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giovedì 2 febbraio 2012

IL MOMENTO MAGICO E' FINITO. ORA COSA VOGLIAMO FARE?

Più guardo la classifica e più mi prende lo sconforto. Se avessimo vinto a Lecce e fossimo riusciti a non prendere quattro gol dal Palermo, ora saremmo parecchio in alto, ad un passo (anzi due) dal Milan. E invece siamo a sette punti dai rossoneri, a cinque dall’Udinese e a tre dalla Lazio. In una settimana le nostre ambizioni sono state quanto meno ridimensionate. Abbiamo buttato all’aria l’unico trofeo realmente alla nostra portata (la Coppa Italia) e ci siamo allontanati dall’obiettivo minimo in campionato: il terzo posto.

Quelle sette vittorie ci avevano illuso ma la realtà è che non siamo una squadra competitiva. Abbiamo dei giocatori ancora capaci di fare la differenza (Milito, Sneijder) ma per il resto siamo un mix di senatori ormai logori e di giovani più o meno promettenti. Temo che nei prossimi mesi saranno più le partite tipo Lecce o Palermo che quelle tipo Milan, Parma o Lazio.
Ciò che non toglie che magari con un pizzico di fortuna e uno scatto d’orgoglio dei nostri big possiamo ancora puntare a quel terzo posto che vorrebbe dire Champions League. Anche se forse un anno di Europa League sarebbe negativo economicamente, ma molto utile per guardarci in faccia e capire cosa siamo e cosa vogliamo fare.

L’Inter vista ieri sera non mi è dispiaciuta. E’ vero i difensori sono stati disastrosi (come è possibile che Miccoli segni due gol uguali, no dico uguali, e che lo stesso attaccante palermitano alto 160 cm faccia un gol di testa, no dico, di testa) ma ho visto comunque delle buone cose. Milito è stato devastante, sembrava Re Mida del pallone, ogni tocco era un gol. L’abbiamo atteso per tanto, troppo, tempo ma finalmente è tornato ad essere l’attaccante letale in area che può fare la differenza. Come allo stesso modo può ancora fare la differenza Sneijder. Nonostante Ranieri gli faccia fare l’esterno, nonostante venga sostituito costantemente, nonostante tutto è l’unico che può accendere il gioco.
Molti positivi anche Poli e Palombo. In particolare il primo mi è piaciuto molto. Può diventare un pilastro del nostro centrocampo, a patto che Ranieri si decida a dargli più fiducia per far rifiatare Cambiasso e Zanetti.

Note negative. Innanzitutto Maicon, che quando gioca da Maicon fa la differenza ma quando (troppo spesso) gioca da terzino qualsiasi diventa irritante e snervante (roba che lo prenderei volentieri a calci nel sedere). Cambiasso e Zanetti ci mettono grinta e cuore ma non possiamo certo sperare che siano costanti e decisivi come 3-4 anni fa. La difesa ieri sera è stato raccapricciante. Tutti ad addossare le colpe a Ranocchia ma anche Lucio ci ha messo del suo per non parlare di Nagatomo (sul terzo gol marca l’attaccante da dietro e non davanti…).
Infine Ranieri. Il tecnico romano sta mostrando i suoi limiti. E’ bravo quando deve raddrizzare una barca che affonda, quando c’è da motivare un gruppo ormai alla frutta, quando deve restituire ordine e idee di gioco. Ma quando deve metterci quel quid in più si perde in un bicchiere d’acqua. E si spiega il perché in tanti anni di carriera non abbiamo vinto granché.
Non posso concludere senza aver speso due parole sulla questione di giocare in queste condizioni meteorologiche. A mio avviso non si dovrebbe giocare in queste situazioni e soprattutto credo che nei mesi invernali si dovrebbero evitare le sfide serali. Non a caso quattro partite di questo turno infrasettimanale sono saltate. Per fortuna il prossimo weekend le partite serali (Roma-Inter e Cesena-Catania sabato, Milan-Napoli domenica) verranno anticipate alle 15. Ogni tanto prevale il buon senso.


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2 commenti:

Winnie ha detto...

Ebbene sì, le sette vittorie ci avevano illuso. Pensavamo di poter competere con Milan e Juventus mentre abbiamo difficoltà anche a contendere il terzo posto con Lazio e Udinese.
Spero sia solo una crisi passeggera e che riusciamo a riprendere al più presto la retta via.

Nicola ha detto...

Che Milan e Juventus siano di un altro livello è un dato di fatto ma abbiamo i mezzi per puntare al terzo posto.
Purchè si cambi registro.

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