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mercoledì 8 febbraio 2017

RUGGITO CAMERUN !!! I LEONI SONO CAMPIONI D'AFRICA

Trionfo camerunese a Libreville nella finale della 31ª Coppa d’Africa. I Leoni Indomabili centrano il quinto titolo piegando l’Egitto in rimonta grazie a un guizzo nel finale di Aboubakar, che consente al Camerun d’interrompere un digiuno durato 15 anni. I Leoni tornano ad essere indomabili e ad alzare la coppa continentale dal 2002, ribaltando 2-1 l'iniziale vantaggio di Elneny, grazie agli acuti nel secondo tempo di N'Koulou al 59' e di Aboubakar all'88'.
Insieme a quella dello Zambia nel 2012, quella del Camerun è la più bella favola espressa negli ultimi anni dalla coppa d'Africa. I Leoni Indomabili ovviamente hanno diverso blasone, sono la storia del calcio africano, sono i miti N'Kono, Milla, Eto'o. Eppure la vittoria con l'Egitto, 2-1 in finale, in generale il cammino in tutta la competizione, ha un qualcosa di magico.

Un’autentica impresa per la squadra guidata dal belga Hugo Broos, che ha fatto fuori tutte la favorite del torneo salvo l’Algeria: Senegal ai quarti, Ghana in semifinale e adesso i Faraoni di Salah ed Hector Cuper. Il successo di questa sera ripaga il Camerun del k.o. subito in finale nove anni fa contro gli egiziani.
L’eroe della serata è il 25enne attaccante del Besiktas, già autore del rigore qualificazione ai quarti contro il Senegal: finora utilizzato solo per pochi spezzoni, si è fatto trovare pronto nel momento decisivo.

Per il tecnico argentino, invece, ancora un titolo sfumato sul più bello e la quinta finale persa in carriera. L’hombre vertical fallisce l’appuntamento più importante per la settima volta. La Coppa d’Africa si aggiunge così alla lunga lista di trofei sfuggiti a Cuper Insieme alla Coppa del Re, la Coppa delle Coppe, la Champions League (2 volte, per giunta consecutive) e due campionati. Anche oggi come in passato, tanto da recriminare per Cuper, comunque capace di riportare in alto l’Egitto dopo sei anni di vacche magre.
Le luci della ribalta stasera sono tutte per il collega Broos, sbarcato a Douala un anno fa nello scetticismo generale e nel bel mezzo di una crisi finanziaria e istituzionale che aveva messo in ginocchio il calcio camerunese. Il 64enne stratega belga ha fatto centro alla sua prima Coppa d’Africa resuscitando i Leoni Indomabili dopo 15 anni di vacche magre. Broos ha usato il pugno di ferro incassando l’"ammutinamento" di otto elementi che giocano in Europa, ha rinnovato il gruppo con una buona dose di giovani e ha affidato la fascia di capitano a quel Moukandjo che due anni fa si contendevano Palermo e Genoa e che oggi è un leader "incoronato" anche dalle parole di un idolo come Roger Milla. La ciliegina sulla torta, però, l’ha messa Aboubakar, l’unica stella che ha risposto presente alla chiamata di Broos.
Matip (Liverpool), Choupo Moting (Schalke 04), Nyom (WBA), Poundje (Bordeaux), Anguissa (Marsiglia), Amadou (Lille), Onana (Ajax), Assembe (Nancy): non è una sequenza di nomi a caso, è la lista dei giocatori che hanno detto "no" a questo Camerun. Oggi chi li ringrazia sono gli Ngadeu (difensore centrale al secondo gol in questa Coppa) e i Bassogog, talenti lanciati alla ribalta e ora sulla bocca di tutti. Chissà cosa penseranno a casa i rinunciatari: adesso lo sanno, ecco quello che si sono persi. Alla conquista dell'Africa c'è un gruppo che ha scelto di dimostrare come l'anima e lo spirito contino più di un semplice nome.
 Theseus 

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1 commento:

Alex ha detto...

Cuper, un nome, una garanzia. Di sconfitta. ������

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