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venerdì 26 luglio 2013

COPA LIBERTADORES, IL TRIONFO DELL'ATLETICO MINEIRO DI RONALDINHO

Per la prima volta nella sua storia, l'Atletico Mineiro conquista la Coppa Libertadores. Incredibile finale di ritorno a Belo Horizonte, dove la formazione brasiliana guidata da Cuca rimonta lo 0-2 dell'andata contro i paraguaiani dell'Olimpia Asuncion con i gol di Jo e Leonardo Silva e ai rigori la spunta per 4-3, complici gli errori dal dischetto di Herminio Miranda e Matias Gimenez.
Lo 0-2 di Asunción pareva porre fine a ogni sogno di gloria bianconero. Invece, trascinato da Ronaldinho e Bernard (quest'ultimo in odore di addio), l'Atlético trova la forza di rimontare nella ripresa, dopo un primo tempo improduttivo. La girata del nazionale Jô, dopo un buco della difesa ospite, vale l'1-0, ma l'apoteosi giunge a 3 minuti dal termine, dopo il rosso a Manzur: colpo di testa vincente di Leonardo Silva, uno che fino a 4 anni fa vestiva la maglia dei rivali del Cruzeiro.

I supplementari si chiudono con un nulla di fatto, nonostante i generosi tentativi degli uomini di Cuca di portare dalla loro parte la contesa già sul campo. Réver colpisce l'incrocio dei pali di testa, Martin Silva salva su Josué e su un altro paio di attacchi brasiliani.
Poi si va ai rigori: Victor respinge col corpo su Miranda, poi l'errore decisivo è di Giménez, che calcia contro il palo. E il Mineirão e tutta la Belo Horizonte bianconera possono esplodere di gioia dopo 42 anni.

E' la quarta vittoria consecutiva di una squadra brasiliana in Copa Libertadores, dopo quelle di Internacional, Santos e Corinthians. Per l'Atlético Mineiro è la prima Libertadores della propria storia. È la coppa di Victor, fuori dalla Confederations Cup ma capace di prendersi la sua vendetta: rigori parati nei quarti (al 93', a Riascos del Tijuana), in semifinale e poi in finale; è la coppa di Bernard, che approderà presto in Europa; è la coppa di Jô, bomber sottovalutato; è la coppa di Cuca, allenatore considerato un menagramo, al primo trofeo vero in panchina.
È, soprattutto, la prima coppa di Ronaldinho. Lo davano per finito quand'è tornato in Brasile, e invece in una sola notte è riuscito a prendersi un record dietro l'altro. L'ex milanista diventa il settimo giocatore di sempre ad aver conquistato sia la Champions League (Barcellona 2006) che la Libertadores (Atletico Mineiro 2013). L'impresa, in passato, era riuscita a Nelson Dida (Cruzeiro 1997, Milan 2003 e 2007), Cafu (San Paolo 1993 e 1994 e Milan 2007), Roque Junior (Palmeiras 1999 e Milan 2003), Juan Pablo Sorin (Juventus 1996 e River Plate 1996), Carlos Tevez (Boca Juniors 2003 e Manchester United 2008) e Walter Samuel (Boca Juniors 2000 e Inter 2010).
Ora, a dicembre, è in programma il Mondiale per Club in Marocco. E assieme al super Bayern Monaco di Pep Guardiola ci sarà anche questa squadra brasiliana che da troppo tempo, da 42 anni, era diventata un gigante addormentato, senza ricordarsi più che effetto facesse alzare una coppa.

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1 commento:

Rudy ha detto...

Ronaldinho nonostante l'età fa ancora la differenza. Anche se questa vittoria é merito un po' di tutti...

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