiuto 87 anni tra poco più di un mese.
Aveva debuttato nel 1979, alla Rai. E' del 1980 l'ideazione del programma "Il processo del lunedì", primo talk show sul mondo del pallone di cui divenne anche conduttore nel 1983, moltiplicandone il successo.
Dopo qualche anno, grandi successi e molte polemiche, il giornalista nel 1993 lasciò la Rai per passare a Tele+, dove esordì col nuovo programma "Il processo di Biscardi", che trasferì poi, sempre con la stessa fortunata formula su altre emittenti, da Telemontecarlo a 7 Gold.
Nel 2006 il suo coinvolgimento nel processo Calciopoli, con telefonate e pressioni di Luciano Moggi alla trasmissione, da un parte portarono a una sospensione dall'Ordine, dall'altra furono testimonianza del peso che quel "bar sport" aveva assunto per l'opinione pubblica sportiva.
Nel 2015 Biscardi aveva lasciato la sua 'creatura' (vanta il record di longevità, certificata dal Guinness dei primati, che ne aveva riconosciuto già nel 2013 33 edizioni consecutive con lo stesso conduttore) ai figli, che hanno ereditato il marchio.
Biscardi viene a mancare nell'anno dell'esordio nel campionato di Serie A della Var, quella 'moviola in campo' che lui aveva sempre sostenuto come sistema necessario per aiutare gli arbitri grazie alle tecnologie disponibili.
Aldo Biscardi ha segnato il calcio degli ultimi 30-40 anni. col "Processo" non creò solo un format fra i più longevi della storia della televisione, ma cambiò il modo di raccontare lo sport. Al racconto distaccato, rigoroso, imparziale che lo aveva preceduto sostituì una sorta di teatro popolare, un circo di leoni di cui lui era il domatore dell’arena. Il Processo era programmaticamente "dalla parte della gente", ma ospitava tutti, miscelando alto e basso in modo sorprendente: ai congiuntivi martoriati, alle gaffe e alle sparate ("Sono arrivate 100mila telefonate"), facevano da contraltare gli interventi di personaggi come Franco Zeffirelli e Gianni Brera. Al Processo andavano tutti, dai campioni, come Maradona, ai presidenti fino ai politici (Andreotti partecipò per la "sua" Roma e annunciò la conferma di Falcao).
Negli anni d'oro una buona fetta d'Italia si fermava per il suo "moviolone" e per gli scontri fra gli studi contrapposti, quelli di Torino contro quelli di Roma contro quelli di Milano. Una trasposizione televisiva di scontri da bar.
La bravura di Biscardi è sicuramente fuori discussione. Poi possiamo stare fino a domani a discutere sul fatto che piacesse oppure no (io faccio parte della seconda categoria), delle tante polemiche inutili che innescava, delle sue moviole “taroccate” insieme a Moggi, del fatto che negli ultimi anni era diventato sempre più macchietta e di molto altro ancora. Ma sono chiacchiere che lasciano il tempo che trovano. Come fai a mettere un discussione uno che ha cambiato il modo di parlare calcio in televisione?

ALCUNE “PERLE” DI ALDO BISCARDI
“Abbiamo uno sgoop clamoroso!”
“Le polemiche fioccano come nespole”
“Non parlate in più di tre o quattro per volta che sennò non si capisce niente”
“E’ una notizia importante, per radio la possono vedere tutti”
“Denghiù”. (dalla pubblicità di un corso d’inglese)



4 commenti:

Collettivo Contro i Ladri di Scudetti ha detto...

Funziona così. Una volta che uno muore viene rivalutato. Diciamo la verità. Non era imparziale, creava polemiche stupide, i suoi scoop erano cagate pazzesche. Per non parlare dei suoi legami con la cupola Moggiana. Insomma non mi pare che stiamo parlando di un grande giornalista.

Mark della Nord ha detto...

Per me era un venduto moggiano, nel senso più negativo.
Connivente peraltro...

Pakos ha detto...

La cosa paradossale è che tutti seguivamo il suo Processo. Poteva piacere o non piacere ma ogni lunedì sera era un'appuntamento immancabile.

Brother ha detto...

Giornalista squallido. Un venduto che intrallazzava con Moggi e Berlusconi. E ho detto tutto. Classico e palese esempio della famosa prostituzione intellettuale denunciata da Mourinho.

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