GLI ULTIMI 10 ARTICOLI

mercoledì 6 marzo 2013

GIGGS DA LEGGENDA, ENTRA NEL CLUB DEI MILLENARI

Il 2 marzo 1991 Ryan Giggs esordiva in Premier League contro l'Everton con la maglia del Manchester United. Ieri sera, ventidue anni e tre giorni dopo, ha toccato quota 1000. 
Mille presenze da professionista, partendo titolare, all'età di 39 anni, contro il Real Madrid in Champions League (e pazienza se lo United è stato eliminato dalla Champions League a causa di un gol dell’ex Cristiano Ronaldo). Sir Alex Ferguson, che nel 1987 convinse la madre a tesserare il proprio figlio quattordicenne con i Red Devils, nei momenti difficili e cruciali non si priva mai del gallese e una settimana fa gli ha rinnovato il contratto fino al 2014.
Ryan Giggs è entrato così nel club dei millenari. Il primo della classifica è l'irraggiungibile Peter Shilton con 1390 presenze, seguito da Roberto Carlos e Ray Clemence. Dei calciatori in attività presenti solo Zanetti, quinto con 1091, e Rogerio Ceni, sesto a quota 1064.

I numeri del gallese sono impressionanti. E gode anche del record di aver segnato almeno un gol in 23 campionati inglesi consecutivi, cosa che non era mai riuscita a nessuno.

Con la maglia dei Red Devils è fermo a 932 gettoni ai quali vanno aggiunte le presenza con le nazionali (Galles, Regno Unito e Inghilterra under 16). Di tutto rispetto anche il suo palmares con 12 Premier League vinte, 4 FA Cup, 4 coppe nazionali, 9 Charity Shield, 1 Coppa Coppe, 1 Supercoppa Europea, 2 Champions League, 1 Coppa Intercontinentale e 1 Mondiale per club in bacheca. Oltre al Golden Foot nel 2011.
Quando lui scese in campo quel pomeriggio di 22 anni fa al fianco di Paul Ince, Gary Pallister, Lee Sharpe, Danny Wallace ed il compianto Les Sealey, Paul Scholes aveva 16 anni, Rio Ferdinand era appena 12enne, Phil Jones e Nick Powell non erano ancora nati.
Ryan Giggs è la leggenda, è l’icona, è il simbolo che due generazioni di tifosi hanno adottato in quel freddo pomeriggio inglese e non hanno più abbandonato. Né lui ha abbandonato loro. Perché se indossi quella maglia 932 volte, se vinci tutto quello che il mestiere di calciatore consente di vincere, se vieni nominato miglior giocatore della storia del club davanti a gente come Bobby Charlton e George Best, vuol dire che in fondo te lo sei meritato.
Esterno di fascia mancino, veloce, rapido e dal dribbling efficace, dal tiro insidioso e beffardo. Leader sul campo, mai fuori dai confini del gioco corretto, silenzioso braccio destro di Ferguson sul campo da gioco. In tanti lo hanno ammirato, in tanti lo hanno sognato, non ultimi Moratti e l’Avvocato Agnelli, che a Beckham hanno sempre preferito Ryan, meno bello forse, ma certamente più grintoso, più materiale, meno artista ma più calciatore. Lui però dai Red Devils non ha mai voluto allontanarsi, anche per rispetto e riconoscenza nei confronti di sir Alex Ferguson che per lui rappresenta quel padre che non ha mai avuto.
E un giocatore così meritava una cornice speciale per la sua millesima presenza. E’ la cornice è stata la Champions League con un avversario di tutto rispetto come solo il Real Madrid può essere. E Ryan Giggs, nonostante a novembre festeggi le 40 primavere, non ha nessuna intenzione di fermarsi. E vuole continuare a fare quello che gli riesce bene. Infischiandosene del tempo che passa.

Se ti è piaciuto l'articolo, iscriviti al feed per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog!

2 commenti:

Theseus ha detto...

Già il fatto che a 39 anni è titolare in un ottavo di finale decisivo la dice lunga sulle qualità di un giocatore che a dispetto dell'età tiene ancora botta. Una leggenda.

Ciaskito ha detto...

Anche Zanetti é titolare a 39 anni. Ma i risultati non sono gli stessi. Forse perché Ferguson, al contrario di Stramaccioni, ha imparato a centellinare le presenze.

LinkWithin

Related Posts with Thumbnails