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venerdì 5 febbraio 2016

FINTE UNIVERSITA’ DEL CALCIO E PRESUNTI SPONSOR NERAZZURRI: SVENTATA UNA GRANDE TRUFFA

Una mega truffa che vede coinvolta l’Inter, la compagnia aerea Etihad e un ignaro albergatore romano. Regista dell’operazione un faccendiere, tale Valerio Lattanzio. Su questa vicenda indagano i carabinieri e la Procura di Roma, come ha riportato il Corriere della Sera un paio di giorni fa.
Lattanzio (su chi fosse basta digitare «Valerio Lattanzio» su Google: il primo risultato che appare è un invito a prestare attenzione) si è finto interessato ad acquisire una struttura a 4 stelle situata nei pressi di Fiumicino, asserendo di volerne fare un'Università dello Sport con responsabile Roberto Baggio. E' ciò che ha raccontato ai carabinieri Roberto Biordi, titolare del Bed and Breakfast della Capitale dove Lattanzio aveva alloggiato e che si era lasciato convincere da questi ad aiutarlo nella ricerca di un hotel adatto in cui realizzare il proprio progetto.
Come se non bastasse, lo stesso Lattanzio non ha mai pagato il conto del soggiorno nel B&B assicurando Biordi che l'importo (4.520 euro) sarebbe stato saldato dall'Inter. Motivo? Si professava in missione per conto del club di Thohir, che avrebbe poi acquistato la fantomatica Università appoggiata da un gruppo arabo. Ma quei soldi Biordi non li ha mai visti, ecco perché decise di rivolgersi alle forze dell'ordine.

Agli incontri tra il proprietario dell'albergo di Fiumicino e Lattanzio, sempre secondo le ricostruzioni, presero parte un paio di volte anche l'ex dg nerazzurro Marco Fassone (che pare fosse ignaro della presunta compravendita) e il tattico Adriano Bacconi appena sollevato dall'incarico di collaboratore dell'area tecnica.

Ciò accade tra fine luglio ed inizio novembre, ma ad ottobre succede di peggio: Lattanzio bussa all'Inter insieme ad un famigerato avvocato, i due si definiscono intermediari di Etihad e raccontano che la compagnia di voli intende diventare nuovo main sponsor della società meneghina nel 2016/2017.
Lattanzio convince l'Inter a farsi dare un mandato per trattare con Etihad, inizia un valzer di email vertiginoso che culmina con una lettera fittizia scritta (ma in realtà il diretto interessato non lo ha mai fatto) da chi possiede Etihad, James Hogan, in cui è ufficializzata l'offerta: 25 milioni per 5 anni.
I giornali vengono a sapere dell’offerta della presunta Etihad, ne scrivono e la compagnia aerea smentisce pubblicamente: è domenica 18 ottobre. L’Inter si preoccupa, ma la risposta di Lattanzio e soci è che la smentita serve per tutelare la riservatezza. Seguono altre mail e altri incontri, ma nulla di concreto avviene.
Arriviamo a novembre, l’Inter ha fretta: deve tra l’altro comunicare a Nike cosa mettere sulle maglie della prossima stagione. Lattanzio e l’avvocato si scusano, prendono tempo, promettono una telefonata di James Hogan all’ad dell’Inter Michael Bolingbroke. Nessuno chiama. La fiducia scarseggia, così l’offerta raddoppia: la famiglia reale ora è interessata a comprare l’Inter, tutta o in parte. I dubbi diventano panico quando arriva l’email del proprietario dell’albergo.
L’Inter cerca di approfondire i fatti accaduti a Roma a sua insaputa. L’avvocato socio di Lattanzio non la prende bene: manda una mail di fuoco. Sottolinea che nessuno ha l’autorizzazione di indagare su di lui, che è in atto un tentativo di screditarlo e che sulla vicenda stanno indagando anche i servizi segreti arabi. Un po’ troppo. D’altra parte ci si muove (finalmente...) con Etihad, quella vera: Bolingbroke e Michael Gandler, direttore commerciale dell’Inter, contattano i vertici mondiali della compagnia che smentiscono categoricamente di aver mai voluto sponsorizzare l’Inter e di conoscere quella strana coppia. Nel frattempo i carabinieri di Roma chiamano il club e il cerchio si chiude. Forse non proprio senza conseguenze (attualmente l’Inter ancora non ha uno sponsor), ma con una mega truffa sventata.

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1 commento:

BlackWhite ha detto...

Solo dei polli come gli interisti potevano cadere in questa truffa. Ridicoli sempre e comunque.

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