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mercoledì 29 agosto 2012

CIAO ACCHIAPPASOGNI, GRANDE UOMO E GRANDE CAMPIONE

Ci ricordiamo tutti che i trionfi nerazzurri dell’ultimo decennio sono passati dai piedi di Milito, di Eto’o, Ibrahimovic, Sneijder. Ma spesso, forse un po’ troppo spesso, ci sfugge che quelle stesse vittorie sono passate anche dalle mani e dai guantoni di Julio Cesar. Quante volte ci ha messo la mano, un piede, anche solo le punta delle dita per salvarci da un gol? Come quella volta al Camp Nou quando si tuffò a deviare un tiro difficilissimo di Messi. Magari senza quella manona non saremmo andati a Madrid.
Roberto Scarpini di Inter Channel lo aveva soprannominato l’Acchiappasogni. Un grande campione, un professionista, uno dei migliori portieri che hanno difeso la porta nerazzurra. Fino ad un paio di stagioni fa era insieme a Buffon il miglior portiere del mondo.
Da oggi il portiere brasiliano è un ex giocatore nerazzurro. Ha rescisso il contratto che lo legava all’Inter ed è volato in Inghilterra a firmare per il Queen Park Rangers. In realtà era un divorzio annunciato. Non aveva voluto sposare la nuova politica della dirigenza nerazzurra che prevedeva il taglio degli ingaggi.

Molti suoi compagni avevano accettato il decurtamento pur di continuare a vestire i colori nerazzurri, lui,nonostante il grande amore che ha sempre espresso per l’Inter e i suoi tifosi, non ha mollato. E l’Inter giustamente si è guardata intorno cercando un altro numero uno (nel senso di portiere ma anche qualitativamente).
Ma non è delle scelte di Julio Cesar che voglio parlare, né di come si è arrivati al suo addio. Perché al di là di tutto per me rimarrà sempre il portierone dell’Inter del Triplete, quel ragazzo dal faccione grande e dal sorriso simpatico, l’Acchiappasogni che per sette lunghi anni ha allungato le manone per proteggere la nostra porta, il ragazzo semplice che in una trasmissione televisiva si emozionò rivedendo le sue parate in nerazzurro.
Un grande portiere, bravo con i piedi, dotato di coraggio e tempismo perfetto nelle uscite basse, molto reattivo tra i pali, sicuro nelle uscite alte, decisivo come pochi (forse solo Buffon è altrettanto decisivo tra i pali).
Ma probabilmente Julione resterà nei nostri cuori anche e soprattutto per il lato umano, per l’umiltà e la semplicità che ha mostrato, per il suo atteggiamento sempre professionale e mai sopra le righe.
Forse ha ragione Sabine Bertagna, “non siamo bravi a dirci addio”. Non quando c’è di mezzo un pezzo di storia e di cuore nerazzurro. E allora caro Julione, ti diciamo semplicemente grazie. Grazie per le emozioni che ci ha regalato, per i gol che hai salvato, per quella manona al Camp Nou, per quel rigore parato a Ronaldinho,e per altre 10, 100, 1000 parate che hai fatto in questi sette anni. Grazie Julione, grazie di tutto. Ciao, Acchiappasogni, resterai sempre nei nostri cuori nerazzurri.

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2 commenti:

marco novelli ha detto...

Mi dispiace!!!!!!!!!!!

http://blogcalciobianconero.blogspot.it

Nerazzurro ha detto...

Aldilà del perché e del come è andato via, resta il ricordo di un grandissimo portiere. Troveremo (forse l'abbiamo già trovato) un sostituto dal punto di vista tecnico ma difficilmente riusciremo a sostituirlo dal punto di vista umano.

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