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lunedì 4 gennaio 2016

IL PANETTONE E' INDIGESTO: IL REAL ESONERA BENITEZ

Salta un'altra panchina eccellente in Europa: dopo l'addio di Mourinho al Chelsea, infatti, si chiude anche l'avventura di Rafa Benitez al Real Madrid.
E' durata solo sei mesi, dunque, l'avventura di Benitez al Real Madrid (e quella del vice Fabio Pecchia). Il club tanto desiderato, il punto d'arrivo di una carriera, spazzato via da errori tecnici, problemi coi giocatori e coi media e inesistente feeling con i tifosi sin dalle prime settimane alla guida della gloriosa squadra della capitale.
I cattivi risultati e la scarsa sintonia col gruppo hanno pesato infatti sulla decisione della società: fatale è stato il pari di Valencia, che ha portato i blancos a -4 dalla vetta occupata dall'Atletico e li ha lasciati a -2 dal Barcellona, che però ha una partita in meno. Florentino Perez ha già in casa il sostituto: è Zinedine Zidane, attuale allenatore del Castilla, la squadra B del Real.

Toccherà a lui invertire la rotta: Benitez ha portato il Real agli ottavi di Champions con un percorso quasi netto (5 vittorie e un pari a reti inviolate con Psg), in campionato ha ottenuto 37 punti in 18 gare, ma ha quasi sempre fallito quando il livello si è alzato perdendo con Villarreal, Siviglia e Barcellona e pareggiando con Valencia, Atletico Madrid e Malaga, oltre che con lo Sporting Gijon all'esordio.
Ecco le parole di Florentino Perez: “Abbiamo deciso per la risoluzione del contratto di Rafa Benitez. Siamo grati a lui per il lavoro svolto. Al suo posto abbiamo scelto Zinedine Zidane, un campione del calcio che conosce questo club, una leggenda del Real Madrid: oggi è un grande giorno per il madridismo”.
Visibilmente emozionato Zidane: “Voglio ringraziare il club per darmi la possibilità la squadra che ritengo la migliore del Mondo. Da oggi cercherò di fare del mio meglio perché si possa vincere qualcosa d'importante già a partire da questa stagione. Potrete capire che per me questo è un giorno importante, Devo ammettere che provo un'emozione più grande di quanto abbia provato quando a suo tempo ho firmato per il Real come giocatore. A partire da domani sul campo a lavorare per dare il meglio. Grazie a tutti”.
A 43 anni "Zizou" diventa il 24° allenatore straniero nella storia del Real Madrid, il primo francese. I Blancos hanno avuto nella loro storia tre allenatori argentini (Carniglia, Di Stéfano e Valdano), tre inglesi (Arthur Johnson, Robert Firsth e Michael Keeping), due tedeschi (Heynckes e Schuster), due olandesi (Beenhakker e Hiddink), due serbi (Boskov e Antic), due uruguaiani (Enrique Fernández e Héctor Scarone), due portoghesi (Queiroz e Mourinho), due italiani (Capello e Ancelotti), un brasiliano (Luxemburgo), un cileno (Pellegrini), un ungherese (Hertzka), un macedone (Miljanic), un gallese (Toshack) e un paraguaiano (Fleitas). Sono invece 22 i tecnici spagnoli che hanno guidato il club blanco: il primo Juan de Cárcer negli anni '20, l'ultimo proprio Benítez.
Il compito che spetta Zidane (e al suo vice Santiago Solari) non sarà dei più semplici. Madrid è sempre una piazza esigente e ottenere il massimo non è mai abbastanza. Zizou avrà una brutta gatta da pelare, ma ha l’esperienza e la bravura per far bene. Ai posteri l’ardua sentenza.

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3 commenti:

Theseus ha detto...

Faccio fatica a capire questa scelta. Non puoi esonerare un allenatore in corsa su tutti e tre i fronti (in Coppa del Re bisogna ancora aspettare il verdetto del ricorso). E' vero che il Real di Benitez non ha mai entusiasmato particolarmente ma comunque finora aveva portato a casa buoni risultati (in Champions ha fatto un cammino quasi perfetto).
Mi pare evidente che sia un esonero dettato più dall'umore del Presidente e dei tifosi che non dai risultati sul campo.

Stefano ha detto...

Non c'è nulla da meravigliarsi con un Presidente del genere. Per molto meno ha liquidato Ancelotti non più tardi di sei mesi fa. E a giugno farà fuori anche Zizou. Potete scommetterci...

Andrea ha detto...

www.pianetasamp.blogspot.com

Ma a voi il Real Madrid sembra un club calcistico?
E i suoi tifosi vi sembrano...tifosi?
Dicono che in Italia non abbiamo la cultura della sconfitta, lì non ce l'hanno neanche delle vittorie, mamma mia che tristezza di ambiente...ciao!

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